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Dalai Lama Archives - Claudio Belotti

Meglio prima che troppo tardi

By | Riflessioni

Nel famoso discorso a Stanford, Steve Jobs diceva che la morte è il miglior agente di cambiamento della vita. Probabilmente aveva ragione. Non a caso molti di noi cambiano proprio quando si avvicinano a quell’inevitabile momento.

La saggezza popolare dice che è meglio tardi che mai. Io inizio a pensare che è meglio prima che troppo tardi.

Il Dalai Lama dice che gli sembra “curioso” vedere gli occidentali perdere la salute per guadagnare i soldi che poi usano per curarsi. Non usa queste parole ma il senso è quello.

In queste settimane molte persone a noi care vivono in prima persona grossi problemi di salute. Alcuni perché stanno male, altri perché sono vicino a qualcuno che sta male.

Due di questi, miei cari amici, sono troppo giovani per doversi fermare per una malattia. Ce ne sono tanti negli ospedali e qualcuno di loro, forse, lotterà tanto ma senza vincere…

È la vita. Lo so. Ci sono già passato. Ci ho persino convissuto per molti, molti anni.

Questi eventi, se tutto va bene, ti cambiano le prospettive.

In PNL, nella metafora del viaggio dell’eroe, sono le famose “chiamate”. In Dinamiche a Spirale, sono i problemi che non puoi risolvere con il modo di pensare che hai. Quei problemi che ti fanno evolvere.

Non sempre l’eroe risponde alla chiamata. Non sempre evolviamo nel modo di pensare. C’è qualcuno che è bloccato e non passa l’esame. In questi casi la vita fa due cose. O ti ripresenta la lezione, o lascia perdere e rinuncia a te.

In una delle cene con il “mio fratello da genitori diversi”, uno dei miei migliori amici che come me ha perso il Padre, ci siamo detti che se non ci godessimo la vita, se non la vivessimo secondo i nostri valori e principi, se buttassimo via i nostri giorni la loro morte sarebbe inutile.

Sarà che non ho più vent’anni ahimè, ma penso sempre di più che dovremmo mettere le cose in fila.

A dire il vero io a vent’anni me la sono goduta assai. Anche a trenta e adesso a quaranta.

Per un breve momento ho creduto alle balle che ci raccontano. Che i soldi fanno la felicità, che la taglia dei pantaloni fa la felicità. La casa grande, la macchina veloce, i figli bravi a scuola…

Non sono stupido, so che sono cose importanti, non a caso lavoro per averle nella mia vita. Ma so che non sono quelle a renderti felice. Mettere in fila le cose e agire in funzione di ciò che conta veramente per te ti rende felice.

Ecco perché poi riesci a goderti la casa grande, la macchina veloce e tutto il resto.

Lo so, sono ripetitivo. Ci ho scritto un libro a riguardo ma, visto che non è ancora chiaro a tutti, mi ripeto. Chissà che non riesca a convincere qualcuno prima o poi.

Grazie.

Claudio

 

P.S. Fai una cosa oggi. Fai qualcosa di importante che rimandi da tempo. Tipo passare un bel momento con qualcuno di caro. Non aspettare di aver fretta a farlo.

Lezioni dalle Dolomiti

By | Riflessioni

Mio padre diceva sempre che, fino a quando non avessi sciato in Val Gardena non sarei stato un vero sciatore. Aveva ragione. E un paio di week end fa l’ho capito.

Il comprensorio della valle più bella del mondo è davvero straordinario. Scio ormai da quarant’anni, l’ho fatto negli USA e nella maggior parte delle alpi europee, eppure non in Val Gardena, chissà perché.

Conoscevo queste montagne solo in versione estiva, per esserci venuto diverse volte con la mia famiglia, in ritiro con l’Olimpia e persino con la FIPAV.

La vista toglie il fiato. Montagne stupende a perdita d’occhio. Appena arrivi sulla cima di una, ne vedi un’altra con impianti stupendi, piste ben fatte e ben tenute. La gente è cordiale, si mangia e si beve bene.

Il sole era caldo, la neve bella e la temperatura perfetta. Visto che ero solo, per la mia giornata di sci/meditazione, ho preso la mappa delle piste. Eppure guardandola mi sono perso… e così ho deciso di lasciare che queste montagne prendessero in mano la mia giornata.

All’alba, in auto, avevo trovato un bellissimo biglietto di Nancy e delle bimbe. Mi auguravano una buona sciata, con le parole che solo loro sanno usare… Tralascio i dettagli, sono cose nostre… Le parole di chi ti ama e ti conosce bene.

Ho percorso piste qua e là e mi sono perso. Totalmente. Non è difficile in Val Gardena.

Ho persino messo la modalità “shuffle” nell’iPod, per lasciare che le canzoni arrivassero a caso, come le piste. Ho smesso di pianificare, di cercare di capire. Mi sono focalizzato sul godermi il momento, il sole, la vista, lo scivolare libero sulla neve.

Ho trovato a dir poco curioso il fatto che dopo tanti anni di sci e di vita, mi piacesse il fatto di essermi perso. Lo facevo spesso anni fa durante il servizio militare, andavo nelle belle città toscane e mi perdevo di proposito, per scoprire cose che non avrei mai trovato se le avessi cercate.

E così è stato in Val Gardena.

Ho lasciato che le Dolomiti mi guidassero. È stato un giorno perfetto.

Ad un certo punto, però, era arrivata l’ora di capire dove fossi per ritornare all’auto. Dopo aver cercato inutilmente di capire come fare, ho deciso di seguire l’istinto.

Ho preso una seggiovia veramente corta, cortissima: era quello il collegamento che cercavo. Ci giravo attorno da tempo, ma non lo vedevo.

Allora ho pensato che forse queste montagne, come in altre occasioni, il ghiacciaio e l’Oceano Pacifico, mi stavano insegnando qualcosa.

–       È arrivato il tempo di perdersi, di godersi il momento, anche se non sai dove stai andando (o pensi di non saperlo).

–       Quando devi ritrovarti, segui l’istinto: le mappe non sempre sono utili.

–       A volte il collegamento è breve, ci sei vicino ma non te ne rendi conto.

Spesso ci si mette un po’ a capire le cose. Magari tuo padre o qualcuno di vicino te le dice ogni giorno, ma se non sei pronto ad ascoltarle non le senti. Meglio tardi che mai, come si suol dire…

È buffo il fatto che cerchiamo di controllare tutto, cerchiamo di meritarci tutto, cerchiamo di avere sempre il controllo, per poi arrivare al punto di concederci il lusso di perderci, godere e vivere il momento.

Credo abbiano ragione il Dalai Lama e i grandi saggi. Forse la rendiamo più difficile di quel che dovrebbe essere. Io di sicuro l’ho fatto. Lo farò ancora, sicuramente. Noi esseri umani siamo così intelligenti ma anche così stupidi, a volte.

Dovrò tornare spesso sulle Dolomiti, così mi ricorderò di vivere sempre più giorni come questo. Ne vale la pena. Sono i giorni belli. Quelli da vivere. Mio padre aveva ragione anche questa volta.

E tu, come vivrai oggi?

Claudio

PS Se vuoi leggere gli articoli “Insegnamenti di un ghiacciaio” o “Lezioni dal pacifico” clicca sui titoli.

Persone straordinarie

By | Extraordinary

Oggi mi è capitato tra le mani un libro di Napeleon Hill, ci ho trovato come sempre tanta bella roba, e per soddisfare il mio bisogno di praticità e di poco tempo ecco alcune cose da ricordarmi e da ricordarti.

La domanda è sempre quella, cosa rende una persona straordinaria?

Qui ho trovato 11 caratteristiche:

1. Coraggio

Cito spesso il proverbio svedese “tutte le navi in acque calme hanno un buon capitano”.

Il coraggio è quel sentimento (perché ricordiamoci che è un’emozione) che ti permette di affrontare le cose che ti fanno paura. Questo ti porta a crescere, migliorare e avere risultati che chi rinuncia non ha.

2. Autocontrollo

La parole in se non mi piace, è impossibile controllarsi (almeno io non ci riesco).

Le emozioni non sono da controllare, sono da gestire, da utilizzare.

L’altro giorno a Radio 24 ero sorprendentemente emozionato, nonostante gli anni e l’esperienza il cuore ha iniziato a battere forte.

Bello! Sono vivo, ho pensato e sono ancora appassionato.

Cerca di gestire le emozioni e di usarle per vivere meglio e quando perdi il controllo riprendilo e chiedi scusa se nel frattempo hai fatto danni.

Poi più coraggio avrai nell’affrontare situazioni difficili più diventeranno facili.

3. Senso di fairness

E’ difficile da dire in Italiano, non intendo giustizia ma essere giusti. Fare le cose con rispetto ed educazione, compreso difendersi e litigare.

4. Capacità decisionale

Decidere, che sport poco praticato! Decidere, prendere posizione, dire e fare quello in cui si crede.

5. Obiettivi

Fare quello che fai perché vuoi quello che vuoi.

6. Dare di più

Lo dicevano Ruggeri-Morandi-Tozzi, invece di dare quello per cui sei pagato dai di più.

Le persone straordinarie danno sempre un po’ di extra.

7. Modi piacevoli

Non si intende essere dei paraculi, ma piace a tutti aver a che fare con persone cortesi.

Quando hai fatto l’ultimo complimento così solo per il piacere di essere cortese?

Il Dalai Lama dice che la gentilezza è la sua religione.

8. Comprensione

Saper comprendere gli altri e saper comunicare che gli hai compresi (o almeno ci hai provato).

9. Cura del dettaglio

Sono sempre le piccole cose che fanno la differenza, sempre quei piccoli extra.

10. Respons-abilità.

Anche se non è colpa loro le persone straordinarie fanno qualcosa per migliorare: l’ambiente, la situazione, il processo, il mondo…

11. Lavoro di squadra

Sicuramente la chiave del presente e del futuro. Uniti si cresce meglio e di più.

Come amo citare spesso, all’interno della Tavola Rotonda c’era un’incisione “nel servirci l’un l’altro ci rendiamo liberi”.

Buon week end!

Claudio