Gestire conflitti e disaccordi per far performare al meglio il team

By 18 Maggio 2019Blog

In azienda, come anche in famiglia, è facile trovarsi in disaccordo. Può capitare tanto per cose più o meno banali quanto su decisioni importanti e strategiche. Nell’ottica di un imprenditore o di un manager a capo di un gruppo di lavoro, molto spesso questa discordanza di vedute risulta utile e persino salutare perché permette ai team di lavoro di integrare idee e posizioni differenti.

L’importante è che questi disaccordi non trascendano in conflitti e vengano sempre gestiti al meglio dal leader: infatti, quando il leader riesce a incanalare le energie in maniera produttiva, il rendimento e i risultati ne risentono positivamente.

Se anche tu vuoi essere un leader capace di gestire i disaccordi e inspirare il team per produrre un maggior numero di risultati positivi, è importante che tu tenga bene a mente alcune semplici regole:

Fai attenzione al tuo stato emotivo. Quando si scaldano gli animi e le persone diventano come pentole a pressione. Si scaldano, aumenta la tensione e a volte sbuffano notevolmente. Bisogna intervenire: se una persona non è in grado di gestire il proprio stato, deve essere il leader ad aiutarlo a non scoppiare, abbassando il livello di scontro, cambiando le parole o intervenendo sulla situazione in modo da raffreddare gli animi.

Ricorda l’obiettivo. Certo i conflitti possono generare idee interessanti e per fare in modo che queste idee non siano solo belle idee, è importante che tenere sempre ben chiaro qual è l’obiettivo del gruppo di lavoro. Si possono utilizzare post-it o una lavagna sulla quale scrivere chiaramente cosa si vuole ottenere. Spostare l’attenzione all’esterno del gruppo, aiuta a bilanciare bene la spinta creativa con le necessità stringenti degli obiettivi aziendali.

Cambia prospettiva. Quando si genera un conflitto su di un argomento sostanziale – ritenuto da tutte le parti troppo importante – si può generare una impasse. Il leader ha il compito in questo caso di uscire dagli schemi, guardare il problema da un punto di vista differente. Non si tratta di proporre soluzioni o calare decisioni dall’alto; si tratta di porre le domande giuste. Molto spesso le domande giuste iniziano con “E se…” e spingono il team ad affrontare la salita in vetta utilizzando una via diversa, a guardare la montagna da scalare da un lato nuovo.

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