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L’importanza di riconoscere le vittorie

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Il limite più grande che come persone, come esseri umani, ci troviamo a dover affrontare è quello della nostra percezione. In PNL o Programmazione Neuro-Linguistica sappiamo che la mappa non è il territorio e cioè che la realtà viene filtrata (generalizzata, distorta o cancellata) dai sensi con i quali percepiamo il mondo e dai bìas cognitivi che ci fanno interpretare queste percezioni. Questo avviene in ogni ambito e nel campo della performance è ancor più evidente.

Spesso infatti più le persone sono capaci di produrre risultati meno si rendono conto dei loro progressi, delle loro vittorie. Capita tanto nello sport quanto nel lavoro. Succede a persone normali e a manager affermati o dirigenti di perdere la sensibilità per quei successi che è invece fondamentale riconoscere per il benessere mentale e fisico.

Mi spiego meglio: se hai guidato in porto una grande operazione commerciale o finanziaria potrebbe succedere che ti sfugga quanto sei fortunato ad avere intorno a te una squadra, dei collaboratori che ti supportano e semplificano il tuo lavoro tutti i giorni. Non è neanche necessario andare su livelli così alti: la prima volta che hai preso una decisione per conto tuo nella vita o in azienda. Dopo, quante altre ne hai prese senza provare la stessa soddisfazione?

Lo sa bene ad esempio chi decide di fare il Coach per professione e sceglie di farlo attraverso la Extraordinary Coaching School. Parte del processo di formazione è legato al riconoscimento della crescita e alla sua celebrazione. Per scoprire il potere di questa pratica ti invito a partecipare a “Il Coaching secondo Claudio Belotti”: vivrai l’esperienza della crescita condividendo questo momento con altre persone fortemente motivate come te.

Se ci pensi infatti, celebrare le vittorie è una forma di gratitudine. Molte vittorie le diamo per scontate come diamo per scontato un tetto sulla testa, l’acqua corrente, il cibo che sono aspetti della vita tutt’altro che scontati per una consistente parte di umanità. Celebrare significa anche restare umili, riconoscere la fortuna oltre che l’impegno che ti ha portato a conseguire quei risultati.

Quali sono le vittorie quotidiane che oggi stai dando per scontate? Quali sono quelle che meritano di essere celebrate?

Piccolo manuale di conversazione domestica

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Spesso ci si ritrova a tavola, come famiglia e ci si arriva magari a sera stanchi con la testa altrove. Chi sbircia il telefono, chi vuole guardare la televisione, il telegiornale o i cartoni animati. Ognuno prende il suo posto e fa quello che è abituato a fare a tavola. A lungo andare questo cancella l’abitudine al dialogo.

Si parla poco distratti ognuno dai propri pensieri. Eppure, quel momento in famiglia può essere una bellissima occasione per godere del tempo insieme. Sviluppare una conversazione certo non è facile: se lo fosse lo farebbero tutti e non staremmo qui a scriverne e a cercare idee per migliorare un aspetto fondamentale della relazione familiare.

Creare conversazioni è un divertimento e allo stesso tempo è utile farlo perché esse aiutano il tuo legame familiare e i tuoi figli a sentirsi parte integrante di qualcosa di più grande di loro, il che, a sua volta, può contribuire a renderli più forti, sicuri di sé e soddisfatti. Una bella forma di conversazione potrebbe essere incentrata infatti su ciò per cui ciascuno è grato. Condividere in famiglia le cose belle vissute durante il giorno dà una forza enorme.

E non serve aver ricevuto un ottimo voto o aver vinto una gara: è sufficiente riconoscere ciò che normalmente si dà per scontato. Si può partire dalle cose più semplici come l’amicizia a scuola con gli altri ragazzi, una gita scolastica, la scoperta dell’ultimo youtuber o di un nuovo cantante. Puoi chiedere se c’è qualche libro o film che ha visto che gli è piaciuto e che insegnamento gli ha lasciato. Mostra sincera curiosità e sospendi il giudizio: non è facile per nessuno aprirsi e sentirsi giudicato. L’occasione del pasto può aiutare a superare questa difficoltà di piccoli e grandi.

Un ultimo consiglio: se vuoi introdurre questa novità, puoi iniziare dall’aspetto di solito più formale del pasto. Il posto a tavola: per creare un nuovo presupposto e nuove regole, cambia l’approccio, cambia i posti a tavola. E fallo poi con continuità. Di tanto in tanto, scegli un posto differente. Fa bene a tutti guardare le cose da un punto di vista differente.