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Leadership Archives - Claudio Belotti

Vicini, in modo diverso

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Assieme alla necessità di distanziamento che ha portato a protrarre lo smart working viene la necessità di star vicino in un modo differente ai propri collaboratori. 

In molte aziende in questi mesi lo smart working è diventato la regola. Con impegno, inventiva, sforzi e una buona dose di fiducia questa differente modalità di lavoro è entrata nel modo comune di intendere il lavoro. Poi diciamocelo: avere una opzione in più è sempre una buona notizia.

E questa buona notizia ha portato con sé nuovi problemi da affrontare. Gli uffici, infatti, non sono solo il luogo dove vai a lavorare. Offrono ben più degli spazi dei mezzi e degli strumenti per fare la propria parte nel piccolo o grande mondo che è l’organizzazione aziendale.

Ci sono rapporti interpersonali da gestire e gruppi da coordinare, ci sono singole persone che hanno bisogni, aspirazioni, talenti. Ci sono superiori che vogliono informazioni, aggiornamenti, risultati. Maggiore è la complessità del sistema, maggiori sono le competenze che servono. Questo è uno dei temi chiave che da sempre affrontiamo nei corsi di PNL.

Competenze di comunicazione, ascolto attivo, capacità decisionale e la capacità di fissare obiettivi (e raggiungerli). Queste sono solo alcune capacità che potrai apprendere nel percorso di Programmazione Neuro-Linguistica che ogni anno svolgo insieme al mio team Extraordinary. Fra le altre cose imparerai anche a porre domande efficaci e ottenere le risposte di cui hai bisogno.

La capacità di porre domande, infatti, è una skill chiave per chiunque debba (e voglia) gestire un gruppo di persone. Soprattutto in questo periodo: porre le domande giuste è il modo migliore per ottenere i risultati desiderati, per sé e per gli altri.

Qual è secondo te la competenza più importante nella gestione di un gruppo?

Cosa ci ha insegnato questo periodo sulla produttività?

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Molte aziende hanno imparato a fidarsi di più dei propri dipendenti e molte altre sono ancora in tempo per farlo. La fiducia, infatti, è uno degli elementi chiave del lavoro smart. Per creare fiducia è necessario creare le condizioni nelle quali chi gestisce l’azienda è chi produce o eroga il servizio condividano valori, idee e responsabilità.

Per creare questo ambiente di lavoro ci sono molti modi. Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni saprai già che dipende molto dal livello nel quale si trova ad operare l’azienda in questo preciso momento. Ogni azienda, infatti, attraversa degli stadi di sviluppo. Questi stadi richiedono soluzioni differenti nella gestione delle persone.

Per creare il giusto clima di fiducia e aumentare la produttività è importante tenere in considerazione 3 aspetti:

  1. Conosci il tuo team. Il gruppo di lavoro è composto da persone che hanno differenti idee, personalità, vocazioni, abitudini. Se ciò che conta di più è il risultato da ottenere allora è fondamentale diminuire i vincoli di processo e aumentare le libertà di lavoro. Responsabilizzare le persone circa il proprio lavoro, ad esempio, e mostrando loro il quadro complessivo nel quale il lavoro del singolo assume un senso più ampio.
  2. Costruisci la giornata lavorativa personalizzata. Da leader hai la possibilità di osservare il lavoro di tutti e comprendere dove e come performano meglio. Potrebbero esserci persone che lavorano meglio la mattina, altri il pomeriggio o la sera. Ovviamente questo va conciliato con le attività extra lavorative e fissare una riunione alle 22 potrebbe non essere il massimo. Allo stesso modo lasciare libertà di azione sui progetti individuali può dare risultati molto interessanti…
  3. Trova la chiave giusta. Per motivare le persone può essere necessario andare nello specifico. Ci sono persone, infatti, che desiderano giornate di riposo, altri preferiscono iniziare più tardi o finire prima. Alcuni hanno bisogno di isolarsi, altri di parlare con qualcuno. Che cosa serve alla tua squadra? Che cosa serve alle persone che lavorano con te? Trova la chiave giusta e aprirai la porta della produttività.

Costruisci una solida fiducia

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Costruire la leadership significa costruire fiducia. In questo 2021 abbiamo iniziato a ripartire dalle basi, perché sono il mattone fondamentale per costruire tutto il resto. E quando ti accorgi che in ufficio colleghi e collaboratori non si fidano di te è un campanello d’allarme per agire e fare qualcosa di differente o in modo differente.

Qui non stiamo parlando di tradimenti plateali: quelli portano a rotture definitive e fratture difficilmente sanabili. Qui, oggi, stiamo affrontando quei comportamenti che minano elementi di fiducia specifici. E spesso si tratta di comportamenti ripetuti nel tempo, anche inconsciamente. Tanti anni fa, quando lavoravo ancora nel settore alberghiero, avevo uno dei miei collaboratori che rispondeva sempre “non lo so”. 

Qualunque fosse la domanda: la sua prima risposta era “non lo so”. Poi ci pensava un attimo e dava la risposta corretta. Era quasi un riflesso condizionato il suo. Se la frase aveva una inflessione di domanda, lui aveva la sua risposta. Chi lo conosceva poco inizialmente non si fidava di lui e spesso dopo aver ricevuto la sua serie di risposte rivolgeva ad altri la stessa domanda.

Ma quali sono i segni di questa mancanza di fiducia in ufficio e come si possono trasformare in una rinnovata fiducia? Vediamo insieme qualche esempio tra i più comuni:

Le tue decisioni devono essere approvate. Soprattutto se chi le deve approvare è un tuo pari, questo è un campanello d’allarme. Per prendere decisioni migliore è importante fare esperienza: per questa ragione, avere qualcuno che ti affianca in un primo momento può essere un grande vantaggio. Costruisci la tua esperienza poi quando sei convinto della tua efficacia vai a parlarne con chi ha il potere di revocare l’affiancamento.

Gli indirizzi email in CC. Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni avrai certamente appreso come certi stadi evolutivi di una azienda tendano alla burocratizzazione eccessiva. E avrai anche letto che fine fanno quelle aziende. Se non lo hai fatto rimedia subito qui. Un segnale di questo malessere più generale che potrebbe non riguardare te solo è il numero di indirizzi in CC: una azienda che invia email con un numero molto alto di indirizzi probabilmente ha qualcosa che non funziona correttamente. Prima di prenderla sul personale prova a rivedere i processi di comunicazione e offrire alternative.

La tua squadra ti rema contro. Ecco questo è un nodo al pettine della leadership. Per quale ragione la tua squadra è contro di te? Magari reagisce in modo passivo-aggressivo alle tue comunicazioni. Questa è una delle sfide più belle ed entusiasmanti che potrà offrirti il lavoro: costruire o ricostruire la fiducia della tua squadra. Questa è leadership allo stato puro: ne ho scritto solo pochi giorni fa qui e fra i miei articoli trovi molti spunti utili. Il mio consiglio per iniziare è uno: parti dall’esempio, dal buon esempio.

Una nuova leadership per il 2021

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Il miglior modo per iniziare questo 2021 tanto atteso è fare un salto nella leadership. Scopriamo insieme quali sono i principali tratti di leadership da sviluppare nei prossimi mesi per rafforzare il tuo ruolo. Un leader, infatti, per essere tale deve sviluppare la capacità entrare in relazione con le altre persone, guidarle senza comandare, aiutandole a diventare leader a loro volta.

Un leader infatti – come ci ricorda una delle radici di questa parola – ha il compito di innalzare e condurre al successo gli altri. Ciascun leader fa questo in modi differenti, si adatta all’ambiente, agli usi del gruppo e ha le competenze necessarie per andare per primo quando si affronta una novità. Ma il ruolo del leader non si ferma a questo.

La parte più importante del suo approccio è nell’identità: un leader si riconosce – riconosce sé stesso e si rende riconoscibile dagli altri come tale. Quando lo fa ispira gli altri trasmette i valori proprio del suo gruppo e dell’azienda per la quale si lavora insieme. Aiuta le persone a trovare il proprio perché nel lavoro che svolgono.

In che modo avviene questa magia? Voglio suggerirti alcune attività attraverso le quali potrai sviluppare la tua leadership nel 2021 per raggiungere i risultati che desideri:

  1. Ascolta. Il 2020 tra le tante lezioni che ci ha lasciato c’è sicuramente quella dell’ascolto. E’ pieno di persone che parlano – spesso a vuoto, con lamentele o peggio con fatti inventati – e poche che ascoltano. Quelle che ascoltano sono sempre quelle che hanno un potere sulle persone che parlano e basta.
  2. Fai un passo indietro. Di tanto in tanto. Non sempre. Lascia la scena a chi lo merita. Non è così facile come sembra. E non è solo una questione di orgoglio. A volte ci sono persone che hanno una tale ritrosia per il proscenio che dovrai essere tu spesso a dover allestire il palco, far venire il pubblico, aprire il sipario e spingere con decisione la persona a prendersi l’applauso.
  3. Datti il permesso di sbagliare. Non hai sempre ragione. Tutti sbagliamo. Anche tu. Ridici su, scherza con gli altri, sii trasparente circa il tuo errore. La tua autorevolezza non scenderà all’aumentare della tua umanità. E qui sulla terra un leader con spiccati tratti umani è molto apprezzato dagli altri esseri umani.

Cosa farai quest’anno per rafforzare la tua leadership?

Come mantenere dinamico il lavoro anche in smart working

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Gran parte della bellezza (e della difficoltà) del lavoro proviene dalle dinamiche di collaborazione con gli altri. Nel rapporto con gli altri si crea quella magia chiamata team-working, quella unione di intenti e impegno che porta a compimento, o meglio realizza, l’idea, il progetto di partenza.

Con lo smart working tutto questo scenario è mutato e sono cambiate anche le nostre abitudini di lavoro in gruppo. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto come conoscere e affrontare i differenti livelli di sviluppo di una azienda. Come ci si comporta quando l’azienda stenta a crescere e a rinnovarsi? Cosa accade quando i privilegi dei senatori entrano in conflitto con il gap retributivo dei nuovi arrivati? 

Se desideri continuare a lavorare in modo efficace ti offro 3 suggerimenti (più uno) per mantenere il lavoro vivo e interessante anche durante lo smart working:

  • Lavora sulla tua rete LinkedIn: questa piattaforma che ospita da molto tempo ormai i miei post può offrire anche a te la possibilità di espandere la tua rete di conoscenze. Puoi farlo proponendo i tuoi contenuti o ampliando le tue connessioni all’interno del tuo settore, della tua qualifica o nel settore nel quale vorresti lavorare. Proponi te stesso e le tue idee.
  • Organizza dei caffè virtuali: quando incontri persone interessanti puoi iniziare una conversazione, offrire la tue esperienza e proporre il tuo metodo di lavoro. Organizza degli incontri virtuali per un caffè (questo puoi farlo realmente) e raccontare all’altra persona i tuoi obiettivi e il tuo lavoro, far domande, chiedere consigli. Soprattutto se sei giovane, fai in modo di cogliere questa opportunità.
  • Scrivi alle persone anche solo per sapere come stanno: nel tuo gruppo di lavoro in particolare ci saranno persone alle quali tieni maggiormente. Resta in contatto e cerca di fare del tuo meglio per loro. Non devi essere il capo per occuparti degli altri. In una struttura organizzata è importante prendersi cura l’uno dell’altro.

Infine, ricordati di festività importanti e compleanni: un altro modo per restare in contatto e mantenere vivo lo spirito del gruppo che nasce in ufficio ci sono sicuramente gli eventi importanti per le singole persone. Organizzare un meeting su Zoom e tramutarlo in festa a sorpresa: non costa nulla e può rendere più bella la giornata di qualcuno. 

5 attività per un mindset da leader

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Quali sono le caratteristiche di una mentalità da leader?

Come sai se mi leggi e mi segui da qualche tempo la leadership per me è qualcosa di più complesso che essere il capo di qualcuno o il rappresentante di una qualche idea o ideale.

Ho realizzato diversi audiolibri sulla leadership (Come diventare un leader di successo o il più epico Jedi Leadership) e scritto molti fra ebook e libri (Prendi in mano la TUA felicità con un focus personale e Gli Stadi del Successo con un focus business).

Per creare il tuo mindset da leader hai una quantità di materiale utile e   facilmente accessibile. Per invogliarti a farlo ti scrivo qui quelle che per me sono le 5 attività necessarie per diventare il leader che desideri:

  1. Sii il cambiamento che vuoi vedere. Questo motto gandhiano può essere semplificato nella pratica con un più accessibile “dai il buon esempio”. Questo è ciò che serve per iniziare ad essere individuato come leader.
  2. Ascolta per capire, non per rispondere. L’ascolto è fondamentale e l’ascolto attivo in particolare è ciò che porta ricchezza alla tua leadership. Nel momento in cui diventi capace di prestare orecchio alle persone impari a conoscerle e loro a fidarsi. Ovviamente devi essere in grado di far buon uso della fiducia che ti viene data.
  3. Vai per primo. Può sembrare un corollario del “buon esempio”. E in parte è così. Quando la via è incerta si tratta di creare la via, quando la soluzione è in dubbio si tratta di scegliere, quando si è di fronte a una novità si tratta di sperimentare. Andare per primo significa anche mostrare che è possibile e richiede fiducia e consapevolezza.
  4. Crea la tua tribù. Nel contesto di una organizzazione aziendale forse il concetto di tribù è sicuramente più gestibile del concetto di famiglia. Non tutti vogliono una famiglia ma quasi tutti desiderano essere parte di una tribù che si prende cura di loro e della quale loro stessi possono prendersi cura. Nella tribù ciascuno ha un ruolo, aiutalo a far emergere il suo valore in quel ruolo.
  5. Condividi. Cedi parte delle responsabilità e dei meriti. Condividi il peso delle decisioni e coinvolgi le persone – non tutte necessariamente – nel processo decisionale. Un leader è tale quando crea altri leader, collaboratori che partecipano al successo dell’azienda non dipendenti che ricevono istruzioni come robot.

E tu in che modo applicherai la leadership nella tua azienda? Su quale punto inizierai a focalizzare l’attenzione?

Da manager a leader

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Quasi sono gli elementi che dividono il semplice manager dal vero leader? E per quale ragione dovresti preferire la seconda opzione?

Un manager nella maggior parte dei casi tutte le hard skills necessarie a fare un ottimo lavoro di gestione delle risorse. Svolge con interesse il suo lavoro in azienda, ci tiene a ottenere i risultati prefissati, fa del suo meglio per migliorare il rendimento.

Un leader invece oltre alle competenze – le hard skills – ha qualcosa in più. Nel suo comportamento, persino nella sua identità di manager ci mette un extra. Quell’extra nell’ordinario che migliora le cose. Per me quell’extra significa passione, attenzione, esempio, integrità, rispetto, umanità.

Per questa ragione scegliere di essere leader di un gruppo è preferibile: significa sbloccare un nuovo livello nel gioco della vita. Ti suggerisco quindi 3 attività che puoi svolgere per trasformare il manager che è in te nel leader che vuoi essere:

Comunica: scegli il tuo stile di comunicazione e non dare mai nulla per scontato. Soprattutto non dare per scontate le cose fatte o meglio ancora ben fatte. Ringrazia e dai un feedback positivo anche a chi fa semplicemente il suo dovere. Oltre a essere più incline ad accettare le critiche, una persona che riceve un rinforzo positivo sarà stimolata a svolgere un lavoro sempre all’altezza delle aspettative.

Ascolta: meglio ancora, ascolta in modo attivo e lasciando tempo e spazio alle persone per parlare ed esprimere le proprie idee. Chiedi alle persone come stanno e ascolta davvero la loro risposta. Chiedi dei loro desideri, delle loro aspirazioni. Chiedi cosa amano e cosa vogliono per il proprio futuro. Puoi pensare certo che non siano affari tuoi. Ma molto spesso tutto ciò di cui ha bisogno una persona per stare meglio (e lavorare meglio) è di essere ascoltata. 

Fai sentire: fai sentire le persone speciali. Falle sentire uniche e importanti. Fai sentire loro che il lavoro che svolgono è importante. Ascolta le idee che propongono e dai loro un feedback. Portale avanti, fagli riconoscere il merito. Un leader, prima ancora di gestire il lavoro, costruisce innanzitutto una comunità della quale fanno parte tutti i membri del gruppo, ciascuno con le proprie capacità.

In che modo inizi a costruire la tua leadership?

Come si crea un ascolto efficace sul lavoro?

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L’ascolto è fondamentale per creare e gestire un’attività di successo. Ogni grande imprenditore infatti è anche un grande ascoltatore. Attenzione: ascoltare non significa fare automaticamente ciò che ci viene detto, anzi. Spesso ascoltare significa fare esattamente il contrario. Ed è solo chi davvero ascolta, elabora e decide che è in grado di farlo.

Tutto insomma parte dall’ascolto, soprattutto dall’ascolto attivo. L’ascolto attivo appunto prevede azione, partecipazione, comprensione – della persona e del suo messaggio – e la capacità di utilizzare l’informazione che se ne ricava. Ascoltare non è come fingersi morti come un opossum e sperare che la persona di fronte smetta di parlare.

Ascoltare è una azione ben precisa che può portare grandi risultati. Bisogna lavorare bene per affinare la propria capacità di ascolto e qualunque imprenditore ne trarrà il massimo beneficio soprattutto nel momento in cui deciderà di portare nella propria azienda una analisi complessiva, basata su “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo libro infatti aiuto chi fa impresa ad ascoltare la propria azienda.

Ogni cosa parla in azienda: i regolamenti, i comportamenti delle persone, la leadership del management e tutto ci dice qualcosa di utile. Vediamo 5 modi utili per migliorare il proprio ascolto in azienda:

  1. Mantenere lo stato. Molte volte mi è capitato di sentire imprenditori dire “quando sento parlare quello lì non ci vedo più”. Succede infatti che l’approccio di alcune persone possa far innervosire. In nessun caso bisogna lasciare che la rabbia o la frustrazione ti annebbino. Mantieni la calma – o lo stato che ritieni più adeguato – e ascolta ciò che la persona ha da dire.
  2. Fai domande. Non te lo aspettavi, vero? Un buon ascoltatore è anche un buon intervistatore. E domanda innanzitutto per approfondire e chiarire. Per questo l’ascolto è attivo. Incameri informazioni e le utilizzi per creare domande utili a portare il discorso dove è più utile, per te.
  3. Ascolta con gli occhi. Guarda i movimenti, le espressioni del volto. Poi ascolta anche il tono: dedica attenzione ai cambi di tono, alle differenze nel respiro, alle parole chiave che illuminano o spengono il volto. Quando rispondi cerca di utilizzare un tono simile – senza scimmiottare, in modo elegante e rispettoso – oltre che le stesse parole.
  4. Ricapitola. Di tanto in tanto, anche in forma di domanda, crea dei riassunti. Utilizza proprio le parole del tuo interlocutore e fai un breve riassunto di ciò che vi siete detti. In questo modo fai vedere che ci sei, che partecipi, che sei presente e che… ascolti! Ti aiuterà a rimanere vicino all’altro e a stare sulla stessa lunghezza d’onda.
  5. Illumina ciò che manca. In ogni discorso c’è una parte che viene taciuta. E spesso è quella più importante. Non è detto che la persona che hai di fronte lo stia facendo apposta. A volte tu guardi la situazione da un punto di vista differente e mentre ascolti l’altra persona e colleghi dei puntini che l’altra persona ancora non ha collegato.

In che modo metterai a frutto questi consigli di ascolto?

La migliore checklist per prendere decisioni in maniera più rapida

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Ti ho parlato spesso dell’importanza di prendere decisioni in maniera rapida. Questo, come sai se mi segui da tempo, serve per avere la possibilità di correggere il tiro qualora la scelta risulti poco efficace.

Diverse ricerche mostrano però che siamo già bravissimi a prendere decisioni in modo rapido: fra decisioni consce e inconsce ogni giorno prendiamo oltre 35.000 decisioni. È un gran numero di decisioni!

Da imprenditore, manager, dirigente, sono sicuro che hai già ben chiara la percezione che anche se 35.000 è un numero alto, tu di decisioni ne prendi anche di più. Questa statistica infatti fa riferimento alla persona media (ammesso che esista). In azienda, è tutta un’altra storia e tu lo sai bene.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sapresti dire in quale stadio si trova un’azienda nella quale l’imprenditore prende tutte le decisioni? Ti invito a leggere il libro e a scoprirlo!

Sulle decisioni consce in ogni caso abbiamo certamente un ampio margine di miglioramento. Vediamo una breve checklist per prendere decisioni in maniera più rapida:

È il luogo e il momento giusto? Domandati se è il posto giusto e il momento adatto a prendere questa decisione. Ovviamente questa non deve essere una scusa per procrastinare: tra “prendersi un momento” e rimandare le decisioni fino a quando non è troppo tardi c’è una bella differenza.

Sono la persona migliore per prendere questa decisione? Potrebbe essere che ci sia qualcuno con maggiore esperienza nel team o in azienda o in famiglia capace di prendere questa decisione o di fornire elementi a supporto. Se pensi di non essere la persona più adatta passa la mano.

È la decisione giusta per te? Qui devi essere bravo a calibrare ciò che sente la tua pancia o, se preferisci, il tuo cuore. La vita è fatta di decisioni e le decisioni sono fatte di emozioni. Cosa ti ispira? Cosa ti spinge e in quale direzione? Sono le domande migliori che puoi porti.

Se rispondi 3 sì convinti hai in tasca anche la decisione. Ti basterà fermarti un attimo, fare un bel respiro e fare attenzione: a questo punto sai già cosa fare.

Affronta il colloquio di lavoro al meglio in 5 passaggi

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Quando si affronta un colloquio di lavoro è importante presentarsi al meglio: in linea teorica siamo tutti d’accordo con una affermazione del genere. Il problema sorge quando bisogna definire cosa si intende per “meglio”. Ciascuna azienda infatti può interpretarlo in modo differente a seconda del momento che sta vivendo, dello stadio evolutivo che sta affrontando.

Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto in modo molto dettagliato quali sono gli stadi evolutivi, le fasi della vita di una azienda. Qui puoi scoprire come ogni fase della vita influisca sui comportamenti degli impiegati, sulle scelte del management e come tutto questo rende necessari approcci differenti. Per questa ragione è importante distinguere bene i 5 passaggi che ti portano dal colloquio all’assunzione e percorrerli al meglio in direzione del tuo obiettivo.

  1. L’annuncio di lavoro
  2. La presentazione
  3. Il colloquio
  4. La chiamata
  5. L’ingresso in azienda

In questi cinque passaggi ci sono altrettanti comportamenti che possono aiutarti a individuare gli aspetti sui quali concentrarti di volta in volta.

  1. L’annuncio di lavoro. Cerca nelle parole dell’annuncio le parole chiave per l’azienda per la quale ti candidi. Cercale al di là di quelle solite (disponibilità, impegno, serietà, puntualità, collaborazione) e individua che cosa sta cercando l’ufficio del personale, il manager HR o il recruiter dell’azienda nel candidato.
  2. La presentazione. Metti in evidenza ciò che rispecchia meglio i valori dell’azienda all’interno del tuo curriculum. Per quanto il formato europeo dei CV li abbia resi un po’ standardizzati, proprio per questa ragione hai l’opportunità di affiancare al semplice curriculum una descrizione più brillante e discorsiva e soprattutto personalizzata. Se hai esperienze è il momento di valorizzarle.
  3. Il colloquio. Il momento del colloquio è decisivo. Puoi informarti con la persona che ti convoca per il colloquio qual è l’abbigliamento preferito: formale o informale, ad esempio. Al colloquio poi il tuo obiettivo dovrà essere cosa puoi fare per quella azienda, cosa puoi offrire che a loro serve. Ci sarà tempo per discutere degli aspetti economici.
  4. La chiamata. In ogni viaggio dell’Eroe arriva il momento della chiamata. Qui puoi affrontare temi caldi come quelli economici o riguardanti orari. In questa fase dovrai chiarire qualunque dubbio tu abbia circa il lavoro. È il momento delle tue domande.
  5. L’ingresso in azienda: se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni non avrai difficoltà a farti un quadro della situazione in modo semplice e veloce dell’azienda. In funzione dello stadio dell’azienda sceglierai il tuo comportamento per poterti inserire al meglio e iniziare subito ad essere considerato parte della squadra.