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emozioni Archives - Claudio Belotti

3 semplici esercizi per accrescere la tua intelligenza emotiva

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L’intelligenza emotiva, portata al grande pubblico dai saggi di Daniel Goleman, è oggi un elemento di valutazione della persona nel mondo del lavoro e uno strumento di interazione che richiede sviluppo e cura. L’intelligenza emotiva viene tenuta in considerazione perché è ormai dimostrato che tutti i processi decisionali sono influenzati dalle emozioni.

Per quanto l’essere umano si ritenga logico e razionale ogni processo di raccolta di informazione si basa in larga parte sulle emozioni. Le emozioni infatti sono il filtro attraverso il quale trasportiamo la realtà esterna nel nostro mondo interiore.

Per questa ragione in PNL dedichiamo grande attenzione alla gestione dello stato emotivo. Uno stato emotivo aperto e positivo permette di rispondere in modo più efficace agli stimoli esterni. Inoltre, la consapevolezza delle proprie emozioni aiuta a dare significato agli eventi. Per questa ragione è molto importante sviluppare la propria intelligenza emotiva.

Il modo migliore per farlo è come sempre esercitarsi. Ti propongo quindi tre spunti per poter esercitare la tua intelligenza emotiva e migliorare la consapevolezza delle tue emozioni:

Prendi consapevolezza di ciò che provi: inizialmente ti sembrerà difficile come quando parli una nuova lingua. Poi pian piano ti verrà più facile. Il tuo corpo ti aiuterà: il respiro più corto, il battito accelerato, la sudorazione, una sensazione di freddo o di calore. Ogni emozione porta con sé una serie di segnali fisici. Ascoltali.

Stabilisci se l’emozione è funzionale: l’emozione che provi ti aiuta in ciò che stai facendo? Puoi trovare un modo in cui questa emozione ti può essere utile? Un po’ di paura prima di evento importante è utile, il panico no. La paura infatti richiede azione: fai quello che sai fare e andrà tutto bene. Fai attenzione ai nomi che dai alle tue emozioni e fatti aiutare da loro a trovare ciò che ti serve in quel momento.

Tu sei responsabile delle tue emozioni: qualcuno durante la giornata può capitare che ti tratti male, cosa fare? Non sarà rimuginandoci sopra che supererai la cosa. Prova a pensare a ciò che può aver vissuto quella persona prima di incontrare te. Comprendere le emozioni degli altri è un elemento importante dell’intelligenza emotiva. Inoltre, provare rabbia, tristezza o delusione è utile per il tempo necessario a imparare la lezione. Poi congratulati con te stesso per aver gestito l’emozione e vai avanti.

Cambiare punto di vista sulle cose

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“Il perdono libera l’anima, cancella la paura, ecco perché è tanto potente come arma.” Nelson Mandela

Ogni essere umano ha sperimentato emozioni intense come la paura o la rabbia. Queste emozioni sono naturali come è naturale provarle in alcune occasioni. Allo stesso modo se diventano un ambiente nel quale si vive continuamente, questo può diventare disfunzionale.

Per diminuire il peso di queste emozioni nella propria vita ci sono medicine per l’anima come la gratitudine, la fiducia, il perdono. Mentre la paura, la rabbia o la delusione sono veleni che la inquinano (e intossicano anche il corpo) la gratitudine, la fiducia e il perdono sono balsami emollienti.

Per cambiare il punto di vista sulle cose è importante definire in modo differente il modo in cui le si affronta. Ti propongo tre approcci pratici da mettere in pratica subito:

Rispondi, non reagire. In che modo la risposta è differente dalla reazione? La risposta include una parte di elaborazione dell’informazione. La persona o l’evento che stai fronteggiando ti portano informazioni, sottoforma di emozioni, di parole, di significati, di tono della voce, posture, insegnamenti. Reagire significa prendere l’informazione per come la percepisci e fare qualcosa. Rispondere significa dare innanzitutto un significato a ciò che sta accadendo, capire come ti fa sentire e poi scegliere cosa fare.

Chiedi: come va? A volte basta questo. Si dà per scontato quando si frequenta una persona tutti i giorni. Chiedere per sapere se va tutto bene o se c’è qualcosa che si può fare. Prima di arrabbiarsi con una persona che si comporta in modo scortese o scostante è importante chiedersi cosa sta vivendo per comportarsi in quel modo. Con una eccezione: solo le persone che vogliono essere aiutate si lasciano aiutare. Non investire energie in chi è alla costante ricerca di energie da assorbire.

Investi in emozioni positive. La felicità non si cerca e non si trova. La felicità si vive: è una scelta. La gratitudine aiuta a vivere in modo felice. Quando si prova gratitudine per ciò che si è – cioè integrità – quando si prova gratitudine per ciò che si fa – cioè fierezza – e quando si prova gratitudine per ciò che si ha – cioè soddisfazione – la felicità entra nella propria vita.

Allena la mente alla calma

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Per iniziare a gestire le nostre emozioni dobbiamo inquadrare le nostre esperienze in una luce differente e scegliere di coltivare la positività. Questo ci prepara per dedicare l’attenzione alle cose importanti e aumenta la produttività durante il giorno; il che cambia il modo in cui guardiamo tutto ciò che sperimentiamo: il significato che diamo alla vita è strettamente legato alle emozioni che proviamo. Più queste emozioni sono positive, più lo è la nostra vita. Questo è uno dei segreti della felicità.

E qual è il segreto per sviluppare una visione positiva e coltivare questa positività? Si possono fare diverse azioni: praticare la gratitudine, meditare, cercare un maggior distacco dagli eventi esterni.

La meditazione è sicuramente uno dei metodi più efficaci. Gli studi neurologici dietro la meditazione ci dicono che le pratiche di meditazione e mindfulness incidono sull’ippocampo, sulla corteccia prefrontale e sull’amigdala, che sono le parti del cervello che controllano la nostra memoria, la capacità di apprendere nuove cose, il processo decisionale e la risposta alla paura.

La meditazione allena queste parti del cervello a una maggiore calma e aumenta la nostra capacità di correre rischi e alleviare le nostre reazioni a potenziali fattori di stress, che sono entrambi tratti desiderabili in un imprenditore.

Il segreto è tutto nel trovare il tempo da dedicare in modo costante alla meditazione: questa pratica ha i suoi effetti migliori quando viene ripetuta nel corso del tempo, con continuità. Per farlo bisogno inventare tempo e spazio: ciò che non c’è va creato!

Ti suggerisco alcune idee:

Medita la mattina prima di andare al lavoro: se pensi che la meditazione sia una pratica lunga ed elaborata da fare con l’incenso e i rumori della natura hai una visione molto bella e romantica. Ma poco efficace. La meditazione è una pratica che si può sviluppare anche mentre ci si lavano i denti. Prenditi cinque minuti dopo il suono della sveglia per dedicare tempo alla consapevolezza del respiro.

Medita in pausa pranzo: potresti scoprire persino che la meditazione è meglio del caffè e che la lucidità che riesci ad avere ti porta ad avere una prestazione sul lavoro ben superiore a quella che hai di solito. La meditazione può schiarire la mente meglio di un riposino.

Medita sotto la doccia o quando fai una attività ripetitiva: concentrati sul respiro durante queste attività che hanno necessità di un pensiero vigile. Presta attenzione alla respirazione e concedi pace alla mente quando ne hai bisogno.

La felicità è quel senso di libertà e pace interiore che proviene dal distacco dalle circostanze esterne e dall’attenzione al nostro mondo interiore. Quando impari a gestire in modo consapevole ciò che senti e come reagisci ottieni questa felicità. Pratica la mindfulness e la meditazione come un modo per esplorare le emozioni dentro di te. Diventerai in breve tempo più capace di gestire le difficoltà quotidiane: e questa è una caratteristica chiave della leadership ed è una componente chiave per raggiungere la tua idea di successo.

Smettiamola di parlare delle persone negative

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Ti hanno mai detto che sei una persona negativa? O hai mai pensato di esserlo? In realtà non esistono persone negative (come non esistono persone positive). Esistono dei modi di pensare che si mettono fra te e i tuoi risultati. Li chiamiamo bias. Sono giudizi o meglio pre-giudizi che guidano le nostre scelte quando mettiamo il cervello in modalità pilota automatico.

Ci fanno risparmiare tempo in partenza ed energie mentali. Sono delle scorciatoie alle quali ci affidiamo per prendere decisioni. Tra questi ci sono il positivity e il negativity bias. In entrambi i casi, il prodotto è una stima errata del valore degli eventi che stiamo vivendo. Io personalmente cedo spesso al mio positivity bias, lo ricordo spesso, anche in momenti difficili come durante la malattia di mia madre.

Un atteggiamento positivo, di per sé non migliora la situazione. Serve impegno, serve azione. A volte neanche quella è sufficiente ma è importante agire per sapere di avere fatto tutto ciò che è in proprio potere; è lo stesso per l’atteggiamento negativo: come ci spiega il grande Henry Ford “che tu creda di farcela o meno, avrai comunque ragione”.

Nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentalio nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vitati spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questi (e molti altri) bias cognitivi.

In particolare, circa il negativity bias ci sono tre azioni che puoi compiere per arginarlo facilmente:

1. Fai attenzione alla tua linguistica. Il dialogo interiore che utilizzi determina come ti senti. Il potere del linguaggio è enorme. Dirsi “non posso” o “non è possibile” a cosa porta? Di solito a nulla. Ci si ferma e basta. Chiediti “come è possibile?” o “in che modo si potrebbe fare?”. Tira fuori soluzioni di fantasia, anche molto improbabili a poco a poco si apriranno nuove vie. E le soluzioni arriveranno. Arrivano sempre.

2. Pensa il necessario. Tutti abbiamo sperimentato un fallimento, un dolore o una sconfitta. Tutti siamo andati avanti. Prima lo fai, meglio è. Se ancora oggi stai pensando ad una decisione sbagliata di una settimana, un mese o una vita fa, stai scegliendo – sì, lo stai scegliendo – il percorso mentale sbagliato. Crea una nuova via per i tuoi pensieri. Prendi il meglio dalla lezione, impara ciò che puoi. E vai oltre con la consapevolezza della crescita.

3. Concentrati su di una attività per volta. Spesso la negatività è frutto di un sovraccarico emozionale. Troppi impegni, stimoli, telefonate, email, richieste e il capo che ti dice che devi essere multitasking. Nemmeno i computer o gli smartphone sono davvero multitasking: la maggior parte delle risorse deve andare a ciò che ha priorità più alta e il resto deve risparmiare energie, memoria, velocità.

Buone emozioni, buone decisioni

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Il segreto di una buona decisione è racchiuso in una vecchia massima che dice: “non prendere decisioni a lungo termine sulla base di sensazioni del momento”. Ma è proprio così? Per scegliere è fondamentale sapere cosa si vuole e per scoprirlo bisogna avere chiaro in mente quali sono le sensazioni che proviamo rispetto a una determinata scelta.

Puoi scegliere il completo blu o il tailleur nero ma sai bene che quando vuoi dare il meglio di te c’è un vestito particolare, un accessorio, una camicia, un paio di orecchini o di scarpe che quando li indossi nessuno ti può fermare. Quegli oggetti non hanno nessun potere magico se non quello che gli attribuiamo. Eppure, sono in grado di farci sentire diversi.

Scegliamo di indossarli – consapevolmente o meno – sulla base delle sensazioni che ci fanno provare. E spesso, quando non diamo retta a queste sensazioni, finiamo persino con il sentirci a disagio durante la giornata. Figurarsi cosa può succedere quando entrano in gioco emozioni e decisioni più grandi, come la scelta del lavoro o di mettere su famiglia.

Se pensi che questo significhi che per prendere buone decisioni sia sufficiente escludere le emozioni, sei fuori strada. Escludere le emozioni dal processo decisionale è inutile: non siamo robot. Ci sono alcuni comunque alcuni trucchi validi: affidare alcune scelte alla routine. Tanti grandi imprenditori vestono ad esempio ogni giorno nello stesso modo, non solo per una questione di comunicazione, ma proprio per una questione pratica: limitare il numero di piccole decisioni. Come diceva Goethe le grandi cose non dovrebbero essere alla merce’ delle piccole cose.

Un altro stratagemma molto utile quando si affronta un alto numero di decisioni importanti è svegliarsi presto e lavorare sulle attività più complicate prima di essere immersi nel flusso del lavoro consueto e dover prendere una serie di decisioni secondarie e rispondere alle distrazioni abituali (notifiche, telefono, e-mail, chat). Le decisioni meno importanti, se proprio si desidera prenderle comunque, si possono prendere la sera e facilmente ne saremo insoddisfatti.

Se l’obiettivo che hai in mente è quello di prendere sempre la decisione corretta, rischi di rimanere frustrato, deluso o fermo. Già perché pensare di fare sempre la scelta migliore significa porsi dei limiti molto stretti: prendere decisioni sbagliate significa innanzitutto darsi la possibilità di imparare dai propri errori. E dal momento che l’emozione gioca un ruolo decisivo nel processo decisionale, la priorità è quella di stabilire – e aggiornare di tanto in tanto – qual è la tua bussola, i valori che ti guidano nella vita o nel periodo che stai vivendo.

Infine, ricorda: di ogni decisione che prendi hai il 100% della responsabilità. Ciò non toglie che prima di prendere una decisione puoi confrontarti con altre persone, raccogliere informazioni e vagliare altre opzioni. Fallo con una consapevolezza: la responsabilità delle tue decisioni significa anche la felicità dei risultati. Le conseguenze di ciò che scegli devono far felice te e nessun altro. Ascolta le tue emozioni e scegli di essere felice.

3 consigli (più uno) per ritrovare la tua felicità

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Sono passati cinque anni da quando ho pubblicato uno dei miei audiolibri di maggior successo. Come ritrovare la tua felicità infatti è tra tutti gli audiolibri, uno dei più speciali. Ancora oggi infatti chi lo ascolta mi fornisce dei feedback che mi stupiscono ed emozionano profondamente. Ritrovare la propria felicità, per tante persone, è un passaggio semplice. Si rimettono in rotta dopo aver perso l’orientamento e via, ripartono.

Per altre persone invece è un viaggio lungo e difficile, costellato d’insidie e pieno di trappole. E molte di quelle trappole sono loro stessi ad averle piazzate: possono chiamarsi orgoglio, rabbia, dolore, incomprensione, solitudine o indifferenza. Chi desidera ritrovare la propria felicità deve lasciar andare tutto questo e aprirsi a nuove emozioni.

Al termine del viaggio la gioia è immensa e lo è anche la mia nel sentire le loro storie di cambiamento e crescita. Ritrovare la felicità è una scelta di amore e consapevolezza e a volte una necessità profonda. Ci sono alcuni consigli che possono tornare utili a tutti e te li voglio riproporre qui:

  1. Esci a passeggiare: star fermi fa male e passeggiare è un ottimo rimedio contro malesseri fisici e mentali. Tiene attivo il corpo e sveglia la mente, obbligandoli a un’attività di coordinamento psicomotoria. Se puoi fallo con qualcun altro. Passeggia e parla. Sono certo tu abbia abbastanza fiato per fare entrambe le cose!
  2. Fai qualcosa con le tue mani: se sai cucinare, prepara un dolce o dei biscotti. O una torta salata. Poi condividi quello che hai fatto con qualcuno a cui vuoi bene e che non se lo aspetta. Se non sai cucinare, fai qualcosa di speciale, scrivi un biglietto o fai un origami guardando un tutorial su Youtube! L’importante è che abbia il valore aggiunto che solo un oggetto fatto da te può avere.
  3. Lascia un caffè sospeso: non si tratta di offrire il caffè al collega di ufficio o pagarlo per rompere il ghiaccio in una negoziazione. Si tratta di fare una gentilezza, in maniera disinteressata, a uno sconosciuto.

Infine, un consiglio da prendere al volo: chiama o fai visita a una persona che non vedi da molto e che ha avuto un grande impatto su di te. Una professoressa, un maestro o un allenatore che ti hanno dato tanto. Fagli sapere quale impatto hanno avuto sulla tua vita e quanto sono stati determinanti nelle scelte che hai preso o, ancora, quali bei ricordi conservi dell’esperienza con loro. Questa è una grande espressione di gratitudine e un tonico per la mente e lo spirito.