Tag

Formazione Archives - Claudio Belotti

Come cercare il lavoro da un punto di vista differente: farsi trovare preparati

By | Blog

Quando si vuole cambiare lavoro molto spesso il primo pensiero va all’aggiornamento del curriculum e del proprio profilo LinkedIn. Intendiamoci: non è un approccio sbagliato, è una cosa normale volersi presentare, mettere in evidenza le proprie esperienze e capacità. È anche un approccio efficace? Non proprio.

La prima ragione è che nel curriculum si tende a mettere troppo e in maniera indistinta. Dall’esperienza che hai fatto a quattordici anni come fattorino o come cameriere fino al master universitario. Va bene voler dimostrare di avere esperienza o di aver fatto strada ed è proprio per questo che è importante che l’esperienza inserita in un curriculum sia coerente con il lavoro per il quale ci si vuole proporre.

Quindi il primo passo è chiarire a sé stessi cosa si vuole, cosa si sta cercando: qual è il lavoro che voglio fare? Poi mettersi nei panni di chi deve selezionare il personale. Che persona si aspetta di trovare? Quali esperienze sono importanti? Quali valori sono importanti per quell’azienda? Bisogna studiare e fare bene i compiti prima di presentarsi. Per due ragioni: la prima è TU devi sapere se l’azienda per la quale stai andando a lavorare è quella giusta per te. La seconda è che tu devi far sapere all’azienda per la quale vuoi lavorare che sei la persona giusta per loro, che condividi valori, obiettivi.

Il secondo passo infatti è quello di comprendere cosa serve all’azienda che tu le puoi dare. Quale problema risolvi? In che modo semplificherai il lavoro? Hai soft skill che possono essere risolutive? Avere una certificazione di PNL ad esempio può essere un ottimo biglietto da visita. Mostrare che si è in grado di fare la differenza attraverso una mentalità aperta e di crescita lancia un segnale molto positivo.

Il terzo passo a questo punto mostrare il proprio grado di interesse. Molto spesso le persone partecipano a dei colloqui per aziende che non conoscono, per ruoli che non hanno idea di cosa siano e senza alcuna convinzione. Se hai messo in pratica i punti precedenti non dovresti incappare in questo problema, allo stesso tempo è importante seguire lo stato di approvazione della propria candidatura: trova il coraggio di richiamare dopo qualche giorno e chiedere informazioni, mostra la tua motivazione e tieniti in contatto con la persona che segue la tua pratica.

Infine, ricorda l’aspetto più importante: fai in modo che il lavoro dei tuoi sogni ti trovi. Non avere fretta e costruisci nel tempo le condizioni per diventare la figura chiave della quale ha bisogno una azienda. Fallo con una attività di networking e costruisci la tua credibilità e reputazione nel corso del tempo. Il modo migliore per avere la fiducia di chi ti deve dare un lavoro, è avercela già. Costruiscila giorno dopo giorno, cresci e fai in modo di essere il migliore nel tuo settore, nel tuo ruolo, nella tua mansione. Una buona reputazione è il miglior curriculum.

Cos’è il rapport? E perché è così importante?

By | Blog

Uno degli elementi fondamentali della PNL è la creazione del rapport. E spesso è anche una delle parti più fraintese. Sia da certi trainer che da molti studenti. Certamente un Practitioner di PNL è più comprensibile che interpreti in maniera un po’ ingenua alcune indicazioni. Gli mancano esperienza e pratica. Fatto sta che spesso il rapport viene ridotto a un banale prodotto del mirroring, che a sua volta viene ridotto a uno scimmiottamento dei movimenti dell’altra persona. Bisogna fare un po’ di chiarezza.

La creazione del rapport invece è qualcosa di molto più simile a una danza nella quale si prende il ritmo della musica e si seguono i passi del ballo dell’altra persona fin quando non ci consente di condurre. Si parte dalla calibrazione, non a caso: serve a valutare l’ambiente e la persona. Il ricalco è una somma di gesti eleganti, delicati, rispettosi del mondo interiore ed esteriore dell’altro. Infine, la guida: quando il rapport è stabile e la sintonia stabilita.

Il rapport lo insegniamo in Programmazione Neuro-Linguistica come una base fondamentale della comunicazione. E non è un caso che questa sia una caratteristica molto evidente in tutti i grandi comunicatori: le persone capaci di comunicare sanno entrare in sintonia con il prossimo in modo rapidissimo e metterlo a suo agio, riuscendo a comunicare anche cose difficili, complesse, persino spiacevoli in una maniera rispettosa del modello del mondo dell’altro.

Quanto stabilisci il rapport significa che sviluppi un flusso di comunicazione basato su fiducia reciproca, serenità e affinità con un’altra persona o con un gruppo di persone. Per questo la creazione del rapport nelle vendite è stata spesso vista come la cura di tutti i mali, un obiettivo da raggiungere a ogni costo; nella realtà dei fatti il rapport per sviluppare questi valori di fiducia e affinità necessita di molta attenzione e di uno sviluppo graduale.

Nel percorso di PNL che organizzo con la mia azienda Extraordinary, l’insegnamento della creazione del rapport ha un ruolo chiave, perché sappiamo qual è il potere di questo strumento e solo chi apprende davvero bene a utilizzarlo può trarne il massimo. Immagina che valore ha uno strumento che ti insegna come costruire fiducia, comprendere le emozioni e valorizzare l’altro, ad esempio, in un processo di vendita, in una presentazione commerciale o in un public speaking. Imparare bene ad utilizzarlo può fare la differenza. La differenza che fa la differenza.

Facciamoci qualche domanda

By | Blog

Ci sono alcune domande che quasi tutti ci poniamo almeno una volta nella vita. Soprattutto quando siamo giovani. E le risposte a queste domande – soprattutto alcune risposte – ci possono condizionare per molti anni. Per questo è importante fare il punto, di tanto in tanto, per capire se ciò che pensiamo di volere è esattamente quello che vogliamo oggi: il workshop “Obiettivi! nasce proprio per questo. Fai un aggiornamento del software e stabilisci le tue priorità per l’anno che viene.

Quanto alle domande, quelle rimangono. Ciò che cambia sono le risposte. Un esempio? Quando ci si affaccia nella società, magari con il primo lavoro o ancor prima all’università, capita di chiedersi: “Cosa pensano gli altri di me?”. È una buona o una cattiva domanda questa, secondo te? È una ottima domanda! Se presuppone che tu voglia curare la tua reputazione. Se invece la tua preoccupazione è non sembrare strano o diverso e uniformarti agli altri, stai perdendo qualcosa.

In particolare, stai perdendo una parte di te che invece potrebbe essere proprio quella speciale, il tuo talento, il tuo super potere che ti rende unico. Da ragazzi capita di volersi integrare anche a costo di uniformarsi agli altri e rinunciare a pezzi della propria identità. Spesso è questa la ragione che dopo qualche anno di queste rinunce porta alla frustrazione e al non riconoscersi più. Nel mio libro “Super Youho descritto una sorta di percorso di Coaching che puoi fare insieme a me per individuare il talento speciale che hai e valorizzarlo per vivere a pieno la tua autentica passione.

Altre volte capita che ci poniamo domande come: “se avrò un cattivo risultato, questo che conseguenze porterà nella mia vita?”. La pre-occupazione è un fenomeno naturale e un meccanismo che ci tutela da brutte conseguenze. Fino al punto in cui è funzionale per la sopravvivenza. Quando inizia a diventare disfunzionale e ti tiene alla larga da ciò che può renderti felice – anche a costo di qualche errore – bisogna andare oltre. Anche perché la maggior parte delle persone che rinuncia non teme l’errore, piuttosto si pente della rinuncia.

Un nuovo modello di formazione

By | Blog

Il professor Clayton Christensen della Harvard Business School sostiene che nel giro dei prossimi dieci anni il modello delle grandi università americane sarà messo in crisi da un nuovo modello di formazione. Oggi infatti il costo di una laurea alla HBS è di circa 400mila $. E va bene, se poi vai a gestire un hedge fund da miliardi di dollari: una laura alla Harvard Business School è un biglietto da visita molto allettante.

E se invece vuoi fare l’imprenditore? O seguire la tua passione nel lavoro? Ciò che ti serve non è un prestigioso pezzo di carta ma gli strumenti giusti, i più efficaci per ottenere i risultati che desideri. Voglio essere chiaro: sono favorevole all’istruzione universitaria e asseconderò la scelta delle mie figlie, di andare negli Stati Uniti, proprio in uno di quei prestigiosi college per studiare e conseguire un titolo e una formazione di alto livello. Ma ciò che dico a te, è ciò che insegno a loro ogni giorno: non sarà quel diploma di laurea a renderti una persona di successo nella vita.

Oggi infatti la maggior parte degli studenti all’università – sostiene Christensen – si concentra sul risultato: ottenere una laurea. Ciò che è importante invece è la finalità: l’istruzione. Conseguire una laurea dimostra esclusivamente che sai come ottenere una laurea, non significa necessariamente che sai come fare un lavoro o hai le intuizioni giuste per dar vita a una impresa di successo.

Per fare questo, ti servono soprattutto gli strumenti che funzionano sul mercato, nella vita reale, quella di tutti i giorni, quella fatta di dipendenti da selezionare, assumere e motivare, quella fatta di problemi di produttività, occasioni di networking da sfruttare al meglio e clienti con i quali costruire un rapporto di fiducia.

Ed è proprio per questo che ho scelto di creare un corso dedicato ai professionisti e agli imprenditori, ai manager e ai dipendenti che desiderano crescere, migliorare e fare la differenza nella propria azienda: l’Extraordinary NLP Business Practitioner.

Se mi conosci e mi segui da un po’ saprai che ho conseguito il titolo di Master Trainer in NLP for Business per primo al mondo, proprio grazie al mio impegno nel mondo del business che mi ha portato all’interno di grandi aziende, al top del loro settore, delle vere eccellenze internazionali, per aiutarle a migliorare ciò che era già eccellente: il gruppo Armani, Bulgari, Dainese, Google, Procter & Gamble, Salesforce e Zurich.

L’applicazione dei principi e degli strumenti della PNL al mondo aziendale è ciò che mi ha impegnato con maggior passione negli ultimi venticinque anni di lavoro come Coach e oggi sono grato di avere la possibilità di condividere con te questi strumenti pratici, queste tecniche efficaci, questi principi innovativi e il mindset di successo che propone la Programmazione Neuro-Linguistica.

Se anche tu credi che la finalità dello studio sia innanzitutto l’apprendimento delle competenze necessarie, l’Extraordinary NLP Business Practitioner è esattamente ciò che ti serve per fare la differenza nel tuo campo. Ricorda: oggi l’Italia è in fondo alla classifiche mondiali per la formazione continua. Quindi continuare a formarti, a crescere e migliorare è la tua arma vincente per conquistare la leadership sul mercato e aumentare il tuo giro d’affari.

Per essere il migliore, devi diventare innanzitutto migliore di te stesso.

Formazione smart in azienda

By | Coaching, Risorse gratuite

In ogni azienda è importante dare continuità alla formazione e consentire alle persone che lo desiderano di crescere e migliorare la propria condizione lavorativa e diventare leader del proprio team, gruppo o settore. Questo, soprattutto nelle aziende medio-piccole può avere dei costi anche molto alti e quando si deve scegliere dove destinare le risorse, molto spesso è proprio la formazione a subire i tagli maggiori.

In questo modo è facile creare dei capi, con un ruolo ma privi degli strumenti, piuttosto che dei leader capaci di guidare e motivare gli altri.

Inoltre in molti imprenditori c’è la paura che una volta formati, i dipendenti se ne vadano. Il fatto è che tenersi dei dipendenti non formati è molto peggio che formare delle persone che una volta cresciute potrebbero lasciare l’azienda. Considera infatti per un attimo questo scenario: opti per non fare formazione. Man mano che il mondo si evolve e cambia, i tuoi dipendenti restano indietro. Una azienda senza formazione invecchia molto più rapidamente e più facilmente esce dal mercato.

Una azienda che forma con continuità i propri dipendenti invece solitamente ottiene un ritorno molto importante sul proprio investimento.

La leadership è fondamentale per il successo di un’azienda. Senza leader che organizzano, ispirano e gestiscono le altre persone, sei sulla strada giusta per creare molti problemi e ottenere poca produttività. E creare leader a partire dagli interni è molto più efficace che andarne a cercare di esterni e con qualche accortezza è possibile farlo anche in modo da risparmiare risorse preziose. Vediamo insieme tre modi semplici per formare leader capaci con piccoli investimenti mirati:

  1. Aumenta le competenze di Coaching. Seleziona un gruppo di dipendenti desiderosi di apprendere e iscrivili a un percorso di Coaching. Ce ne sono molti in Italia e all’estero, di ottimo livello. Io personalmente credo nella mia formula originale One Hand Coaching e la presento ogni anno durante il Coaching secondo Claudio Belotti. Prima scegli di aderire, minore è il costo. E hai la certezza di portare anche nella tua azienda oltre 25 anni di esperienza in questo settore, con le tecniche più efficaci, le strategie super testate e garantite dai risultati che hanno costruito la mia fortuna come Coach internazionale.
  2. Invita in azienda oratori esterni. Sembra banale, ma in pochi ci pensano: ci sono molti professionisti, professori o manager che sarebbero disposti a tenere una conferenza per poco o nessun costo. Magari per presentare il proprio libro o per presentarsi e ampliare la propria rete di contatti. La stessa cosa si può fare ad esempio con clienti, partner e fornitori. Nel caso in cui invece individui uno speaker che desideri avere ma non puoi permetterti, potresti accordarti su un prezzo più basso aiutandolo a organizzare un ciclo di conferenze nella tua zona o coinvolgere altre aziende per dividere il costo.
  3. Cerca modi per facilitare la formazione. Nella tua azienda è possibile che già ci siano dipendenti che si formano esternamente a proprie spese, investendo tempo e denaro. Se vuoi puoi proporti per finanziare questa formazione esterna e per giustificare l’investimento, chiedigli di organizzare un seminario al rientro per condividere con gli altri ciò che hanno appreso e come applicarlo al tuo settore. Se proprio non vuoi finanziare queste iniziative, almeno puoi garantire permessi extra retribuiti o altri benefit che possono rendere più semplice queste attività a chi desidera farle.

Le 3 caratteristiche fondamentali che deve possedere un leader

By | In evidenza

Per un imprenditore o un manager, avere la possibilità di identificare chiaramente all’interno del gruppo di lavoro chi ha un profilo adeguato a sostenere la leadership, può essere molto utile. Conoscere le caratteristiche di un leader oltretutto può aiutarti anche a svilupparle in te stesso, per concentrarti maggiormente su quelle potenzialità che già possiedi e che possono portarti dove desideri.

Attraverso la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale, in questi anni ho ottenuto molti risultati eccellenti nella creazione di gruppi di lavoro altamente performanti. In alcuni casi si può trattare di individuare e attribuire una chiara leadership in un settore in una persona che a livelli differenti non sarebbe tale. Ed è proprio per questo che è molto importante prestare la giusta attenzione alle caratteristiche personali, che possono identificare chiaramente un leader.

Ci sono 3 caratteristiche fondamentali da tenere ben presenti per individuare i leader:

  1. Si mettono in gioco. È una dote molto importante perché le persone che si mettono in gioco di solito possiedono anche altre caratteristiche utilissime in funzione di leader: hanno fiducia in sé stessi e nei propri mezzi, sono capaci di esprimere la propria opinione sostenendola attraverso prove sostanziali o un ragionamento logico coerente e infine sono capaci di modificare il proprio pensiero in base ai risultati.
  2. Sono costanti nella formazione. Quando si dice che “siamo in un’epoca di grandi cambiamenti” si ha un po’ l’idea che noi ne siamo spettatori. In realtà ci siamo dentro, tutti. Alcuni scelgono di essere protagonisti e sviluppano le proprie competenze e scelgono di farlo in più ambiti, non solo nel proprio. Spesso questo modello lo sostengono anche all’interno del gruppo di lavoro e sono portati con maggiore facilità a coinvolgere anche gli altri nella crescita.
  3. Sono a disposizione. La leadership attraverso il comando non è più funzionale nelle aziende: l’imposizione attraverso il comando sminuisce il valore dei singoli. La nuova leadership si afferma attraverso il servizio. Se si responsabilizzano gli altri a raggiungere i loro obiettivi, si tira fuori il meglio dalle persone. Un leader inoltre mette al centro i bisogni delle persone e le aiuta a sviluppare e raggiungere il loro più alto potenziale, attraverso le abilità di Coaching. Come siamo orgogliosi di insegnare nella nostra Extraordinary Coaching School.

Cosa sono i 6 bisogni fondamentali di Anthony Robbins e come puoi utilizzarli al meglio

By | In evidenza

Ho conosciuto Anthony Robbins quasi trenta anni fa, da venticinque lavoro al suo fianco e ogni anno – più volte l’anno – continuo a tornare da lui ogni volta che posso. Il motivo è semplice: lui, nel settore della formazione e della crescita personale, imprenditoriale e finanziaria rappresenta l’eccellenza. Se si desidera comprendere qual è il livello più alto, lo standard più elevato nelle strategie per il raggiungimento degli obiettivi, dell’organizzazione, dello sviluppo umano, professionale e finanziario, Tony Robbins non smette di alzare l’asticella e fissare uno standard qualitativo stellare.

Tutto è iniziato molti anni fa, per un bisogno, un bisogno di crescita. E non è un caso… Ogni essere umano infatti è unico ed è modellato dagli eventi della propria esistenza e dalle emozioni che la propria mente associa ad essi. In questo sistema basato sul rapporto di scambio fra ambiente interno e ambiente esterno, ben spiegato dalla teoria delle Dinamiche a Spirale – delle quali è un convinto utilizzatore lo stesso Robbins – ci sono 6 bisogni umani che tutti condividiamo: ogni nostro comportamento è semplicemente un tentativo di soddisfare quei bisogni fondamentali.

E quali sono questi 6 bisogni umani e cosa rappresentano? Vediamoli insieme:

  1. Certezza o Sicurezza: è in sostanza il bisogno di sapere che puoi evitare il dolore e ottenere piacere. È quello che accade quando cerchi tranquillità e ti accomodi nella tua zona di comfort.
  2. Incertezza o Varietà: è il bisogno di ignoto, di cambiamento, di nuovi stimoli. E non è un caso che sia esattamente il contrario del bisogno di sicurezza. Perché nell’uomo sono presenti entrambe queste spinte opposte.
  3. Significato o Importanza: è il bisogno di sentirsi unici, importanti, speciali o necessari. È il bisogno che soddisfi quando ti senti protagonista ed è una leva molto utilizzata dalla pubblicità: “Perché io valgo”, “Tutto intorno a te” etc.
  4. Connessione o Amore: è il bisogno di provare una forte sensazione di vicinanza o unione con qualcuno o qualcosa. È ciò che ci spinge ad essere animali sociali, a creare connessioni, legami, amicizie e relazioni.
  5. Crescita: è il mio preferito! Il bisogno di espansione delle proprie capacità, di evoluzione delle proprie competenze, di sé. Per me è intimamente connesso con la l’idea stessa di felicità, una idea dinamica, in movimento continuo, verso la migliore versione di sé.
  6. Contributo: è il bisogno più nobile e più alto, nel senso che più è continua e piena la soddisfazione degli altri bisogni, più diventa forte la necessità di contribuire al benessere altrui, di dare agli altri e fornire il proprio sostegno a chi ne ha bisogno.

I primi quattro bisogni infatti sono quelli fondamentali, quelli che rappresentano la base nella vita di ciascuno e per vivere una vita sana, devono essere costantemente soddisfatti. Gli altri due sono quelli che si staccano un po’ dai bisogni quotidiani e ci fanno volare alto, per soddisfare lo spirito. Non sono connessi alle cose di tutti i giorni ma vanno oltre. E proprio per questo sono speciali. Quando incontri il bisogno di Crescita e il bisogno di Contributo nella TUA esistenza, riesci a comprendere cos’è la felicità e ti accorgi che è già parte di te e della tua vita.

I soldi buttati nella formazione

By | Riflessioni

In questi ultimi mesi, come succede sempre in questo periodo dell’anno, ho fatto tantissimi corsi. Nella maggior parte in veste di Trainer in alcuni di partecipante.

Ho tenuto corsi nostri, sono stato guest speaker in corsi altrui o di nostri partner, e per ritornare alle origini mi sono messo seduto a imparare. Tra poco parto per gli USA, dove sarò nel team che lavora con Robbins a uno dei suoi corsi più belli.

Ho visto migliaia di persone solo in questi pochi mesi. Davvero tanta gente. Tutta motivata, tutti che vogliono crescere e migliorare. Alcuni che spendono male i loro soldi, altri che li investono bene.

A dire il vero, secondo me, alcuni li buttano proprio.

Purtroppo, sono diversi quelli che pensano che frequentare un corso cambi la vita. È un po’ come chi compra un libro pensando che farà lo stesso, senza leggerlo.

Frequentare i corsi non serve a niente, se non applichi quello che impari.

Sono sempre molto incuriosito da quelli che si riempiono la bocca, o la parete di attestati, di corsi frequentati, e non hanno messo in pratica un bel niente.

Siamo sinceri, tutti soffriamo di amnesia da formazione. È quella sindrome, che noi che viviamo in quel mondo conosciamo. I sintomi sono semplici, usciti dall’aula dove si è tenuto il training, ci si dimentica tutto e si torna alle vecchie abitudini.

Chi come me è in giro da anni, riconosce il volto di quelli che sono sempre lì. Non lì ai corsi, ma lì nella loro vita. Hanno frequentato tutto, letto tutto, ascoltato tutto, però vivono allo stesso modo.

Citano i libri meglio di te, incluso quelli che hai scritto tu, ma ahimè non hanno applicato niente.

Sarebbe più utile e meno costoso se avessero letto un solo libro (o frequentato un solo corso), e avessero messo in pratica qualcosa di quello che hanno imparato.

Se mi conosci, sai come la penso. Non serve stravolgere tutto subito. Basta fare qualcosa, anche piccolo, ma farlo adesso e continuare a farlo con costanza.

Forse prima di frequentare il prossimo corso, acquistare l’ennesimo libro, varrebbe la pena sfruttare quello che hai imparato dall’ultimo. O dal primo, secondo, terzo…

Ho fatto anche io l’errore di impilare libri non letti, e manuali di corsi mai messi in pratica. È normale. L’importante quando fai un errore, è imparare da esso.

Fai qualcosa che hai appreso da qualche corso o libro, qualcosa che ti è sembrato davvero utile. Poi fai la seconda cosa. Poi la terza… poi quando stai per finirle, ti aspettiamo al prossimo corso o in libreria per il prossimo libro.

In questo modo sarai sicuro di non avere buttato via soldi e tempo.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

Essere felici

By | Riflessioni

Ci sono tanti uomini e donne straordinari nel mondo, ne abbiamo visti qualcuno in questi giorni al WOBI. Alcuni sono passati a miglior vita, molti sono vivi e ci indicano una via verso una vita migliore.

Il motto di Extraordinary è: “siamo tutti straordinari” perché crediamo che tutti, nessuno escluso, sia meglio di quanto creda e abbia dentro di sé qualcosa di speciale.

Steve Jobs era straordinario, Mandela, Gandhi, la principessa Diana, Madre Teresa… tutti straordinari in modi diversi e unici.

E tu? In che modo sei straordinario? Forse lo sei in modo semplice, senza essere famoso o ricco. Credimi va bene, senza atomi le stelle non esisterebbero, tantomeno le galassie.

Quando mi viene chiesto di definire il successo, penso a una sola cosa, la felicità. Avere successo per me, vuol dire solo una cosa: essere felice.

Tutti vogliamo essere felici, forse non sappiamo cosa significa ma cerchiamo di esserlo giorno dopo giorno.

La felicità non ha nulla a che fare con il denaro, né con la fama, né con il potere. Non dipende da dove vivi, dalla macchina che guidi o dalla taglia di pantaloni che porti. Puoi essere ricco o povero, grasso o magro, ci sono tanti modi per essere felici…

Nelle persone che vivono appieno la propria vita, incluso quelle che si sono viste al World Business Forum di Milano, ho notato alcune caratteristiche tra cui:

Libertà

Libertà di essere e sentirsi chi sono, di fare quello che credono che sia giusto (ovviamente nel rispetto degli altri).

Miglioramento

Tutte le persone che si sentono felici fanno qualcosa per crescere. Che sia un corso, leggere, fare volontariato… “all the above”. Sono attivi nel cercare di essere migliori continuamente.

Contributo/impatto

Nel migliorare, direttamente o indirettamente, aiutano altri a fare lo stesso. Non sempre aiutano altre persone, a volte cercano di salvare i Panda o la foresta amazzonica. Fanno comunque qualcosa che va oltre loro stessi.

Comunità

Fanno parte di qualcosa, un gruppo, una tribù, un movimento… si uniscono a persone che come loro vogliono essere libere, migliorare e contribuire. Non sempre sono capiti da chi preferisce essere: prigioniero, statico, egoista…

Ci sono tanti modi per essere più felici e altrettanti per non esserlo e una sola cosa da fare: scegliere.

Love on ya.

Claudio

 

 

 

 

Sogni, desideri e bugie

By | Riflessioni

Anche all’ultimo corso in PNL, che ho fatto con un gruppo davvero straordinario, mi sono ritrovato a dire ancora una volta:

“non avete abbastanza fantasia per sapere cosa vi aspetta di bello…”.

È una frase che dico spesso perché ci credo, io sono la prova vivente di questo concetto. Non avrei mai pensato di vivere e fare alcune cose che vivo e faccio.

Purtroppo molti, invece di pianificare il proprio futuro, e soprattutto fare qualcosa per renderlo reale, lasciano perdere.

Perché?

Secondo l’autore americano John C. Maxwell, per una o più di queste 5 ragioni:

  1. Hanno creduto alle bugie di altri. Qualcuno li ha convinti a lasciar perdere facendogli credere che non sono abbastanza: bravi, belli, intelligenti o qualcos’altro. Le ho chiamate io bugie, perché lo sono. Sono tutte bugie, sia quelle che dico io quando asserisco che siamo tutti straordinari, sia loro che dicono che non lo siamo. A te scegliere a quali credere.
  2. Si allineano alla norma, cioè alla normalità. Molti si accontentano dell’ordinario, è più sicuro, non dà problemi di accettazione dagli altri… Andare un po’ oltre, metterci quell’extra richiede fatica. Il ritorno di investimento è altissimo ma pochi hanno voglia e coraggio.
  3. Lasciano che le delusioni del passato li blocchino. Quando fai qualcosa di nuovo o di sfidante, sbagli. Qualcuno ti rifiuta, fai errori, qualcosa va storto… fa parte del gioco e chi ha successo lo sa. Questi momenti servono a crescere e migliorare, ma purtroppo ad alcuni tolgono entusiasmo e convinzione.
  4. Grazie a questi insuccessi, perdono di convinzione, di voglia di fare, gli passa la fame. Bisogna credere, soprattutto quando è difficile. Quando è facile tutti credono, è facile appunto.
  5. Hanno perso la fantasia. Qualcuno gliel’ha tolta e loro hanno lasciato fare. Sono diventati “realisti”, forse per paura di avere nuove delusioni, forse per altri motivi. I bambini sognano, costa poco ed è una cosa che tutti i grandi del passato e del presente fanno.

E tu quand’è l’ultima volta che hai sognato ad occhi aperti, credendo che, un giorno, il tuo sogno sarebbe diventato realtà?

Spesso nei corsi di formazione ci si ricorda che tutto quello che esiste, tempo fa, era solo un’idea, un sogno di qualcuno… l’elettricità, l’acqua potabile in casa, gli aerei, i computer, le medicine, la libertà…

Continua a sognare e non farti influenzare da chi, per paura, ha smesso. Continua a fare qualcosa per rendere reale il tuo sogno.

Forse non avrai e non diventerai tutto quello che vuoi, però vale la pena crederci. Le ricerche ci dicono che, il solo essere proattivi per renderle reali, ci rende più felici e più sani.

Io ho ancora tanti sogni, tu?

Love on ya!

Claudio