Tag

comportamenti Archives - Claudio Belotti

Come individuare una personalità tossica in ufficio?

By | Blog

Noi non siamo i nostri comportamenti. Dietro a ogni comportamento infatti c’è il meglio che una persona riesce a fare con le risorse che ha a disposizione. Detto questo, può capitare di incrociare sul proprio cammino persone che si sono fermate a un livello nel quale quelle risorse sembrano loro sufficienti e non sentono alcun bisogno di cambiare, crescere, migliorare.

In particolare, ciò accade – ed è particolarmente fastidioso – sul luogo di lavoro. Soprattutto nelle organizzazioni aziendali più vecchie e stanche i comportamenti di queste persone trovano maggior spazio e tolleranza perché magari coloro che li portano avanti sono cresciuti in quella azienda. Individuare lo stadio di sviluppo dell’azienda è molto utile e ti racconto come fare nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni per capire cosa spinge certe persone a comportarsi in un certo modo.

Queste sono proprio il tipo di persone che non puoi mandare all’inferno perché all’inferno ci sono già. E in qualche modo diventa necessario difendersi da questi loro comportamenti perché nessuna rabbia, nessun litigio, nessuna frustrazione le farà mai smuovere e anzi ti causerà dei danni, uno stress che non desideri né meriti. Così riconoscere le caratteristiche fondamentali di questi comportamenti ti aiuterà a vivere meglio.

Vediamo insieme alcuni comportamenti tossici e come affrontarli:

Parlano sempre dei loro problemi. I loro problemi sono sempre al centro delle conversazioni, soprattutto quelli economici. Se provi ad esporre loro i tuoi problemi, perché sei alla ricerca di un consiglio, ti dicono “pensa che io” oppure “e allora io che dovrei dire?”. Sono persone con le quali è sconsigliabile aprirsi e avere una conversazione franca.

Trovano sempre dei problemi. La caccia ai difetti di qualsiasi iniziativa è il loro sport preferito. Quando devi presentare un progetto e hai anche queste persone fra il tuo pubblico fai in modo di minimizzare il problema. Coinvolgili prima della presentazione per chiedere una opinione, una idea sui contenuti e permetti loro qualsiasi critica: i punti deboli correggili, i punti che ritieni di poter sostenere in ogni caso tienili e se nel momento della presentazione dovessero muovere queste obiezioni sarai già pronto.

Non si capisce cosa li soddisfi. Molto probabilmente si tratta di cose che non hanno a che fare con il lavoro perché verso il lavoro non hanno più alcun interesse o passione. Magari se li hai amici sui social network potrai aver notato come i loro post si concentrino su ciò che disprezzano, su ciò che non sopportano o che li fa arrabbiare. Ecco, questo è un segnale per evitare contatti lavorativi prolungati.

Affrontare l’incertezza

By | Blog

Uno degli aspetti più difficili che abbiamo affrontato in questa pandemia da Coronavirus è l’incertezza. Incertezza su quanto sia contagioso, incertezza circa il lavoro e l’economia. Incertezza sul futuro. E l’incertezza a suo modo è un virus. E sicuramente è contagiosa. Passa dalla paura per le notizie che sentiamo in tv che leggiamo su internet o sui giornali. Si moltiplica con la linguistica che utilizziamo e può scatenare in poco tempo una vera e proprio epidemia di paura.

La paura però è un meccanismo della psiche umana fondamentale. Ha il preciso compito di tenerci in vita. Quando qualcosa ci spaventa, attraverso la paura apprendiamo dei comportamenti che ci aiutano a evitare quello stesso pericolo in futuro. La paura ci fa reagire: per questo vivere nella paura è molto faticoso e stressante. Mentre al di là della paura si trova l’azione che è ciò che ci consente di essere proattivi, lavorare alle soluzioni, essere parte delle soluzioni. Per questo scegliere su cosa focalizzare l’attenzione, in questo momento è fondamentale.

Molte persone sui social condividono post che ritengono utili e lo fanno con buone intenzioni, senza magari rendersi conto che stanno spargendo notizie che non fanno altro che diffondere paura e incertezza. Immagina come se fossero i colpi di tosse della paura: nella realtà in questo momento ti esporresti a delle persone che tossiscono o starnutiscono? A meno che tu non sia un medico, obbligato dal lavoro che svolgi a correre questo rischio, non lo faresti. Più leggi la cronaca, più scorri le notizie o i notiziari in tv, più è probabile che ti prenda quella preoccupazione e che involontariamente tu la diffonda.

E proprio come un colpo di tosse o uno starnuto, spesso ciò che condividi online è quasi del tutto involontario, perché magari lo fai senza pensare. Ma uno starnuto può scappare, una condivisione puoi sicuramente controllarla. Ecco questo è il punto. Bisogna cerca di pensare a ciò che si fa. Pensare per conseguenze, soprattutto. Ciò che faccio, che effetti avrà sulle altre persone? Se a me fa paura, rabbia, mi crea dolore, lo farà anche con gli altri? Probabilmente sì. Per questo quando si condivide è meglio pensare a qualcosa che porti speranza e aiuti le persone a superare meglio questo periodo.

Proprio per questa ragione è necessario utilizzare il tempo a disposizione nel miglior modo possibile e mettere in pratica dei comportamenti che possono migliorare la vita anche dopo che tutto questo sarà passato.

Presta attenzione alle micro-abitudini per migliorare i tuoi comportamenti

I grandi obiettivi per la crescita personale – come “meditare un’ora al giorno”, “leggere di più”, “fare un’ora di corsa al giorno” – sono spesso meno sostenibili di quanto pensiamo. Parti piano, inizia in piccolo e poi cresci. Concentrati sui comportamenti più sostenibili e fallo per un tempo più lungo. Queste abitudini dovrebbero essere piccole come pillole da poter mandar giù al volo. Inizia a meditare per pochi minuti o leggere qualche pagina quando hai tempo. E in questo periodo in cui non si può uscire per andare a correre, cogli l’occasione per fare degli esercizi a casa. Inserisci questi micro-comportamenti nella tua routine quotidiana, valuta i tuoi progressi e incrementa gradualmente il tempo che gli dedichi.

Entra in contatto con la tua “calma”

Se uno degli obiettivi che vuoi realizzare è l’integrazione della meditazione nella tua routine quotidiana, puoi decidere di prenderti un momento di pausa di tanto in tanto e notare come ti senti quando sei calmo. Quando lo fai ti accorgerai che la calma si percepisce meglio dell’ansia. Sceglila come tua compagna: la calma è una scelta molto più gratificante rispetto alla paura. Più pratichi la calma e la meditazione, più diventerà la tua norma piuttosto che la tua eccezione. Inoltre, la calma, sebbene sia meno contagiosa della paura, ha un effetto positivo sulle altre persone. Notalo e usalo come ancora positiva per favorire il tuo stato di calma.

Vivi un giorno alla volta: ricordalo.

La nostra mente è programmata per pianificare il futuro. Nei periodi di incertezza nei quali il futuro non si può pianificare o è difficilmente pianificabile questo meccanismo genere preoccupazione. Quando noti che il tuo cervello sta iniziando a perdersi in pensieri e preoccupazioni per il futuro, fai una pausa consapevole e ricordati che si vive un giorno alla volta. E’ una situazione inedita che nessuno di noi ha mai fronteggiato prima. Fai quello che devi fare oggi, fai i tuoi esercizi, lavora da casa, fai le telefonate ai tuoi cari e poi prenditi cura di domani, nel momento in cui arriverà: domani, appunto. Per aiutarti a vivere bene questo periodo puoi scegliere ad esempio di utilizzare una agenda quotidiana nella quale inserire volontariamente a orari prefissati le attività che ti interessano. Affronta il giorno ora per ora, minuto per minuto e anche momento per momento se questo può aiutarti a mantenere la calma e tenere la mente ancorata nel momento presente.

Infine, ricorda che sapere che condividere l’incertezza può diffondere la paura ed è proprio per questa ragione che serve il tuo contributo positivo alla calma collettiva. Resta presente, resta calmo, diffondi fiducia.

3 comportamenti (particolarmente) dannosi in azienda

By | In evidenza

Qualche tempo fa ti ho parlato del valore (umano ed economico) che esprimono i dipendenti migliori, dei costi che deve sostenere una azienda ogni volta che se ne lascia sfuggire uno e dell’importanza di creare le giuste condizioni nell’ambiente di lavoro affinché tutti si sentano valorizzati al meglio delle proprie capacità.

In molti mi hanno scritto per chiedermi di approfondire l’argomento che è cruciale nella gestione di qualsiasi impresa e può presentare sfide simili tanto in una multinazionale quanto in una azienda di piccole o medie dimensioni. Alcuni comportamenti nella gestione del personale possono essere tossici e avvelenare l’ambiente di lavoro, portando i dipendenti ad allontanarsi e minare gli equilibri nelle organizzazioni.

Ci sono fondamentalmente 3 comportamenti che risultano particolarmente dannosi nella gestione del personale e che andrebbero evitati in ogni modo. Vediamoli insieme:

Eccesso di regole: qui non conta la dimensione dell’azienda, conta la mentalità dell’imprenditore o dei manager. Ogni azienda ha mille ragioni per stringere le maglie del controllo sui propri dipendenti per controllare tutto il controllabile e tracciare tutto il tracciabile. Intendiamoci: le regole servono. Allo stesso modo serve la flessibilità e lo smart working per molte aziende è una soluzione: meno controlli e dipendenti più responsabilizzati.

Poca comunicazione: questo accade molto di frequente. Si producono quantità di mail ginormiche e poi non ci si scambia una parola a voce e nascono equivoci. Oppure ci si affida a manager, dirigenti o capi reparto gelosi delle informazioni in loro possesso che rallentano o addirittura ostacolano la diffusione di idee e il lavoro resta indietro. Condivisione e trasparenza sono elementi fondamentali per far “girare” bene un’azienda.

Mancanza di leadership: ci sono molte ricerche e sondaggi, tanto a livello universitario quanto a livello di consulenza aziendale, che indicano nella mancanza di leadership una delle cause più evidenti del declino di molte aziende. Spesso questo è associato alla perdita di visione e di scopo nel lavoro della propria azienda. Alcuni manager tendono infatti a mettersi sempre al centro della scena, rubandola alla squadra. Oppure a rendersi invisibili abbandonando il gruppo a sé stesso. Una leadership chiara e lungimirante invece può fare la differenza e il successo di una impresa.