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flessibilità Archives - Claudio Belotti

Scrollarsi di dosso l’impossibile

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Esiste il luogo comune, molto diffuso nelle aziende italiane, che aumentare la produttività significhi unicamente fare di più. Quando si ha l’impressione che un collaboratore lavori o produca poco, gli si affidano altri compiti. E la persona inizia ad andare in sofferenza, ad essere frustrata e infelice di sé e del lavoro.

Ciò accade più di frequente con persone orientate al comportamento perfezionista. Queste persone possono essere risorse molto utili per l’organizzazione e portare un contributo di qualità che andrebbe valorizzato. Allo stesso tempo in azienda contano anche i numeri e una persona con una performance molto sotto la media può diventare un problema.

Bisogna aiutare questa persona a scrollarsi di dosso il peso di un livello impossibile di risultato che le impedisce di esprimere il massimo potenziale. Come si fa tutto questo? Aiutandola a fare attenzione a tre aspetti fondamentali:

Ammettere un errore, di tanto in tanto. Le persone che tendono al comportamento perfezionista, fanno quello che fanno con il costante timore dell’errore. Per questo lavorano con il freno a mano tirato, in modo più lento e macchinoso di quello che potrebbero fare se solo si concedessero la possibilità di sbagliare.

Il modo più efficace per aiutare a migliorare questo comportamento è lasciare margine di errore e gestione alla persona. Iniziare a farla ragionare per obiettivi e dare la possibilità alla persona di autovalutare il proprio lavoro anziché dipendere costantemente da giudizio altrui.

Distinguere fra elementi importanti e superflui: fra importante e superfluo ci sono almeno cinquanta sfumature di… lavoro. Le persone che tendono al comportamento perfezionista hanno difficoltà a designare le decisioni come irrilevanti. A loro piace avere il controllo di tutto. Perché? Perché le imperfezioni li infastidiscono e pensano di potere o dovere controllare tutto.

Il modo più efficace per aiutarli a cambiare questo comportamento è permettergli di lasciar andare di tanto in tanto qualcosa: rinunciare al controllo su alcune scelte e prestare attenzione a quanto sia bello essere sollevati dal fardello delle attenzioni minuziose. Quella leggerezza di prendere una decisione in modo semplice non ha prezzo.

Lavorare sulla flessibilità: la flessibilità è una caratteristica principe delle persone capaci di gestirsi emotivamente. Il primo nemico della flessibilità sono le abitudini. Spesso chi tende al comportamento perfezionista accumula abitudini su abitudini per essere sicuro di non uscire mai dalla propria zona di comfort.

Il modo migliore per aiutare a correggere questo comportamento è sicuramente quello di offrire elementi di cambiamento in modo graduale. Riconoscere che abitudini che una volta erano importanti per la propria produttività o lo sviluppo di nuove competenze, oggi le hai superate.

L’intenzione positiva che guida il comportamento perfezionista è spesso una passione per l’eccellenza, la volontà di far emergere le proprie qualità, il desiderio di affermarsi. Ad un certo punto tutto questo può diventare auto-sabotante se porta a comportamenti poco efficaci e abitudini che proseguono al di là della loro utilità. Proprio per questo le persone che lo mettono in pratica sono elementi preziosi con un potenziale di miglioramento enorme.

Riesci a immaginare quali e quanti obiettivi potrebbero realizzare se fossero affiancate da un Coach in azienda?

Successo, valori e flessibilità

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Quando arrivi alla consapevolezza che il tuo lavoro d’ufficio non è più ciò che desideri per te e vuoi cambiare vita, si manifestano subito quelli che nel viaggio di ogni eroe sono i guardiani. Sono le persone che ti mettono in guardia – con la finalità di trattenerti per motivi che a loro avviso sono ottimi e più che ragionevoli – dal cambiare.

Siccome di guardiani ne abbiamo tutti (e molti), ti voglio parlare degli aspetti positivi che hanno riscontrato tante persone che hanno deciso di lasciare il proprio lavoro per seguire le proprie passioni. Ricorda: ognuno di noi prima di prendere qualsiasi decisione e dopo aver ascoltato il parere dei guardiani dovrebbe comprendere i propri bisogni e fare riferimento ai propri valori per stabilire cosa vuole veramente.

Nel momento in cui hai pensato alle conseguenze e hai preso la decisione, soprattutto se lo hai fatto presto e bene, dovresti decidere di seguirla e vedere quali risultati porta. Ecco alcuni aspetti positivi del lasciare il proprio lavoro per svolgere una libera professione o aprire una azienda in proprio:

  1. Il successo è prima di tutto significato. Se nella tua vita il tuo lavoro è diventato insostenibile, se non ti rappresenta ciò che fai, se lo scopo e gli obiettivi nel tuo lavoro non coincidono più con i tuoi, hai ottimi motivi per cambiare. Diverse ricerche di recente hanno mostrato come il significato del lavoro che si sta facendo venga prima della retribuzione, per una grande fascia di lavoratori.
  2. Il tuo CdA sono i tuoi valori. Non c’è niente di meglio di un consiglio di amministrazione che ti conosce e sa cosa vuoi, cos’è importante per te e come vuoi creare il successo nella tua vita. Quando sei il capo di te stesso, sono i tuoi valori a prendere le decisioni migliori. Se decidi di fare questo passo, assicurati di aver fatto un profondo lavoro su te stesso prima – magari con un amico che ti conosce bene, un Coach professionista, insomma una persona di cui ti fidi profondamente – e poi sarai libero di fare la tua scelta.

La flessibilità è il benefit principale. Poter scegliere quando lavorare, personalizzare la propria fascia oraria o le proprie giornate non ha prezzo. Non sempre è così, ovviamente. Ma lo è molto più frequentemente rispetto al lavoro d’ufficio. La flessibilità, oltretutto è una grande prova di responsabilità e capacità di gestione. La flessibilità infatti impone una grande disciplina ma ciò che si ottiene in cambio è libertà.

 

 

 

 

Non cercare di gestire il tempo, è impossibile

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Bambino: Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità.
Neo: Quale verità?
Bambino: Che il cucchiaio non esiste.
Neo: Il cucchiaio non esiste?
Bambino: Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!

The Matrix

Comunque la si giri, abbiamo tutti 24 ore ogni giorno. Quindi, considerato che non possiamo né aumentarle né diminuirle e che il sonno è fondamentale, non ci resta che una soluzione: gestire le attività. La gestione del tempo infatti non esiste. E anche se per comodità la chiamiamo così, nessuno può controllare il tempo, per questo è necessario che focalizzi la tua attenzione sulle cose che puoi controllare: te stesso e i tuoi impegni. Per gestire te stesso e i tuoi impegni hai bisogno solo di una cosa: mappare le tue attività e la loro importanza.

Servono flessibilità e consapevolezza del tempo speso ogni giorno nelle diverse attività per capire se è davvero tutto tempo ben speso. Quanto tempo passi a fare cose che odi? Quali attività potresti smettere di fare, dare a qualcun altro o riformularle in modo che ti piacciano di più? Vale la pena fermarsi ogni tanto – anche solo un paio di volte l’anno – per fare il punto della situazione e rimettere un po’ in discussione le attività che fai quotidianamente per liberare spazio a delle nuove.

Una volta fatta questa analisi è possibile passare all’azione. Fai fruttare il tempo risparmiato e inserisci nella tua routine quotidiana alcune attività – a bassissimo impatto in termini di tempo – che ti possono aiutare a creare energia ed essere più produttivo. Vediamone 3 fondamentali:

1) Dormi. Il sonno è una di quelle attività che tutti tendiamo a sottovalutare e che ci troviamo a reclamare poi nei weekend e durante la vacanze. Il sonno è una medicina naturale fra le più potenti. Durante il sonno si recuperano energie, la mente ha il tempo per resettarsi da tutto l’affollamento di pensieri e il corpo può recuperare energia.

2) Mangia e bevi (meglio). Anthony Robbins sostiene che una dieta equilibrata con una corretta integrazione possa permettere al nostro corpo persino di rinunciare a qualche ora di sonno ogni giorno. Prima di rinunciare al sonno comunque è bene lavorare sulla propria alimentazione, facendosi seguire da un medico dietista e nutrizionista che possa valutare il fabbisogno energetico e consigliare l’uso corretto degli integratori.

3) Pianifica le tue pause. Le pause servono. Non troppe, non troppo poche. Quando senti che le idee non girano più a dovere, cambia attività l’ideale è una passeggiata nella natura, bere acqua o un estratto di frutta, una telefonata con un amico per farsi qualche risata o anche ascoltare un audiolibro per trovare l’ispirazione. Una pausa ben fatta può diventare un rito, utile ad aumentare la tua produttività.

Quali sono le attività inutili che inizierai a eliminare per avere più tempo per quelle utili? Condividilo nei commenti!