Monthly Archives

Giugno 2019

Le 3 caratteristiche fondamentali per trasformarti grazie alle tue abitudini

By | Blog

In molti desiderano una vita al di sopra della media, ma cosa stanno facendo per realizzare questo obiettivo? Il successo negli affari e nella vita, spesso, dipende dall’integrità, dalla disciplina e dalla fede. 

Mi spiego meglio: essere integri significa essere non-rotti, cioè tutti di un pezzo quindi coerenti e allineati alle proprie idee, ai propri valori e alle proprie convinzioni. La disciplina è quella forza che si sviluppa e si nutre con il carburante dello scopo. Cioè quando conosci la tua direzione e hai fissato degli obiettivi che ti avvicinano ad esso, la disciplina ti permette di arrivarci senza distrazioni. La fede significa credere, ed è innanzitutto fiducia: in sé, nei propri mezzi e anche negli altri. 

Ogni volta che ho l’occasione di parlare con persone che ottengono risultati straordinari, nella vita e sul lavoro, cerco sempre di verificare quali sono le abitudini più comuni che adottano per ottenere questi risultati: non è ciò che fai una volta, è quello che fai tutti i giorni che ti cambia la vita. Ti do 3 consigli pratici per vivere la vita come TU la vuoi:

Scopri i tuoi superpoteri e mettili a frutto

È facile ignorare i compiti o le attività che ci vengono spontaneamente. Spesso infatti tendiamo a sottovalutare le cose che non sembrano un duro lavoro. Ecco, queste attività che svolgi facilmente sono i tuoi superpoteri. Ti permettono di ottenere un impatto maggiore con meno sforzi. Per individuare i tuoi talenti puoi domandarti: per quali capacità mi fanno i complimenti? Cosa faccio anche senza pensarci? Dove ottengo maggiori e migliori risultati? Dagli un nome e questi talenti ti aiuteranno a essere più integro, più allineato con chi sei e ciò che vuoi. Per fare un percorso completo e mettere a frutto i tuoi superpoteri ti consiglio la lettura di Super You nel quale ti aiuto a scoprire e allenare ogni tuo talento.

Pianifica il tuo apprendimento

Se vuoi continuare a crescere, hai bisogno di sviluppare le tue capacità, nutrire i tuoi interessi e apprendere nuove informazioni per evolvere. Per garantirti la crescita fai un piano annuale dei corsi che preferisci, dei libri che ti interessano, degli eventi che più ricchi di speaker e idee e prendi l’impegno di rispettarlo. Fissa le date in agenda, chiedi le ferie e metti da parte il budget. Per scegliere cosa fare, invece puoi farti queste domande: cos’è importante per me? Quale abilità mi serve sul lavoro? Cosa sarebbe utile sapere? Inoltre, se hai la possibilità, in termini economici e di tempo, scegli un evento di formazione all’anno lontano dai tuoi interessi e compatibile con i tuoi valori. Ricorda la tua formazione è il vestito migliore che puoi indossare quando ti presenti. E proprio come un vestito che scegli per un colloquio o un incontro di lavoro, non lo scegli per il lavoro che hai ma per il lavoro che vuoi.

Scegli (inizia da te stesso)

Trascorriamo molto tempo in attesa di essere scelti: per il lavoro, per una promozione, per partecipare a un fantastico progetto. Il desiderio di essere accettati, riconosciuti e premiati dai propri superiori è un atteggiamento normale nella vita di tutti. Ed è normale anche che dopo che ciò non accade per molte volte, si perda la fiducia. Riparti quindi dalla fiducia in te e dalla fiducia nei tuoi leader. Non è detto che se hai chiesto qualcosa cento volte, non possa essere chiesta una volta in più. E non generalizzare: le situazioni cambiano, le persone cambiano. Se hai ricevuto un rifiuto per un aumento, non è detto che ti venga anche rifiutata la partecipazione a un progetto che ti sta a cuore. Quando c’è un progetto su cui vuoi lavorare, dillo al tuo capo e spiega perché sei la persona giusta per farlo e in che modo lo bilancerai con le altre responsabilità. Se c’è un altro lavoro che vorresti fare, studia per sviluppare le competenze di cui hai bisogno in quel ruolo. In qualunque caso non aspettare che succeda, agisci per farlo accadere.

Gestisci lo stress focalizzandoti su attenzione, energia e identità

By | Blog

I periodi di stress sono inevitabili ma attraverso le tue azioni e le tue scelte puoi evitare che ti sommergano. La gestione dello stress è come fare surf. Nella stessa situazione puoi essere sulla cresta dell’onda o arrivare a riva travolto dall’acqua. Ciò che fai in situazioni di stress fa la differenza.

Il modo in cui gestisci le situazioni stressanti – scadenze ravvicinate, il lancio di un nuovo prodotto, l’organizzazione di un grande evento, un debutto assoluto – fa tutta la differenza fra un successo e un fallimento. La gestione ottimale dello stress infatti permette di ridurne gli effetti sul fisico e sulla mente. Inoltre con una complessiva gestione dello stato riesci a ottenere il meglio dalle emozioni collegate a questi eventi.

Livelli elevati di stress riducono sostanzialmente la produttività e la lucidità. Lo stress è una risposta naturale al pericolo, e non è stato progettato per farci ammalare o ucciderci. In effetti, a volte offre la spinta necessaria per ottenere il risultato. Lo stress e l’adrenalina ti tengono in vita quando sei in pericolo. Tuttavia, dal momento che il pericolo che allarma la mente, soprattutto sul luogo di lavoro non è un predatore affamato bisogna far pulizia di certi pensieri e trasformare alcuni meccanismi.

Controlla solo ciò che puoi. Ci sono eventi che sono sotto il tuo controllo, altri che puoi influenzare e altri ancora sui quali non puoi incidere. Crea una lista di tutto ciò che ti viene in mente. Mentre ogni elemento viene in mente, chiediti quanto controllo hai in questo momento. Potresti essere preoccupato che un dipendente non possa svolgere un lavoro in tempo, o che una prospettiva promettente non possa venire. Chiediti se, in questo preciso momento, hai il controllo sul risultato. Una volta fatto agisci sulle cose che puoi controllare e su quelle che puoi influenzare. In questo modo avrai molto meno tempo per pensare alle cose che non puoi controllare.

Prendi una pausa. Quando ti senti sopraffatto, può sembra controintuitivo rallentare, eppure è la cosa migliore che puoi fare. Respira, ristruttura i tuoi pensieri negativi come se potessi trarre il meglio da ciascuno di essi, visualizza le opportunità e suddividi il lavoro. Sarai molto più efficace sul lavoro e rilassato a casa. 

Ricorda qual è il tuo cliente ideale. Ci sono momenti in cui imprenditori e professionisti sono così ansiosi per il proprio business da prendere qualunque contratto ad ogni costo. Magari è un periodo un po’ di magra e si pensa che limare i prezzi o accettare compromessi sia la soluzione. Non lo è. Bisogna mantenere la barra dritta e seguire la propria strada. Accetta solo il tuo cliente ideale e comunica in modo adeguato per attrarlo: se sei il migliore nel tuo campo, se la tua azienda è leader del settore, non accettare nulla di meno e comunica con più forza il valore del tuo brand.

5 modi per permettere ai dipendenti di partecipare al processo decisionale

By | Blog

Dare ai dipendenti la possibilità di partecipare? In molti casi può essere una ottima idea. Soprattutto se non lo hai mai fatto: sarà stimolante permettere anche a chi di solito non è coinvolto nelle scelte aziendali, un ruolo attivo e propositivo.

Spesso capita che molti problemi siano ignorati dalla direzione, gli audit interni spesso sono formali o standardizzati in questionari. Per permettere ad ogni persona di dare il meglio e ottenere più risultati in azienda è fondamentale creare vera condivisione, dare veri stimoli.

Ci sono alcune attività che è possibile svolgere per ottenere questo risultato. Vediamo insieme quali sono le 5 attività più efficaci per coinvolgere i dipendenti nel processo decisionale:

  1. Rendi ogni riunione di grandi gruppi partecipativa. Stabilisci dei limiti orari in modo che tutti abbiamo la possibilità di parlare e per far sì che la riunione non duri ore ed ore. È uno spreco di tempo e denaro riunire le persone solo per annoiarle. Al contrario stimola la partecipazione attraverso domande mirate per raccogliere feedback, generare idee e risolvere problemi (anche i più banali).
  2. Utilizza il potere del gioco. Secondo Psychology Today [https://www.psychologytoday.com/intl/blog/feeling-it/201301/5-reasons-you-need-play-more?collection=160576], il gioco ha benefici significativi come aumentare la creatività e costruire relazioni. Nell’attuale ambiente di lavoro, dove spesso arrivano input da persone stressate, la possibilità dell’effetto domino è quasi una certezza. Il cattivo umore si diffonde rapidamente. C’è bisogno di molto più divertimento.
  3. Utilizza delle app di messaggistica. In azienda promuovere l’utilizzo di sistemi alternativi per la comunicazione può essere molto utile. Sicuramente parlarsi di persona è la soluzione più efficace. Quando non è possibile farlo, soprattutto se l’azienda è molto grande o disposta su più livelli o in più edifici, si ricorre al telefono o alle email. Se decidi di adottare una chat interna puoi aiutare i dipendenti a fare conversazioni più informali ed evitare l’incessante trillo del telefono che distrae e distoglie dal lavoro che si sta svolgendo.
  4. Crea creatività. Invoglia le persone a partecipare alla vita dell’azienda nella forma che ritengono più vicina alla propria inclinazione: un grafico su foglio di calcolo o una fotografia, una presentazione o un testo scritto. Un diorama con personaggi che aiutano il dipendente a realizzare la propria idea di azienda. Puoi indire un concorso o organizzare una giuria per la premiazione dell’opera migliore. Lascia che le persone esprimano il proprio potenziale.
  5. Fai formazione. In tante aziende vince la mentalità: se formo il mio dipendente e poi se ne va, ho sprecato dei soldi. L’altro lato della medaglia di questa idea è che se non lo formi e resta, forse è anche peggio. Ammettiamo che sia un giovane laureato: nel giro di pochi anni le sue competenze saranno datate e in un decennio – soprattutto in alcuni campi hi-tech – già obsolete. La formazione, di gruppo, in aula o in azienda, dal vivo con formatori preparati, coinvolgenti ed efficaci è la soluzione. Anche se sembra la descrizione di un corso Extraordinary, posso assicurarti che ci sono anche alcune altre aziende e altri formatori preparati e competenti sul mercato. In ogni caso, quando investi in formazione, scegli sempre il meglio.

3 comportamenti (più uno) per mostrare il tuo valore

By | Blog

Ci sono comportamenti che più di altri ci fanno apprezzare da alcune persone. Certi ci fanno percepire come affabili o gentili, altri come intelligenti e affidabili. Nella maggior parte dei casi, questo giudizio è soggettivo e viene generato dalle persone attraverso il proprio filtro del mondo. I valori e le convinzioni che appartengono ad ognuno di noi determinano questo complesso – eppure rapidissimo – schema di valutazione. Per questo, ad esempio, è importante studiare e conoscere le persone con le quali si vuole lavorare, per capire se si è disponibili a corrispondere a quei valori.

Ci sono invece altri comportamenti che sono socialmente condivisi, accettati e apprezzati da tutte le persone. A questa categoria appartengono molti di quei comportamenti che un datore di lavoro si aspetta dai propri dipendenti. O che, viceversa, un team si aspetta dal suo leader che, per essere tale, è sempre il primo a dover dare il buon esempio. Questi comportamenti sono riconosciuti dalle scienze comportamentali come indicatori di una maggiore intelligenza e puoi metterli in pratica ogni situazione, restando allineato al tuo sé più autentico, rispettando cioè la tua identità.

I 3 comportamenti (più uno) per mostrare il tuo valore e la tua intelligenza sono questi:

  1. Ricorda i nomi e usali. Quando utilizzi il nome proprio di una persona (specialmente nelle grandi organizzazioni e se hai un ruolo dirigenziale), vieni percepito come rispettoso, intelligente e attento. Infatti il nome, come sappiamo in PNL, è un’ancora molto potente. E ricordarlo, oltre che avvicinarti agli altri, è solo una questione di attenzione: nella maggior parte dei casi bastano consapevolezza e concentrazione quando ti viene presentato qualcuno. Oppure ci sono tecniche di memoria che possono essere utilizzate per facilitare il compito: una associazione mentale fra il nome (o il suono del nome) e una immagine buffa o bizzarra (più lo è e meglio è) certamente può aiutare.
  2. Scegli una comunicazione chiara. Quando parli con qualcuno fai attenzione alle SUE parole (oltre che al tono che utilizza e ai gesti che accompagnano il parlato) e adotta lo stesso registro di linguaggio. Questo non significa – come sai se hai studiato un po’ di Programmazione Neuro-Linguistica – che devi scimmiottare il tuo interlocutore. Si tratta di capire qual è il vocabolario che utilizza e quali sono le parole importanti per lui. Utilizzare le stesse parole, per esprimere gli stessi concetti ti permette di essere percepito come comprensivo e affidabile.
  3. Utilizza le domande per mostrare che hai capito. Per affermare che hai compreso in modo rispettoso e apprezzabile, fai brevi ricapitolazioni in forma di domanda. Questo comportamento può tornare utile anche in forma di opinioni o pareri: chiedere consiglio su di un argomento non ti rende meno autorevole e ti consente di coinvolgere maggiormente il tuo interlocutore nel processo. E allo stesso tempo aumenta la percezione della tua competenza in materia.

In fondo, il segreto per far percepire il tuo valore, la tua intelligenza e fare una buona impressione è solo uno: rilassati e sii te stesso. Metti da parte le pressioni di dover fare una buona prima impressione, ascolta tanto e agisci con sicurezza, curiosità e un sano entusiasmo. Lavorare su sé stessi e su come si vuole essere percepiti, è un lavoro importante. Va fatto con serietà e integrità e, soprattutto, con intelligenza.

Trasformare le persone per trasformare le aziende

By | Blog

Sul lavoro oggi sono sempre più importanti le soft skill. Lo sostengono tutte le più importanti ricerche ed è anche la direzione che sembra indicarci la strada dell’automazione: il lavoro svolto da macchine, robot e computer, lascerà spazi enormi per la valorizzazione delle qualità umane e delle competenze umanistiche. Soprattutto i leader, in questo senso, hanno una grande responsabilità: con il loro comportamento possono aiutare davvero le persone ad essere più felici sul luogo di lavoro e ottenere migliori risultati grazie ad abilità da Coach.

Già oggi una ricerca realizzata dall’Università di Warwick in Gran Bretagna ha decretato che chi è felice sul posto di lavoro è il 12% più produttivo. Allo stesso modo il famoso autore statunitense Shawn Achor ha stabilito che l’impatto della felicità in ambito lavorativo rende le aziende fino al 31% più produttive, le vendite migliorano del 37% e il margine di errore migliora del 19%. Per ottenere questo risultato in modo rapido ed efficace è necessario portare in azienda buone pratiche di Coaching.

Quando un imprenditore, un manager o un professionista hanno la necessità di massimizzare i risultati – i propri e quelli dei propri collaboratori – possono fare due cose: aumentare l’impegno sul lavoro, con sacrifici e grande fatica, o acquisire gli strumenti migliori per fare di più, con meno sforzo.

Ottimizzare il lavoro, aumentare la produttività: se pensi che sia tutta una questione di gestione del tempo, stai sottovalutando il problema. Il tempo non si gestisce: si gestiscono le energie. Le tue e dei tuoi dipendenti. E non sto parlando solo delle energie fisiche; anche e soprattutto di quelle mentali.

In questo post voglio darti alcuni consigli per applicare un metodo di Coaching semplice sin da subito e sperimentare in modo rapido quali possono essere i risultati che puoi ottenere, attraverso un approccio da Coach:

  • In fase di inserimento di una nuova persona in azienda, utilizza l’opportunità dei colloqui e della formazione per conoscerne meglio valori, convinzioni e scopo.
  • Tieniti aggiornato via mail o via telefono, in maniera costante. Non serve organizzare una famigerata riunione settimanale, se il lavoro viene seguito e gli obiettivi aggiornati con costanza. Fai sentire la tua presenza come leader: guida e consiglia i tuoi collaboratori e metti bene in chiaro cosa vuoi da loro.
  • Programma delle revisioni semestrali. Audit, riunioni (con un preciso ordine del giorno che non include “varie ed eventuali) e conference call utilizzati come strumento per pensare in modo strategico al futuro. Questi strumenti servono a rendere più attivo il team e più responsabilizzato, oltre a ricordargli qual è la rotta da seguire.

Infine ricorda un aspetto fondamentale che ogni leader deve aver ben chiaro in mente: trasformare gli individui trasforma le organizzazioni. Allena le persone a liberare il proprio potenziale di trasformazione e trasformerai la tua attività e la tua azienda in modo straordinario.

Le 2 aree di miglioramento fondamentali per ogni leader

By | Blog

“Non pensare che ciò che è arduo da padroneggiare per te sia impossibile per l’uomo; ma se una cosa è possibile ed appropriata all’uomo, considerala ottenibile da te.”

Marco Aurelio

 

Nei miei oltre 25 anni di Business Coaching ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei migliori leader – imprenditori, dirigenti, manager – in circolazione. Quello che ho imparato come risultato di questa esperienza straordinaria, è che indipendentemente dai punti di forza e dalle debolezze della propria leadership, un leader può sempre migliorare, se individua – o crea – lo scopo della sua vita. Anche di quella lavorativa.

Grazie a questo osservatorio privilegiato delle caratteristiche dei leader ho individuato due macro-aree che ogni leader dovrebbe dedicarsi a migliorare ogni singolo giorno. Quando riesci a individuare la differenza che fa la differenza nel tuo approccio al lavoro e alla vita, hai la possibilità di realizzare tutto il tuo potenziale. E a volte anche di più, se ti fai trovare pronto e disponibile agli appuntamenti che contano.

Se mi conosci sai che da alcuni anni c’è un appuntamento fisso nella mia vita: il Coaching secondo Claudio Belotti. È il corso che ho creato proprio in virtù di questa esperienza come Business Coach in Italia e nel mondo. È il corso nel quale ho condensato tutto il meglio del Coaching, le lezioni che ho appreso, le tecniche migliori, quelle più efficaci da imparare assolutamente e quelle meno efficaci che puoi evitare nella tua formazione. Se non hai mai partecipato, dovresti iniziare quest’anno.

Nel Coaching secondo Claudio Belotti ti aiuterò a sviluppare molte competenze nelle due macro-aree più importanti per un leader: comunicazione e gestione dello stato.

La comunicazione: perché? I grandi leader dovrebbero sempre lavorare sulle loro capacità comunicative perché ogni singolo individuo ha diverse strategie di comunicazione. È necessario pensare con chiarezza, quando si devono esprimere idee e condividere informazioni con una moltitudine di destinatari. Devi imparare a gestire i rapidi flussi di informazioni all’interno dell’organizzazione e tra clienti, partner e altri stakeholder.

I grandi leader ispirano, consigliano e talvolta correggono i propri collaboratori. Per fare questo è necessario essere in grado di parlare in ogni circostanza, con un tono e delle parole differenti. Probabilmente quando hai iniziato a lavorare avrai avuto un capo che non ti ha dato molte istruzioni e poi ti ha accusato di non aver capito o di non aver fatto un buon lavoro. Quindi sai bene che non è un metodo produttivo o motivante per istruire o disciplinare qualcuno.

Dai priorità alla comunicazione e fai del tuo meglio per garantire che i tuoi dipendenti siano pienamente consapevoli di ciò che ti aspetti da loro.

La gestione dello stato: come fai quello che fai. Una volta ho lavorato per un importante dirigente che passava molto tempo a lamentarsi dell’azienda, delle sue procedure e dei membri del consiglio di amministrazione. Queste continue lamentele, il suo umore spesso pessimo, la scarsa proattività alimentavano una cultura aziendale in cui ciascuno pensava al proprio tornaconto e instillava una mentalità negativa nei dipendenti.

Questo non è un modo produttivo per essere un leader. Un leader dovrebbe essere capace di gestire il proprio stato e attivarsi per ottenere il cambiamento e i miglioramenti che (ancora) non vede nell’azienda. Un leader guida prima di tutto con l’esempio e quindi ha il dovere di essere il primo a credere in sé e nel lavoro.

La capacità di gestire il proprio stato e la propria energia è fondamentale: il lavoro può essere a volte duro, faticoso e persino deprimente in certi momenti in cui tutto sembra andare male. Come leader, devi essere tu a continuare ad accendere la passione per il lavoro, anche nei giorni difficili.

La favola di un NOI tutto d’oro

By | Extraordinary Team

Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.
(Proverbio del Burkina Faso)

C’era una volta una ragazza che amava giocare a pallavolo e che si muoveva in un campo incerta, cercando di fare del suo meglio. Quasi nessuno si rendeva conto che non era come le altre e che non riusciva a sentire le compagne che chiamavano la palla, gli spettatori che urlavano o l’allenatore. C’era una volta una ragazza che adesso stringe una medaglia d’oro tra le mani. C’erano una volta 14 ragazze che hanno iniziato così, per amore di uno sport, nel silenzio di un mondo fatto più di immagini, di luci e di sensazioni, che si sono ritrovate a vivere la magia di aver vinto la medaglia che luccica di più.

In questi giorni la Nazionale Italiana Volley Sorde ha vinto ancora. Dopo l’argento alle Olimpiadi di Samsun, questa volta, per la prima volta, è salita sul gradino più alto agli Europei. Questa vittoria è il risultato di un viaggio partito tanti anni fa, con pochissime risorse, poca visibilità e tanta voglia di riscatto. Perché a pensarci bene, in tutte le favole c’è anche un ostacolo da superare, un demone da sconfiggere e delle sfide intermedie da vincere, prima di ottenere il risultato finale.

Tenacemente il Direttore Tecnico, l’allenatrice e tutto lo staff si è dedicato a far diventare un sogno realtà. Come ha detto l’allenatrice, questo risultato è il coronamento di un percorso volto a creare una squadra tecnicamente preparata, coesa e portatrice di valori. Mi permetto di raccontare un po’ questa favola vera perché da parte mia ho avuto l’onore di farne parte come Preparatore Mentale (o Mental Coach) e ho potuto essere testimone del coraggio e della determinazione di queste atlete. Ma queste qualità da sole non bastano, serve qualcosa di più.

Si sa che in ogni favola un incantesimo aiuta l’eroe, anzi le eroine, a vivere felici e contente. Qualcosa come la pozione di Asterix, o gli oggetti magici del Signore degli anelli, o anche la fata turchina. C’è da chiedersi quale sia la magia, l’ingrediente segreto di questa vittoria, c’è da domandarsi quale sia stata la differenza che ha fatto la differenza. Le risposte?

“Si è raggiunta la consapevolezza del senso di appartenenza ad un gruppo, che nonostante le diversità e le avversità, ha saputo lavorare verso un solo obiettivo”

“Quest’anno siamo state una squadra unita, forte e grintosa! Nonostante la stanchezza fisica e mentale abbiamo avuto la forza di capovolgere tutto, nel senso che abbiamo fatto quello che il cuore ci diceva. Io un po’ ci speravo nella vittoria e anche di portarci a casa l’oro ma capivo che era più facile a dirsi che a farsi. Le altre squadre ci hanno messo in difficoltà ma grazie ad Ale abbiamo imparato la parola magica… pazienza!! Come una squadra VERA abbiamo spianato tutte. Esattamente così, SPIANATO.

L’ho ripetuto, perché l’immagine che mi ha dato la nostra squadra è quella di un muro così alto e così forte da non far passare nessuno. Questo muro ci ha permesso di vincere l’oro. Io sono ancora senza parole, siamo state molto unite e volevo solo ringraziare lo staff per averci permesso di fare tutto questo!!”

“Io credo che il risultato ottenuto, oltre ad essere frutto di tanto lavoro è dato dal fatto che non siamo una semplice squadra di pallavolo, siamo molto di più. Noi siamo una famiglia. C’eravamo sempre l’una per l’altra, in ogni situazione e per ogni cosa anche la più insignificante. Anche chi stava fuori dal campo e non giocava, faceva tanto tifo che era come se fosse in quei 81 metri quadrati… eravamo in 14 atlete, ma durante le partite sembravamo un’unica persona… e questo secondo me ha fatto tanto!”

“Siamo state una squadra, pronte a lottare su ogni punto e non abbiamo mai mollato. L’obiettivo era unico per tutte: salire sul gradino più alto. Siamo salite non singolarmente, ma come un’unica vera squadra. Ed è stato un europeo bellissimo non perché abbiamo vinto oro, ma perché siamo stati un gruppo…”

“La parola chiave di questo campionato è stata “gruppo”. Siamo rimaste sempre unite dall’inizio fino alla fine e ci siamo supportate sempre… Chi dà dentro chi da fuori… Abbiamo giocato tutte e 14, senza escludere nessuna!”

“In 12 anni che vesto la maglia azzurra, per me questo campionato è stato il più bello e non perché abbiamo vinto l’oro ma proprio perché siamo state una vera squadra UNITA sia dentro che fuori dal campo dall’inizio fino alla fine.”

“Essere fuori dal campo ma come se fossi dentro, con il cuore e la grinta a supportare le mie compagne. Compagne che erano parte di me durante tutta quest’esperienza, sia dentro che fuori dal campo! La mia prontezza quando venivo chiamata era data appunto da questa sensazione, di essere un tutt’uno con le mie compagne di squadra che si sono rivelate sorelle! La fiducia e la stima luna con l’altra hanno portato alla felicità individuale e la vittoria di gruppo!”

“Eravamo in uno stato di trance, si poteva arrivare a superare qualsiasi ostacolo, l’obiettivo era lampante: non la medaglia, ma il prendersi quel che ci meritavamo… alla fine è stato il primo posto! Un’esperienza ricchissima, quasi unica.”

“Secondo me quella che ha fatto la differenza nella nostra squadra è la complicità che si è venuta a creare nel gruppo. La fiducia reciproca e la consapevolezza che solo insieme ce la si può fare! Mentre ero in campo sentivo l’appoggio delle mie compagne di squadra e questo mi rendeva sicura della nostra forza, bastava uno sguardo per incoraggiarci dopo un errore e un sorriso per incitarci dopo la conquista di un punto e di un set. La vera conquista per me non è l’oro ma è stata la capacità di trovare questa alchimia tra tutte noi 14 ragazze.”

Insomma… Il sogno è diventato realtà la medaglia è solo un dettaglio della storia. Questo è il vivere felici e contente. Questo dovrebbe essere lo sport. Queste sono persone che hanno imparato la lezione, fuori dall’ordinario diventando straordinarie. Hanno compreso e metabolizzato che per vincere bisogna impegnarsi, avere fiducia, avere disciplina, dimostrare flessibilità nella complessità e sapere che insieme si funziona meglio. Perché quando un collettivo funziona è la somma che fa la magia. Questa è la differenza.

Se le guardi negli occhi vedi la luce che emanano, allora capirai che davvero i limiti sono nella nostra testa. Da queste ragazze speciali possiamo tutti imparare che una medaglia ha valore quando ti senti parte di qualcosa di più grande. Anche nelle favole gli eroi non sono mai da soli alla fine della storia e poi… ogni storia ha la sua morale.

Per me la morale di questa è che bisogna credere negli altri per raggiungere certi risultati, perché senza di loro, senza gli altri, senza la tua squadra, nessun risultato è possibile. Il messaggio nascosto dietro la magia di questa vittoria è che la vera medaglia è aver trovato la propria Tribù, nella quale riconoscersi, a cui appartenere e per la quale lottare. In fondo ne abbiamo bisogno tutti.

Io da loro ho imparato che i limiti che pensavo di avere io e che avessero loro sono solo illusioni. Trovo curioso che chi sogna di vincere una medaglia sia preso per pazzo o stupido, e poi quando la vince viene celebrato. Chi invece si illude di avere limiti e ci crede fermamente fino a viverli realmente viene considerato un “realista”. Immagino cosa è stato detto negli anni a queste ragazze straordinarie. Quanti limiti gli altri hanno cercato di imporre a loro come hanno fatto con te e con me. Loro hanno saputo non ascoltare. Hanno ascoltato altro, perché loro sentono benissimo.

E tu, come la vuoi la tua favola?

Cosa senti?

Come fai la differenza?

Vivi la Tua storia, ricordando che sei il protagonista e che non sei solo.

Agisci sapendo che un NOI funziona meglio e porta a mete luccicanti.

Fai ascoltando solo quello che vale la pena sentire.

Tutto il meglio e mi raccomando vivi felice e contento!

Laura

Porta semplicità e felicità nella tua vita, con 3 (semplici) gesti quotidiani

By | Blog

La felicità è anche semplicità. Come dice il mio maestro Richard Bandler infatti “più la fai semplice dentro la tua testa, più sarà semplice nella realtà”. Ed è proprio così: fenomeni come l’overthinking, il pensarci troppo, o semplicemente farsi le seghe mentali, sono la fonte di uno stress inutile e totalmente improduttivo.

È necessario alternare periodi nei quali costruiamo e periodi nei quali smontiamo ciò che abbiamo costruito per andare all’essenziale. Facciamo fin troppo e spesso non tutto ciò che facciamo ci piace o ci interessa davvero. Questo non significa che non si debba farlo: fare esperienze di attività anche che non ci piacciono, può essere utile a capire proprio che quelle attività, appunto, non ci piacciono. Così si mettono da parte e si va avanti, con più esperienza e consapevolezza.

In un certo senso la semplificazione è un prodotto della complicazione attuale. Oggi è tutto ingarbugliato, confuso e le persone, i Coach, che sono in grado di trasformare le cose complesse in cose semplici sono sempre più richieste (e pagate). Se vuoi diventare migliore come Coach e ottenere la capacità di semplificare, ti invito al Coaching secondo Claudio Belotti. Un corso di quattro giorni a Milano dal 31 ottobre al 3 novembre per approfondire le tematiche più interessanti del Coaching, scoprire gli strumenti migliori, le tecniche più efficaci.

Per portare semplicità e un po’ di felicità in più nella tua vita, puoi partire da questi tre (semplici) gesti quotidiani:

Goditi il viaggio. Se ti distrai facilmente e ti ritrovi con lo sguardo che fugge verso le cose non funzionano, fermati e respira. Guarda anche gli alberi e il cielo e le nuvole. Il viaggio è quella cosa che ti avvicina al tuo scopo, sono quegli obiettivi che animano le tue giornate mentre fai ciò che ami. Dedica più tempo, a ciò che ami. Come? È semplice: scegli di dedicargli tempo. Se pensi di non averlo, crealo. Se non ti godi il viaggio, non sarai mai felice. Vale la pena impegnarsi in questo.

Impegnati a migliorare. Una volta che hai trovato il tempo per le cose che ami, sai che puoi migliorare facendo ciò che ami. Non devi diventare bravo in ogni cosa che fai nella tua vita. Scegli le attività che ti piacciono di più e dedicati a quelle. Sarai soddisfatto due volte: perché fai qualcosa che ti piace e perché via via diventi sempre più bravo in ciò che fai, mettendoci sempre meno sforzo e con sempre più risultati.

Scegli con chi crescere. La vita è un viaggio, lo abbiamo appena detto: goditelo. Per godertelo fai ciò che ami e fallo quanto più spesso ti è possibile: così sarai felice e soddisfatto. Poi scegli le persone con le quali condividere questo percorso. E sceglile bene: se nella stanza sei il meno sano, il meno ricco, il meno colto, sei nel posto giusto. Ecco, non è necessario che questa stanza sia una stanza fisica: sono i locali che frequenti, l’intrattenimento che scegli, la musica che ascolti, i formatori che segui, i mentori e i maestri che ti aiutano ad avere una marcia in più nel crescere e migliorare.

Risveglia il potere creativo del tuo team

By | Blog

Ci sono dei giorni in cui al lavoro sembra andare tutto storto. Si combatte per spuntare un risultato. Si affrontano i problemi quasi senza voglia. È una mancanza di idee e motivazione? Non sempre. A volte ci sta che si attraversi una fase di stanca, nella quale è necessario un reset per ritrovare l’ispirazione.

Se vuoi risvegliare il tuo team con un bagno rigenerante del pensiero, ti propongo qui un set di domande e attività molto utili. Eccole:

Cambio budget, cambio punto di vista. Se avessi tutti i soldi del mondo come risolveresti questo problema? Oppure, se avessi un terzo, un quinto, un decimo del budget, come lo risolveresti? Modificare le risorse a disposizione permette di rimettere in funzione la ricerca creativa per trovare soluzioni alle quali ancora non si era pensato.

Lo scettro del potere. Invita a turno i membri del team a guidare lo sviluppo di una idea o di un progetto. Affidagli lo scettro del potere. Leadership assoluta per un’ora per cambiare tutto quello che ritiene opportuno cambiare e arrivare a una soluzione differente. Affidare la leadership a turno ai membri del team offre la possibilità a tutti di fare davvero la differenza e sottoporsi a turno al giudizio del gruppo, che valuterà l’iniziativa (non la persona).

Pura fantasia. Invita i membri del team a fornire l’idea più assurda. Non è un brainstorming: non è una collezione di idee a caso. È la ricerca meticolosa dell’idea più assurda in circolazione. Pensare all’idea più folle è utile per spezzare i vincoli della razionalità. Una volta spezzati fare il processo contrario: come si imbriglia questa idea in un contesto razionale? Insomma, c’è del metodo in questa follia!

Domandare cosa domandare. Chiedersi cosa si potrebbe chiedere ancora che non si sta domandando, è un modo per tirare fuori le idee che mancano. Anche in questo caso è importante girare attorno al problema. È controintuitivo: si dice spesso “ci stai girando attorno senza andare al punto!”. Ecco, qui è proprio quello che vuoi: guarda il problema da punti di vista differenti, ponendoti domande diverse, per vedere aspetti che magari prima erano sfuggiti.

3 consigli pratici per migliorare i tuoi speech in ufficio

By | Blog

Quando sul lavoro viene richiesto di intervenire in una riunione molte persone la prendono come una chiacchierata al bar. Va bene avere la stessa serenità, ma il tono e gesti non possono (e non devono) mai dare l’idea di una sottovalutazione della richiesta. In qualunque speech, che sia di fronte al tuo team, di fronte a dei clienti o di fronte a un tuo responsabile, è fondamentale fare tutti i passi giusti.

Inizia subito a migliorare, facendo attenzione a questi tre aspetti chiave in ogni public speaking:

Espressioni di riempimento: suoni come ehm, uhm o parole come beh, insomma o cioè sono tutti riempitivi che tolgono forza e continuità al tuo discorso. Sono espressioni delle quali spesso nemmeno ti accorgi. Invece devi imparare a farci caso. Ascoltati, se possibile registrati. L’importante è renderti consapevole di questi riempitivi. Una volta che hai iniziato a notare l’errore le prime volte continuerai a commetterlo: per questo è importante che ti eserciti. Più spesso parli in pubblico, più rapidamente migliori.

Fai attenzione al tono: quando parli cura il tono, e fai attenzione a volume e ritmo che scegli.  Il tono di voce dice moltissimo di te e di ciò che vuoi comunicare. Questo vale anche e soprattutto al telefono: è importante scegliere bene il tono per rendere la conversazione una esperienza costruttiva e soddisfacente per l’interlocutore. Anche il volume e il ritmo sono importanti: l’uno deve essere ben rapportato al luogo e al rumore che deve sovrastare. L’altro deve essere veloce al punto di coinvolgere senza annoiare ma non troppo da diventare incomprensibile. Prima di parlare, trova lo stato d’animo migliore per farlo.

Non divagare: uno speech, un discorso in pubblico, anche fra colleghi non è una chiacchierata al bar. Quindi, non divagare. Non è necessario essere stringati. Puoi raccontare tutto, senza utilizzare più parole del necessario. Quando scrivi un discorso, sottoponilo sempre a revisione. Rileggilo, registrati, riascoltati. Puoi rendere lo stesso concetto con meno parole? Quella descrizione è necessaria? Se fai un digressione o apri una parentesi, fallo solo se sono strettamente necessarie al tuo discorso. E poi ricordati di chiuderle.

Ogni anno organizzo un evento aperto al pubblico che si chiama Comunicare con il pubblico straordinariamente. È il corso aziendale più richiesto. È il corso più pratico, nel quale vedi i tuoi progressi e i tuoi cambiamenti giorno dopo giorno. Ed è molto più di un corso di public speaking: ti insegno a comunicare con il tuo pubblico come desideri e nel modo in cui più essere più persuasivo ed efficace. Visita la pagina dedicata al corso per saperne di più