Cervello e buoni propositi

By 22 Gennaio 2013Riflessioni

Gennaio è già alla fine, un mese è volato. Ce ne mancano 11 per finire l’anno e raggiungere i risultati. Trasformare i buoni propositi in realtà.

Tu come sei messo? Hai iniziato bene?

Domenica scorsa ero in aula con 60 persone per il workshop “Obiettivi!”, domenica prossima lo rifaremo a Roma. È sempre emozionante per me, vedere persone in gamba fermarsi per un giorno intero a lavorare sul proprio futuro. Mi emoziona.

60 sono tante. Da un certo punto di vista sono poche, rispetto a chi, invece, vive la vita giorno dopo giorno, senza pianificare o fare qualcosa per il futuro.

Ieri ho avuto l’onore di fare una lezione allo SNID. Oltre all’emozione di entrare all’Università come “docente”, ho avuto quella di vedere che ci sono ancora giovani in gamba che hanno voglia di fare. È una buona notizia, la speranza per un futuro migliore.

La buona volontà serve, definire obiettivi anche. Spesso non bastano. Ci vuole metodo.

Se hai fatto, o farai, la giornata con noi domenica, sei avvantaggiato perché il metodo è di comprovato successo. Cioè funziona, lo abbiamo testato e funziona.

Se non c’eri, permettimi di darti qualche consiglio. Sono trucchi del mestiere, nati dall’esperienza (cioè da errori che ho fatto in passato), e dagli insegnamenti dei “guru”.

L’idea è di rendere il 2013 davvero straordinario!

Sii “choosy”.

È la parola resa famosa dal Ministro Fornero. To choose, significa scegliere. Quindi, diventa “schizzinoso”, scegli.

Se fai una lista chilometrica di obiettivi, devi fare un corso di memoria solo per ricordarli tutti. Il nostro cervello funziona meglio se è focalizzato. “Focus è potere” dice qualcuno. E allora, fai pure la lista chilometrica, poi scegli i risultati più importanti per te.

A me piace il numero 3 per queste cose. Mi piace perché è un numero sacro, poi le ricerche dicono che 3 obiettivi sembrano essere il numero perfetto per come funziona la nostra mente.

Quali sono i 3 risultati più importanti per te quest’anno? Scegli e scrivili.

Occhio alle parole

Se definisci i tuoi obiettivi con un linguaggio poco motivante, ti freghi da solo. Assicurati di scrivere parole che ti emozionano. Devono farti venire il brivido dietro la schiena o gli occhi lucidi.

Un conto è definire l’obiettivo così: “pesare x chili, essere in forma e stare bene”. Un altro è dire: “vedere sulla bilancia il numero x, sentire l’energia della vita nel mio corpo, vedermi bella/sexy/una bomba, essere completamente a mio agio in quella gonna stretta che ho nell’armadio da tempo e sapere che io sono in controllo del mio corpo!”.

È ovviamente solo un esempio semplice.

Nelle aziende a volte leggo la vision/mission, o i valori, e mi viene sonno. I concetti son belli, ma le parole utilizzate sono così formali che non motivano nessuno.

Carica di emotività il tuo linguaggio!

Non sei obbligato a condividere queste con nessuno, quindi, puoi esagerare. Io lo faccio sempre. Il risultato? Mi motivo, mi diverto e porto a casa i risultati.

Sii specifico e definisci il risultato.

Essere in forma vuol dire tutto e niente. Definisci il tuo obiettivo in modo misurabile.

Inoltre, cosa importantissima e poco conosciuta, definisci il risultato, non il processo. Perdere 5 chili è un processo. Pesare X chili è un risultato.

È una piccola differenza che però, cambia tutto!

Se lo formuli come processo, perdere 5 chili, farà un filmato di tutte le cose da fare/rinunciare e così via, che non sono motivanti per nulla.

Il cervello vuole vedere il risultato e i vantaggi per essere motivato. Se dici pesare X chili, farà quell’immagine e vorrà arrivarci.

Evita di fare questo errore. È il tipico sbaglio che fa chi non sa come funziona il cervello.

Trova la motiv-azione

Se mi conosci sai perché ho diviso la parola. Lo faccio per sottolineare il suo significato. “Motivi per fare l’azione”.

La differenza è tutta qui. Chi fa ha motivi, chi non fa non li ha.

Perché vuoi quello che vuoi?

Impara a farti questa domanda. Ai miei clienti la faccio sempre, e più volte.

Quella risposta ti dà la carica, la benzina per fare quello che serve. Rende le “rinunce”, scelte. La “fatica”, impegno. Lo “sforzo”, grinta.

Anche qui, usa parole con carica emotiva. Pensa a come ti sentirai quando avrai raggiunto l’obiettivo.

Fatti aiutare

Il “faso tuto mi” non funziona più.

Alleati con altre persone che, come te, vogliono crescere. Crea un gruppo di supporto, un gruppo di pari stimolante che ti può ispirare, aiutare e insegnare…

I personal trainer ti possono confermare che chi va in palestra con un amico, o chi frequenta i corsi con altre persone, ha più continuità e quindi più risultati.

Noi per esempio abbiamo un gruppo su Facebook. È un luogo virtuale dove ci incontriamo per confrontarci e darci supporto. È chiuso, riservato solo a chi ha fatto corsi con Extraordinary. In questo modo, sappiamo di essere in compagnia di persone che valorizzano le stesse cose che valorizziamo noi.

Ce ne sono tanti di gruppi, virtuali e non. Cercane uno (o anche più), l’unione fa la forza. Ora più che mai.

Comprendi il tuo modo di pensare e miglioralo

Una cosa che differenzia le persone che raggiungono i risultati, dagli altri, è il modo di pensare.

Non è la tecnica, nemmeno l’intelligenza o la fortuna. È la logica della psiche. Il modo di pensare, ragionare ed elaborare. Le idee, ma soprattutto le convinzioni, tutte le convinzioni: credenze, identità, valori, metaprogrammi, vMeme e così via…

Sai come la penso. Se non hai il libretto delle istruzioni, “ti monterai la testa nel modo sbagliato”.

Studia il cervello, la tua mente. Leggi, ascolta e frequenta corsi.

Io, se fossi in te, mi formerei in PNL e Dinamiche a Spirale. Sono le cose che ho studiato io, e grazie a questo, nonostante non sia più intelligente di altri, o accademicamente formato, direi che qualche buon risultato l’ho ottenuto. E non parlo solo di lavoro. Mi riferisco alla mia vita in generale, inclusa la parte personale/famigliare che sicuramente conta molto di più di tutto il resto.

Premia e festeggia

Non ha senso “vincere” se non c’è la premiazione e la festa.

L’ho detto diverse volte domenica scorsa in aula a Milano, e lo ripeterò domenica a Roma. Impara a festeggiarti e festeggiare gli altri.

Un obiettivo raggiunto merita un party. Premia e premiati. Che senso avrebbe raggiungere un risultato, se invece di fermarsi per goderselo, immediatamente ti poni un altro obiettivo?

Credimi io l’ho fatto, non serve. Non sei mai contento e ti esaurisci.

Raggiunto il risultato, festeggia e premia.

Poi avrai tempo e motivazione per fissare un altro obiettivo, però dopo che tu e tutti avete goduto della meta raggiunta. Se così non fosse, ci sarebbe solo lo sforzo continuo.

Un mese è andato. I prossimi voleranno, succede sempre così.

Rendili memorabili. Goditeli e crea una vita come TU la vuoi.

Le opportunità ci sono, gli strumenti li hai. Devi solo fare.

Buona giornata.

Claudio