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Capacità di ascolto Archives - Claudio Belotti

Come si crea un ascolto efficace sul lavoro?

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L’ascolto è fondamentale per creare e gestire un’attività di successo. Ogni grande imprenditore infatti è anche un grande ascoltatore. Attenzione: ascoltare non significa fare automaticamente ciò che ci viene detto, anzi. Spesso ascoltare significa fare esattamente il contrario. Ed è solo chi davvero ascolta, elabora e decide che è in grado di farlo.

Tutto insomma parte dall’ascolto, soprattutto dall’ascolto attivo. L’ascolto attivo appunto prevede azione, partecipazione, comprensione – della persona e del suo messaggio – e la capacità di utilizzare l’informazione che se ne ricava. Ascoltare non è come fingersi morti come un opossum e sperare che la persona di fronte smetta di parlare.

Ascoltare è una azione ben precisa che può portare grandi risultati. Bisogna lavorare bene per affinare la propria capacità di ascolto e qualunque imprenditore ne trarrà il massimo beneficio soprattutto nel momento in cui deciderà di portare nella propria azienda una analisi complessiva, basata su “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni. In questo libro infatti aiuto chi fa impresa ad ascoltare la propria azienda.

Ogni cosa parla in azienda: i regolamenti, i comportamenti delle persone, la leadership del management e tutto ci dice qualcosa di utile. Vediamo 5 modi utili per migliorare il proprio ascolto in azienda:

  1. Mantenere lo stato. Molte volte mi è capitato di sentire imprenditori dire “quando sento parlare quello lì non ci vedo più”. Succede infatti che l’approccio di alcune persone possa far innervosire. In nessun caso bisogna lasciare che la rabbia o la frustrazione ti annebbino. Mantieni la calma – o lo stato che ritieni più adeguato – e ascolta ciò che la persona ha da dire.
  2. Fai domande. Non te lo aspettavi, vero? Un buon ascoltatore è anche un buon intervistatore. E domanda innanzitutto per approfondire e chiarire. Per questo l’ascolto è attivo. Incameri informazioni e le utilizzi per creare domande utili a portare il discorso dove è più utile, per te.
  3. Ascolta con gli occhi. Guarda i movimenti, le espressioni del volto. Poi ascolta anche il tono: dedica attenzione ai cambi di tono, alle differenze nel respiro, alle parole chiave che illuminano o spengono il volto. Quando rispondi cerca di utilizzare un tono simile – senza scimmiottare, in modo elegante e rispettoso – oltre che le stesse parole.
  4. Ricapitola. Di tanto in tanto, anche in forma di domanda, crea dei riassunti. Utilizza proprio le parole del tuo interlocutore e fai un breve riassunto di ciò che vi siete detti. In questo modo fai vedere che ci sei, che partecipi, che sei presente e che… ascolti! Ti aiuterà a rimanere vicino all’altro e a stare sulla stessa lunghezza d’onda.
  5. Illumina ciò che manca. In ogni discorso c’è una parte che viene taciuta. E spesso è quella più importante. Non è detto che la persona che hai di fronte lo stia facendo apposta. A volte tu guardi la situazione da un punto di vista differente e mentre ascolti l’altra persona e colleghi dei puntini che l’altra persona ancora non ha collegato.

In che modo metterai a frutto questi consigli di ascolto?

3 domande per migliorare la tua capacità di ascolto

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Qualche settimana fa ho pubblicato questo pensiero su Facebook:

Parlare quando non si sa cosa dire è una reazione naturale e proprio come tante altre reazioni naturali o istintive può essere gestita. La capacità di gestire sé stessi, le proprie reazioni, emozioni e pensieri è una abilità da leader. In Programmazione Neuro-Linguistica rientra nella gestione dello stato.

Più in generale troverai descritta questa abilità come intelligenza emotiva. L’intelligenza emotiva è la capacità di identificare, comprendere e gestire le emozioni. Le proprie e quelle degli altri. E proprio grazie alla PNL puoi svilupparla allenandoti a creare rapport con le persone con le quali comunichi.

La capacità di ascolto è fondamentale per la costruzione del rapport ed è molto utile anche perché a volte è necessario riflettere bene prima di parlare. Quando ci troviamo in una discussione che ha elementi emotivi molto importanti per noi che ci vede coinvolti e suscita sentimenti – non importa quali – bisogna mantenere la concentrazione e porsi tre domande:

Ciò che sto pensando posso dirlo?

Ciò che sto pensando posso dirlo io?

Ciò che sto pensando posso dirlo io adesso?

Questa semplice checklist di tre domande ti aiuterà a focalizzare meglio l’attenzione sui tuoi pensieri e a decidere in modo semplice se è il caso o meno di esprimere ciò che hai in mente. Puoi applicarla a tante situazioni della tua vita: prima di mandare una mail di fuoco o rispondere alla telefonata di un interlocutore irritante.