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Ricarica le tue energie mentali naturalmente

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Ogni tanto hai bisogno di ricaricare la mente. Durante la giornata capita spesso di dedicare energie importanti concentrati sul lavoro che si sta svolgendo. A intervalli regolari è naturale provare la sensazione di aver dato tutto il possibile. A quel punto, in molti si costringono a proseguire nel lavoro, magari con il supporto di un caffè o di una bevanda energetica, pensando che per fare di più serva aggiungere qualcosa. In realtà ciò che serve è togliere qualcosa, svuotare la mente.

La cosa migliore per il nostro cervello è uscire e camminare (o correre). Se possibile, andare nel verde, nella natura, in un parco. Diversi studi scientifici hanno evidenziato che l’interazione con la natura migliora in maniera effettiva le capacità cognitive. Non è solo una cosa utile per un essere umano quella di spegnere gli schermi, mettere a tacere i telefoni e fare una passeggiata fuori: è una vera necessità. Nella natura la funzionalità del cervello si trasforma, proprio sotto il profilo biochimico.

L’effetto più importante della natura sul cervello è legato alla riduzione dello stress: un’esposizione alla natura anche di pochi minuti può ridurre i livelli di ansia e stress, abbattendo gli effetti del cortisolo. Alcuni neuroscienziati arrivano persino a sostenere che basti anche solo un’immagine della natura, del verde, di un bosco ad esempio, per ridurre i livelli di stress: è utile saperlo ma se hai la possibilità di uscire a fare quattro passi, è sicuramente meglio. La corsa poi sprigiona endorfine e il gioco è fatto

In PNL è una cosa che sappiamo bene. Il movimento è utilissimo per fare dei cambiamenti di stato: quando vai a intervenire sulla “fisiologia” – per semplificare possiamo dire che in Programmazione Neuro-Linguistica la fisiologia corrisponde sostanzialmente alla parte fisica del corpo – influisci anche sullo stato emotivo. La mente influenza il corpo e il corpo influenza la mente: puoi ritrovare la concentrazione e meditare per dieci minuti o andare a fare una passeggiata. E se non hai familiarità con la meditazione il primo passo utile per uscire da una impasse è aprire la porta e camminare!

L’errore è un insegnante generoso

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La parte più difficile quando si sbaglia è perdonarsi. Quella migliore è imparare dall’errore e andare avanti. Molto spesso infatti quando si incappa in un errore si tende a farsene una colpa, a rimuginare sull’accaduto e su quella sensazione spiacevole. Gli sbagli sono una parte fondamentale della crescita, una parte necessaria perché sono il simbolo stesso dell’inizio di una nuova attività, di un modo diverso di fare le cose o ancora sono il simbolo di un processo da migliorare. L’errore è un insegnante generoso per la crescita personale.

Proprio per questa ragione è necessario capire prima possibile che gli errori non vanno ignorati e soprattutto che non si cancellano. Si conserva l’insegnamento e si cambia l’emozione collegata. Questa in Programmazione Neuro-Linguistica è quella che chiamiamo una ristrutturazione: tieni la memoria dell’evento e cambi il modo in cui ti ha fatto sentire. Una tecnica per farlo in modo efficace si chiama “Cambio di storia personale” e permette di guardare al tuo passato in modo diverso, più utile per il tuo presente.

Permettersi di sbagliare significa volersi bene, essere pronti a fare qualcosa di gentile per sé stessi. Per questo ti parlo spesso del concetto di integrità. Cosa significa essere integri? Significa non essere spezzettati, essere tutti d’un pezzo cioè accettare tanto i nostri pregi quanto i nostri difetti. Anche perché non è detto che quello che ritieni essere un difetto sia sempre tale. Ogni comportamento può essere adeguato in una determinata situazione. L’attenzione e la meticolosità possono essere un difetto quando si svolge un compito che non richiedere accuratezza – e portare a errori – mentre potrebbe essere particolarmente utile in compiti nei quali la precisione è determinante.

Infine, per apprezzare e mettere a frutto nel modo migliore i propri errori è necessario fare rimanere concentrati su ciò che si sta facendo. Mettere il massimo dell’impegno nel proprio lavoro significa non avere rimpianti: quando sai che hai fatto il massimo, non ti chiedi se avresti potuto fare di più.

Come cercare il lavoro da un punto di vista differente: farsi trovare preparati

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Quando si vuole cambiare lavoro molto spesso il primo pensiero va all’aggiornamento del curriculum e del proprio profilo LinkedIn. Intendiamoci: non è un approccio sbagliato, è una cosa normale volersi presentare, mettere in evidenza le proprie esperienze e capacità. È anche un approccio efficace? Non proprio.

La prima ragione è che nel curriculum si tende a mettere troppo e in maniera indistinta. Dall’esperienza che hai fatto a quattordici anni come fattorino o come cameriere fino al master universitario. Va bene voler dimostrare di avere esperienza o di aver fatto strada ed è proprio per questo che è importante che l’esperienza inserita in un curriculum sia coerente con il lavoro per il quale ci si vuole proporre.

Quindi il primo passo è chiarire a sé stessi cosa si vuole, cosa si sta cercando: qual è il lavoro che voglio fare? Poi mettersi nei panni di chi deve selezionare il personale. Che persona si aspetta di trovare? Quali esperienze sono importanti? Quali valori sono importanti per quell’azienda? Bisogna studiare e fare bene i compiti prima di presentarsi. Per due ragioni: la prima è TU devi sapere se l’azienda per la quale stai andando a lavorare è quella giusta per te. La seconda è che tu devi far sapere all’azienda per la quale vuoi lavorare che sei la persona giusta per loro, che condividi valori, obiettivi.

Il secondo passo infatti è quello di comprendere cosa serve all’azienda che tu le puoi dare. Quale problema risolvi? In che modo semplificherai il lavoro? Hai soft skill che possono essere risolutive? Avere una certificazione di PNL ad esempio può essere un ottimo biglietto da visita. Mostrare che si è in grado di fare la differenza attraverso una mentalità aperta e di crescita lancia un segnale molto positivo.

Il terzo passo a questo punto mostrare il proprio grado di interesse. Molto spesso le persone partecipano a dei colloqui per aziende che non conoscono, per ruoli che non hanno idea di cosa siano e senza alcuna convinzione. Se hai messo in pratica i punti precedenti non dovresti incappare in questo problema, allo stesso tempo è importante seguire lo stato di approvazione della propria candidatura: trova il coraggio di richiamare dopo qualche giorno e chiedere informazioni, mostra la tua motivazione e tieniti in contatto con la persona che segue la tua pratica.

Infine, ricorda l’aspetto più importante: fai in modo che il lavoro dei tuoi sogni ti trovi. Non avere fretta e costruisci nel tempo le condizioni per diventare la figura chiave della quale ha bisogno una azienda. Fallo con una attività di networking e costruisci la tua credibilità e reputazione nel corso del tempo. Il modo migliore per avere la fiducia di chi ti deve dare un lavoro, è avercela già. Costruiscila giorno dopo giorno, cresci e fai in modo di essere il migliore nel tuo settore, nel tuo ruolo, nella tua mansione. Una buona reputazione è il miglior curriculum.

3 lezioni fondamentali di PNL

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Nella vita di tutti i giorni raggiungere un equilibrio fra lavoro e tempo libero è molto importante. A volte può essere difficile perché il lavoro spesso tende a prendere il sopravvento e poi gli eventi della vita ci ricordano quante altre cose importanti ci siano, se solo ci prendiamo il tempo per vederle e per sentirle.

Grazie agli strumenti che mette a tua disposizione la Programmazione Neuro-Linguistica, puoi comprendere meglio quali sono gli aspetti più importanti, per TE. Il bello della PNL è che ti offre la possibilità di lavorare sulla tua esperienza – su ciò che vivi, che hai vissuto e anche su quello che vivrai – in modo da ristrutturare il significato dell’esperienza passata, il senso di ciò che vivi oggi e guardare nella giusta prospettiva il futuro che vuoi realizzare.

Ci sono tre lezioni fondamentali – fra le tante che la PNL mi ha insegnato in questi anni – che voglio condividere con te:

  1. Come leader è tuo compito guardare avanti. Allo stesso tempo devi ricordare che le persone che vivono con te, i tuoi cari, la tua famiglia sta vivendo la sua vita, con le sue sfide e difficoltà. Quando raggiungi i tuoi obiettivi, ricordati quanto sono importanti le persone che hai al tuo fianco: aiutale a riconoscere i loro progressi e fornisci loro il supporto di cui hanno bisogno per realizzarsi come stai facendo tu.
  2. Definire lo scopo e incanalare la sua forza è cruciale per essere il leader che desideri. Se non hai ancora definito in modo chiaro lo scopo della tua vita, potresti fare cose che alla fine non ti rendono felice o appagato. Per iniziare a definire il tuo scopo ripensa alle sfide più difficili della tua vita, alle esperienze che hai vissuto e che ti hanno formato. Hai trasformato quelle avversità in risorse? Cosa ti ha spinto a farlo? Se il tuo io di oggi potesse parlare con il tuo io di qualche anno fa, che consiglio gli darebbe?
  3. Impara a dire qualche no. Non tutte le sfide ti porteranno dove desideri essere. Non tutte le novità ti faranno crescere. Dire di sì a tutto non è utile per nessuno: ti sovraccarica e ti porta a dedicare meno attenzione alle tue priorità più importanti. Quando qualcuno ti chiede di fare qualcosa di nuovo chiediti se accettando faresti un buon uso del tuo tempo e se la scelta si allinea al tuo scopo, ai tuoi valori, alla tua identità. A volte, la cosa migliore che puoi fare è dire rispettosamente no, grazie.

Ritrova la strada, quando ti senti perso

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Ogni tanto può capitare di sentirsi smarriti e confusi. Questo accade soprattutto quando ci allontaniamo dalla nostra zona di comfort, così tanto che non ricordiamo nemmeno da dove eravamo partiti e per quale ragione. Può capitare: ci sono dei periodi nei quali è necessario sperimentare e battere nuove vie per scoprire qualcosa di nuovo, per trovare soluzioni differenti. L’importante è avere un metodo rapido per ritrovare la via.

Come ti ho raccontato nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo(Roi Edizioni) quando accade questo nello sport, suggerisco di utilizzare le 4R: Reset. Resettare, cioè azzerare tutto. Refocus. Rifocalizzare, cioè decidere cosa è davvero importante. Regroup. Ri-raggruppare, cioè decidere su chi possiamo contare. Restart. Riprendere, cioè ripartire con la marcia giusta. Questi passaggi come si possono tradurre a livello personale?

Il primo consiglio che ti posso dare è di fare uno stop di tanto in tanto. Noi lo faccio di solito una volta l’anno con il workshop “Obiettivi!. Praticamente facciamo il punto della situazione: individuiamo lo scopo, lavoriamo su desideri e obiettivi, costruiamo strategie e definiamo il modo migliore – per TE – per raggiungerli. E se durante il resto dell’anno perdi la strada e hai bisogno di fare nuovamente il punto della situazione? Fai così:

Ricorda il tuo scopo: indipendentemente dal fatto che tu abbia definito il tuo scopo, esso influenzerà la tua vita. Per questo è bene sapere cosa si vuole, esserne consapevoli. In questo modo è più semplice prendere decisioni in linea con la direzione della propria vita, perseguirle e mantenerle nel tempo. Quando ti senti smarrito, ricorda lo scopo: ti dirà in quale direzione andare.

Ricorda gli obiettivi: il modo migliore per avvicinarsi al proprio scopo è stabilire obiettivi coerenti. Se lo scopo è la direzione del viaggio, gli obiettivi rappresentano le tappe che farai in quella direzione. Le tappe non sono importanti come la direzione, si possono cambiare, le puoi gestire come preferisci. Puoi fermarti prima o andare oltre, gli obiettivi sono flessibili quanto lo sei tu e ti servono per misurare i tuoi progressi. Quando ti senti fuori strada, fermati e guardati intorno. Se il posto ti piace puoi fermarti lì.

Gestisci il tuo stato: se le cose che stai facendo ti sembrano spaventose o stressanti fermati e respira. Riporta la tua mente a uno stato di calma, ascolta le parole che ti dici e valuta se puoi trovarne di migliori. La gestione dello stato è uno degli strumenti più potenti che puoi apprendere grazie alla PNL . Pensa al tuo scopo, fai emergere di nuovo la tua visione: già questo ha il potere di riportare quiete in una mente in tempesta. Quando ti senti confuso, vuol dire che stai facendo qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Puoi esserne fiero ed emozionato!

Essere un nuovo manager

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Può essere complicato assumere il ruolo di nuovo manager in una azienda già grande e strutturata. Allo stesso tempo è un evento che accade spesso. In tutte le grandi aziende c’è un turnover di manager e di frequente – anche in Italia – sono ragazzi giovani ad assumere ruoli di gestione e decisione. Meno spesso questo accade anche nelle aziende più piccole, dove invece capita che si cresce per linee interne.

Qualunque sia la modalità con la quale vieni inserito in un ruolo manageriale, se sei giovane o comunque alla prima esperienza in questo ambito, puoi incontrare qualche difficoltà. Imparare a conoscere lo stadio di sviluppo della tua azienda – e del settore aziendale specifico in cui operi – può darti maggiore sicurezza e una consapevolezza in più.

Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del SuccessoRoi Edizioni ti spiego in maniera semplice e chiara quali sono le caratteristiche che identificano lo sviluppo di una azienda. In questo modo potrai comprendere in modo rapido quali sono le dinamiche più importanti alle quali fare attenzione. Poi si tratta di iniziare a tradurre la tua visione in realtà.

Perciò quando assumi il ruolo di manager, può sembrarti allettante provare a te stesso e agli altri che sei in grado di prendere decisioni rapide. Se mi conosci e mi segui sai bene quanto sia favorevole alle decisioni rapide: sono quelle che ti offrono più tempo per migliorare. In ogni caso, se sei nuovo in quella azienda o in quel ruolo, fino a quando non avrai familiarità con le dinamiche interne all’azienda, rischi di giudicare i processi e le persone in maniera superficiale.

Quindi è importante studiare e allo stesso tempo gestire la tua voglia di “fare qualcosa”. Invece di agire d’impulso, concentrati sull’ascolto, sull’osservazione e sull’apprendimento delle persone chi ti circondano, dei tuoi collaboratori e dipendenti. Prendi appunti su ciò che ascolti e assicurati di parlare con quante più persone possibile.

Una volta che hai costruito la tua rete di informazioni e di conoscenze, inizia a sondare il terreno attraverso decisioni che dimostrano la tua attenzione e il tuo rispetto per le persone e le loro aspettative. Questo aiuterà le persone a essere più motivate nell’impegnarsi e avranno la possibilità di valutare nella giusta ottica i progressi. Sia i tuoi che i loro.

Cos’è il rapport? E perché è così importante?

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Uno degli elementi fondamentali della PNL è la creazione del rapport. E spesso è anche una delle parti più fraintese. Sia da certi trainer che da molti studenti. Certamente un Practitioner di PNL è più comprensibile che interpreti in maniera un po’ ingenua alcune indicazioni. Gli mancano esperienza e pratica. Fatto sta che spesso il rapport viene ridotto a un banale prodotto del mirroring, che a sua volta viene ridotto a uno scimmiottamento dei movimenti dell’altra persona. Bisogna fare un po’ di chiarezza.

La creazione del rapport invece è qualcosa di molto più simile a una danza nella quale si prende il ritmo della musica e si seguono i passi del ballo dell’altra persona fin quando non ci consente di condurre. Si parte dalla calibrazione, non a caso: serve a valutare l’ambiente e la persona. Il ricalco è una somma di gesti eleganti, delicati, rispettosi del mondo interiore ed esteriore dell’altro. Infine, la guida: quando il rapport è stabile e la sintonia stabilita.

Il rapport lo insegniamo in Programmazione Neuro-Linguistica come una base fondamentale della comunicazione. E non è un caso che questa sia una caratteristica molto evidente in tutti i grandi comunicatori: le persone capaci di comunicare sanno entrare in sintonia con il prossimo in modo rapidissimo e metterlo a suo agio, riuscendo a comunicare anche cose difficili, complesse, persino spiacevoli in una maniera rispettosa del modello del mondo dell’altro.

Quanto stabilisci il rapport significa che sviluppi un flusso di comunicazione basato su fiducia reciproca, serenità e affinità con un’altra persona o con un gruppo di persone. Per questo la creazione del rapport nelle vendite è stata spesso vista come la cura di tutti i mali, un obiettivo da raggiungere a ogni costo; nella realtà dei fatti il rapport per sviluppare questi valori di fiducia e affinità necessita di molta attenzione e di uno sviluppo graduale.

Nel percorso di PNL che organizzo con la mia azienda Extraordinary, l’insegnamento della creazione del rapport ha un ruolo chiave, perché sappiamo qual è il potere di questo strumento e solo chi apprende davvero bene a utilizzarlo può trarne il massimo. Immagina che valore ha uno strumento che ti insegna come costruire fiducia, comprendere le emozioni e valorizzare l’altro, ad esempio, in un processo di vendita, in una presentazione commerciale o in un public speaking. Imparare bene ad utilizzarlo può fare la differenza. La differenza che fa la differenza.

3 consigli per essere un genitore efficace

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Quando si tratta di crescere i propri figli i genitori hanno spesso preoccupazioni e incertezze. Non sanno se stanno facendo bene e a volte si chiedono in che modo potrebbero fare meglio. Sono tutte premure legittime e create da quell’immenso amore che un figlio o una figlia creano dal nulla, fin dal momento della nascita.

Crescere dei bambini e farli diventare degli adulti di valore è un mestiere complesso. Ma come tutte le cose complesse va affrontata un pezzetto alla volta. Al contrario si rischia un sovraccarico e non serve a nessuno. Conoscere la PNL certamente aiuta.

Quando affronti per la prima volta la calibrazione – che è proprio una delle basi della Programmazione Neuro-Linguistica – impari subito che c’è un livello di comunicazione naturale basata sul non verbale, molto potente. Quel livello di comunicazione, ad esempio, è molto sviluppato nei bambini che captano subito i nostri cambi di stato – o di umore, se preferisci – e si innervosiscono quando noi siamo nervosi mentre è molto più facile calmarli quando anche noi siamo calmi.

Oggi come oggi essere genitori è diventato ancora più complesso. Eppure, abbiamo anche molti strumenti in più per realizzare il nostro desiderio di essere genitori migliori. Ho scelto tre idee pratiche per chi desidera fare il genitore in modo più efficace e mettere a frutto tutto quell’amore creando qualcosa di utile e bello per il futuro dei propri figli.

3 consigli per fare il genitore in modo efficace:

  1. Inventa le favole. Cosa c’è di più bello della favola della buona notte? E’ un momento di grande intimità nel quale si possono creare fantasie meravigliose che accompagneranno i bambini durante il sonno e attraverso i sogni. Quando non ne puoi più di leggere sempre gli stessi libri, coinvolgi i tuoi figli in un gioco: fagli creare i personaggi e tu sviluppa la trama. Un racconto sempre nuovo ogni sera – anche se i personaggi saranno sempre più o meno gli stessi – cambiando ambientazioni e avventure.
  2. Valorizza le qualità. Tuo figlio è bello, è dolce, è intelligente e di tanto in tanto va bene ricordarlo. Cosa ben più importante è fare in modo che capisca che essere bello e intelligente non è la soluzione a tutti i problemi. Anche perché la bellezza è quanto di più relativo e le intelligenze che esistono al mondo sono molteplici. Valorizza e incoraggia la sua perseveranza, premialo quando sbaglia e impara dal suo errore (aiutalo a capire cosa ha sbagliato e come migliorare) e spingilo a fare esperienze diverse a tenere la mente aperta.
  3. Dagli ciò di cui ha bisogno. Che è molto diverso da ciò che vuole. Fare il genitore in modo attento significa sapere distinguere le necessità dai capricci, le preferenze caratteriali dalle fantasie del momento. Il modo migliore per farlo è attraverso l’esempio. Fai ciò di cui hai bisogno, prima di fare ciò che vuoi. E spesso ti accorgerai che ciò di cui hai bisogno è un po’ di tempo di qualità con i tuoi figli.

Diventa decisivo!

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Le decisioni sono ciò che plasma il tuo futuro. Prendere una decisione, soprattutto di fronte ad altre persone, in pubblico, è un impegno e una promessa di realizzare qualcosa. Spesso è proprio qualcosa che cambia la tua vita e quella delle persone che hai accanto.

Ed è proprio per questa ragione che è importante imparare a prendere buone decisioni. Non solo, è importante anche che siano decisioni coerenti con i tuoi valori e le tue convinzioni, con la persona che sei e con quello che vuoi per la tua vita.

Il workshop “Obiettivi!” nasce per aiutarti a fare questo processo in maniera efficace. Quando chiarisci cosa vuoi e i motivi per i quali vuoi quello che vuoi, prendere le decisioni più importanti (e anche quelle meno importanti) diventa più semplice.

Spesso siamo così presi dal desiderio di prendere la decisione giusta da non prendere alcuna decisione. Questo tipo di pensiero è radicato nella paura. Qualsiasi decisione, non importa quanto piccola, significa un cambiamento. La resistenza al cambiamento essere distruttiva anche se è naturale. Perché in fondo il cambiamento non è garanzia di nulla e si può cambiare in peggio. Quello a cui aspirare invece sono crescita e miglioramento.

L’unico modo per sapere che stai facendo progressi costanti verso la vita che desideri è sapere cosa vuoi e poi allenarti a prendere decisioni coerenti con il tuo scopo, i tuoi obiettivi, i tuoi valori e le tue convinzioni. La vera leadership deriva dalla capacità di prendere decisioni anche quando non si è sicuri che siano giuste. Se vuoi essere un leader sul lavoro e nella tua vita devi essere pronto a essere decisivo, anche quando non hai idea di quale sia la strada giusta. A volte infatti non conta conoscere tutti i passi ma avere chiara la direzione da seguire.

Le 3 abitudini fondamentali per vivere la vita come tu la vuoi

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Le persone di successo sono felici. E viceversa. Questo accade perché quando sai chi sei e cosa vuoi, impegnarti per raggiungere quello che desideri diventa più semplice e piacevole. Lavori meglio e con più risultati. Quelle persone le riconosci: sono quelle che a inizio giornata si alzano felici di fare quello che fanno. Sono quelle che a inizio settimana sono contente che sia di nuovo lunedì.

Sono le stesse persone che a inizio anno si prendono del tempo per fare il punto della situazione. Io lo faccio ormai da tanti anni con il workshop “Obiettivi!e tante persone lo fanno insieme a me. Non è un caso se moltissimi partecipanti tornano anno dopo anno per fissare nuovi obiettivi, conoscere persone motivate e lavorare con me sulla loro visione.

Quando hai stabilito i tuoi “Obiettivi!” per mantenerli è importante sviluppare delle abitudini positive che ti aiutino a creare, stabilire e mantenere La vita come TU la vuoi. Le più importanti sono queste 3:

  1. Trova il tuo scopo. Lo scopo della tua vita sono quasi certo che non sia lavorare 12 ore al giorno, cinque giorni alla settimana per 40 anni e pianificare anno dopo anno le vacanze per fuggire dal tuo lavoro. Nessuno vuole questo. Il tuo vero scopo è la tua chiamata e la tua risposta è nella gioia del viaggio, passo dopo passo, nella direzione che ti rende felice. La domanda alla quale devi dare una risposta è: in che modo posso fare la differenza?
  2. Pratica la pazienza, valorizza gli altri, costruisci pace. Ogni volta che ne hai la possibilità fai in modo di mostrarti paziente. Comprendi la persona che hai di fronte e la battaglia che sta combattendo. Questo non vuol dire farsi calpestare dagli altri. Vuol dire capire cosa muove le persone e fare in modo che si sentano bene con loro stesse quando stanno con te. In questo modo costruirai un mondo, il tuo mondo, di pace.
  3. Sii curioso. La curiosità ti spinge a trovare risorse che non avrei mai nemmeno immaginato. A volte non serve fare grandi viaggi o enormi sforzi per vedere qualcosa di diverso, qualcosa che prima non avevi notato. Il mondo è pieno di risorse e possibilità. Diffida da chi ti vuole far credere il contrario. Spesso chi lo fa non lo fa per cattiveria ma è il risultato della vita che sta vivendo, delle difficoltà che incontra nella SUA vita. Le risorse ci sono e la prima risorsa sei tu. Tu ci sei?