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Agosto 2014

Le vacanze sono finite, torna la crisi.

By | Riflessioni

ATTENZIONE CERCHERO’ DI VENDERTI QUALCOSA IN QUESTO POST

La fredda e piovosa estate sta finendo. Possiamo tornare alla crisi. Già dalle foto sui social, si vede il cambiamento.

Molti torneranno a lamentarsi aspettando che qualcuno faccia qualcosa. Altri cercheranno di fare qualcosa, probabilmente criticati dai primi. Purtroppo, ultimamente funziona così.

Parlavo l’altro giorno con un mio conoscente. Negli anni ha investito molto su sé stesso e continua a farlo. Ovviamente la maggior parte delle persone pensa che spenda troppo tempo e denaro in formazione e crescita personale.

La cosa buffa è che i risultati sono oggettivi. Grazie al suo impegno sta meglio fisicamente, emotivamente, nella sua relazione, economicamente e spiritualmente, di tutti quelli che lo criticano. Quando fa notare questa cosa, gli viene detto che è fortunato.

È fortunato a essere sano, non è che si prende cura di sé visto che sa come fare.

È fortunato a essere solido emotivamente, non è grazie al lavoro che ha fatto su di sé.

È fortunato ad avere un’ottima relazione con la moglie, non è grazie all’impegno quotidiano di entrambi.

È fortunato che il lavoro vada bene, nonostante tutto, non è grazie alle abilità che ha acquisito.

È fortunato a sentirsi allineato con l’Entità in cui crede, non è grazie a quello che fa…

Thomas Jefferson diceva: “Io credo molto nella fortuna, ne ho conferma, in quanto più lavoro e più la fortuna mi sorride”; io concordo con il suo pensiero.

La vita è ingiusta.

Noi siamo fortunati perché siamo nati in un paese avanzato, libero e abbiamo opportunità. Sì certo, ci sono problemi enormi, ma in confronto alla maggioranza della popolazione mondiale, siamo più che fortunati.

Nonostante la nostra fortuna, subiamo ingiustizie. Lavoriamo come matti per avere, forse, un giorno una pensione da fame. Facciamo sacrifici per i nostri figli/partner/altri, senza avere garanzie. Ci prendiamo cura del nostro corpo, mangiamo bene, facciamo attività fisica e forse ci ammaleremo e moriremo prima di chi fa il contrario. Ci sono persone che fanno un mucchio di soldi senza contribuire a nulla, e tanti che contribuiscono a tanto, ma fanno fatica ad arrivare a fine mese.

La vita è ingiusta.

Non so perché, ma è così.

Una cosa la so, vale la pena essere, fare e dare del nostro meglio.

È la metafora del rigore, se lo tiri bene può essere parato, ma se lo tiri fuori sei sicuro di non segnare.

Sono sempre spiacevolmente sorpreso dalla quantità di persone che spende un mucchio di soldi per le vacanze e/o distrarsi, ma è tirchio con sé stesso quando si tratta di formazione e crescita.

Certo è più facile anestetizzarsi che fare qualcosa per migliorarsi.

Siamo in un paese libero e ovviamente rispetto tutte le scelte. L’ho sempre fatto. Però poi, non parliamo di fortuna.

C’è anche quella, ma non è solo quella.

Arriva settembre, che con gennaio, è per me uno degli inizi dell’anno.

Hai deciso come vuoi che sia la tua vita nei prossimi mesi?

O hai solo deciso la prossima vacanza?

Stai facendo qualcosa per migliorare: leggere, vedere documentari, interventi su TED, corsi, audiolibri…?

O aspetti che arrivi la sera per anestetizzarti con TV, cibo, alcool…?

Te l’ho detto che avrei cercato di venderti qualcosa.

Vorrei venderti un concetto: “è già ingiusto così, quindi meglio non peggiorare la situazione”. Fai qualcosa per uscire dal mucchio, quello che secondo le ricerche (e i fatti) starà sempre peggio.

Ci sono tanti modi per farlo, alcuni sono persino gratis, cioè non devi pagare, serve solo l’impegno (almeno quello ci vuole).

Puoi farlo con me se vuoi, o con altri. L’offerta è vastissima. Ce n’è per tutti i gusti.

Dipende solo da una cosa, vuoi essere tra “i fortunati”? È una decisione importante, da prendere adesso e tutti i giorni della tua vita.

Buona fortuna. Love on ya!

Claudio

 

ECCO LA VENDITA

Considerata la crisi, abbiamo messo in offerta 2×1 (come al supermercato) alcuni corsi. Se ti iscrivi entro il fine della settimana paghi solo una quota e potete venire in due.

Ecco i corsi in promozione:

  • Workshop “Obiettivi!”, quota di partecipazione scontata €180 (iva inclusa), a Milano sabato 13 e Roma sabato 20 settembre
  • Corso “Introduzione alle Dinamiche a Spirale”, quota di partecipazione scontata €50 (iva inclusa), a Milano domenica 14 e Roma domenica 21 settembre
  • Corso “Basi di PNL”, quota di partecipazione scontata €240 (iva inclusa), a Milano sabato 25 e domenica 26 ottobre.

Per informazioni e iscrizioni chiama il numero verde 800.589.777 o scrivi a info@extraordinary.it

 

 

 

 

 

 

 

Sirene d’agosto

By | gallery hp, Riflessioni

Eccoci qui, i vicini sono in vacanza ma il loro allarme no, infatti suona continuamente…

Le sirene d’agosto di questa notte mi hanno fatto pensare agli allarmi a cui nessuno presta attenzione.

Da anni si parla di allarme meteo, ambiente, debito pubblico, Alitalia, corruzione, disoccupazione… e nessuno fa nulla.

Come quando la sirena ti sveglia nella notte, imprechi, maledici il vicino che dorme beato in vacanza e cerchi di non sentire il fastidioso rumore.

Ricordo il racconto di un mio conoscente a cui avevano rubato in casa, riportava il commento di un vicino: “sì ho sentito dei rumori strani, ma poi mi sono riaddormentato”. Dopotutto era stanco, quella non era casa sua, quindi non era un suo problema.

Anzi, come già detto, probabilmente era infastidito dal rumore, che in quel caso non era solo l’allarme ma i rumori dello scasso.

Pensavo a un paio di cose…

A chi se ne va un mese in vacanza e lascia l’allarme inserito. Se/quando scatterà, disturberà tutti ma non lui che è a chilometri di distanza. Purtroppo sono sempre di meno le persone che, consapevoli di poter disturbare inutilmente il prossimo, si organizzano lasciando a un vicino le chiavi.

L’allarme suonerà all’infinito, senza ragione creando la sindrome del “al lupo al lupo”. Infatti se/quando suonerà perché un intruso è entrato in casa, nessuno ci presterà più attenzione.

Ci sono sempre meno vicini disposti a tenere le chiavi “in caso parta l’allarme”. Risultato l’allarme parte e tutti i vicini dormono male.

Purtroppo nonostante nessuno si prenderà cura della loro casa, alcuni partono lasciando l’allarme inserito.

Non sono un nostalgico, credo nell’evoluzione e nel progresso. Detto questo, mi piace ricordare che tempo fa, quando finivi il burro non andavi a comprarlo perché mandavi uno dei tuoi figli a chiederlo ai vicini.

Questi stessi vicini ti bagnavano le piante quando eri via, davano un occhio alla casa, ai tuoi figli… erano i tuoi vicini, erano parte della tua comunità.

In quei tempi, l’Alitalia era una delle compagnie più rinomate del mondo (incredibile ma vero), l’Italia era famosa per il design, l’ospitalità, la cultura e tante altre belle cose.

Settimana scorsa un signore straniero mi diceva che siamo passati dall’avere in parlamento una che faceva sesso a pagamento (Cicciolina) a uno che pagava per fare sesso (l’ex Presidente del Consiglio). Ovviamente il tutto detto in altri termini.

Nella stessa settimana qualcun altro, anche lei originaria di un “paese del terzo mondo”, mi diceva che il loro vantaggio è che hanno la stampa libera “non come da voi in Italia”.

Per chiudere in bellezza nel telefilm “how I meet your mother” uno dei personaggi nomina Berlusconi paragonandolo a una vecchia poltrona rossa, sporca, rugosa e piena di palline gonfiate…

Che tristezza!

Mi viene da imprecare, come ho fatto stanotte sentendo l’allarme. Vorrei insultare ancora i nostri governanti che ci hanno ridotto così, come ho insultato il simpatico vicino.

Una volta imprecato mi sono chiesto. Se mi avesse chiesto di tenere le sue chiavi, le avrei tenute? O avrei rifiutato, per non prendermi la responsabilità?

Senza nulla togliere alle colpe di chi nei palazzi mangia e ruba, mi chiedo: “cosa ho fatto io? Cosa sto facendo?”.

Lamentarsi e basta non spegne gli allarmi. Gli allarmi devono essere ascoltati, ma soprattutto bisogna poi fare qualcosa a riguardo, altrimenti ci abituiamo a sentirli e non ci facciamo più caso.

Io vorrei tornare a quando l’Alitalia era una compagnia d’eccellenza. Chi ci lavorava era fiero, e faceva del suo meglio.

Vorrei tornare a quando noi eravamo fieri e facevamo del nostro meglio.

Certo dobbiamo prenderci qualche responsabilità. Di vicini maleducati e strafottenti ce ne saranno sempre, ma se facciamo come loro il problema non si risolve.

Siamo alla frutta.

Se chiami la polizia per dire loro che l’allarme del tuo vicino suona, non vengono. Non possono venire, sono in pochi, senza benzina per le auto e hanno altro da fare. Dobbiamo pensarci noi.

Quando ero piccolo, i miei avevano un negozio di abbigliamento. Mia mamma, puliva il marciapiede davanti al negozio. Era suolo pubblico, ma era davanti al loro negozio quindi lo pulivano loro. In alcuni posti si fa ancora.

Se lo fanno tutti, la via è tutta pulita. Certo non è tuo compito, paghi già le tasse per avere questo servizio. Però se lo fai, e lo fanno tutti, la via sarà sempre pulita. È la tua via, quella del tuo negozio.

Puoi aspettare che inizi quello a fianco di te, che vengano quelli del comune o puoi iniziare tu.

Ora vado a pulire.

Love on ya.

Claudio

 

 

 

 

 

Il coraggio di essere gentili con sé stessi

By | Extraordinary

Se anche tu come me hai letto, ascoltato e frequentato tanta formazione di crescita personale, sei sicuramente diventato molto bravo a essere severo con te stesso.

Tony Robbins dice “if you can’t, you must!”, cioè “se non riesci, devi!’’.

Bello, motivante e anche un po’ stressante.

Non mi permetterei mai di contraddire il grande Robbins, anzi. Vorrei solo assicurarmi che capiamo tutto il suo messaggio e non solo questa parte. Lo stesso Robbins, come tutti gli altri grandi infatti, ci insegna anche ad essere gentili con noi stessi, quando serve ed è opportuno.

In questi giorni, qui a San Francisco, leggevo un articolo sul problema della droga. Il consumo di cocaina, farmaci antidolorifici e persino eroina nella bella California è in grande aumento, e sai dove? In Silicon Valley!

Non ci credevo, nella valle delle aziende più all’avanguardia, nel paradiso del successo, i manager e dirigenti abusano di droghe. La settimana di 80 ore di lavoro, carica di stress e pressioni, è troppo anche per loro. Non si possono permettere nessun errore, nessun momento di debolezza, nessun pianto… e il sistema uomo non ce la fa. Allora, o scoppia o trova valvole di sfogo. Purtroppo nel loro caso si tratta di droghe molto pesanti.

Non va bene.

Avere aspettative alte per sé stessi è importante, funziona. Sapersi criticare è necessario. Ma esagerare, come in tutte le cose, è distruttivo e noi cattolici dovremmo saperlo. Il “mea culpa” ininterrotto non crea persone molto felici.

La dottoressa Neff, professoressa al dipartimento di Psicologia dell’università del Texas, ospite anche a TED, dice che l’autocritica serve a dare un senso di sicurezza e controllo, ma è solo un’illusione.

Ecco perché ci vuole più coraggio ad essere gentili con sé stessi, che ad essere severi.

Certo, dobbiamo superare alcuni falsi miti come:

  • Essere gentili con sé stessi è da egoisti. Io dico: come posso essere gentile con gli altri se non lo sono con me stesso? Per dare qualcosa ad altri devi prima averlo.
  • Essere gentile con te stesso abbasserà il tuo standard. Vero, se lo fai troppo e quando non serve. Nello stesso tempo a volte è utile. Quando sono scomparsi i miei genitori (entrambi nell’arco di poco tempo), mi sono dato lo spazio di essere fragile e debole. Mi è servito per crescere e superare un momento per me difficile.
  • La critica ti fa crescere. Vero, solo se è anche accompagnata anche dal complimento. Criticare e basta serve a poco. Dovremmo essere critici, con noi stessi e con gli altri, con la stessa intensità e precisione con la quale notiamo cosa è fatto bene. La scienza l’ha dimostrato in molti modi, purtroppo pochi insegnanti e poche persone applicano questa regola.
  • Essere gentili con sé stessi è da deboli. Penso sia vero il contrario, come del resto sostengono in molti come Nancy o Brenè Brown. È molto più facile fare il duro sempre, piuttosto che darsi l’opportunità di essere fragili, gentili e deboli. Dare a sé stessi il permesso di essere deboli è da persone forti.

Quindi, cosa puoi fare per essere più gentile con te stesso?

  1. Concediti questo spazio quando arriva, ammetti il momento difficile, il dolore… o quello che stai passando. Ignorarlo serve a poco, nonostante, forse, ti hanno insegnato altro. Accogli il momento, dai a te stesso e alle tue emozioni il tempo che serve; non di più e non di meno. Apprezza il momento, e fai tesoro del suo messaggio.
  2. Trattalo da amico e consigliere. Invece di ignorarlo o rifiutarlo, vedilo come un amico che ti dice qualcosa, seppur scomodo. È curioso, siamo spesso più gentili e pazienti con gli altri che con noi stessi.
  3. Ricordati che sei umano; e che spesso chi è più umano, lo è grazie alla sua capacità di soffrire e sentire le emozioni. È impossibile selezionarle per sentire solo quelle “belle”. O le senti tutte o nessuna. Essere umani è una bella cosa, i più grandi di sempre lo sono stati, e lo saranno.
  4. Vivi il momento sapendo che passerà. Tutto passa, le cose belle ma anche brutte. È la vita ed è un bene che sia così.

In questi giorni piovosi di un’estate strana, come il momento storico che viviamo, fatti il regalo più grande: sii gentile con te stesso.

Se mi conosci anche solo un po’, sai che sono un grande promotore dell’impegno, del dare il massimo, del non mollare, dell’avere standard alti e tutto il resto.

Questo vale anche per l’essere umani, con i nostri punti deboli, difetti e momenti difficili. Da vivere, da apprezzare, da cui imparare…

Prenditi una pausa dall’illusione di perfezione. Fai vacanza dall’autocritica. Concediti un intervallo dalla competizione.

Tra pochi giorni o settimane riprende la corsa. Meglio essere riposati e pronti.

Buon agosto che sembra novembre.

Love on ya!

Claudio