3 frasi (più una) per allenare tutti i giorni la tua intelligenza emotiva

Per sviluppare la tua intelligenza emotiva ti devi mettere in gioco! L’intelligenza emotiva infatti è una di quelle abilità che migliora in modo esponenziale con la pratica regolare. E c’è una ragione in particolare: le persone sono attratte da leader di alto livello EQ (in inglese Emotional Quotient). Il motivo per cui ciò accade è semplice intuirlo: come afferma Daniel Goleman, fra i più importanti divulgatori dell’intelligenza emotiva, essa è “la capacità di riconoscere le proprie emozioni, quelle degli altri, gestire le proprie, e interagire in modo costruttivo con gli altri”.

In questa affermazione c’è tutto – o quasi – quello che è importante nella gestione dei rapporti umani e quando eserciti la tua leadership in azienda o in famiglia, sai con certezza che più il tuo comportamento riceve un rinforzo positivo, più viene apprezzato. Tanto più sei portato a perseguire in quel comportamento. Quindi, per far parte del gioco puoi allenare la tua intelligenza emotiva portando queste 3 frasi (più una) nel tuo utilizzo quotidiano:

“Che cosa pensi?” Semplice e diretto, è un bellissimo modo per chiedere un feedback in modo aperto e lasciare all’altra persona la possibilità di esprimere la propria opinione, i propri sentimenti, il proprio pensiero. È una domanda inclusiva e permette di portare all’interno della discussione nuovi punti di vista e sentimenti specifici riguardo a un argomento.

“Ti sono vicino.” In molti casi le persone che cercano di mostrare la propria intelligenza emotiva finiscono col fare gaffe abbastanza maldestre. Dire a una persona che ha appena avuto un grave problema di salute “ti capisco” può essere percepito dall’altro in modo opposto dell’intenzione originale, come una mancanza di empatia, rispetto o semplicemente di tatto. Un modo sicuro per utilizzare l’intelligenza emotiva è attraverso la calibrazione e il ricalco che utilizziamo in PNL, in modo elegante e con rispetto per l’altro.

“Mi dispiace.” I leader emotivamente intelligenti sanno ammettere quando sbagliano. Anche se alcuni comunicatori sostengono che ammettere in modo diretto la colpa o la responsabilità possa in qualche modo delegittimare la leadership, credo che questa visione sia fortemente influenzata da un approccio esclusivamente razionale. In una leadership emotivamente evoluta, chiedere scusa e ammettere la propria responsabilità è apprezzato e percepito come un punto di forza.

Infine, nella gestione delle obiezioni è fondamentale evitare il contrasto diretto e calibrare la propria risposta tenendo conto del modello del mondo della persona che si ha di fronte: “ti propongo un punto di vista differente” oppure anche “vorrei che tu ascoltassi una seconda campana” se la persona utilizza un canale rappresentazionale auditivo. L’idea è quella di sgomberare il terreno di gioco dagli elementi di contrasto e lavorare per andare verso l’obiettivo emotivamente consapevoli.