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correre Archives - Claudio Belotti

Dimmi con chi vai…

By | Riflessioni

Ero fiero dei miei 10 km di corsa. La distanza era più che dignitosa per uno come me che detestava correre. Infatti non ho mai corso, se non per un breve periodo perché obbligato dal mio Maresciallo alla Folgore.

Da buon bergamasco posso stare ore in bici, ma correre? Noooooo.

Poi ho iniziato ed effettivamente mi piace. Non tanto l’atto in sé, mi piacciono le sensazioni prima, durante e dopo. Anche il concetto mi piace; se l’uomo non avesse iniziato a correre, non si sarebbe mai evoluto.

E così, ho incominciato. Prima con fatica, e poi anche.

La differenza è che all’inizio la fatica arrivava al 300simo metro, poi sempre un pochino dopo. Come tutte le cose, più la fai e meglio ti viene. Questa in particolare, se salti qualche uscita ti manca pure. Così è diventata un’abitudine.

Non voglio diventare un esaltato, come quelli che non parlano e non fanno altro. Però è diventata parte della mia vita. Esco poche volte, ma regolarmente e finalmente ero arrivato a un numero di chilometri che potevo dire in pubblico senza vergogna.

“Sai, faccio 10 km quando esco adesso” ho detto orgoglioso di me. “Ah, sì a quanto vai?” mi chiede. Dico la velocità e lui risponde, “bravo, stai migliorando, certo potresti aumentare il ritmo, tieni conto che quello che hai adesso è quello di un barboncino…”.

Un barboncino?!?

Mi è tornato alla mente il famoso Maresciallo di Pisa, che ci incitava perché andavamo “al passo della donna incinta”, mentre noi pensavamo di sputar sangue.

Ci sono persone che non farebbero 10km nemmeno in motorino. Altre, fanno maratone come io faccio vacanze. Il mondo è bello perché è vario.

Una cosa però mi è sempre più chiara. Le persone che frequenti ti influenzano, perché ti aiutano a definire il tuo standard.

Ricordo tornato dai miei anni negli USA, l’istruttore della palestra di Bergamo che considerava la fase di riscaldamento della mia scheda di allenamento, troppo impegnativa. Infatti, l’aveva fatta un ammmerricano.

È tutta una questione di standard, come dice spesso il caro Robbins.

Da una ricerca che presento nel mio ultimo audiobook (che è primo su iTunes!), si evince ancora una volta, che ognuno la pensa a modo suo. Ci sono papà-manager che sono felici di passare almeno due sere alla settimana a casa, altri che se ne passano due fuori si sentono in colpa con la famiglia.

Come dicevo, la vita è bella perché è varia.

Il trucco? Definisci i tuoi standard e per le cose che contano per te, circondati di chi li alzerà.

È un concetto antico, già detto e sentito e purtroppo ancora poco capito.

Vale la pena ricordarselo.

Love on ya!

Claudio

 

P.S. Non corro più da barboncino 🙂

 

 

 

 

 

 

 

Modo di porsi

By | Riflessioni

Abbiamo da poco finito l’NLP Practitioner, il corso di PNL che rimane più nel cuore.

Più passa il tempo e più capisco cosa dice sempre Bandler. La PNL non è una metodica, né una serie di tecniche, (non è stata inventata per vendere, manipolare, avere ragione, cuccare o altro…) è un modo di porsi verso le cose, verso la vita.

L’altro giorno sono andato a correre al parco Sempione. Stava facendo buio, iniziava anche a fare freddo ma io, come molti altri, ero risoluto a muovermi. Ho fatto solo 8 km e, sapendo che molti miei amici avrebbero fatto la maratona di NYC, mi sono sembrati davvero pochi; pensare che ad agosto dopo i primi 800 metri guardavo già quanto avevo fatto, perché volevo fermarmi. Come cambia il modo di pensare!

Nei vari giri del parco ho visto tante persone e tante realtà: fidanzatini che si baciavano, nonni con i nipotini, persone indaffarate, corridori… Mi hanno colpito alcuni pensionati che giocavano a bocce. Due gruppi, in uno dei due c’era questo anziano signore con la bombola d’ossigeno sul carrellino! La portava con sé, per poter respirare attraverso la mascherina che aveva addosso. Uno spettacolo!

Pensavo tra me e me… invece di starsene a casa ad aspettare di passare a vita migliore, eccolo qui a godersela con la sua bombola d’ossigeno. Chissà cosa dicono i suoi figli e parenti. Lo supportano, lo sgridano…? Chissà…

Una delle ragioni per le quali vado a correre è che vorrei evitare la bombola d’ossigeno o altre cose simili. Prima o poi il mio fisico andrà in decadenza, ma vorrei fosse il più tardi possibile.

Ci sono cose che non puoi cambiare, però puoi cambiare come ti poni verso di esse e come le gestisci.

Se mi conosci anche solo un po’ sai che non sono un talebano. Non sono dell’idea di stravolgere tutto adesso.

A mio avviso basta fare poco, ma farlo. Non serve correre la maratona, basterebbe fare le scale invece che prendere sempre l’ascensore. Basta essere attivi invece che passivi.

Se un anziano può andare in giro con la sua bombola d’ossigeno per fare il tifo alla partita di bocce dei suoi amici, tu ed io possiamo sicuramente fare qualcosa di più.

La vita è ingiusta. Lo è anche il mondo e lo sta diventando sempre di più. Purtroppo possiamo fare poco per cambiarlo, ma come detto, almeno possiamo fare qualcosa.

Possiamo cambiare modo di porci, essere proattivi, credere di poter fare la differenza, anche e soprattutto, nelle piccole cose.

Per esempio, le ricerche stanno dimostrando quello che le religioni di tutto il mondo dicono da millenni. Compiere semplici atti di gentilezza, anche verso sconosciuti, aumenta la felicità, la salute e il successo personale.

È vero non risolvi i grandi problemi dell’umanità. Il debito pubblico e la corruzione rimangono; l’inquinamento pure… ma almeno hai fatto qualcosa di buono e ti sei goduto la giornata.

Io terrò sempre a mente quel signore con la bombola sul carrellino. Per me è un grande leader, mi ha mostrato che il modo di porsi può cambiare tutto.

La bombola gli impedisce di giocare ma non di fare il tifo, né di stare con i suoi amici e di godersi la vita che gli rimane.

Spero di imparare bene da questo grande uomo.

Love on ya!

Claudio