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Dinamiche a Spirale Archives - Claudio Belotti

Dall’agitazione alla calma in tre semplici passi

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Capita di frequente di avere intorno una persona che si agita facilmente. Sul lavoro, come a casa, trovarsi vicino a una persona che perde il proprio stato può complicare delle situazioni anche banali e farle diventare dei problemi o delle crisi da affrontare e risolvere rapidamente. Ogni valanga inizia con un minuscolo smottamento.

In PNL dedichiamo molta attenzione alla gestione dello stato perché il primo filtro dell’esperienza è proprio lo stato emotivo: questo determina la qualità della nostra vita. Se mi conosci e hai appreso con me i principi della Programmazione Neuro-Linguistica hai sviluppato questa abilità e potresti desiderare di avere l’abilità di aiutare gli altri nello stesso modo.

Come Coach ti invito innanzitutto a mettere al primo posto le necessità dell’altra persona. A volte infatti le persone non desiderano affatto essere aiutate e la cosa migliore che puoi fare è lavorare sul tuo stato emotivo Come saprai quando avrai frequentato “Il Coaching secondo Claudio Belottiil miglior approccio parte sempre dall’ascolto e poi ci sono diverse tecniche che ti possono aiutare a farlo in modo efficace.

Cosa puoi fare per aiutare una persona in agitazione:

Ascolta in modo attivo: l’ascolto attivo ti aiuta a comprendere quando è necessario rispondere e quando è necessario solo ascoltare. A volte infatti non è necessario dir nulla. Significa essere completamente presente e creare rapport affinché la conversazione abbia una solida base di fiducia e attenzione. Se vuoi rispondere, evita frasi come “mantieni la calma” o “andrà tutto bene”. Piuttosto aiuta la persona a individuare le risorse interne o esterne che in quel momento non vede.

Comprendi la sua necessità specifica. Dall’esterno ogni agitazione può sembrare uguale: nella realtà non è così. Cerca di comprendere qual è la natura per quella persona e ricorda che nella percezione soggettiva ogni “mostro” è reale. Anche se a te sembra strano o ridicolo preoccuparsi per una determinata ragione, nel modello del mondo di quella persona quell’ostacolo appare al momento insormontabile.

Aiuta la persona a fare un cambio di stato. Porta calma nella discussione. Mantenere il tuo stato è fondamentale per evitare una escalation. Inoltre, mostrare tranquillità aiuta l’altra persona a sentire che non c’è pericolo e a sviluppare la fiducia necessaria a ritrovare la calma.

Cosa possiamo imparare dal lockdown sul comportamento?

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Seconde te, le persone – la maggior parte di esse per lo meno – hanno dimostrato maturità in questi mesi? È una domanda più complessa di quello che può sembrare inizialmente e non si può rispondere con un semplice si o no.

In questo periodo di lockdown appena trascorso abbiamo fatto numerose dirette sulle mie pagine Facebook e Instagram e gli argomenti che sono andati per la maggiore sono stati la leadership, la resilienza e la gestione delle emozioni. Cosa hanno in comune questi tre argomenti? Il comportamento.

Tutti questi argomenti infatti si possono affrontare da diversi punti di vista, mettendosi ad esempio gli occhiali della PNL e guardandoli attraverso il filtro dei Livelli Logici di Dilts oppure, come abbiamo fatto più spesso, con gli occhiali colorati delle Dinamiche a Spirale.

Molte persone – la maggioranza delle persone – in questo periodo sono rimaste a casa, rispettando le prescrizioni del Governo. Alcune altre sono uscite, si sono incontrate con altre persone (non per motivi di lavoro), hanno fatto acquisti più volte ogni settimana, non hanno indossato una mascherina in pubblico.

Per quale ragione? La risposta arriva proprio grazie alle Dinamiche a Spirale: a seconda del livello di esistenza e delle condizioni di vita che le persone si trovano a vivere si attivano in loro comportamenti diversi e prevale un differente tipo di locus of control.

Semplificando il locus of control è il “luogo” nel quale l’individuo colloca il controllo della propria esistenza: infatti il locus of control può essere interno o esterno. Quando è interno – in Dinamiche a Spirale nei livelli che corrispondono ai colori caldi – la persona pone in sé la capacità di controllare gli eventi della propria vita. Quando è esterno – nei livelli che corrispondono ai colori freddi – il controllo è attribuito a circostanze esterne.

Tutto questo cosa c’entra con la maturità? Per il dottor Graves, lo scienziato che ha elaborato la teoria delle Dinamiche a Spirale, sia l’interno sia l’esterno interagiscono in una danza interdipendente e oscillano tra un locus interno e uno esterno di controllo. Il punto di vista dei Livelli dell’Esistenza è ciclico.

La crescita di un individuo o un gruppo oscilla da una modalità di espressione di sé per la sopravvivenza al sacrificio di sé verso una fonte di controllo esterna, poi di nuovo indietro verso una forma di espressione di sé da una sorgente direzionale interna, influenzato sia dalle condizioni dell’esistenza sia dal sistema neuronale. La maturità in Dinamiche a Spirale può essere sia dipendenza sia indipendenza.

In questa situazione di lockdown tante persone hanno dato una grande prova di maturità e hanno saputo mettere da parte il proprio io e (af)fidarsi alle direttive del governo e degli scienziati che raccomandavano di rimanere in casa, di rinunciare a vedersi, di fare la spesa una volta a settimana, di limitare gli spostamenti.

E adesso, cosa succederà? Cosa ci aspetta per il futuro? Dopo questo lockdown non torneremo più alla normalità precedente, dovremo affrontare una nuova normalità, una normalità diversa e ciascuno di noi dovrà trovare le risorse per viverlo nel miglior modo, rispettando gli spazi degli altri, per il bene di tutti (anche per il bene di sé). Io sono fiducioso, troveremo sicuramente il modo di dimostrare ancora la maturità necessaria.

PNL e Dinamiche a Spirale: due strumenti potenti da soli, straordinari insieme

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Conosci la PNL? E le Dinamiche a Spirale? Sono due strumenti straordinari che utilizzo come Coach e come dice anche il mio maestro Tony Robbins, li utilizzo ogni giorno. Metodiche come la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale sono la base per un Coach che desidera ottenere risultati duraturi. 

Se desideri scoprire di più sulla PNL, qui puoi scaricare un estratto gratuito del manuale del Practitioner, in particolare del nostro Extraordinary NLP Practitioner. Oppure se desideri più informazioni sulle Dinamiche a Spirale puoi trovarle nel libro “The Spiral o in questo audiolibro: “Introduzione alle Dinamiche a Spirale. Infine, se desideri una panoramica più ampia del mio metodo di Coaching, il One Hand Coaching, ti invito a scoprirlo nel libro “Prendi in mano la TUA felicità

E a cosa servono questi strumenti in pratica? Ti posso fare un esempio del loro utilizzo per far ottenere al tuo interlocutore il cambiamento che desidera. Se pensi che questo si applichi solo a una sessione di Coaching, sei fuori strada. Questo vale anche per una vendita, una riunione per motivare un collaboratore o per aiutare i tuoi figli a raggiungere un risultato.

Vediamo insieme 3 passaggi chiave:

Crea rapport

Per costruire rapport bisogna cercare costantemente di capire l’altra persona e dare feedback per capire di aver capito, prima di cercare una strada per il cambiamento e la crescita che si vuole realizzare insieme all’altra persona. Sia che si tratti di una vendita che di una sessione di Coaching la creazione del rapport deve avere come finalità quella della valorizzazione dell’altro: otterrai il meglio solo se ciò che stai proponendo è il meglio per l’altra persona.

Fai emergere le difficoltà

Attraverso strumenti come il Metamodello poni domande alla persona che hai di fronte e aiutala a individuare le paure, i dubbi, i blocchi di fronte ai quali si è fermata. Quando emergono queste informazioni e diventano coscienti e più definite per la persona è più semplice elaborare le strategie di soluzione e di uscita dalla crisi che sta vivendo. L’obiettivo è individuare i problemi e le risorse necessarie per superarli.

Utilizza domande aperte

Come abbiamo appena detto, una volta emersi i problemi è necessario individuare le risorse. Se mi conosci sai che nel mio metodo di Coaching utilizzo anche le Dinamiche a Spirale. Ecco, le Dinamiche a Spirale ci dicono, diversamente dalla PNL, che non a tutti i livelli le persone hanno le risorse necessarie per risolvere i problemi. Per questo è fondamentale in ogni sessione di Coaching aiutare la persona a individuare le risorse di cui ha bisogno e aiutarla a reperirle.

Solo attraverso la crescita e il miglioramento si ottengono risultati duraturi.

Progettare un evento dal vivo in modo straordinario

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Qual è il momento migliore per progettare il tuo evento dal vivo? Questo! Oggi hai la possibilità di studiare, imparare, pianificare e progettare il tuo evento dal vivo. Fra qualche tempo la vita riprenderà a fare il suo corso con i suoi impegni quotidiani. Per dare un senso a questo periodo nel quale tutto scorre più lentamente puoi utilizzare questa occasione per fare tante cose: una di queste potrebbe essere ideare il tuo evento dal vivo.

Lavoro da molti anni nel mondo della formazione e ho sperimentato a mie spese soluzioni che mi hanno portato spesso a commettere errori. Da quegli errori ho imparato molto e oggi posso dire di essere in grado di realizzare ogni volta eventi dal vivo nei quali la soddisfazione dei partecipanti è molto alta. Se hai già partecipato a “il Coaching secondo Claudio Belottisai sicuramente di cosa parlo e se ancora non lo hai fatto ti consiglio scoprire questo evento nel quale ti racconto trenta anni di carriera nel Coaching e come diventare un Coach Straordinario.

Per organizzare un evento dal vivo che abbia un impatto positivo sulla vita delle persone, bisogna partire dalle basi. Ti piace prenderti cura delle persone che ti seguono in aula e curare ogni dettaglio? Inizia da questo e prendi in considerazione tre elementi fondamentali ai quali devi sempre fare attenzione. Questi:

Scegli un luogo adeguato al tuo evento

A seconda del luogo che scegli avrai bisogno di materiali differenti a supporto: dai proiettori alla musica, dall’amplificazione per la voce fino alle lavagne. Più l’aula è grande, più avrai bisogno di mezzi adeguati per far arrivare in modo chiaro il tuo messaggio. Se non hai idea del pubblico che puoi portare in aula, parti basso. Meglio iniziare eventi con un numero di posti limitato e poi crescere che partire con aspettative e numeri elevati e poi andare in difficoltà nella gestione. L’importante è che lo spazio che scegli permetta a tutti i partecipanti di fruire dei contenuti nel modo più efficace: questo è un aspetto chiave di ogni mio corso.

Pensa in modo creativo a risolvere i problemi delle persone

Quando frequenti un’aula di formazione che cosa apprezzi? Che servizi ti piace ricevere? In che modo? Mettiti nei panni dei partecipanti o chiedi direttamente a loro quali servizi si aspettano di trovare. Parti da una domanda semplice: cosa puoi offrire che per te è semplice da organizzare e che alle persone può dare tanto? Nei miei corsi, ad esempio, nella quota è sempre previsto il pranzo: dal punto di vista economico è un impegno importante, dal punto di vista organizzativo pensa a tutto l’albergo che ci ospita, dal punto di vista dei partecipanti è un servizio molto apprezzato.

Stabilisci gli obiettivi dell’evento valutali.

È importante essere chiari su quali sono i risultati che desideri ottenere e misurare se hai raggiunto i tuoi obiettivi. Per avere un quadro più completo puoi sottoporre un questionario ai partecipanti o fermarti a parlare con loro durante le pause o a fine corso per sapere se l’esposizione e la tipologia dei contenuti che hai portato in aula sono hanno incontrato le aspettative che hai creato riguardo al corso. Metti a frutto poi ciò che hai imparato e individua il modo in cui replicare o migliorare gli aspetti positivi dell’esperienza: quali sono le cose che faresti nello stesso modo? Quali quelle che faresti in modo diverso? Il modo migliore per non ripetere un errore è imparare da esso e per mettere a frutto una esperienza è comprendere tutto il buono che c’è in essa.

3 caratteristiche fondamentali in un leader

By | In evidenza

Se mi segui saprai già che per la leadership è un tema molto importante per me. Talmente importante che le ho dedicato tanto studio e tanta attenzione fino a giungere alla conclusione che la leadership è un vero e proprio stile di vita. Mi spiego meglio: la leadership per me non è un metodo (per comandare, dirigere o gestire) ma un sistema di valori sui quali costruire la propria vita.

In concreto questo cosa significa? Significa che ciascuno può sviluppare il proprio stile di leadership, modellandolo su quelli che ritiene essere gli aspetti più importanti, i valori e le convinzioni che lo spingono a fare quello che fa. Sicuramente ci sono capacità che possono essere innate o apprese attraverso tecniche e metodiche, ed è per questo che mi sono appassionato alla PNL e alle Dinamiche a Spirale. Ogni anno infatti condivido con chi lo desidera un percorso che va dalle Basi di PNL fino al Practitioner e al Master Practitioner per divulgare questa metodica straordinaria e ho riservato a chi frequenta la Extraordinary Coaching School un intenso seminario di Dinamiche a Spirale in azione.

La caratteristica più importante di un leader si trova nella sua essenza, che si nota nelle scelte che fa. Si può essere dei maestri della comunicazione ma se non si possiede sincerità, non si potrà mai instaurare un rapporto di fiducia con il proprio gruppo (familiare o di lavoro). Si può conoscere la Programmazione Neuro-Linguistica in profondità ma senza integrità non si va molto lontano. Si può essere intelligenti e colti ma se si è scostanti e non si pratica ciò che si predica, sarà impossibile avere un seguito.

Per questo credo che ci siano tre aspetti fondamentali che ciascuno di noi dovrebbe coltivare per essere un leader nella vita di tutti i giorni. Vediamoli insieme:

  1. Dona significato. Sembra complesso mentre in realtà è molto semplice: in famiglia come sul lavoro è fondamentale far sentire che i compiti che gli altri stanno svolgendo sono importanti. A volte basta semplicemente un grazie, altre volte può essere utile sottolineare come un tassello del puzzle, per quanto possa sembrare piccolo, sia necessario per ottenere un risultato più grande.
  2. Soddisfa i bisogni. Per avere un team (ma vale anche per la famiglia) è necessario prendersi cura dei bisogni, innanzitutto quelli fondamentali e poi anche quelli che lo sono meno. Individua e contribuisci a soddisfarli, con il tuo tempo e il tuo impegno. Un leader è tale perché mette a disposizione ciò che ha per il bene di tutti.
  3. Ascolta le persone. Ascolta ciò che hanno da dire, cosa pensano, qual è la loro opinione. A volte potrà sembrarti una seccatura, altre volte una perdita di tempo. Ma in molti casi ti aiuterà a vedere oltre la punta del tuo naso, a scoprire punti di vista che magari non avevi preso in considerazione. E poi ti può essere d’aiuto per metterti in gioco: accetta i feedback su di te e costruisci su quelle critiche e suggerimenti la tua crescita.

Il dovere o la possibilità: cosa ti motiva di più?

By | In evidenza

In Programmazione Neuro-Linguistica esiste uno strumento molto potente per aiutarti a capire come pensano le persone, te compreso. I Metaprogrammi rendono semplice questo processo di comprensione e ti aiutano a comunicare meglio con gli altri.

Ad esempio, il Metaprogramma Necessità/Possibilità aiuta a comprendere bene cosa motiva una persona nel momento in cui fa una scelta. Alcune persone infatti sono motivate principalmente dalla necessità di fare qualcosa, piuttosto che dal volerlo. Agiscono perché devono. Non sono spinti ad agire da ciò che è possibile. Chi si muove per necessità prende ciò che viene e trova ciò che è disponibile.

Chi è motivato ​dalla ricerca della possibilità si muove per fare che quello che vuole fare. Cerca opzioni, esperienze, scelte e percorsi. La persona che è motivata dalla necessità è interessata a ciò che è noto e ciò che è sicuro. La persona che è motivata dalla possibilità viceversa è interessata a ciò che non conosce ancora. Vuole sapere cosa può accadere quando si impegna, quali opportunità possono svilupparsi.

Certo, descritto in questo modo sembra che il Metaprogramma di Possibilità sia sempre da preferire e chi è guidato da quello di Necessità sia destinato necessariamente a cambiare. Non è proprio così, in realtà. E per dire questo ci tornano utili le Dinamiche a Spirale, che lavorano benissimo in team con la PNL. Le DAS ci dicono che esiste una doppia elica nella nostra esistenza: una che rappresenta le Condizioni di vita, l’altra le Capacità mentali. Possono esistere situazioni e momenti nei quali un modo di agire guidato dalla Necessità sia preferibile?

Proviamo con un esempio: se tu fossi un imprenditore, quale tipo di persona vorresti assumere? Molti penserebbero istintivamente: “chi è motivato dalla Possibilità” forse perché spesso questo è ciò che spinge e motiva un imprenditore; e poi sembra più attraente l’idea di rimanere aperti a un’infinita varietà di opzioni.

Io penso che dipenda molto dal tipo di lavoro. Ci sono lavori che richiedono attenzione ai dettagli, costanza e coerenza e all’interno di queste Condizioni di vita avere un pensiero orientato alla Necessità potrebbe essere più utile ed efficace. Un agente certificatore o un responsabile della qualità deve sapere esattamente cosa è necessario e deve verificare che sia stato fatto.

Una persona motivata dalla possibilità certamente potrebbe fare lo stesso lavoro ma proprio in virtù di questo Metaprogramma che la spinge e la motiva probabilmente si annoierebbe e si troverebbe facilmente a desiderare un lavoro differente nella ricerca di nuove opzioni, nuove imprese e nuove sfide. All’opposto la persona motivata dalla necessità si sentirebbe perfettamente allineata in un contesto del genere e dal momento che è questa a guidarla, si cercherà un nuovo lavoro solo quando ne avrà bisogno.

Conoscere il modo in cui le persone organizzano i propri pensieri e quali sono le molle che le spingono ad agire può essere molto utile per migliorare la propria comunicazione e quindi anche il proprio lavoro. Crescere, migliorare ed evolversi per chi dirige una azienda o un reparto cruciale come quello delle risorse umane è una scelta cruciale per ogni azienda. Molte tra le più avanzate e illuminate che ho avuto modo di incontrare nel mio lavoro hanno fatto questa scelta investendo nella formazione grandi risorse perché se una azienda è in grado di far lavorare ogni persona nel modo e nel ruolo più congeniale, vincono tutti.

Tenersi stretti i migliori

By | In evidenza

Diversi studi recenti hanno dimostrato quanto sia costoso per le imprese lasciarsi scappare i dipendenti migliori. Non ultimo, uno diffuso da Deloitte, ha calcolato che il costo derivato dalla perdita di un dipendente super bravo possa variare da decine di migliaia di dollari fino a 1,5-2,0 volte lo stipendio annuale del dipendente. Questo significa che la sostituzione di un dipendente che guadagna 50mila dollari, può arrivare a costarne anche 100mila.

In questo calcolo sono inclusi i costi della ricerca del personale, il tempo speso per i colloqui, le assunzioni, l’inserimento, le risorse sottratte alla produzione per la formazione, i tempi per allineare la produttività e gli inevitabili errori iniziali. Senza considerare la perdita a livello umano e l’impatto emotivo sul personale che l’abbandono di un dipendente di valore necessariamente causa.

Quando succede molti imprenditori reagiscono offrendo denaro e in molti casi ci rimangono male se il dipendente li rifiuta. Gli stessi studi dimostrano che, sebbene una retribuzione sotto la media possa sicuramente contribuire alla fuoriuscita dei dipendenti, una appena sopra la media non compenserà un cattivo posto di lavoro. I dipendenti ben pagati ma scontenti alla fine lasceranno comunque e faranno i loro soldi da qualche altra parte.

Bisogna quindi analizzare le motivazioni che portano i dipendenti migliori ad andarsene e fare in modo che quando accade non si inneschi una valanga. Il modo migliore per farlo è ascoltare il dipendente. Spesso si tratta di ascoltare un discorso d’addio già preparato, nel quale magari c’è qualche sassolino tolto dalla scarpa o nel quale l’ex dipendente sottolinea le proprie frustrazioni. Anche se è difficile aprirsi e accettare queste critiche, è fondamentale quando si perde – in questo caso un dipendente – non perdere la lezione.

Infine, è importante prendere questi feedback e analizzare la situazione, allargandola al resto dell’impresa: con l’aiuto delle Dinamiche a Spirale riesco a ottenere sempre ottimi risultati, tanto a livello personale quanto a livello di sistema. Mettendo a frutto anche una esperienza poco piacevole come le dimissioni di un dipendente di valore, si possono mettere in pratica soluzioni vincenti per tutti: si migliora l’ambiente di lavoro per gli altri dipendenti e si riducono i rischi di abbandono e i costi per le sostituzioni.

Essere felici

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Ci sono tanti uomini e donne straordinari nel mondo, ne abbiamo visti qualcuno in questi giorni al WOBI. Alcuni sono passati a miglior vita, molti sono vivi e ci indicano una via verso una vita migliore.

Il motto di Extraordinary è: “siamo tutti straordinari” perché crediamo che tutti, nessuno escluso, sia meglio di quanto creda e abbia dentro di sé qualcosa di speciale.

Steve Jobs era straordinario, Mandela, Gandhi, la principessa Diana, Madre Teresa… tutti straordinari in modi diversi e unici.

E tu? In che modo sei straordinario? Forse lo sei in modo semplice, senza essere famoso o ricco. Credimi va bene, senza atomi le stelle non esisterebbero, tantomeno le galassie.

Quando mi viene chiesto di definire il successo, penso a una sola cosa, la felicità. Avere successo per me, vuol dire solo una cosa: essere felice.

Tutti vogliamo essere felici, forse non sappiamo cosa significa ma cerchiamo di esserlo giorno dopo giorno.

La felicità non ha nulla a che fare con il denaro, né con la fama, né con il potere. Non dipende da dove vivi, dalla macchina che guidi o dalla taglia di pantaloni che porti. Puoi essere ricco o povero, grasso o magro, ci sono tanti modi per essere felici…

Nelle persone che vivono appieno la propria vita, incluso quelle che si sono viste al World Business Forum di Milano, ho notato alcune caratteristiche tra cui:

Libertà

Libertà di essere e sentirsi chi sono, di fare quello che credono che sia giusto (ovviamente nel rispetto degli altri).

Miglioramento

Tutte le persone che si sentono felici fanno qualcosa per crescere. Che sia un corso, leggere, fare volontariato… “all the above”. Sono attivi nel cercare di essere migliori continuamente.

Contributo/impatto

Nel migliorare, direttamente o indirettamente, aiutano altri a fare lo stesso. Non sempre aiutano altre persone, a volte cercano di salvare i Panda o la foresta amazzonica. Fanno comunque qualcosa che va oltre loro stessi.

Comunità

Fanno parte di qualcosa, un gruppo, una tribù, un movimento… si uniscono a persone che come loro vogliono essere libere, migliorare e contribuire. Non sempre sono capiti da chi preferisce essere: prigioniero, statico, egoista…

Ci sono tanti modi per essere più felici e altrettanti per non esserlo e una sola cosa da fare: scegliere.

Love on ya.

Claudio

 

 

 

 

Sogni, desideri e bugie

By | Riflessioni

Anche all’ultimo corso in PNL, che ho fatto con un gruppo davvero straordinario, mi sono ritrovato a dire ancora una volta:

“non avete abbastanza fantasia per sapere cosa vi aspetta di bello…”.

È una frase che dico spesso perché ci credo, io sono la prova vivente di questo concetto. Non avrei mai pensato di vivere e fare alcune cose che vivo e faccio.

Purtroppo molti, invece di pianificare il proprio futuro, e soprattutto fare qualcosa per renderlo reale, lasciano perdere.

Perché?

Secondo l’autore americano John C. Maxwell, per una o più di queste 5 ragioni:

  1. Hanno creduto alle bugie di altri. Qualcuno li ha convinti a lasciar perdere facendogli credere che non sono abbastanza: bravi, belli, intelligenti o qualcos’altro. Le ho chiamate io bugie, perché lo sono. Sono tutte bugie, sia quelle che dico io quando asserisco che siamo tutti straordinari, sia loro che dicono che non lo siamo. A te scegliere a quali credere.
  2. Si allineano alla norma, cioè alla normalità. Molti si accontentano dell’ordinario, è più sicuro, non dà problemi di accettazione dagli altri… Andare un po’ oltre, metterci quell’extra richiede fatica. Il ritorno di investimento è altissimo ma pochi hanno voglia e coraggio.
  3. Lasciano che le delusioni del passato li blocchino. Quando fai qualcosa di nuovo o di sfidante, sbagli. Qualcuno ti rifiuta, fai errori, qualcosa va storto… fa parte del gioco e chi ha successo lo sa. Questi momenti servono a crescere e migliorare, ma purtroppo ad alcuni tolgono entusiasmo e convinzione.
  4. Grazie a questi insuccessi, perdono di convinzione, di voglia di fare, gli passa la fame. Bisogna credere, soprattutto quando è difficile. Quando è facile tutti credono, è facile appunto.
  5. Hanno perso la fantasia. Qualcuno gliel’ha tolta e loro hanno lasciato fare. Sono diventati “realisti”, forse per paura di avere nuove delusioni, forse per altri motivi. I bambini sognano, costa poco ed è una cosa che tutti i grandi del passato e del presente fanno.

E tu quand’è l’ultima volta che hai sognato ad occhi aperti, credendo che, un giorno, il tuo sogno sarebbe diventato realtà?

Spesso nei corsi di formazione ci si ricorda che tutto quello che esiste, tempo fa, era solo un’idea, un sogno di qualcuno… l’elettricità, l’acqua potabile in casa, gli aerei, i computer, le medicine, la libertà…

Continua a sognare e non farti influenzare da chi, per paura, ha smesso. Continua a fare qualcosa per rendere reale il tuo sogno.

Forse non avrai e non diventerai tutto quello che vuoi, però vale la pena crederci. Le ricerche ci dicono che, il solo essere proattivi per renderle reali, ci rende più felici e più sani.

Io ho ancora tanti sogni, tu?

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

Credere, sognare e vivere.

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Apro i giornali e leggo solo brutte notizie. Ascolto i telegiornali, lo stesso. Radio uguale…

Per avere una vita felice, riuscire nel lavoro e nella vita privata serve energia, entusiasmo e crederci, ma con l’ipnosi culturale che ci circonda è sempre più difficile.

Durante l’ultimo week end, al seminario Extraordinary Me, ci siamo presi 4 giorni di pausa. Eravamo in un’isola felice, coccolati e distaccati dal mondo. Il nostro piccolo gruppo ha legato subito e tutti sono stati straordinariamente gentili, dolci e disponibili l’uno per l’altro.

Ognuno ha ritrovato (o ricreato) sé stesso, ha avuto più chiarezza su ciò che conta veramente e tutti abbiamo preso delle decisioni importanti.

Ora siamo tornati alla vita normale, quella che entra nelle statistiche e fa la norma. La sfida sarà mantenere la nostra consapevolezza, senza lasciarci convincere da chi vede solo nero.

Anche noi vediamo i problemi, siamo ottimisti, non ciechi o stupidi.

Li vediamo ma siamo convinti di essere forti e quindi di poterli risolvere. Non sappiamo sempre come, ma ci crediamo. Anche perché sappiamo di poter contare l’uno sull’altro.

Non è necessario frequentare un seminario con noi. Ci sono tanti modi per ritrovare questa forza e “pulirsi”, puoi faro anche da solo. Certo è, che se non ti attivi e ingoi tutto quello che ti viene propinato, è dura.

Dobbiamo essere attivi nel pulire la nostra mente, cuore e anima. Non dai nostri peccati, ma dalle stronzate altrui.

Basta poco, basta farlo.

Teoricamente basterebbe fare tre cose:

  1. Definire: chi sei, in cosa credi, quali sono i tuoi valori. Se vuoi farla proprio tutta, decidi o trova “lo scopo della tua vita”.
  2. Inizia a vivere in modo allineato e congruente a quello che hai deciso nel punto precedente, nelle grandi e nelle piccole cose della tua vita. Se uno dei tuoi valori è la salute, mangia in funzione di quello. Se l’amore è importante, inizia nell’essere gentile.
  3. Circondati di persone che la pensano come te, o almeno rispettano chi sei, lasciandoti essere, senza ostacolarti. È il famoso gruppo dei pari, forse non avrai sempre fan che concordano con te, ma almeno che ti lascino vivere come vuoi tu. Ovviamente devi fare lo stesso.

La storia dell’umanità, la nostra nazione e persino il tuo quartiere, sono ricchi di esempi di persone che vivono la loro vita, creano un’esistenza serena e felice perché decidono, credono e fanno.

Bisogna impegnarsi un po’, trovare il modo giusto e la compagnia giusta.

Tu in cosa, credi? Chi sei e perché fai quello che fai?

Love on ya!

Claudio