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Ottobre 2018

3 pratiche (più una) che possono aiutarti ad essere felice

By | In evidenza

Ci sono abitudini che possono migliorare la nostra vita. Sono quelle buone pratiche che ogni giorno contribuiscono a dare valore al nostro tempo, rendono più forti i legami e ci permettono di apprezzare maggiormente l’esistenza che conduciamo.

Sono pratiche semplici ma attuarle giorno dopo giorno non è facile e richiede impegno, dedizione e soprattutto volontà. La volontà di sfruttare a proprio vantaggio i benefici della felicità, della scelta della giusta mentalità e abituando letteralmente la propria mente a diventare più felice e più ottimista.

Vediamo allora con l’aiuto delle parole di grandi maestri quali sono queste tre pratiche (più una) che possono aiutarti ad essere felice:

Credo che la compassione – dice il Dalai Lama – sia una delle poche cose che possiamo praticare in grado di portare felicità immediata e a lungo termine. Il tipo di felicità che ti rimane addosso per il resto della tua vita, proprio come un’illuminazione”. E da questo punto possiamo partire (e ripartire) ogni giorno tutti quanti. Abituati ad essere compassionevole, è la cosa migliore che tu possa fare.

Il segreto della felicità terrena – scrive il maestro Kriyananda – è fluire con grazia insieme al cambiamento. Lascia che ogni cosa vada e venga liberamente. Tutto passa: le persone, gli eventi, il tempo la vita stessa. Impara ad accettare gioiosamente ogni nuova esperienza”. Accetta ogni esperienza e cercane una ogni volta che puoi. L’esperienza è tutto ed è anche l’unica cosa che possa comprare il denaro che ti lascerà qualcosa di duraturo e profondo. Se hai dubbi su come spendere il denaro, compra esperienze.

Scrive Lao Tze: “I legami più profondi non sono fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie”. Ecco, l’amicizia è quel tipo di legame. Coltivala. Non serve avere 5000 amici, ne bastano una manciata. Quelli che puoi contare sulle dita di una mano e che desiderano quanto te tenere vivo questo sentimento. Avere buoni amici è una delle forme più alte di felicità.

Infine, la pratica più importante. “Tieni chi ami vicino a te – scrive Gabriel Garcia Marquez – digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci”. Trova il tempo per dire grazie. E non solo alle persone che ami. Trova il tempo per far posto alla gratitudine nella tua vita. Sii grato al tuo corpo, quando ti sostiene e quando si ammala. Sii grato per ciò che hai e per chi sei. Nulla è scontato. Sii grato, ogni giorno.

Oggi hai già pensato per che cosa sei grato?

Come sopravvivere a una valutazione lavorativa

By | In evidenza

In molte aziende si applica un metodo di valutazione del rendimento dei dipendenti attraverso verifiche periodiche. Questo per alcune persone può essere fonte di ansia e stress. Entra in gioco quella ansia da prestazione lavorativa e alcuni sono assaliti da sindrome dell’impostore.

Quindi tra persone qualificate che pensano di non essere in grado di rispondere correttamente alle valutazioni e persone che pensano che ciò che fanno sia sopravvalutato e vivono con il costante timore di essere scoperti, l’azienda si popola di timori, sguardi bassi, passi veloci in corridoio, fra le stanze, la macchina del caffè e i bagni.

Si può superare agevolmente tutto questo stress? Certamente. Innanzitutto, con un bel respiro. Poi evitando tre errori molto comuni e dannosi per la propria valutazione:

  1. Mettersi sulla difensiva rispetto alla critica. Una valutazione periodica delle prestazioni non è fatta per elencare i tuoi risultati. Piuttosto ha l’obiettivo di valutare a fondo le tue prestazioni nel corso dell’ultimo periodo e ciò include l’identificazione di punti deboli, errori e aree di potenziale miglioramento. Sentiti libero di opporti ai punti che non sono interpretati correttamente, ma non cercare di respingere ogni critica. Accetta le critiche e spiega cosa farai per migliorare. Ricorda: non importa quanto sei bravo nel tuo lavoro o quanto duramente lavori, c’è sempre spazio per migliorare. È una opportunità.
  2. Perdere l’occasione per avanzare una richiesta. Una verifica periodica può essere un’ottima occasione per avanzare una richiesta di ricompensa o crescita. Potresti chiedere un aumento o una promozione in risposta al tuo lavoro e ai tuoi miglioramenti nell’ultimo anno. Qualunque sia la tua richiesta, utilizza dati, logica e ogni appiglio che offre la valutazione stessa per fornire materiale a supporto delle tue richieste.
  3. Parlare in modo generico del proprio lavoro. Non tutti possiedono una memoria di ferro e molte menti, soprattutto tra i creativi tendono a fare e dimenticare. Non tanto ciò che hanno fatto, quanto l’averlo fatto! Conosco un designer che se gli domandi di elencare i lavori che ha fatto nell’ultimo anno fa fatica a metterne in fila tre o quattro. Se gli chiedi cosa ha fatto in un lavoro specifico di cinque anni prima, come lo ha realizzato, la tecnica utilizzata te lo sa raccontare in ogni dettaglio. La mente è meravigliosa: impara a conoscere come funziona la tua e sfruttarla al meglio, in ogni occasione (soprattutto nelle valutazioni).

3 skill fondamentali (più una) per un comunicatore straordinario

By | In evidenza

Quando si tratta di parlare in pubblico, non è mai solo una questione di parole. Le tue capacità comunicative possono rivelare (e lo fanno!) quanto sei affidabile, preciso e onesto. In una indagine realizzata da Payscale è emerso che quasi la metà dei dirigenti ritiene che i giovani neolaureati non possieda sufficienti skill di comunicazione.

I migliori comunicatori sono le persone che sono in grado di presentare in modo conciso le proprie idee, convincere gli altri del proprio punto di vista e costruire – e mantenere – relazioni forti attraverso il dialogo. Si tratta quindi di presentare bene e sostenere ciò che si dice, con modi e contenuti adeguati.

Nel corso che tengo ogni anno – da molti anni ormai – ti parlo di come Comunicare con il pubblico straordinariamente. Questo perché credo che la comunicazione non si fermi al verbale e necessiti di uno sviluppo complessivo e armonioso delle proprie capacità. Prendere il meglio che si ha a disposizione e utilizzarlo per creare un racconto originale di sé e dei propri interessi.

In tutti questi anni di esperienza ho distillato le caratteristiche che un comunicatore straordinario dovrebbe sviluppare e tenere sempre al centro della propria esperienza, in ogni speech. In particolare, credo che siano tre (più una) quelle fondamentali:

  1. Proattività. I comunicatori straordinari non rimandano le conversazioni difficili. Trovano il modo di comunicare anche nelle difficoltà. Calibrano singoli e gruppi per utilizzare al meglio parole, tono e gesti. Agiscono per determinare il corso degli eventi.
  2. Fare domande buone. Per arrivare alla radice del problema, o anche per conoscere bene qualcuno, le domande approfondite sono fondamentali. I comunicatori straordinari sono attenti alle domande per scoprire tutte le informazioni necessarie.
  3. Ascolto. Far buone domande non serve a nulla se non si ascolta la risposta! Per quanto si pensi che la comunicazione sia solo legata alle parole pronunciate, ascoltare è altrettanto importante. I comunicatori straordinari ascoltano tanto i contenuti quanto i cambiamenti di tono e la mimica associata.

Infine, una caratteristica fondamentale di ogni comunicatore straordinario è la coerenza. Unisce elementi di correttezza, onestà e affidabilità: ci sta che tu possa dire qualche bugia, dipingere la realtà in modo che ad alcuni potrebbe condividono o dire qualcosa che non piace. L’importante è che questo sia sempre il tuo stile e che lo rispetti, mostrandoti coerente con te stesso: questo ti farà apprezzare anche da chi non è d’accordo con te.