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Il Coaching secondo Claudio Belotti Archives - Claudio Belotti

5 comportamenti che ti aiuteranno a gestire efficacemente la fiducia in te

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La fiducia che esprime un team è innanzitutto la fiducia che ha in sé il suo leader. Le prestazioni di un team guidato da un capo con una bassa considerazione di sé e dei propri mezzi saranno certamente influenzate da questo pensiero, da questa insicurezza. Allo stesso modo un capo con un eccesso di fiducia in sé e nelle proprie capacità porterà ai problemi tipici dell’arroganza.

Come si evitano dunque gli estremi di insicurezza o di arroganza? Come si stabilisce in modo adeguato la fiducia in sé? Come si diventa leader?

In trenta anni di carriera come Business Coach ho visto tanti imprenditori, dirigenti, manager, team leader e professionisti alla guida di gruppi di lavoro affrontare questo dilemma. Li ho visto spesso oscillare, a seconda dei problemi che dovevano affrontare dall’insicurezza all’arroganza e viceversa. Grazie al lavoro che ho fatto con loro ho imparato molto sulla mente e sul comportamento.

Questo è proprio il primo insegnamento che ti invito a raccogliere. Tutta la teoria del mondo non sarà mai paragonabile a una pratica costante: ciò che sapevo quando ho iniziato a fare il Coach è stato fondamentale. Ciò che ho imparato vedendo cosa funziona e cosa non funziona nella pratica, nelle differenti situazioni, con persone diverse, tutto questo mi ha reso il Coach che sono oggi.

Ed è proprio per questa ragione che ho deciso di creare “Il Coaching secondo Claudio Belotti il corso più bello ed emozionante che abbia mai fatto. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ho raccolto trenta anni di insegnamenti: tutta la teoria dei miei maestri – da Richard Bandler a Tony Robbins – e l’enorme pratica data da migliaia di sessioni di Coaching, di incontri con realtà differenti, di lavoro – per fortuna e per merito – ad altissimi livelli.

Puoi fare tua questa esperienza e portarla nella vita di tutti i giorni, nel tuo lavoro, in azienda con i tuoi famigliari e i tuoi collaboratori: gestire sé stessi e gli altri per ottenere il meglio. Informati QUI per conoscere come prendere parte a questa esperienza. Nel frattempo, puoi adottare alcuni comportamenti che ti aiuteranno a gestire in modo efficace la tua fiducia:

  1. Impara dagli errori. La prima azione da fare per imparare dagli errori è accettare di averli commessi. Analizza ciò che hai fatto e impara come puoi farlo meglio. È un momento emozionante, lo puoi chiamare debriefing se vuoi, e puoi anche farlo in gruppo. L’importante è scegliere di prendere consapevolezza dei propri errori.
  2. Gestisci il conflitto. Il conflitto può avvenire a molti livelli differenti e richiede un post a sé solo per introdurre l’argomento o un intero audiolibro per spiegare bene la questione. Sicuramente puoi scegliere di affrontare il conflitto perché sciogliere i nodi è il modo migliore per superare rapidamente uno stallo che può minare la fiducia in sé e nel gruppo.
  3. Decidi di decidere. Perché decidere di non decidere è comunque una scelta. Per scegliere bene è importante conoscere i propri bisogni e i propri valori, ciò che ti motiva nel profondo: a “Obiettivi! Special Online Edition” lavori proprio su questo punto per ottenere il massimo nei momenti decisivi (letteralmente decisivi).
  4. Credi nella tua capacità di trovare risorse. Questa è una grande forza. Le persone più sicure e fiduciose che conosco hanno una convinzione potenziante in comune: credono fortemente di avere sempre la possibilità di accedere a delle risorse. Anche quando non le vedono ancora o non sono di fronte ai loro occhi. Come dice la principessa (nonché generale della resistenza) Leia Organa: “La speranza è come il sole, se ci credi solo quando la puoi vedere non supererai la notte.” Così lo sono le risorse.
  5. Agisci. A volte seguire l’istinto è l’unica cosa che fa la differenza. Se sai che è la scelta giusta, anche dopo che hai già preso una decisione di senso opposto, non aver paura a tornare sui tuoi passi per seguire una strada differente. A volte si decide troppo con la testa e non si dà retta alle proprie sensazioni. E appena presa la decisione ci si accorge subito che non era quella giusta. Impara a dare spazio al tuo istinto: sa cose che tu non sai ancora.

3 qualità che ti rendono naturalmente un leader

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In che modo puoi diventare il leader che desideri essere? È possibile che mentre tu ti poni questa domanda tu sia più vicino di quello che pensi all’idea che hai in mente. Forse non ti sei mai soffermato abbastanza sulle qualità che già possiedi. Molte persone ad esempio hanno doti innate da Coach e non lo sanno. Pensa a quale potenziale potresti liberare se conoscessi meglio te stesso e i tuoi talenti.

A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti insegnerò le competenze dei Coach più importanti al mondo e ti spiegherò come puoi ottenere il meglio dai tuoi talenti e nell’espressione della tua leadership. Nel frattempo, in attesa del 29 ottobre quando ci vedremo a Milano, ti invito a scoprire 3 qualità che ti rendono naturalmente un leader:

Adatti la realtà alla tua visione. L’acqua trova il suo percorso e quando non lo trova lo crea. Così un leader si adatta con flessibilità alla realtà nei comportamenti e porta avanti in modo chiaro e incessante ciò che lo ispira. Se Steve Jobs o Gandhi non avessero tenuto fede alla propria visione oggi non sarebbero ricordati – tra le altre cose – come due straordinari esempi di leadership. E come loro molti altri: chi lavora per realizzare il suo scopo è naturalmente un leader.

Prendi decisioni in modo costante. La maggior parte delle volte non avrai tutte le informazioni che vorresti avere per poter decidere ma devi comunque andare avanti e operare una scelta. Cosa fai? Non si tratta di lanciare una moneta. Si tratta di ascoltare le proprie sensazioni e prendere la migliore decisione che puoi, nel minor tempo possibile. Una decisione rapida significa un risultato veloce e se il risultato non è soddisfacente c’è sempre tempo per correggerla.

Fai (anche e soprattutto ciò che dici). Un tratto fondamentale del leader è la capacità di dare forma ai propri pensieri. Soprattutto quando questi pensieri vengono espressi ad alta voce. Gli annunci sono belli ed emozionanti. Poi bisogna passare ai fatti. Meglio ancora se annunci dopo aver fatto, in alcuni casi. Si tratta di costruire fiducia e la fiducia non si costruisce semplicemente con le parole. Si costruisce attraverso l’esperienza di una promessa fatta e poi mantenuta.

Quali sono secondo te le altre qualità che individuano naturalmente un leader?

La top 3 dei dubbi che incontri quando cambi lavoro (e come spazzarli via)

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Quando decidi di iniziare una nuova attività o di cambiare lavoro ti trovi ad affrontare alcuni dubbi e incertezze comuni a tante persone che prendono la stessa decisione. Può sembrare strano ed è proprio per questa ragione che è importante parlarne.

Nei quasi trenta anni da Business Coach ho incontrato tante persone che ad un certo punto della loro carriera hanno deciso di cambiare vita e realizzare qualcosa di personale, un’idea, una passione appena nata o cullata per anni.

Tante persone straordinarie con un desiderio immenso di crescere sono passate nelle aule dei miei corsi. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è l’occasione per scoprire il Coach che è in te, sia che tu desideri farlo come professione sia che tu desideri avere queste competenze per migliorare quello che fai sul lavoro.

Essere consapevoli che il percorso – mentale, emotivo, spesso pratico – in molti casi ci accomuna è una bella notizia. Le problematiche affrontate da una persona possono essere la guida di sopravvivenza di qualcun altro. Come esseri umani abbiamo l’enorme vantaggio di poter fare nostra l’esperienza altrui.

Questo accade anche a chi frequenta il workshop “Obiettivi!” – quest’anno nella Special Online Edition – nel quale incontra altre persone che stanno facendo un percorso e condividendo le esperienze spesso si creano sodalizi che moltiplicano le possibilità di raggiungere e realizzare i propri “Obiettivi!”.

Scopriamo insieme qual è la top 3 dei dubbi e delle incertezze più frequenti quando affronti il cambiamento professionale:

Non sono abbastanza. Questa è la più frequente e anche la mia preferita. Quando decidi che lo standard che ritieni di dover raggiungere – uno standard che nessuno ti ha imposto – è uno standard che va oltre la perfezione, inizi a pensare che sia tu il problema. Prima che tu te ne renda conto, ti sei allontanato irrimediabilmente dalla consapevolezza che probabilmente hai già raggiunto un risultato utile solo perché lo standard che hai stabilito è fuori scala. Ricorda: sei più di ciò che pensi di essere. Metti in discussione i criteri con i quali giudichi i tuoi risultati.

Non ho le risorse. Tempo, denaro o persone: qualunque sia la risorsa, probabilmente hai già tutto ciò di cui hai bisogno. Forse il problema è che l’obiettivo che hai fissato è troppo grande per il punto nel quale ti trovi. Amazon non è nato tale e Jeff Bezos non era l’uomo più ricco del mondo quando ha iniziato. Quando pensi di non aver risorse ribalta la situazione: parti dalle risorse che hai a disposizione, crea i tuoi obiettivi – e giudica i tuoi progressi – sulla base di ciò che hai a disposizione.

Non posso cambiare. Questa convinzione limitante è l’elefante nella stanza di tanti potenziali imprenditori. Hanno idee e passione e allo stesso tempo pensano che sia troppo tardi o troppo presto, che siano troppo grandi o troppo giovani. Gli unici limiti su ciò che puoi imparare, fare, su come puoi evolvere, su cosa puoi diventare, sono quelli che decidi tu. Non è tardi e se anche lo fosse domani sarebbe peggio. Oggi è il giorno giusto.

L’importanza di riconoscere le vittorie

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Il limite più grande che come persone, come esseri umani, ci troviamo a dover affrontare è quello della nostra percezione. In PNL o Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo che la mappa non è il territorio e cioè che la realtà viene filtrata (generalizzata, distorta o cancellata) dai sensi con i quali percepiamo il mondo e dai bìas cognitivi che ci fanno interpretare queste percezioni. Questo avviene in ogni ambito e nel campo della performance è ancor più evidente.

Spesso infatti più le persone sono capaci di produrre risultati meno si rendono conto dei loro progressi, delle loro vittorie. Capita tanto nello sport quanto nel lavoro. Succede a persone normali e a manager affermati o dirigenti di perdere la sensibilità per quei successi che è invece fondamentale riconoscere per il benessere mentale e fisico.

Mi spiego meglio: se hai guidato in porto una grande operazione commerciale o finanziaria potrebbe succedere che ti sfugga quanto sei fortunato ad avere intorno a te una squadra, dei collaboratori che ti supportano e semplificano il tuo lavoro tutti i giorni. Non è neanche necessario andare su livelli così alti: la prima volta che hai preso una decisione per conto tuo nella vita o in azienda. Dopo, quante altre ne hai prese senza provare la stessa soddisfazione?

Lo sa bene ad esempio chi decide di fare il Coach per professione e sceglie di farlo attraverso la Extraordinary Coaching School. Parte del processo di formazione è legato al riconoscimento della crescita e alla sua celebrazione. Per scoprire il potere di questa pratica ti invito a partecipare a “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: vivrai l’esperienza della crescita condividendo questo momento con altre persone fortemente motivate come te.

Se ci pensi infatti, celebrare le vittorie è una forma di gratitudine. Molte vittorie le diamo per scontate come diamo per scontato un tetto sulla testa, l’acqua corrente, il cibo che sono aspetti della vita tutt’altro che scontati per una consistente parte di umanità. Celebrare significa anche restare umili, riconoscere la fortuna oltre che l’impegno che ti ha portato a conseguire quei risultati.

Quali sono le vittorie quotidiane che oggi stai dando per scontate? Quali sono quelle che meritano di essere celebrate?

Rendi il tuo obiettivo esaltante!

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L’estate è il momento giusto per pensare a quali attività si desidera svolgere in autunno per crescere e migliorare. Settembre infatti è una nuova occasione per ricominciare con più forza, con maggior slancio, soprattutto in questo momento davvero storico. E per dare corpo a questa volontà è necessario stabilire un percorso, degli obiettivi.

A settembre ad esempio io faccio sempre il punto: mi prendo una giornata per me e per le persone come te che desiderano pianificare i propri obiettivi per stabilire i passaggi successivi. Quest’anno avrai l’opportunità di vivere questa esperienza online a “Obiettivi! Special Online Edition”: il workshop che ti permetterà di acquisire costanza e flessibilità. Nessuno infatti può sapere cosa ci riserva il futuro ma ci possiamo preparare per superare nuove sfide e nuovi ostacoli.

Il segreto di questo corso è solo uno: la definizione di Obiettivi! permette alla mente di diventare efficace su ciò che davvero conta di più per noi. È come quando vuoi acquistare una nuova macchina o un nuovo paio di sneaker: inizi a vederle ovunque in giro. Eppure, erano lì anche prima: è la tua attenzione rispetto all’oggetto che desideri che è cambiata.

Quali sono i tuoi obiettivo per la fine di questo anno? E per il prossimo? Quali sono i tuoi obiettivi per i prossimi cinque anni? Pensa di aver già risposto a questa domanda e aver definito il percorso che ti porterà lì. Grazie a questo qualunque cosa succeda tu sarai in grado di trovare una strada per raggiungere ciò che ti sei prefissato.

Ad autunno inoltrato, ci sarà un evento per preparare il futuro professionale: “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è l’occasione per scoprire il Coach che è in te, sia che tu desideri farlo come professione sia che tu desideri avere queste competenze per migliorare quello che fai sul lavoro.

Il segreto per migliorare, crescere e diventare la persona che desideri è quello di fare del tuo meglio nelle attività che ami. Scegli gli ambiti, definisci le attività e poi impegnati a crescere con costanza giorno per giorno. Anche poco ma ogni giorno, regolarmente.

La chiave è scegliere un impegno – un piccolo impegno con te stesso e magari con qualcun altro come un Coach – e farlo ancora e ancora. Il successo non arriva mai dall’oggi al domani: il successo è l’accumulo di una serie di piccoli passaggi, di crescite quotidiane e coerenti in attività esaltanti.

Ti faccio qualche esempio di attività che richiedono poco tempo e molta costanza e possono aiutarti a crescere come desideri:

Vuoi fare networking? Dedica 5 minuti al giorno su LinkedIn per scoprire le persone con le quali puoi costruire in modo coerente una rete di lavoro. Interessati sinceramente alla loro attività, informati, segui la loro attività. Fallo ogni giorno.

Vuoi avviare la tua attività? Studia il mercato, impara dai tuoi competitor, trova il modo di realizzare strategie innovative. A volte basta una piccola differenza nell’offerta per far grande un prodotto o un servizio. Meglio ancora dedica tempo a capire chi sei e cosa puoi offrire tu di unico.

Vuoi cambiare lavoro? Stabilisci un orizzonte temporale, individua le competenze che ti serviranno e inizia la tua formazione per essere pronto.

Questa è una di quelle attività perfette per fissare un obiettivo a 5 anni e al workshop “Obiettivi! Special Online Edition” sicuramente avrai la possibilità di lavorare sulla motivazione, le risorse e il focus necessari a realizzare il progetto che hai in mente.

Il rimpianto del manager

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Uno dei rimpianti più frequenti nelle carriere dei manager è quello di non aver chiesto aiuto o di non aver avuto maggior supporto, una guida, durante la propria carriera: questo rimpianto affligge ben il 40% delle persone. Secondo un recente sondaggio realizzato da Zety – società specializzata nel career building – questo pensiero riguarda tanto team leader e manager quanto executive e dirigenti di alto livello.

Questo dato fa riflettere perché quando penso a una struttura organizzativa complessa come quella aziendale, immagino la passione delle persone che lavorano, immagino il desiderio di fare meglio e il tarlo che nella mente ti dice che puoi fare meglio. Semplicemente non sai come. Questo bisogno è comunque un buon segno: nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti parlo proprio di come utilizzare questi segnali per comprendere e utilizzare al meglio lo stadio evolutivo dell’azienda.

Questo sondaggio ci mostra bene anche quanto sia importante parlare dei propri desideri e delle proprie aspettative e farlo con la persona giusta è fondamentale: chi ha un Coach al suo fianco sa di cosa parlo. Proprio per questa ragione abbiamo creato in Extraordinary un servizio di eCoaching utile a supportarti in ogni momento attraverso Extraordinary Coach qualificati che utilizzano il mio metodo originale One Hand Coaching.

Il mio metodo originale di Coaching One Hand Coaching infatti parte da un presupposto fondamentale: il riconoscimento del proprio scopo. Nel sondaggio Zety infatti emerge un altro dato importantissimo per capire quali sono i bisogni che abbiamo tutti, o quasi tutti, e che un Coach qualificato può aiutare a soddisfare: il 22% degli intervistati rimpiange nella sua carriera di non aver seguito la propria passione.

Nella definizione dello scopo la passione ha un ruolo fondamentale: come ti ho raccontato poco tempo fa, lo scopo è il fuoco che fa ardere più forte la passione. Trova il tuo scopo e comprenderai qual è la tua vera passione, quella che vuoi seguire sempre per andare oltre, per crescere ed essere felice.

Inizia a chiederti: qual è il mio scopo? Per quale ragione faccio quello che faccio? E ricorda: il primo incontro con un Coach è l’occasione giusta per definire cosa cerchi, di cosa hai bisogno e individuare quali risorse hai e quali ti servono per raggiungerlo.

Cosa fa un Coach?

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Ho iniziato a fare il Coach negli anni ’90 del ‘900. Sono trascorsi quasi trenta anni da allora e oggi la professione del Coach è largamente diffusa e conosciuta. I primi tempi invece era difficile spiegare chi ero e cosa facevo. Lo era persino negli Stati Uniti dove è nata questa professione per come la conosciamo oggi, figurarsi in Italia.

Non a caso sono stato definito un pioniere del Coaching: ho iniziato questa professione quando non esisteva, tra diffidenza e incredulità. E oggi che molte persone hanno sentito parlare del Coaching, c’è più confusione che mai su cosa sia realmente!

Partiamo da cosa fa il Coach: aiuta il cliente – attraverso un processo di crescita – a diventare la persona che desidera per raggiungere il risultato che ha in mente. Nel Coaching, un cliente lavora con un Coach per definire obiettivi e identificare ostacoli e comportamenti inefficaci al fine di creare uno o più piani d’azione e crescita per ottenere i risultati desiderati. Il processo di Coaching ha innanzitutto la finalità di trasformare la persona: dalla persona che è all’inizio alla persona in grado di conseguire gli obiettivi che ha in mente.

Bello vero? Straordinario, dico io. Il Coach è una professione meravigliosa che mette a contatto persone con un potenziale enorme e offre al Coach stesso la possibilità di essere l’agente dell’espressione completa di questo potenziale.

Se ti piace ciò che fa il Coach e vuoi diventare anche tu un Coach, ti consiglio di fare un giro prima a “Il Coaching secondo Claudio Belotti. Questo corso è quello che amo più di tutti, è un momento di crescita e incontro. Io ti metto a disposizione trenta anni di esperienze, di errori e dritte utili per diventare la persona che desideri, il Coach che vuoi essere. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” infatti hai la possibilità – l’unica – di sottoporre la tua candidatura alla Extraordinary Coaching School. E non lo fai a scatola chiusa: hai quattro giorni per conoscermi, per conoscere il mio modo di pensare e di interpretare il Coaching: una professione seria che va svolta con competenza e integrità.

Se ti piace ciò che fa un Coach e pensi ti possa essere utile ti posso dare le informazioni necessarie. Qui trovi tutto quello che è necessario sapere per scegliere un Extraordinary Coach e un percorso condiviso nel quale potrai ad esempio:

Definire e stabilire come raggiungere obiettivi personali e professionali

Lavorare su di te per migliorare le tue abilità comunicative

Raggiungere un equilibrio lavoro/vita definendo le tue priorità

Individuare come far crescere la tua attività professionale, artigianale o commerciale

Ricorda: la prima sessione, la cosiddetta intake session, è sempre gratuita e in questa sessione si stabilisce come cliente e Coach possono lavorare insieme per ottenere i risultati che da cliente desideri.

Le competenze del futuro

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Quali sono le competenze del futuro? Se mi segui e mi leggi con una certa frequenza avrai ormai fatto conoscenza con il mio amore per la fantascienza. E questa domanda potrebbe far pensare un po’ alla fantascienza. Le competenze di cui parlo però non sono guidare auto volanti o comunicare con il pensiero con le macchine (con le persone qualche possibilità c’è già).

Parlo di competenze utili ieri, fondamentali oggi, imprescindibili in futuro. Le 3 competenze principali imprescindibili sono:

Creatività: avere la capacità di pensiero laterale è sempre stato utile e sempre lo sarà. Sempre sempre? Sì! Se fai quello che hai sempre fatto avrai sempre gli stessi risultati e se fai quello che fanno tutti – nella migliore delle ipotesi – farai lo stesso prodotto o offrirai lo stesso servizio. Pensa a soluzioni differenti, messe in pratica in modi differenti. Avere creatività significa vedere opportunità dove altri vedono solo problemi.

Capacità di apprendere: è una capacità che si acquisisce con il metodo. Lo sa bene (e lo insegna) il mio amico Matteo Salvo che ogni anno fa una giornata introduttiva ai nostri studenti della Extraordinary Coaching School per spiegare qual è il metodo giusto per apprendere in modo rapido e semplice. Ti ricordo che per partecipare alla mia Coaching School puoi candidarti unicamente nel corso “Il Coaching secondo Claudio Belotti” (informati qui: i posti sono sempre limitati!).

Comunicare con il pubblico: comunicare con il pubblico è una delle abilità più importanti che puoi sviluppare. Ti aiuta a comunicare le tue idee ai tuoi colleghi, ai tuoi clienti o ai tuoi collaboratori in modo chiaro ed efficace. La capacità di comunicare con il pubblico ti fa andare oltre quelli che sono i normali risultati e ti dà sicurezza nei tuoi mezzi.

Dall’agitazione alla calma in tre semplici passi

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Capita di frequente di avere intorno una persona che si agita facilmente. Sul lavoro, come a casa, trovarsi vicino a una persona che perde il proprio stato può complicare delle situazioni anche banali e farle diventare dei problemi o delle crisi da affrontare e risolvere rapidamente. Ogni valanga inizia con un minuscolo smottamento.

In PNL dedichiamo molta attenzione alla gestione dello stato perché il primo filtro dell’esperienza è proprio lo stato emotivo: questo determina la qualità della nostra vita. Se mi conosci e hai appreso con me i principi della Programmazione Neuro-Linguistica hai sviluppato questa abilità e potresti desiderare di avere l’abilità di aiutare gli altri nello stesso modo.

Come Coach ti invito innanzitutto a mettere al primo posto le necessità dell’altra persona. A volte infatti le persone non desiderano affatto essere aiutate e la cosa migliore che puoi fare è lavorare sul tuo stato emotivo Come saprai quando avrai frequentato “Il Coaching secondo Claudio Belottiil miglior approccio parte sempre dall’ascolto e poi ci sono diverse tecniche che ti possono aiutare a farlo in modo efficace.

Cosa puoi fare per aiutare una persona in agitazione:

Ascolta in modo attivo: l’ascolto attivo ti aiuta a comprendere quando è necessario rispondere e quando è necessario solo ascoltare. A volte infatti non è necessario dir nulla. Significa essere completamente presente e creare rapport affinché la conversazione abbia una solida base di fiducia e attenzione. Se vuoi rispondere, evita frasi come “mantieni la calma” o “andrà tutto bene”. Piuttosto aiuta la persona a individuare le risorse interne o esterne che in quel momento non vede.

Comprendi la sua necessità specifica. Dall’esterno ogni agitazione può sembrare uguale: nella realtà non è così. Cerca di comprendere qual è la natura per quella persona e ricorda che nella percezione soggettiva ogni “mostro” è reale. Anche se a te sembra strano o ridicolo preoccuparsi per una determinata ragione, nel modello del mondo di quella persona quell’ostacolo appare al momento insormontabile.

Aiuta la persona a fare un cambio di stato. Porta calma nella discussione. Mantenere il tuo stato è fondamentale per evitare una escalation. Inoltre, mostrare tranquillità aiuta l’altra persona a sentire che non c’è pericolo e a sviluppare la fiducia necessaria a ritrovare la calma.

Qual è la differenza fra Coaching e consulenza?

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La differenza sostanziale fra consulenza e Coaching è questa: in una consulenza, il consulente ti porta una soluzione preconfezionata. Magari personalizzabile. Ma preconfezionata. È una soluzione utile. Risponde in modo semplice a un bisogno comune a tante persone. Un software può essere l’oggetto di una consulenza: lo personalizzi quel tanto che basta ad avere il logo della tua azienda, i nomi del personale e alcune funzioni che ti interessano particolarmente. In questo la consulenza è imbattibile.

Il Coaching è differente dalla consulenza. Il Coaching, quello fatto bene, quello con la C maiuscola non ti porta soluzioni preconfezionate. Ti aiuta a comprendere quali sono le tue necessità, i tuoi bisogni – quelli davvero importanti – e ti aiuta a comprendere le ragioni per le quali vuoi quello che vuoi. Una volta che ti ha aiutato a comprenderlo non ti offre una soluzione pronta: richiede che inizi il tuo percorso di crescita. Il Coaching ti chiede di fare tutto quello che serve per essere la persona che desideri.

E una buona scuola per Coach – una di quelle scuole per Coach che formano dei Coach con la C maiuscola – ti dovrebbe insegnare proprio a fare questo: a stare un passo indietro al cliente o meglio ancora un passo di lato e aiutarlo a ottenere i risultati che desidera senza prenderlo in braccio e portandolo dove vuole, ma aiutandolo a comprendere come e soprattutto perché lo vuole. E ogni volta che sembra aver perso la strada, il Coach lo aiuta a ritrovare la direzione.

Una buona scuola per Coach dovrebbe fare questo. La nostra Extraordinary Coaching School lo fa. Per questo non propongo i nostri servizi a tutti e seleziono gli ingressi: non tutti possono essere degli Extraordinary Coach. La ragione è semplice: non tutti lo vogliono! Essere un Extraordinary Coach è faticoso, richiede impegno, fatica e studio.

Poi quando finisci il percorso inizi a lavorare seriamente, perché le persone sanno che porterai risultati, sanno che lo farai in modo etico, sanno che un Extraordinary Coach è un professionista integro, cioè non spezzettato: conosce tutto il buono che è in lui e accetta i suoi limiti. Ha lavorato per diventare quella persona straordinaria e accetta di farlo per tutto il resto della sua vita perché sa che la qualità non è un traguardo ma un percorso di crescita continuo.

Per diventare un Extraordinary Coach hai una sola occasione ogni anno: partecipa a “Il Coaching secondo Claudio Belotti. Conosciamoci, impara il mio metodo originale “One Hand Coaching”, scopri i miei valori, il mio amore e il mio rispetto per questa professione straordinaria che svolgo da ormai quasi trenta anni, in Italia e nel mondo, che mi ha portato a diventare “Master Trainer” per Anthony Robbins e “Master Trainer in NLP for Business” scelto direttamente da Richard Bandler co-creatore della PNL insieme a John Grinder e Frank Pucelik.