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Ottobre 2020

La migliore checklist per prendere decisioni in maniera più rapida

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Ti ho parlato spesso dell’importanza di prendere decisioni in maniera rapida. Questo, come sai se mi segui da tempo, serve per avere la possibilità di correggere il tiro qualora la scelta risulti poco efficace.

Diverse ricerche mostrano però che siamo già bravissimi a prendere decisioni in modo rapido: fra decisioni consce e inconsce ogni giorno prendiamo oltre 35.000 decisioni. È un gran numero di decisioni!

Da imprenditore, manager, dirigente, sono sicuro che hai già ben chiara la percezione che anche se 35.000 è un numero alto, tu di decisioni ne prendi anche di più. Questa statistica infatti fa riferimento alla persona media (ammesso che esista). In azienda, è tutta un’altra storia e tu lo sai bene.

Se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni sapresti dire in quale stadio si trova un’azienda nella quale l’imprenditore prende tutte le decisioni? Ti invito a leggere il libro e a scoprirlo!

Sulle decisioni consce in ogni caso abbiamo certamente un ampio margine di miglioramento. Vediamo una breve checklist per prendere decisioni in maniera più rapida:

È il luogo e il momento giusto? Domandati se è il posto giusto e il momento adatto a prendere questa decisione. Ovviamente questa non deve essere una scusa per procrastinare: tra “prendersi un momento” e rimandare le decisioni fino a quando non è troppo tardi c’è una bella differenza.

Sono la persona migliore per prendere questa decisione? Potrebbe essere che ci sia qualcuno con maggiore esperienza nel team o in azienda o in famiglia capace di prendere questa decisione o di fornire elementi a supporto. Se pensi di non essere la persona più adatta passa la mano.

È la decisione giusta per te? Qui devi essere bravo a calibrare ciò che sente la tua pancia o, se preferisci, il tuo cuore. La vita è fatta di decisioni e le decisioni sono fatte di emozioni. Cosa ti ispira? Cosa ti spinge e in quale direzione? Sono le domande migliori che puoi porti.

Se rispondi 3 sì convinti hai in tasca anche la decisione. Ti basterà fermarti un attimo, fare un bel respiro e fare attenzione: a questo punto sai già cosa fare.

Cogliere 3 indizi per capire se è il posto di lavoro giusto per te

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La scorsa settimana abbiamo affrontato un tema caldo: il colloquio di lavoro. Prepararsi al colloquio è fondamentale e bisogna farlo al meglio. Come abbiamo visto ciascuna azienda infatti può interpretarlo in modo differente a seconda del momento che sta vivendo, dello stadio evolutivo che sta affrontando.

Se hai letto l’articolo sicuramente ti sarà venuta la voglia di capire cosa sono questi stadi evolutivi. Te ne parlo nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni nel quale ti racconto in modo molto dettagliato quali sono gli stadi evolutivi, le fasi della vita di una azienda. In questo libro puoi scoprire come ogni fase della vita influisca sui comportamenti degli impiegati, sulle scelte del management e come tutto questo rende necessari approcci differenti.

Questa conoscenza ti può tornare utile anche nel momento stesso del colloquio che oggi andiamo ad approfondire. In questa fase infatti hai il primo contatto diretto con il mondo aziendale nel quale andrai a lavorare e se presti attenzione puoi comprendere molte cose.

Ci sono 3 indizi fondamentali che possono aiutarti a capire come sarà il posto di lavoro:

Accoglienza in azienda: com’è? Ti trattano in modo gentile e rispettoso? Il colloquio inizia con puntualità? La persona che ti fa il colloquio è preparata? Se la prima impressione non è delle migliori tienilo presente. Potrebbe essere un indizio importante anche per il futuro.

Durante il colloquio: nel colloquio l’azienda si presenta. Una azienda che richiede tanto deve essere in grado di offrire molto. Non mi riferisco ovviamente solo all’aspetto economico che certamente è importante. Più in generale una azienda che richiede serietà e competenza deve mettere sul tavolo lo stesso.

L’ambiente di lavoro: dove andrai a lavorare? Un arioso open space, un comodo ufficio personale oppure un caotico stanzone o un cubicolo spoglio e grigio? Le persone che lavorano lì ti sembrano felici? Sono tranquille e cortesi? Raccogli indizi e pensa se ti piacerebbe fare quella vita nelle ore di lavoro che trascorrerai lì.

Vuoi essere subito più felice? Smetti di fare queste 3 cose

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Il maggior ostacolo alla felicità è nell’atteggiamento che hai nei confronti della tua stessa felicità. E lo stesso vale per il successo. Sono entrambi soggettivi cioè dipendono totalmente da cosa prendi in considerazione della tua realtà e dal modo in cui lo fai. Sembra complesso ma in realtà è molto semplice: cosa sono per te felicità e successo?

Se non hai ancora dato una definizione, forse è arrivato il momento giusto per farlo. La felicità è un senso di benessere e scopo, si trova quando si trova la propria direzione. Quante volte nel traffico hai provato rabbia o frustrazione perché sbagliando strada hai pensato che quel tempo, quella strada, fosse inutile? Ecco, anche nella vita quando provi rabbia o frustrazione in ciò che fai probabilmente è perché ti senti su di una strada inutile.

Nel mio libro “La vita come TU la vuoi” ti invito a realizzare un menu di attività che ti danno felicità e appagamento. Fare queste attività migliora la percezione della qualità della tua vita. Proprio per questa ragione una volta che hai identificato quali sono dovresti dedicare loro tempo e impegno. La felicità si conquista con l’azione.

Inoltre, ci sono alcuni comportamenti che possono distrarti dalla tua ricerca della felicità e influire negativamente sul modo in cui approcci alla vita. Sai quali sono? Te lo racconto io, con 3 esempi pratici:

  1. Concentrarsi su ciò che non va. Va bene analizzare bene i fati e farsi un’idea della realtà. Allo stesso tempo non è sempre utile fare la lista dei problemi. Molto spesso anzi è vero il contrario: partire da ciò che si ha. Partire da ciò che si ha infatti è un ottimo modo per determinare le possibilità di scelta e più sono e meglio è.
  2. Stare fermi. La felicità è legata strettamente all’azione, ad una azione consapevole, mirata e direzionale. Si agisce infatti per realizzare il proprio obiettivo, per soddisfare il proprio scopo. L’azione porta quel senso di appagamento e benessere che ciascuno desidera per sentire con pienezza la vita.
  3. Utilizzare con sé stessi parole negative. È importante sapere bene che ogni parola ha un differente effetto sulla propria psiche. Ogni parola è associata a immagini, suoni, sensazioni ed emozioni differenti. Sapere scegliere le parole più efficaci è il metodo migliore per cambiare la realtà vissuta. E migliorarla drasticamente.

Affronta il colloquio di lavoro al meglio in 5 passaggi

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Quando si affronta un colloquio di lavoro è importante presentarsi al meglio: in linea teorica siamo tutti d’accordo con una affermazione del genere. Il problema sorge quando bisogna definire cosa si intende per “meglio”. Ciascuna azienda infatti può interpretarlo in modo differente a seconda del momento che sta vivendo, dello stadio evolutivo che sta affrontando.

Nel mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni ti racconto in modo molto dettagliato quali sono gli stadi evolutivi, le fasi della vita di una azienda. Qui puoi scoprire come ogni fase della vita influisca sui comportamenti degli impiegati, sulle scelte del management e come tutto questo rende necessari approcci differenti. Per questa ragione è importante distinguere bene i 5 passaggi che ti portano dal colloquio all’assunzione e percorrerli al meglio in direzione del tuo obiettivo.

  1. L’annuncio di lavoro
  2. La presentazione
  3. Il colloquio
  4. La chiamata
  5. L’ingresso in azienda

In questi cinque passaggi ci sono altrettanti comportamenti che possono aiutarti a individuare gli aspetti sui quali concentrarti di volta in volta.

  1. L’annuncio di lavoro. Cerca nelle parole dell’annuncio le parole chiave per l’azienda per la quale ti candidi. Cercale al di là di quelle solite (disponibilità, impegno, serietà, puntualità, collaborazione) e individua che cosa sta cercando l’ufficio del personale, il manager HR o il recruiter dell’azienda nel candidato.
  2. La presentazione. Metti in evidenza ciò che rispecchia meglio i valori dell’azienda all’interno del tuo curriculum. Per quanto il formato europeo dei CV li abbia resi un po’ standardizzati, proprio per questa ragione hai l’opportunità di affiancare al semplice curriculum una descrizione più brillante e discorsiva e soprattutto personalizzata. Se hai esperienze è il momento di valorizzarle.
  3. Il colloquio. Il momento del colloquio è decisivo. Puoi informarti con la persona che ti convoca per il colloquio qual è l’abbigliamento preferito: formale o informale, ad esempio. Al colloquio poi il tuo obiettivo dovrà essere cosa puoi fare per quella azienda, cosa puoi offrire che a loro serve. Ci sarà tempo per discutere degli aspetti economici.
  4. La chiamata. In ogni viaggio dell’Eroe arriva il momento della chiamata. Qui puoi affrontare temi caldi come quelli economici o riguardanti orari. In questa fase dovrai chiarire qualunque dubbio tu abbia circa il lavoro. È il momento delle tue domande.
  5. L’ingresso in azienda: se hai letto il mio libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni non avrai difficoltà a farti un quadro della situazione in modo semplice e veloce dell’azienda. In funzione dello stadio dell’azienda sceglierai il tuo comportamento per poterti inserire al meglio e iniziare subito ad essere considerato parte della squadra.

Come affinare la tua capacità di giudizio in azienda

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Per ottenere risultati è necessario imparare a decidere e il modo migliore per imparare a prendere decisioni efficaci è quello di sviluppare una eccellente capacità di giudizio. Questo vale tanto nella vita di tutti giorni quanto e soprattutto in azienda dove queste decisioni possono influire su elementi importanti come i numeri del bilancio o fondamentali come la vita delle persone.

In questo senso hai mai pensato a quanto può valere la guida di un Business Coach per un manager, un Amministratore Delegato che prende decisioni che influiscono sulla vita di centinaia, spesso migliaia, di persone? Essere un Coach Straordinario significa essere al centro dell’azione, contribuire a fare la differenza in modo speciale. A “Il Coaching secondo Claudio Belotti” ti racconto cosa serve per fare questa differenza, quali sono gli strumenti che funzionano meglio e in che modo si lavora per raggiungere i risultati desiderati.

Ma come si fa a migliorare la propria capacità di giudizio? Innanzitutto, con l’esperienza. Per prender decisioni migliori è necessario iniziare a prendere decisioni e notare ogni volta che si commette un errore (o che si fa una scelta positiva) cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato. Poi per affinare questa capacità in modo ancor più rapido puoi fare attenzione a questi 3 comportamenti:

  1. Attenzione al confirmation bias. Il bias della conferma infatti è uno dei tanti bias cognitivi che rendono complesso ogni processo decisionale: nel mio audiolibro “Impara a decidere bene evitando le trappole mentali” o nel più recente audiobook realizzato insieme alla nostra Extraordinary Coach Chiara Arlati “Decisioni: Come guidare i processi decisionali al meglio nel business e nella vita” ti spiego passo passo come prendere decisioni migliori e aggirare le trappole mentali di questo (e di molti altri) bias cognitivi. Il modo migliore per evitare questo bias è quello di cercare un contraddittorio rispetto alla tua opinione. Un buon amico, un confidente, un Coach: qualcuno che ti aiuti a chiarire il tuo punto di vista e quali possono essere gli altri punti di vista sulla questione.
  2. Cercare 3 opzioni. Per scegliere servono sempre almeno tre opzioni. Infatti, se hai una sola opzione semplicemente non hai scelta. Se ne hai due sei di fronte a un dilemma. Da tre opzioni in su hai veramente una scelta. Non ti fidare di chi ti dice che hai una o due opzioni: cercane sempre almeno una terza. Poi è possibile che le prime opzioni fossero le migliori, questo non conta. Per affinare la propria capacità di giudizio è necessario espandere in ogni possibile occasione le proprie possibilità di scelta.
  3. Sviluppa la tua capacità di ascolto. Per affinare la tua capacità di giudizio devi essere in grado di ascoltare in modo attivo le informazioni che ricevi. La capacità di ascolto infatti si lega perfettamente con la capacità di fare domande per ottenere informazioni utili. La proattività rispetto al recupero dei dati è un approccio straordinario per prendere ottime decisioni e per aiutare le altre persone a farlo.

Quale comportamento migliorerai per primo per affinare la tua capacità di giudizio?

Come avere una conversazione straordinaria

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Potrebbe esserti capitato qualche volta di aver affrontato una conversazione e di aver avuto l’impressione di non aver comunicato come avresti voluto. Altre volte invece potrebbe semplicemente farti piacere dare una buona impressione e trasmettere calore, emozione e apprezzamento per il tuo interlocutore.

Per comunicare in modo straordinario non è sufficiente parlare. Non è un caso che uno dei miei corsi più richiesti sia “Comunicare con il pubblico straordinariamente”. Sia che ti trovi di fronte a una folta platea sia che tu sia dinnanzi a una sola persona, la comunicazione va curata.

Ciò di cui ci prendiamo cura migliora nel tempo. Pensa a cosa potresti fare se dedicassi tempo e attenzione alla tua comunicazione? Potresti sentirti… straordinario! E far sentire gli altri nello stesso modo. Il bello è che sentirti straordinario e far sentire così anche gli altri è semplice.

Ci sono 3 regole (più una) fondamentali da seguire:

Metti nella conversazione tutta la tua attenzione: via le distrazioni, i telefoni, le interferenze (quelle che puoi controllare). Le altre interferenze puoi integrarle nella conversazione, se pensi che vi distraggano. In ogni caso dedica il 100% della tua attenzione alla persona che hai di fronte.

Dimostra il tuo interesse per ciò che dice: l’interesse si dimostra innanzitutto con i gesti. Una postura aperta, un sorriso e occhi solo per l’interlocutore. Già questo è sufficiente a mettersi in una posizione di chiaro interesse per la persona e per il suo messaggio.

Se hai tempo fai domande aperte: puoi chiedere come lo ha fatto sentire una determinata situazione, soprattutto se positiva. O puoi mostrare sincera curiosità sul resto della storia che sta raccontando chiedendo maggiori dettagli.

Se non hai tempo ringrazia: puoi ringraziare la persona per essersi fermata a parlare con te o per averti dedicato del tempo. Puoi ringraziarla per ciò che ti ha raccontato.

Infine, ricorda l’Extraordinary FX: in Extraordinary noi pensiamo che ciascuno sia straordinario perché può mettere un extra nell’ordinario. E tu puoi aiutare quella persona a vedere quell’extra. Tutti hanno bisogno di uno specchio che rifletta le proprie qualità, perché i difetti siamo tutti maestri nel cercarli. Lascia che una persona se ne veda da una conversazione con te dopo aver scoperto di essere migliore di quanto pensasse. E’ il dono più bello che possa fare con delle parole.

Il potenziale dell’azienda (è nelle tue mani)

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Il ruolo del fondatore in una start-up è un ruolo chiave. Parlo al singolare (e al maschile) solo per convenzione ma qualunque sia il numero (e i generi) dei fondatori di una azienda essi ne sono il cuore, la mente, la bussola, l’ancora di salvezza.

Nel mio ultimo libro, Gli Stadi del Successo Roi Edizioni affronto questo tema: come si porta (o riporta) una azienda al massimo della prestazione?

Ogni azienda infatti attraversa molti stadi di evoluzione nel corso della sua vita. A partire dal momento di start-up fino alla completa maturità ciascuna azienda esprime il suo potenziale. Quanto? Beh, dipende.

Ogni azienda esprime in tempi diversi un potenziale differente e per quanto i percorsi siano diversi, i passi sono molto simili. E fare quelli giusti è sempre possibile.

Ed è proprio per questa ragione che il fondatore deve sempre tenere a mente 3 elementi chiave del successo di un’azienda:

  1. Molto probabilmente già oggi hai molto più successo di quello che pensi. Da dentro – all’azienda, al lavoro, all’impegno quotidiano – è difficile vedere come si è diventati. Anche per questo serve un buon amico, un consulente o un Coach che ti aiuti a guardarti da fuori.
  2. Se non stai vedendo il tuo successo molto probabilmente stai facendo due errori: il primo è che non hai un Coach. Il secondo è che la tua definizione di successo non è aggiornata. Magari pensi che il tuo successo debba assomigliare a quello di qualcun altro.
  3. Quando ti concentri troppo su ciò che fai e poco sul perché lo fai perdi di vista il quadro complessivo. Alza la testa dal computer, ogni tanto. Esci a incontrare i tuoi collaboratori fuori dall’ufficio. Fai delle pause edificanti. Non confondere i valori mezzo con i valori fine: è possibile che la tua azienda ti dia meno soldi – per il momento – di quello che avresti desiderato ma stia dando lavoro a persone con famiglie e i vostri prodotti o servizi stia rendendo felici e soddisfatte molte persone.

In che modo contribuirai a rendere felici/soddisfatte/interessate ancora più persone?

Quando dire no ti aiuta a dire sì a ciò che ami veramente

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Per quale ragione è importante conoscere sé stessi?

Chi conosce sé stesso ha un vantaggio sulle altre persone: ha maggiori probabilità di essere felice nella vita.

Quando sai cosa vuoi e perché lo vuoi ogni scelta che fai, ogni azione che decidi di compiere – o di non compiere – ogni obiettivo che scegli di perseguire ti avvicina al tuo scopo. E lo scopo è alla base del mio metodo di Coaching.

Lo scopo è alla base delle nostre motivazioni, e solo se le attività in cui ci impegniamo quotidianamente ci aiutano a raggiungerlo possiamo dire di condurre una vita felice. Definirlo con precisione è la prima cosa da fare. Il rischio, altrimenti, è che tu spenda energie per conquistare obiettivi poco coerenti con la tua vera natura e che dunque, una volta raggiunti, possono non influire in alcun modo sul tuo benessere interiore

Questo è ciò che scrivo nel mio libro “Prendi in mano la TUA felicità” e questo è quello che penso tutt’oggi.

Lo scopo quindi ti cambia la vita? No. Lo scopo ti fa scoprire la vita. La tua. È questa è la cosa più importante. Perché una volta che sai qual è la tua vita dirai molti splendidi “sì” e tanti sereni “no”.

Ecco, la ragione per la quale è importante conoscere sé stessi è che puoi rispondere “sì” o “no” con rapidità, a cuor leggero e allo stesso tempo con consapevolezza.

Da Coach penso che ognuno abbia il diritto di decidere ciò che è meglio per sé. O come diceva il dottor Clare W. Graves “ciascuno ha il diritto di essere chi è”.

Dire “no” ti aiuterà a dire “sì” a ciò che conta davvero per te. Tutto ciò che ti serve è un po’ di conoscenza di te e delle metodologie di Coaching che funzionano meglio. “Il Coaching secondo Claudio Belotti” è il luogo e il momento giusto per comprendere cosa funziona, cosa ti rende efficace, cosa ti servire per dire qualche “no”.

Fatto il punto su ciò che è davvero importante nella tua vita, potrai scegliere quali sono le tue esigenze personali e/o professionali e disegnare una rotta su come crescere in modo efficace.

Conosci te stesso?

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Per quale ragione alcune persone ottengono risultati e altre no? La differenza tra chi ottiene dei risultati e chi non li ottiene è nel modo in cui alcuni reagiscono ai fallimenti, nel modo in cui si apprende dai propri sbagli e da quanto si fa tesoro di ciò che si è appreso per migliorare continuamente. Per sviluppare questa mentalità “costruttiva” è importante che ciascuno di noi lavori sull’individuazione del proprio scopo: lo scopo è ciò che ti fa andare avanti e oltre ogni ostacolo e difficoltà.

Per individuare e definire correttamente il proprio scopo ci sono molti metodi. Il mio, quello che io stesso utilizzo nel metodo “One Hand Coaching” l’ho descritto nel libro “Prendi in mano la TUA felicità. Si parte dalla risposta alla domanda “perché faccio quello che faccio?”. Una volta fatto avrai tutto ciò che ti serve per individuare la direzione migliore per la tua vita. E avrai fatto un bel passo avanti nella conoscenza di te stesso.

Per approfondire la conoscenza di te, poi puoi farti qualche altra domanda. Se hai lavorato bene sullo scopo, tutto questo ti sarà molto più semplice:

Che cosa dà significato alla tua vita? È un altro modo per lavorare sul perché fai quello che fai. E per approfondirlo. Le persone di maggior successo non esauriscono mai le energie per il proprio lavoro, perché hanno la consapevolezza di star soddisfacendo la propria vocazione. Cosa dà significato, soddisfazione e pienezza alla tua vita?

Quali sfide sei disposto ad accettare sempre? Trovare ciò che ci sfida, ciò che ci ingaggia nella creazione di ciò che desideriamo è una risorsa preziosa. Ci sono persone che sono sempre disponibili ad aiutare gli altri, altre che desiderano capire fino in fondo, altre ancora che vogliono far bene ogni cosa che fanno (senza inutili perfezionismi). Per te cosa è davvero importante dimostrare nella tua vita?

Come vorresti essere ricordato o cosa vorresti che fosse ricordato della tua vita? Il tuo scopo non soddisfa solo te stesso. Il tuo scopo va oltre te stesso e porta qualcosa anche al resto del mondo. Lo scopo è come un accordo in musica: più note si uniscono a formare un suono armonioso e tu quando trovi il tuo scopo crei in te e attorno a te l’armonia.

Aumenta la tua efficacia con 3 semplici esercizi quotidiani

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Come si fa a migliorare le prestazioni di una azienda, delle persone che vi lavorano, dei team composti da quelle persone? La domanda è complessa e proprio per questa ragione serve un metodo che semplifichi le cose e ci aiuti a focalizzare l’attenzione sui temi caldi, sulle questioni chiave che consentono un miglioramento effettivo.

Nel mio recente libro “Gli Stadi del Successo” Roi Edizioni analizzo gli stadi evolutivi che attraversa una azienda nel corso della propria vita. In questi stadi si ritrovano i vizi e le virtù di ogni azienda. Si ritrovano situazioni che avrai vissuto o che stai vivendo o che vivrai se nessuno agisce per cambiare la rotta. Per arrivare, o tornare, e restare nello stadio ottimale detto “Prime” è necessario ritrovare quella mentalità necessaria.

La mentalità del “Prime” permette di creare quell’ambiente fatto di prestazioni ottimali, produttività e benessere complessivo: in pratica tutto si svolge in modo efficace. Per ottenere questo risultato ogni persona all’interno dell’azienda può incidere sviluppando una mentalità che tenda all’efficacia. Ti propongo 3 semplici esercizi per farlo:

Lavora sulle priorità. La chiave per gestire il tuo tempo al meglio e lavorare in modo efficace su ciò che avrà il maggiore impatto sul tuo business o su quello della tua azienda. Il bello delle priorità è che possono essere ridefinite più volte. Dedica del tempo all’identificazione delle attività più importanti dividendole per categorie stabilendo delle priorità anche fra le stesse categorie.

Dedica del tempo alle persone che ami. Prenditi cinque minuti la mattina prima di uscire di casa o la sera prima di andare a letto per parlare con i tuoi cari, con i tuoi figli o con il tuo partner di cose belle, ciò che amate, le vostre passioni. Questo ti aiuterà a prepararti a una nuova giornata o a chiuderla con la consapevolezza della ricchezza umana che ti circonda, della fortuna che hai, delle persone che ami e che ti amano.

Sottolinea ciò che funziona. Sviluppa l’abitudine di annotare quello che hai fatto bene (da solo o con il tuo gruppo di lavoro) alla fine di un progetto. Scrivilo dove puoi ritrovarlo facilmente e poi tiralo fuori quando inizi un nuovo progetto. A volte è proprio così che si scoprono i talenti delle persone, le caratteristiche che le rendono straordinarie. Molto spesso – lo scrivo anche nel mio libro Super You – siamo abituati a cercare e correggere potenziali errori o debolezze; raramente invece siamo consapevoli delle grandi cose che stiamo già facendo.

Da cosa inizi per costruire la tua efficacia?