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bias Archives - Claudio Belotti

3 buoni esempi da dare al me stesso ventenne

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Ogni persona, anche quella nata nella famiglia più ricca e agiata, ha dei problemi. A tutti gli effetti i problemi sono una costante naturale per ciascuno di noi. Ci sono però due cose che fanno la differenza: la prima è il modo in cui si sceglie di affrontare i problemi. La seconda è la qualità dei problemi. Tutti, infatti, fin dall’infanzia affrontiamo più o meno gli stessi problemi: sicuramente mangiare, bere, dormire…

Poi crescendo, una volta risolti i problemi basilari, ci troviamo ad affrontare via via problemi più grandi. Da un lato, diventando adulti, abbiamo la possibilità di scegliere l’atteggiamento nei confronti dei problemi, la possibilità, ad esempio, di viverli come sfide. Dall’altro c’è la volontà di avere problemi diversi, migliori. Affrontare i problemi come sfide aiuta certamente a vivere in modo più sereno la ricerca infinita delle soluzioni.

In Maslow prima e soprattutto poi in Graves – padre delle meravigliose Dinamiche a Spirale – è chiaro questo meccanismo: la felicità è una spirale di problemi e soluzioni sempre più grandi. In pratica, una volta risolti i problemi di base e costruita una mentalità di crescita, vivere e affrontare nuovi problemi più complessi dei precedenti è una nostra scelta.

Dal momento che mi stai leggendo probabilmente anche tu hai sentito questo bisogno di sfide più grandi e sei partito alla ricerca di nuovi strumenti per affrontarle: benvenuto nel gruppo! E sono sicuro che anche tu guardandoti indietro avresti voluto avere strumenti diversi nei tuoi vent’anni. Quali consigli daresti al giovane te stesso? Se hai dei figli ventenni questi consigli potrebbero tornare loro utili e tu potresti viverli con loro come una nuova sfida. Vediamoli insieme:

  1. Flessibilità, soprattutto nelle convinzioni. Avere convinzioni forti è utilissimo nella vita. Allo stesso tempo è importante sviluppare flessibilità. Infatti, è molto importante giungere alla consapevolezza dei limiti delle proprie convinzioni. Esse ci aiutano quando dobbiamo decidere e proprio per questo è importante metterle in discussione, fuggire dal confirmation bias che ci porta a cerca informazioni coerenti con ciò che già riteniamo corretto e verificare se ciò di cui siamo convinti sia (ancora) valido. Chi è capace di accorgersi delle proprie convinzioni sbagliate impara e cresce al doppio della velocità.
  2. Impara a gestire il tuo stato. Sono stato molto fortunato nella mia vita. Ho scelto di andare negli USA quando i fenomeno di Anthony Robbins stava esplodendo. Qualcosa nel suo pensiero ha risuonato in me e a 25 anni ho iniziato a frequentare i suoi corsi. Ho imparato la PNL e ho iniziato a gestire sempre di più e sempre meglio il mio stato emotivo. Ho scelto di crescere e migliorare e soprattutto ho scelto di dare significato alla mia vita. Letteralmente: ogni volta che accade qualcosa scelgo consapevolmente che significato darle e come mi fa sentire. In questo modo scelto come agire e l’azione è la chiave della felicità.
  3. Attività funzionali. Una volta era considerato da sfigati andare in vacanza con i genitori a venti o trenta anni. Oggi invece è una pratica sempre più frequente. Influencer molto popolari sui social network postano orgogliosamente foto che li ritraggono al mare con i propri genitori. Bene: da genitore cavalca questo trend e coinvolgi i tuoi figli nelle attività che possono interessare anche loro e che tu hai appreso in età più matura. La meditazione, lo yoga, il pilates, la corsa, la bicicletta. Tutte attività che fanno bene al corpo e alla mente. Potete praticarle insieme e condividendo questa passione, trasmettere qualcosa di positivo che si porteranno con sé per la vita.

Smettiamola di parlare delle persone negative

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Ti hanno mai detto che sei una persona negativa? O hai mai pensato di esserlo? In realtà non esistono persone negative (come non esistono persone positive). Esistono dei modi di pensare che si mettono fra te e i tuoi risultati. Li chiamiamo bias. Sono giudizi o meglio pre-giudizi che guidano le nostre scelte quando mettiamo il cervello in modalità pilota automatico.

Ci fanno risparmiare tempo in partenza ed energie mentali. Sono delle scorciatoie alle quali ci affidiamo per prendere decisioni. Tra questi ci sono il positivity e il negativity bias. In entrambi i casi, il prodotto è una stima errata del valore degli eventi che stiamo vivendo. Io personalmente cedo spesso al mio positivity bias, lo ricordo spesso, anche in momenti difficili come durante la malattia di mia madre.

Un atteggiamento positivo, di per sé non migliora la situazione. Serve impegno, serve azione. A volte neanche quella è sufficiente ma è importante agire per sapere di avere fatto tutto ciò che è in proprio potere; è lo stesso per l’atteggiamento negativo: come ci spiega il grande Henry Ford “che tu creda di farcela o meno, avrai comunque ragione”.

Nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentalio nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vitati spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questi (e molti altri) bias cognitivi.

In particolare, circa il negativity bias ci sono tre azioni che puoi compiere per arginarlo facilmente:

1. Fai attenzione alla tua linguistica. Il dialogo interiore che utilizzi determina come ti senti. Il potere del linguaggio è enorme. Dirsi “non posso” o “non è possibile” a cosa porta? Di solito a nulla. Ci si ferma e basta. Chiediti “come è possibile?” o “in che modo si potrebbe fare?”. Tira fuori soluzioni di fantasia, anche molto improbabili a poco a poco si apriranno nuove vie. E le soluzioni arriveranno. Arrivano sempre.

2. Pensa il necessario. Tutti abbiamo sperimentato un fallimento, un dolore o una sconfitta. Tutti siamo andati avanti. Prima lo fai, meglio è. Se ancora oggi stai pensando ad una decisione sbagliata di una settimana, un mese o una vita fa, stai scegliendo – sì, lo stai scegliendo – il percorso mentale sbagliato. Crea una nuova via per i tuoi pensieri. Prendi il meglio dalla lezione, impara ciò che puoi. E vai oltre con la consapevolezza della crescita.

3. Concentrati su di una attività per volta. Spesso la negatività è frutto di un sovraccarico emozionale. Troppi impegni, stimoli, telefonate, email, richieste e il capo che ti dice che devi essere multitasking. Nemmeno i computer o gli smartphone sono davvero multitasking: la maggior parte delle risorse deve andare a ciò che ha priorità più alta e il resto deve risparmiare energie, memoria, velocità.