Riflessioni (grazie a Don Sergio)

By 10 Aprile 2012Riflessioni

Don Sergio l’ha fatto un’altra volta. Sono andato a messa controvoglia, preso dalle tante cose da fare e lui mi ha fatto cambiare idea ancora. A parte l’ottimo Public Speaking, ha sempre un modo straordinario di portare nella vita quotidiana gli insegnamenti delle Scritture.

Chi mi conosce sa che sono affascinato dalle religioni e dai loro insegnamenti, ma non sempre da chi li trasferisce (o cerca di farlo) a noi (più o meno) fedeli.

Don Sergio venerdì sera è stato, come sempre, un maestro. Non ricordo bene cosa ha detto lui e cosa ho pensato io mentre diceva, quello che conta è che mi ha fatto rivalutare la storia della passione di Gesù.

Come sappiamo Gesù è andato nel deserto per digiunare e prepararsi. Fa sempre bene uscire dal rumore delle nostre vite, andare nel silenzio per calmare la mente. Il digiuno è comune a tutti i grandi Profeti. Privarsi dalle abitudini ci libera dalle dipendenze e ci fa apprezzare le cose che diamo scontate. A volte 40 giorni sono troppi, ma io una volta ogni tanto smetto di fare/mangiare qualcosa così per educarmi ad apprezzarlo di più. In questo lungo week end Pasquale ho lasciato la mia vita veloce (incluso pc, iPad ecc.) per riposare con le mie tre donne… solo carte, film e coccole!

Tra i film che abbiamo visto ci siamo guardati “Jesus Christ Superstar” il capolavoro che mi ha fatto riscoprire la figura di Gesù quando ero ragazzino. Tra le tante cose nel musical è evidente la fatica che Egli aveva nel farsi capire. In quel film manca la scena in cui Gesù lava i piedi agli apostoli. Don Sergio ne ha parlato. Un gesto capito da pochi, soprattutto allora. In un mondo di urli, di pretese, di diritti acquisiti il figlio di Dio si inchina e lava i piedi… straordinario! E come dice Don Sergio “se uno ti lava i piedi con umiltà ha ragione lui, per definizione ha ragione lui!”. Una frase che mi ha colpito come uno schiaffo e che ricorderò per sempre.

Uno dei 12 Lo tradisce. Anche a me uno dei miei 12 mi ha tradito. A dire il vero sono stati in tanti, io non sono così bravo a scegliere penso. Forse è successo anche a te, anzi sicuramente. Però se ci pensi senza quel tradimento non saresti stato messo in croce. Non saresti morto per poi risorgere più forte, più saggio e più leggero. Così leggero da poter ascendere al cielo!

Mi è servito ricordare che è stata la folla a mettere in condizione Ponzio Pilato di sentenziare Gesù alla crocifissione. La folla è stupida. È con te quando va tutto bene e ti molla appena conviene. Poi magari quelli che sono disposti a starti vicino vengono denigrati (vedi Maria Maddalena) perché sono sempre stati fedeli. (Curioso che sia stata una ex “prostituta”, o così dicono, ad essere sempre stata fedele).

“Padre perché mi hai abbandonato?”. Quante volte l’ho detto! Quante volte lo avrai pensato! Quando si è soli ci si sente soli. È normale siamo umani. Il nostro cervello cancella chi ci sta vicino, dimentichiamo persino la guida divina che ci ha messo in quella situazione e ci indica la via.

“Perdonali perché non sanno quello che fanno”. Io a perdonare faccio fatica. So che non sanno quello che fanno. Essendo deficienti, nel senso letterale della parola, non possono sapere. Se ci pensi però ti fanno un favore. In oriente dicono che i tuoi “nemici” sono Maestri travestiti. Se non fossi stato tradito, deriso, crocifisso non avrei mai fatto il processo di crescita che ho fatto. Il perdono mi manca ma la gratitudine c’è l’ho. Li ringrazio, tanto. È anche merito loro.

Per l’ascesa al cielo ci manca un bel po’. Io e te siamo troppo umani. Dobbiamo aspettare di morire e lasciare che la nostra anima vada dove andrà.

Nel frattempo però possiamo creare un po’ di paradiso nelle nostre vite. Come?

  • Prenditi tempo per andare nel tuo deserto lontano dal rumore delle richieste altrui.
  • Lava i piedi a qualcuno, con passione e amore.
  • Fai una bella cena, magari non sia l’ultima, dove dai anima e corpo.
  • Lascia che gli altri ridano di te sapendo che tanto non sanno quello che fanno.
  • Lasciati morire, e soprattutto risorgi. Lascia che quello che non ti appartiene, quello che tu non sei muoia per lasciare che il nuovo o il vero rinasca.
  • E soprattutto rendi onore a chi ti ama davvero, è facile capire chi è, è sempre lì, al tuo fianco, senza far tanto rumore. Altri diranno di tutto su questa persona, vorranno denigrarla. Lascia che lo facciano. Tu sai chi è e quanto vale. Non a caso sarà l’unica persona a cui darai il privilegio di massaggiare i tuoi capelli.

Buona settimana di resurrezione.

Claudio

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