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Novembre 2019

Scegli bene i tuoi gruppi

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Ho scritto altre volte del concetto di gruppo di pari e della mia personale visione: il gruppo di dispari. Questi insiemi sociali fanno parte delle scelte che possono cambiare radicalmente la qualità della tua vita.

Ma come si creano dei gruppi di questo genere? Innanzitutto, non si creano. Più spesso ci si associa a gruppi già esistenti frequentando persone che fanno cose molto interessanti o molto differenti da quelle che facciamo di solito.

L’interesse dell’attività o la sua diversità dal consueto non sono criteri sufficienti. Anche un gruppo di alpinisti fa una attività interessante ma se tu vivi a 500 chilometri dalle montagne e andarci ogni settimana potrebbe non essere propriamente ecologico per la tua vita e i tuoi affetti. Allo stesso modo un gruppo di incalliti bevitori di grappa fa una attività che è diversa da ciò che fai di consueto – o almeno lo spero per il tuo fegato – ma per quanto interessante potrebbe essere una attività in conflitto con i tuoi valori, se al primo posto c’è una alimentazione sana.

Va bene sperimentare e aprire la mente. Mettersi in gioco e cambiare punto di vista. Allo stesso tempo è importante definire bene quali attività scegliere. Per farlo puoi porti alcune domande. Ad esempio:

Questa frequentazione è compatibile con i miei valori?

Le persone che la svolgono ti sembrano felici di quello che fanno?

Se hai già provato a frequentare quel gruppo, dopo hai più energia?

Questa frequentazione ti porta vantaggi, competenze, conoscenze, qualità nella tua vita?

Rispondere affermativamente a queste domande è un ottimo primo passo verso la scelta consapevole di un gruppo di pari o un gruppo di dispari che può portarti a crescere e migliorare in modo ecologico e stimolante.

Il nemico numero uno della produttività

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Il blog del sito RescueTime ha pubblicato un sondaggio condotto sui propri utenti. Tema del sondaggio: le interruzioni sul posto di lavoro. Dai risultati sembra proprio che il problema delle continue interruzioni sul lavoro affligga il 98% dei lavoratori. In effetti se ci pensi, in molti uffici è impossibile distinguere l’attività principale da tutte quelle secondarie che si affacciano durante giornata sotto forma di email, telefonate, notifiche, messaggi e quant’altro.

Anche nelle aziende più strutturate o in uno stadio più avanzato di produttività, le condizioni di lavoro soffrono di questo problema. Come ti spiego nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni), le aziende rendono al meglio quando si trovano nello stadio detto Prime. In questa fase ogni aspetto del lavoro vive uno stato di grazia. Tutti sono proattivi e vengono prese le misure necessarie per dare i giusti spazi e tempi di lavoro ai dipendenti affinché performino al meglio.

Il problema delle interruzioni, a quanto si legge nei risultati del sondaggio, in ogni caso sembra affliggere tanto i lavoratori negli uffici quanto le persone che svolgono la propria attività da casa. Sebbene le interruzioni siano uno dei motivi più frequente di perdita di concentrazione e di produttività, il problema a livello aziendale è ancora poco sentito o affrontato. Va un po’ meglio nell’home working ma il modello multitasking – così sbandierato in passato – in realtà ha già mostrato tutti i suoi limiti. La mente, anche quelle certamente più flessibili, non è fatta per fare due – o più – lavori contemporaneamente. 

A lungo andare questo genera stanchezza, frustrazione, rabbia; in una parola: stress. Come si può intervenire su tutto questo? Ci sono tre aspetti ai quali dare attenzione per evitare interruzioni e perdita di produttività. Vediamoli insieme:

Consapevolezza: diventa consapevole del tempo e del modo in cui lo utilizzi. Non è una questione di tempo in sé – sebbene sia l’asset più prezioso che possiedi – è una questione di flusso. Ogni interruzione che ti distrae, ti fa perdere concentrazione e il lavoro viene frammentato. A volte, scegliere di rispondere subito a una mail non urgente, parlare con un collega di una riunione futura o di un progetto secondario è una scelta inconsapevole: per migliorare l’utilizzo del tempo, dedica attenzione a quello che fai.

Decisione: lavora sulle decisioni che prendi. Pianifica in termini di priorità. Quali sono i lavori fondamentali che devi portare a compimento durante la giornata? Cosa ti serve per completarli? Quanto tempo ti richiedono? Inserisci in agenda queste attività e agisci di conseguenza. Chiudi la posta elettronica, stacca il telefono – mettilo su non disturbare magari e filtra le chiamate realmente importanti: un superiore al quale devi rispondere, un partner, i figli e i genitori, soprattutto se sono anziani. Dedica il tempo necessario all’attività e solo a quella. Non più di 90 minuti, che poi comunque l’attenzione cala. A quel punto fai una pausa e rispondi a chiamate, messaggi, notifiche e quant’altro.

Scorciatoie: come diceva Bill Gates “scelgo sempre una persona pigra per fare un lavoro difficile perché troverà un modo semplice per portarlo a termine”. La mente, quando si tratta di attività ricorrenti è fenomenale: per risparmiare energie ti aiuta a svolgere una attività ricorrente nel modo più efficiente. Ma quando si tratta di una attività non ricorrente? Allora deve ragionare, ricordare, ripescare strategie, si affatica e richiede tempo. Crea delle scorciatoie. Possono essere delle bozze o dei modelli di documento, che realizzi raramente. Possono essere istruzioni per una attività, come ripristinare i dati salvati sul cloud o collegarti a un VPN. Tieni a portata di mano le risorse necessarie. Oppure chiedi a una persona pigra: sarà certamente più contenta di te, di venire interrotta nel suo lavoro.

I passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale

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In una delle recenti occasioni che ho avuto per presentare al pubblico il mio nuovo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) ho avuto l’opportunità di rispondere ad alcune domande molto interessanti da parte dei partecipanti. Una di queste mi ha spinto ad approfondire l’argomento e scrivere questo post. 

Quali sono i passi fondamentali da compiere quando si avvia una attività imprenditoriale?

Non è una domanda semplice in un paese come l’Italia. Certamente serve una buona dose di coraggio e di pazienza. Un buon commercialista e molta perseveranza. Oltre a una buona idea di business da portare avanti. Messe da parte quindi queste considerazioni preliminari, quali sono i primi passi da muovere?

Vediamoli insieme:

  1. Chiedi aiuto e consigli. Il mondo è pieno di persone intelligenti. Coinvolgile. Le loro esperienze possono essere la tua conoscenza. Il ragazzo che mi ha posto la domanda, ha centrato il punto. Sicuramente non sono l’unico che può aiutarti, individua il professionista più adeguato al tuo settore.

  2. Assumi persone più intelligenti, esperte e preparate di te. Se sei la persona più intelligente nella stanza, hai sbagliato stanza. Ovviamente lavora per diversificare le competenze. Serve una buona dose di sicurezza di sé per farlo e anche un bagno di umiltà: riconosci ciò in cui non sei bravo e lascia il controllo a chi è esperto, avrai molti meno problemi da risolvere e più soluzioni fra le quali scegliere.

  3. Prenditi cura di te. Se puoi (e vuoi) dedicare il 200% delle tue energie alla tua impresa, vuol dire che stai utilizzando energie che non hai. Spesso sono energie mentali che si nutrono di pura adrenalina. Hai pensato a cosa accadrà quando ti fermerai? Se basi tutta la tua forza sull’adrenalina ti consumi in fretta e ti esaurisci rapidamente. Lavora per avere sempre un equilibrio psicofisico adeguato e sul lungo periodo otterrai risultati eccezionali.

Infine, ricorda sempre il tuo scopo e lo scopo della tua azienda. Fissalo ben chiaro in mente. Quella passione che ti ha portato a lasciare il tuo lavoro a tempo indeterminato, quella idea che ti ha reso insonne e febbrile fin quando non l’hai trasformata in realtà, quell’impegno quotidiano, sono tutto per te. Non dimenticare quindi di comunicarlo agli altri. La passione rende speciale la tua azienda e ciò che fai.

Overthinking: cos’è e cosa puoi fare per utilizzarlo a tuo favore

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Ci sono alcune parole inglesi che descrivono con grande esattezza alcune situazioni o comportamenti. Sono spesso parole composte, è vero. Ma sono comunque più immediate di certe parafrasi che dobbiamo utilizzare in italiano per esprimere gli stessi concetti. In italiano ad esempio non c’è una parola per esprimere il groviglio complesso di pensieri dell’overthinking. Eppure, questa pratica è molto diffusa.

Un modo per tradurre questa pratica potrebbe essere rimuginare anche se non rende completamente il senso, perché è solo un aspetto dell’overthinking. Ti è mai capitato infatti di ingigantire una situazione nella tua testa – proprio come farebbe un piccolo masso che rotola e trascina a valle un intero ghiaione causando una valanga – e fare previsioni catastrofiche su eventi improbabili che non si sono ancora verificati? Anche questo è overthinking.

E poi, hai mai ragionato con insistenza e dato un peso eccessivo a ciò che gli altri potrebbero pensare di te? O ancora, hai mai lasciato che le chiacchiere negative, i pettegolezzi, le critiche si accumulassero nella tua testa? Ecco, tutto questo è overthinking. È un modo di non digerire il pensiero negativo, di non liberarlo e lasciarlo cadere per ciò che è: solo un pensiero negativo. Purtroppo, l’overthinking è un loop, un giro nel quale hai costruito una piccola zona di comfort e non hai troppa voglia di uscirne.

Quindi è necessario trovare le strategie giuste per farlo. Perché a lungo andare questo pensiero insistente crea solo altri problemi senza risolvere i presenti. Partiamo da questo: tutti ci raccontiamo storie nella nostra testa. Si tratta solo di prendere consapevolezza di questa narrazione, gestirla e utilizzare tutta l’energia che impieghi in questa pratica, per qualcosa di utile. Raccontarsi una storia differente infatti è il primo passo per gestire emozioni che ti trattengono dall’essere, dal fare e dall’avere ciò che vuoi e meriti.

Lascia andare il passato. La ruminazione del pensiero. Quando prendi un pensiero, un evento, un’emozione passata e la mastichi ancora e ancora. Ti svelo un segreto: tutti abbiamo un passato! Se sei vivo oggi e sei qui a leggere questo post è perché sei nato, cresciuto, hai imparato a leggere e hai fatto il tuo percorso di vita. Il passato non si cambia. Ma puoi cambiare il significato che attribuisci agli eventi passati. Perché sei qui oggi a leggere questo testo? Quali strade ti ci hanno portato? Il fatto che tu possa leggere ti rende già più fortunato di una grande parte della popolazione mondiale. E se sei qui, non è per passatempo. Stai cercando qualcosa e hai la motiv-azione per crescere. È già un valido motivo per essere grato agli eventi che ti hanno condotto qui.

Vivi il presente. Va bene pianificare il futuro. Ma se questo significa immaginare sventure e sciagure, che senso ha? Pre-occuparsi di qualcosa va bene solo se è sotto il tuo il controllo o sotto la tua influenza. Se vuoi costruire castelli in aria, fai in modo che non siano i castelli di Dracula. Crea castelli confortevoli, immagina ciò che accadrà di bello, quanto ti divertirai a gestire quella situazione, che avrai idee e risorse a sufficienza per far fronte a ogni evenienza, che sei forte oggi e domani lo sarai ancora di più grazie all’esperienza. Poi quando sarai consapevole di questa forza non avrai più bisogno di costruire nessun castello, nessun fossato o ponte levatoio. Potrai tranquillamente vivere il presente e non avere aspettative per il futuro, perché ti godrai tutto quello che verrà, quando verrà il momento.

Concentrati sulle soluzioni. Individuare i problemi è un male necessario. Una volta fatto bisogna subito spazzare via il campo dal problema e concentrarsi sulle soluzioni. Quali sono le risorse che hai a disposizione? Cosa puoi trarne di buono? La soluzione ti offre la possibilità di creare qualcosa di nuovo che prima non c’era? Se pensi troppo a causa dello stress sul lavoro, ripensa il tuo percorso professionale. Se ritieni di non essere dove vorresti essere nella vita, fissa degli obiettivi che ti ci portino. Io lo faccio ogni anno con il workshop “Obiettivi!. Questa è una grande mossa che ti infonde molto coraggio e ti stimola ad agire. Ricorda: nessuno controlla la tua vita tranne te. Vuoi che sia straordinaria? Rendila tale!

Come vincere la sfida del futuro in azienda

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Le nuove tecnologie hanno portato grandi stravolgimenti nel mondo aziendale. Oggi gli stadi di vita delle aziende sono stati in molti casi spesso stravolti da start-up che hanno portato innovazioni dirompenti. E ciò che si faceva in un certo modo, si è iniziato a farlo diversamente. Questo ha cambiato abitudini e stili di vita. Ha cambiato il lavoro. Chi è stato pronto a risolvere questi problemi di questi cambiamenti ha trovato nuove opportunità.

Negli ultimi dieci anni abbiamo visto alcune delle aziende più grandi al mondo – compagnie aeree, industrie elettroniche, grande distribuzione – travolte da un’onda di cambiamento, perdere la propria leadership di settore. Per quale ragione non sono riuscite a mantenere lo stadio di successo che le aveva contraddistinte? Questo stadio si chiama “Prime” e te ne parlo nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) e ti aiuto a comprendere in modo semplice qual è quello che sta vivendo la tua azienda, come affrontarlo ed eventualmente come tornarci.

Ogni cambiamento presenta sia sfide che opportunità e la linea di demarcazione tra le due è spesso piuttosto sottile. Le aziende in grado di andare avanti con successo in periodi di crisi spesso condividono almeno una caratteristica importante: la chiarezza del proprio scopo. Se mi conosci e segui il mio lavoro sai che questa caratteristica per me è fondamentale sia a livello personale che a livello aziendale. Lo scopo – uno scopo chiaro – è quello che fa la differenza.

Questa è una differenza sostanziale. A differenza dei manager delle aziende che stanno solo cercando di rimanere a galla, i leader delle aziende che vogliono crescere e prosperare hanno una straordinaria capacità di pianificare il futuro. Si lasciano guidare dallo scopo e hanno la consapevolezza che il panorama di business è mutevole. Per questo investono sulla formazione. Sanno che il successo passato non è garanzia di crescita futura e che lo sviluppo dell’azienda è in definitiva un prodotto dello sviluppo dei dipendenti.

E tu, da imprenditore, cosa fai oggi per garantire un domani di successo alla tua azienda?

Sette modi semplici per migliorare ogni giorno

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Oggi chiunque voglia cambiare vorrebbe farlo in uno schiocco di dita. Impegnarsi – spesso nemmeno tanto – un giorno ed avere benefici tutta la vita. Purtroppo, non è così. Questo tipo di cambiamento non esiste. Figurarsi poi se in questo modo si può ottenere un miglioramento. Per migliorare serve impegno, quello vero, e regolarità, perseveranza, forza di volontà.

Non modifichi il tuo fisico andando 10 ore in palestra una volta al mese. O mangiando sano una volta ogni tanto. Non impari una lingua, studiandola una settimana. Non cambi abitudine facendo qualcosa di diverso un giorno soltanto. È una abitudine: significa che se cambi, è per sempre. O almeno sin quando non vuoi cambiare ancora.

Il modo migliore per cambiare e ottenere una crescita è quello di farlo ogni giorno. Anche poco, ogni giorno. Certo, non tutte le attività, fatte per poco, ogni giorno, portano risultati. Dopo un po’ bisogna dedicargli più tempo. La ginnastica, l’allenamento, la meditazione: va bene iniziare con 5 o dieci minuti al giorno. Persino la corsa. Inizi camminando, corri 10 minuti, poi cammini. Dopo qualche giorno, però devi alzare l’asticella.

Ci sono altre attività invece che ti cambiano la vita anche dedicando loro poco tempo. Poi magari ti appassionano e non ne puoi più fare a meno e ti occupano diverse ore al giorno. Vuoi qualche idea? Te la propongo qui:

Se sei stanco, riposa. Anche solo 10 minuti di riposo possono migliorare notevolmente la lucidità, il pensiero e la capacità decisionale. Se hai giornate intense, prenditi il tempo per un breve riposo. Può essere un riposino a metà giornata o una pausa ogni ora e mezza di lavoro.

Goditi un bicchiere di vino. La puoi definire una coccola. O un piacere privato. Bevi poco, bevi bene e soprattutto goditelo. Qui non si tratta tanto di sviluppare l’abitudine a bere… Tutt’altro! Qui si tratta di riconoscere il valore di un momento speciale. Puoi farlo con una tisana o un liquore, un sigaro pregiato. Un piacere, che sia tale perché te lo godi davvero.

Pianifica le tue giornate. Ogni anno organizziamo un workshop straordinario: “Obiettivi!” In questo workshop ti aiuto a individuare i risultati che vuoi ottenere in un tempo definito. Questo sì che ti basta farlo una volta l’anno! Definisci i tuoi obiettivi e poi giorno dopo giorno pianifichi la strada per raggiungerli. In un viaggio ciò che conta è definire la direzione, poi le tappe possono cambiare durante il percorso.

Definisci un tempo di distacco dal telefono. Siamo soggetti a migliaia di distrazioni durante il giorno. Prova a mettere il telefono fuori dalla vista (e dal tatto) per 10 minuti al giorno e goditi quel tempo. Non lo fai per ignorare il telefono, lo fai per concentrarti su altro senza distrazioni. Qualcosa che ti importa davvero.

Prendi nota delle cose belle che ti circondano. Ricordare a te stesso quali e quante sono le cose positive della tua vita aiuta a tenere a mente quanto di bello c’è nella tua vita. Questo esercizio richiede inizialmente 10 minuti, man mano che passa il tempo e diventi capace di individuare tutta la bellezza della tua vita impiegherai ancor meno tempo. Scrivi tre cose positive ogni singolo giorno e prendi nota del miglioramento del tuo umore.

Leggi un libro. Meglio se è cartaceo e se è un romanzo. Non ho nulla contro gli ereader. Sono comodissimi e l’effetto carta li rende comunque più rilassanti dello schermo di uno smartphone. Se puoi, comunque, stacca dall’elettronica per un po’ e immergiti in un mondo di favola, in una storia, in una narrazione che non sia quella della tua vita. Altri mondi, sono altre possibilità, altre vite. C’è un intero universo nella tua stessa mente. Guarda oltre il tuo ombelico.

Annoiati. Quand’è stata l’ultima volta che hai provato noia? Prenditi del tempo per annoiarti. È un modo per ritrovare la gioia del fare, per stimolare la creatività, per riattivare la mente. Non fare nulla. Proprio nulla per dieci minuti interi. È difficilissimo. E appena pensi che stai sprecando il tuo tempo, ecco che hai raggiunto il tuo obiettivo.

Trasforma il tuo approccio alle cose che ti stressano

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Lo stress è uno dei grandi temi del nostro tempo. Quello che comunemente viene chiamato stress è una situazione che si protrae nel tempo e ci costringe a vivere in un modo che non vorremmo. Questa situazione ci impone una riflessione. Perché proviamo quello che proviamo?

A volte analizzare questa situazione non porta a nessun risultato. Altre volte è risolutivo. Ci sono situazioni di stress che non dipendono da noi. Fortunatamente anche quando lo stress deriva da azioni che non possiamo controllare o modificare, c’è sempre qualcosa che possiamo fare.

La prima cosa è prendere consapevolezza dello stress. Dolori cronici, muscolari, mal di stomaco o mal di pancia, sfoghi sulla pelle. Tensione. Queste sono solo alcuni dei modi in cui si manifesta. Magari vai dal medico a farti curare un mal di stomaco che quando sei in vacanza non si presenta. Strano, vero? Non così tanto.

La seconda cosa da fare è cambiare te stesso. Se non puoi modificare la fonte dello stress o allontanartene, allora devi cambiare tu il tuo approccio. Il modo in cui farlo lo vedremo fra poco.

Infine, per ottenere un risultato di lungo periodo devi fare i conti con ciò che vuoi davvero per te. La ragione del tuo stress potrebbe essere che sei, fai e hai qualcosa che non ti interessa fino in fondo.

Se non hai ancora partecipato al workshop “Obiettivi!” è ora di farlo. In questo workshop definirai cosa è importante per te, cosa vuoi raggiungere ed entro quando. Questa consapevolezza ti aiuterà a migliorare la gestione dello stress. Obiettivi! si svolge ogni anno a gennaio per darti la possibilità di iniziare il nuovo anno con il piede giusto. E fino ad allora?

Per migliorare la tua gestione dello stress, puoi fare subito alcune cose. Vediamole insieme:

Respira. Quando senti che lo stress aumenta, fai qualche respiro profondo. Inspira dal naso, espira dalla bocca. Senti il corpo che si rilassa, la tensione che si allenta. Dopo riprendi a respirare regolarmente e fai caso al tuo respiro. Seguilo con la mente per qualche minuto. Senza controllarlo. Osservalo e basta.

Parlati. In modo calmo e gentile. Quando magari il capo ti aggredisce con parole forti ti puoi sentire mortificato e ferito. Ci sta. Nessuno meglio di te può curare quelle ferite. Il tuo capo avrà le sue ragioni per avere un comportamento così inopportuno. Non sai cosa sta vivendo. E le sue parole sono il frutto di ciò che vive. Sei capace, ti impegni, fai del tuo meglio. Domani andrà meglio.

Cambia punto di vista. Se non riesci a cambiare lo stress, cambia te stesso. Inquadra in modo diverso i problemi. Visualizza le situazioni stressanti da una prospettiva più positiva. Guarda il quadro generale. Concentrati su ciò che puoi fare.

Una cultura aziendale della crescita

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Nel mio ultimo libro “Gli Stadi del Successo” (Roi Edizioni) parlo della storia d’amore dell’imprenditore con la propria azienda. Parlo di quella persona che inizia l’avventura imprenditoriale e oggi dirige l’azienda, la persona insomma che dà visione ed energia. Può essere una donna, un uomo o un gruppo di persone. In altri casi è il figlio, la figlia o il nipote oppure un manager illuminato.
Come imprenditore, investi molta parte di te nell’attività imprenditoriale. Fisicamente, psicologicamente, umanamente: ed è proprio per questo che è importante imparare e crescere continuamente. La tua attività può trarre enormi vantaggi, quindi è importante dedicare tempo a questo tipo di attività nel tuo programma giornaliero.
Inoltre, le organizzazioni che privilegiano l’apprendimento e lo sviluppo vedono grandi miglioramenti nella capacità di attrazione dei talenti, nel coinvolgimento dei dipendenti, nel posizionamento di mercato e nella percezione del brand dall’esterno.
Ed è proprio per questa ragione che è fondamentale dedicare energie e impegno nella creazione di una cultura aziendale della crescita e della formazione e promuovere attività che stimolino dipendenti e collaboratori. In molti casi l’effetto può essere amplificato dalla pratica di queste attività da parte dell’imprenditore stesso.
Qualche spunto per dare il buon esempio? Eccolo qui:
Sviluppare un hobby: può sembrare banale ma chi ha un hobby al di fuori del lavoro ha più possibilità di riuscire ad avere un corretto work/life balance e vivere una vita più piena e felice. L’imprenditore può dare il buon esempio e iniziare a cercare di non vivere in azienda h24. C’è tutto un mondo fuori dall’azienda e la passione che si sviluppa fuori può avere riflessi positivi sul lavoro.
Apprendimento continuo: formarsi per non fermarsi. È più che un mantra. È uno stile di vita. Uno dei pochi che garantisca sempre felicità e soddisfazione. Una azienda con una forte vocazione alla crescita e al miglioramento è una azienda capace di far crescere, coltivare e far fiorire i talenti.
Attività fisica: la dimostrazione pratica che una mente sana si trova in un corpo sano. Avere dipendenti non sedentari o meglio ancora in forma, è certamente un grande vantaggio anche in termini di morbilità. La vita si allunga, l’età media si alza. Si starà sempre più a lungo al lavoro. Ed è importante starci bene. In tutti i sensi.
Infine, un consiglio: coltiva i rapporti familiari. Spesso si danno per scontati. La famiglia c’è sempre. Eppure, niente cambia così in fretta come gli affetti. I figli crescono rapidamente e i rapporti se non vengono tenuti vivi si deteriorano rapidamente. Spingere sé stessi a trascorrere più tempo in famiglia e invitare i propri dipendenti a fare lo stesso, può dare la spinta per fare più e meglio, in nome di qualcosa di più grande e importante.

Riconoscere il valore del tuo successo

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Il successo e la felicità sono due stadi della vita di ciascuno di noi. Purtroppo il significato di queste parole viene spesso frainteso. Molte persone infatti hanno preso il concetto di felicità e di successo dall’esterno e non hanno mai speso del tempo e delle energie per creare il proprio. Qualche mese fa ti ho parlato in questo articolo del valore della felicità.

La felicità non si compra, anche se nella società occidentale è molto difficile escludere totalmente il denaro, in qualsiasi scenario di felicità. Non è necessario infatti. I soldi vanno bene. Il problema semmai è come li si spende e soprattutto cosa ci si aspetta da quella spesa. Più o meno lo stesso accade con il successo.

Quando pensiamo al concetto di successo – senza esserci domandati cos’è per ciascuno di noi – ci viene in mente prima di tutto un’idea stereotipata. Beni di lusso, fama e il corollario classico. Quindi magari soprattutto da giovani iniziamo a lavorare sodo per ottenere queste cose. Alcuni sono talmente abbagliati da questo pensiero che decidono di cercare quel successo anche in modi poco legali. E quando lo raggiungono?

Beh, quando lo raggiungono non è quasi mai come sembrava nella mente. A questo punto sarebbe facile pensare che il problema siano i beni materiali. Non è così. Il successo può includere la costituzione di un ricco patrimonio, la libertà finanziaria, una vita agiata. Il successo è (anche) una questione di Obiettivi e ogni anno dedichiamo una giornata a questo workshop straordinario per definire il TUO successo. Allo stesso tempo il successo deve contenere altri ingredienti per essere completo:

Innanzitutto, il successo deve essere personalizzato. Non esiste un successo buono per tutti e soprattutto non esiste un successo giusto e uno sbagliato. Piuttosto, si tratta di fare le cose a modo tuo. Il primo passo verso il successo è trovare la tua forma di successo.

In secondo luogo, il successo deve essere costruito a partire da ciò che hai. Molte persone si focalizzano su ciò che non hanno e su ciò che molto probabilmente non avranno mai: la tua altezza è un elemento che non puoi modificare. Il tuo successo arriva quando decidi di costruire chi sei sulla base di ciò che hai. Nessun altro si preoccuperà mai del tuo successo (o della tua salute, delle tue relazioni) più di quanto lo possa fare tu.

Infine, resta concentrato. Una volta che hai definito cosa è il successo per te e quali sono le basi dalle quali partire, ti resta solo da seguire la tua strada con intenzione, capacità e perseveranza. Sono migliaia le distrazioni che ogni giorno ti possono spingere in direzioni secondarie: stare a casa a guardare serie tv sul divano, scrollare distrattamente il feed di un social network. Mantieni la concentrazione su ciò che è importante per te. Una forma di successo è già questo.

3 cose che puoi fare, migliori di lamentarti

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Può capitare che ogni tanto venga una tentazione… lamentarsi. Tra tutte le attività umane, è forse la meno utile di tutte. Per certi aspetti è persino dannosa! Quindi non solo non serve a nulla ma peggiora la situazione. Lamentarsi è l’esatto opposto di tutto ciò che insegna la Programmazione Neuro-Linguistica per superare una difficoltà.

Crogiolarsi nel pensiero delle cose andate storte, di un fallimento, di un errore non fa altro che aumentare il bruciore di questa scottatura. E non c’è nulla di peggio. Ci sono molte cose migliori da fare rispetto a lamentarsi. Cose più utili e pratiche.

Vediamo insieme alcune ottime alternative per superare un momento difficile e ridarsi slancio e forza:

Agisci. L’azione ti salva da qualunque fase di down. Mentre gli altri si lasciano paralizzare dalla preoccupazione, dalla paura e dall’ansia, tu sviluppa la forza necessaria per andare avanti. Se una certezza frana, è inutile fermarsi lì sotto a guardarla cadere. Costruiscine subito un’altra. O almeno inizia a spostarti.

Fai quello che puoi. Non sentirti obbligato dall’idea di agire a fare anche tutto insieme. Il modo migliore per uscire da uno stallo è fare un passo. Pensa a soluzioni creative che altri non provano nemmeno a cercare. Piuttosto che crogiolarti nella commiserazione, guarda gli ostacoli davanti a loro.

Affronta la situazione. Quando si rovescia un bicchiere e il contenuto cade ovunque sono certo che non passi tre o quattro giorni a pensare all’accaduto, a cosa avresti potuto fare diversamente, a individuare il colpevole o a colpevolizzare te stesso. Come si dice? Shit happens. Prendi uno straccio e fai pulizia subito. E se quel bicchiere fosse una incomprensione in ufficio? Una indicazione sbagliata? Affrontala e risolvila. E se non si può più risolvere? Accetta il fatto che dovrai fare diversamente in futuro e comunica agli altri che hai capito la lezione.