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Il Coaching secondo Claudio Belotti Archives - Claudio Belotti

Le 2 aree di miglioramento fondamentali per ogni leader

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“Non pensare che ciò che è arduo da padroneggiare per te sia impossibile per l’uomo; ma se una cosa è possibile ed appropriata all’uomo, considerala ottenibile da te.”

Marco Aurelio

 

Nei miei oltre 25 anni di Business Coaching ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei migliori leader – imprenditori, dirigenti, manager – in circolazione. Quello che ho imparato come risultato di questa esperienza straordinaria, è che indipendentemente dai punti di forza e dalle debolezze della propria leadership, un leader può sempre migliorare, se individua – o crea – lo scopo della sua vita. Anche di quella lavorativa.

Grazie a questo osservatorio privilegiato delle caratteristiche dei leader ho individuato due macro-aree che ogni leader dovrebbe dedicarsi a migliorare ogni singolo giorno. Quando riesci a individuare la differenza che fa la differenza nel tuo approccio al lavoro e alla vita, hai la possibilità di realizzare tutto il tuo potenziale. E a volte anche di più, se ti fai trovare pronto e disponibile agli appuntamenti che contano.

Se mi conosci sai che da alcuni anni c’è un appuntamento fisso nella mia vita: il Coaching secondo Claudio Belotti. È il corso che ho creato proprio in virtù di questa esperienza come Business Coach in Italia e nel mondo. È il corso nel quale ho condensato tutto il meglio del Coaching, le lezioni che ho appreso, le tecniche migliori, quelle più efficaci da imparare assolutamente e quelle meno efficaci che puoi evitare nella tua formazione. Se non hai mai partecipato, dovresti iniziare quest’anno.

Nel Coaching secondo Claudio Belotti ti aiuterò a sviluppare molte competenze nelle due macro-aree più importanti per un leader: comunicazione e gestione dello stato.

La comunicazione: perché? I grandi leader dovrebbero sempre lavorare sulle loro capacità comunicative perché ogni singolo individuo ha diverse strategie di comunicazione. È necessario pensare con chiarezza, quando si devono esprimere idee e condividere informazioni con una moltitudine di destinatari. Devi imparare a gestire i rapidi flussi di informazioni all’interno dell’organizzazione e tra clienti, partner e altri stakeholder.

I grandi leader ispirano, consigliano e talvolta correggono i propri collaboratori. Per fare questo è necessario essere in grado di parlare in ogni circostanza, con un tono e delle parole differenti. Probabilmente quando hai iniziato a lavorare avrai avuto un capo che non ti ha dato molte istruzioni e poi ti ha accusato di non aver capito o di non aver fatto un buon lavoro. Quindi sai bene che non è un metodo produttivo o motivante per istruire o disciplinare qualcuno.

Dai priorità alla comunicazione e fai del tuo meglio per garantire che i tuoi dipendenti siano pienamente consapevoli di ciò che ti aspetti da loro.

La gestione dello stato: come fai quello che fai. Una volta ho lavorato per un importante dirigente che passava molto tempo a lamentarsi dell’azienda, delle sue procedure e dei membri del consiglio di amministrazione. Queste continue lamentele, il suo umore spesso pessimo, la scarsa proattività alimentavano una cultura aziendale in cui ciascuno pensava al proprio tornaconto e instillava una mentalità negativa nei dipendenti.

Questo non è un modo produttivo per essere un leader. Un leader dovrebbe essere capace di gestire il proprio stato e attivarsi per ottenere il cambiamento e i miglioramenti che (ancora) non vede nell’azienda. Un leader guida prima di tutto con l’esempio e quindi ha il dovere di essere il primo a credere in sé e nel lavoro.

La capacità di gestire il proprio stato e la propria energia è fondamentale: il lavoro può essere a volte duro, faticoso e persino deprimente in certi momenti in cui tutto sembra andare male. Come leader, devi essere tu a continuare ad accendere la passione per il lavoro, anche nei giorni difficili.

Porta semplicità e felicità nella tua vita, con 3 (semplici) gesti quotidiani

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La felicità è anche semplicità. Come dice il mio maestro Richard Bandler infatti “più la fai semplice dentro la tua testa, più sarà semplice nella realtà”. Ed è proprio così: fenomeni come l’overthinking, il pensarci troppo, o semplicemente farsi le seghe mentali, sono la fonte di uno stress inutile e totalmente improduttivo.

È necessario alternare periodi nei quali costruiamo e periodi nei quali smontiamo ciò che abbiamo costruito per andare all’essenziale. Facciamo fin troppo e spesso non tutto ciò che facciamo ci piace o ci interessa davvero. Questo non significa che non si debba farlo: fare esperienze di attività anche che non ci piacciono, può essere utile a capire proprio che quelle attività, appunto, non ci piacciono. Così si mettono da parte e si va avanti, con più esperienza e consapevolezza.

In un certo senso la semplificazione è un prodotto della complicazione attuale. Oggi è tutto ingarbugliato, confuso e le persone, i Coach, che sono in grado di trasformare le cose complesse in cose semplici sono sempre più richieste (e pagate). Se vuoi diventare migliore come Coach e ottenere la capacità di semplificare, ti invito al Coaching secondo Claudio Belotti. Un corso di quattro giorni a Milano dal 31 ottobre al 3 novembre per approfondire le tematiche più interessanti del Coaching, scoprire gli strumenti migliori, le tecniche più efficaci.

Per portare semplicità e un po’ di felicità in più nella tua vita, puoi partire da questi tre (semplici) gesti quotidiani:

Goditi il viaggio. Se ti distrai facilmente e ti ritrovi con lo sguardo che fugge verso le cose non funzionano, fermati e respira. Guarda anche gli alberi e il cielo e le nuvole. Il viaggio è quella cosa che ti avvicina al tuo scopo, sono quegli obiettivi che animano le tue giornate mentre fai ciò che ami. Dedica più tempo, a ciò che ami. Come? È semplice: scegli di dedicargli tempo. Se pensi di non averlo, crealo. Se non ti godi il viaggio, non sarai mai felice. Vale la pena impegnarsi in questo.

Impegnati a migliorare. Una volta che hai trovato il tempo per le cose che ami, sai che puoi migliorare facendo ciò che ami. Non devi diventare bravo in ogni cosa che fai nella tua vita. Scegli le attività che ti piacciono di più e dedicati a quelle. Sarai soddisfatto due volte: perché fai qualcosa che ti piace e perché via via diventi sempre più bravo in ciò che fai, mettendoci sempre meno sforzo e con sempre più risultati.

Scegli con chi crescere. La vita è un viaggio, lo abbiamo appena detto: goditelo. Per godertelo fai ciò che ami e fallo quanto più spesso ti è possibile: così sarai felice e soddisfatto. Poi scegli le persone con le quali condividere questo percorso. E sceglile bene: se nella stanza sei il meno sano, il meno ricco, il meno colto, sei nel posto giusto. Ecco, non è necessario che questa stanza sia una stanza fisica: sono i locali che frequenti, l’intrattenimento che scegli, la musica che ascolti, i formatori che segui, i mentori e i maestri che ti aiutano ad avere una marcia in più nel crescere e migliorare.

Le caratteristiche fondamentali di un Coach Straordinario

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Tra pochi giorni tornerò in aula per l’evento dell’anno: Il Coaching secondo Claudio Belotti. Durante i quattro giorni che trascorreremo insieme vedremo quali sono gli elementi che rendono straordinario un Coach. Ti spiegherò in dettaglio le caratteristiche del mio metodo originale One Hand Coaching, analizzeremo insieme sessioni di lavoro dei grandi del Coaching e della NLP come Richard Bandler e Anthony Robbins e studieremo interventi sul campo, dal business allo sport per vedere in pratica la differenza che fa la differenza.

Quando parlo di Coach Straordinari, sai a quali caratteristiche mi riferisco?

Vediamo insieme quali sono:

–> la prima e la più importante di tutte è la capacità di guidare: quando si affronta un percorso di Coaching è necessario aiutare il cliente a percorrere questo viaggio e allo stesso tempo a rendersi indipendente. Per fare questo sono fondamentali la capacità di far accadere le cose, di massimizzare le risorse e di ispirare.

–> I Coach Straordinari accettano la realtà e sono onesti con sé stessi sulla situazione iniziale. A differenza della maggior parte delle persone non rivolgono la propria attenzione ai problemi ma si concentrano sulle soluzioni. Hanno le competenze adeguate per valutare come intervenire e trovano il percorso migliore per aiutare il cliente ad andare dallo stato attuale allo stato desiderato. Restano sempre a fianco del cliente, lasciandolo libero di andare per la sua strada e al contempo lo aiutano a riconoscerei risultati raggiunti: questa è la capacità di far accadere le cose.

–> Un Coach Straordinario ha una visione sistemica, strategica. Sono consapevoli che per trasformare una visione in realtà sono richiesti crescita e miglioramento e un impegno costante. Per questo un Coach Straordinario sa come aiutare il cliente a ottenere il meglio da se stesso, per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.  Questa è l’abilità di massimizzare le risorse a disposizione.

–> Infine, i Coach Straordinari aiutano l’individuo a raggiungere un nuovo livello di comprensione delle proprie possibilità, creando cambiamenti duraturi. Vedono le cose prima e meglio degli altri e hanno la capacità di raccontare questa visione per ispirare gli altri, in modo che si rimbocchino le maniche e facciano il necessario per raggiungere il loro obiettivo. Un Coach Straordinario delinea il futuro e si impegna affinché si realizzi e diventi un esempio per gli altri: questo significa ispirare.

A piccoli passi verso il miglioramento

By | In evidenza

Ci sono abitudini quotidiane che ciascuno di noi può sviluppare per rendere più piena e ricca la propria esistenza. Non sono cambi epocali o stravolgimenti. Sono i piccoli passi quelli fanno la differenza. Con i piccoli passi si sostituiscono le cattive abitudini con nuove e più efficaci, si cresce e si migliora. All’inizio può sembrare una strada in salita ma arriva un momento in cui il nuovo sostituisce completamente il vecchio al punto che non si ricorda più cosa e come si faceva prima. Vuoi rimetterti in forma? Inizia con una passeggiata. Fai una serie di addominali. Vuoi leggere di più? Leggi una pagina al giorno e fallo tutti i giorni. Vuoi crescere? Fai qualcosa di nuovo: tutti i giorni (tutti tutti).

Alcuni dicono che per far diventare tutto questo una nuova abitudine servano 21 giorni, altri 45, altri ancora 66. Io sono certo che la motivazione sia determinante e la motivazione si nutre della linfa più importante: il tuo scopo. Per questo con il mio metodo di Coaching originale, il “One Hand Coaching”, parto sempre dallo scopo. Se vuoi saperne di più ti invito a leggere il mio libro “Prendi in mano la TUA felicità”: ne puoi scaricare un estratto cliccando qui. Oppure puoi partecipare al “Il Coaching secondo Claudio Belotti” e imparare dal vivo come funziona.

Se desideri creare una abitudine speciale per avere una vita appagante, puoi iniziare a sviluppare quel famoso menù di attività di cui ti ho parlato spesso: lo trovi nel nuovo e-book gratuito che puoi scaricare cliccando qui. E poi puoi iniziare a far attenzione a tre elementi che sicuramente fanno già parte della tua vita ma che tutti, prima o dopo, tendiamo a scordare o a mettere un po’ da parte:

1) Integrità. Conosci te stesso e impara a riconoscere cosa è importante, cosa vuoi davvero. In questo modo sarà più semplice lasciar andare tutto il resto. Le cose meno importanti, le cose che gli altri desiderano per te e quelle identità, quelle etichette, che ti trovi attaccate addosso.

2) Consapevolezza. Non procrastinare, non evitare i conflitti e non nascondere i problemi sotto il tappeto. Fai il primo passo con coraggio riconoscendo problemi e conflitti, affrontandoli in modo rapido e frontale invece di trascurarli.

3) Pazienza. Serve autocontrollo e calma. Devi sviluppare la consapevolezza che reagire sul momento, di pancia, non porta mai risultati positivi. Agisci in modo fermo, responsabile e razionale.