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Marzo 2019

3 semplici modi per trasformare positivamente la tua esperienza lavorativa

By | Risorse gratuite

Esistono tante definizioni di felicità. Ogni persona ha la sua. E molte di queste definizioni non contemplano il lavoro come parte integrante di una sensazione complessiva di felicità. Strano? Non tanto, purtroppo! Dal momento che una percentuale molto ampia di persone (quasi l’80% in alcuni paesi) ritiene che la sfera lavorativa sia rappresentata nella vita dal binomio stress/sostentamento mentre il resto del tempo e delle attività al di fuori del lavoro rappresentino il binomio significato/felicità.

Se consideri il numero di ore che ogni persona trascorre al lavoro, puoi comprendere bene quanto questo modello di pensiero conduca fin troppo spesso alla frustrazione. Bisogna quindi cambiare il punto di vista: è possibile trovare la felicità sul lavoro, e farlo è inequivocabilmente buono. I dipendenti più felici fanno meglio su tutti i fronti: dalla propria salute alla produttività fino all’avanzamento della carriera, e questo incide positivamente sulla felicità stessa. Un circolo virtuoso.

Insomma, essere felici è una scelta. Come lo è essere incazzati o tristi. La felicità infatti è un filtro, uno spartiacque che ti permette di prendere il buono della vita e usarlo a tuo vantaggio. Quindi la domanda è: come focalizzi il tuo pensiero sulla felicità sul lavoro? E come è possibile rendere la tua vita lavorativa più soddisfacente, trasformandola in qualcosa che contribuisce in modo significativo alla tua felicità? Vediamolo insieme in tre semplici modi:

1 Lo Scopo: il tuo scopo definisce chi sei e quello in cui credi. Non devi avere un unico scopo nella vita, puoi averne più di uno purché sia straordinario e ti fornisca l’ispirazione per farti sentire più motivato. Con uno scopo sufficientemente importante i tuoi comportamenti e le tue decisioni quotidiane si allineano ai valori in cui credi. Individuato il tuo scopo sul lavoro sei nella condizione di portare passione sul lavoro e collegando ciò che fai a ciò in cui credi. Avere uno scopo ti permette di passare all’azione e quando agisci hai molte più possibilità di essere felice.

2 Il Coinvolgimento: fare in modo di essere coinvolto sul lavoro è essenziale. Ho scritto un post proprio su questo argomento e la sostanza è che se riconosci l’intenzione positiva che ti guida sul lavoro nelle scelte che fai, otterrai molto di più. Organizza il tuo ambiente di lavoro e i tuoi comportamenti sul lavoro in modo da vivere il presente in modo completo: sii presente e fai del tuo meglio.

3 La Gentilezza: sei più felice al lavoro quando orienti i tuoi pensieri, sentimenti e azioni verso la cura e il supporto degli altri. Essere gentili implica trattare gli altri con dignità e rispetto, mostrare attenzione per le esigenze e prestare ascolto ancor prima che suggerire o consigliare. Essere gentili significa praticare attivamente la gratitudine e gestire in modo costruttivo i conflitti. La gentilezza è una attitudine che se supportata da abilità di Coaching ti permette di innalzare la percezione della tua esperienza lavorativa quotidiana.

Migliora la percezione del tuo status finanziario

By | Risorse gratuite

Una delle ragioni più frequenti di insoddisfazione nella vita è legata alla percezione del proprio status finanziario. Molte persone sono imprigionate in quella che è stata descritta dai principali autori di libri di personal finance come la corsa del topo o la ruota del criceto. Questa percezione è intimamente connessa con il modo in cui vivono la propria felicità: proiettata nel futuro.

Questo influisce sulla percezione della felicità. Già, perché la felicità non è un luogo, una meta. Non è nemmeno un obiettivo o uno scopo. La felicità in pratica non esiste, non si tocca: si sente e basta. La felicità c’è già, è qui, è nella vita di ciascuno: bisogna solo sintonizzarsi sulla frequenza giusta per percepirla. E non è legata alle cose hai: la felicità non è una cosa. È nel modo in cui scegli di vivere la tua vita.

Mi spiego meglio: quando sei chiuso all’interno della ruota non hai modo di vedere quello che ti circonda, ciò che hai già, ciò che possiedi. Lo sguardo è rivolto al futuro e ignora totalmente il presente. Quando ciò accade, la percezione è falsata. Ciò che si ha appare sempre poco e per avere di più si spendono soldi che non si hanno. Per avere quei soldi si corre sempre più forte sulla ruota, senza andare da nessuna parte, senza fine.

Come puoi fare quindi a migliorare la percezione del tuo status finanziario? Vediamolo insieme in tre semplici modi:

  1. Vivi al di sotto dei tuoi mezzi. È una indicazione di buon senso: spendi meno di quanto guadagni. Tutti i grandi imprenditori sono attenti ai loro soldi, a come li spendono e soprattutto a come li investono. Il denaro è un mezzo, non un fine. Impara a farlo lavorare per te. Ma prima di tutto impara a spenderlo bene.
  2. Investi su te stesso. Da un report della Banca d’Italia del 2018 è emerso che “le competenze finanziarie degli adulti in Italia sono molto basse nel confronto internazionale, soprattutto per ciò che attiene alla conoscenza dei concetti finanziari di base e alla adozione di comportamenti adeguati nella gestione delle risorse”. Investi sulle tue competenze prima di tutto. Esistono molti libri, molti corsi di educazione finanziaria che, come molte altre materie, non viene insegnata a scuola. Quindi tocca a te agire e imparare come fare a ottenere il massimo dai tuoi soldi.
  3. Spendi solo per ciò che vale. E nella maggior parte dei casi, non si tratta di cose. Spendi per esperienze ed emozioni, conoscenza e divertimento. È l’unico modo che esista di spendere soldi e sentirsi più ricchi.

3 caratteristiche (più una) da possedere per essere un leader migliore

By | In evidenza

La leadership non è un metodo di lavoro e men che meno un modo di comandare: la leadership è un modo di vivere basato su principi. Ne ho scritto in diversi e-book e audiolibri come Jedi Leadership, Steve Jobs – Impara dai suoi insegnamenti a essere un leader o Come diventare un leader di successo. È un argomento chiave nella vita di ciascuno di noi: in qualche momento della nostra vita, ciascuno di noi è leader o follower. Quando si è leader, è importante esserlo al meglio delle proprie capacità.

La leadership è un argomento affascinante, e la storia ci ha dato molti esempi straordinari di leadership. I leader sono tra le figure più analizzate, studiate e raccontate nella storia per capire cosa rende un leader tale. Nelle varie epoche si sono scoperte caratteristiche diverse; un po’ perché i leader erano diversi, e un po’ perché i ricercatori, nei vari momenti, si sono focalizzati su elementi differenti.

Oggi vediamo insieme 3 caratteristiche (più una) da possedere per essere un leader migliore:

  1. I grandi leader pongono limiti severi a sé stessi. Il bene più grande di tutti è il TUO tempo. Uno dei segreti per essere un leader il successo? Stabilire dei limiti per te stesso. Ma non si tratta di limitare le proprie possibilità, si tratta di scegliere. Quando prendi una decisione, non è una rinuncia ma una scelta. Un leader conosce il proprio scopo, i propri valori e la propria identità. Dice no alle attività e alle cose che non lo interessano, ascolta i suoi valori e porta avanti la sua missione nella vita. Sceglie di passare il tempo con persone entusiasmanti. Dice no al superlavoro e a trascurare la cura di sé e la famiglia, perché sa bene che se non può prendersi cura di sé, tutto il resto soffre.
  2. I grandi leader sono positivi, anche quando le cose vanno male. I grandi leader praticano il pensiero positivo, non quello fine a sé stesso. Infatti, anziché illudersi o stressarsi per una situazione lavorativa o un fallimento, la considerano un’opportunità per fare una pausa, riorganizzarsi, imparare, crescere e riprendersi con rinnovata energia e concentrazione. Questo può avere un profondo effetto sul benessere emotivo e fisico. I grandi leader sanno che non tutto può andare sempre bene e che in qualunque modo andrà, otterranno qualcosa: nella peggiore delle ipotesi una lezione e sono disposti a impararla.
  3. I grandi leader sono disposti ad ascoltare feedback. Molti leader non vogliono ascoltare idee, opinioni e feedback da parte di dipendenti o collaboratori, soprattutto sulla propria leadership. I grandi leader invece ascoltano bene, sono aperti ai feedback e responsabili per le proprie azioni. Filtrano le critiche non costruttive e trovano sempre il modo per migliorare, in modo appropriato e sempre al servizio degli altri. Fanno domande, anche quelle scomode, finché non ottengono un quadro chiaro e completo della situazione.

Infine, una considerazione generale su ciò che significa leadership oggi: ogni una buona leadership avviene sempre in un contesto di fiducia. Ogni leader ha bisogno di farsi una domanda molto importante, di tanto in tanto: il mio comportamento aumenta la fiducia? Se stai pensando di aumentare le tue capacità di leadership, la fiducia sono le fondamenta sulle quali dovresti costruire la tua leadership.