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Febbraio 2015

Brutta copia e bella copia.

By | Riflessioni

Tempo fa decisi di non far più alcune delle cose che facevo nei corsi di PNL. Stanco e infastidito di sentire partecipanti, che mi dicevano che già in altri corsi avevano visto quello spezzone di film o ascoltato quella canzone, mi ero fermato.

Nonostante sapessi che essere copiato è una bella cosa, mi dava troppo fastidio.

Non sono spiritualmente così elevato per lasciarmi scorrere tutto addosso. Anzi, direi che sono molto lontano da quel livello.

Parliamoci chiaro, tutti impariamo, ci ispiriamo e copiamo. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Io ho imparato tanto da tanti e spesso ripeto quello che mi hanno insegnato. Certo, cito la fonte.

Alcune cose sono farina del mio sacco. Come il film e la canzone che ho usato lo scorso week end, al termine del quale, ancora una volta qualcuno mi ha detto che il formatore “tale” usa esattamente come uso io. Poco dopo sì è corretto, “non esattamente”, mi ha precisato, “spiega molto, ma molto meno di te”.

L’ego si è trastullato all’idea che io faccio meglio. La parte più piccola di me si è arrabbiata al pensiero che l’ennesimo copione non ha la decenza di fare qualcosa di suo, mentre si auto-elegge a espertissimo della materia, anche se poi ripete come un pappagallo.

Come dicevo prima, sono spiritualmente ancora poco evoluto.

Come sempre, anche questa volta l’Universo mi è venuto a tirare le orecchie. La stessa sera mia figlia si è lamentata del fatto che una sua compagna di scuola la copia nei modi di fare. Da bravo padre le ho detto quello che penso:

  1. se ti copiano, è un buon segno, significa che sei un leader
  2. se ti copiano, ti fanno un favore perché ti obbligano a cambiare ed evolverti.

I grandi artisti, le grandi firme della moda, i migliori brand lo sanno. Ecco perché sono i più grandi.

E allora, perché se credo in questo (e credimi ci credo), mi arrabbio quando scopro che qualcuno mi copia? Dovrei essere lusingato. Dopotutto Elvis Presley non si è mai arrabbiato a causa di Little Tony.

Certo, mi dà fastidio che spesso i copioni oltre a non citare la fonte si atteggiano a grandi guru, comunque dovrebbe scivolarmi addosso, se davvero penso quello che penso.

Una parte di me lo pensa. La parte più emotiva, il mio sistema limbico, però reagisce. È paura, e così l’emozione va in contrasto con la convinzione cognitiva.

Roy Batty, il biondissimo replicante di Blade Runner che ho rivisto per la millesima volta stamattina, dice al personaggio interpretato da Harrison Ford:

“bella esperienza vivere nella paura, vero? In questo consiste essere uno schiavo.”

Ecco cosa ho scoperto, che ero ancora un po’ schiavo. Schiavo della paura di non distinguermi dal resto, di non essere abbastanza o chissà cos’altro…

Dopo più di un ventennio di lavoro su di me, al fianco dei migliori del mondo, scopro con piacere di avere ancora tanto da imparare e mettere a posto.

La buona notizia è che l’ho scoperto (ancora una volta). È un segno che sto crescendo.

Approfitto per ricordarmi, e ricordarti, alcune cose basilari e spesso dimenticate:

  • il confronto con gli altri per definire il mio valore è un retaggio del mio passato. A volte torna, ma sono solo flashback. So gestirli e ora posso imparare da loro
  • il comportamento degli altri non può mai definire il mio/tuo valore. Lo stesso vale per chi sono, quanto guadagnano, quanti libri vendono eccetera. Gli altri possono essere fonte di ispirazione, nel bene e nel male. Possono darti feedback, possono stimolarti, aiutarti… ma tu sei tu e il tuo valore lo determini tu
  • la paura nasce dalla parte più antica della nostra mente e del nostro cervello, che, ricordati sempre, non si è evoluto per renderci felici ma per farci sopravvivere. Ecco perché è necessario imparare a gestirlo bene.

E ricorda un’altra cosa, Picasso diceva che i grandi copiano e i mediocri imitano. La differenza è sostanziale, anche se a volte, pure io la dimentico.

Sono contento di fare questi errori e di aver ancora molto su cui lavorare. Mi aiuta a crescere e, spero, ti aiuti a fare lo stesso.

Love on ya!

Claudio

 

 

 

 

 

Gruppo dei pari e partners

By | Extraordinary, Senza categoria

Conosciamo in tanti l’importanza del gruppo dei pari. Cioè quelle persone che frequenti e che influenzano la tua vita.

Sono importanti perché, come dice il proverbio, andando con lo zoppo impari a zoppicare. Infatti, come confermano le ricerche, queste compagnie definiscono gli standard della tua vita.

Le persone più sagge, si circondano di altre persone che sono migliori di loro in qualcosa. A me, tempo fa, hanno insegnato a cercare di essere il più stupido (o il più povero) nella stanza.

Nel tempo ho imparato a creare partnership, vere alleanze tra persone di qualità. Mi aiuta sia a migliorare come persona sia ad avere più opportunità nella vita.

Purtroppo nel mondo della formazione/coaching non è sempre facile. C’è troppo ego, poca voglia di mettersi in discussione e tanta paura di perdere clienti. Come in altri settori, c’è un senso di scarsità, cioè si pensa che il mercato sia piccolo e che si perda qualcosa a mettersi insieme; che se ci pensi è un pensiero incongruente con quello che insegniamo.

Secondo me, ci perdi solo se ti allei con persone che sono meno di te. Alcuni lo fanno per soddisfare il tuo ego, infatti in questo modo sono i migliori del gruppo. Se però ti circondi/allei con chi è più bravo di te, hai solo da guadagnare perché impari.

Tutti siamo più bravi in qualcosa, e quindi c’è sempre qualcuno che è più bravo in qualcos’altro.

I grandi artisti, sono tali, perché si contaminano tra di loro. Stanno insieme e cercano di imparare l’uno dall’altro. L’idea non di rubare le idee, come fanno in troppi purtroppo, ma di stimolarsi a vicenda.

Ultimamente, sto godendo della musica dei Foo Fighters. L’ultimo album è strepitoso. Lo hanno inciso lasciandosi influenzare dai musicisti di otto città diverse, il risultato? Straordinario!

L’immenso Bowie ha spaziato. Dopo aver cercato, ricercato, creato e cambiato la musica, ha continuato a farlo. Ha lavorato con produttori come Brian Eno (con cui ha fatto la famosa trilogia di Berlino) ma anche Nile Rodgers (quello degli Chic! Con cui ha fatto il suo disco più venduto).

E tu? Con chi passi il tuo tempo? Da chi ti fai influenzare? Con chi cresci?

L’idea è di passare del tempo con persone diverse da te. Uguali o simili nei valori e scopo, ma diversi nei modi e/o competenze…

Cerca persone che hanno cose che ti mancano o che fanno in modo diverso da te, ti stimolano, magari ti mettono pure in difficoltà.

Esci dai tuoi canoni. Rimani fedele a te stesso, a chi sei e in cosa credi uscendo però dalla tua zona di confort. La famigliarità può essere una prigione.

Bowie diceva che se sei su terreno sicuro sei un uomo morto.

Love on ya!

Claudio

 

 

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By | Senza categoria

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Claudio Belotti - Selezione Naturale

Selezione Naturale

By | Riflessioni

Il grande Darwin spiegò molto bene l’evoluzione. Simon Sinek nel suo primo libro e nel video su TED (che è tra i più cliccati al mondo), illustra con efficacia come attiriamo le persone che la pensano come noi, o almeno dovremmo.

Ho sempre pensato che la selezione naturale, seppur a volte spietata, sia una delle più belle invenzioni della natura.

Chi non ha la flessibilità di evolversi rimane indietro. Chi la pensa/vive/crede in modo diverso da te, prende un’altra strada. Devi solo aver il coraggio (e la cortesia), di lasciarli andare.

Nella mia vita l’ho imparato e reimparato diverse volte; e non ho ancora smesso di farlo!

Dopotutto, i miei grandi maestri e mentori, dalla formazione alla musica, dalla vita privata a quella professionale, me lo hanno dimostrato continuamente. Chi si ferma è perduto.

Chi non vuole capire, non capisce. Tentare di spiegarglielo è inutile, dannoso e forse persino irrispettoso.

Nello stesso tempo, è giusto che tu vada per la tua strada. Lascia che gli altri prendano le loro decisioni, e tu fai lo stesso.

Jonas Salk fu uno dei primi a parlare di intenzione nell’evoluzione. La giraffa ha il collo lungo, perché desiderava ardentemente mangiare le foglie in alto.

Forse agli ippopotami la cosa sembra strana, magari stupida. Nel fresco dell’acqua, probabilmente fanno fatica a capire cosa spinga qualcuno a farsi allungare così tanto il collo. Chissà…

A me piace pensare che alle giraffe questo importi poco. Più che dire, una o due volte, agli ippopotami che per loro le foglie in alto sono più buone, e che l’acqua della palude non interessa, non possono fare.

Il collo lungo rende l’acqua, in cui si immergono gli ippopotami, meno interessante. D’altronde, l’acqua fresca in un giorno torrido, fa sì che sforzarsi per raggiungere i rami alti sembri uno sforzo inutile, quasi stupido.

C’è poco da fare, l’evoluzione naturale come dice la parola stessa è naturale. Se poi le dai una mano, è difficile fermarla.

Morale? Meglio godersi il fresco dell’acqua, o il sapore delle foglie in alto.

Parlare di acqua dall’alto o dei rami alti dal basso non ha senso.

Love on ya!

Claudio