Tag

Il Coaching secondo Claudio Belotti Archives - Claudio Belotti

Cosa fa un Coach?

By | Blog

Ho iniziato a fare il Coach negli anni ’90 del ‘900. Sono trascorsi quasi trenta anni da allora e oggi la professione del Coach è largamente diffusa e conosciuta. I primi tempi invece era difficile spiegare chi ero e cosa facevo. Lo era persino negli Stati Uniti dove è nata questa professione per come la conosciamo oggi, figurarsi in Italia.

Non a caso sono stato definito un pioniere del Coaching: ho iniziato questa professione quando non esisteva, tra diffidenza e incredulità. E oggi che molte persone hanno sentito parlare del Coaching, c’è più confusione che mai su cosa sia realmente!

Partiamo da cosa fa il Coach: aiuta il cliente – attraverso un processo di crescita – a diventare la persona che desidera per raggiungere il risultato che ha in mente. Nel Coaching, un cliente lavora con un Coach per definire obiettivi e identificare ostacoli e comportamenti inefficaci al fine di creare uno o più piani d’azione e crescita per ottenere i risultati desiderati. Il processo di Coaching ha innanzitutto la finalità di trasformare la persona: dalla persona che è all’inizio alla persona in grado di conseguire gli obiettivi che ha in mente.

Bello vero? Straordinario, dico io. Il Coach è una professione meravigliosa che mette a contatto persone con un potenziale enorme e offre al Coach stesso la possibilità di essere l’agente dell’espressione completa di questo potenziale.

Se ti piace ciò che fa il Coach e vuoi diventare anche tu un Coach, ti consiglio di fare un giro prima a “Il Coaching secondo Claudio Belotti. Questo corso è quello che amo più di tutti, è un momento di crescita e incontro. Io ti metto a disposizione trenta anni di esperienze, di errori e dritte utili per diventare la persona che desideri, il Coach che vuoi essere. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” infatti hai la possibilità – l’unica – di sottoporre la tua candidatura alla Extraordinary Coaching School. E non lo fai a scatola chiusa: hai quattro giorni per conoscermi, per conoscere il mio modo di pensare e di interpretare il Coaching: una professione seria che va svolta con competenza e integrità.

Se ti piace ciò che fa un Coach e pensi ti possa essere utile ti posso dare le informazioni necessarie. Qui trovi tutto quello che è necessario sapere per scegliere un Extraordinary Coach e un percorso condiviso nel quale potrai ad esempio:

Definire e stabilire come raggiungere obiettivi personali e professionali

Lavorare su di te per migliorare le tue abilità comunicative

Raggiungere un equilibrio lavoro/vita definendo le tue priorità

Individuare come far crescere la tua attività professionale, artigianale o commerciale

Ricorda: la prima sessione, la cosiddetta intake session, è sempre gratuita e in questa sessione si stabilisce come cliente e Coach possono lavorare insieme per ottenere i risultati che da cliente desideri.

Le competenze del futuro

By | Blog

Quali sono le competenze del futuro? Se mi segui e mi leggi con una certa frequenza avrai ormai fatto conoscenza con il mio amore per la fantascienza. E questa domanda potrebbe far pensare un po’ alla fantascienza. Le competenze di cui parlo però non sono guidare auto volanti o comunicare con il pensiero con le macchine (con le persone qualche possibilità c’è già).

Parlo di competenze utili ieri, fondamentali oggi, imprescindibili in futuro. Le 3 competenze principali imprescindibili sono:

Creatività: avere la capacità di pensiero laterale è sempre stato utile e sempre lo sarà. Sempre sempre? Sì! Se fai quello che hai sempre fatto avrai sempre gli stessi risultati e se fai quello che fanno tutti – nella migliore delle ipotesi – farai lo stesso prodotto o offrirai lo stesso servizio. Pensa a soluzioni differenti, messe in pratica in modi differenti. Avere creatività significa vedere opportunità dove altri vedono solo problemi.

Capacità di apprendere: è una capacità che si acquisisce con il metodo. Lo sa bene (e lo insegna) il mio amico Matteo Salvo che ogni anno fa una giornata introduttiva ai nostri studenti della Extraordinary Coaching School per spiegare qual è il metodo giusto per apprendere in modo rapido e semplice. Ti ricordo che per partecipare alla mia Coaching School puoi candidarti unicamente nel corso “Il Coaching secondo Claudio Belotti” (informati qui: i posti sono sempre limitati!).

Comunicare con il pubblico: comunicare con il pubblico è una delle abilità più importanti che puoi sviluppare. Ti aiuta a comunicare le tue idee ai tuoi colleghi, ai tuoi clienti o ai tuoi collaboratori in modo chiaro ed efficace. La capacità di comunicare con il pubblico ti fa andare oltre quelli che sono i normali risultati e ti dà sicurezza nei tuoi mezzi.

Dall’agitazione alla calma in tre semplici passi

By | Blog

Capita di frequente di avere intorno una persona che si agita facilmente. Sul lavoro, come a casa, trovarsi vicino a una persona che perde il proprio stato può complicare delle situazioni anche banali e farle diventare dei problemi o delle crisi da affrontare e risolvere rapidamente. Ogni valanga inizia con un minuscolo smottamento.

In PNL dedichiamo molta attenzione alla gestione dello stato perché il primo filtro dell’esperienza è proprio lo stato emotivo: questo determina la qualità della nostra vita. Se mi conosci e hai appreso con me i principi della Programmazione Neuro-Linguistica hai sviluppato questa abilità e potresti desiderare di avere l’abilità di aiutare gli altri nello stesso modo.

Come Coach ti invito innanzitutto a mettere al primo posto le necessità dell’altra persona. A volte infatti le persone non desiderano affatto essere aiutate e la cosa migliore che puoi fare è lavorare sul tuo stato emotivo Come saprai quando avrai frequentato “Il Coaching secondo Claudio Belottiil miglior approccio parte sempre dall’ascolto e poi ci sono diverse tecniche che ti possono aiutare a farlo in modo efficace.

Cosa puoi fare per aiutare una persona in agitazione:

Ascolta in modo attivo: l’ascolto attivo ti aiuta a comprendere quando è necessario rispondere e quando è necessario solo ascoltare. A volte infatti non è necessario dir nulla. Significa essere completamente presente e creare rapport affinché la conversazione abbia una solida base di fiducia e attenzione. Se vuoi rispondere, evita frasi come “mantieni la calma” o “andrà tutto bene”. Piuttosto aiuta la persona a individuare le risorse interne o esterne che in quel momento non vede.

Comprendi la sua necessità specifica. Dall’esterno ogni agitazione può sembrare uguale: nella realtà non è così. Cerca di comprendere qual è la natura per quella persona e ricorda che nella percezione soggettiva ogni “mostro” è reale. Anche se a te sembra strano o ridicolo preoccuparsi per una determinata ragione, nel modello del mondo di quella persona quell’ostacolo appare al momento insormontabile.

Aiuta la persona a fare un cambio di stato. Porta calma nella discussione. Mantenere il tuo stato è fondamentale per evitare una escalation. Inoltre, mostrare tranquillità aiuta l’altra persona a sentire che non c’è pericolo e a sviluppare la fiducia necessaria a ritrovare la calma.

Qual è la differenza fra Coaching e consulenza?

By | Blog

La differenza sostanziale fra consulenza e Coaching è questa: in una consulenza, il consulente ti porta una soluzione preconfezionata. Magari personalizzabile. Ma preconfezionata. È una soluzione utile. Risponde in modo semplice a un bisogno comune a tante persone. Un software può essere l’oggetto di una consulenza: lo personalizzi quel tanto che basta ad avere il logo della tua azienda, i nomi del personale e alcune funzioni che ti interessano particolarmente. In questo la consulenza è imbattibile.

Il Coaching è differente dalla consulenza. Il Coaching, quello fatto bene, quello con la C maiuscola non ti porta soluzioni preconfezionate. Ti aiuta a comprendere quali sono le tue necessità, i tuoi bisogni – quelli davvero importanti – e ti aiuta a comprendere le ragioni per le quali vuoi quello che vuoi. Una volta che ti ha aiutato a comprenderlo non ti offre una soluzione pronta: richiede che inizi il tuo percorso di crescita. Il Coaching ti chiede di fare tutto quello che serve per essere la persona che desideri.

E una buona scuola per Coach – una di quelle scuole per Coach che formano dei Coach con la C maiuscola – ti dovrebbe insegnare proprio a fare questo: a stare un passo indietro al cliente o meglio ancora un passo di lato e aiutarlo a ottenere i risultati che desidera senza prenderlo in braccio e portandolo dove vuole, ma aiutandolo a comprendere come e soprattutto perché lo vuole. E ogni volta che sembra aver perso la strada, il Coach lo aiuta a ritrovare la direzione.

Una buona scuola per Coach dovrebbe fare questo. La nostra Extraordinary Coaching School lo fa. Per questo non propongo i nostri servizi a tutti e seleziono gli ingressi: non tutti possono essere degli Extraordinary Coach. La ragione è semplice: non tutti lo vogliono! Essere un Extraordinary Coach è faticoso, richiede impegno, fatica e studio.

Poi quando finisci il percorso inizi a lavorare seriamente, perché le persone sanno che porterai risultati, sanno che lo farai in modo etico, sanno che un Extraordinary Coach è un professionista integro, cioè non spezzettato: conosce tutto il buono che è in lui e accetta i suoi limiti. Ha lavorato per diventare quella persona straordinaria e accetta di farlo per tutto il resto della sua vita perché sa che la qualità non è un traguardo ma un percorso di crescita continuo.

Per diventare un Extraordinary Coach hai una sola occasione ogni anno: partecipa a “Il Coaching secondo Claudio Belotti. Conosciamoci, impara il mio metodo originale “One Hand Coaching”, scopri i miei valori, il mio amore e il mio rispetto per questa professione straordinaria che svolgo da ormai quasi trenta anni, in Italia e nel mondo, che mi ha portato a diventare “Master Trainer” per Anthony Robbins e “Master Trainer in NLP for Business” scelto direttamente da Richard Bandler co-creatore della PNL insieme a John Grinder e Frank Pucelik.

Progettare un evento dal vivo in modo straordinario

By | Blog

Qual è il momento migliore per progettare il tuo evento dal vivo? Questo! Oggi hai la possibilità di studiare, imparare, pianificare e progettare il tuo evento dal vivo. Fra qualche tempo la vita riprenderà a fare il suo corso con i suoi impegni quotidiani. Per dare un senso a questo periodo nel quale tutto scorre più lentamente puoi utilizzare questa occasione per fare tante cose: una di queste potrebbe essere ideare il tuo evento dal vivo.

Lavoro da molti anni nel mondo della formazione e ho sperimentato a mie spese soluzioni che mi hanno portato spesso a commettere errori. Da quegli errori ho imparato molto e oggi posso dire di essere in grado di realizzare ogni volta eventi dal vivo nei quali la soddisfazione dei partecipanti è molto alta. Se hai già partecipato a “il Coaching secondo Claudio Belottisai sicuramente di cosa parlo e se ancora non lo hai fatto ti consiglio scoprire questo evento nel quale ti racconto trenta anni di carriera nel Coaching e come diventare un Coach Straordinario.

Per organizzare un evento dal vivo che abbia un impatto positivo sulla vita delle persone, bisogna partire dalle basi. Ti piace prenderti cura delle persone che ti seguono in aula e curare ogni dettaglio? Inizia da questo e prendi in considerazione tre elementi fondamentali ai quali devi sempre fare attenzione. Questi:

Scegli un luogo adeguato al tuo evento

A seconda del luogo che scegli avrai bisogno di materiali differenti a supporto: dai proiettori alla musica, dall’amplificazione per la voce fino alle lavagne. Più l’aula è grande, più avrai bisogno di mezzi adeguati per far arrivare in modo chiaro il tuo messaggio. Se non hai idea del pubblico che puoi portare in aula, parti basso. Meglio iniziare eventi con un numero di posti limitato e poi crescere che partire con aspettative e numeri elevati e poi andare in difficoltà nella gestione. L’importante è che lo spazio che scegli permetta a tutti i partecipanti di fruire dei contenuti nel modo più efficace: questo è un aspetto chiave di ogni mio corso.

Pensa in modo creativo a risolvere i problemi delle persone

Quando frequenti un’aula di formazione che cosa apprezzi? Che servizi ti piace ricevere? In che modo? Mettiti nei panni dei partecipanti o chiedi direttamente a loro quali servizi si aspettano di trovare. Parti da una domanda semplice: cosa puoi offrire che per te è semplice da organizzare e che alle persone può dare tanto? Nei miei corsi, ad esempio, nella quota è sempre previsto il pranzo: dal punto di vista economico è un impegno importante, dal punto di vista organizzativo pensa a tutto l’albergo che ci ospita, dal punto di vista dei partecipanti è un servizio molto apprezzato.

Stabilisci gli obiettivi dell’evento valutali.

È importante essere chiari su quali sono i risultati che desideri ottenere e misurare se hai raggiunto i tuoi obiettivi. Per avere un quadro più completo puoi sottoporre un questionario ai partecipanti o fermarti a parlare con loro durante le pause o a fine corso per sapere se l’esposizione e la tipologia dei contenuti che hai portato in aula sono hanno incontrato le aspettative che hai creato riguardo al corso. Metti a frutto poi ciò che hai imparato e individua il modo in cui replicare o migliorare gli aspetti positivi dell’esperienza: quali sono le cose che faresti nello stesso modo? Quali quelle che faresti in modo diverso? Il modo migliore per non ripetere un errore è imparare da esso e per mettere a frutto una esperienza è comprendere tutto il buono che c’è in essa.

Le 2 aree di miglioramento fondamentali per ogni leader

By | Blog

“Non pensare che ciò che è arduo da padroneggiare per te sia impossibile per l’uomo; ma se una cosa è possibile ed appropriata all’uomo, considerala ottenibile da te.”

Marco Aurelio

 

Nei miei oltre 25 anni di Business Coaching ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei migliori leader – imprenditori, dirigenti, manager – in circolazione. Quello che ho imparato come risultato di questa esperienza straordinaria, è che indipendentemente dai punti di forza e dalle debolezze della propria leadership, un leader può sempre migliorare, se individua – o crea – lo scopo della sua vita. Anche di quella lavorativa.

Grazie a questo osservatorio privilegiato delle caratteristiche dei leader ho individuato due macro-aree che ogni leader dovrebbe dedicarsi a migliorare ogni singolo giorno. Quando riesci a individuare la differenza che fa la differenza nel tuo approccio al lavoro e alla vita, hai la possibilità di realizzare tutto il tuo potenziale. E a volte anche di più, se ti fai trovare pronto e disponibile agli appuntamenti che contano.

Se mi conosci sai che da alcuni anni c’è un appuntamento fisso nella mia vita: il Coaching secondo Claudio Belotti. È il corso che ho creato proprio in virtù di questa esperienza come Business Coach in Italia e nel mondo. È il corso nel quale ho condensato tutto il meglio del Coaching, le lezioni che ho appreso, le tecniche migliori, quelle più efficaci da imparare assolutamente e quelle meno efficaci che puoi evitare nella tua formazione. Se non hai mai partecipato, dovresti iniziare quest’anno.

Nel Coaching secondo Claudio Belotti ti aiuterò a sviluppare molte competenze nelle due macro-aree più importanti per un leader: comunicazione e gestione dello stato.

La comunicazione: perché? I grandi leader dovrebbero sempre lavorare sulle loro capacità comunicative perché ogni singolo individuo ha diverse strategie di comunicazione. È necessario pensare con chiarezza, quando si devono esprimere idee e condividere informazioni con una moltitudine di destinatari. Devi imparare a gestire i rapidi flussi di informazioni all’interno dell’organizzazione e tra clienti, partner e altri stakeholder.

I grandi leader ispirano, consigliano e talvolta correggono i propri collaboratori. Per fare questo è necessario essere in grado di parlare in ogni circostanza, con un tono e delle parole differenti. Probabilmente quando hai iniziato a lavorare avrai avuto un capo che non ti ha dato molte istruzioni e poi ti ha accusato di non aver capito o di non aver fatto un buon lavoro. Quindi sai bene che non è un metodo produttivo o motivante per istruire o disciplinare qualcuno.

Dai priorità alla comunicazione e fai del tuo meglio per garantire che i tuoi dipendenti siano pienamente consapevoli di ciò che ti aspetti da loro.

La gestione dello stato: come fai quello che fai. Una volta ho lavorato per un importante dirigente che passava molto tempo a lamentarsi dell’azienda, delle sue procedure e dei membri del consiglio di amministrazione. Queste continue lamentele, il suo umore spesso pessimo, la scarsa proattività alimentavano una cultura aziendale in cui ciascuno pensava al proprio tornaconto e instillava una mentalità negativa nei dipendenti.

Questo non è un modo produttivo per essere un leader. Un leader dovrebbe essere capace di gestire il proprio stato e attivarsi per ottenere il cambiamento e i miglioramenti che (ancora) non vede nell’azienda. Un leader guida prima di tutto con l’esempio e quindi ha il dovere di essere il primo a credere in sé e nel lavoro.

La capacità di gestire il proprio stato e la propria energia è fondamentale: il lavoro può essere a volte duro, faticoso e persino deprimente in certi momenti in cui tutto sembra andare male. Come leader, devi essere tu a continuare ad accendere la passione per il lavoro, anche nei giorni difficili.

Porta semplicità e felicità nella tua vita, con 3 (semplici) gesti quotidiani

By | Blog

La felicità è anche semplicità. Come dice il mio maestro Richard Bandler infatti “più la fai semplice dentro la tua testa, più sarà semplice nella realtà”. Ed è proprio così: fenomeni come l’overthinking, il pensarci troppo, o semplicemente farsi le seghe mentali, sono la fonte di uno stress inutile e totalmente improduttivo.

È necessario alternare periodi nei quali costruiamo e periodi nei quali smontiamo ciò che abbiamo costruito per andare all’essenziale. Facciamo fin troppo e spesso non tutto ciò che facciamo ci piace o ci interessa davvero. Questo non significa che non si debba farlo: fare esperienze di attività anche che non ci piacciono, può essere utile a capire proprio che quelle attività, appunto, non ci piacciono. Così si mettono da parte e si va avanti, con più esperienza e consapevolezza.

In un certo senso la semplificazione è un prodotto della complicazione attuale. Oggi è tutto ingarbugliato, confuso e le persone, i Coach, che sono in grado di trasformare le cose complesse in cose semplici sono sempre più richieste (e pagate). Se vuoi diventare migliore come Coach e ottenere la capacità di semplificare, ti invito al Coaching secondo Claudio Belotti. Un corso di quattro giorni a Milano dal 31 ottobre al 3 novembre per approfondire le tematiche più interessanti del Coaching, scoprire gli strumenti migliori, le tecniche più efficaci.

Per portare semplicità e un po’ di felicità in più nella tua vita, puoi partire da questi tre (semplici) gesti quotidiani:

Goditi il viaggio. Se ti distrai facilmente e ti ritrovi con lo sguardo che fugge verso le cose non funzionano, fermati e respira. Guarda anche gli alberi e il cielo e le nuvole. Il viaggio è quella cosa che ti avvicina al tuo scopo, sono quegli obiettivi che animano le tue giornate mentre fai ciò che ami. Dedica più tempo, a ciò che ami. Come? È semplice: scegli di dedicargli tempo. Se pensi di non averlo, crealo. Se non ti godi il viaggio, non sarai mai felice. Vale la pena impegnarsi in questo.

Impegnati a migliorare. Una volta che hai trovato il tempo per le cose che ami, sai che puoi migliorare facendo ciò che ami. Non devi diventare bravo in ogni cosa che fai nella tua vita. Scegli le attività che ti piacciono di più e dedicati a quelle. Sarai soddisfatto due volte: perché fai qualcosa che ti piace e perché via via diventi sempre più bravo in ciò che fai, mettendoci sempre meno sforzo e con sempre più risultati.

Scegli con chi crescere. La vita è un viaggio, lo abbiamo appena detto: goditelo. Per godertelo fai ciò che ami e fallo quanto più spesso ti è possibile: così sarai felice e soddisfatto. Poi scegli le persone con le quali condividere questo percorso. E sceglile bene: se nella stanza sei il meno sano, il meno ricco, il meno colto, sei nel posto giusto. Ecco, non è necessario che questa stanza sia una stanza fisica: sono i locali che frequenti, l’intrattenimento che scegli, la musica che ascolti, i formatori che segui, i mentori e i maestri che ti aiutano ad avere una marcia in più nel crescere e migliorare.

Le caratteristiche fondamentali di un Coach Straordinario

By | In evidenza

Tra pochi giorni tornerò in aula per l’evento dell’anno: Il Coaching secondo Claudio Belotti. Durante i quattro giorni che trascorreremo insieme vedremo quali sono gli elementi che rendono straordinario un Coach. Ti spiegherò in dettaglio le caratteristiche del mio metodo originale One Hand Coaching, analizzeremo insieme sessioni di lavoro dei grandi del Coaching e della NLP come Richard Bandler e Anthony Robbins e studieremo interventi sul campo, dal business allo sport per vedere in pratica la differenza che fa la differenza.

Quando parlo di Coach Straordinari, sai a quali caratteristiche mi riferisco?

Vediamo insieme quali sono:

–> la prima e la più importante di tutte è la capacità di guidare: quando si affronta un percorso di Coaching è necessario aiutare il cliente a percorrere questo viaggio e allo stesso tempo a rendersi indipendente. Per fare questo sono fondamentali la capacità di far accadere le cose, di massimizzare le risorse e di ispirare.

–> I Coach Straordinari accettano la realtà e sono onesti con sé stessi sulla situazione iniziale. A differenza della maggior parte delle persone non rivolgono la propria attenzione ai problemi ma si concentrano sulle soluzioni. Hanno le competenze adeguate per valutare come intervenire e trovano il percorso migliore per aiutare il cliente ad andare dallo stato attuale allo stato desiderato. Restano sempre a fianco del cliente, lasciandolo libero di andare per la sua strada e al contempo lo aiutano a riconoscerei risultati raggiunti: questa è la capacità di far accadere le cose.

–> Un Coach Straordinario ha una visione sistemica, strategica. Sono consapevoli che per trasformare una visione in realtà sono richiesti crescita e miglioramento e un impegno costante. Per questo un Coach Straordinario sa come aiutare il cliente a ottenere il meglio da se stesso, per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.  Questa è l’abilità di massimizzare le risorse a disposizione.

–> Infine, i Coach Straordinari aiutano l’individuo a raggiungere un nuovo livello di comprensione delle proprie possibilità, creando cambiamenti duraturi. Vedono le cose prima e meglio degli altri e hanno la capacità di raccontare questa visione per ispirare gli altri, in modo che si rimbocchino le maniche e facciano il necessario per raggiungere il loro obiettivo. Un Coach Straordinario delinea il futuro e si impegna affinché si realizzi e diventi un esempio per gli altri: questo significa ispirare.

A piccoli passi verso il miglioramento

By | In evidenza

Ci sono abitudini quotidiane che ciascuno di noi può sviluppare per rendere più piena e ricca la propria esistenza. Non sono cambi epocali o stravolgimenti. Sono i piccoli passi quelli fanno la differenza. Con i piccoli passi si sostituiscono le cattive abitudini con nuove e più efficaci, si cresce e si migliora. All’inizio può sembrare una strada in salita ma arriva un momento in cui il nuovo sostituisce completamente il vecchio al punto che non si ricorda più cosa e come si faceva prima. Vuoi rimetterti in forma? Inizia con una passeggiata. Fai una serie di addominali. Vuoi leggere di più? Leggi una pagina al giorno e fallo tutti i giorni. Vuoi crescere? Fai qualcosa di nuovo: tutti i giorni (tutti tutti).

Alcuni dicono che per far diventare tutto questo una nuova abitudine servano 21 giorni, altri 45, altri ancora 66. Io sono certo che la motivazione sia determinante e la motivazione si nutre della linfa più importante: il tuo scopo. Per questo con il mio metodo di Coaching originale, il “One Hand Coaching”, parto sempre dallo scopo. Se vuoi saperne di più ti invito a leggere il mio libro “Prendi in mano la TUA felicità”: ne puoi scaricare un estratto cliccando qui. Oppure puoi partecipare al “Il Coaching secondo Claudio Belotti” e imparare dal vivo come funziona.

Se desideri creare una abitudine speciale per avere una vita appagante, puoi iniziare a sviluppare quel famoso menù di attività di cui ti ho parlato spesso: lo trovi nel nuovo e-book gratuito che puoi scaricare cliccando qui. E poi puoi iniziare a far attenzione a tre elementi che sicuramente fanno già parte della tua vita ma che tutti, prima o dopo, tendiamo a scordare o a mettere un po’ da parte:

1) Integrità. Conosci te stesso e impara a riconoscere cosa è importante, cosa vuoi davvero. In questo modo sarà più semplice lasciar andare tutto il resto. Le cose meno importanti, le cose che gli altri desiderano per te e quelle identità, quelle etichette, che ti trovi attaccate addosso.

2) Consapevolezza. Non procrastinare, non evitare i conflitti e non nascondere i problemi sotto il tappeto. Fai il primo passo con coraggio riconoscendo problemi e conflitti, affrontandoli in modo rapido e frontale invece di trascurarli.

3) Pazienza. Serve autocontrollo e calma. Devi sviluppare la consapevolezza che reagire sul momento, di pancia, non porta mai risultati positivi. Agisci in modo fermo, responsabile e razionale.