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claudio belott Archives - Claudio Belotti

Beato te che sei stupido

By | Extraordinary

Pensavo fosse un detto bergamasco, che ovviamente suona meglio in dialetto, ma su internet leggo che forse è napoletano, chissà…

Il mito della “beata ignoranza” è comunque famoso in tutto il mondo, purtroppo. Dico purtroppo, perché qualcuno ci crede pure e ne ha fatto uno stile di vita.

Come forse sai io non sono laureato e non me ne vergogno. Per un certo periodo della mia vita ho avuto un qualche senso di inferiorità, ma è stato tempo fa. Leggendo della vita di alcuni grandi della storia non laureati ho poi cambiato idea.

Non credo che la laurea determini la tua intelligenza, il tuo valore o il tuo successo. Nello stesso tempo credo che studiare, crescere e formarsi sia necessario.

Della classe in cui ero alla Scuola Alberghiera, come capita spesso, noi che non eravamo i migliori della classe abbiamo fatto più strada.

Uno dei peggiori studenti di allora è un ristoratore rinomato che rappresenta l’Italia in festival culinari nel mondo, un altro è un manager di una catena alberghiera importante, un terzo è addirittura professore alla stessa scuola. Io ho cambiato lavoro e settore… e sono qui.

Nessuno di noi ha frequentato l’università. Uno lo ha fatto per un po’, ma penso più per rimorchiare che per prendersi una laurea. Tutti però abbiamo fatto la nostra strada. Sai perché?

Perché abbiamo continuato a studiare.

Lo abbiamo fatto sui libri, nei corsi, durante i seminari. Abbiamo affiancato veri e propri maestri, siamo andati in giro per il mondo a cercare risorse. Non siamo andati nelle aule universitarie ma abbiamo studiato e lo facciamo ancora.

Non so se tu hai fatto l’università. Se sì, sai che quello che hai imparato ti è servito. Forse non per il lavoro che fai ma per pensare meglio. Prendi l’arte e mettila da parte si dice.

Si parla spesso di persone come Bill Gates o Steve Jobs quando si vuole parlare di chi non ha fatto l’università e hanno avuto successo. Però spesso si parla poco di quanto abbiano studiato e lavorato per arrivare dove sono arrivati.

Il figlio di David Bowie in un’intervista dice che avere un padre come lui lo ha certamente aiutato nella sua carriera di regista cinematografico. La cosa che gli è servita di più, dice, non è stato tanto il cognome, quanto il fatto che il padre lo obbligasse a leggere tutti i giorni!

Non lasciarti prendere dalla pigrizia o dalla stanchezza. Non credere a chi ha inventato il modo di dire “benedetta ignoranza”, l’ignoranza dovrebbe essere maledetta. Chi non sa subisce da chi sa. Sapere, conoscere e crescere sono gli unici modi per essere libero. Per costruire te stesso e la tua vita.

Coltiva il tuo giardino, come diceva Voltaire, è necessario, un dovere. Al giorno d’oggi nessuno, nemmeno tu, si può permettere di essere normale, cioè nella norma.

Chi è nella norma è facilmente sostituibile. Chi ha qualcosa di extra viene premiato.

Tu, cosa hai di extra? Lo stai coltivando?

Spero di sì.

Buon giardinaggio.

Claudio

P.S. E’ disponibile l’estratto gratuito del mio nuovo libro in uscita l’11 giugno, se lo vuoi scaricare clicca qui 

Forse il tuo successo è diverso da quello degli altri …

By | Riflessioni

In questi ultimi giorni mi è capitato di rivedere delle persone che conosco. Mi ha sorpreso vederli uguali a se stessi.

Cerco di spiegarmi meglio. Queste sono persone che si sono sempre atteggiate a sentirsi superiori, più fighi, belli, intelligenti… qualcosa più di me, te e tutti.

Trattano male gli altri, si considerano migliori, e pensano di avere diritti speciali. Magari hanno una posizione privilegiata grazie a fortuna, stato sociale oppure sono davvero più intelligenti…

Li riconosci, sono quelli che ti fanno sentire (e con il tuo aiuto ci riescono) a disagio, ti mettono in qualche forma di soggezione.

Rivederli nel tempo è sempre bello, quasi terapeutico. Solitamente loro sono uguali. Certo sono invecchiati, lo vedi dai capelli bianchi, dalle occhiaie e dalle rughe. Ma nel resto sono uguali. Fedeli a se stessi, al personaggio che interpretano e alle convinzioni a cui sono legati per paura di scoprire la verità.

Se li guardi bene, con gli occhi di chi è cambiato e cresciuto vedi la paura e la pochezza. Tu hai affrontato i tuoi limiti. Alcuni li hai anche superati, altri li hai solo visti e accettati. Hai avuto coraggio e questo ti ha premiato. Ti sei messo in gioco, hai sbagliato, chiesto scusa, imparato e continuato.

Certo non sarai mai al loro livello (io per lo meno no), loro sono superiori. Se hai letto un libro, loro ne hanno letti dieci. Se hai fatto un corso, loro erano in prima fila e poi hanno pranzato con il relatore. Se hai fatto un cammino spirituale, loro hanno parlato a quattr’occhi con il Maestro. Hanno sempre fatto qualcosa più di te.

Strano però che siano ancora lì. Allo stesso posto. A pensare e fare le stesse cose.

La cosa più bella è che nel rivederli te ne rendi conto. Per il principio del contrasto ti rendi conto di quanto tu sia cambiato. E ora con occhi nuovi ti sembrano personaggi da film, quelle commedie all’italiana che sono un mix di comicità e dramma. Sì, fanno ridere, forse fanno tenerezza, che spesso arriva alla compassione.

In quei momenti cerco di ringraziare il buon Dio che mi ha dato il coraggio e la possibilità di crescere. Ringrazio loro perché ho imparato. Spesso non me lo hanno insegnato, l’ho imparato io.

Sorrido vedendoli imbarazzati. Cercano di mettere in scena la stessa gag, ma ormai non funziona più. I tempi sono cambiati.

Buona settimana.

Claudio