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genitori Archives - Claudio Belotti

Come puoi aiutare i tuoi figli a costruire la fiducia in loro stessi?

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Partiamo da una questione basilare: i bambini non nascono con le paure. Come dice il mio maestro Richard Bandler, fondatore della PNL insieme a John Grinder e Frank Pucelik, le uniche paure con le quali nasciamo sono quella di cadere e quella dei rumori forti: tutte le altre sono acquisite.

Quindi, quando parliamo di fiducia, parliamo innanzitutto di rinforzare un talento innato. La fiducia in sé stessi infatti è ciò che permette a un bambino di alzarsi in piedi e camminare dopo essere caduto decine di volte nel tentativo. I bambini infatti non nascono con fobie sociali come la paura di fare brutte figure in pubblico. 

Ed è proprio per questa ragione che i bambini crescono e imparano con una rapidità che noi adulti abbiamo quasi completamente dimenticato. Poi ad un certo punto questo meccanismo inizia a incepparsi, inizia la preoccupazione per quello che pensano gli altri. Questo meccanismo appartiene a tutti e come genitori possiamo intervenire per bilanciarlo con una adeguata dose di fiducia.

E come sia aiutano i propri figli a creare questa fiducia? Vediamo insieme:

Esprimere fiducia crea fiducia: questa è la regola di base. La migliore forma di fiducia che si può esprimere è quella nelle risorse del bambino. Incoraggiarlo a trovare la soluzione e rincuorarlo sul fatto che può cercare le risorse per risolvere il problema. Non è detto che le abbia tutte a disposizione nel momento in cui si presente il problema, infatti. Questo ad esempio ce lo insegnano le Dinamiche a Spirale: l’insegnamento più importante è che crescere è la soluzione.

Si migliora con la pratica: incoraggia l’impegno e la pratica. I bambini non vanno premiati per i risultati ma per l’impegno che mettono in ciò che fanno. Non porre troppa attenzione al “come”, lascia che il bambino cresca e sviluppi competenze e fiducia contemporaneamente in una condizione di totale supporto.

Non fare lo spazzaneve e offrigli nuove sfide: i genitori spazzaneve sono quelli che lavorano al posto dei figli nel raggiungimento degli obiettivi. E questo toglie tutto il gusto della sfida, la ricchezza dell’apprendimento con l’esperienza e distrugge il valore di ciò che possono ottenere con l’impegno. Offrire ai bambini sfide adeguate alla loro età li aiuta a comprendere il valore dell’errore come una bella (e inevitabile) parte del processo di crescita.

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3 caratteristiche da incentivare nei tuoi figli per aiutarli ad avere successo

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Sostenere i tuoi figli durante il periodo scolastico è fondamentale. Il sostegno da parte dei genitori è sempre importante e quando i figli vanno scuola lo è ancora di più. Ogni ciclo di studi ha le proprie sfide: di apprendimento e di comportamento, di inserimento nella società, di rapporto con gli altri. Ogni tanto come genitori si tende a diventare iperprotettivi ma è necessario convogliare questa spinta interiore in modo più costruttivo.

Cambiare punto di vista

Il modo migliore per farlo – e se mi segui sai quanto mi piace farlo – è cambiare punto di vista, cambiare il focus: creare cioè un focus a lungo termine sulla resilienza dei tuoi figli, sulla loro capacità di superare le sfide in maniera indipendente. Ciò è tutto quello che può davvero aiutarli a ottenere risultati utili a scuola e allo stesso tempo far in modo che vivano in maniera positiva questa esperienza.

 

Ci sono tre aspetti fondamentali da incentivare:

 

  1. Capacità di autogestione: sono tutte quelle abilità mentali che ci permettono di immaginare il futuro, organizzare la nostra vite, perseverare in compiti a lungo termine e fare progetti. Solitamente queste abilità maturano quando diventiamo adulti e negli ultimi anni, proprio in virtù di comportamenti iperprotettivi da parte dei genitori, questo limite sembra essersi spostato ancora più avanti. Per questo è molto importante lasciare che gestiscano in autonomia i propri impegni aiutandoli a comprendere cosa fare passo dopo passo, o come adattarsi ai cambiamenti mentre si segue un piano o una tabella di marcia: con flessibilità e buon senso. Per insegnare le abilità di autogestione si possono creare routine dettagliate sui compiti a casa, affidare la gestione di progetti casalinghi – come la lista della spesa o delle faccende domestiche – e poi assister i bambini nel mantenere quei piani. Possiamo fare molto per cambiare l’approccio dei nostri figli, insegnandogli ad autogestirsi.
  2. Convinzione di autoefficacia: nella vita di tutti i giorni, incoraggia i tuoi figli a credere nei loro punti di forza; può essere un tratto caratteriale, un comportamento, una abilità nello sport, la creatività o qualsiasi altra cosa tu veda di positivo e che dia loro soddisfazione nello svolgimento. E’ molto importante sottolineare l’impegno quando lo vedi. Quando i bambini sentono che uno sforzo concreto porta al successo persistono di più. Questo li aiuta a diventare più resistenti quando subiscono qualche battuta d’arresto, nei compiti scolastici o nelle attività sportive. La maggior parte dei bambini sono spesso guidati e motivati da risultati a breve termine e hanno difficoltà a persistere quando non ottengono un successo. Per essere più motivati aiutali a concentrarsi su obiettivi incrementali che sostengono il loro interesse e gli portano quel senso di realizzazione del quale hanno bisogno.

 

  1. Sostegno costante: prima di riempire il calendario familiare con attività extra, proteggi il tempo della famiglia, il tempo di gioco e il tempo per socializzare. Diverse ricerche mostrano che nelle famiglie che riescono a fare i pasti insieme più frequentemente, gli adolescenti hanno un maggiore benessere e relazioni migliori. Il tempo di gioco insieme ai bambini inoltre li aiuta a costruire relazioni e contribuisce allo sviluppo delle loro abilità emozionali e di autogestione. Sostegno e vicinanza ai bambini sono nutrimenti fondamentali per il loro sviluppo armonico.