Ciò che fai tutti i giorni

By 10 Marzo 2019In evidenza

Quando lavoravo nel settore alberghiero, uno dei miei maestri di quei tempi – un grandissimo direttore d’albergo – mi ricordava spesso che un albergo di lusso non è di lusso solo perché ha posate d’argento, uno chef rinomato o un arredamento griffato. Un albergo di lusso, lo è anche e soprattutto perché ci sono una serie di dettagli: tanti piccoli dettagli che messi insieme rendono l’esperienza del cliente un’esperienza di lusso.

Ad esempio, nella sua rinomata catena alberghiera – forse una delle più importanti al mondo – il servizio è considerato molto più importante di tutto il resto, delle posate d’argento, dei mobili straordinari, dei vini migliori. Ma se il servizio, l’attenzione verso il cliente, non sono allo stesso livello di lusso allora non puoi considerarti davvero un albergo di lusso.

Perché ti ho raccontato questo aneddoto? Perché c’è solo una cosa che dà risultati: noi possiamo cambiare il modo di ragionare, possiamo cambiare l’identità e le convinzioni e fare tutto quello che vogliamo. Se mastichi un po’ di PNL sai di cosa sto parlando. E alla fine l’unica cosa che ti dà dei risultati oggettivi sul campo sono le azioni. Se hai seguito qualche mio corso o se mi segui da tempo sai che io sono uno dei pochi in Italia e nel mondo a sostenere che lo scopo sia più importante dell’obiettivo.

Ci sono ancora persone che confondono persino queste due cose. Cercano di farti definire il tuo scopo, facendoti pensare a cosa vuoi. No, lo scopo non è cosa vuoi. È il perché fai quello che fai, oltre le difficoltà, oltre il lavoro. E tutti questi lavori di definizione, dallo scopo all’obiettivo, dall’identità a alle convinzioni, alla fine devono essere messi in pratica.

Io ho lavorato tantissimi anni fa per un imprenditore italiano, proprietario di un team di motonautica offshore – la Formula Uno del mare. Il motore della barca del team era talmente potente che quasi ogni gran premio della stagione rompeva il piede cioè la parte che entra nell’acqua, dove si trova l’elica. Ecco, in pratica è inutile avere un motore potente se poi non riesci a concludere, cioè a trasferire tutta la potenza alla barca perché si rompe tutto.

Mi spiego meglio: nella mia esperienza soggettiva di Coach che da 25 anni gira il mondo ad aiutare le persone a fare del loro meglio ho visto che c’è una costante. Una cosa che succede a molte persone: magari frequentano un corso dove il formatore le motiva, c’è la musica, si balla, ci si abbraccia, sono belle gasate e fissano degli obiettivi enormi. Magari sono persone che mangiano quattro barattoli di Nutella al giorno e decidono “da domani basta Nutella!”. Magari non hanno mai corso nella loro vita e decidono: “da domani esco tre volte alla settimana faccio dieci chilometri”.

E dopo cosa succede? Succede che vanno via dal corso e il picco emotivo a poco a poco si allontana e le azioni che hanno pianificato non le fanno perché sono troppo grandi rispetto a quello che stavano facendo prima. Per la mia esperienza – io sono convinto di questo, lo sono sempre stato e lo sarò probabilmente ancora per un bel po’- i veri risultati, la vera evoluzione si ottiene con la continuità, col fare tante piccole cose.

È la quotidianità che ti cambia la vita.

Il tuo corpo non migliora se vai in palestra una volta al mese e ti massacri per 3/4 ore di seguito. Quando ho lavorato in una azienda di distribuzione di mobili – il mio capo era uno dei due svedesi che ha portato Ikea in Italia – mi diceva sempre: “Se tu un giorno decidi di lavarti i denti per quattro ore consecutive, non è che poi per il resto dell’anno sei a posto. Devi lavarti i denti tutti i giorni e magari più volte al giorno”.

Nel mondo americano c’è un detto: “A bad run is better than no run”. Cioè, un allenamento fatto male – perché magari sei stanco o sei svogliato o c’è brutto tempo non hai voglia non ha avuto tempo a sufficienza per farlo bene – è comunque meglio che nessun allenamento.

Perché credo sia vera affermazione? Per almeno due ragioni: la prima è che è meglio fare qualcosa, che non fare nulla. La seconda è il fatto stesso che tu sia riuscito ad allenarti. Se tu fai una bad run, un brutto allenamento, magari non hai grandi risultati dal punto di vista fisico ma ottieni un risultato importantissimo: la continuità, quella autodisciplina che ti porta a fare tutti i giorni qualcosa.

Fare tutti i giorni qualcosa è meglio che fare una volta ogni tanto tantissimo, perché con il lavoro costante crei questa massa critica che dopo un po’ genera l’abitudine e soprattutto crei una forma mentis vincente.

Il mio consiglio per te, oggi, è questo: se hai fatto dei gli obiettivi super mega esagerati e non stai facendo nulla perché la vita ti ha travolto, perché gli imprevisti te lo hanno impedito, perché hai preso un boccone troppo grande da masticare, invece di sputare tutto il boccone e rinunciare, magari ridimensiona il tuo obiettivo. Perché è meglio un brutto allenamento, che nessun allenamento. Aristotele diceva “noi siamo ciò che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine”. Significa che è quello che facciamo tutti i giorni che fa la differenza nella qualità della nostra vita.

Io ho avuto la fortuna di incontrare tantissime persone di successo. Sono persone che ottengono risultati, che stanno bene in salute, nel fisico e che stanno bene emotivamente, che sono felici. Ovviamente non hanno una vita perfetta, hanno alti e bassi, hanno problemi ma si evolvono, migliorano costantemente. E ho scoperto che per quanto questa idea sia abbastanza semplice da comprendere e soprattutto di buon senso, sono davvero poche le persone che la mettono in pratica.

Per aiutarti a comprendere l’importanza di ciò che ti dico, ti faccio qualche domanda. Rispondi sinceramente: cosa mangi tutti i giorni? Quando mangi bene tutti i giorni, una volta ogni tanto puoi sgarrare. Cosa leggi tutti i giorni? Cosa guardi in tv tutti i giorni? Cosa ascolti? Non solo che musica ascolti, ma che discorsi ascolti, a quali conversazioni presti attenzione? Cosa fai con il tuo corpo? Lo muovi? Non lo muovi? Che interazioni hai con i tuoi familiari? Con i tuoi colleghi? Cosa fai con i tuoi soldi tutti i giorni?

È questo che fa la differenza.

Fai una piccola cosa tutti i giorni e vedrai che a un certo punto succederanno cose che ti sembrano miracoli e miracoli non sono affatto. Conosciamo tutti la metafora della goccia che piano piano, ogni giorno, scava, scava, scava e a un certo punto crea un buco nella roccia.

Se, nel tempo, una goccia d’acqua, senza un corpo, senza identità o convinzioni, riesce a scavare la roccia, tu cosa immagini di riuscire a fare? Sicuramente, è di più. Fai come la goccia, con quella autodisciplina che purtroppo – o per fortuna – pochi hanno e ottieni più di quello che le persone si aspettano da te.

Io non sono una persona speciale, non ho caratteristiche particolari. Non sono super intelligente ma ho una fortuna: un po’ per natura, un po’ per educazione: ho una forte autodisciplina. Sono un soldatino, se mi metto in testa una idea, un obiettivo o se mi affido a un medico, un allenatore – qualcuno di cui mi fido e al quale permetto di dirmi dice cosa fare – a quel punto quella azione, io la faccio fino in fondo.

Non ci sono scuse, la faccio e basta. È autodisciplina. E per me è sinonimo di libertà. Perché l’autodisciplina significa che tu prendi una decisione e questa decisione la porti avanti, fino alla fine, per te.

Ho un amico che dice che per lui l’autodisciplina è un obbligo, una prigione. Ecco, se non hai la flessibilità di cambiare idea quando è necessario, può trasformarsi in una prigione.

L’autodisciplina vince proprio grazie alla flessibilità, perché la flessibilità non è indolenza. La flessibilità è: oggi ho 39 di febbre, magari decido di saltare l’allenamento. O se ho un problema fisico, una infiammazione, una tendinite. Oppure un’emergenza di lavoro o familiare: l’autodisciplina e la flessibilità si accompagnano sempre al buon senso. Mentre gli obblighi e l’indolenza si accompagnano spesso alla mancanza di buon senso.

Ti faccio un esempio: ho deciso che ogni martedì mi alleno. Un martedì non ho voglia di allenarmi e cedo alla mancanza di voglia e non mi alleno. Questa non è flessibilità, è indulgere alla pigrizia. Perché cambio idea, modifico una risoluzione sulla base dell’emozione del momento. Ed è proprio quello il momento in cui ti dovresti accorgere che cambiare programma, rinunciare significa che non sei libero, sei schiavo delle emozioni del momento. Invece la libertà è innanzitutto la libertà di prendere decisioni e di mantenerle per rispetto nei confronti di te stesso. Ovviamente la libertà è anche la libertà di cambiare la decisione presa perché ciò che fai non vale più la pena o perché sono cambiate le tue priorità.

Ti porto l’esempio di una decisione importante che ho preso molto giovane e che ha dato una impronta fondamentale alla mia vita. Io avevo deciso da ragazzino che volevo fare carriera nel settore alberghiero. Ho incominciato a lavorare, mi sono fatto il mazzo e quando la mia carriera ha spiccato il volo ho deciso che non mi interessava più e ho deciso di cambiare. Così ho incominciato a fare il lavoro che sto facendo da ormai 25 anni. Ma non è stata una questione di un momento. Non ho gettato via la carriera di una vita per l’emozione di un momento. Venticinque anni da Coach credo che lo dimostrino.

Qualsiasi attività – persino quella dell’astronauta che tutti pensano sia uno dei lavori più belli del mondo – ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ho avuto la fortuna di parlare con alcuni astronauti e anche loro hanno una serie di attività noiose che non vorrebbero fare. Però fanno parte di questo lavoro meraviglioso ed il segreto è tutto qui: chi sceglie con passione ciò che fa, riesce a fare bene anche le attività noiose. Se fai sport probabilmente sai che gli allungamenti, lo stretching, il riscaldamento, sono una parte fondamentale della prevenzione degli infortuni e allo stesso tempo sono una pratica noiosa. Tutto quello che fai prima dell’attività sportiva o dopo per evitare di farti male, non è proprio una delle cose più motivanti al mondo ma è fondamentale, se desideri continuare a fare lo sport che ami.

Quindi, definisci degli obiettivi che sono alla tua portata, ambiziosi, allo stesso tempo ragionevoli in modo tale che tu possa prendere degli impegni con te stesso. Prendi impegni che sai di poter mantenere e mantienili a qualsiasi costo.

Fai poco, ma fallo sempre e vedrai che andrai molto lontano, molto più di quanto tu possa pensare adesso. Se hai difficoltà, trova il modo di farti aiutare da un Coach o da un buon libro, da un motivatore, da un amico o da chi vuoi. Trova il modo migliore per te di essere motivato, di fare bene le cose che devi fare per raggiungere i tuoi risultati e di fare anche le cose che non hai voglia di fare.

Mantieni le promesse che ti sei fatto, mantieni gli impegni che hai preso con te stesso: un brutto allenamento è meglio che nessun allenamento. Quello che fai tutti i giorni, fa la differenza, quindi trova il modo di fare bene le cose che non hai voglia di fare e ti posso assicurare che non avrai mai abbastanza fantasia per immaginare cosa la vita riserva, se ti impegni e fai la tua parte. Ogni giorno.

Il testo di questo post è una trascrizione della diretta Facebook del 04/02.

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