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azienda Archives - Claudio Belotti

Formazione smart in azienda

By | Coaching, Risorse gratuite

In ogni azienda è importante dare continuità alla formazione e consentire alle persone che lo desiderano di crescere e migliorare la propria condizione lavorativa e diventare leader del proprio team, gruppo o settore. Questo, soprattutto nelle aziende medio-piccole può avere dei costi anche molto alti e quando si deve scegliere dove destinare le risorse, molto spesso è proprio la formazione a subire i tagli maggiori.

In questo modo è facile creare dei capi, con un ruolo ma privi degli strumenti, piuttosto che dei leader capaci di guidare e motivare gli altri.

Inoltre in molti imprenditori c’è la paura che una volta formati, i dipendenti se ne vadano. Il fatto è che tenersi dei dipendenti non formati è molto peggio che formare delle persone che una volta cresciute potrebbero lasciare l’azienda. Considera infatti per un attimo questo scenario: opti per non fare formazione. Man mano che il mondo si evolve e cambia, i tuoi dipendenti restano indietro. Una azienda senza formazione invecchia molto più rapidamente e più facilmente esce dal mercato.

Una azienda che forma con continuità i propri dipendenti invece solitamente ottiene un ritorno molto importante sul proprio investimento.

La leadership è fondamentale per il successo di un’azienda. Senza leader che organizzano, ispirano e gestiscono le altre persone, sei sulla strada giusta per creare molti problemi e ottenere poca produttività. E creare leader a partire dagli interni è molto più efficace che andarne a cercare di esterni e con qualche accortezza è possibile farlo anche in modo da risparmiare risorse preziose. Vediamo insieme tre modi semplici per formare leader capaci con piccoli investimenti mirati:

  1. Aumenta le competenze di Coaching. Seleziona un gruppo di dipendenti desiderosi di apprendere e iscrivili a un percorso di Coaching. Ce ne sono molti in Italia e all’estero, di ottimo livello. Io personalmente credo nella mia formula originale One Hand Coaching e la presento ogni anno durante il Coaching secondo Claudio Belotti. Prima scegli di aderire, minore è il costo. E hai la certezza di portare anche nella tua azienda oltre 25 anni di esperienza in questo settore, con le tecniche più efficaci, le strategie super testate e garantite dai risultati che hanno costruito la mia fortuna come Coach internazionale.
  2. Invita in azienda oratori esterni. Sembra banale, ma in pochi ci pensano: ci sono molti professionisti, professori o manager che sarebbero disposti a tenere una conferenza per poco o nessun costo. Magari per presentare il proprio libro o per presentarsi e ampliare la propria rete di contatti. La stessa cosa si può fare ad esempio con clienti, partner e fornitori. Nel caso in cui invece individui uno speaker che desideri avere ma non puoi permetterti, potresti accordarti su un prezzo più basso aiutandolo a organizzare un ciclo di conferenze nella tua zona o coinvolgere altre aziende per dividere il costo.
  3. Cerca modi per facilitare la formazione. Nella tua azienda è possibile che già ci siano dipendenti che si formano esternamente a proprie spese, investendo tempo e denaro. Se vuoi puoi proporti per finanziare questa formazione esterna e per giustificare l’investimento, chiedigli di organizzare un seminario al rientro per condividere con gli altri ciò che hanno appreso e come applicarlo al tuo settore. Se proprio non vuoi finanziare queste iniziative, almeno puoi garantire permessi extra retribuiti o altri benefit che possono rendere più semplice queste attività a chi desidera farle.

Il rumore di fondo della vita

By | In evidenza

Esiste una quantità ideale tempo per restare a lavorare in una azienda? Sì e… No. Mi spiego meglio: non esiste un tempo fisso valido per tutti che siano tre, cinque o dieci anni. Ma esiste un tempo. Quando si è dipendenti, il tempo che si lavora per una azienda è sempre un tempo determinato.

A questa regola ci può essere solo una eccezione: riuscire a sviluppare la capacità di crescere e ottenere continua soddisfazione dal proprio lavoro attraverso obiettivi sempre nuovi. Altrimenti sarà solo una questione di tempo a stabilire la naturale scadenza della motivazione. Ogni dipendente è prima di tutto un essere umano e in misure differenti ha innato un bisogno di varietà. Questo non vuol dire che tutti arrivino al punto di voler lasciare il proprio lavoro: il lavoro potrebbe soddisfare altri bisogni o la persona potrebbe riuscire a mantenere un buon equilibrio tra soddisfazione e sofferenza.

Proprio per questa ragione è molto importante fare attenzione ai segnali che il corpo manda. Cosa significa se sei in sofferenza? Se hai un alto livello di stress? Il motivo potrebbe essere che non sei più allineato ai valori o persino allo scopo del tuo lavoro e stai perdendo completamente l’interesse per esso, andando in stress.

Lo stress oggi è diventato così presente nella società che tendiamo a non pensarci più molto. È un rumore di sottofondo, al quale facciamo caso solo se ci fermiamo ad ascoltarlo o se altri ce lo fanno notare. Ma innumerevoli studi scientifici hanno dimostrato che lo stress invece è un problema serio e ha un grave impatto sulla nostra salute e il nostro benessere.

Riconoscere quindi l’origine del proprio stress è molto importante. Questo si può fare in molti modi: il mio preferito da tanti anni ormai è fare il punto sui miei obiettivi. Lavorando sullo scopo e sugli obiettivi puoi individuare facilmente cosa vuoi che faccia parte della tua vita e di conseguenza anche se il lavoro che stai facendo è quello che vuoi e quello che ti può portare dove vuoi andare.

Proprio per questo da tanti anni ormai torno a proporre Obiettivi!, uno straordinario workshop che faccio per aiutarti a definire e raggiungere i tuoi obiettivi. Con il workshop Obiettivi! infatti conquisti la certezza di ottenere ciò che vuoi e riesci a farlo con la spinta di una motivazione solida e costante. Grazie a Obiettivi! infatti tante persone hanno compreso che era arrivato il momento per realizzare i propri sogni, metterli su carta e trasformarli in obiettivi concreti.

Informati qui e partecipa al workshop che può cambiarti la vita!

Benessere e performance in azienda

By | In evidenza

Spesso, facendo Coaching all’interno delle aziende mi capita di incontrare manager e imprenditori che desiderano migliorare la propria comunicazione e quindi la propria gestione dei collaboratori. Allo stesso modo desiderano conoscere il pensiero dei propri dipendenti e le emozioni che essi provano svolgendo il loro lavoro in modo da far crescere l’azienda in maniera armonica. Non è un concetto hippie: ogni organismo complesso – e l’azienda lo è – ha bisogno di crescere e maturare sotto il profilo emozionale mentre cresce sotto quello fisico.

Ed è solo attraverso un coinvolgimento emotivo nei confronti del proprio lavoro e della propria azienda che è possibile motivare e coinvolgere veramente i lavoratori per permettergli di esprimersi ad alti livelli. Sono i sentimenti e le emozioni che, di fatto, guidano il comportamento umano. E ogni azienda che desidera migliorare benessere e performance deve affrontare il problema della motivazione trovando la propria formula.

I dipendenti devono essere sufficientemente coinvolti sotto il profilo emotivo circa gli obiettivi e la visione dell’azienda, al punto di desiderare alzarsi dal letto al mattino e lavorare per l’obiettivo e in funzione dello scopo aziendale. Può sembrare un’utopia ma instaurando una comunicazione efficace con i propri dipendenti è possibile ottenere questo risultato. Il modo migliore per instaurare una comunicazione passa attraverso le domande e una sincera curiosità che permette all’azienda di scoprire e comprendere i bisogni dei propri dipendenti.

Per fare questo, ogni leader, imprenditore, manager dovrebbe porsi almeno cinque domande:

Ascolto tutti i membri dell’azienda e cerco di dare spazio e libertà di parola a chi ha bisogno di condividere il proprio punto di vista?

Mantengo sufficientemente aggiornato il mio team, facendogli sapere perché certe decisioni vengono prese e come il loro lavoro sta aiutando a far crescere l’azienda?

Dimostro interesse per le esigenze e per i bisogni personali e professionali dei miei collaboratori?

Fornisco un feedback regolare e informo le persone sul loro livello di prestazione?

Faccio in modo che le persone sappiano quali sono i loro obiettivi e gli fornisco gli strumenti sufficienti per raggiungerli?

Rispondendo a queste domande puoi iniziare a valutare tu stesso a che punto sei nel coinvolgimento emotivo dei tuoi dipendenti nella vita dell’azienda. I grandi leader hanno la capacità – e la responsabilità – di determinare il futuro dell’azienda e dei dipendenti aiutandoli a raggiungere il loro massimo potenziale.

3 comportamenti (particolarmente) dannosi in azienda

By | In evidenza

Qualche tempo fa ti ho parlato del valore (umano ed economico) che esprimono i dipendenti migliori, dei costi che deve sostenere una azienda ogni volta che se ne lascia sfuggire uno e dell’importanza di creare le giuste condizioni nell’ambiente di lavoro affinché tutti si sentano valorizzati al meglio delle proprie capacità.

In molti mi hanno scritto per chiedermi di approfondire l’argomento che è cruciale nella gestione di qualsiasi impresa e può presentare sfide simili tanto in una multinazionale quanto in una azienda di piccole o medie dimensioni. Alcuni comportamenti nella gestione del personale possono essere tossici e avvelenare l’ambiente di lavoro, portando i dipendenti ad allontanarsi e minare gli equilibri nelle organizzazioni.

Ci sono fondamentalmente 3 comportamenti che risultano particolarmente dannosi nella gestione del personale e che andrebbero evitati in ogni modo. Vediamoli insieme:

Eccesso di regole: qui non conta la dimensione dell’azienda, conta la mentalità dell’imprenditore o dei manager. Ogni azienda ha mille ragioni per stringere le maglie del controllo sui propri dipendenti per controllare tutto il controllabile e tracciare tutto il tracciabile. Intendiamoci: le regole servono. Allo stesso modo serve la flessibilità e lo smart working per molte aziende è una soluzione: meno controlli e dipendenti più responsabilizzati.

Poca comunicazione: questo accade molto di frequente. Si producono quantità di mail ginormiche e poi non ci si scambia una parola a voce e nascono equivoci. Oppure ci si affida a manager, dirigenti o capi reparto gelosi delle informazioni in loro possesso che rallentano o addirittura ostacolano la diffusione di idee e il lavoro resta indietro. Condivisione e trasparenza sono elementi fondamentali per far “girare” bene un’azienda.

Mancanza di leadership: ci sono molte ricerche e sondaggi, tanto a livello universitario quanto a livello di consulenza aziendale, che indicano nella mancanza di leadership una delle cause più evidenti del declino di molte aziende. Spesso questo è associato alla perdita di visione e di scopo nel lavoro della propria azienda. Alcuni manager tendono infatti a mettersi sempre al centro della scena, rubandola alla squadra. Oppure a rendersi invisibili abbandonando il gruppo a sé stesso. Una leadership chiara e lungimirante invece può fare la differenza e il successo di una impresa.