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Maggio 2018

3 modi per ritrovare la motivazione sul posto di lavoro

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Ci sono dei momenti nei quali la propria carriera lavorativa attraversa dei periodi di stanca e le ragioni di ciò possono essere molte. Dopo tanto lavoro può capitare di arrivare a una zona di comfort sicura nella quale non ti sforzi di migliorare e crescere. Ma quasi subito percepisci che c’è qualcosa che non va, che quella calma è persino noiosa.

Quando sei fermo nella tua zona di comfort potresti persino non accorgerti che stai perdendo delle opportunità, per il semplice fatto che per segnare un gol bisogna giocare la partita. Di tanto in tanto è necessario andare a ricercare o a ricreare la propria motivazione per stimolare il desiderio di crescita.

Ho preparato tre consigli (più uno) per farlo:

1 Riscopri ciò che ti ispira.

Cosa ti appassiona nella tua vita? Focalizzare la tua attenzione su qualcosa di stimolante – anche se non è strettamente legato alla tua attività specifica o ai tuoi obiettivi – può risvegliare la tua attenzione. Spesso la soluzione è fare attività creative come scrivere, disegnare, suonare in compagnia o realizzare un progetto fai-da-te. La creatività si autoalimenta e alimenta l’ispirazione, riportando rinnovata energia nella tua giornata, anche in quella lavorativa.

2 Scegli ciò che ti rappresenta.

E lascia andare quello che non ti rappresenta più. Tutti noi abbiamo più identità: di figli, di genitori, di coniugi, manager, professionisti o dipendenti. Alcune di queste potrebbero essere obsolete. Ad esempio quando in un lavoro sopraggiunge un periodo nel quale giri un po’ a vuoto dopo una promozione, potrebbe essere che non hai fatto uno scatto mentale da dipendente o collaboratore a manager e ancora non ti sei calato a pieno nella “parte” da svolgere.

3 Rivedi i tuoi obiettivi o creane di nuovi.

A volte ci si concentra solo sugli obiettivi aziendali, ma non si fa un passo indietro per valutare il proprio scopo e come si adatta alla nostra visione e ai nostri obiettivi aziendali. Prenditi un po’ di tempo per capire perché fai quello che fai ti aiuterà a capire se sei andato fuori strada nella tua azienda.

Infine, se ritieni di aver perso la bussola che ti guida e non sai in che direzione muoverti, chiedi un feedback. A volte le altre persone sanno come darti una spinta. Un buon amico, la persona che abbiamo accanto nella vita, un Coach qualificato: parla di ciò che senti, come stai e cosa pensi di poter fare e di non poter fare. Potrebbe essere difficile ascoltare un feedback onesto, ma soprattutto nel caso di un Coach, il feedback dovrebbe essere di qualità e aiutarti a comprendere meglio dall’esterno ciò che tu dall’interno non riesci a vedere.

I miei 3 migliori consigli per la gestione del tempo con i propri figli

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Ultimamente mi è capitato di lavorare con un cliente che ha da poco avuto il terzo figlio a tre anni di distanza dal secondo e sei dal primo. Mi ha raccontato che in casa regna il caos più totale!Ed è bello, la casa è viva, piena di colori, odori – non tutti gradevoli – e suoni. Anche con l’aiuto di una tata lui e la mamma sono super impegnati a gestire quella piccola squadra di parà (per la tendenza che hanno a lanciarsi da qualunque mobile sul quale riescano ad arrampicarsi).

Al termine della nostra sessione di Coaching sul business principale dell’azienda di famiglia – una vera eccellenza del made in Italy – ci siamo fermati a chiacchierare di fronte a un caffè di come si fa a crescere, gestire, educare i propri figli e avere ancora del tempo per vivere! Si tratta di capire quali siano le strategie migliori e più efficaci. Non ci sono regole o trucchi ma stabilendo qualche regola, dando un po’ di priorità e inserendo alcuni elementi di organizzazione si può ottenere un buon risultato.

Ecco quindi tre consigli (più uno) per la gestione del tempo con i propri figli:

1 Non fare troppo per i tuoi bambini.

Non cercare di riempire la vita dei tuoi figli di decine di attività, anche se ti può sembrare utile per la loro crescita e per ottimizzare il tempo quando sei fuori per lavoro. Allo stesso tempo non riempirli di cose, di oggetti, di giochi con i quali passare il tempo, anche se sono giochi educativi. Se vuoi davvero educare e infondere i tuoi valori nei tuoi bambini, è meglio che passi del tempo con loro facendo attività insieme. Ci vuole pratica, ripetizione e soprattutto dedizione per avere un impatto positivo sullo sviluppo del carattere dei tuoi bambini.

2 Impara a delegare.

Già sentita questa, vero? Eppure uno dei più grandi sprechi di tempo nella tua famiglia è che tu, come genitore, cerchi di fare tutto. Delega! Ai bambini possono essere assegnate alcune faccende domestiche: se possono camminare e parlare, sono esseri umani capaci. Possono fare i loro letti, raccogliere i loro giochi, aiutarti a caricare la lavastoviglie, buttare nella pattumiera il pannolino che gli hai appena cambiato e con un po’ di inventiva e buon senso puoi coinvolgerli nelle attività quotidiane. Bisogna dar loro fiducia.

3 Stabilisci le priorità.

Quando dici  a un’attività, stai dicendo no a qualcos’altro, perché non puoi fare tutto. Se la tua priorità è quella di trascorrere del tempo di qualità con i tuoi figli, allora dedicare la tua attenzione ad altre attività potrebbe non essere allineato con i tuoi valori. Devi prima decidere quali sono le tue priorità e cos’ha più valore nella tua vita. Poi, quando ti vengono presentate opportunità che richiedono tempo – e capita più spesso di quanto pensi – puoi essere più preparato per determinare a quali cose vuoi dire  e quali vuoi rifiutare.

Infine un consiglio molto pratico: visualizza! Anche se sembra una contraddizione, visualizzare dove, come e quando vuoi essere insieme ai tuoi figli ti aiuterà a realizzare questo obiettivo. Visualizzare è come progettare il futuro, guardando ciò che vedrai quando sarai con i tuoi figli, sentendo ciò che sentirai insieme a loro mentre giocate o passeggiate in strada o correte nel parco. Visualizza con precisione e ricchezza di dettagli, pensa a tutti i passi che farai per arrivare lì e quando ci sarai, sarai pronto a goderti il momento e sarai perfettamente organizzato (e pronto a ogni imprevisto!).

Le dinamiche a spirale

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Se conosci le Dinamiche a Spirale sai che sono una metodica straordinaria che ti aiuta a comprendere perché le persone fanno quello che fanno. Ho avuto il piacere e l’onore di dedicare loro un libro intitolato “The Spiral”  scritto a sei mani con i due massimi esperti mondiali Chris Cowan e Natasha Todorovic, due audiolibri (il più riuscito, che ti consiglio di ascoltare, è Introduzione alle Dinamiche a Spirale ) e un corso di Dinamiche a Spirale in azione (oggi riservato solo agli studenti della Extraordinary Coaching School).

Questa metodica utilizzata da grandi personaggi del nostro tempo come Nelson Mandela o da Anthony Robbins offre uno strumento di grande impatto che consente di individuare con grande precisione la motivazione che spinge le persone ad agire. Attraverso una descrizione molto chiara di colori esemplifica in maniera intuitiva quelli che sono gli strumenti a disposizione della persona per gestire la realtà in cui vive, le strategie di coping con le quali affrontare il presente.

Di recente mi è capitato di rispondere alla domanda di una persona che mi chiedeva se il livello C-P Rosso fosse direttamente collegato con l’espressione della rabbia. Prima di riportare la mia risposta, ti ricordo brevemente quali sono gli altri livelli delle Dinamiche a Spirale e cosa rappresentano:

1 BEIGE (A-N) si focalizza su: la sopravvivenza; soddisfazione bisogni primari; riproduzione; soddisfare un istintivo impellente desiderio; memoria genetica.
2 VIOLA (B-O) si focalizza su: “placare il regno degli spiriti”, onorare gli antenati; protezione dal male; legami familiari, il rispetto degli anziani, la sicurezza per tribù.
3 ROSSO (C-P) si focalizza su: il potere/azione; l’affermazione di sé per dominare gli altri e la natura, il controllo, il piacere sensoriale immediato; evitare la vergogna.
4 BLU (D-Q) si focalizza su: la stabilità/ordine, l’obbedienza per guadagnare una ricompensa dopo; significato; scopo; certezza, la Verità, la ragione per vivere e morire.
5 ARANCIONE (E-R) si focalizza su: l’opportunità/successo, in competizione per raggiungere, influenza, autonomia, dominio della natura, la conoscenza e comprensione di sé.
6 VERDE (F-S) si focalizza su: l’armonia, l’empatia, unirsi insieme per la crescita reciproca, consapevolezza; appartenenza; spiritualità e consapevolezza.
7 GIALLO(G-T) si focalizza su: l’indipendenza/autorealizzazione; preparare un sistema di vita sostenibile, consapevole, le grandi domande, lungimiranza.
8 TURCHESE (H-U) si focalizza su: una comunità globale senza sfruttamento; comprensione delle energie vitali; sopravvivenza della vita su una terra fragile.

La domanda sul livello C-P Rosso dunque non è sbagliata ma confonde il contenuto con il contenitore: chi si trova nel proprio livello C-P Rosso potrebbe agire con rabbia ma la rabbia non è uno stato determinante per l’azione: la spinta all’azione proviene dal bisogno di potere, dalla volontà di affermarsi sugli altri, dalla volontà di controllo: tutto ciò può determinare reazioni di rabbia quanto slanci di incredibile coraggio, perché il livello Rosso si focalizza sulla propria volontà e nell’immediato, senza pensare alle conseguenze future.
La rabbia quindi è solo una espressione, il contenuto che può appartenere a contenitori differenti, la rabbia è una emozione e anche un segnale che puoi cogliere per comprendere la tua reazione a determinati eventi. Conoscere i tuoi sentimenti e quando li provi può portarti maggiore consapevolezza di te ed essere uno stimolo per crescere e migliorare.

Come ridurre lo stress

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Capitano periodi dell’anno nei quali il lavoro si accumula e lo stress aumenta oltre ogni aspettativa. È difficile pensare chiaramente quando sei sotto stress. La pressione sanguigna e il battito cardiaco crescono, l’adrenalina e il cortisolo aumentano e il tuo istinto di sopravvivenza entra in azione andando a interferire con il tuo processo decisionale.

Se sei stato bravo, questo aumento è dovuto ai frutti che stai raccogliendo dalla tua reputazione e dalla tua capacità e i problemi che ti trovi ad affrontare che sono quelli che io chiamo i bei problemi, quelli che ciascuno di noi dovrebbe augurarsi di sperimentare sempre e di più durante il corso dell’anno. Se sei stato un po’ meno bravo o hai avuto qualche difficoltà, il lavoro e lo stress si sono accumulati per altre ragioni: in entrambi i casi ho tre suggerimenti (più uno) per ridurre il peso dello stress.

Muoviti!

Se ti senti ansioso, muoviti. Muoviti letteralmente – vai fuori e prendi un po’ d’aria fresca. Indossa i tuoi auricolari e inizia ad ascoltare la tua musica preferita (qualcosa di rock o con un buon ritmo aiuta) mentre fai una camminata veloce. Cerca di distogliere la mente da ciò che ti disturba. Concentrati su pensieri positivi che ti fanno sentire al sicuro, accettato e amato. Infine cerca di pensare a tutte le cose belle che la vita ti ha dato, sii grato.

Smetti di voler controllare tutto.

Molte volte, le tue preoccupazioni sono il risultato diretto del fatto che non hai il controllo di tutto. Stai tranquillo: non ce l’hai perché non si può avere. Infatti, come dice il mio maestro Anthony Robbins: la qualità delle nostre vite è direttamente correlata alla quantità di incertezza con cui possiamo vivere comodamente. Quindi il segreto non è cercare di controllare tutto ma accettare che ci siano cose che non puoi controllare e occuparti del resto, di ciò che è direttamente sotto la tua influenza. Le cose che sono nel tuo controllo, puoi gestirle bene. Prendi una cosa alla volta e concentrati su ciò che è immediatamente davanti a te.

Guarda da più punti di vista.

A prescindere dai problemi che stai affrontando ora, si amplificheranno se ti isolerai e penserai di poterli gestire da solo. Confrontati con qualcuno che ti può consigliare e offrire un consiglio adeguato e un feedback utile. Quando diventi consapevole di non essere solo – che al tuo fianco hai una famiglia, degli amici, un coach che ti supportano – le tue possibilità di aumentano in maniera esponenziale.

Infine, per evitare di prendere decisioni sbagliate quando sei stressato, presta attenzione ai segnali che ti invia il tuo fisico. Abbiamo tutti delle spie interiori che ci aiutano a monitorare i nostri stati d’animo: si tratta di riscoprire la capacità di ascoltarli e di sviluppare le tecniche giuste, come quelle di PNL, per gestire questi stati. Attingi a quella parte della tua mente che conosce bene le sensazioni fisiche o le emozioni che indicano che il tuo livello di stress è in aumento: una tensione allo stomaco o una sensazione di ansia o panico, una pesantezza al cuore o un affaticamento nel respiro. Notando queste reazioni, puoi trattenerti dal comportarti in modo avventato.

E tu hai qualche altro modo per superare lo stress che vuoi consigliare? Condividilo nei commenti!

Tre semplici strategie per una diversa gestione del tempo

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C’è un grande fraintendimento alla base di ciò che comunemente definiamo “gestione del tempo”. Per gestione del tempo infatti si intende la gestione di tutte le tue attività che occupano il tuo tempo: dunque, chi deve gestire cosa? Sei tu che devi gestire i tuoi impegni, il tempo non c’entra nulla. E anche se può sembrarti più difficile, sappi che in realtà l’idea di fondo è molto semplice e rassicurante: gestisci ciò che è sotto il tuo controllo.

Per gestire al meglio te stesso per avere il tempo di fare tutto, ho tre suggerimenti (più uno), vediamo qui:

1 Il Perché della tua agenda

Ho suggerito questa strategia a moltissimi clienti con cui lavoro. Non importa il compito, è prioritario sapere perché stai facendo qualcosa e cosa speri di ottenere da esso. In termini più semplici, perché fai quello che fai oggi e qual è il tuo obiettivo rispetto a queste attività?

Chiedi il Perché agli eventi e agli impegni nella tua agenda e domandati se, una volta raggiunto il risultato, ti porteranno più vicino alla realizzazione di te stesso come imprenditore, professionista, manager o dipendente.

2 Classifica le attività per importanza, non per l’ordine in cui le hai ricevute

Quando sei immerso nel lavoro è spesso facile affrontare le attività man mano che escono. Ciò potrebbe finire per farti dedicare una grossa fetta del tuo tempo a compiti di basso valore. Prendi l’abitudine di fermarti regolarmente per porti delle domande circa la priorità di impegni e attività prima di decidere la tua prossima azione.

3 Impara come stimare il tuo tempo

Ogni attività porta a un risultato e ha quindi dei costi, in termini di tempo e sforzo per raggiungerlo. Il risultato dovrebbe giustificare il tempo impiegato: considera che anche un fallimento è un risultato e nel computo dei costi e benefici va stimato in modo preciso quale può essere il valore dell’esperienza che ne deriva. In ogni caso, se non è possibile stimare il tempo in modo accurato, non è possibile prendere decisioni valide su come investire tempo e sforzi.

Infine una strategia che a mio avviso va sempre tenuta in considerazione perché aiuta a definire l’importanza di una attività: parti dal quadro generale e scendi man mano in dettaglio. Puoi partire sempre dal perché, come per le attività in agenda, domandarti qual è l’obiettivo, chi deve essere coinvolto, cosa è essenziale fare per portare a termine il lavoro. Una volta fatto questo, puoi occuparti dei dettagli.

Queste sono per me le strategie fondamentali. E tu quali strategie utilizzi per essere efficace? Fammelo sapere!

Tre modi più uno per godersi la primavera

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Sono tornati la primavera e il caldo e incomincia a farsi sentire la stanchezza dell’inverno trascorso. A volte è solo una stanchezza da inattività, perché magari si è lasciata un po’ da parte l’attività fisica all’aria aperta oppure è una stanchezza da eccesso di lavoro, da impegni e fatica quotidiana.

Eppure la primavera è anche un periodo di rinascita e rigenerazione, tutto il corpo si risveglia e si riattiva e anche se il tepore pomeridiano ci spingerebbe verso la siesta il bel tempo ci invita a uscire, magari in pausa pranzo, per cambiare qualche abitudine, e godere delle belle giornate anche in ufficio.

E se la primavera non è motivo sufficiente per prendere la decisione di creare nuove abitudini e uscire dal guscio dell’inverno, ti offro io tre soluzioni rapide (più una) per dare una spinta al tuo risveglio primaverile!

Stabilisci un ambizioso obiettivo di fitness per te stesso.

Hai già preparato una 5 chilometri o mezza maratona? Questo periodo dell’anno è perfetto per iniziare l’allenamento. Se parti da zero ci sono tanti programmi di allenamento che in 8/10 settimane ti possono portare al risultato che desideri. Scegli il tuo obiettivo e rimettiti in forma divertendoti.

Fai qualcosa di spaventoso.

Una volta mi sono trovato a consigliare a un manager che si faceva mille problemi ogni volta che doveva parlare in pubblico di fare un laboratorio di improvvisazione teatrale. Ancora oggi mi ringrazia ricordando quanto sia stato utile fare questa pratica, in un contesto e in un forma lontanissime da quella aziendale, di fronte a un pubblico di sconosciuti. Gli ha insegnato come affrontare l’incertezza, che è certamente una preziosa abilità nella vita.

Fai qualcosa di buono.

Servire gli altri è taumaturgico, cura lo spirito più e meglio di qualsiasi seduta di psicoterapia. Oltre a essere una pratica sociale di grande utilità, quando sei concentrato sull’aiutare un altro essere umano tendi meno a pensare ai tuoi problemi o li rimetti nella giusta prospettiva.

Infine, dopo il dovere… il piacere! Secondo uno studio condotto presso l’Oregon State University, le persone che fanno più sesso sono anche più produttive al lavoro. È perché il sesso libera la dopamina e l’ossitocina nel cervello, le sostanze chimiche che funzionano bene anche il giorno successivo, con il risultato di un umore migliore e maggiore impegno anche sul lavoro.

Ama e fa ciò che vuoi

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Lo sviluppo di emozioni sociali come la compassione è cruciale per il successo nelle interazioni personali e per il mantenimento della salute mentale e fisica, specialmente quando si affrontano eventi di vita stressanti. La compassione offre una strategia di coping che favorisce la sperimentazione di un sentimento d’affetto di fronte al dolore e alla sofferenza degli altri. La compassione infatti può essere definita come “l’emozione che si prova quando si prova preoccupazione per la sofferenza di un altro e si desidera migliorare il benessere di quell’individuo“.

In altre parole, la compassione è composta da una componente affettiva altro-correlata – si rivolge a qualcuno – e da una componente motivazionale prosociale – è per il bene del prossimo – e anche se sono strettamente correlate, la compassione differisce profondamente dall’empatia che è un sentimento di condivisione dell’emozione dell’altra persona.

Infatti, come sostiene anche il Dalai Lama: “amore e compassione sono connaturati al nostro essere. Altrettanto però lo sono il senso del sé e un certo grado di egocentrismo che rendono difficile relazionarci con il nostro prossimo. Ma poiché tutti desideriamo la vera felicità, quella che sorge da una mente calma – che a sua volta sorge sulla base della compassione – che cosa dobbiamo fare? Ovviamente, limitarci a pensare a che bella cosa sia la compassione non è sufficiente! Dobbiamo invece fare uno sforzo consapevole per sviluppare questa qualità e utilizzare ogni momento della nostra vita quotidiana per trasformare i nostri pensieri e il nostro comportamento”.

Per sviluppare quindi la compassione all’interno della nostra esperienza sociale, possiamo fare queste semplici azioni:

  • Quando ti senti ferito da qualcuno, ricorda a te stesso che gli altri sono proprio come te. Gli altri sono nel proprio viaggio, esattamente come te. State entrambi facendo il meglio che potete, con le risorse che avete a disposizione. Se ti impegni a provare amore incondizionato e compassione per te stesso e per gli altri, inizierai a trasformare i tuoi sentimenti, le tue emozioni e quindi la tua mente. Tutto ciò di cui hai bisogno è consapevolezza.
  • Sii paziente nei confronti del tuo processo di crescita. Molto spesso, soprattutto quando siamo costanti, i cambiamenti che avvengono in noi sono piccoli e si verificano in un tempo più o meno lungo. Far crescere la propria compassione è un atto d’amore in sé e per sé e come tale va accettato.
  • Agisci per accrescere il tuo amor proprio e la fiducia in te stesso. Se fai cose che ti nutrono nello spirito – quelle cose che allineano con il tuo scopo, la tua identità e i tuoi valori – sarai più forte e orgoglioso di chi sei e di come vivi la tua vita. Il segreto è puntare alla crescita, non alla perfezione.

Lavorare in modo (più) intelligente.

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Migliorare te stesso richiede dedizione, disciplina e attenzione e quando devi integrare questa attività con il lavoro entra in gioco un concetto chiave: lo smart working, in cui la parola chiave è proprio… smart! Lavorare in modo (più) intelligente significa pensare a ciò che c’è da fare adesso e a ciò che servirà per continuare a dare il meglio di sé negli anni successivi. Formarsi in modo continuativo significa innanzitutto restare ad alti livelli, non farlo invece significa retrocedere.

Ci sono tre strategie (più una) che puoi mettere in campo per migliorare il modo nel quale inserisci lo studio e l’aggiornamento nella tua routine quotidiana. Scopri con me quali sono:

  1. Organizza il tuo studio: spesso ti trovi sepolto in note, promemoria e altro? Tenere traccia di tutto diventa un compito di per sé. Questo può ridurre la tua produttività, sia nel lavoro che nell’apprendimento. Pianifica un metodo per archiviare i tuoi materiali didattici, note, le registrazioni e le mappe mentali. Approfitta della tecnologia: utilizza i servizi di cloud per mantenere i tuoi dati aggiornati e pronti per l’uso ovunque tu possa trovarti.
  2. Smettila con il multitasking: il multitasking uccide il lavoro efficiente e l’apprendimento efficace. Uno studio ha scoperto che il multitasking riduce le prestazioni del Q.I. tanto quanto la privazione del sonno. Il cervello umano possiede incredibili capacità di calcolo, ma, come tutti i processori, può finire in sovraccarico se impegnato in troppi task. Per massimizzare il tempo di apprendimento, organizza i tuoi obiettivi di apprendimento e chiudili prima di passare agli altri. Potresti scoprire che alcuni obiettivi si eliminano anche da soli.
  3. Gestisciti: la tua postura quando ti siedi, ciò che mangi e quanto dormi. Tutto influenza la tua capacità di apprendere. L’esercizio fisico può migliorare la circolazione sanguigna, che aiuta il cervello a lavorare in modo efficace mentre una dieta malsana può portarti al paradosso di sottrarre risorse. Il sonno e il riposo non andrebbero mai compressi o saltati. Gli studi dimostrano che le varie fasi del sonno influiscono notevolmente sulla capacità del cervello di conservare e accedere alle informazioni. Quando sei stanco, la tua capacità di concentrazione diminuisce. Determina quanto sonno ti fa star meglio e rispettalo il più possibile.

Infine pianifica lo studio: gli umani amano le abitudini. L’apprendimento può trarre beneficio da questo limite. Inoltre se prendi del tempo per pianificare qualcosa, stai già costruendo il tuo futuro e rendendolo reale. Metti da parte un po’ di tempo ogni giorno per studiare anche poco ma con continuità. Utilizza un sistema di pianificazione se vuoi, cerca di eliminare le distrazioni e assicurati che le persone a te vicine sappiano quanto è importante per te crescere e migliorare e ti supportino nel tuo percorso.

3 modi semplici per migliorare la tua vita lavorativa

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Molte persone nel corso della propria vita lavorativa sprecano il proprio tempo in attività alle quali non sono interessate, perché non hanno scelto o perché hanno lasciato le scelte della propria vita agli altri. Poi, per alcuni arriva un punto nella vita in cui nasce un bisogno fortissimo e arriva il momento di premere il pulsante di reset. Sono quegli eventi che richiedono una trasformazione profonda che implica un grande cambiamento di mentalità e un miglioramento del proprio stile di vita, una crescita in termini di carriera, un approfondimento della propria spiritualità o dedicare maggiore attenzione alle proprie relazioni e al proprio stile di vita in generale.

La cosa meravigliosa di evolversi e impegnarsi nella propria realizzazione in modo proattivo è che permette di ovviare a quella rincorsa nella quale vediamo impegnati molti amici o colleghi: l’inutile – e spesso molto scomodo – bisogno di misure reattive. Quelle misure che in tanti mettono in pratica per far fronte ai cambiamenti che avvengono ogni giorno in noi e tutto intorno: il tempo che passa, l’età che avanza e la corsa del mondo attorno a noi.

Hai mai valutato se ci sono o no delle cose che richiedono una evoluzione nella tua vita lavorativa?

A mio avviso ci sono tre elementi (più uno) che ti dicono di sì:

  1. Evolversi, crescere, migliorare: questo è il segreto della felicità e del successo. Se la tua attività non ti soddisfa più non è detto che tu debba stravolgere la tua carriera e cambiare radicalmente professione. Se mi conosci sai che non credo nei cambiamenti radicali, da un giorno all’altro. Inizia a evolverti e crescere, studiando e specializzandoti. Potresti iniziare da una professione contigua a quella che svolgi già e sfruttare le competenze che hai e l’esperienza maturata.
  2. Trova il tuo scopo, scopri la tua passione. Se hai una passione forte, qualcosa che ti prende e rapisce totalmente e ti impegna senza affaticarti, sei già sulla strada giusta. Oggi, attraverso il web e i social network, ci sono molti modi per raggiungere un vasto pubblico e se ciò che fai, lo fai con una indomabile passione, troverai certamente un modo per realizzare il progetto che hai in mente.
  3. Fai formazione. Se ormai ti senti affermato e ciò che fai è davvero unico e speciale ma lo stress del lavoro in azienda, le estenuanti riunioni e i collaboratori ormai ti stanno stretti, metti a frutto le tue competenze e diventa un consulente esterno o un formatore. Lavorando per molte aziende avrai la possibilità di variare ogni giorno il tuo luogo di lavoro e le persone con le quali ti confronti.

Infine ti offro un consiglio dalla mia esperienza personale: qualunque sia la soluzione di crescita e miglioramento che vuoi adottare nella tua vita, fai almeno un percorso di coaching: in aula, con un libro, con un Coach professionista, quello che preferisci. Se poi vuoi ottenere il meglio da te stesso, acquisisci le competenze di coaching necessarie a essere tu in prima persona capace di portare crescita, benessere e successo nella tua vita e in quella degli altri.

Supera facilmente i blocchi mentali – Parte I

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A tutti è capitato almeno una volta di percepire un blocco a uno o più livelli: in una situazione, nelle proprie convinzioni, sul lavoro o più in generale nella vita. Qualunque sia il livello, è logico pensare che se percepisci il blocco è perché vorresti andare oltre, e restare bloccato non ti fa sentire bene con te stesso. Tutto questo, se ti impegni a fare la tua parte, può cambiare fin da subito, a partire da una semplice considerazione: qualunque cosa tu pensi, hai sempre una scelta.

La scelta tra rimanere bloccati o andare avanti è e sarà sempre nelle tue mani. Sentirti bloccato è uno schema mentale che può impedirti di agire e paralizzarti dal procedere in avanti, alimentando una spirale di inazione.

La domanda che anche io prima di te mi sono posto è questa: come posso affrontare questi blocchi in modo efficace?

Con l’aiuto dei Livelli logici di Robert Dilts – uno dei più grandi ricercatori, consulenti e formatori in ambito di Programmazione Neuro-Linguistica – ho elaborato un piano di fuga dai tuoi blocchi che puoi mettere in pratica fin da subito. Affrontiamo insieme in questo primo articolo, i primi tre livelli logici, i più bassi:

Ambiente

Per quando sei bloccato nella tua zona di comfort.

E’ un luogo metaforico e la motivazione di questo blocco può risiedere anche in altri livelli ma quando decidi di esplorare i limiti di questa zona troverai la tua grandezza. Sii paziente con te stesso e ricorda che ogni fallimento ha una lezione e ogni errore è un momento di insegnamento e rimanendo fermo dove sei non imparerai nulla, soprattutto su te stesso. Muoviti!

Comportamento

Per quando sei bloccato dalle tue azioni

L’azione per definizione è movimento, e rimanere bloccati è esattamente l’opposto, cioè una mancanza di movimento, quindi è più corretto dire che sei in una routine, agisci sempre nello stesso modo. Procrastinazione e abitudini non funzionano che poche volte e per brevi periodi, illudendoti che possano essere la soluzione. Sul lungo periodo non è così: alzati e fai qualcosa di diverso. Anche l’azione più piccola porta al progresso. Cresci!

Capacità

Per quando sei bloccato dalle tue competenze

Non è mai troppo tardi per aggiornare e migliorare le tue conoscenze e capacità. E non c’è modo migliore per farlo che investi su te stesso, sulla tua formazione, cercando (e creando) opportunità di sviluppo, tanto in ambito personale che professionale. Fai tutto il possibile per imparare, crescere ed evolverti: c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Migliora!