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crisi Archives - Claudio Belotti

Gestire una azienda in un periodo di crisi

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Ogni periodo di crisi porta con sé problemi e opportunità e ogni azienda ha bisogno di organizzarsi rapidamente per affrontarli al meglio. La flessibilità in questi momenti è fondamentale, più l’azienda riesce a muoversi in modo coordinato e rapido e rimanere focalizzata sui valori, sulla visione e lo scopo che la guidano, più sarà facile uscirne rafforzati.

Non tutte le aziende hanno la capacità di fare questo. Per quale ragione? Sicuramente incide lo stadio di sviluppo dell’azienda. Come ho scritto nel mio libro più recente “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni le organizzazioni vivono nel proprio sviluppo diversi stadi di crescita. In ciascuno di questi stadi si osservano dinamiche differenti all’interno. Per questa ragione ho individuato nel “Prime” lo stadio di massima flessibilità ed efficacia: è il momento in cui tutto gira alla perfezione.

E come si fa a mantenere questa condizione? Ci sono diversi modi. Durante una crisi si possono prendere in considerazione alcune misure per cercare di trasformare il momento difficile in una occasione di crescita e sviluppo e portare l’azienda nel suo “Prime”.

Per iniziare bene bisogna tenere in considerazione tre elementi fondamentali (più uno):

Quando ricevi il primo colpo, rialzati subito

Ogni organizzazione, ogni azienda o gruppo di lavoro sperimenta battute d’arresto. Può capitare per momenti di congiuntura economica sfavorevole, una crisi sistemica o locale, mancati rinnovi di contratti. Se il negativity bias – il pregiudizio di negatività che ci porta a pensare che le cose negative abbiano un impatto maggiore di quelle positive – prende il sopravvento, questi momenti possono spesso oscurare ciò che sta andando bene. Il modo migliore per combattere questi momenti è fare regroup e refocus. Riunirsi e rifocalizzare l’attenzione su ciò che va bene: festeggiare subito ogni piccolo progresso fuori dal pantano, ogni piccola vittoria, anche un colpo di fortuna. In questi casi è fondamentale individuare chi persevera nel proprio negativity bias: la loro negatività può essere contagiosa. In questi casi è fondamentale aiutarli a cambiare il loro atteggiamento e spostare il loro focus più di frequente che con gli altri.

Coinvolgi chi trova problemi e invitalo a elaborare soluzioni

Tanto in condizioni normali quanto in condizioni di crisi le idee divergenti sono fondamentali per la crescita e l’innovazione. Eppure, alcuni leader hanno difficoltà a gestire chi solleva problemi. Per quanto sia comprensibile è importante fare una distinzione: chi solleva problemi tanto per farlo e chi solleva problemi per migliorare. In entrambi i casi la soluzione migliore è spingere all’azione queste persone. Chiedi loro di attivarsi per la soluzione del problema, chiedi loro di fare proposte o proponi tu una bozza di soluzione che loro possono sviluppare. Questo ti porterà tre vantaggi: il primo è che chi solleva problemi solo per il gusto di farlo, inizierà a perdere questo gusto. Il secondo è che chi solleva problemi per migliorare sarà contento di poter dare il proprio contributo. Infine, il terzo motivo è che contribuirai a creare dei leader nella tua squadra di lavoro, pronti a portare problemi ma anche idee e soluzioni.

Comunica con il tuo gruppo durante una crisi

Uno degli aspetti più importanti durante una crisi è la comunicazione. La comunicazione, soprattutto se fatta con il tono giusto, quello cioè capace di trasmettere calma, fermezza e direzione, è uno degli strumenti migliori di gestione della crisi. Come dice il mio maestro Anthony Robbins: in una crisi è importante sovracomunicare. Comunica spesso, anche se non hai notizie da segnalare, in modo che le persone sappiano che ci sei, che stai lavorando per loro: utilizza parole che dimostrino che ci sei, che stai agendo e sai cosa stai facendo, anche se non lo sa nessuno. Bisogna tenere informati tutti i collaboratori. È responsabilità del leader rimanere al passo con gli eventi mentre si svolgono, specialmente se si stanno evolvendo velocemente. Allo stesso tempo è importante passare in continuazione dal quadro generale al particolare. Cosa succede, in che modo ci riguarda, cosa possiamo fare a riguardo. Pensa in modo critico alla fonte delle informazioni. Aiuta i tuoi collaboratori a selezionare le fonti di informazione più affidabili e se serve crea un bollettino di aggiornamento con tutto quello che è importante sapere in modo da essere tutti aggiornati. In questi casi è importante aggiornare ora dopo ora le decisioni e tornare più volte sui piani, perché nessuno ha la soluzione migliore per ogni situazione: bisogna decidere, agire, verificare e ripartire.

Adotta una leadership flessibile

Non c’è uno stile di leadership che funzioni in ogni contesto: figurarsi in uno scenario di crisi! Potrebbe essere necessario aggiornare gli obiettivi man mano che emergono nuove informazioni o, in determinate circostanze, attenersi esattamente al piano qualunque cosa succeda. Lo stile di leadership dovrebbe farsi più flessibile più la crisi si complica: in base alle persone che stai gestendo, al contesto in cui stai operando e alle pressioni esterne che stai ricevendo. Per uscire da periodi di tensione come questi hai bisogno di consapevolezza e calma: se puoi medita e cerca le risorse dentro di te. Poi impara, adattati, decidi: le persone che gestisci sono lo specchio della tua leadership, cambia approccio quando serve e ricorda dove volete andare.

Infine, ricorda di praticare la gratitudine. Più la crisi si complica, più avrete bisogno di essere consapevoli delle cose importanti: finché si è vivi e in salute tutto passa in subordine. Quando tutto sembra sgretolarsi bisogna tornare alle sicurezze fondamentali. Bisogna pensare a stare bene e cercare di riposare il più possibile. La stanchezza annebbia i pensieri. Limitare la visione dei notiziari pieni di notizie che fanno paura e parlano di un futuro incerto allo stretto necessario: viviamo in un mondo fatto di notizie. Se succede qualcosa di importante, di davvero importante, lo sapremo. Il resto è superfluo. Molti collaboratori guarderanno ai propri leader per rassicurarsi. Ogni volta che devi comunicare calma e fermezza prenditi un minuto per mettere in pausa i pensieri e respirare. Pensa a ciò di cui hanno bisogno le persone alle quali devi parlare. Quali sono le loro preoccupazioni? Di cosa hanno bisogno nell’immediato? È possibile esprimere con fiducia anche il dubbio e comunicare l’incertezza generale con la sicurezza di sapere cosa c’è da fare nel particolare.