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Goals Archives - Claudio Belotti

Nel dubbio, fai la cosa più difficile: scegli di essere di più

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A volte è solo una questione pratica: salita o discesa? Cibo sano o junk food? Interessarsi o fregarsene? Smartphone o libro? Sono piccole scelte che facciamo tutti i giorni, ogni ora, ogni momento. Quelle scelte plasmano la nostra vita. A volte è un bisogno irrinunciabile quello del comfort, per riposare e recuperare energie. A volte la scelta del comfort, del fare la cosa facile, è solo una scusa.

Quando una scusa viene utilizzata troppe volte succedono due cose: o si finisce col crederla vera o non ci si crede più del tutto. In entrambi i casi ci si allontana da quello che si desidera veramente e si rinuncia alla possibilità di essere felici e soddisfatti. La ragione è semplice: la via più semplice ti porta dove sei già stato, in luoghi che hai visto e rivisto e spesso proprio per questo sono anche luoghi noiosi, monotoni, poco interessanti.

Nel momento in cui invece decidi di crescere e migliorare, scegli di fare la cosa più difficile e hai la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo, di andare oltre i tuoi limiti. Spesso quei limiti sono barriere sottilissime che ti separano da soddisfazioni enormi, da conquiste che sogni fin da quando sei piccolo. Come ti racconto nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” questa felicità è quella che incontri quando vai nella direzione del tuo scopo.

Per scegliere di fare la cosa più difficile il modo migliore è desiderare di essere di più. Quando desideri essere di più, ti viene naturale andare a cercare altre difficoltà, nuove sfide, problemi diversi, migliori. Lo ha spiegato molto bene in un post Richard Branson qualche anno fa:

Ai bambini viene spesso chiesto: “Cosa vuoi fare da grande?”

Il mondo si aspetta grandi aspirazioni: “Voglio fare lo scrittore, il dottore, il primo ministro”. Gli viene detto: vai a scuola, vai al college, trova un lavoro, sposati e poi sarai felice. Ma si tratta solo di fare, non di essere – e mentre ti procurerai momenti di gioia, non ti ricompenserà necessariamente con una felicità duratura.

Fermati e respira. Mantieniti sano. Stai con i tuoi amici e familiari. Sii presente per qualcuno e lascia che qualcuno sia presente per te. Sii audace. Anche solo per un minuto.

Ritrova la strada, quando ti senti perso

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Ogni tanto può capitare di sentirsi smarriti e confusi. Questo accade soprattutto quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort, così tanto che non ricordiamo nemmeno da dove eravamo partiti e per quale ragione. Può capitare: ci sono dei periodi nei quali è necessario sperimentare e battere nuove vie per scoprire qualcosa di nuovo, per trovare soluzioni differenti. L’importante è avere un metodo rapido per ritrovare la via.

Come ti ho raccontato nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) quando accade questo nello sport, suggerisco di utilizzare le 4R: Reset. Resettare, cioè azzerare tutto. Refocus. Rifocalizzare, cioè decidere cosa è davvero importante. Regroup. Ri-raggruppare, cioè decidere su chi possiamo contare. Restart. Riprendere, cioè ripartire con la marcia giusta. Questi passaggi come si possono tradurre a livello personale?

Il primo consiglio che ti posso dare è di fare uno stop di tanto in tanto. Noi lo faccio di solito una volta l’anno con il workshop “Obiettivi!. Praticamente facciamo il punto della situazione: individuiamo lo scopo, lavoriamo su desideri e obiettivi, costruiamo strategie e definiamo il modo migliore – per TE – per raggiungerli. E se durante il resto dell’anno perdi la strada e hai bisogno di fare nuovamente il punto della situazione? Fai così:

Ricorda il tuo scopo: indipendentemente dal fatto che tu abbia definito il tuo scopo, esso influenzerà la tua vita. Per questo è bene sapere cosa si vuole, esserne consapevoli. In questo modo è più semplice prendere decisioni in linea con la direzione della propria vita, perseguirle e mantenerle nel tempo. Quando ti senti smarrito, ricorda lo scopo: ti dirà in quale direzione andare.

Ricorda gli obiettivi: il modo migliore per avvicinarsi al proprio scopo è stabilire obiettivi coerenti. Se lo scopo è la direzione del viaggio, gli obiettivi rappresentano le tappe che farai in quella direzione. Le tappe non sono importanti come la direzione, si possono cambiare, le puoi gestire come preferisci. Puoi fermarti prima o andare oltre, gli obiettivi sono flessibili quanto lo sei tu e ti servono per misurare i tuoi progressi. Quando ti senti fuori strada, fermati e guardati intorno. Se il posto ti piace puoi fermarti lì.

Gestisci il tuo stato: se le cose che stai facendo ti sembrano spaventose o stressanti fermati e respira. Riporta la tua mente a uno stato di calma, ascolta le parole che ti dici e valuta se puoi trovarne di migliori. La gestione dello stato è uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere grazie alla PNL . Pensa al tuo scopo, fai emergere di nuovo la tua visione: già questo ha il potere di riportare quiete in una mente in tempesta. Quando ti senti confuso, vuol dire che stai facendo qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Puoi esserne fiero ed emozionato!

Diventa decisivo!

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Le decisioni sono ciò che plasma il tuo futuro. Prendere una decisione, soprattutto di fronte ad altre persone, in pubblico, è un impegno e una promessa di realizzare qualcosa. Spesso è proprio qualcosa che cambia la tua vita e quella delle persone che hai accanto.

Ed è proprio per questa ragione che è importante imparare a prendere buone decisioni. Non solo, è importante anche che siano decisioni coerenti con i tuoi valori e le tue convinzioni, con la persona che sei e con quello che vuoi per la tua vita.

Il workshop “Obiettivi!” nasce per aiutarti a fare questo processo in maniera efficace. Quando chiarisci cosa vuoi e i motivi per i quali vuoi quello che vuoi, prendere le decisioni più importanti (e anche quelle meno importanti) diventa più semplice.

Spesso siamo così presi dal desiderio di prendere la decisione giusta da non prendere alcuna decisione. Questo tipo di pensiero è radicato nella paura. Qualsiasi decisione, non importa quanto piccola, significa un cambiamento. La resistenza al cambiamento essere distruttiva anche se è naturale. Perché in fondo il cambiamento non è garanzia di nulla e si può cambiare in peggio. Quello a cui aspirare invece sono crescita e miglioramento.

L’unico modo per sapere che stai facendo progressi costanti verso la vita che desideri è sapere cosa vuoi e poi allenarti a prendere decisioni coerenti con il tuo scopo, i tuoi obiettivi, i tuoi valori e le tue convinzioni. La vera leadership deriva dalla capacità di prendere decisioni anche quando non si è sicuri che siano giuste. Se vuoi essere un leader sul lavoro e nella tua vita devi essere pronto a essere decisivo, anche quando non hai idea di quale sia la strada giusta. A volte infatti non conta conoscere tutti i passi ma avere chiara la direzione da seguire.

Le 3 abitudini fondamentali per vivere la vita come tu la vuoi

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Le persone di successo sono felici. E viceversa. Questo accade perché quando sai chi sei e cosa vuoi, impegnarti per raggiungere quello che desideri diventa più semplice e piacevole. Lavori meglio e con più risultati. Quelle persone le riconosci: sono quelle che a inizio giornata si alzano felici di fare quello che fanno. Sono quelle che a inizio settimana sono contente che sia di nuovo lunedì.

Sono le stesse persone che a inizio anno si prendono del tempo per fare il punto della situazione. Io lo faccio ormai da tanti anni con il workshop “Obiettivi!e tante persone lo fanno insieme a me. Non è un caso se moltissimi partecipanti tornano anno dopo anno per fissare nuovi obiettivi, conoscere persone motivate e lavorare con me sulla loro visione.

Quando hai stabilito i tuoi “Obiettivi!” per mantenerli è importante sviluppare delle abitudini positive che ti aiutino a creare, stabilire e mantenere La vita come TU la vuoi. Le più importanti sono queste 3:

  1. Trova il tuo scopo. Lo scopo della tua vita sono quasi certo che non sia lavorare 12 ore al giorno, cinque giorni alla settimana per 40 anni e pianificare anno dopo anno le vacanze per fuggire dal tuo lavoro. Nessuno vuole questo. Il tuo vero scopo è la tua chiamata e la tua risposta è nella gioia del viaggio, passo dopo passo, nella direzione che ti rende felice. La domanda alla quale devi dare una risposta è: in che modo posso fare la differenza?
  2. Pratica la pazienza, valorizza gli altri, costruisci pace. Ogni volta che ne hai la possibilità fai in modo di mostrarti paziente. Comprendi la persona che hai di fronte e la battaglia che sta combattendo. Questo non vuol dire farsi calpestare dagli altri. Vuol dire capire cosa muove le persone e fare in modo che si sentano bene con loro stesse quando stanno con te. In questo modo costruirai un mondo, il tuo mondo, di pace.
  3. Sii curioso. La curiosità ti spinge a trovare risorse che non avrei mai nemmeno immaginato. A volte non serve fare grandi viaggi o enormi sforzi per vedere qualcosa di diverso, qualcosa che prima non avevi notato. Il mondo è pieno di risorse e possibilità. Diffida da chi ti vuole far credere il contrario. Spesso chi lo fa non lo fa per cattiveria ma è il risultato della vita che sta vivendo, delle difficoltà che incontra nella SUA vita. Le risorse ci sono e la prima risorsa sei tu. Tu ci sei?

Se puoi dire queste 5 cose di te, puoi ritenerti soddisfatto

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Ogni volta che si avvicina la fine di un ciclo – la giornata, la settimana, il mese, il trimestre, l’anno scolastico – è bene cogliere l’occasione per fare un bilancio. Cosa è andato bene, cosa è andato male, cosa mi è piaciuto, cosa non mi è piaciuto, ciò che posso migliorare e ciò che mi ha soddisfatto.

Indipendentemente dall’età ti consiglio di prenderti del tempo per lavorare sui tuoi obiettivi, come faccio io insieme a tante persone nel workshop interamente dedicato a lavorare su di sé, per essere più felici e soddisfatti: “Obiettivi!, un’imperdibile occasione annuale per fare il punto e prepararsi a ottenere risultati.

Fare un bilancio delle tue esperienze è semplice: ti basta scegliere quali aspetti sono importanti per te e valutare se li hai rispettati con i tuoi comportamenti. In un bilancio non si giudicano gli eventi ma come hai risposto a questi eventi.

Ti propongo 5 aspetti che per me sono importanti in modo che tu abbia una traccia, un esempio dal quale partire:

Ho seguito il mio cuore. Ho seguito la mia passione anche quando c’erano strade più facili. Ho fatto la cosa “giusta”. Sono stato fedele a me stesso, come mi raccomandava sempre mia mamma.

Sono integro. Non sono spezzettato, cioè il mio essere comprende tutte le parti che mi compongono. Ho accettato pregi e difetti, luce e buio e riesco a trarne il meglio.

Sono responsabile. Ho preso la piena responsabilità delle mie azioni. Non ho accampato scuse, né ho dato la colpa ad altri. Sono il capitano della mia anima.

Sono grato. Sono grato per la vita che sto vivendo. Provo gratitudine per quello che ho e che voglio e per quello che non ho e che non voglio. Sono grato per le possibilità che mi offre la vita, per le persone che ho accanto e per quello che faccio.

Sono orgoglioso di me stesso. Sono orgoglioso della persona che sono, dei miei successi, delle cose che so. Mi impegno per essere oggi e domani una persona gentile, onesta, generosa e corretta. Questo mi rende orgoglioso.

Pulisci la mente per far spazio al nuovo

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Tra meno di un mese saremo nel 2020 e avrai di fronte molte ore, giorni, mesi nel corso dei quali succederanno molte cose. Se mi segui sai che per me il significato della parola successo è proprio il participio passato di succedere. E una persona di successo è una persona che in grado di far succedere delle cose, quelle che desidera e vuole.

E come si fa a diventare una persona di successo? Il primo passo è quello di definire cosa vuoi. Solo nel momento in cui sai cosa vuoi, puoi fare qualcosa per ottenerlo. Se non lo sai, potresti ottenerlo casualmente – non è da escludere questa possibilità – ma molto probabilmente non avrai la stessa soddisfazione.

Quando partecipi al workshop “Obiettivi!il 19 gennaio a Milano lavorerai con me per definire cosa è importante per te e come raggiungerlo. Nel frattempo, puoi preparare la tela da dipingere con i colori dei tuoi traguardi più belli. Il modo migliore per fare pulizia è fare un bilancio di fine anno, aggiornare le tue convinzioni e prendere consapevolezza delle capacità e dei risultati che hai già raggiunto in questo modo:

→ Quali attività stimolanti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Quali attività deludenti hai svolto quest’anno? Cosa ti hanno insegnato?

→ Cosa hai fatto che pensavi di non riuscire a fare?

→ Cosa ti ha distratto maggiormente sulla strada per raggiungere gli obiettivi?

→ Ripensa a te stesso a inizio del 2019 e a te stesso oggi. Quali sono le differenze principali?

→ Quali sfide hai vinto che ti hanno dato maggiore soddisfazione? Per quale ragione?

→ Tutto quello che hai fatto quest’anno, lo hai fatto per te? Se non lo hai fatto per te, lo hai fatto per qualcuno di importante per te?

Una volta che hai risposto a queste domande, hai un quadro più chiaro di ciò che hai fatto, come lo hai fatto, per quale ragione e per chi. In questo modo sei pronto per scegliere cosa vuoi tenere, cosa vuoi cambiare e cosa migliorare per il nuovo anno, in modo chiaro ed efficace.

3 lezioni (più una) per raggiungere il successo personale

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Nella mia esperienza come Business Coach in tante aziende di dimensioni differenti, dalle multinazionali più grandi alle aziende familiari più piccole – non meno grandi nello spirito e spesso create da fondatori illuminati o con un management ispirato – ho avuto la possibilità di conoscere abitudini e comportamenti di persone che hanno a che fare con responsabilità enormi; queste persone, con una decisione sulla produttività in azienda, ad esempio, possono influenzare la vita di migliaia di lavoratori e a caduta decine di migliaia di persone attraverso le loro famiglie.

Ogni Coach ha una responsabilità fondamentale in questo processo. Proprio per questa ragione è necessario essere preparati e capaci di fornire un feedback adeguato. Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni fornisco gli strumenti utili per fare un’analisi dello stato di sviluppo e di crescita dell’azienda e offro a chi desidera intervenire sul miglioramento la possibilità di farlo in modo mirato.

In quasi trenta anni di professione come Business Coach nelle aziende ho raccolto molti consigli, idee e punti di vista che ho trovato interessanti, curiosi, differenti. Io credo che tutto ciò che ti aiuta a guardare la vita da un punto di vista differente vada accolto con entusiasmo. Fare cose diverse mantiene la mente flessibile e giovane. Ecco quindi tre insegnamenti (più uno) utili e interessanti che mi hanno trasmesso con il proprio esempio alcune delle persone migliori con le quali ho lavorato:

  1. Preferiscono qualità a quantità: dai programmi tv agli alcolici, dal cibo alla formazione. Scelgono con cura ciò che devono fare, come utilizzare il proprio tempo e come valorizzarlo. E lo fanno ogni giorno.
  2. Sanno fare eccezioni: la flessibilità dei grandi leader è spesso la chiave del loro successo. Hanno la capacità di adottare soluzioni differenti e cambiare i piani quando serve. Soprattutto sanno scegliere quando fare qualcosa di diverso significa crescere e lo fanno.
  3. Investono i loro soldi: tutte le persone di successo che ho conosciuto investono i loro soldi per attività che li rendono migliori. Investono nei loro affari, per la loro crescita personale e per le loro passioni.

Infine, prendono sempre la piena responsabilità delle proprie azioni. Più in generale le persone di successo scelgono. Cioè fanno qualcosa con quello che hanno a disposizione e ottengono dei risultati. Imparano da queste azioni e migliorano il processo, un passo alla volta. Spesso cambiano il mondo, in modo semplice, con naturalezza. Fanno quello che li ispira.

E tu, fai quello che ti ispira e appassiona nella vita, a prescindere dalle circostanze esterne?

Il nemico numero uno della produttività

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Il blog del sito RescueTime ha pubblicato un sondaggio condotto sui propri utenti. Tema del sondaggio: le interruzioni sul posto di lavoro. Dai risultati sembra proprio che il problema delle continue interruzioni sul lavoro affligga il 98% dei lavoratori. In effetti se ci pensi, in molti uffici è impossibile distinguere l’attività principale da tutte quelle secondarie che si affacciano durante giornata sotto forma di email, telefonate, notifiche, messaggi e quant’altro.

Anche nelle aziende più strutturate o in uno stadio più avanzato di produttività, le condizioni di lavoro soffrono di questo problema. Come ti spiego nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni), le aziende rendono al meglio quando si trovano nello stadio detto Prime. In questa fase ogni aspetto del lavoro vive uno stato di grazia. Tutti sono proattivi e vengono prese le misure necessarie per dare i giusti spazi e tempi di lavoro ai dipendenti affinché performino al meglio.

Il problema delle interruzioni, a quanto si legge nei risultati del sondaggio, in ogni caso sembra affliggere tanto i lavoratori negli uffici quanto le persone che svolgono la propria attività da casa. Sebbene le interruzioni siano uno dei motivi più frequente di perdita di concentrazione e di produttività, il problema a livello aziendale è ancora poco sentito o affrontato. Va un po’ meglio nell’home working ma il modello multitasking – così sbandierato in passato – in realtà ha già mostrato tutti i suoi limiti. La mente, anche quelle certamente più flessibili, non è fatta per fare due – o più – lavori contemporaneamente. 

A lungo andare questo genera stanchezza, frustrazione, rabbia; in una parola: stress. Come si può intervenire su tutto questo? Ci sono tre aspetti ai quali dare attenzione per evitare interruzioni e perdita di produttività. Vediamoli insieme:

Consapevolezza: diventa consapevole del tempo e del modo in cui lo utilizzi. Non è una questione di tempo in sé – sebbene sia l’asset più prezioso che possiedi – è una questione di flusso. Ogni interruzione che ti distrae, ti fa perdere concentrazione e il lavoro viene frammentato. A volte, scegliere di rispondere subito a una mail non urgente, parlare con un collega di una riunione futura o di un progetto secondario è una scelta inconsapevole: per migliorare l’utilizzo del tempo, dedica attenzione a quello che fai.

Decisione: lavora sulle decisioni che prendi. Pianifica in termini di priorità. Quali sono i lavori fondamentali che devi portare a compimento durante la giornata? Cosa ti serve per completarli? Quanto tempo ti richiedono? Inserisci in agenda queste attività e agisci di conseguenza. Chiudi la posta elettronica, stacca il telefono – mettilo su non disturbare magari e filtra le chiamate realmente importanti: un superiore al quale devi rispondere, un partner, i figli e i genitori, soprattutto se sono anziani. Dedica il tempo necessario all’attività e solo a quella. Non più di 90 minuti, che poi comunque l’attenzione cala. A quel punto fai una pausa e rispondi a chiamate, messaggi, notifiche e quant’altro.

Scorciatoie: come diceva Bill Gates “scelgo sempre una persona pigra per fare un lavoro difficile perché troverà un modo semplice per portarlo a termine”. La mente, quando si tratta di attività ricorrenti è fenomenale: per risparmiare energie ti aiuta a svolgere una attività ricorrente nel modo più efficiente. Ma quando si tratta di una attività non ricorrente? Allora deve ragionare, ricordare, ripescare strategie, si affatica e richiede tempo. Crea delle scorciatoie. Possono essere delle bozze o dei modelli di documento, che realizzi raramente. Possono essere istruzioni per una attività, come ripristinare i dati salvati sul cloud o collegarti a un VPN. Tieni a portata di mano le risorse necessarie. Oppure chiedi a una persona pigra: sarà certamente più contenta di te, di venire interrotta nel suo lavoro.

I passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale

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In una delle recenti occasioni che ho avuto per presentare al pubblico il mio nuovo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) ho avuto l’opportunità di rispondere ad alcune domande molto interessanti da parte dei partecipanti. Una di queste mi ha spinto ad approfondire l’argomento e scrivere questo post. 

Quali sono i passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale?

Non è una domanda semplice in un paese come l’Italia. Certamente serve una buona dose di coraggio e di pazienza. Un buon commercialista e molta perseveranza. Oltre a una buona idea di business da portare avanti. Messe da parte quindi queste considerazioni preliminari, quali sono i primi passi da muovere?

Vediamoli insieme:

  1. Chiedi aiuto e consigli. Il mondo è pieno di persone intelligenti. Coinvolgile. Le loro esperienze possono essere la tua conoscenza. Il ragazzo che mi ha posto la domanda, ha centrato il punto. Sicuramente non sono l’unico che può aiutarti, individua il professionista più adeguato al tuo settore.

  2. Assumi persone più intelligenti, esperte e preparate di te. Se sei la persona più intelligente nella stanza, hai sbagliato stanza. Ovviamente lavora per diversificare le competenze. Serve una buona dose di sicurezza di sé per farlo e anche un bagno di umiltà: riconosci ciò in cui non sei bravo e lascia il controllo a chi è esperto, avrai molti meno problemi da risolvere e più soluzioni fra le quali scegliere.

  3. Prenditi cura di te. Se puoi (e vuoi) dedicare il 200% delle tue energie alla tua impresa, vuol dire che stai utilizzando energie che non hai. Spesso sono energie mentali che si nutrono di pura adrenalina. Hai pensato a cosa accadrà quando ti fermerai? Se basi tutta la tua forza sull’adrenalina ti consumi in fretta e ti esaurisci rapidamente. Lavora per avere sempre un equilibrio psicofisico adeguato e sul lungo periodo otterrai risultati eccezionali.

Infine, ricorda sempre il tuo scopo e lo scopo della tua azienda. Fissalo ben chiaro in mente. Quella passione che ti ha portato a lasciare il tuo lavoro a tempo indeterminato, quella idea che ti ha reso insonne e febbrile fin quando non l’hai trasformata in realtà, quell’impegno quotidiano, sono tutto per te. Non dimenticare quindi di comunicarlo agli altri. La passione rende speciale la tua azienda e ciò che fai.

Overthinking: cos’è e cosa puoi fare per utilizzarlo a tuo favore

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Ci sono alcune parole inglesi che descrivono con grande esattezza alcune situazioni o comportamenti. Sono spesso parole composte, è vero. Ma sono comunque più immediate di certe parafrasi che dobbiamo utilizzare in italiano per esprimere gli stessi concetti. In italiano ad esempio non c’è una parola per esprimere il groviglio complesso di pensieri dell’overthinking. Eppure, questa pratica è molto diffusa.

Un modo per tradurre questa pratica potrebbe essere rimuginare anche se non rende completamente il senso, perché è solo un aspetto dell’overthinking. Ti è mai capitato infatti di ingigantire una situazione nella tua testa – proprio come farebbe un piccolo masso che rotola e trascina a valle un intero ghiaione causando una valanga – e fare previsioni catastrofiche su eventi improbabili che non si sono ancora verificati? Anche questo è overthinking.

E poi, hai mai ragionato con insistenza e dato un peso eccessivo a ciò che gli altri potrebbero pensare di te? O ancora, hai mai lasciato che le chiacchiere negative, i pettegolezzi, le critiche si accumulassero nella tua testa? Ecco, tutto questo è overthinking. È un modo di non digerire il pensiero negativo, di non liberarlo e lasciarlo cadere per ciò che è: solo un pensiero negativo. Purtroppo, l’overthinking è un loop, un giro nel quale hai costruito una piccola zona di comfort e non hai troppa voglia di uscirne.

Quindi è necessario trovare le strategie giuste per farlo. Perché a lungo andare questo pensiero insistente crea solo altri problemi senza risolvere i presenti. Partiamo da questo: tutti ci raccontiamo storie nella nostra testa. Si tratta solo di prendere consapevolezza di questa narrazione, gestirla e utilizzare tutta l’energia che impieghi in questa pratica, per qualcosa di utile. Raccontarsi una storia differente infatti è il primo passo per gestire emozioni che ti trattengono dall’essere, dal fare e dall’avere ciò che vuoi e meriti.

Lascia andare il passato. La ruminazione del pensiero. Quando prendi un pensiero, un evento, un’emozione passata e la mastichi ancora e ancora. Ti svelo un segreto: tutti abbiamo un passato! Se sei vivo oggi e sei qui a leggere questo post è perché sei nato, cresciuto, hai imparato a leggere e hai fatto il tuo percorso di vita. Il passato non si cambia. Ma puoi cambiare il significato che attribuisci agli eventi passati. Perché sei qui oggi a leggere questo testo? Quali strade ti ci hanno portato? Il fatto che tu possa leggere ti rende già più fortunato di una grande parte della popolazione mondiale. E se sei qui, non è per passatempo. Stai cercando qualcosa e hai la motiv-azione per crescere. È già un valido motivo per essere grato agli eventi che ti hanno condotto qui.

Vivi il presente. Va bene pianificare il futuro. Ma se questo significa immaginare sventure e sciagure, che senso ha? Pre-occuparsi di qualcosa va bene solo se è sotto il tuo il controllo o sotto la tua influenza. Se vuoi costruire castelli in aria, fai in modo che non siano i castelli di Dracula. Crea castelli confortevoli, immagina ciò che accadrà di bello, quanto ti divertirai a gestire quella situazione, che avrai idee e risorse a sufficienza per far fronte a ogni evenienza, che sei forte oggi e domani lo sarai ancora di più grazie all’esperienza. Poi quando sarai consapevole di questa forza non avrai più bisogno di costruire nessun castello, nessun fossato o ponte levatoio. Potrai tranquillamente vivere il presente e non avere aspettative per il futuro, perché ti godrai tutto quello che verrà, quando verrà il momento.

Concentrati sulle soluzioni. Individuare i problemi è un male necessario. Una volta fatto bisogna subito spazzare via il campo dal problema e concentrarsi sulle soluzioni. Quali sono le risorse che hai a disposizione? Cosa puoi trarne di buono? La soluzione ti offre la possibilità di creare qualcosa di nuovo che prima non c’era? Se pensi troppo a causa dello stress sul lavoro, ripensa il tuo percorso professionale. Se ritieni di non essere dove vorresti essere nella vita, fissa degli obiettivi che ti ci portino. Io lo faccio ogni anno con il workshop “Obiettivi!. Questa è una grande mossa che ti infonde molto coraggio e ti stimola ad agire. Ricorda: nessuno controlla la tua vita tranne te. Vuoi che sia straordinaria? Rendila tale!