Non tutto lo stress è utile: impara a sceglierlo

By 16 Gennaio 2019In evidenza

Lo stress è parte della vita di ciascuno di noi. In molti casi è una spinta a far meglio, in molti altri può sembrare una zavorra. Dipende certo dalla fonte – che non possiamo controllare – e da noi che certamente possiamo decidere cosa fare di questo stress. Utilizzare lo stress per migliorare la propria performance significa integrare questa interferenza e ricevere un surplus di energia per il lavoro e la vita di tutti i giorni.

Non tutto lo stress però è utile. Mi spiego meglio: io penso che sia possibile trarre il meglio da ogni situazione. Non per questo tutte le fonti di stress vanno tollerate e integrate. Alcune fonti infatti sono stress inutile al quale capita di esporsi anche solo per abitudine. A queste fonti non fai nemmeno più caso ma nel profondo consumano energie che potresti utilizzare diversamente. Il primo passo quindi è portarle a galla, accorgerti di cosa ti stressa.

Tra i molti esempi delle più comuni fonti di stress da riconoscere ed eliminare ci sono queste tre:

Non separarsi dal passato
Capita a volte di non farci nemmeno caso e giudicare il proprio presente con il pensiero, i valori e gli obiettivi del passato. Ogni tanto è importante fare una bella pulizia del cervello, un aggiornamento del software per avere la consapevolezza di cosa pensi e credi oggi, cosa ti motiva: quali sono i valori e le convinzioni importanti per TE, oggi. Non puoi iniziare il prossimo capitolo della tua vita se continui a rileggere quello vecchio.

Accontentarsi
Chi si accontenta gode così così, cantava Ligabue. Una delle più comuni cause di stress nella vita è lasciare i sogni nel cassetto e i progetti nel dimenticatoio. Perché i sogni, le idee, le ispirazioni sono la parte più autentica della tua vita, rispecchiano la parte più profonda di te. E non muoiono, non te le scordi e basta: restano lì che tu lo voglia, o no. In questo caso accontentarsi è uno stress perché anziché ragionare su come realizzare i propri progetti, ci si concentra su ciò che manca. Raggiungere un obiettivo è semplice se sai come farlo.

Fare i perfezionisti
Il perfezionismo va definitivamente superato. Perché? Per due ragioni: la prima è che la perfezione non esiste. È sempre possibile fare meglio e più si fa, più si migliora e se ci si ferma di tanto ad analizzare errori e difetti, si migliora anche di più. Questi, gli errori, i difetti, sono i maestri che possono portarti verso la migliore versione di te stesso. La seconda ragione è l’originalità. La perfezione è robotica, standardizzata. Il difetto è unico, è il valore aggiunto. Scegli di essere difettoso, scegli di essere unico.