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Dicembre 2018

3 esempi pratici di cose che vuoi e di ciò di cui hai bisogno per ottenerle

By | In evidenza

Una cosa che insegno spesso all’interno dei miei corsi è che come Coach bisogna essere in grado di distinguere – e aiutare il cliente a fare lo stesso – ciò che si vuole da ciò di cui si ha bisogno. Credo che questo sia uno di quei piccoli segreti che formano il successo di una persona. Nella vita infatti è vero che per ottenere il successo è fondamentale sapere cosa si vuole ma a volte è molto più importante capire di cosa si ha bisogno, anche perché quasi mai le due cose coincidono.

Il successo personale infatti si costruisce in modo graduale e modesto. Richiede una costante attenzione e in molti casi anche una ridefinizione di tanto in tanto. Più precisamente, quando ti focalizzi sull’ottenimento di ricchezza o fama in tempi rapidi, fai precipitare immediatamente le probabilità di successo perché il successo passa dalla realizzazione personale, dalla crescita, dal compimento di un percorso.

Ti porto tre esempi pratici di quanto è necessario separare ciò che vuoi da ciò di cui hai bisogno, eccoli qui:

  1. Vuoi essere il migliore e vuoi che gli atri lo riconoscano. Bene: non puoi essere tu a farglielo notare, non farà mai presa. Come diceva Margaret Thatcher “Essere potente è come essere una signora. Se hai bisogno di dirlo, non lo sei”. Gli imprenditori intelligenti perseguono il miglioramento costante. Non vogliono essere la persona più intelligente nella stanza; vogliono essere in una stanza dove ci sono i migliori e tutti stanno collaborando per migliorare ancora.
  2. Vuoi insegnare e qualche volta dare vere e proprie lezioni. Sicuramente è una tentazione forte, quando si è sicuri di sé e delle proprie competenze. Il successo richiede altro: cerca esperienze di apprendimento, corsi e maestri che possono darti informazioni preziose che non troveresti da nessun’altra parte.
  3. Vuoi sconfiggere i tuoi concorrenti. Ciò di cui hai bisogno in realtà è proprio di correre con Per ottenere il successo è necessario fare un salto di mentalità e diventare contributori e collaboratori piuttosto che concorrenti. Rendi speciale la tua offerta, rendila unica e valorizza le differenze. La vera gara è con te stesso.

3 azioni da compiere per farsi ricordare quando ci si presenta

By | In evidenza

Se mi segui sui miei profili social (Facebook, Instagram e LinkedIn) saprai che nelle scorse settimane sono stato in Florida a lavorare in qualità di Master Trainer nel più grande Date With Destiny di sempre . Al DWD si intraprende un viaggio di 6 giorni a contatto con Tony Robbins e si fa una esperienza che cambia la vita. Qui scopri chi sei, qual è il tuo scopo e decidi di seguire la tua passione per raggiungere la visione definitiva della tua vita. Il tutto, al massimo livello. Per me è un onore essere parte di questa organizzazione che permette a tante persone di dare una svolta alla propria vita.

In questa edizione erano presenti oltre cinquemila persone (da più di 60 paesi diversi e con 5 lingue tradotte simultaneamente), divise in numerosi gruppi. In ciascun gruppo ogni partecipante ha avuto l’occasione di fare conoscenza con tanti altri e utilizzare questa occasione per farsi conoscere ed entrare in contatto con altre persone fortemente motivate a crescere e migliorare. I corsi sono eventi da sfruttare anche per allargare il proprio network, per lavoro e per amicizia confrontandosi con un gruppo di pari sempre di maggior qualità.

In uno dei gruppi era presente una ragazza di San Diego, California, che facendomi alcune domande sul corso e su Robbins, a un certo punto mi ha chiesto qual era secondo me il metodo più efficace per presentarsi, farsi conoscere e farsi ricordare in maniera veloce. Le ho risposto che secondo me ci sono tre azioni da compiere quando ci si presenta per farsi ricordare:

1) Condividi il tuo perché. Non limitarti a presentarti per ciò che fai, inserisci nella presentazione di te anche il perché fai quello che fai. Per farlo non serve aver frequentato il Date With Destiny è sufficiente anche una giornata al workshop Obiettivi! per poter focalizzare meglio la tua visione e allineare i tuoi obiettivi al tuo scopo.

2) Presenta il tuo lavoro attraverso i problemi che risolvi. Alle volte non è semplice spiegare il proprio lavoro e più è complesso più è difficile farsi ricordare da chi non lo conosce. Parla dei problemi che risolvi e della tua soluzione. Per l’interlocutore è più facile comprendere l’obiettivo rispetto al processo.

3) Condividi la tua passione. Soprattutto quella che va al di là del tuo lavoro. Racconta ciò che ti appassiona sinceramente. Forse non piacerà a tutti ma piacerà alle persone giuste con le quali sarà possibile intessere una relazione e sviluppare una vera amicizia.

3 passi per ritrovare felicità ed equilibrio sul lavoro

By | In evidenza

Nel mio audiolibro Come ritrovare la felicità ti parlo di come ciascuno di noi può riconoscere facilmente gli elementi che nella propria vita lo tengono giù e ti offro le soluzioni di cui hai bisogno per uscirne. In alcuni casi non sono le soluzioni che vorresti, in altre sono proprio le soluzioni alle quali non avevi ancora pensato.

Ecco, lo stesso metodo si può applicare al lavoro per ritrovare la felicità e l’equilibrio lavorativo, con il capo e i colleghi. O più in generale nei rapporti con le altre persone nella tua azienda. Il principio è semplice: passare all’azione. Prendi il controllo e la responsabilità delle tue azioni e scegli qual è il comportamento più efficace da tenere in ufficio.

Si tratta di trasformare il quieto vivere in un confronto costruttivo e i conflitti, i litigi e battibecchi in un attrito creativo dal quale tutti possono trarre un vantaggio. Se fai questo, riceverai apprezzamento e riconoscenza per l’impegno che metti nel migliorare l’esperienza e il lavoro di tutti, compreso il tuo.

Ci sono tre azioni che puoi compiere per rendere migliore da subito il tuo ambiente di lavoro:

Esprimi apprezzamento: quando puoi, ogni volta che ne hai occasione, impegnati a riconoscere le cose che vanno bene, quelle che funzionano. Concentrarsi su ciò che non funziona, di tanto in tanto può essere utile ma il focus rivolgilo sempre alle soluzioni. Le soluzioni sono sempre un passo più in là rispetto ai problemi e per vederle e riconoscerle serve tenere la testa alta e lo sguardo vigile.

Chiedi scusa: soprattutto se hai perso la pazienza o se hai alzato la voce. In ufficio può capitare: presi da mille cose, telefonate, mail, qualche caffè di troppo ed è facile perdere lo stato e il focus sulle cose realmente importanti. Alzare la voce sicuramente non serve a vincere i conflitti e superare le divergenze ma ad alzare muri e livello dello scontro. È quello che vuoi?

Comprendi le ragioni degli altri: questo vale per tutto, non solo per le ragioni. A volte sul lavoro si crea incomunicabilità fra settori perché ogni comparto ha le proprie esigenze e i propri processi di lavoro. Quando i processi prendono il sopravvento sugli obiettivi la macchina di lavoro ne risente. Un buon modo per superare l’impasse è fare in modo di comprendere anche il metodo di lavoro degli altri. Una sincera curiosità è l’arma migliore del confronto.

Se il tuo obiettivo è quello di migliorare la tua esperienza lavorativa, scegli di fare un piccolo investimento sul tuo futuro: partecipa a Obiettivi! un workshop straordinario che faccio ogni anno per aiutarti a definire e raggiungere i tuoi obiettivi. Conquista la certezza di ottenere ciò che vuoi e fallo con la spinta di una motivazione solida e costante.

Informati e iscriviti qui.

3 abitudini che possono renderti più efficace nel corso della giornata

By | In evidenza

Molte ricerche hanno ormai dimostrato che le abitudini che abbiamo influiscono sulla nostra vita in maniera determinante. Cosa significa questo? Significa che migliori sono le abitudini, migliori sono i risultati che otteniamo. Le abitudini alimentari sono un esempio molto evidente di questo. Si può scegliere di mangiare cibo spazzatura tutti i giorni, con la consapevolezza di tutte le patologie che i cibi ad alto contenuto di sale, zucchero e grassi comportano.

Non serve essere un medico per capire che è necessario tenersi lontani da ciò che fa del male anche se diventa molto difficile quando ciò che fa male nel medio-lungo periodo dà soddisfazione e appagamento nel breve. Per questo è importante quando si decide di cambiare il proprio regime alimentare, farlo con una persona qualificata. Allo stesso modo quando si decide di migliorare la propria vita può essere utile rivolgersi a un Coach, a un Counselor, uno psicoterapeuta o una persona di fiducia che abbia le competenze per individuare le migliori strategie di crescita.

Esistono comunque alcune attività che tutti possono svolgere per migliorare la propria giornata a partire dal benessere della propria mente. Sono attività semplici che, se ripetute giorno dopo giorno, possono dare ottimi risultati. L’idea di base è quella di restare concentrati sul presente, praticare la gratitudine e gestire la propria giornata. Vediamo insieme tre abitudini che possono renderti più efficace nel corso della giornata:

  1. Te l’ho detto molte altre volte e non smetterò di farlo finché non troverò una pratica ancora più efficace. La meditazione, soprattutto se fatta di mattina appena svegli ti può cambiare davvero l’approccio alla giornata e, con il tempo, alla vita stessa. Rendi la meditazione la tua ancora per uno stato aperto e propositivo, per accogliere tutti i problemi della giornata e gestirli nel modo migliore.
  2. Pratica la gratitudine. Se alla sera tieni un diario delle cose che ti sono successe durante la giornata per le quali sei grato, al mattino puoi andare oltre e fare una lista delle cose per le quali sei grato nella tua vita, in quel momento specifico. Potrebbe essere semplicemente anche solo la gratitudine per la casa in cui vivi, il letto in cui dormi o il tepore di una casa durante l’inverno. La semplicità delle cose scontate è una fonte inesauribile di gratitudine.
  3. Pianifica le attività: diamo un po’ di soddisfazione anche alla parte logica! Prenditi dieci o quindici minuti prima di iniziare a lavorare o ancora meglio prima ancora di uscire di casa per vedere l’agenda del giorno e immaginare cosa farai, come lo farai, il tuo stato d’animo. Se qualcosa non ti piace cambiala o cerca di delegarla; se non puoi guardala da un altro punto di vista e trova un motivo di gioia o di piacere per portarla a termine. Prepararti è il modo migliore per ottenere il risultato che desideri.

Scegli di diventare incompetente

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Qualunque sia il lavoro che fai, la tua professione, il tuo mestiere sono certo che tu sia molto preparato nel tuo campo. Le tue competenze sono una buona parte di ciò che ti ha portato a raggiungere i risultati che hai oggi.

Ma se vuoi crescere nella vita a un certo punto sai che devi prendere una decisione difficile: uscire dalla tua zona di comfort e spezzare quell’equilibrio. Ogni passo ha in sé un breve momento di sbilanciamento. Allo stesso modo, per migliorare, devi scegliere di diventare incompetente.

Proviamo a vederlo da un altro punto di vista: conosci il principio di Peter? Il principio di Peter è una teoria psicologia esposta in un libro del 1969 dal sapore ironico. Lo psicologo canadese Laurence Peter lo espose in questi termini: in una gerarchia, ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello di incompetenza.

Significa – e successivamente è stato dimostrato con modelli matematici – che all’interno di una azienda con organizzazione gerarchica un dipendente che dimostra particolari doti e capacità viene promosso fino a raggiungere una posizione nella quale non riesce più a esprimersi allo stesso livello.

Una volta raggiunto questo “livello di incompetenza” la carriera del dipendente si arena, perché manca la spinta per una ulteriore promozione. Questo cosa ti insegna? Due lezioni: la prima è che la prossima volta che hai a che fare con un capo incompetente devi essere paziente, perché ha raggiunto il suo limite.

La seconda lezione è per te: se non trovi aree di incompetenza nella tua vita, significa che non stai crescendo. Se sei felice così, ok. Ricorda solo che il resto del mondo va avanti e quello che oggi può sembrarti un equilibrio perfetto domani può trasformarsi in una rincorsa per raggiungere quello che prima davi per scontato.

Scegliere di diventare incompetenti significa mettersi alla prova e sfidarsi su terreni sconosciuti. Alle volte significa cambiare per il gusto di farlo. In altri casi può significare confrontarsi con un settore o una branca differenti della propria professione. Diventare incompetenti è un obiettivo preciso: riconoscere il proprio limite e cercare di superarlo. Quindi, pensaci bene: se non vedi nemmeno uno spazietto, una piccola area di miglioramento, vuol dire che stai guardando nel posto sbagliato.

3 elementi fondamentali (più uno) per presentarti al meglio

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Quando inizi un nuovo lavoro o incontri un nuovo cliente ti capita di volerti presentare al meglio delle tue capacità (e qualche volta anche più di quelle)? Se la risposta è affermativa ho due notizie per te: una buona e una cattiva. La cattiva notizia è che puntare tutto sulle capacità, su ciò che sai fare – e sono certo che sia moltissimo – non è il biglietto da visita più efficace. La buona notizia è che il tuo desiderio di presentarti al meglio è un bene prezioso che devi conservare. Vediamo insieme come puoi sfruttarlo meglio.

Secondo la psicologa sociale Amy Cuddy dell’Harvard Business School, già autrice del famoso TED Talk del 2012, intitolato “Your Body Shapes Who You Are”, c’è un elemento più importante della competenza, che gioca un ruolo chiave nei rapporti umani, sociali, professionali che siano. Questo elemento fondamentale è la fiducia.

Quindi, se il tuo obiettivo è quello di presentarti al meglio con un nuovo cliente o fare una buona prima impressione, il tuo compito è quello di prendere la tua motivazione di presentarti al meglio e utilizzarla per creare ciò di cui ha bisogno la persona che hai di fronte: fiducia. E quali sono gli elementi che creano fiducia?

Ho raccolto i tre elementi principali (più uno) per creare rapidamente fiducia:

  1. Crea Rapport: da Master Trainer in NLP for Business penso sia doveroso partire da questo punto. È vero: per creare Rapport servono alcune competenze che non possono essere improvvisate. Un buon investimento per fare questo è sicuramente partecipare al prossimo Basi di PNL per apprendere i fondamentali di questa metodica straordinaria e comprendere quanto la capacità di creare Rapport in maniera rapida sia una porta spalancata sulla fiducia del prossimo.
  2. Fai sentire il tuo interlocutore il protagonista. Studia, fai i compiti prima e presentati preparato sui punti di forza dell’azienda per la quale sottoponi la tua candidatura o per il cliente che vuoi conquistare. Il tuo interlocutore sicuramente apprezzerà il fatto che ti interessi abbastanza da prestare attenzione a quello che fa. A tutti fa piacere che qualcuno conosca e apprezzi i propri punti di forza.
  3. Dai prima di ricevere. Se mi segui me lo avrai sentito ripetere centinaia di volte: non pensare mai per prima cosa a ciò che puoi ottenere. Concentrati invece su ciò che puoi fornire. Dare è l’unico modo per stabilire una vera connessione. E per avere il meglio, è fondamentale imparare a dare il meglio.

Infine: resta umano. Ammetti i tuoi difetti, ammetti di essere umano. Nessuno cerca un robot in carne e ossa perché l’alternativa è un robot in acciaio e silicio con il quale sicuramente non hai voglia di entrare in competizione. Vantare troppi successi o esaltare la propria bravura per fare una grande prima impressione non funziona mai. Sii umile, invece. Condividi i tuoi errori. E sii il primo a ridere di te stesso, senza metterti in ridicolo. Le persone non rideranno di te. Le persone rideranno con te. E saranno contente di aver a che fare con una persona come te.

Il rumore di fondo della vita

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Esiste una quantità ideale tempo per restare a lavorare in una azienda? Sì e… No. Mi spiego meglio: non esiste un tempo fisso valido per tutti che siano tre, cinque o dieci anni. Ma esiste un tempo. Quando si è dipendenti, il tempo che si lavora per una azienda è sempre un tempo determinato.

A questa regola ci può essere solo una eccezione: riuscire a sviluppare la capacità di crescere e ottenere continua soddisfazione dal proprio lavoro attraverso obiettivi sempre nuovi. Altrimenti sarà solo una questione di tempo a stabilire la naturale scadenza della motivazione. Ogni dipendente è prima di tutto un essere umano e in misure differenti ha innato un bisogno di varietà. Questo non vuol dire che tutti arrivino al punto di voler lasciare il proprio lavoro: il lavoro potrebbe soddisfare altri bisogni o la persona potrebbe riuscire a mantenere un buon equilibrio tra soddisfazione e sofferenza.

Proprio per questa ragione è molto importante fare attenzione ai segnali che il corpo manda. Cosa significa se sei in sofferenza? Se hai un alto livello di stress? Il motivo potrebbe essere che non sei più allineato ai valori o persino allo scopo del tuo lavoro e stai perdendo completamente l’interesse per esso, andando in stress.

Lo stress oggi è diventato così presente nella società che tendiamo a non pensarci più molto. È un rumore di sottofondo, al quale facciamo caso solo se ci fermiamo ad ascoltarlo o se altri ce lo fanno notare. Ma innumerevoli studi scientifici hanno dimostrato che lo stress invece è un problema serio e ha un grave impatto sulla nostra salute e il nostro benessere.

Riconoscere quindi l’origine del proprio stress è molto importante. Questo si può fare in molti modi: il mio preferito da tanti anni ormai è fare il punto sui miei obiettivi. Lavorando sullo scopo e sugli obiettivi puoi individuare facilmente cosa vuoi che faccia parte della tua vita e di conseguenza anche se il lavoro che stai facendo è quello che vuoi e quello che ti può portare dove vuoi andare.

Proprio per questo da tanti anni ormai torno a proporre Obiettivi!, uno straordinario workshop che faccio per aiutarti a definire e raggiungere i tuoi obiettivi. Con il workshop Obiettivi! infatti conquisti la certezza di ottenere ciò che vuoi e riesci a farlo con la spinta di una motivazione solida e costante. Grazie a Obiettivi! infatti tante persone hanno compreso che era arrivato il momento per realizzare i propri sogni, metterli su carta e trasformarli in obiettivi concreti.

Informati qui e partecipa al workshop che può cambiarti la vita!

Rilassamento e successo

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Rilassarsi è un passo essenziale per il successo di qualsiasi persona – in particolare per il successo di chi ha un lavoro, una carriera o una professione che richiedono prestazioni elevate. Per qualche motivo, la capacità di rilassarsi è qualcosa che molte persone pensano di possedere automaticamente; e alcuni pensano anche che praticare il rilassamento al di fuori del riposo o del sonno sia una perdita di tempo.

Partiamo da qui per fare il punto sul perché molte persone hanno così tanti problemi con la gestione dello stress! Infatti, quando immagini il tuo “successo”, probabilmente ti immagini di eccellere nel tuo campo, lavorando al massimo delle tue capacità. Ma il successo è molto più di questo. Il successo è anche il modo in cui trovi l’equilibrio nella vita, in particolare come riesci a rilassarti.

Le tecniche di rilassamento sono moltissime e proprio per questo sono certo che se ti impegni nell’approfondire questo argomento, troverai quella più adatta a te. Imparando a rilassarti, non solo troverai maggiore successo nella tua vita professionale, ma proverai anche maggiore gioia nella tua vita personale. Lo yoga e la meditazione sono certamente due tecniche tra le più diffuse.

Come ci insegna il buddismo – e ce lo conferma la PNL – la cosa più semplice da fare è gestire la respirazione. Attraverso il respiro e il suo ritmo passa una gran parte di quello che chiamiamo gestione dello stato. Il respiro è un elemento essenziale per la vita e anche uno dei più sottovalutati. Quando sei stressato, il tuo respiro è profondo o superficiale? Fallo tornare profondo con un esercizio semplice: inspira per cinque secondi, espira per dieci secondi e poi mantieni lo stato per venti secondi.

Il respiro è la chiave del benessere fisico e mentale e, se gestito correttamente, può aiutarti a mantenere la salute ottimale del tuo corpo, dandoti energia, benessere e relax. Quali sono gli esercizi che fai tu per rilassarti? Condividili nei commenti!

3 aspetti dell’intelligenza emotiva utili sul lavoro

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In una ricerca realizzata da CareerBuilder nel 2011, nella quale sono stati intervistati oltre 2.500 head hunter e responsabili delle risorse umane statunitensi, è emerso un trend molto interessante: il 71% degli intervistati attribuiva un valore maggiore all’intelligenza emotiva, rispetto al quoziente intellettivo.

In effetti, un giudizio basato sul QI è ormai datato. È evidente nell’esperienza di tutti che le capacità necessarie sul lavoro – in particolare le cosiddette soft skills – sono molte e il livello di sviluppo cognitivo è solo uno dei fattori. Inoltre, ciò che va sotto la definizione di intelligenza emotiva raccoglie moltissime qualità utili sul lavoro, oggi – ancora più di prima – che l’uomo è in competizione con le macchine e i robot.

Se hai come obiettivo quello di migliorare la tua performance lavorativa, è necessario quindi che inizi a sviluppare le caratteristiche dell’intelligenza emotiva. In particolare, ci sono tre aspetti che più di qualunque altro possono darti una marcia in più. Vediamo quali sono insieme:

  1. Sviluppa il tuo scopo. Sviluppalo per te e per la tua azienda. Lo scopo infatti è direttamente connesso con l’emozione: non esiste uno scopo che non susciti una profonda emozione. Puoi iniziare a lavorare sul tuo scopo e scoprire quanto può essere potente.
  2. Pensa col cuore. Non è un paradosso, né uno stravagante approccio hippie: si tratta di essere capace di tenere insieme parte razionale e parte emozionale. In occidente possiamo dire anche “prendi a cuore” una situazione, il concetto è quello: gestisci il tuo lavoro e le persone con integrità, onestà e compassione.
  3. Condividi il tuo potere. Oltre che essere un ottimo metodo per ottimizzare il lavoro, condividendo responsabilità e delegando i compiti, si diventa realmente leader e si acquisisce una reale considerazione. In questo modo i collaboratori diventano più responsabili, più impegnati e coinvolti dal punto di vista emotivo. Questo genera un impegno maggiore che va ben oltre ciò che ci si aspetta da loro.

E tu che cosa fai per sviluppare le emozioni legate al tuo lavoro? Scrivilo nei commenti!

I 3 segnali (più uno) che ti dicono che sei felice

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Cos’è la felicità? Stando a Oscar Wilde, la felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha. E io sono d’accordo. Passiamo tanto tempo a desiderare ciò che non abbiamo o che hanno gli altri che ci scordiamo di tutto quello che abbiamo già. E questo non serve in alcun modo. Non è uno stimolo a far meglio, a crescere. Guardare a ciò che si ha, invece lo è. In che modo?

Molto probabilmente, se vivi oggi in un paese del primo mondo – come lo è l’Italia – hai una casa in cui vivere, acqua potabile, energia elettrica e riscaldamento. Hai cibo e vestiti. Mezzi di trasporto per muoverti e strade più o meno decenti (e trafficate) sulle quali farlo. Allo stesso modo hai denaro sufficiente ma non tutto quello di cui avresti bisogno per fare quello che vuoi.

Ecco, se pensi a tutto questo, dovresti essere felice. Perché tutto ciò che hai è molto più di quello che ha gran parte della popolazione mondiale e perché ciò che non hai, hai la possibilità di ottenerlo ed è sicuramente una delle leve che ti spinge a lavorare con passione, a crescere e migliorare nella tua vita.

Se invece impieghi il tuo tempo e le tue energie a fare confronti con gli altri e con quello che hanno sarai sempre insoddisfatto perché ci sarà sempre qualcuno che ha più successo. Ci sarà sempre qualcuno migliore, più intelligente, più ricco, o apparentemente più felice.

Al di là delle cose materiali, ci sono tre segnali (più uno) che ti dicono che sei una persona felice e puoi imparare a coglierli. Vediamo insieme quali sono:

  1. Hai dei buoni amici. Se hai al tuo fianco due o tre amici sui quali puoi mettere la mano sul fuoco – e loro possono fare altrettanto con te – hai un tesoro prezioso, che vale da solo una grande parte della felicità della tua vita.
  2. Sai che non esiste il fallimento. Se mi conosci e hai seguito qualche corso dei miei – ad esempio il Basi di PNL – sai che questo è un presupposto della PNL. In Programmazione Neuro-Linguistica non esiste fallimento. Solo feedback o meglio ancora insegnamenti.
  3. Non hai bisogno di metterti costantemente sotto i riflettori. Intendiamoci: quando è giusto farsi riconoscere il merito del proprio lavoro, sai come fare. Il resto del tempo riesci a dare agli altri, ai tuoi collaboratori e ai tuoi colleghi il giusto spazio per avere ciò che meritano.

Infine, un segnale molto importante da cogliere è la consapevolezza di avere uno scopo. Non è detto che tu l’abbia scoperto, non ancora almeno. Ma è qualcosa su cui dovresti lavorare. Se ce l’hai, ok. Se non sei del tutto sicuro, inizia a pensarci. Cosa ti spinge a fare quello che fai? Avere uno scopo significa essere padroni della propria vita: quando sai ciò che vuoi, non ti pesa farlo. Se hai uno scopo sai che ciò che hai è esattamente ciò che vuoi. Se hai uno scopo, sei felice.

Un suggerimento…

Vuoi lavorare sul tuo scopo ma non sai da dove partire? Inizia con il mio libro Prendi in mano la TUA felicità e ricorda: acquista i miei libri per un valore pari a 150€ entro il 24 dicembre 2018, invia la prova d’acquisto all’indirizzo mail info@extraordinary.it e riceverai subito un ingresso GRATUITO al workshop OBIETTIVI! che si terrà a Milano il 20 gennaio 2019. Per ulteriori dettagli informati qui o chiama il numero verde 800 589 777.