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Business Coaching Archives - Claudio Belotti

Risveglia il potere creativo del tuo team

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Ci sono dei giorni in cui al lavoro sembra andare tutto storto. Si combatte per spuntare un risultato. Si affrontano i problemi quasi senza voglia. È una mancanza di idee e motivazione? Non sempre. A volte ci sta che si attraversi una fase di stanca, nella quale è necessario un reset per ritrovare l’ispirazione.

Se vuoi risvegliare il tuo team con un bagno rigenerante del pensiero, ti propongo qui un set di domande e attività molto utili. Eccole:

Cambio budget, cambio punto di vista. Se avessi tutti i soldi del mondo come risolveresti questo problema? Oppure, se avessi un terzo, un quinto, un decimo del budget, come lo risolveresti? Modificare le risorse a disposizione permette di rimettere in funzione la ricerca creativa per trovare soluzioni alle quali ancora non si era pensato.

Lo scettro del potere. Invita a turno i membri del team a guidare lo sviluppo di una idea o di un progetto. Affidagli lo scettro del potere. Leadership assoluta per un’ora per cambiare tutto quello che ritiene opportuno cambiare e arrivare a una soluzione differente. Affidare la leadership a turno ai membri del team offre la possibilità a tutti di fare davvero la differenza e sottoporsi a turno al giudizio del gruppo, che valuterà l’iniziativa (non la persona).

Pura fantasia. Invita i membri del team a fornire l’idea più assurda. Non è un brainstorming: non è una collezione di idee a caso. È la ricerca meticolosa dell’idea più assurda in circolazione. Pensare all’idea più folle è utile per spezzare i vincoli della razionalità. Una volta spezzati fare il processo contrario: come si imbriglia questa idea in un contesto razionale? Insomma, c’è del metodo in questa follia!

Domandare cosa domandare. Chiedersi cosa si potrebbe chiedere ancora che non si sta domandando, è un modo per tirare fuori le idee che mancano. Anche in questo caso è importante girare attorno al problema. È controintuitivo: si dice spesso “ci stai girando attorno senza andare al punto!”. Ecco, qui è proprio quello che vuoi: guarda il problema da punti di vista differenti, ponendoti domande diverse, per vedere aspetti che magari prima erano sfuggiti.

Conquistare i dipendenti

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Oggi più che mai è importante conquistare i propri clienti.

E i primi clienti da conquistare sono i propri dipendenti. Le aziende nelle quali i dipendenti sono più felici sono anche quelle che ottengono risultai economici migliori, trasferiscono meglio le informazioni internamente e la comunicazione è più fluida, in ogni direzione, innovano in maniera più rapida e hanno un turnover più basso.

Per arrivare a questo risultato il contributo economico influisce solo in piccola parte sulla percezione dei dipendenti. Ovviamente i soldi sono importanti ma nel complesso il lavoro è più di un modo per sopravvivere. E un imprenditore che desidera far crescere la propria azienda, attraverso anche la crescita dei propri dipendenti, delle persone che lavorano per lui e con lui, deve tenere conto di questo aspetto. Di questo argomento e di molti altri ne parlerò in maniera approfondita al prossimo Extraordinary NLP Business Practitioner, il primo Extraordinary NLP Practitioner interamente dedicato al mondo del business e dell’impresa. Ti offro, in modo semplice e diretto, gli strumenti più efficaci e le soluzioni più smart per ottenere i risultati che desideri nella tua azienda.

Imparerai come usare la PNL per il Business per comunicare al meglio con te stesso e gli altri; scoprirai come la tua mente organizza il tempo per utilizzare al massimo le tue risorse nel definire obiettivi e progetti che diventino realtà. Saprai come gestire sistemi complessi come la tua azienda, i gruppi di lavoro, gli obiettivi e i progetti. In questo modo valorizzerai al meglio le risorse che ogni persona mette nel lavoro che svolge per te.

Adesso scopriamo insieme tre semplici azioni che puoi mettere in pratica subito:

Fai qualcosa per i tuoi dipendenti, a livello personale. Non è sufficiente assistere semplicemente i tuoi dipendenti con problemi di lavoro: un grande leader dovrebbe tenere gli occhi aperti in modo da aiutare chi ha bisogno, anche sui problemi personali. Fai sapere a ogni persona che non è solo una risorsa – per quanto sia bella questa parola, toglie un po’ di personalità – ma una persona e che tu comprendi i suoi bisogni e le sue necessità.

Parlagli rispettosamente. Questo dovrebbe essere ovvio, ma sfortunatamente è spesso dimenticato. Non è del tutto colpa nostra; i luoghi di lavoro hanno percorso una lunga strada in termini di ciò che è appropriato e cosa no, ma sono anche diventati più informali, il che significa che i confini linguistici possono a volte essere varcati inconsciamente. La società è cambiata ci sono diverse sensibilità e per mettere a proprio agio i propri dipendenti è importante comprendere i valori di ogni persona. E comunicare di conseguenza. Come apprendiamo, ad esempio, attraverso le Dinamiche a Spirale.

Sii consapevole delle aspettative che hai fissato. Puoi fare tutto quello che vuoi per conquistare le persone e poi incrinare i rapporti con i tuoi dipendenti se non stabilisci le giuste aspettative. Gli imprenditori sono inclini a cercare grandi risultati. Perché? Perché sono imprenditori, amano il loro lavoro, hanno passione e sulla propria impresa costruiscono una parte molto importante della propria vita: è normale che tengano a ciò che fanno e vogliano obiettivi ambiziosi per crescere sempre di più. A volte questi obiettivi possono risultare eccessivi per i dipendenti, il che può portare a problemi. Quando un leader stabilisce aspettative troppo alte per incontrarsi realisticamente, rischia di abbattere il morale della squadra. Realizzare Obiettivi adeguati – non troppo semplici né troppo complessi – è una abilità da leader che può essere appresa e può portare grandi risultati.

3 caratteristiche (più una) che tutte le aziende hanno la necessità di trovare in un dipendente

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Oggi il mondo delle aziende e il mercato del lavoro sono in piena trasformazione. Una rivoluzione fatta di mercati globali e intelligenza artificiale, smart working e delocalizzazioni. Ci sono sfide e opportunità da cogliere: quello che sappiamo è che cercare di raggiungere nuovi traguardi facendo le stesse cose è da pazzi.

La natura umana e la mente ci portano a ripetere ciò che abbiamo sempre fatto, anche solo per inerzia, o per semplice abitudine. Nuovi problemi, richiedono nuove soluzioni, nuove sfide richiedono nuovi strumenti, più efficaci.

Per vincere queste sfide è necessario agire in modo differente dai propri competitor, bisogna imparare a cogliere anche segnali differenti – segnali deboli – quei segnali che gli altri non notano e che possono darti un vantaggio competitivo straordinario: questo vale tanto sul mercato quanto nei confronti dei tuoi dipendenti e collaboratori.

Per farlo in modo efficace ho creato un corso specifico, con strumenti utilissimi e un taglio molto pratico: l’Extraordinary NLP Business Practitioner, scopri quali vantaggi competitivi puoi ottenere.

Oggi ti offro qualche consiglio mettendomi gli occhiali delle Dinamiche a Spirale – argomento che affronteremo al corso, quando ti iscriverai – per iniziare ad agire fin da subito: se sei un imprenditore e stai cercando dipendenti più affidabili e produttivi, se sei un manager e vuoi un gruppo di lavoro più performante oppure sei un dipendente e desideri mettere in evidenza aspetti che ti differenzino dagli altri, ecco tre caratteristiche (più una) che tutte le aziende hanno la necessità di trovare in un dipendente:

  1. Meno egocentrismo, più consapevolezza. Le persone consapevoli – di sé, degli altri, del sistema in cui vivono – comprendono meglio le persone che le circondano. Chi sviluppa consapevolezza comprende e accetta le debolezze degli altri e può aiutarli a migliorare; ha una leadership gentile ed efficace; fa tutto il possibile per aiutare gli altri a raggiungere i loro obiettivi. Ogni organizzazione ha bisogno di persone consapevoli di sé in ruoli chiave: nei team, tra i manager o nei dirigenti.
  2. Meno rigidità, più flessibilità. Le cose cambiano costantemente nelle aziende che crescono rapidamente. Le persone rigide sono a disagio con troppi cambiamenti e consapevolmente o inconsapevolmente cercano di rallentare le cose: sono quelli che dicono “fermate il mondo, voglio scendere!”. Le best practice sono importanti. I processi, le linee guida, le procedure, la tracciabilità: per alcuni dipendenti lo sono fin troppo. Più del lavoro stesso. E questo va bene, se sono i responsabili della qualità o i responsabili di processo. Gli altri dipendenti devono essere più inclini al cambiamento. I dipendenti migliori rispondono alle nuove circostanze e alle sfide con entusiasmo, senza esitazioni. I dipendenti disposti ad adattarsi tendono ad avanzare più rapidamente perché è ciò di cui hanno bisogno tutte le aziende, specialmente quelle ad alta crescita.
  3. Meno tattica, più strategia. La vera leadership non è di breve durata. I veri leader sono in grado di ispirare, motivare e fare in modo che le persone si sentano meglio con loro stesse. I veri leader sono persone che segui non perché devi, ma perché vuoi. Tu sei in grado di farti seguire? Sviluppa questa abilità e le persone ti seguiranno ovunque: seguiranno una persona che ha un talento e lo esprime a pieno, una persona risolta, matura. Creare questo livello di rispetto e fiducia richiede tempo. I grandi dipendenti non lavorano solo a breve termine, in modo tattico, ma progettano a lungo termine e agiscono di conseguenza, attraverso una strategia ben delineata.

E infine un consiglio sempre valido, in ogni circostanza: metti più concentrazione nell’azione. Le buone intenzioni sono importanti, ma le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Non basta metterci buone intenzioni nel lavoro, servono idee, strategie e una attenzione particolare verso i dettagli. Il successo inizia con la strategia ma termina con l’esecuzione. I dipendenti più bravi fanno tutto con le migliori intenzioni, ma i migliori danno il massimo al momento di passare all’azione.

Le 3 abitudini (più una) per diventare prezioso per la tua azienda

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Quando vado nelle aziende per i miei interventi di Business Coaching, mi capita spesso di fermarmi a parlare tanto con i manager, quanto con i dipendenti e i collaboratori. È bello conoscere le aziende dall’interno e comprendere quali sono i bisogni che le persone hanno la necessità di esprimere quando possono farlo liberamente.

C’è chi desidera più tempo libro e chi vorrebbe maggiore considerazione, chi è frustrato e chi è super soddisfatto del proprio lavoro. Ogni posizione è interessante e raccoglierle – oltre che dare il polso dell’umore generale – aiuta a comprendere i singoli passi da compiere nella creazione di gruppi di lavoro affiatati. Di recente una ragazza (molto preparata sotto il profilo tecnico e con ottime potenzialità di crescita in ambito comunicativo) mi ha fatto una domanda molto interessante: come si diventa elementi fondamentali per la propria azienda?

Molti imprenditori vivono nella cultura del nessuno è insostituibile e in qualche modo questa è tanto una convinzione limitante quanto una convinzione potenziante per ogni impresa: è limitante quando sfocia nel turnover esasperato, nella mancanza di valorizzazione del singolo. Allo stesso tempo è una convinzione potenziante perché aiuta chi fa l’impresa a guardare oltre la singola defezione: se si allontana un dipendente bisogna analizzare le ragioni e poi andare avanti.

Qualcosa comunque si può fare per diventare se non pietre angolari quantomeno elementi di valore per la propria azienda. Vediamo tre abitudini (più una) che possono aiutarti a rendere speciale il tuo apporto sul lavoro:

  1. Fai il lavoro che ti piace: questo è fondamentale. Nessun lavoro che non ti piace, che non ti ispira e non ti fa alzare contento la mattina potrà mai offrirti lo spunto per renderti indispensabile. Se sei in un lavoro del genere puoi fare due cose: cambiare lavoro o cambiare approccio. Trova l’elemento che ti fa battere il cuore, l’attività che ti piace davvero e su quella costruisci la tua visione. Migliorerà il tuo rendimento e quindi sarai percepito anche come più importante.
  2. Sviluppa le tue capacità di comunicazione. Questo in azienda può significare innanzitutto metterti dalla parte delle soluzioni e non da quella dei problemi. Diventa l’elemento che fa filare lisce le cose, fluidifica i processi, crea soluzioni a problemi che l’azienda non sapeva nemmeno di avere: ciò è possibile mettendo osservazione, ascolto e attenzione al servizio del tuo lavoro.
  3. In qualunque cosa, inizia tu. È un tratto che contraddistingue i leader e consente di essere sempre un passo avanti a tutti senza apparire zelanti. Avere il coraggio di prendere l’iniziativa, svolgere compiti per la prima volta, fare da apripista e aiutare gli altri nel proprio lavoro è tutto ciò che serve.

Infine, l’aspetto che ritengo più importante di tutti: sviluppa la tua capacità di pensiero sistemico. In sostanza cerca di guardare l’azienda, gli eventi, le scelte e il lavoro in un contesto più ampio. Scoprirai una maggiore sintonia con chi guida e dirige l’azienda che spesso si trova a prendere decisioni poco comprensibili per i singoli dipendenti perché ciascuno guarda al proprio settore, al proprio lavoro, ai compiti assegnati mentre chi ha la responsabilità di guidare un’azienda di successo deve tenere conto spesso del quadro generale.