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Leader Archives - Claudio Belotti

Cosa ci ha insegnato questo periodo sulla produttività?

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Molte aziende hanno imparato a fidarsi di più dei propri dipendenti e molte altre sono ancora in tempo per farlo. La fiducia, infatti, è uno degli elementi chiave del lavoro smart. Per creare fiducia è necessario creare le condizioni nelle quali chi gestisce l’azienda è chi produce o eroga il servizio condividano valori, idee e responsabilità.

Per creare questo ambiente di lavoro ci sono molti modi. Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni saprai già che dipende molto dal livello nel quale si trova ad operare l’azienda in questo preciso momento. Ogni azienda, infatti, attraversa degli stadi di sviluppo. Questi stadi richiedono soluzioni differenti nella gestione delle persone.

Per creare il giusto clima di fiducia e aumentare la produttività è importante tenere in considerazione 3 aspetti:

  1. Conosci il tuo team. Il gruppo di lavoro è composto da persone che hanno differenti idee, personalità, vocazioni, abitudini. Se ciò che conta di più è il risultato da ottenere allora è fondamentale diminuire i vincoli di processo e aumentare le libertà di lavoro. Responsabilizzare le persone circa il proprio lavoro, ad esempio, e mostrando loro il quadro complessivo nel quale il lavoro del singolo assume un senso più ampio.
  2. Costruisci la giornata lavorativa personalizzata. Da leader hai la possibilità di osservare il lavoro di tutti e comprendere dove e come performano meglio. Potrebbero esserci persone che lavorano meglio la mattina, altri il pomeriggio o la sera. Ovviamente questo va conciliato con le attività extra lavorative e fissare una riunione alle 22 potrebbe non essere il massimo. Allo stesso modo lasciare libertà di azione sui progetti individuali può dare risultati molto interessanti…
  3. Trova la chiave giusta. Per motivare le persone può essere necessario andare nello specifico. Ci sono persone, infatti, che desiderano giornate di riposo, altri preferiscono iniziare più tardi o finire prima. Alcuni hanno bisogno di isolarsi, altri di parlare con qualcuno. Che cosa serve alla tua squadra? Che cosa serve alle persone che lavorano con te? Trova la chiave giusta e aprirai la porta della produttività.

Costruisci una solida fiducia

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Costruire la leadership significa costruire fiducia. In questo 2021 abbiamo iniziato a ripartire dalle basi, perché sono il mattone fondamentale per costruire tutto il resto. E quando ti accorgi che in ufficio colleghi e collaboratori non si fidano di te è un campanello d’allarme per agire e fare qualcosa di differente o in modo differente.

Qui non stiamo parlando di tradimenti plateali: quelli portano a rotture definitive e fratture difficilmente sanabili. Qui, oggi, stiamo affrontando quei comportamenti che minano elementi di fiducia specifici. E spesso si tratta di comportamenti ripetuti nel tempo, anche inconsciamente. Tanti anni fa, quando lavoravo ancora nel settore alberghiero, avevo uno dei miei collaboratori che rispondeva sempre “non lo so”. 

Qualunque fosse la domanda: la sua prima risposta era “non lo so”. Poi ci pensava un attimo e dava la risposta corretta. Era quasi un riflesso condizionato il suo. Se la frase aveva una inflessione di domanda, lui aveva la sua risposta. Chi lo conosceva poco inizialmente non si fidava di lui e spesso dopo aver ricevuto la sua serie di risposte rivolgeva ad altri la stessa domanda.

Ma quali sono i segni di questa mancanza di fiducia in ufficio e come si possono trasformare in una rinnovata fiducia? Vediamo insieme qualche esempio tra i più comuni:

Le tue decisioni devono essere approvate. Soprattutto se chi le deve approvare è un tuo pari, questo è un campanello d’allarme. Per prendere decisioni migliore è importante fare esperienza: per questa ragione, avere qualcuno che ti affianca in un primo momento può essere un grande vantaggio. Costruisci la tua esperienza poi quando sei convinto della tua efficacia vai a parlarne con chi ha il potere di revocare l’affiancamento.

Gli indirizzi email in CC. Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni avrai certamente appreso come certi stadi evolutivi di una azienda tendano alla burocratizzazione eccessiva. E avrai anche letto che fine fanno quelle aziende. Se non lo hai fatto rimedia subito qui. Un segnale di questo malessere più generale che potrebbe non riguardare te solo è il numero di indirizzi in CC: una azienda che invia email con un numero molto alto di indirizzi probabilmente ha qualcosa che non funziona correttamente. Prima di prenderla sul personale prova a rivedere i processi di comunicazione e offrire alternative.

La tua squadra ti rema contro. Ecco questo è un nodo al pettine della leadership. Per quale ragione la tua squadra è contro di te? Magari reagisce in modo passivo-aggressivo alle tue comunicazioni. Questa è una delle sfide più belle ed entusiasmanti che potrà offrirti il lavoro: costruire o ricostruire la fiducia della tua squadra. Questa è leadership allo stato puro: ne ho scritto solo pochi giorni fa qui e fra i miei articoli trovi molti spunti utili. Il mio consiglio per iniziare è uno: parti dall’esempio, dal buon esempio.

Una nuova leadership per il 2021

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Il miglior modo per iniziare questo 2021 tanto atteso è fare un salto nella leadership. Scopriamo insieme quali sono i principali tratti di leadership da sviluppare nei prossimi mesi per rafforzare il tuo ruolo. Un leader, infatti, per essere tale deve sviluppare la capacità entrare in relazione con le altre persone, guidarle senza comandare, aiutandole a diventare leader a loro volta.

Un leader infatti – come ci ricorda una delle radici di questa parola – ha il compito di innalzare e condurre al successo gli altri. Ciascun leader fa questo in modi differenti, si adatta all’ambiente, agli usi del gruppo e ha le competenze necessarie per andare per primo quando si affronta una novità. Ma il ruolo del leader non si ferma a questo.

La parte più importante del suo approccio è nell’identità: un leader si riconosce – riconosce sé stesso e si rende riconoscibile dagli altri come tale. Quando lo fa ispira gli altri trasmette i valori proprio del suo gruppo e dell’azienda per la quale si lavora insieme. Aiuta le persone a trovare il proprio perché nel lavoro che svolgono.

In che modo avviene questa magia? Voglio suggerirti alcune attività attraverso le quali potrai sviluppare la tua leadership nel 2021 per raggiungere i risultati che desideri:

  1. Ascolta. Il 2020 tra le tante lezioni che ci ha lasciato c’è sicuramente quella dell’ascolto. E’ pieno di persone che parlano – spesso a vuoto, con lamentele o peggio con fatti inventati – e poche che ascoltano. Quelle che ascoltano sono sempre quelle che hanno un potere sulle persone che parlano e basta.
  2. Fai un passo indietro. Di tanto in tanto. Non sempre. Lascia la scena a chi lo merita. Non è così facile come sembra. E non è solo una questione di orgoglio. A volte ci sono persone che hanno una tale ritrosia per il proscenio che dovrai essere tu spesso a dover allestire il palco, far venire il pubblico, aprire il sipario e spingere con decisione la persona a prendersi l’applauso.
  3. Datti il permesso di sbagliare. Non hai sempre ragione. Tutti sbagliamo. Anche tu. Ridici su, scherza con gli altri, sii trasparente circa il tuo errore. La tua autorevolezza non scenderà all’aumentare della tua umanità. E qui sulla terra un leader con spiccati tratti umani è molto apprezzato dagli altri esseri umani.

Cosa farai quest’anno per rafforzare la tua leadership?

5 attività per un mindset da leader

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Quali sono le caratteristiche di una mentalità da leader?

Come sai se mi leggi e mi segui da qualche tempo la leadership per me è qualcosa di più complesso che essere il capo di qualcuno o il rappresentante di una qualche idea o ideale.

Ho realizzato diversi audiolibri sulla leadership (Come diventare un leader di successo o il più epico Jedi Leadership) e scritto molti fra ebook e libri (Prendi in mano la TUA felicità con un focus personale e Gli Stadi del Successo con un focus business).

Per creare il tuo mindset da leader hai una quantità di materiale utile e   facilmente accessibile. Per invogliarti a farlo ti scrivo qui quelle che per me sono le 5 attività necessarie per diventare il leader che desideri:

  1. Sii il cambiamento che vuoi vedere. Questo motto gandhiano può essere semplificato nella pratica con un più accessibile “dai il buon esempio”. Questo è ciò che serve per iniziare ad essere individuato come leader.
  2. Ascolta per capire, non per rispondere. L’ascolto è fondamentale e l’ascolto attivo in particolare è ciò che porta ricchezza alla tua leadership. Nel momento in cui diventi capace di prestare orecchio alle persone impari a conoscerle e loro a fidarsi. Ovviamente devi essere in grado di far buon uso della fiducia che ti viene data.
  3. Vai per primo. Può sembrare un corollario del “buon esempio”. E in parte è così. Quando la via è incerta si tratta di creare la via, quando la soluzione è in dubbio si tratta di scegliere, quando si è di fronte a una novità si tratta di sperimentare. Andare per primo significa anche mostrare che è possibile e richiede fiducia e consapevolezza.
  4. Crea la tua tribù. Nel contesto di una organizzazione aziendale forse il concetto di tribù è sicuramente più gestibile del concetto di famiglia. Non tutti vogliono una famiglia ma quasi tutti desiderano essere parte di una tribù che si prende cura di loro e della quale loro stessi possono prendersi cura. Nella tribù ciascuno ha un ruolo, aiutalo a far emergere il suo valore in quel ruolo.
  5. Condividi. Cedi parte delle responsabilità e dei meriti. Condividi il peso delle decisioni e coinvolgi le persone – non tutte necessariamente – nel processo decisionale. Un leader è tale quando crea altri leader, collaboratori che partecipano al successo dell’azienda non dipendenti che ricevono istruzioni come robot.

E tu in che modo applicherai la leadership nella tua azienda? Su quale punto inizierai a focalizzare l’attenzione?

Da manager a leader

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Quasi sono gli elementi che dividono il semplice manager dal vero leader? E per quale ragione dovresti preferire la seconda opzione?

Un manager nella maggior parte dei casi tutte le hard skills necessarie a fare un ottimo lavoro di gestione delle risorse. Svolge con interesse il suo lavoro in azienda, ci tiene a ottenere i risultati prefissati, fa del suo meglio per migliorare il rendimento.

Un leader invece oltre alle competenze – le hard skills – ha qualcosa in più. Nel suo comportamento, persino nella sua identità di manager ci mette un extra. Quell’extra nell’ordinario che migliora le cose. Per me quell’extra significa passione, attenzione, esempio, integrità, rispetto, umanità.

Per questa ragione scegliere di essere leader di un gruppo è preferibile: significa sbloccare un nuovo livello nel gioco della vita. Ti suggerisco quindi 3 attività che puoi svolgere per trasformare il manager che è in te nel leader che vuoi essere:

Comunica: scegli il tuo stile di comunicazione e non dare mai nulla per scontato. Soprattutto non dare per scontate le cose fatte o meglio ancora ben fatte. Ringrazia e dai un feedback positivo anche a chi fa semplicemente il suo dovere. Oltre a essere più incline ad accettare le critiche, una persona che riceve un rinforzo positivo sarà stimolata a svolgere un lavoro sempre all’altezza delle aspettative.

Ascolta: meglio ancora, ascolta in modo attivo e lasciando tempo e spazio alle persone per parlare ed esprimere le proprie idee. Chiedi alle persone come stanno e ascolta davvero la loro risposta. Chiedi dei loro desideri, delle loro aspirazioni. Chiedi cosa amano e cosa vogliono per il proprio futuro. Puoi pensare certo che non siano affari tuoi. Ma molto spesso tutto ciò di cui ha bisogno una persona per stare meglio (e lavorare meglio) è di essere ascoltata. 

Fai sentire: fai sentire le persone speciali. Falle sentire uniche e importanti. Fai sentire loro che il lavoro che svolgono è importante. Ascolta le idee che propongono e dai loro un feedback. Portale avanti, fagli riconoscere il merito. Un leader, prima ancora di gestire il lavoro, costruisce innanzitutto una comunità della quale fanno parte tutti i membri del gruppo, ciascuno con le proprie capacità.

In che modo inizi a costruire la tua leadership?

Il potenziale dell’azienda (è nelle tue mani)

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Il ruolo del fondatore in una start-up è un ruolo chiave. Parlo al singolare (e al maschile) solo per convenzione ma qualunque sia il numero (e i generi) dei fondatori di una azienda essi ne sono il cuore, la mente, la bussola, l’ancora di salvezza.

Nel mio ultimo libro, Gli Stadi del Successo Roi Edizioni affronto questo tema: come si porta (o riporta) una azienda al massimo della prestazione?

Ogni azienda infatti attraversa molti stadi di evoluzione nel corso della sua vita. A partire dal momento di start-up fino alla completa maturità ciascuna azienda esprime il suo potenziale. Quanto? Beh, dipende.

Ogni azienda esprime in tempi diversi un potenziale differente e per quanto i percorsi siano diversi, i passi sono molto simili. E fare quelli giusti è sempre possibile.

Ed è proprio per questa ragione che il fondatore deve sempre tenere a mente 3 elementi chiave del successo di un’azienda:

  1. Molto probabilmente già oggi hai molto più successo di quello che pensi. Da dentro – all’azienda, al lavoro, all’impegno quotidiano – è difficile vedere come si è diventati. Anche per questo serve un buon amico, un consulente o un Coach che ti aiuti a guardarti da fuori.
  2. Se non stai vedendo il tuo successo molto probabilmente stai facendo due errori: il primo è che non hai un Coach. Il secondo è che la tua definizione di successo non è aggiornata. Magari pensi che il tuo successo debba assomigliare a quello di qualcun altro.
  3. Quando ti concentri troppo su ciò che fai e poco sul perché lo fai perdi di vista il quadro complessivo. Alza la testa dal computer, ogni tanto. Esci a incontrare i tuoi collaboratori fuori dall’ufficio. Fai delle pause edificanti. Non confondere i valori mezzo con i valori fine: è possibile che la tua azienda ti dia meno soldi – per il momento – di quello che avresti desiderato ma stia dando lavoro a persone con famiglie e i vostri prodotti o servizi stia rendendo felici e soddisfatte molte persone.

In che modo contribuirai a rendere felici/soddisfatte/interessate ancora più persone?

5 domande (e 5 risposte) sulla tua leadership

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Per costruire una leadership solida in azienda è necessario prendere in considerazione molti fattori. Il ruolo, ad esempio, oppure l’anzianità, il tipo di azienda e lo stadio di sviluppo di quest’ultima.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare lo stile di leadership necessario: una azienda nel “Prime” avrà necessità di leadership molto differenti rispetto a quello che può avere una azienda in uno stadio più avanzato.

Per individuare e riconoscere lo stadio di sviluppo dell’azienda puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo modo sarà anche più semplice comprendere lo stile di leadership da utilizzare.

Per iniziare a costruire la leadership più solida secondo me è necessario rispondere affermativamente a queste 5 domande (e lavorare su quelle alle quali hai risposto negativamente):

Stabilisco obiettivi coerenti con le risorse a disposizione?

Gli obiettivi in un gruppo di lavoro possono essere una molla potente per spingersi tutti insieme verso un risultato positivo. L’importante quando si stabilisce un obiettivo – oltre alla chiarezza nel determinare il risultato – è la disponibilità di risorse. Un leader si occupa del suo gruppo affinché abbia sempre le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Ascolta i bisogni del gruppo, può essere molto semplice sapere di cosa ha bisogno.

Mi occupo della crescita degli altri come della mia?

I leader sono bravi a crescere. Sia quando si tratta di crescita personale sia quando si tratta di salire i livelli nell’azienda. Nella mia idea di leader, per essere tali è necessario portare con sé anche gli altri. Non tutti, non a prescindere. Un leader dovrebbe avere la capacità di individuare chi ha le caratteristiche, le qualità e la voglia di crescere. Per essere tale, il leader, ha il dovere di valorizzarle al meglio queste persone.

Fornisco una visione chiara?

I migliori leader sono presenti e trasparenti con il gruppo; raccontano in modo chiaro e tondo il vero stato delle cose. Anche quando le cose non sono così rosee, non lasciano vuoti. I leader autentici infatti forniscono anche una visione chiara che va oltre il momento presente. Ricordi quando abbiamo parlato della giusta misura della fiducia in sé? Basa la tua visione su strategie intelligenti, intuizioni derivate da dati e crea una narrazione coerente.

Riesco a valorizzare i traguardi?

Alcuni dei migliori leader che ho conosciuto avevano una capacità straordinaria di rendere noti gli sforzi e i risultati del proprio team. In questo modo il lavoro del gruppo non passa inosservato. Impegnati a condividere i risultati con il resto dell’organizzazione, alimentali con commenti personali e sponsorizza il merito di ciascun membro del team sottolineando in che modo il suo lavoro ha inciso sul raggiungimento dei risultati. Proprio come faresti in caso di insuccesso andando a cerca cosa non ha funzionato.

Costruisco un’autentica appartenenza?

Costruire l’appartenenza al team è sostanzialmente il frutto di tutte le attività precedenti: quando valorizzi i singoli e il gruppo, quando crei obiettivi e porti risorse, quando fornisci la visione per arrivare ai risultati. L’appartenenza al gruppo è uno stimolo forte che nutre il gruppo stesso e lo spinge verso traguardi ancora più importanti. Nello sviluppo di una azienda questo passaggio è fondamentale.

3 qualità che ti rendono naturalmente un leader

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In che modo puoi diventare il leader che desideri essere? È possibile che mentre tu ti poni questa domanda tu sia più vicino di quello che pensi all’idea che hai in mente. Forse non ti sei mai soffermato abbastanza sulle qualità che già possiedi. Molte persone ad esempio hanno doti innate da Coach e non lo sanno. Pensa a quale potenziale potresti liberare se conoscessi meglio te stesso e i tuoi talenti.

A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti insegnerò le competenze dei Coach più importanti al mondo e ti spiegherò come puoi ottenere il meglio dai tuoi talenti e nell’espressione della tua leadership. Nel frattempo, in attesa del 29 ottobre quando ci vedremo a Milano, ti invito a scoprire 3 qualità che ti rendono naturalmente un leader:

Adatti la realtà alla tua visione. L’acqua trova il suo percorso e quando non lo trova lo crea. Così un leader si adatta con flessibilità alla realtà nei comportamenti e porta avanti in modo chiaro e incessante ciò che lo ispira. Se Steve Jobs o Gandhi non avessero tenuto fede alla propria visione oggi non sarebbero ricordati – tra le altre cose – come due straordinari esempi di leadership. E come loro molti altri: chi lavora per realizzare il suo scopo è naturalmente un leader.

Prendi decisioni in modo costante. La maggior parte delle volte non avrai tutte le informazioni che vorresti avere per poter decidere ma devi comunque andare avanti e operare una scelta. Cosa fai? Non si tratta di lanciare una moneta. Si tratta di ascoltare le proprie sensazioni e prendere la migliore decisione che puoi, nel minor tempo possibile. Una decisione rapida significa un risultato veloce e se il risultato non è soddisfacente c’è sempre tempo per correggerla.

Fai (anche e soprattutto ciò che dici). Un tratto fondamentale del leader è la capacità di dare forma ai propri pensieri. Soprattutto quando questi pensieri vengono espressi ad alta voce. Gli annunci sono belli ed emozionanti. Poi bisogna passare ai fatti. Meglio ancora se annunci dopo aver fatto, in alcuni casi. Si tratta di costruire fiducia e la fiducia non si costruisce semplicemente con le parole. Si costruisce attraverso l’esperienza di una promessa fatta e poi mantenuta.

Quali sono secondo te le altre qualità che individuano naturalmente un leader?

3 domande da leader da porti ogni giorno

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La leadership non è un titolo, un diploma, un attestato da appendere al muro. La leadership è una pratica quotidiana e così come si conquista con l’esercizio, allo stesso modo si perde con la mancanza di azioni mirate al suo consolidamento.

Se mi segui saprai certamente che per me la leadership è innanzitutto una vera e propria filosofia di vita, cioè un modo di vivere basato su principi. E oggi essere leader significa mettere in pratica questa filosofia ogni singolo giorno, significa mettere in dubbio le certezze per renderle più solide o per modificarle.

Oggi come oggi l’errore più grande che fanno molti leader all’interno anche di grandi e avanzate organizzazioni è credere che debbano avere sempre ragione; anche se questo non li avvantaggia! Assurdo vero? Eppure, lo vediamo quotidianamente nelle aziende. Questo limite è dettato da uno scarso allenamento all’ascolto attivo, alla capacità di cogliere segnali e informazioni utili dal mercato e dai collaboratori.

Questa interpretazione del capo come guida che “tutto vede e tutto sa” sta mostrando ormai i suoi limiti proprio in virtù della complessità della realtà attuale. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo Roi Edizioni, ad esempio, ti aiuto a comprendere cosa significa avere la consapevolezza del livello evolutivo dell’azienda per poterla guidare con uno stile di leadership appropriato e aiutarla a tornare continuamente verso il Prime, lo stadio evolutivo di massima efficacia.

Per poter allenarsi quotidianamente da leader io credo che la chiave siano le domande. Partiamo da quelle che puoi fare a te stesso, ogni giorno, per rinnovare la forza della tua leadership:

Sto dando il buon esempio con il mio comportamento? Il leader a differenza del capo agisce per primo, apre la via e mostra qual è la via. Essere leader significa essere parte della squadra, mettersi a disposizione e per quanto i ruoli siano necessariamente differenti nei momenti di necessità il leader fa ciò che è necessario. Un buon team è quello in cui sono chiari i ruoli e ci sono molti leader nei propri settori che a seconda della necessità sono pronti a fare il lavoro dell’altro perché sanno che è il lavoro di tutti a portare al risultato voluto da tutti.

Sono il mentore che serve per i più giovani? Se il buon esempio è qualcosa di complessivo e riguarda più in generale il comportamento sul lavoro – dal rispetto di orari e regole al rispetto di ruoli e compiti – essere un mentore significa soprattutto lavorare attivamente per la crescita delle persone. Questa crescita può essere tecnica, pratica e umana. Comportarsi da mentore significa trovare il modo migliore per interagire con le persone e il modo migliore per dar loro ciò di cui hanno bisogno per crescere.

Ciò che sto facendo è sostenibile? La sostenibilità di un progetto – o di uno stile di vita – è un aspetto chiave della leadership. Fin qui abbiamo parlato di ciò che dà il leader. Ora è fondamentale concentrarsi su ciò che hai in cambio dalla vita che fa. Qui entra in gioco il tuo scopo: lo scopo nutre la vita e più è forte in te il senso del tuo scopo, più è sostenibile per te ciò che fai. La cultura di oggi spesso spinge per gratificazioni immediate e perdere la strada è facile. Trova il tuo scopo e porta un equilibrio sostenibile nella tua vita.

3 regole fondamentali per evitare di venire manipolati sul lavoro

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Sul lavoro si incontrano tante persone. Persone con atteggiamenti positivi, negativi, che vivono momenti felici e momenti tristi. Persone che vogliono vincere a ogni costo e persone per le quali è importante che vincano tutti, altrimenti non vince nessuno. Fra queste personalità ce ne sono alcune tossiche che meritano di essere osservate con particolare attenzione.

Infatti, riconoscere alcune di queste personalità può essere molto utile per vivere meglio l’esperienza quotidiana. Il rapporto con chi si comporta in modo manipolativo può essere molto complesso e a lungo andare può essere fonte di uno stress poco piacevole.

Per questa ragione è importante riconoscere il capo, il collega, il collaboratore che si comporta in modo manipolativo e alzare subito le difese di sicurezza e disinnescare o disincentivare questo comportamento, innanzitutto nei tuoi confronti.

Ci sono 3 regole fondamentali per evitare di venire manipolati:

  1. Ricorda chi sei e cosa vuoi. Mia madre me lo diceva sempre e per me è stato un consiglio fondamentale nei miei anni di studio, di lavoro in Italia e all’estero. Chi vuole manipolarti farà di tutto per farti dimenticare le cose importanti per te e mettere al loro posto le sue priorità. Abbi sempre ben chiaro di fronte a te qual è il tuo scopo, quali sono i tuoi obiettivi, chi sei tu. Puoi utilizzare quelle che in PNL chiamiamo ancore cioè eventi emotivamente significanti che puoi richiamare nel momento utile.
  2. Racconta la tua storia. Impara a narrare la tua versione, le tue priorità, i tuoi valori e le tue convinzioni circa il lavoro. Chi desidera manipolare spesso infatti lo fa in maniera subdola parlando dietro le spalle per minare la tua credibilità. Non devi giustificare i tuoi comportamenti: si tratta solo di spiegare bene per quale ragione fai quello che fai.
  3. Rendi esplicito questo comportamento. Quando vedi qualcuno che sta manipolando qualcun altro o che lo sta facendo con te puoi fare in modo di rendere esplicito ciò che sta accadendo. Ricorda che in azienda non sei solo e hai alleati al tuo fianco, persone che possono creare dei legami di alleanza con te per rendere manifesto un comportamento nocivo per tutti.