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Basi di PNL Archives - Claudio Belotti

Vicini, in modo diverso

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Assieme alla necessità di distanziamento che ha portato a protrarre lo smart working viene la necessità di star vicino in un modo differente ai propri collaboratori. 

In molte aziende in questi mesi lo smart working è diventato la regola. Con impegno, inventiva, sforzi e una buona dose di fiducia questa differente modalità di lavoro è entrata nel modo comune di intendere il lavoro. Poi diciamocelo: avere una opzione in più è sempre una buona notizia.

E questa buona notizia ha portato con sé nuovi problemi da affrontare. Gli uffici, infatti, non sono solo il luogo dove vai a lavorare. Offrono ben più degli spazi dei mezzi e degli strumenti per fare la propria parte nel piccolo o grande mondo che è l’organizzazione aziendale.

Ci sono rapporti interpersonali da gestire e gruppi da coordinare, ci sono singole persone che hanno bisogni, aspirazioni, talenti. Ci sono superiori che vogliono informazioni, aggiornamenti, risultati. Maggiore è la complessità del sistema, maggiori sono le competenze che servono. Questo è uno dei temi chiave che da sempre affrontiamo nei corsi di PNL.

Competenze di comunicazione, ascolto attivo, capacità decisionale e la capacità di fissare obiettivi (e raggiungerli). Queste sono solo alcune capacità che potrai apprendere nel percorso di Programmazione Neuro-Linguistica che ogni anno svolgo insieme al mio team Extraordinary. Fra le altre cose imparerai anche a porre domande efficaci e ottenere le risposte di cui hai bisogno.

La capacità di porre domande, infatti, è una skill chiave per chiunque debba (e voglia) gestire un gruppo di persone. Soprattutto in questo periodo: porre le domande giuste è il modo migliore per ottenere i risultati desiderati, per sé e per gli altri.

Qual è secondo te la competenza più importante nella gestione di un gruppo?

Affrontare lo stress in questo momento complesso

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Questo lungo periodo contrassegnato dalla convivenza con la pandemia ha lasciato segni importanti nella vita di tutti noi. Ha cambiato molti modi di vivere le nostre giornate, di svolgere il nostro lavoro, di interagire con le altre persone.

In tante persone ha aumentato notevolmente i livelli di stress perché da tante persone questa emergenza è stata sottovalutata. Non parlo dell’aspetto sanitario: non è il mio lavoro e non sono in grado di giudicare il modo in cui è stata affrontata l’emergenza.

Parlo dell’aspetto emotivo. Per quale ragione questa periodo è stato tanto pesante? La ragione principale è che siamo esposti da molti mesi ormai all’incertezza. La situazione è in costante evoluzione e si fatica a capire anche solo se stia andando meglio o peggio.

Io voglio pensare che la situazione stia migliorando perché a poco a poco stiamo imparando come gestire questo problema invisibile. Un’altra ragione, un’altra causa dello stress che stiamo vivendo è legata al bisogno di socialità. Nessuna Zoom, nessuna videochiamata potrà mai sostituire una chiacchierata di persona, un abbraccio, un incontro.

Per gestire il tuo stato emotivo in questo momento è necessario focalizzare la tua attenzione su ciò che è veramente importante per te. Se mi conosci e mi segui sai che uno degli strumenti che utilizzo io, per via della sua efficacia, è la Programmazione Neuro-Linguistica. La PNL, infatti, è un mezzo per gestire emozioni, incanalare energie e ottenere risultati straordinari.

E quali sono le priorità alle quali dare attenzione in questo momento? Ti presento 5 priorità per ricostruire qualche certezza e superare questo momento complesso:

Riprendi l’iniziativa. Torna a scegliere a dare una direzione alla tua vita. Bastano anche piccole scelte chiave: riprendere in mano i libri, un corso di formazione, un allenamento in casa, lavorare con intenzione su qualcosa a cui tieni particolarmente. Torna a sentire che puoi crescere.

Trova occasioni per provare gioia. Le occasioni di convivialità, di scherzo, di gioco sono molto limitate. Inventale, creale se necessario e se non trovi nessuno: inizia tu. Condividi la tua felicità attraverso citazioni, immagini divertenti, storie edificanti o esilaranti, barzellette, libri positivi, blog e articoli per aggiungere colore alla vita.

Riscopri il tuo scopo. In questo periodo – con lo smart working in particolare – si finisce spesso a vivere un flusso ininterrotto di abitudini finalizzate a tenerci in vita e farci lavorare: mangi, dormi, lavori e ricominci. Il tuo vero scopo è nella passione, nella chiamata alla vita. Trova il modo di riprenderlo in mano.

Circondati di persone positive. Purché non lo siano al Coronavirus, ovviamente. A parte la battuta, in questo periodo è fondamentale scegliere bene chi ascoltare. Persone che si lamentano e basta non sono ciò di cui hai bisogno. E non ne hanno bisogno neanche loro: aiutale se puoi e se vogliono. Se non vogliono limita il più possibile il contatto.

Concentrati sul presente. Lascia fuori la nostalgia del passato e i timori del futuro. Cosa puoi fare attivamente in questo momento per migliorare la situazione? Indossare la mascherina, lavarti le mani, mantenere la distanza, limitare gli spostamenti, evitare gli assembramenti, ad esempio. Sono piccole cose ma pensa se lo facessero tutti… Nel tuo gruppo inizia tu, dai il buon esempio.

Come prepararci al 2021?

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In questo periodo pensare al futuro è la cosa più facile perché la situazione presente è complessa e per molti di noi ha comportato limitazioni nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, negli spostamenti. Allo stesso tempo è molto difficile fare previsioni e poco utile farlo senza un metodo. Nessuno sa cosa accadrà da qui a qualche mese, in quale modo si evolverà la situazione e quando tutto questo sarà finito.

La cosa più utile da fare in questo momento è fermarsi, fare il punto della situazione. Il mio metodo per fare questo si chiama “Obiettivi! Special Online Edition 2021”: un workshop nel quale ti accompagno nella ricerca del risultato più stimolante, dell’obiettivo che desideri raggiungere, della strada che ti porta al livello successivo, alla crescita e ti avvicina finalmente al tuo scopo.

Quali saranno le skills più importanti il prossimo anno? Quali obiettivi di crescita puoi fissare adesso perché il futuro te stesso possa voltarsi indietro e ringraziarti?

Ti offro alcune idee, spunti e suggerimenti utili a lavorare in modo efficace su di te: 

Sviluppa nuove competenze: la comunicazione, la capacità di offrire soluzioni e quella di mantenere la calma e la lucidità, la gestione cioè dello stato emotivo. Un percorso di PNL è ciò che fa al caso tuo. Inizia con il corso Basi e poi scegli di proseguire con i livelli Practitioner e Master Practitioner. Con la Programmazione Neuro-Linguistica imparerai ad adattare il tuo stile di comunicazione alle persone che hai di fronte.  

Lavora sullo storytelling: come narri la tua vita? E il tuo lavoro? Lo storytelling o narrazione si rivolge sempre a due tipi di pubblico differenti: le altre persone e te stesso. Come ti racconti agli altri? E cosa racconti a te stesso, di te o della tua vita? Io amo molto le metafore e credo che nel linguaggio metaforico ci sia una grande risorsa per dare significato alla vita e raccontarsi in modo più efficace la propria vita.

Prenditi del tempo per te: fai ciò che ami nella tua vita? Se non lo fai già è tempo che inizi a scoprire quali sono le tue passioni e a lavorare su di essere per comprendere meglio qual è lo scopo nella tua vita. È di fondamentale importanza conoscere te stesso, se vuoi realizzare il tuo scopo nella vita e nel lavoro. Nel mio libro Super You ti propongo un percorso di Coaching personalizzato per guidarti alla scoperta dei tuoi talenti e con essi sei sulla strada giusta per la realizzazione.

Prevenire i conflitti (è meglio che risolverli)

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La funzione più importante di un programma di posta elettronica non è invia. È “salva in bozza”. Questa è una delle lezioni più importanti che mi abbia mai insegnato uno dei più grandi esperti mondiali di negoziazione: William Ury. Ti ho già raccontato questo aneddoto in un audiolibro di grande successo che si intitola “Impara a risolvere i conflitti” che ti consiglio di ascoltare o riascoltare perché tutti abbiamo bisogno di tanto in tanto di una soluzione efficace per uscire da una impasse personale.

A volte questi conflitti non avvengono di persona e si svolgono sul web o tramite internet e il consiglio di William Ury diventa ancor più prezioso. Il modo migliore per risolvere i conflitti, infatti è prevenirli. La tentazione di fare una mail di fuoco, un post al vetriolo o lasciare un commento puntuto è capitata a tutti. Ci sono persone capaci di farci perdere la pazienza – se conosci la PNL, noi diciamo lo stato – e quando siamo arrabbiati esce tutto il nostro lato oscuro.

“Salva in bozza” ci aiuta a rimettere il lato oscuro a posto, dove serve averlo ben conservato per utilizzarlo nei momenti davvero importanti. Una arrabbiatura momentanea non merita una guerra e il web – in particolare i social network – sono già una valvola di sfogo per tante persone che andare ad aggiungere risentimento o frustrazione non vale proprio la pena. Scrivi pure la tua rabbia, poi salvala. Alzati dal computer, lascia il telefono, fai un giro e schiarisciti la mente. Poi torna e cancella quella bozza.

In ogni caso, il problema con le e-mail come strumento di comunicazione è che troppo spesso andiamo fretta. Tendiamo a scriverne troppe, con poco testo e confuso, dando per scontato che la persona che la riceve abbia tempo e voglia per comprendere quello che gli stiamo comunicando. Per questa ragione è importante prendersi il giusto tempo per rispondere alle mail, o per scrivere quelle davvero importanti e metterci nei panni della persona che la riceve. Domandati sempre prima di inviare se il tuo messaggio è chiaro, se contiene tutte le informazioni necessarie e se il tono che hai utilizzato è adeguato al tipo di rapporto che hai con la persona o le persone che riceveranno il messaggio.

3 semplici strategie per fare di più in meno tempo

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Mediamente oggi le persone hanno un carico di lavoro giornaliero del 110%. Questo significa che anche sforzandosi al massimo, a fine giornata, resterà sempre qualcosa ancora da fare che dovrà essere eliminata o rinviata ai giorni successivi. Il fatto che 110% sia una media, come per la statistica del pollo di Trilussa, se la media dice 110% significa che alcune persone vanno ben oltre questa quantità di lavoro (e altri ovviamente fanno molto meno).

Quelli che fanno molto meno, comunque, non è detto che siano in grado di gestirlo. Questo post infatti si rivolge tanto agli stakanovisti quanto alle persone che hanno bisogno di un metodo per poter fare di più. Se i primi infatti sicuramente hanno già imparato a dare la priorità, a pianificare, a delegare, a concentrarsi e meditare, per tutti resta il consiglio sempre valido: bisogna aumentare l’efficacia delle proprie azioni in modo da poter dedicare meno tempo e fare ugualmente un buon lavoro.

Ogni persona e ogni situazione richiedono strategie personalizzate. Il bello di conoscere e praticare la PNL – la Programmazione Neuro-Linguistica – è che puoi imparare a conoscerti, a comprendere come funzionare al meglio e ottenere di più nel modo più sostenibile. Quando frequenti il “Basi di PNLti insegno come conoscere meglio fin da subito il modo in cui ad esempio raccogli le informazioni e le immagazzini nella mente. Nel frattempo, ti propongo 3 semplici strategie per trovare la tua efficacia. Puoi utilizzarne anche solo una per migliorare fin da subito:

  1. Stabilisci quanto tempo vuoi dedicare
    Per fare un buon lavoro in meno tempo è fondamentale stabilire in anticipo quanto tempo dedicare a un compito. Anche se non hai idea del carico di lavoro. Stabilisci un tempo per le varie fasi, anche in relazione al resto delle attività che hai da svolgere. Questo ovviamente non garantisce che finirai il lavoro nel tempo previsto. Sicuramente ti può aiutare a prendere consapevolezza del tuo ritmo di lavoro e migliorare. Un buon obiettivo in PNL [LINK BASI] è – tra le altre cose – sempre misurabile.

  2. Stabilisci quali sono le aspettative
    Le tue e quelle delle altre persone coinvolte. Quando assumi un incarico nuovo è bene ascoltare tutte le persone coinvolte per comprendere quali sono le aspettative rispetto alla tua gestione. Quali sono gli aspetti più importanti del tuo lavoro? In cosa puoi fare la differenza? A volte si pensa che sia necessario fare tutto mentre le persone hanno già un grado di autonomia tale che basta solo un indirizzo iniziale e un controllo finale. Se conosci lo stadio di evoluzione della tua azienda e del settore in cui lavori – te lo racconto nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni
     – puoi fare questo in maniera ancora più precisa.

  3. Crea un modello e riutilizza i materiali
    Quando si tratta di email, comunicazioni, presentazioni o proposte simili è lecito utilizzare un modello. Anche nel Coaching accade questo. Fai attenzione: io sono contrario ai protocolli, perché non esiste una formula magica che si applica a tutti, sempre. Allo stesso tempo non si può ripartire sempre da zero. Questo significa avere un metodo e di volta in volta utilizzare gli strumenti più giusti. Proprio per questo, a fianco al modello puoi sviluppare per esempio una lista di controllo. Questo è molto utile per attività ripetitive come report a scadenza fissa, presentazioni di un determinato prodotto o ordini del giorno delle riunioni.

Ricarica le tue energie mentali naturalmente

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Ogni tanto hai bisogno di ricaricare la mente. Durante la giornata capita spesso di dedicare energie importanti concentrati sul lavoro che si sta svolgendo. A intervalli regolari è naturale provare la sensazione di aver dato tutto il possibile. A quel punto, in molti si costringono a proseguire nel lavoro, magari con il supporto di un caffè o di una bevanda energetica, pensando che per fare di più serva aggiungere qualcosa. In realtà ciò che serve è togliere qualcosa, svuotare la mente.

La cosa migliore per il nostro cervello è uscire e camminare (o correre). Se possibile, andare nel verde, nella natura, in un parco. Diversi studi scientifici hanno evidenziato che l’interazione con la natura migliora in maniera effettiva le capacità cognitive. Non è solo una cosa utile per un essere umano quella di spegnere gli schermi, mettere a tacere i telefoni e fare una passeggiata fuori: è una vera necessità. Nella natura la funzionalità del cervello si trasforma, proprio sotto il profilo biochimico.

L’effetto più importante della natura sul cervello è legato alla riduzione dello stress: un’esposizione alla natura anche di pochi minuti può ridurre i livelli di ansia e stress, abbattendo gli effetti del cortisolo. Alcuni neuroscienziati arrivano persino a sostenere che basti anche solo un’immagine della natura, del verde, di un bosco ad esempio, per ridurre i livelli di stress: è utile saperlo ma se hai la possibilità di uscire a fare quattro passi, è sicuramente meglio. La corsa poi sprigiona endorfine e il gioco è fatto

In PNL è una cosa che sappiamo bene. Il movimento è utilissimo per fare dei cambiamenti di stato: quando vai a intervenire sulla “fisiologia” – per semplificare possiamo dire che in Programmazione Neuro-Linguistica la fisiologia corrisponde sostanzialmente alla parte fisica del corpo – influisci anche sullo stato emotivo. La mente influenza il corpo e il corpo influenza la mente: puoi ritrovare la concentrazione e meditare per dieci minuti o andare a fare una passeggiata. E se non hai familiarità con la meditazione il primo passo utile per uscire da una impasse è aprire la porta e camminare!

L’errore è un insegnante generoso

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La parte più difficile quando si sbaglia è perdonarsi. Quella migliore è imparare dall’errore e andare avanti. Molto spesso infatti quando si incappa in un errore si tende a farsene una colpa, a rimuginare sull’accaduto e su quella sensazione spiacevole. Gli sbagli sono una parte fondamentale della crescita, una parte necessaria perché sono il simbolo stesso dell’inizio di una nuova attività, di un modo diverso di fare le cose o ancora sono il simbolo di un processo da migliorare. L’errore è un insegnante generoso per la crescita personale.

Proprio per questa ragione è necessario capire prima possibile che gli errori non vanno ignorati e soprattutto che non si cancellano. Si conserva l’insegnamento e si cambia l’emozione collegata. Questa in Programmazione Neuro-Linguistica è quella che chiamiamo una ristrutturazione: tieni la memoria dell’evento e cambi il modo in cui ti ha fatto sentire. Una tecnica per farlo in modo efficace si chiama “Cambio di storia personale” e permette di guardare al tuo passato in modo diverso, più utile per il tuo presente.

Permettersi di sbagliare significa volersi bene, essere pronti a fare qualcosa di gentile per sé stessi. Per questo ti parlo spesso del concetto di integrità. Cosa significa essere integri? Significa non essere spezzettati, essere tutti d’un pezzo cioè accettare tanto i nostri pregi quanto i nostri difetti. Anche perché non è detto che quello che ritieni essere un difetto sia sempre tale. Ogni comportamento può essere adeguato in una determinata situazione. L’attenzione e la meticolosità possono essere un difetto quando si svolge un compito che non richiedere accuratezza – e portare a errori – mentre potrebbe essere particolarmente utile in compiti nei quali la precisione è determinante.

Infine, per apprezzare e mettere a frutto nel modo migliore i propri errori è necessario fare rimanere concentrati su ciò che si sta facendo. Mettere il massimo dell’impegno nel proprio lavoro significa non avere rimpianti: quando sai che hai fatto il massimo, non ti chiedi se avresti potuto fare di più.

Come cercare il lavoro da un punto di vista differente: farsi trovare preparati

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Quando si vuole cambiare lavoro molto spesso il primo pensiero va all’aggiornamento del curriculum e del proprio profilo LinkedIn. Intendiamoci: non è un approccio sbagliato, è una cosa normale volersi presentare, mettere in evidenza le proprie esperienze e capacità. È anche un approccio efficace? Non proprio.

La prima ragione è che nel curriculum si tende a mettere troppo e in maniera indistinta. Dall’esperienza che hai fatto a quattordici anni come fattorino o come cameriere fino al master universitario. Va bene voler dimostrare di avere esperienza o di aver fatto strada ed è proprio per questo che è importante che l’esperienza inserita in un curriculum sia coerente con il lavoro per il quale ci si vuole proporre.

Quindi il primo passo è chiarire a sé stessi cosa si vuole, cosa si sta cercando: qual è il lavoro che voglio fare? Poi mettersi nei panni di chi deve selezionare il personale. Che persona si aspetta di trovare? Quali esperienze sono importanti? Quali valori sono importanti per quell’azienda? Bisogna studiare e fare bene i compiti prima di presentarsi. Per due ragioni: la prima è TU devi sapere se l’azienda per la quale stai andando a lavorare è quella giusta per te. La seconda è che tu devi far sapere all’azienda per la quale vuoi lavorare che sei la persona giusta per loro, che condividi valori, obiettivi.

Il secondo passo infatti è quello di comprendere cosa serve all’azienda che tu le puoi dare. Quale problema risolvi? In che modo semplificherai il lavoro? Hai soft skill che possono essere risolutive? Avere una certificazione di PNL ad esempio può essere un ottimo biglietto da visita. Mostrare che si è in grado di fare la differenza attraverso una mentalità aperta e di crescita lancia un segnale molto positivo.

Il terzo passo a questo punto mostrare il proprio grado di interesse. Molto spesso le persone partecipano a dei colloqui per aziende che non conoscono, per ruoli che non hanno idea di cosa siano e senza alcuna convinzione. Se hai messo in pratica i punti precedenti non dovresti incappare in questo problema, allo stesso tempo è importante seguire lo stato di approvazione della propria candidatura: trova il coraggio di richiamare dopo qualche giorno e chiedere informazioni, mostra la tua motivazione e tieniti in contatto con la persona che segue la tua pratica.

Infine, ricorda l’aspetto più importante: fai in modo che il lavoro dei tuoi sogni ti trovi. Non avere fretta e costruisci nel tempo le condizioni per diventare la figura chiave della quale ha bisogno una azienda. Fallo con una attività di networking e costruisci la tua credibilità e reputazione nel corso del tempo. Il modo migliore per avere la fiducia di chi ti deve dare un lavoro, è avercela già. Costruiscila giorno dopo giorno, cresci e fai in modo di essere il migliore nel tuo settore, nel tuo ruolo, nella tua mansione. Una buona reputazione è il miglior curriculum.

3 lezioni fondamentali di PNL

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Nella vita di tutti i giorni raggiungere un equilibrio fra lavoro e tempo libero è molto importante. A volte può essere difficile perché il lavoro spesso tende a prendere il sopravvento e poi gli eventi della vita ci ricordano quante altre cose importanti ci siano, se solo ci prendiamo il tempo per vederle e per sentirle.

Grazie agli strumenti che mette a tua disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica, puoi comprendere meglio quali sono gli aspetti più importanti, per TE. Il bello della PNL è che ti offre la possibilità di lavorare sulla tua esperienza – su ciò che vivi, che hai vissuto e anche su quello che vivrai – in modo da ristrutturare il significato dell’esperienza passata, il senso di ciò che vivi oggi e guardare nella giusta prospettiva il futuro che vuoi realizzare.

Ci sono tre lezioni fondamentali – fra le tante che la PNL mi ha insegnato in questi anni – che voglio condividere con te:

  1. Come leader è tuo compito guardare avanti. Allo stesso tempo devi ricordare che le persone che vivono con te, i tuoi cari, la tua famiglia sta vivendo la sua vita, con le sue sfide e difficoltà. Quando raggiungi i tuoi obiettivi, ricordati quanto sono importanti le persone che hai al tuo fianco: aiutale a riconoscere i loro progressi e fornisci loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzarsi come stai facendo tu.
  2. Definire lo scopo e incanalare la sua forza è cruciale per essere il leader che desideri. Se non hai ancora definito in modo chiaro lo scopo della tua vita, potresti fare cose che alla fine non ti rendono felice o appagato. Per iniziare a definire il tuo scopo ripensa alle sfide più difficili della tua vita, alle esperienze che hai vissuto e che ti hanno formato. Hai trasformato quelle avversità in risorse? Cosa ti ha spinto a farlo? Se il tuo io di oggi potesse parlare con il tuo io di qualche anno fa, che consiglio gli darebbe?
  3. Impara a dire qualche no. Non tutte le sfide ti porteranno dove desideri essere. Non tutte le novità ti faranno crescere. Dire di sì a tutto non è utile per nessuno: ti sovraccarica e ti porta a dedicare meno attenzione alle tue priorità più importanti. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa di nuovo chiediti se accettando faresti un buon uso del tuo tempo e se la scelta si allinea al tuo scopo, ai tuoi valori, alla tua identità. A volte, la cosa migliore che puoi fare è dire rispettosamente no, grazie.

Ritrova la strada, quando ti senti perso

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Ogni tanto può capitare di sentirsi smarriti e confusi. Questo accade soprattutto quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort, così tanto che non ricordiamo nemmeno da dove eravamo partiti e per quale ragione. Può capitare: ci sono dei periodi nei quali è necessario sperimentare e battere nuove vie per scoprire qualcosa di nuovo, per trovare soluzioni differenti. L’importante è avere un metodo rapido per ritrovare la via.

Come ti ho raccontato nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) quando accade questo nello sport, suggerisco di utilizzare le 4R: Reset. Resettare, cioè azzerare tutto. Refocus. Rifocalizzare, cioè decidere cosa è davvero importante. Regroup. Ri-raggruppare, cioè decidere su chi possiamo contare. Restart. Riprendere, cioè ripartire con la marcia giusta. Questi passaggi come si possono tradurre a livello personale?

Il primo consiglio che ti posso dare è di fare uno stop di tanto in tanto. Noi lo faccio di solito una volta l’anno con il workshop “Obiettivi!. Praticamente facciamo il punto della situazione: individuiamo lo scopo, lavoriamo su desideri e obiettivi, costruiamo strategie e definiamo il modo migliore – per TE – per raggiungerli. E se durante il resto dell’anno perdi la strada e hai bisogno di fare nuovamente il punto della situazione? Fai così:

Ricorda il tuo scopo: indipendentemente dal fatto che tu abbia definito il tuo scopo, esso influenzerà la tua vita. Per questo è bene sapere cosa si vuole, esserne consapevoli. In questo modo è più semplice prendere decisioni in linea con la direzione della propria vita, perseguirle e mantenerle nel tempo. Quando ti senti smarrito, ricorda lo scopo: ti dirà in quale direzione andare.

Ricorda gli obiettivi: il modo migliore per avvicinarsi al proprio scopo è stabilire obiettivi coerenti. Se lo scopo è la direzione del viaggio, gli obiettivi rappresentano le tappe che farai in quella direzione. Le tappe non sono importanti come la direzione, si possono cambiare, le puoi gestire come preferisci. Puoi fermarti prima o andare oltre, gli obiettivi sono flessibili quanto lo sei tu e ti servono per misurare i tuoi progressi. Quando ti senti fuori strada, fermati e guardati intorno. Se il posto ti piace puoi fermarti lì.

Gestisci il tuo stato: se le cose che stai facendo ti sembrano spaventose o stressanti fermati e respira. Riporta la tua mente a uno stato di calma, ascolta le parole che ti dici e valuta se puoi trovarne di migliori. La gestione dello stato è uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere grazie alla PNL . Pensa al tuo scopo, fai emergere di nuovo la tua visione: già questo ha il potere di riportare quiete in una mente in tempesta. Quando ti senti confuso, vuol dire che stai facendo qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Puoi esserne fiero ed emozionato!