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consigli Archives - Claudio Belotti

Tre consigli (più uno) per aiutare i tuoi figli a sviluppare la curiosità

By | In evidenza

Quando desideri il successo scolastico per i tuoi figli di solito tendi a concentrarti su di un aspetto specifico: l’impegno. Ti trovi magari più volte al giorno a pungolarli affinché si mettano sui libri e lascino stare tv, smartphone o tablet per qualche ora. E in molti casi è tutta fatica sprecata e hai la sensazione che manchi qualcosa.

Sappiamo infatti da diverse ricerche che in realtà sono tre i fattori chiave del successo scolastico. Oltre all’impegno e naturalmente all’intelligenza, i ricercatori sostengono che la curiosità – la famosa “mente affamata” di cui parla Steve Jobs nel suo famoso speech a Stanford – sia uno dei tre fattori determinanti per il raggiungimento del successo scolastico.

Per questo motivo, concentrarsi troppo sull’impegno alla fine non porta i risultati sperati. Dando per scontato che l’intelligenza appartiene a tutti i nostri ragazzi, è importante valorizzare anche il terzo fattore: la curiosità. E come si fa a fare questo? Vediamo insieme come si stimola e coltiva la curiosità.

Mostra interesse: appassionati alle passioni dei tuoi figli. Non si tratta di essere invadenti e toglierli i loro spazi ma di attivare un dialogo intorno alle cose che già li stimolano per andare più in profondità e magari fare qualche attività insieme correlata proprio alle passioni. Mostrare interesse e fare domande sincere su di una loro passione è sia un modo per dare il buon esempio – e la famiglia è il primo luogo di apprendimento – sia uno stimolo a raccogliere più informazioni e quindi a essere maggiormente curiosi.

Ogni tanto, sorprendili: magari spezzando una abitudine. Cambiare posto a tavola va benissimo o l’organizzazione dei mobili a casa. Magari puoi cambiare strada per andare a scuola o quando li porti a fare attività sportive. Oppure puoi prenderti un pomeriggio libero dal lavoro per andare a un museo, a una mostra o semplicemente a fare un giro in centro. Metti insieme una attività di svago con una che porti più contenuti.

Fai il gioco del “Se”: stimola la loro fantasia, suggerendo versioni o finali alternativi alle favole. Chiedi a loro di immaginare una morale della favola differente. In questo modo non stimolerai solo la fantasia ma anche un pensiero laterale, molto utile nella vita per adattarsi ai cambiamenti della vita e affrontare i problemi con un ventaglio sempre ampio di possibilità.

Infine, impara a raccontare solo una parte delle storie o rispondere solo in parte alle curiosità dei tuoi figli. Lascia lo spazio per le loro domande. Con i bambini molto piccoli è semplice: le loro raffiche di perché sono pressoché infinite! Quando i bambini diventano più grandi è più facile che si accontentino della prima risposta, quindi è molto importante rispondere in modo che abbiano voglia di scoprire di più su di un determinato argomento.

 

Nel dare, ricevi

By | In evidenza

Una ricerca intitolata “Nel dare, riceviamo” è stata la fonte di ispirazione per questo post. Come si legge nell’abstract, la ricerca prende l’avvio da una delle convinzioni più diffuse sulla concretizzazione dei traguardi personali e lavorativi che è “in genere, le persone che lottano per il raggiungimento degli obiettivi siano in cerca di consigli”.

Ciò che emerge da questa inchiesta invece è stupefacente: gli individui in difficoltà sono stati più motivati ​​a dare consigli che a riceverli. Una semplice ma potente intuizione. La maggior parte delle volte, quando le persone non fanno ciò che devono fare, ciò non accade per mancanza di informazioni. Il problema sembra piuttosto risiedere in quella che lo psicologo Albert Bandura chiama convinzione di autoefficacia.

Quando le persone non credono che riusciranno in qualcosa, sono più propense a non iniziare nemmeno. Dare loro consigli, il che corrisponde in sostanza a fornire loro delle informazioni, non fa nulla per aumentare questa fiducia in sé e nei propri mezzi. Al contrario, mettere queste persone nella condizione di dare consigli a coloro che si trovano in una situazione simile ha stimolato la fiducia e la convinzione di potercela fare.

Nella ricerca infatti è stata testata “l’ipotesi controintuitiva che le persone alle prese con deficit motivazionali traggono più beneficio dal dare consigli che dal riceverli. Fallire ripetutamente per raggiungere gli obiettivi può fiaccare la fiducia in sé stessi. Per una serie di motivi, dare consigli può ripristinarla”.

Tra questi motivi, troviamo ad esempio il fatto che ricevere la richiesta di consiglio aiuta a recuperare le risorse interiori – informazioni, abilità, comportamenti che hanno avuto successo in precedenza – e rende consapevoli del fatto che si è in grado di fare qualcosa, portando a galla proprio la convinzione di autoefficacia.

In conclusione, emerge che la fiducia nelle proprie capacità, la convinzione di autoefficacia, può essere un fattore di successo ancor più potente nel perseguimento dell’obiettivo, rispetto all’abilità effettivamente necessaria per conseguirlo. E per credere fino in fondo in sé stessi è fondamentale mettersi in gioco e disposizione, soprattutto nei confronti delle altre persone: nel dare, ricevi.