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Febbraio 2019

3 comportamenti (più uno) che possono migliorare il tuo rendimento nella vita

By | In evidenza

Quando si parla di Obiettivi, mi emoziono subito. La vita è fatta di conseguenze e gli obiettivi sono il modo che ha ognuno di noi per indirizzare gli eventi, creando un percorso da seguire, passo dopo passo, verso il proprio scopo. Gli obiettivi hanno questo potere enorme: sono le tappe lungo la strada per la realizzazione.

Oggi ti voglio parlare di qualcosa che va al di là degli obiettivi. Si tratta di mindset, di atteggiamento nei confronti della vita. Prescinde dall’obiettivo che hai fissato o dallo scopo che vuoi raggiungere nella vita. Si tratta soprattutto del come ottenere ciò che vuoi.

Ciascuno ha i propri modi di agire e il proprio atteggiamento nei confronti della vita e per renderli i più efficaci possibili, è utile che includano questi 3 comportamenti (più uno) che possono migliorare il tuo rendimento nella vita.

  1. Stai zitto e muoviti! La maggior parte delle persone che mi chiede come può raggiungere il proprio obiettivo ha un problema. Continua a parlare di “come” farà una cosa o un’altra e che ha qualche idea incredibile per qualcosa, ma alla fine della giornata, le persone come questa non fanno assolutamente nulla nei confronti del proprio obiettivo. Quindi, parla fin quando non hai definito il tuo obiettivo e quando lo hai definito stai zitto e muovi il culo! Darsi da fare è fondamentale. Io non sono la persona più talentuosa al mondo eppure ho raggiunto e raggiungo tutt’ora traguardi importanti. Quindi cosa permette alle persone come me di ottenere spesso più successo di persone che sulla carta avrebbero più talento? La differenza è che le persone come si alzano al mattino e si danno da fare con ciò che hanno a disposizione.
  2. Ascolta per capire. Non dovrebbe sorprenderti se ti dico che le persone “bloccate nella vita” hanno la tendenza a essere dei “signor so tutto io”. Queste persone, saltano immediatamente alla conclusione che sanno tutto di un dato argomento, se qualcosa che sentono suona lontanamente familiare: sono quelli che fanno di tutta l’erba un fascio. Il risultato finale è che, poiché non ascoltano, non comprendono mai davvero fino in fondo. Sanno sempre cosa gli è mancato per avere successo e non ha mai a che vedere con loro stessi, con i loro comportamenti. Il fatto è che per raggiungere il successo abbiamo bisogno di ascoltare con una mente aperta e applicare ciò che apprendiamo.
  3. Smetti di giudicare il successo in termini finanziari. Il denaro è uno dei modi più semplici per giudicare un certo tipo di successo, tuttavia è un metodo imperfetto. Conoscere un dato finanziario non ti dice quanto guadagna davvero una persona. Il denaro inoltre non rende una persona più felice e più soddisfatta. Molte persone che conosco sono più ricche di me e molte di loro hanno sacrificato quasi tutto – sicuramente troppo – per ottenere questa ricchezza. Quando la necessità di produrre profitti è causa problemi di salute legati allo stress o è fonte di tensioni familiari o porta a sacrificare piaceri, vacanze e cura di sé, non vale più la pena.

 

Infine, ricordati la cosa più importante: quando hai individuato uno scopo e almeno un obiettivo, focalizzati su quelli. Va da sé che se ti concentri su ciò che desideri, avrai tutto ciò che puoi desiderare. Sembra incredibile ma è vero. E ciò accade anche se non lo ottieni. La verità è che la maggior parte delle persone non si concentra mai veramente su un obiettivo principale nella propria vita. Questo è il motivo per cui molte persone trovano difficile raggiungere i propri obiettivi e vivere la vita come la vogliono.

3 modi semplici per prendere decisioni rapide

By | In evidenza

Prendere decisioni in modo rapido ha sicuramente un vantaggio: prima decidi, prima ti accorgi se la decisione presa è quella giusta o quella sbagliata, prima decidi, prima ti accorgi se la decisione presa è quella giusta. E se è quella sbagliata, hai tutto il tempo di cambiare e percorrere un’altra strada. Il processo decisionale infatti dovrebbe essere un processo in due fasi: il primo passo consiste nel raccogliere informazioni rilevanti e il secondo è decidere in base a ciò che hai appreso.

Semplice? In teoria si, in pratica tra il primo e il secondo passo interviene un bias cognitivo di conferma. Il bias di conferma tende a farci raccogliere e selezionare le informazioni sulla base delle nostre convinzioni. In questo modo, la maggior parte delle persone prende una decisione prima ancora di prendere in considerazione qualsiasi nuovo elemento.

Ecco 3 modi semplici per prendere decisioni rapide:

1 – Conosci te stesso: definisci cosa vuoi e perché lo vuoi. In questo modo sarà più semplice prendere ogni decisione. Se conosci i tuoi valori, sai chi sei e cosa ti motiva nella vita, qualunque decisione tu prenda coerentemente con questi princìpi, sarai comunque soddisfatto.

2 – Ragiona per conseguenze: considera le conseguenze a breve, medio e lungo termine. Metti insieme pregi e difetti della tua decisione. Quali effetti avrà oggi? E tra una settimana? E tra un anno? Quando applichi questo schema in modo coerente, diventerai più rapido nel prendere decisioni.

3 – Sii creativo: valuta una serie di opzioni differenti. Inizialmente forse ti complicherà un po’ il processo di scelta o ti farà rallentare, ma inventare alternative ti costringe a scavare più a fondo e a guardare il problema da diversi punti di vista. L’obiettivo di fondo è sviluppare la capacità di uscire rapidamente dai tuoi schemi di pensiero consueti e trovare soluzioni davvero innovative.

Nel dare, ricevi

By | In evidenza

Una ricerca intitolata “Nel dare, riceviamo” è stata la fonte di ispirazione per questo post. Come si legge nell’abstract, la ricerca prende l’avvio da una delle convinzioni più diffuse sulla concretizzazione dei traguardi personali e lavorativi che è “in genere, le persone che lottano per il raggiungimento degli obiettivi siano in cerca di consigli”.

Ciò che emerge da questa inchiesta invece è stupefacente: gli individui in difficoltà sono stati più motivati ​​a dare consigli che a riceverli. Una semplice ma potente intuizione. La maggior parte delle volte, quando le persone non fanno ciò che devono fare, ciò non accade per mancanza di informazioni. Il problema sembra piuttosto risiedere in quella che lo psicologo Albert Bandura chiama convinzione di autoefficacia.

Quando le persone non credono che riusciranno in qualcosa, sono più propense a non iniziare nemmeno. Dare loro consigli, il che corrisponde in sostanza a fornire loro delle informazioni, non fa nulla per aumentare questa fiducia in sé e nei propri mezzi. Al contrario, mettere queste persone nella condizione di dare consigli a coloro che si trovano in una situazione simile ha stimolato la fiducia e la convinzione di potercela fare.

Nella ricerca infatti è stata testata “l’ipotesi controintuitiva che le persone alle prese con deficit motivazionali traggono più beneficio dal dare consigli che dal riceverli. Fallire ripetutamente per raggiungere gli obiettivi può fiaccare la fiducia in sé stessi. Per una serie di motivi, dare consigli può ripristinarla”.

Tra questi motivi, troviamo ad esempio il fatto che ricevere la richiesta di consiglio aiuta a recuperare le risorse interiori – informazioni, abilità, comportamenti che hanno avuto successo in precedenza – e rende consapevoli del fatto che si è in grado di fare qualcosa, portando a galla proprio la convinzione di autoefficacia.

In conclusione, emerge che la fiducia nelle proprie capacità, la convinzione di autoefficacia, può essere un fattore di successo ancor più potente nel perseguimento dell’obiettivo, rispetto all’abilità effettivamente necessaria per conseguirlo. E per credere fino in fondo in sé stessi è fondamentale mettersi in gioco e disposizione, soprattutto nei confronti delle altre persone: nel dare, ricevi.

Tre azioni fondamentali che puoi compiere per favorire il flusso di azione

By | In evidenza

Quando le cose non girano come vuoi, è facile perdere l’entusiasmo. Anche se sai bene che tu sei responsabile solo per le tue azioni e che su altri eventi hai solo una influenza, più o meno marginale, mentre su molte altre cose non hai alcuna influenza, alla fine una sconfitta, una caduta, una perdita bruciano sempre.

In questi casi è fondamentale perdere, senza perdere la lezione; e di tanto in tanto la lezione è proprio questa: si vince e si perde, perché è parte del gioco. Accettalo.

Bisogna accettarle e guardare al risultato in una cornice più grande. Ogni sconfitta è momentanea e se lavori ogni giorno per creare una vita ricca di attività e soddisfazioni, un incidente di percorso lascia solo una breve traccia, come una sottolineatura leggera nel libro degli insegnamenti.

Chi ti dice che dopo una sconfitta l’importante è reagire, ti sta dicendo solo una mezza verità. La verità è che il flusso di azione deve essere costante e diretto. Se sai dove stai andando e perché vuoi andarci, non sarà una gomma a terra a impedirtelo. Metterai in pratica qualunque alternativa possibile per poter proseguire il tuo viaggio. E questa non è reazione: è azione. Viene dal passato e va verso il futuro che desideri.

Ci sono tre azioni fondamentali che puoi compiere per favorire il flusso di azione.

Medita. Se la tensione si fa strada e tanti eventi richiedono la tua attenzione, fai come le persone di successo: crea la tua oasi di pace, soprattutto al mattino, per riflettere e elaborare. Puoi fare un diario sugli eventi del giorno precedente ed esprimere gratitudine per le porte che si sono aperte. In un giorno di difficoltà, guarda il giorno in modo diverso: svegliati presto e attendi il sorgere del sole, esci a fare una passeggiata nel tepore del pomeriggio e svuota la tua mente per sperimentare il momento, immobili, solo a respirare in silenzio.

Abbraccia la paura. La paura serve, è utile, va presa per mano e portata con sé oltre l’oggetto della paura stessa perché in quella azione, in quel passaggio si trasforma in coraggio. Quando perdi, puoi perdere entusiasmo e fiducia, puoi iniziare ad avere paura ad agire per non perdere ancora. Ti stai proteggendo da una cosa spiacevole che desideri tenere lontana. L’unico modo di uscire dall’inferno, diceva Winston Churchill, è passandoci attraverso.

Abbi fede. Fede in dio, nell’universo, in te stesso, in quello che vuoi. Se nella vita vuoi concederti un lusso, il primo che devi concederti è il lusso di credere con tutto te stesso che le cose funzioneranno secondo il piano. Quando ti lasci andare, circondato da amici e familiari, un gruppo di pari, collaboratori che ti sostengono e ti amano per tutto il viaggio, le cose stanno già funzionando. Non devi far altro che accorgertene.

3 convinzioni limitanti che dovresti eliminare subito

By | In evidenza

I pensieri sono cose. Ogni volta che scegli di seguire un pensiero, questo si materializza nella tua mente. Già, la tua mente ha questo potere enorme: rende vero, reale, ciò che immagini. Nessuno ce lo insegna e quindi fin da piccoli siamo abituati a fare grandi sogni senza fare nemmeno dei piccoli progetti o ad abbandonarci ai nostri incubi peggiori quando abbiamo un timore per il futuro.

In questo modo si sviluppano molte convinzioni limitanti: nascono come immagini e a poco a poco si trasformano in realtà, divenendo dei veri e propri blocchi mentali. Sono dei veri e propri autoinganni generati dalla mente come fossero vere e proprie esperienze realmente vissute. Per superarli è necessario avere il coraggio di metterle alla prova.

Analizziamo insieme quali sono i più comuni e scopri con me come andare oltre:

Non merito questa situazione negativa. In una diretta sulla mia pagina Facebook di alcune settimane fa, intitolata “Se l’hai voluto non lamentarti, se non l’hai voluto agisci” ti invito a fare attenzione proprio a questo aspetto. Quando una situazione è negativa o anche molto negativa, sei tu a decidere quando ha raggiunto il punto in cui non può più peggiorare. Questa è una buona notizia perché significa che hai deciso di smettere di lamentarti e ha messo insieme le forze per agire; e quando agisci qualcosa di buono per te si prepara proprio dietro l’angolo.

Sono troppo giovane/vecchio, grasso/magro, alto/basso. Qualche tempo fa girava sui social network il video di un signore di quasi settanta anni che aveva dedicato gli ultimi anni ad allenarsi e nonostante l’età anagrafica lo inserisse a tutti gli effetti fra la popolazione anziana sfoggiava un fisico invidiabile anche per molti trentenni. Quando pensi di essere troppo o troppo poco per fare qualcosa, cerca un esempio positivo che possa cambiare il tuo punto di vista. Metti alla prova le tue convinzioni limitanti. Se qualcun altro ce l’ha fatta, puoi farcela anche tu. Trova la tua ispirazione.

Ho deciso di cambiare. Domani. No, non lo farai. Non domani. Per sviluppare una nuova abitudine servono almeno 66 giorni, ce lo dice una ricerca. E lo conferma il buon senso. La motivazione in questi casi è tutto. E la motivazione – è importante che lo ricordi bene – non è ciò che ti fa iniziare il tuo lavoro. È ciò che te lo fa portare a termine. Trova la tua motivazione. Costruiscila se serve. E vai fino in fondo.

Come trarre il meglio dalle riunioni di lavoro

By | In evidenza

La riunione. La famigerata riunione è uno dei più frequenti incubi di manager e dipendenti. I motivi sono diversi (e tutti molto validi): le riunioni sono spesso o troppo lunghe o troppo corte, producono report o debriefing sconclusionati o all’opposto troppo dettagliati, sono quasi sempre presenti le persone sbagliate e ancor più di frequente le persone sbagliate sono proprio quelle che intervengono.

Le riunioni, mostrano le ricerche, sarebbero responsabili persino di un abbassamento del QI: quando le persone vengono collocate in piccoli gruppi e gli viene chiesto di risolvere dei problemi, in media il loro QI individuale mostra una flessione del 15%. Quindi? Le riunioni sono da abolire totalmente? No, dal momento che è possibile organizzarle in modo più efficace.

Vediamo insieme come.

  1. Fai tre semplici valutazioni preliminari, prima di convocare una riunione:
    1. È proprio necessaria in questa fase del lavoro/del progetto/della giornata?
    2. Aggiunge valore ai partecipanti e trasferisce informazioni chiave?
    3. Questa riunione genererà direttamente entrate, risparmi sui costi o un piano d’azione concreto?

      Se le risposte sono per lo più negative, allora significa che la riunione non è davvero necessaria ed è bene prenderne atto subito.

  2. Fai in modo che le persone invitate si sentano coinvolte. Concentrati sui dipendenti chiave per quella riunione per evitare un sovraccarico. Spesso, quando si convoca una riunione si cerca di includere il maggior di dipendenti e molti, chiaramente, non hanno bisogno di esserci. Soprattutto i più competenti o le persone di fiducia sono esposte a questo rischio. Ti suggerisco l’approccio opposto. Chi è il più prezioso collaboratore che sei più tentato di includere? Ora chiediti: è davvero necessario? Se sono sempre i soliti ad essere chiamati non c’è modo che possano tenere il passo con compiti più importanti. E allo stesso modo gli altri resteranno indietro e demotivati. Ecco perché il primo passo per coinvolgere le persone è escludere attentamente le persone non necessarie.
  3. Stabilisci delle chiare linee guida per la convocazione delle riunioni. L’esclusione fa male solo quando le persone si aspettano di essere incluse. Chi vuole ottenere il massimo dai membri del proprio team, deve reindirizzare i loro sforzi verso le attività più importanti e fare in modo che loro comprendano e apprezzino questa scelta. La comunicazione qui è fondamentale. Comunica con i membri del gruppo per assicurarti che ogni persona capisca perché non è stata convocata. Frasi come: “So che hai un lavoro molto importante nella tua agenda e vorrei tenerti lontano da questo imminente progetto in modo che tu possa concentrarti su quello che hai già. Cosa pensi?” Gestire anticipatamente le aspettative delle persone può evitare problemi futuri e dare riunioni più efficaci.

Gestire, programmare e, quando possibile, evitare le riunioni significa avere più persone che fanno un uso migliore del proprio tempo, te compreso, e ogni collaboratore affronta progetti in cui il contributo è davvero di valore.

3 modi (più uno) per gestire il tuo stato ed essere mentalmente più forte

By | In evidenza

I cambiamenti in atto oggi sono talmente grandi e rapidi che molte persone fanno fatica a comprenderli e a farvi fronte. A volte manca proprio il tempo per dedicarsi a una attività di riflessione e comprensione della propria realtà. La PNL ci dice che la nostra esperienza deriva dalle emozioni che associamo agli eventi che viviamo. Ciascuno di noi quindi ha in ogni momento la possibilità di migliorare la propria esperienza, modificando gli input che riceve dall’esterno.

È la differenza (che fa tutta la differenza) tra farsela prendere bene e prendersela a male. E tu hai questo potere.

A tutti infatti è capitato qualche momento di smarrimento nella vita. Un periodo nel quale si era persa un po’ la bussola e si vagava senza una direzione precisa. In questi periodi si è facili prede di ansie e paure. Le statistiche oggi ci dicono che sempre più persone ricorrono sempre più spesso all’utilizzo di ansiolitici per il trattamento di un disturbo d’ansia conclamato. Da Coach so che è possibile e molto importante agire prima che questa diventi una patologia per la cura della quale è necessario rivolgersi a un terapeuta.

Si tratta di lavorare sulla propria forza mentale, allenarsi per mettere nella giusta prospettiva la vita e puntare al raggiungimento del proprio benessere psicofisico.

Ci sono alcune strategie che puoi mettere in atto per superare l’ansia più comune, quella fisiologica che puoi provare prima di un esame o un colloquio, una presentazione o che possono sperimentare i tuoi figli prima di un compito in classe. Si tratta di gestire il tuo stato emotivo ed è possibile farlo in diversi modi. Vediamone insieme tre (più uno):

  1. Stai dritto: per liberarti rapidamente dall’ansia non c’è metodo più efficace del cambiamento di postura. Alzati, tira indietro le spalle, pianta i piedi in modo uniforme e largo e apri il petto. Poi fai un bel respiro. Secondo lo psicologo Tamar Chansky infatti “quando siamo ansiosi, proteggiamo la parte superiore del nostro corpo – dove si trovano il cuore e i polmoni – curvandoci”. Se mettiamo in atto un comportamento opposto possiamo suggerire al nostro cervello che non c’è nulla da temere, anzi che siamo nel pieno delle nostre facoltà.
  2. Fai qualcosa di divertente: proprio come si fa con un bambino agitato, cerchi di distrarlo. Guarda un video divertente sul tuo smartphone o guarda qualche vignetta divertente. Puoi farlo in modo strategico, ad esempio, seguendo pagine che pubblicano post umoristici sui social network. Il motivo è semplice: come dice il grande Richard Bandler “se puoi ridere di qualcosa, allora puoi cambiarla”. Quando riesci a ridere in una situazione di ansia, anche se il contenuto della risata è slegato dalla ragione dell’ansia puoi alleviare rapidamente la sensazione. Se riesci a ridere del motivo dell’ansia, ancora meglio: l’effetto ansiolitico sarà di ancora maggior durata.
  3. Fai una camminata veloce: l’esercizio fisico combatte l’ansia in modo efficace. In particolare, una camminata veloce cancella la tua mente e ti fa respirare più profondamente mentre l’ansia è intimamente legata alla respirazione superficiale. Anche questa strategia può essere applicata sia sul momento per scacciare un’ansia improvvisa, sia come strategia a lungo termine: gli studi dimostrano che chi si allena regolarmente migliora anche la propria capacità di gestire lo stato emotivo.

Infine, impara a usare le parole per cambiare l’etichetta a ciò che sta succedendo. Ci sono persone che quando si agitano pensano tutto il peggio possibile: se sentono il cuore che va all’impazzata arrivano a pensare che stanno per morire. Cambiare le parole, in questo caso, cambia tutto. Come insegno ai miei studenti nei corsi di public speaking quando senti l’agitazione che sale prima di andare sul palco, immagina che sia il tuo corpo che fa il tifo per te. Si scatena il cuore come la curva dello stadio, senti il ronzio nelle orecchie del tifo, sono tutti lì pronti a sostenerti a gioire con te e per te: vogliono vederti avere successo. Vai di fronte al tuo pubblico e dai soddisfazione al tuo tifoso più grande, il tuo cuore, perché non potresti essere più vivo di così.

3 strategie pratiche per aumentare la produttività

By | In evidenza

Fare di più in meno tempo. Tutti vorremmo fosse possibile. E in effetti lo è. Basta solo sapere come fare, in modo semplice. La verità è che molti consigli per te non funzionano, vero? Ci sono tanti motivi per i quali ciò accade. Il primo di questi motivi è che ciascuno è differente, ha una propria personalità, delle priorità, dei valori e delle convinzioni personali uniche. Quindi, qual è la soluzione? Continuare a cercare. La soluzione migliore prima o poi arriva, solo se agisci per trovarla.

Servono entusiasmo e motivazione, certamente. E servono anche tanta costanza e i consigli giusti. Tenersi informati e aggiornati è molto utile come lo è leggere tanto o ascoltare podcast o audiolibri: più hai la capacità di spaziare, di apprendere soluzioni da ambiti differenti, più risorse hai a tua disposizione da applicare nella tua vita. Già, per trovare le soluzioni migliori bisogna imparare tanto. E sperimentare. Sei pronto a mettere in pratica 3 strategie pratiche per aumentare la produttività? Vediamole insieme:

Pianifica. Lo so, questo per molti può essere ostico. Chi predilige la tattica alla strategia ha difficoltà a pianificare il proprio lavoro in modo sistematico. Questo però è un aspetto fondamentale: trova il modo. Pianifica in modo semplice, una pianificazione light, se preferisci. A volte basta veramente poco: una breve scaletta di cose da fare, una checklist sugli argomenti da affrontare. Persino una domanda in più quando si inizia un lavoro, può aiutare a pianificare meglio. Guarda le cose in prospettiva, da dove ti trovi a dove vuoi arrivare.

Riutilizza. Qui serve eleganza, innanzitutto. Il riutilizzo è ciò che fa costantemente la nostra mente: riprende concetti e declina convinzioni. Puoi farlo anche tu con gli strumenti che utilizzi per lavorare: dove puoi, copia, incolla e modifica. Vale per le e-mail, per le presentazioni, in uno speech o per proposte commerciali in cui comunichi qualcosa di molto simile. Fare questo abbrevia i tempi, farlo con eleganza significa scegliere di curare comunque i dettagli, personalizzando la struttura, calibrando il contenuto sull’interlocutore.

Delimita. Questa operazione è possibile solo se hai pianificato, quindi in caso di dubbi, torna sempre al punto uno. Quando realizzi una pianificazione del lavoro, puoi influire in modo sostanziale sulla durata delle fasi del lavoro, stabilendo un tempo limite. Grazie alla pianificazione sai quali parti servono per il lavoro e quanto sono importanti. Un esempio: devi presentare un progetto. È una bozza di progetto o un progetto finito? Servono solide basi argomentative o sei già d’accordo sui presupposti? Lo presenti in forma orale o in forma scritta? A seconda delle risposte, sai già che dovrai dedicare più o meno tempo a ciascuna delle fasi di preparazione, realizzazione e presentazione del progetto.

Le 3 caratteristiche fondamentali che deve possedere un leader

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Per un imprenditore o un manager, avere la possibilità di identificare chiaramente all’interno del gruppo di lavoro chi ha un profilo adeguato a sostenere la leadership, può essere molto utile. Conoscere le caratteristiche di un leader oltretutto può aiutarti anche a svilupparle in te stesso, per concentrarti maggiormente su quelle potenzialità che già possiedi e che possono portarti dove desideri.

Attraverso la Programmazione Neuro-Linguistica e le Dinamiche a Spirale, in questi anni ho ottenuto molti risultati eccellenti nella creazione di gruppi di lavoro altamente performanti. In alcuni casi si può trattare di individuare e attribuire una chiara leadership in un settore in una persona che a livelli differenti non sarebbe tale. Ed è proprio per questo che è molto importante prestare la giusta attenzione alle caratteristiche personali, che possono identificare chiaramente un leader.

Ci sono 3 caratteristiche fondamentali da tenere ben presenti per individuare i leader:

  1. Si mettono in gioco. È una dote molto importante perché le persone che si mettono in gioco di solito possiedono anche altre caratteristiche utilissime in funzione di leader: hanno fiducia in sé stessi e nei propri mezzi, sono capaci di esprimere la propria opinione sostenendola attraverso prove sostanziali o un ragionamento logico coerente e infine sono capaci di modificare il proprio pensiero in base ai risultati.
  2. Sono costanti nella formazione. Quando si dice che “siamo in un’epoca di grandi cambiamenti” si ha un po’ l’idea che noi ne siamo spettatori. In realtà ci siamo dentro, tutti. Alcuni scelgono di essere protagonisti e sviluppano le proprie competenze e scelgono di farlo in più ambiti, non solo nel proprio. Spesso questo modello lo sostengono anche all’interno del gruppo di lavoro e sono portati con maggiore facilità a coinvolgere anche gli altri nella crescita.
  3. Sono a disposizione. La leadership attraverso il comando non è più funzionale nelle aziende: l’imposizione attraverso il comando sminuisce il valore dei singoli. La nuova leadership si afferma attraverso il servizio. Se si responsabilizzano gli altri a raggiungere i loro obiettivi, si tira fuori il meglio dalle persone. Un leader inoltre mette al centro i bisogni delle persone e le aiuta a sviluppare e raggiungere il loro più alto potenziale, attraverso le abilità di Coaching. Come siamo orgogliosi di insegnare nella nostra Extraordinary Coaching School.

Cosa sono i 6 bisogni fondamentali di Anthony Robbins e come puoi utilizzarli al meglio

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Ho conosciuto Anthony Robbins quasi trenta anni fa, da venticinque lavoro al suo fianco e ogni anno – più volte l’anno – continuo a tornare da lui ogni volta che posso. Il motivo è semplice: lui, nel settore della formazione e della crescita personale, imprenditoriale e finanziaria rappresenta l’eccellenza. Se si desidera comprendere qual è il livello più alto, lo standard più elevato nelle strategie per il raggiungimento degli obiettivi, dell’organizzazione, dello sviluppo umano, professionale e finanziario, Tony Robbins non smette di alzare l’asticella e fissare uno standard qualitativo stellare.

Tutto è iniziato molti anni fa, per un bisogno, un bisogno di crescita. E non è un caso… Ogni essere umano infatti è unico ed è modellato dagli eventi della propria esistenza e dalle emozioni che la propria mente associa ad essi. In questo sistema basato sul rapporto di scambio fra ambiente interno e ambiente esterno, ben spiegato dalla teoria delle Dinamiche a Spirale – delle quali è un convinto utilizzatore lo stesso Robbins – ci sono 6 bisogni umani che tutti condividiamo: ogni nostro comportamento è semplicemente un tentativo di soddisfare quei bisogni fondamentali.

E quali sono questi 6 bisogni umani e cosa rappresentano? Vediamoli insieme:

  1. Certezza o Sicurezza: è in sostanza il bisogno di sapere che puoi evitare il dolore e ottenere piacere. È quello che accade quando cerchi tranquillità e ti accomodi nella tua zona di comfort.
  2. Incertezza o Varietà: è il bisogno di ignoto, di cambiamento, di nuovi stimoli. E non è un caso che sia esattamente il contrario del bisogno di sicurezza. Perché nell’uomo sono presenti entrambe queste spinte opposte.
  3. Significato o Importanza: è il bisogno di sentirsi unici, importanti, speciali o necessari. È il bisogno che soddisfi quando ti senti protagonista ed è una leva molto utilizzata dalla pubblicità: “Perché io valgo”, “Tutto intorno a te” etc.
  4. Connessione o Amore: è il bisogno di provare una forte sensazione di vicinanza o unione con qualcuno o qualcosa. È ciò che ci spinge ad essere animali sociali, a creare connessioni, legami, amicizie e relazioni.
  5. Crescita: è il mio preferito! Il bisogno di espansione delle proprie capacità, di evoluzione delle proprie competenze, di sé. Per me è intimamente connesso con la l’idea stessa di felicità, una idea dinamica, in movimento continuo, verso la migliore versione di sé.
  6. Contributo: è il bisogno più nobile e più alto, nel senso che più è continua e piena la soddisfazione degli altri bisogni, più diventa forte la necessità di contribuire al benessere altrui, di dare agli altri e fornire il proprio sostegno a chi ne ha bisogno.

I primi quattro bisogni infatti sono quelli fondamentali, quelli che rappresentano la base nella vita di ciascuno e per vivere una vita sana, devono essere costantemente soddisfatti. Gli altri due sono quelli che si staccano un po’ dai bisogni quotidiani e ci fanno volare alto, per soddisfare lo spirito. Non sono connessi alle cose di tutti i giorni ma vanno oltre. E proprio per questo sono speciali. Quando incontri il bisogno di Crescita e il bisogno di Contributo nella TUA esistenza, riesci a comprendere cos’è la felicità e ti accorgi che è già parte di te e della tua vita.