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Leader Archives - Claudio Belotti

3 qualità (più una) da sviluppare per migliorare la tua leadership

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La leadership non è qualcosa con cui le persone nascono – è un’abilità che può essere coltivata nel tempo. Credo fortemente che sviluppare buone qualità di leadership sia assolutamente essenziale per il successo di qualunque persona. E prima di proseguire voglio farti due premesse importanti.

La prima è che esistono molti modi per essere dei leader, molti luoghi e molti stili differenti per esserlo. La seconda è che non esiste un modo migliore di un altro, esistono solo situazioni, persone, organizzazioni nelle quali è più efficace uno stile rispetto ad un altro. La leadership è tanto la guida di un gruppo, quanto il modo in cui tu, come individuo, scegli di condurre la tua vita.

È un termine che può essere usato per descrivere come gestisci la tua famiglia, le tue relazioni e il tuo lavoro. Infatti anche se non pensi di ricoprire una “posizione di potere” formale, in realtà lo stai già facendo. In che modo? Sei responsabile di dare forma alla tua vita, a prescindere dal fatto che tu scelga coscientemente di farlo. Cosa c’è di più potente di questo nella vita di una persona?

E proprio perché la leadership si può imparare, penso che ci siano 3 qualità (più una) che tutti possono perfezionare per essere un leader più efficace. Scoprile insieme a me:

1 Focus. Hai imparato a concentrarti davvero su ciò che vuoi? Chi incarna forti doti di leadership rivolge il suo sguardo con attenzione verso il risultato. Avere focus significa possedere la capacità di organizzarsi e pianificare in anticipo, pur rimanendo abbastanza flessibili da gestire sfide inaspettate. Un leader pensa a ogni strategia e comprende come ciascuna delle sue azioni influenzerà ogni scenario: il leader pensa per conseguenze.

2 Decisività. Ogni singola persona in un ruolo di leadership – di qualsiasi tipo – deve prendere a volte decisioni difficili. La capacità di essere decisivi può significare la differenza tra superare i momenti difficili e crollare sotto pressione. Agire in questo modo significa che non sarai sempre compreso e benvoluto, ma quando usi il buon senso per prendere decisioni, ti guadagni il rispetto degli altri. Anche se prendi una decisione sbagliata e hai bisogno di correggerla, mostrare la risolutezza nei momenti difficili è una qualità di leadership migliore di aspettare che succeda qualcosa.

3 Ispirazione. L’ispirazione è ciò che spinge le persone a superare i momenti difficili e a lavorare per raggiungere i propri obiettivi in ogni situazione. L’ispirazione viene veicolata dalla tua comunicazione che deve essere coerente con chi sei e con quello che fai. La tua identità, o nella tua azienda, il tuo marchio devono essere fonte di ispirazione per i tuoi clienti. Affina la tua identità in maniera continua, lavora sulle mille sfaccettature che compongono la tua personalità, il tuo personal brand (quello aziendale) in modo da rinnovare l’ispirazione nelle persone che ti seguono.

Infine tieni a mente un aspetto molto importante: i migliori leader hanno un chiaro senso dello scopo e sono in grado di portare le loro squadre nella giusta direzione. Avere uno scopo chiaro infatti ti consente non solo di raggiungere i tuoi obiettivi, ma anche di guidare gruppi di persone verso il successo. Inoltre, mentre un leader guida il suo gruppo, crea un senso di comunità per tutti coloro che sono coinvolti. Diventare un leader autorevole significa creare una versione migliore di te, sia per te che per il gruppo. In questo modo puoi incoraggiare chi ti circonda ad apprendere e sviluppare le qualità di leadership necessarie, attraverso un esempio positivo.

3 caratteristiche (più una) da possedere per essere un leader migliore

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La leadership non è un metodo di lavoro e men che meno un modo di comandare: la leadership è un modo di vivere basato su principi. Ne ho scritto in diversi e-book e audiolibri come Jedi Leadership, Steve Jobs – Impara dai suoi insegnamenti a essere un leader o Come diventare un leader di successo. È un argomento chiave nella vita di ciascuno di noi: in qualche momento della nostra vita, ciascuno di noi è leader o follower. Quando si è leader, è importante esserlo al meglio delle proprie capacità.

La leadership è un argomento affascinante, e la storia ci ha dato molti esempi straordinari di leadership. I leader sono tra le figure più analizzate, studiate e raccontate nella storia per capire cosa rende un leader tale. Nelle varie epoche si sono scoperte caratteristiche diverse; un po’ perché i leader erano diversi, e un po’ perché i ricercatori, nei vari momenti, si sono focalizzati su elementi differenti.

Oggi vediamo insieme 3 caratteristiche (più una) da possedere per essere un leader migliore:

  1. I grandi leader pongono limiti severi a sé stessi. Il bene più grande di tutti è il TUO tempo. Uno dei segreti per essere un leader il successo? Stabilire dei limiti per te stesso. Ma non si tratta di limitare le proprie possibilità, si tratta di scegliere. Quando prendi una decisione, non è una rinuncia ma una scelta. Un leader conosce il proprio scopo, i propri valori e la propria identità. Dice no alle attività e alle cose che non lo interessano, ascolta i suoi valori e porta avanti la sua missione nella vita. Sceglie di passare il tempo con persone entusiasmanti. Dice no al superlavoro e a trascurare la cura di sé e la famiglia, perché sa bene che se non può prendersi cura di sé, tutto il resto soffre.
  2. I grandi leader sono positivi, anche quando le cose vanno male. I grandi leader praticano il pensiero positivo, non quello fine a sé stesso. Infatti, anziché illudersi o stressarsi per una situazione lavorativa o un fallimento, la considerano un’opportunità per fare una pausa, riorganizzarsi, imparare, crescere e riprendersi con rinnovata energia e concentrazione. Questo può avere un profondo effetto sul benessere emotivo e fisico. I grandi leader sanno che non tutto può andare sempre bene e che in qualunque modo andrà, otterranno qualcosa: nella peggiore delle ipotesi una lezione e sono disposti a impararla.
  3. I grandi leader sono disposti ad ascoltare feedback. Molti leader non vogliono ascoltare idee, opinioni e feedback da parte di dipendenti o collaboratori, soprattutto sulla propria leadership. I grandi leader invece ascoltano bene, sono aperti ai feedback e responsabili per le proprie azioni. Filtrano le critiche non costruttive e trovano sempre il modo per migliorare, in modo appropriato e sempre al servizio degli altri. Fanno domande, anche quelle scomode, finché non ottengono un quadro chiaro e completo della situazione.

Infine, una considerazione generale su ciò che significa leadership oggi: ogni una buona leadership avviene sempre in un contesto di fiducia. Ogni leader ha bisogno di farsi una domanda molto importante, di tanto in tanto: il mio comportamento aumenta la fiducia? Se stai pensando di aumentare le tue capacità di leadership, la fiducia sono le fondamenta sulle quali dovresti costruire la tua leadership.

Le 3 caratteristiche fondamentali che deve possedere un leader

By | In evidenza

Per un imprenditore o un manager, avere la possibilità di identificare chiaramente all’interno del gruppo di lavoro chi ha un profilo adeguato a sostenere la leadership, può essere molto utile. Conoscere le caratteristiche di un leader oltretutto può aiutarti anche a svilupparle in te stesso, per concentrarti maggiormente su quelle potenzialità che già possiedi e che possono portarti dove desideri.

Attraverso la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale, in questi anni ho ottenuto molti risultati eccellenti nella creazione di gruppi di lavoro altamente performanti. In alcuni casi si può trattare di individuare e attribuire una chiara leadership in un settore in una persona che a livelli differenti non sarebbe tale. Ed è proprio per questo che è molto importante prestare la giusta attenzione alle caratteristiche personali, che possono identificare chiaramente un leader.

Ci sono 3 caratteristiche fondamentali da tenere ben presenti per individuare i leader:

  1. Si mettono in gioco. È una dote molto importante perché le persone che si mettono in gioco di solito possiedono anche altre caratteristiche utilissime in funzione di leader: hanno fiducia in sé stessi e nei propri mezzi, sono capaci di esprimere la propria opinione sostenendola attraverso prove sostanziali o un ragionamento logico coerente e infine sono capaci di modificare il proprio pensiero in base ai risultati.
  2. Sono costanti nella formazione. Quando si dice che “siamo in un’epoca di grandi cambiamenti” si ha un po’ l’idea che noi ne siamo spettatori. In realtà ci siamo dentro, tutti. Alcuni scelgono di essere protagonisti e sviluppano le proprie competenze e scelgono di farlo in più ambiti, non solo nel proprio. Spesso questo modello lo sostengono anche all’interno del gruppo di lavoro e sono portati con maggiore facilità a coinvolgere anche gli altri nella crescita.
  3. Sono a disposizione. La leadership attraverso il comando non è più funzionale nelle aziende: l’imposizione attraverso il comando sminuisce il valore dei singoli. La nuova leadership si afferma attraverso il servizio. Se si responsabilizzano gli altri a raggiungere i loro obiettivi, si tira fuori il meglio dalle persone. Un leader inoltre mette al centro i bisogni delle persone e le aiuta a sviluppare e raggiungere il loro più alto potenziale, attraverso le abilità di Coaching. Come siamo orgogliosi di insegnare nella nostra Extraordinary Coaching School.

Per gestire le persone devi imparare a gestire il tuo stato

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Avere la responsabilità della leadership all’interno di una azienda o di un gruppo di lavoro può essere un lavoro molto faticoso. I dirigenti hanno molte responsabilità, molti compiti differenti e lavorano su una moltitudine di obiettivi contemporaneamente. Oltre a questo, devono gestire le proprie prestazioni e in molti casi sono anche responsabili delle prestazioni dei loro collaboratori. Molte ricerche e indagini infatti ci dicono che i dipendenti tendono a portare le loro preoccupazioni e ansie sul lavoro e si aspettano che i loro leader gestiscano anche quelle.

Essere un leader infatti richiede una grande respons-abilità, cioè la capacità di rispondere, a sé stessi e agli altri. Per fare questo servono tante energie e la capacità di gestire il proprio stato. Per fare questo bisogna avere la capacità di ricaricarsi, attraverso attività ad hoc. Di questo argomento ne ho scritto in un e-book gratuito che puoi scaricare qui: Come gestire le difficoltà. Si tratta di sviluppare abilità da Coach e per me il miglior modo per farlo è attraverso la PNL. Se non conosci questa straordinaria metodica, ti invito a frequentare il prossimo Basi di PNL e scoprire insieme le sue tecniche, i suoi segreti: tutto ciò che può darti per migliorare sul lavoro e nella vita.

Ad esempio, una ricerca americana, suggerisce che quando i dipendenti incontrano problemi emotivi, si rivolgono al loro leader più spesso dei loro colleghi che non ne hanno o che hanno ricevuto una formazione specifica per la gestione emotiva. Queste persone pensano che sia compito del leader aiutarli a fronteggiare il disagio emotivo sul lavoro. Non c’è da meravigliarsi se i dati dell’indagine suggeriscono che la maggior parte dei dirigenti è esausta e poco coinvolta sul lavoro: nel 2017 Gallup ha riferito che solo il 38% dei manager e dei dirigenti si sentono davvero coinvolti sul lavoro (il dato scende addirittura al 29% per i manager di medio livello).

Visto questo dato sconcertante, alcuni studiosi dell’università di Harvard (How self reflection can help leaders stay motivated) hanno deciso di fare un esperimento per vedere se era possibile aumentare il tasso di coinvolgimento e impegno dei dirigenti sul lavoro. Partendo da uno studio pubblicato sul Journal of Applied Psychology, hanno attinto a una ricerca di psicologia positiva per sviluppare e testare un breve esercizio quotidiano che aiuti i dirigenti a rimanere focalizzati durante la giornata di lavoro.

La ricerca infatti suggeriva che l’identità di dirigente e di leader fosse strettamente legata al proprio ruolo di leadership e i dirigenti si preoccupano di avere successo nel loro ruolo. Per questo motivo, è stato chiesto ai leader di pensare e scrivere degli aspetti positivi di sé stessi come leader, in modo da aumentare il coinvolgimento e migliorare l’impegno.

Ad ogni dirigente è stato chiesto di dedicare per alcuni giorni qualche minuto al mattino per pensare e scrivere tre cose che amano di sé stessi e che fanno di loro un “buon capo”. Così, i manager che hanno partecipato a questo studio hanno scritto 3 tipologie di autovalutazione: delle qualità (ad esempio: “Sono un buon leader perché sono disposto a prendere posizione di fronte all’ingiustizia”), delle abilità (ad es. “Sono un buon leader perché considero le opinioni degli altri”) e dei risultati di cui erano orgogliosi (“Sono un buon leader perché ho aiutato il mio team a raggiungere i risultati durante una crisi”).

I ricercatori di Harvard quindi hanno evidenziato come nei giorni in cui questi manager impiegavano alcuni minuti al mattino per riflettere e scrivere su aspetti di loro stessi che li rendevano buoni leader, in seguito si sentivano più energici e coinvolti e riferivano di avere un impatto più positivo sui loro collaboratori. Questi effetti duravano fino alla sera, suggerendo che i dirigenti si sentivano più positivi e motivati anche al di fuori del lavoro.

Il risultato finale è molto interessante perché fa riflettere su due aspetti molto importanti. Il primo è la consapevolezza di sé e dei propri mezzi: un gesto semplice come pensare e scrivere su aspetti di sé stessi che rendono un buon leader ha l’effetto di stimolare gli altri ed essere più coinvolti sul lavoro. Il secondo riguarda il valore esponenziale che ha il tempo quando viene utilizzato per prepararsi: dedicare del tempo a sé stessi nel modo giusto richiede un piccolo investimento di tempo, che porta grandi risultati in termini di resa.

3 caratteristiche fondamentali in un leader

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Se mi segui saprai già che per la leadership è un tema molto importante per me. Talmente importante che le ho dedicato tanto studio e tanta attenzione fino a giungere alla conclusione che la leadership è un vero e proprio stile di vita. Mi spiego meglio: la leadership per me non è un metodo (per comandare, dirigere o gestire) ma un sistema di valori sui quali costruire la propria vita.

In concreto questo cosa significa? Significa che ciascuno può sviluppare il proprio stile di leadership, modellandolo su quelli che ritiene essere gli aspetti più importanti, i valori e le convinzioni che lo spingono a fare quello che fa. Sicuramente ci sono capacità che possono essere innate o apprese attraverso tecniche e metodiche, ed è per questo che mi sono appassionato alla PNL e alle Dinamiche a Spirale. Ogni anno infatti condivido con chi lo desidera un percorso che va dalle Basi di PNL fino al Practitioner e al Master Practitioner per divulgare questa metodica straordinaria e ho riservato a chi frequenta la Extraordinary Coaching School un intenso seminario di Dinamiche a Spirale in azione.

La caratteristica più importante di un leader si trova nella sua essenza, che si nota nelle scelte che fa. Si può essere dei maestri della comunicazione ma se non si possiede sincerità, non si potrà mai instaurare un rapporto di fiducia con il proprio gruppo (familiare o di lavoro). Si può conoscere la Programmazione Neuro-Linguistica in profondità ma senza integrità non si va molto lontano. Si può essere intelligenti e colti ma se si è scostanti e non si pratica ciò che si predica, sarà impossibile avere un seguito.

Per questo credo che ci siano tre aspetti fondamentali che ciascuno di noi dovrebbe coltivare per essere un leader nella vita di tutti i giorni. Vediamoli insieme:

  1. Dona significato. Sembra complesso mentre in realtà è molto semplice: in famiglia come sul lavoro è fondamentale far sentire che i compiti che gli altri stanno svolgendo sono importanti. A volte basta semplicemente un grazie, altre volte può essere utile sottolineare come un tassello del puzzle, per quanto possa sembrare piccolo, sia necessario per ottenere un risultato più grande.
  2. Soddisfa i bisogni. Per avere un team (ma vale anche per la famiglia) è necessario prendersi cura dei bisogni, innanzitutto quelli fondamentali e poi anche quelli che lo sono meno. Individua e contribuisci a soddisfarli, con il tuo tempo e il tuo impegno. Un leader è tale perché mette a disposizione ciò che ha per il bene di tutti.
  3. Ascolta le persone. Ascolta ciò che hanno da dire, cosa pensano, qual è la loro opinione. A volte potrà sembrarti una seccatura, altre volte una perdita di tempo. Ma in molti casi ti aiuterà a vedere oltre la punta del tuo naso, a scoprire punti di vista che magari non avevi preso in considerazione. E poi ti può essere d’aiuto per metterti in gioco: accetta i feedback su di te e costruisci su quelle critiche e suggerimenti la tua crescita.

Le 3 abitudini (più una) per diventare prezioso per la tua azienda

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Quando vado nelle aziende per i miei interventi di Business Coaching, mi capita spesso di fermarmi a parlare tanto con i manager, quanto con i dipendenti e i collaboratori. È bello conoscere le aziende dall’interno e comprendere quali sono i bisogni che le persone hanno la necessità di esprimere quando possono farlo liberamente.

C’è chi desidera più tempo libro e chi vorrebbe maggiore considerazione, chi è frustrato e chi è super soddisfatto del proprio lavoro. Ogni posizione è interessante e raccoglierle – oltre che dare il polso dell’umore generale – aiuta a comprendere i singoli passi da compiere nella creazione di gruppi di lavoro affiatati. Di recente una ragazza (molto preparata sotto il profilo tecnico e con ottime potenzialità di crescita in ambito comunicativo) mi ha fatto una domanda molto interessante: come si diventa elementi fondamentali per la propria azienda?

Molti imprenditori vivono nella cultura del nessuno è insostituibile e in qualche modo questa è tanto una convinzione limitante quanto una convinzione potenziante per ogni impresa: è limitante quando sfocia nel turnover esasperato, nella mancanza di valorizzazione del singolo. Allo stesso tempo è una convinzione potenziante perché aiuta chi fa l’impresa a guardare oltre la singola defezione: se si allontana un dipendente bisogna analizzare le ragioni e poi andare avanti.

Qualcosa comunque si può fare per diventare se non pietre angolari quantomeno elementi di valore per la propria azienda. Vediamo tre abitudini (più una) che possono aiutarti a rendere speciale il tuo apporto sul lavoro:

  1. Fai il lavoro che ti piace: questo è fondamentale. Nessun lavoro che non ti piace, che non ti ispira e non ti fa alzare contento la mattina potrà mai offrirti lo spunto per renderti indispensabile. Se sei in un lavoro del genere puoi fare due cose: cambiare lavoro o cambiare approccio. Trova l’elemento che ti fa battere il cuore, l’attività che ti piace davvero e su quella costruisci la tua visione. Migliorerà il tuo rendimento e quindi sarai percepito anche come più importante.
  2. Sviluppa le tue capacità di comunicazione. Questo in azienda può significare innanzitutto metterti dalla parte delle soluzioni e non da quella dei problemi. Diventa l’elemento che fa filare lisce le cose, fluidifica i processi, crea soluzioni a problemi che l’azienda non sapeva nemmeno di avere: ciò è possibile mettendo osservazione, ascolto e attenzione al servizio del tuo lavoro.
  3. In qualunque cosa, inizia tu. È un tratto che contraddistingue i leader e consente di essere sempre un passo avanti a tutti senza apparire zelanti. Avere il coraggio di prendere l’iniziativa, svolgere compiti per la prima volta, fare da apripista e aiutare gli altri nel proprio lavoro è tutto ciò che serve.

Infine, l’aspetto che ritengo più importante di tutti: sviluppa la tua capacità di pensiero sistemico. In sostanza cerca di guardare l’azienda, gli eventi, le scelte e il lavoro in un contesto più ampio. Scoprirai una maggiore sintonia con chi guida e dirige l’azienda che spesso si trova a prendere decisioni poco comprensibili per i singoli dipendenti perché ciascuno guarda al proprio settore, al proprio lavoro, ai compiti assegnati mentre chi ha la responsabilità di guidare un’azienda di successo deve tenere conto spesso del quadro generale.

Tre lezioni di leadership (più una) che puoi imparare dalle canzoni dei Foo Fighters

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Il desiderio di rapportarmi al meglio con le persone e gestire bene quelle che facevano parte del mio team è stata la molla che mi ha portato prima verso e poi dentro il mondo di Anthony Robbins del Coaching e della Programmazione Neuro-Linguistica. Questa molla ha fatto la differenza nella mia vita e lo ha fatto molto prima che diventassi un Coach professionista e uno dei pionieri del Coaching in Italia. Perché?

Perché per guidare al meglio un gruppo di persone è necessario coltivare le caratteristiche del leader e sviluppare una chiara leadership attraverso i propri talenti e le proprie competenze, creando uno stile personale e riconoscibile. Queste caratteristiche sono alla base anche del lavoro di Coach e chi le possiede ha una marcia in più per realizzarsi professionalmente.

Per raccontarti quelle che per me sono le tre abitudini (più una) che ritengo fondamentali per lo sviluppo della tua leadership voglio fare un gioco e utilizzare altrettante canzoni dei Foo Fighters. Così, se vorrai, quando le ascolterai potrai darti la carica per rinnovare la tua voglia di crescita:

1) Learn to Fly: impara a volare! Un leader si deve abituare ad avere quello che in PNL chiamiamo pensiero sistemico e a passare sopra i problemi per focalizzarsi sulle soluzioni che spesso sono molto al di là dei problemi. E come dice la canzone, ricordati che non puoi farlo da solo: una volta che hai imparato a volare, porta con te – con pazienza – il tuo gruppo. Vola con me // Non riesco a farlo da solo // Cerca di rendere questa vita la mia.

2) My Hero: ciascuno di noi può essere un eroe – e questo lo cantava già Bowie nel 1977 – anche per un solo giorno. Un leader che vuole essere tale dovrebbe prendere un po’ di questo eroismo e portarlo nella propria quotidianità. Un gesto, un’azione, un pensiero possono fare la differenza nella vita e nel lavoro della tua squadra ed essere eroi in molti casi significa essere straordinariamente normali: Ecco il mio eroe // Guardalo mentre va // Ecco il mio eroe // È normale.

3) These days: anche se ci saranno sempre scadenze importanti, obiettivi e risultati da raggiungere, accetta che le persone a volte commettono errori in buona fede. A volte è meglio rilassarsi e lasciare che il tuo team faccia i propri errori e cresca per arrivare alle soluzioni che servono. Uno di questi giorni // dimenticherai di sperare e imparerai ad aver paura // Ma va tutto bene // Finora va tutto bene // Ho detto che va tutto bene.

Infine, dai sempre il meglio di te! Best of you per un leader significa soprattutto mostrare la parte migliore di sé. Non si tratta di strafare o essere buonisti e nemmeno cercare la perfezione. Si tratta soprattutto di dare il buon esempio: un leader è tale perché pur vivendo il momento presente riesce a non farsi influenzare dai problemi contingenti e dalle difficoltà del mercato ed è sempre pronto a guardare al futuro, all’obiettivo guidato dal proprio scopo: Giuro che non mi arrenderò mai // Mi rifiuto.

Come migliorare 3 aspetti fondamentali (più uno) della gestione di un team di lavoro

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Nel mio audiolibro intitolato Impara a gestire un team vincente ti parlo delle migliori strategie per la gestione di un gruppo, di una squadra di lavoro che funzioni a pieno. Bisogna partire dalla definizione di team: cioè un gruppo di persone organizzate per lavorare insieme sotto una guida. Ma come saprai ascoltando l’audiolibro, a me piace pensare che una squadra sia molto più di questo.

In ogni team vincente infatti sono presenti sei fattori facilmente individuabili e cruciali: Il primo fattore è “lo Scopo”. Il secondo “la Sfida”. “Il Cameratismo” è il terzo fattore. Il quarto elemento è “la Responsabilità”. Il quinto fattore è “la Crescita”. Infine, il sesto fattore è “la Leadership”. Questi sei elementi, quando sono presenti, fanno la differenza nella prestazione del gruppo in funzione al raggiungimento del risultato.

Ascoltando l’audiolibro potrai ottenere molti utili consigli per la costruzione e la gestione del gruppo e tra questi, voglio dartene 3 (più uno) che puoi utilizzare da subito per migliorare:

1) Crea un team competente. Come leader, non devi essere il più esperto in tutto. Non è possibile. Se lo sei, vuol dire che hai scelto membri di basso livello. Il tuo compito non è di essere il più bravo, ma di essere colui che inizia i processi, che facilita lo sviluppo e la performance.

2) Guida con l’esempio. I tuoi collaboratori tengono d’occhio il tuo comportamento e puoi scommettere che faranno ciò che fai. Fai abitualmente pranzi lunghi o esci dall’ufficio in anticipo? Non essere sorpreso se i tuoi collaboratori tenderanno a fare lo stesso. Tieni gli standard alti per te stesso e il tuo team farà lo stesso.

3) Festeggia i successi, analizza gli insuccessi. Con un attento lavoro di briefing e debriefing, prepara il lavoro e analizza i risultati, positivi e negativi.  Riconoscere e premiare i dipendenti quando fanno un ottimo lavoro è un ingrediente essenziale nella ricetta per costruire una squadra più felice e più produttiva. Allo stesso modo è necessario non lasciare che le cattive prestazioni passino sotto silenzio.

Nel lavoro, come d’altronde in tutta la vita, esiste una sola costante: qualunque cosa tu stia facendo oggi, tutto cambierà – più o meno lentamente – in futuro. Se vuoi essere il leader di un team vincente, devi imparare ad anticipare il cambiamento, guidando il team verso la novità. Se decidi di creare il tuo futuro, lo renderai più prevedibile e più semplice da gestire e sarai tu a dare il ritmo ai competitor e imporre uno standard al mercato.

La dote rara del leader

By | In evidenza

Mi occupo spesso e volentieri di leadership. Per me la leadership è una vera e propria filosofia di vita, cioè un modo di vivere basato su principi. Me ne sono occupato in audiolibri come “Come diventare un leader di successo” e in uno dei miei preferiti in assoluto “Jedi Leadership”. Ma non sono il solo a nutrire un così grande interesse per una delle espressioni più alte dell’essere umano. Il leader e la leadership contano infatti ogni anno numerosi studi, volti a definire in maniera sempre più precisa di cosa si tratti.

Alcune caratteristiche sono note e ampiamente condivise dai più: il leader per essere tale deve possedere tratti di intelligenza, autodisciplina, carisma e determinazione, in misure differenti.  Il vero leader inoltre è chi riesce a tenere insieme il gruppo e lo fa conquistandone la fiducia: stabilisce l’obiettivo e va verso di esso con tutto il team. In un recente studio pubblicato su Science dai ricercatori dell’Università di Zurigo è stato evidenziato come un altro tratto sia fondamentale per la definizione del leader: la disponibilità a prendere decisioni.

Il leader in questo senso infatti possiede una caratteristica rara. Una caratteristica cioè che non si trova facilmente nelle altre persone. La disponibilità ad assumersi responsabilità che influiscono sul lavoro o il destino del proprio gruppo definisce un tratto fondamentale della leadership. Si può trattare di decisioni molto diverse come schierare i soldati sul campo di battaglia o scegliere una scuola per i propri figli. Ma tutte condividono un attributo di base: assumersi la responsabilità per il risultato degli altri. Questa responsabilità quindi si può dire che ci riguarda tutti.

Infatti, in Programmazione Neuro-Linguistica crediamo che la responsabilità appartenga al singolo, a come agisce e reagisce a ciò che gli accade nella vita. Ed è proprio per questo che la definiamo “respons-abilità”, cioè la capacità di dare una risposta. Molto spesso è innanzitutto la capacità di comprendere la domanda della vita, le sfide di fronte alle quali ci pone e come poter trarre il meglio da ogni situazione. Il leader risponde con coraggio, dimostrando la propria capacità di gestire il margine di incertezza che ogni decisione porta cosa sé.

E per te quali sono gli elementi irrinunciabili nella definizione di un leader?