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claudio belotti Archives - Pagina 2 di 27 - Claudio Belotti

Dormici su

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Dormi che ti passa: e se lo dice l’Università di Berkeley ci si può fidare. Può sembrare banale ma la stanchezza è strettamente correlata all’aumento di stati d’ansia e la mancanza di sonno ne è un potente catalizzatore. E non è una questione di ore dormite ma di qualità del sonno. Ad una migliore qualità del sonno corrisponde un umore migliore e una vita più felice.

Arrivare a sera e giungere al meritato riposo è più semplice quando si trascorre bene anche il resto della giornata. Io credo che tutto inizi dal perché, da uno scopo ben definito che accende una passione. Quando alla mattina ci si sveglia con il desiderio di fare il proprio lavoro, di realizzare il proprio scopo, tutto è più semplice. Parti dallo scopo per individuare gli obiettivi che ti portano vera soddisfazione.

Nello studio realizzato a Berkeley si legge che “i ricercatori hanno scoperto che il tipo di sonno più adatto a calmare e reimpostare il cervello in ansia è il sonno profondo, noto anche come sonno a onde lente con movimento non rapido degli occhi (NREM), uno stato in cui le oscillazioni neurali diventano altamente sincronizzate e diminuiscono sia la frequenza cardiaca e che la pressione sanguigna.”

Per ottenere più facilmente questo stato, i ricercatori offrono 5 consigli utili per una notte di sonno ristoratore:

  • Vai a letto e svegliati alla stessa ora ogni giorno, anche dopo una brutta notte di sonno o nel fine settimana.
  • Mantieni fresca la temperatura della tua camera da letto; circa 18 gradi centigradi sono ottimali per raffreddare il corpo verso il sonno. Indossa dei calzini se hai i piedi freddi.
  • Un’ora prima di andare a dormire, abbassa le luci e spegni tutti gli schermi ei dispositivi elettronici. Le tende oscuranti sono utili.
  • Se non riesci a dormire, alzati dal letto e fai qualcosa di tranquillo e rilassante finché non torna la voglia di dormire. Quindi torna a letto.
  • Evita la caffeina dopo le 13:00 e non andare mai a letto brillo. L’alcol è un sedativo e la sedazione non è il sonno. Blocca anche i sogni del sonno REM, una parte importante del ciclo del sonno.

Infine, il mio consiglio personale: per vivere una vita piena lavora ogni giorno per vivere in funzione della persona che sei, dei tuoi valori e soprattutto del tuo scopo. Tieni un diario della gratitudine da compilare ogni sera e se proprio non ce la fai a tenere un diario scritto sforzati prima di addormentarti di elencare almeno 5 cose (eventi, persone, situazioni) per le quali sei grato nella tua vita.

5 domande (e 5 risposte) sulla tua leadership

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Per costruire una leadership solida in azienda è necessario prendere in considerazione molti fattori. Il ruolo, ad esempio, oppure l’anzianità, il tipo di azienda e lo stadio di sviluppo di quest’ultima.

Lo stadio di sviluppo dell’azienda certamente è importante per determinare lo stile di leadership necessario: una azienda nel “Prime” avrà necessità di leadership molto differenti rispetto a quello che può avere una azienda in uno stadio più avanzato.

Per individuare e riconoscere lo stadio di sviluppo dell’azienda puoi leggere il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo modo sarà anche più semplice comprendere lo stile di leadership da utilizzare.

Per iniziare a costruire la leadership più solida secondo me è necessario rispondere affermativamente a queste 5 domande (e lavorare su quelle alle quali hai risposto negativamente):

Stabilisco obiettivi coerenti con le risorse a disposizione?

Gli obiettivi in un gruppo di lavoro possono essere una molla potente per spingersi tutti insieme verso un risultato positivo. L’importante quando si stabilisce un obiettivo – oltre alla chiarezza nel determinare il risultato – è la disponibilità di risorse. Un leader si occupa del suo gruppo affinché abbia sempre le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo. Ascolta i bisogni del gruppo, può essere molto semplice sapere di cosa ha bisogno.

Mi occupo della crescita degli altri come della mia?

I leader sono bravi a crescere. Sia quando si tratta di crescita personale sia quando si tratta di salire i livelli nell’azienda. Nella mia idea di leader, per essere tali è necessario portare con sé anche gli altri. Non tutti, non a prescindere. Un leader dovrebbe avere la capacità di individuare chi ha le caratteristiche, le qualità e la voglia di crescere. Per essere tale, il leader, ha il dovere di valorizzarle al meglio queste persone.

Fornisco una visione chiara?

I migliori leader sono presenti e trasparenti con il gruppo; raccontano in modo chiaro e tondo il vero stato delle cose. Anche quando le cose non sono così rosee, non lasciano vuoti. I leader autentici infatti forniscono anche una visione chiara che va oltre il momento presente. Ricordi quando abbiamo parlato della giusta misura della fiducia in sé? Basa la tua visione su strategie intelligenti, intuizioni derivate da dati e crea una narrazione coerente.

Riesco a valorizzare i traguardi?

Alcuni dei migliori leader che ho conosciuto avevano una capacità straordinaria di rendere noti gli sforzi e i risultati del proprio team. In questo modo il lavoro del gruppo non passa inosservato. Impegnati a condividere i risultati con il resto dell’organizzazione, alimentali con commenti personali e sponsorizza il merito di ciascun membro del team sottolineando in che modo il suo lavoro ha inciso sul raggiungimento dei risultati. Proprio come faresti in caso di insuccesso andando a cerca cosa non ha funzionato.

Costruisco un’autentica appartenenza?

Costruire l’appartenenza al team è sostanzialmente il frutto di tutte le attività precedenti: quando valorizzi i singoli e il gruppo, quando crei obiettivi e porti risorse, quando fornisci la visione per arrivare ai risultati. L’appartenenza al gruppo è uno stimolo forte che nutre il gruppo stesso e lo spinge verso traguardi ancora più importanti. Nello sviluppo di una azienda questo passaggio è fondamentale.

Migliora subito la tua comunicazione in pubblico con 3 semplici esercizi

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Quando qualcuno mi chiede come si fa a migliorare nel parlare in pubblico o come si diventa un oratore più coinvolgente chiedo alla persona di fare una cosa: scegli un oratore brillante, uno speaker che ti piace – può essere anche un attore che tiene un discorso durante una premiazione – e poi osservalo con attenzione. Cosa fa?

Se hai scelto bene lo speaker e decidi di osservarlo anche meglio scoprirai che parlare in pubblico è molto più che parlare. Probabilmente già lo sapevi o lo intuivi ma senza uno studio schematico delle azioni non avevi mai compreso la portata di questo complesso meccanismo.

Ed è proprio per questa ragione che il mio corso più venduto nelle aziende non si intitola “Parlare in pubblico” ma “Comunicare con il pubblico straordinariamente”. L’abilità infatti di parlare in pubblico non può prescindere dalla complessiva capacità di comunicare CON il pubblico. Significa sostanzialmente prendere qualcosa di naturale come la comunicazione – ciascuno di noi comunica in ogni momento – e dargli una direzione, una intenzione, una finalità consapevole.

In attesa di poter partecipare alla prossima edizione del corso (puoi vedere QUI il calendario) puoi scegliere di dedicare del tempo a migliorare la tua comunicazione con 3 semplici esercizi:

  • Pensa a ciò che stai facendo come ad una opportunità. Una opportunità per esprimere te stesso, per chiarire un concetto, per dare un messaggio. Comunicare con il pubblico, con le persone, è una delle cose più belle. Comunicare un messaggio è un privilegio.
  • Preparati. Questa dovrebbe essere la base per qualunque attività e forse proprio per questa ragione a volte viene data per scontata. La preparazione può fare la differenza. Esercitati di fronte a qualcuno o di fronte a una videocamera e raccogli dei feedback (qualificati) per migliorare.
  • Il pubblico è con te. Soprattutto se ciò che gli dici può essere può essere di suo interesse o d’aiuto. Cosa stai dando al tuo pubblico? Quando prepari un discorso – che sia una vendita o un aggiornamento ai colleghi dell’ufficio – assicurati di dare qualcosa, un valore percepito come tale da chi ti ascolta.

Quali occasioni utilizzerai adesso per allenarti?

Qual è il vantaggio principale dell’avere obiettivi chiari?

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Stabilire degli obiettivi chiari non significa solo stabilire la meta. Quando facciamo insieme la definizione degli obiettivi individuiamo anche le risorse necessarie per raggiungerli, la motivazione che ti porterà lì e visualizziamo la persona che sarai una volta raggiunti. Oggi come oggi esistono molti metodi semplici per stabilire degli obiettivi. Il metodo più semplice? L’ho raccolto in questo ebook che puoi scaricare gratuitamente e con il quale puoi lavorare da solo sulla costruzione efficace di un obiettivo.

Ma si può fare di più. Tu puoi fare e avere di più. La grande differenza che ottieni quando partecipi al webinar “Obiettivi! Special Online Edition” è la stessa che passa fra entrare in macchina di corsa e in ritardo,  impostare la destinazione sul navigatore e partire (con tutte le difficoltà del caso, le indicazioni non chiare, le uscite che salti, gli autovelox nascosti, i pedaggi, i rallentamenti imprevisti); e stabilire il giorno prima del viaggio la strada, verificare quali strade ti consiglia il navigatore e quali invece vorresti percorrere tu, sapere quanto ti costerà, fare il pieno e prepararsi una scorta di acqua e cibo se il tempo in coda dovesse prolungarsi.

Un viaggio, anche un’avventura, necessita di preparazione perché se conosci bene la meta da raggiungere e hai un’idea – anche vaga – della strada puoi goderti la trasformazione e concentrarti su ciò che conta di più per te. Per fare questo è utile sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità. In attesa di vederti online a “Obiettivi! Special Online Edition” (clicca sul link per riservare il tuo accesso) ti offro 3 consigli utili per sviluppare le caratteristiche necessarie:

Prenditi cura di te: se vuoi sviluppare resistenza, resilienza e flessibilità hai bisogno di stare bene. È un benessere complessivo che riguarda corpo e mente. Quando programmi il tuo viaggio puoi pianificare le risorse che ti serviranno per affrontarlo. Assicurati di mettere insieme tutte le risorse necessarie (e di lasciare quelle che non servono).

Scegli i tuoi compagni di viaggio: da solo puoi andare veloce, insieme potete andare lontani. Dipende cosa stai cercando in questa fase della tua vita. In ogni caso se hai con te delle persone speciali, molto probabilmente desideri portarle con te. L’ecologia di un obiettivo si misura nella sostenibilità del risultato. Quando programmi un obiettivo puoi vedere prima cosa otterrai e sapere se è proprio ciò che vuoi.

Nutri la tua forza di volontà: ogni obiettivo prima di essere raggiunto nella realtà è raggiunto nella mente. Lavorare sugli obiettivi ti aiuta a trovare la motivazione necessaria per andare dove desideri. Nutri questa forza di volontà quando non hai voglia di alzarti, di lavorare o di allenarti prendi quel desiderio e utilizzalo per sfidarti. Fai ciò che devi e otterrai ciò che vuoi.

3 qualità che ti rendono naturalmente un leader

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In che modo puoi diventare il leader che desideri essere? È possibile che mentre tu ti poni questa domanda tu sia più vicino di quello che pensi all’idea che hai in mente. Forse non ti sei mai soffermato abbastanza sulle qualità che già possiedi. Molte persone ad esempio hanno doti innate da Coach e non lo sanno. Pensa a quale potenziale potresti liberare se conoscessi meglio te stesso e i tuoi talenti.

A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti insegnerò le competenze dei Coach più importanti al mondo e ti spiegherò come puoi ottenere il meglio dai tuoi talenti e nell’espressione della tua leadership. Nel frattempo, in attesa del 29 ottobre quando ci vedremo a Milano, ti invito a scoprire 3 qualità che ti rendono naturalmente un leader:

Adatti la realtà alla tua visione. L’acqua trova il suo percorso e quando non lo trova lo crea. Così un leader si adatta con flessibilità alla realtà nei comportamenti e porta avanti in modo chiaro e incessante ciò che lo ispira. Se Steve Jobs o Gandhi non avessero tenuto fede alla propria visione oggi non sarebbero ricordati – tra le altre cose – come due straordinari esempi di leadership. E come loro molti altri: chi lavora per realizzare il suo scopo è naturalmente un leader.

Prendi decisioni in modo costante. La maggior parte delle volte non avrai tutte le informazioni che vorresti avere per poter decidere ma devi comunque andare avanti e operare una scelta. Cosa fai? Non si tratta di lanciare una moneta. Si tratta di ascoltare le proprie sensazioni e prendere la migliore decisione che puoi, nel minor tempo possibile. Una decisione rapida significa un risultato veloce e se il risultato non è soddisfacente c’è sempre tempo per correggerla.

Fai (anche e soprattutto ciò che dici). Un tratto fondamentale del leader è la capacità di dare forma ai propri pensieri. Soprattutto quando questi pensieri vengono espressi ad alta voce. Gli annunci sono belli ed emozionanti. Poi bisogna passare ai fatti. Meglio ancora se annunci dopo aver fatto, in alcuni casi. Si tratta di costruire fiducia e la fiducia non si costruisce semplicemente con le parole. Si costruisce attraverso l’esperienza di una promessa fatta e poi mantenuta.

Quali sono secondo te le altre qualità che individuano naturalmente un leader?

Preparati a raggiungere i tuoi Obiettivi!

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A settembre torna Obiettivi! in una veste speciale: “Obiettivi! Online Special Edition”. In che modo ti puoi preparare al meglio a partecipare al webinar che ti aiuta a trasformare la tua vita e a realizzare i tuoi obiettivi?

Se ami come me lo sport saprai certamente che l’allenamento – fisico e mentale – è fondamentale. Quando ci vedremo a settembre a “Obiettivi! Online Special Edition ti mostrerò come tenere alta la motivazione ed essere preparato ad affrontare tutte le sfide che si pareranno di fronte a te lungo la via per il tuo obiettivo.

Nel frattempo, puoi utilizzare queste settimane di estate, magari di ferie, per iniziare a sciogliere i muscoli della motivazione e prepararti ad affrontare la trasformazione che desideri. Con 5 semplici passi:

Definisci il tuo scopo: inizia a pensare sin da ora a qual è lo scopo nella tua vita. A “Obiettivi! Online Special Edition” affronteremo la questione in dettaglio. Adesso comincia a tratteggiare i contorni di quello che è e dovrà essere il tuo faro, la tua guida. Quando fai fatica a fare il passo successivo, lo scopo sarà lì a ricordare a te stesso perché è importante andare avanti.

Gestisci la stanchezza: quando sono stanco per fare il mio allenamento di corsa, faccio sempre un chilometro in più. Accogli la fatica, prenditi cura del fastidio che provi o della mancanza di voglia. Affronta la paura o le ansie di situazioni complesse e portale con te oltre la difficoltà stessa. Mostra loro che c’è una soluzione e che tu sei in grado di trovarla.

Fai qualcosa di difficile: e fallo almeno una volta a settimana. Non è necessario che sia qualcosa di strano o insolito. Se ti va di fare bungee jumping perché ti porta fuori dalla tua area di comfort, fallo pure. Io sto parlando di quelle difficoltà quotidiane: parlare con il vicino impiccione in modo gentile, alzarsi prima per andare a correre, presentare la tua idea in ufficio quando sai che è la più complessa. Trova il modo.

Dai risposte: a te, agli altri. Non creare scuse, trova le ragioni. Analizza ciò che fai quando sbagli e trova il modo in cui puoi correggere ciò che non hai fatto bene. Assumersi la piena responsabilità per eventuali mancanze è il primo passo. Affronta e riconosci i tuoi errori, puoi imparare da essi ed evitare di ripeterli in modo da poterne fare sempre di nuovi.

Scopri che avevi torto: quando pensi di non farcela è il momento giusto per dimostrare che ti stai sbagliando. L’anno non sta andando bene dal punto di vista economico? Le vendite sono in calo? Pensi che non riuscirai a centrare l’obiettivo di fatturato o di vendita? Stare fermo a guardare le tue cattive aspettative realizzarsi, non serve a nulla. Agisci, trova il modo.

Gestire in modo più efficace le priorità di lavoro

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Quante volte ti sarà capitato di prendere più lavoro di quanto ne potessi umanamente gestire? Preparati al ritorno in ufficio a settembre in modo da gestire meglio il tuo carico di lavoro! È necessario sviluppare i giusti anticorpi per difendersi dalle continue richieste e fare in modo di renderle gestibili.

Per fare questo è necessario imparare a gestire tanto le richieste insistenti o pressanti del proprio capo quanto gli ordini dei clienti, le loro necessità e le promesse fatte al momento di definizione del contratto. La gestione del tempo e del carico di lavoro passa sempre da una efficace gestione di sé.

Per questa ragione è necessario, quando si riceve la richiesta di prendere in carico ulteriore lavoro, porsi 3 domande chiave per stabilire se rispondere sì o no:

Quale risposta mi avvicina di più al mio scopo? Lo scopo è un faro, una guida quando hai bisogno di sapere la direzione in cui andare. A volte si decide di prendere un lavoro perché ci soddisfa economicamente ma ci allontana dal nostro scopo. Se questo avviene troppo di frequente il lavoro stesso inizia a diventare un peso.

Qual è il costo di ciascuna risposta? Questo è un modo molto pratico di affrontare la questione. Se rispondi sì quali carichi di lavoro avrai? Quali vantaggi? Quali nuove competenze o risorse? E se rispondi no? Quali problemi dovrai affrontare? A chi sta dicendo no? Quale esperienza stai evitando? Per quale ragione?

In che modo puoi trattare? A volte non è tutto sì o no. Quando ricevi la richiesta di svolgere un lavoro puoi pensare se in questa richiesta c’è un margine di trattativa. Se hai chiari i tuoi obiettivi (e il tuo scopo) puoi sempre proporre una alternativa. Il punto è offrire il supporto in un altro modo che non richieda di svolgere effettivamente molto più lavoro.

3 semplici modi per superare le incertezze di fronte a un cambiamento lavorativo importante

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Ognuno dovrebbe sempre avere a portata di mano dei piani di riserva – anche solo delle bozze – dai quali partire in caso di necessità o meglio ancora da poter utilizzare quando vuole passare da un lavoro (ad esempio da dipendente) a un altro (magari da libero professionista) che gli permetta di essere indipendente lavorativamente ed economicamente, da subito. L’estate è il momento migliore per iniziare a pianificare il tuo piano B e in questo post ti racconterò 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante.

Quando poi arriva l’autunno bisogna iniziare a dare una forma a questa pianificazione e il modo migliore per farlo è a “Obiettivi! Special Online Edition” che quest’anno straordinariamente si svolgerà online per permettere al gran numero di partecipanti di poter vivere questa esperienza fondamentale. Infatti, di anno in anno sono tante le persone, uomini e donne, che scelgono di tornare a questo workshop per definire il loro futuro e tante più quelle che scelgono di aggiungersi per scoprire come fare la differenza nella propria vita.

A “Obiettivi! Special Online Edition” avrai la possibilità di trasformare un sogno o un’idea in un piano. Qual è la differenza? Un piano prevede delle tappe, delle fasi di sviluppo da un punto iniziale fino a un punto d’arrivo. Con “Obiettivi! Special Online Edition costruisci i presupposti di motivazione e pianificazione che ti servono a rendere reale il tuo piano e realizzarlo attraverso tutte le incertezze che ci aspettano per i mesi a venire.

Iniziamo subito a vedere quali sono 3 semplici modi per superare le incertezze quando si pianifica un cambiamento lavorativo importante:

Pianificazione: pianificare è utilissimo, se sai come farlo. A “Obiettivi! Special Online Edition” non solo pianificherai ciò che hai in mente ma imparerai ad applicare il metodo in autonomia. Pianifica con cura i passi che ti porteranno verso l’indipendenza economica, il lavoro in proprio, la creazione della tua azienda. E ricorda il segreto di ogni buon piano è che può essere sempre modificato, soprattutto se hai il vantaggio di non esserci dentro al 100%.

Comunicazione: definisci e impara a comunicare i tuoi punti di forza. Ai clienti piace sapere che sei abbastanza stabile da produrre prodotti o servizi validi e affidabili. Ma questa prova è difficile da fornire quando non puoi stimare completamente quanto lavorerai. Impara a valorizzare bene tutto ciò che hai a disposizione: prima fra tutte l’esperienza, le soluzioni che offri, i problemi che risolvi (tu nello specifico o il tuo servizio, il tuo metodo, il tuo prodotto).

Azione: il bello dei piani B è che possono essere messi in pratica in piccolo, in ambiente controllato, puoi testare soluzioni differenti prima di fare il grande salto. Puoi utilizzare la fase di start up per farti conoscere e creare un giro di clienti fidelizzati e farti recensire da loro. Il passaparola resta ad oggi uno degli strumenti migliori per far crescere un’impresa e farla andare arrivare al punto che desideri, al punto in cui non sarà più un piano B ma diventerà il tuo piano A.

3 semplici strategie per nutrire il tuo successo

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“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta.” Winston Churchill.

Il successo si crea giorno dopo giorno e giorno dopo giorno si nutre e si mantiene tale. Non esiste un successo che sia definitivo, per sempre. Esistono atti eroici, opere d’arte, idee di successo che mantengono la loro fama per lungo tempo ma il successo personale, cioè la capacità di far accadere le cose, è qualcosa che bisogna rinnovare attraverso l’impegno.

Se ti sei mai domandato cosa rende tale un leader di successo o cosa trasforma un Coach in uno straordinario o ancora un imprenditore, la risposta la troverai alla fine di questo post. Oltre all’impegno costante infatti è utile sviluppare altre capacità e per farlo ci sono 3 semplici strategie:

Sii consapevole del tuo potenziale: per mantenere il successo è necessario avere la consapevolezza che puoi sempre migliorare. Fai in modo di affrontare spesso nuovi compiti, nuove sfide, nuove attività e ricorda che probabilmente quando lo farai non sarai sufficientemente bravo per farlo al meglio. Prendi nota degli errori, cerca feedback qualificati, metti in discussione ciò che fai.

Credi in ciò che fai e amalo: il successo non è frutto del caso. Si costruisce, si accresce e si sviluppa la propria capacità di produrre risultati. Questo significa che ciò che fai rappresenta qualcosa di più per te, qualcosa di più della semplice attività. Nel successo ha sempre un ruolo chiave lo scopo e tu puoi ottenere risultati duraturi quando scopri perché fai quello che fai e lo ami.

Sii caparbio quando serve: quando hai una idea nella quale credi al 100% è il momento buono per mettere da parte la flessibilità e puntare i piedi. È importante rimanere flessibili perché per costruire la propria fiducia bisogna sapere che ci si può flettere e adattare a ciò che il momento richiede. Allo stesso tempo questa flessibilità va portata ad un livello superiore quando trovi l’ispirazione, il progetto in cui credi fino in fondo. Fidati del tuo istinto e realizza ciò che ha significato per te.

7 abitudini per essere produttivo come desideri

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Il successo è questione di abitudine. O meglio di abitudini. Se mi conosci e mi segui sai che per me successo è il participio passato del verbo succedere. Una persona di successo è una persona in grado di far succedere ciò che definisce, progetta e mette in azione.

Questa è una delle qualità fondamentali del leader. Per acquisirla è necessario sviluppare abitudini – alcune sono molto semplici – per fare di più e meglio e soprattutto trasformare in realtà i sogni, i desideri, i pensieri.

Per farlo è necessario tenere la mente libera e focalizzata, prendere decisioni in modo rapido e divertirsi. Scopriamo insieme allora quali sono 7 abitudini per essere produttivo come desideri:

  1. Se puoi farlo subito, fallo. Come ho scritto poche righe più su, una mente produttiva è una mente focalizzata, cioè libera da task che rubano energia e memoria. Come quando lavori al computer e hai tante schede aperte, tanti programmi che girano contemporaneamente. Se sai che devi fare qualcosa ma non individui un momento per farlo, quel pensiero continua a girare nella mente. Se è un compito breve o brevissimo evadilo subito. Se richiede più tempo programmalo.
  2. Programma la routine. Se hai dei programmi di lavoro fissi stabilisci come e quando svolgerli. Riserva del tempo ogni giorno per leggere riviste specializzate del tuo settore, rispondere alle e-mail e lavorare su progetti. Avere una routine di lavoro e renderla efficiente sono due cose diverse. Più organizzi ciò che è prevedibile e ripetitivo più sarai in grado di gestire gli imprevisti.
  3. Salva in bozza. Ho dedicato a questo argomento un intero post pochi mesi fa. Questo è uno di quei consigli che possono cambiarti la vita: prima di mandare una mail, salvala nelle bozze. Meglio ancora: quando scrivi una mail non mettere mai gli indirizzi del destinatario o dei destinatati mentre stai scrivendo. Se dovesse partire per sbaglio incompleta faresti una pessima figura. E se il tono della mail fosse influenzato dal tuo stato in quel momento? Meglio pensarci su. Salva in bozza.
  4. Quando sei in stallo, cerca ispirazione. Può essere il passo di un libro, una canzone, una pagina Facebook o Instagram nella quali cercare ispirazione. Quando perdi la concentrazione non perdere l’occasione per capire che la tua mente è satura. Fermati 5 minuti, ritrova il focus, l’ispirazione, la concentrazione, facendo ciò che ti fa stare bene. Alzati a fare quattro passi, meglio ancora all’aria aperta.
  5. Ascolta nuova musica. La vecchia musica sai già che effetto ti fa e la puoi scegliere per darti la carica, per ritrovare il mood giusto, come ancora per tornare allo stato desiderato. Quando ascolti nuova musica scopri invece nuovi mondi, nuove idee, nuove parole (se le ha). Esplorare nuova musica è anche occasione per nuove conoscenze o nuove conversazioni con persone che già conosci. Ascolta musica, buona.
  6. Fai esercizio. O meglio: muoviti. Non devi diventare uno sportivo ma ogni tanto è meglio se metti in circolo un po’ di endorfine. Una bella corsa a inizio o a fine giornata. Una nuotata se ne hai la possibilità. Ossigena il cervello, brucia le calorie che hai accumulato stando fermo al tuo desk, alla scrivania o più in generale in ufficio.
  7. Fai l’elenco di ciò che è andato bene. A fine giornata in particolare lascia andare ciò che è successo. Libera in particolare le cose belle. Lascia che prendano spazio nella mente: fai in modo di ricordare a te stesso tutte le cose buone che sono successe durante il giorno.