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Luglio 2014

Parlare costa poco, e ultimamente è persino scontato!

By | Riflessioni

Gli americani dicono “talk is cheap”, parlare costa poco. Secondo me ultimamente ci sono persino i saldi.

A parole è tutto facile, molti lo dimostrano ogni giorno: “ma sì dai non c’è problema, ci penso io”; “non preoccuparti poi ci mettiamo d’accordo”; “se fossi io al tuo posto…”.

Tutti bravi, tutti campioni. Poi quando c’è da fare, altro che mare in mezzo!

Tanti anni fa la cosa mi infastidiva. Pensavo che negli anni, con il lavoro fatto nei corsi e con il coaching, mi sarebbe passato, invece no L

Non mi passa, anzi mi dà ancora tanto fastidio. A volte perché credo a queste frasi dette con nonchalance e poi rimango deluso. Altre perché non sopporto chi, con parole dette al vento, si riempie la bocca e il petto facendo il figo.

Il tempo passa e, invece di diventare più saggio, divento più insofferente. Forse tutta questa “crescita personale” non funziona così bene.

È anche vero che dopo un po’ uno si stanca pure. Credimi, ne sento tante di persone che parlano a vanvera.

Forse durate periodi più difficili, come quello che stiamo vivendo, chi ha dei buchi da riempire li colma come può, e per alcuni parlare è l’unico modo…

Quindi, cosa possiamo fare?

Io cerco di pesare le persone prima di pesare le loro parole. Non sempre ci riesco, cioè a volte mi sbaglio.

Con il tempo però ho imparato a prenderci. In questo modo evito la delusione, è brutto da dire, soprattutto per uno che come me lavora sul potenziale umano.

È brutto, ma è quello che vedo e sento. Vedo poche persone veramente risolute o impegnate, al contrario vedo tanti chiacchieroni.

Se ti guardi intorno, probabilmente, li vedi anche tu.

Il mondo è di chi toglie il mare tra il dire e il fare; purtroppo però di persone che parlano e basta, ce n’è un oceano.

Claudio

 

 

 

L’equazione della mediocrità

By | Riflessioni

Sembra ci sia un’equazione matematica. Meno sanno o meno fanno, più hanno da dire e criticare su di te.

Non ho mai capito se chi invece fa e sa, si astiene dal criticare per delicatezza o perché, facendo lui stesso, sa quanto sia difficile e quindi ti rispetta.

Succede nello sport, nel lavoro e nella vita.

Il grande Brian Eno dice infatti, che i critici musicali dovrebbero trovarsi un vero lavoro.

Lo so, dovrei essermene fatta una ragione. Poi, con il lavoro che faccio, dovrei saperle certe cose, ma a volte mi infastidisce ancora.

E allora il dio del rock, come sempre, è arrivato ancora ad assistermi con questa meravigliosa canzone di George Harrison.

Ascoltala, goditi il suono e l’insegnamento.

A me ricorda alcune cose importanti…

“Ho sentito come alcune persone, hanno detto

che sono cambiato

Che non sono ciò che ero

Come davvero è un peccato

Quei pensieri nella loro testa.

Si manifestano sulla loro fronte

Come brutte cicatrici di sentimenti maligni

che loro stessi risvegliano

Così odioso di chiunque che è felice

o “libero”

Loro vivono tutte le loro vite,

senza guardare per vedere

La luce che ha illuminato il mondo

È divertente come le persone, semplicemente non vogliano

accettare il cambiamento

Come se la natura stessa – loro preferirebbero

riaggiustarla

Così dura andare avanti

Quando sei già in una fossa

Dove c’è così poca possibilità,

di scoprire l’anima

Sono grato a chiunque,

che è felice o “libero”

per avermi dato speranza

quando sto guardando per vedere

La luce che ha illuminato il mondo”

Buona settimana!

Claudio

 

 

 

Intelligenza e cuore

By | Riflessioni

È ormai assodato che ci sono diverse intelligenze. Howard Gardner, professore ad Harvard, ce lo ha dimostrato ed è stato un bene.

Per troppo tempo si è confusa l’intelligenza con altro. A volte con la memoria, cioè la capacità di ricordare, altre con la conoscenza…

Grazie all’idea delle intelligenze multiple sono nati nuovi concetti. Forse il più famoso, e abusato, è quello dell’intelligenza emotiva.

Una cosa è certa, per troppo tempo a scuola abbiamo educato la mente e non il cuore. Succede ancora. All’università, spesso, il cuore non viene preso in considerazione. Al corso di laurea in medicina è solo considerato come un organo, seppur vitale, e nulla di più. Non a caso i medici sono poi lasciati soli nella loro formazione emotiva, con i risultati che vediamo tutti.

Il buon senso e la realtà che viviamo tutti i giorni, ci dicono che dovremmo educare più il cuore che la mente. Certo l’ideale sarebbe fare entrambi le cose, ma diamo troppo peso alla quest’ultima.

Nel mondo della Programmazione Neuro-Linguistica, per esempio, vedo troppo persone focalizzate sulla linguistica e sulla parte cognitiva, perdendo la cosa più importante: le emozioni.

Sono un grande appassionato di linguistica, è una materia affascinate e uno strumento straordinario per capire le persone, come pensano e cosa provano. L’importante è ricordarsi che è uno strumento. Il fine, cioè lo scopo è stare bene, non parlare bene.

Sono troppe le persone che confondono il mezzo con il fine, o come diremmo in Dinamiche a Spirale il contenitore con il contenuto.

Sono felice di vedere nel mondo una nuova era di pensatori. I grandi della psicologia positiva e gli esperti di business come Simon Sinek (ospite al prossimo World Business Forum di Miano, e come me, grande promotore dell’importanza del “perché”), stanno riportando al centro le emozioni e il cuore.

Sono le emozioni a dare qualità alla nostra vita, non le cose. Le cose possono emozionarci, ma sono solo il mezzo.

Il sistema limbico è ciò che ci fa battere forte il cuore, che ci dà le farfalle nello stomaco o le gambe che fanno “giacomo-giacomo”. Il sale della vita è lì.

Lo sappiamo tutti, ma pochi hanno il coraggio di esplorare e/o far crescere quella parte. Perché?

Secondo me perché fa paura.

Per avere accesso alle emozioni dobbiamo diventare vulnerabili, come direbbe Nancy o Brenè Brown. Non possiamo essere selettivi nelle emozioni, se decidi di sentirle, le senti tutte, anche quelle che non ti piacciono.

Ecco perché per molti, purtroppo, è meglio sviluppare la neocorteccia. Con quella fai ragionamenti logici, ci sono poche emozioni. Spacchi il capello in 4, magari con la linguistica o la matematica e senti poco.

La cosa buffa è che in grandi matematici e i grandi linguisti, sono super emotivi, come del resto tutti i geni e tutti gli artisti.

Capisco perfettamente la voglia di proteggersi. Io stesso l’ho fatto. Per non soffrire, ho dato meno energia al cuore e al sistema limbico per trasferirla alla parte cognitiva.

Il risultato? Pessimo.

Se il buon Dio, o l’evoluzione naturale, ci hanno dato un sistema così completo ci sarà una ragione. È come se usassimo una sola gamba per camminare, sarebbe scomodo e faticoso.

Propongo di usarle entrambi. Usiamo la logica, la parte cognitiva e tutte le intelligenze meno emotive. Diamo però la stessa importanza, forza e spazio alle emozioni, sono sicuro che saremo tutti più felici.

Anzi propongo di sviluppare più quest’ultima, anche se può far paura.

La felicità, la passione, la gioia e tutte le altre cose che vogliamo stanno lì di casa.

Buona settimana emotiva.

Claudio

 

P.S. Se hai tempo e voglia fai una ricerca sulle scoperte fatte recentemente riguardanti la sincronizzazione del cervello con il cuore. Sono davvero interessanti, dimostrano quello che sapevamo, è tutto collegato e non possiamo separarlo.

 

 

 

Giornate estive, rendiamole positive

By | Riflessioni

Anche se il meteo sembra non essersene accorto è iniziata l’estate, è tempo di vacanze, l’occasione per essere più positivi, riposarsi, passare le giornate senza dover correre e godersi la vita.

Se ci pensi, non dovremmo aspettare la bella stagione per poterlo fare. Ogni giorno potrebbe essere un bel giorno, o almeno potremmo provare a renderlo tale.

Ogni alba è un nuovo inizio che ci dà l’opportunità di fare qualcosa di nuovo, di diverso e di bello.

Si parla tanto di flessibilità, usiamola per fare migliorare non solo noi stessi, ma anche le nostre giornate.

Perché ti svegli la mattina?

Mi dirai perché suona la sveglia e ho tante cose da fare.

Forse questo è il problema. Ci perdiamo nelle tante cose da fare e dimentichiamo “perché” le facciamo, cioè lo scopo.

Sicuramente ci sono delle ragioni per le quali fai quello che fai. Alcune le hai scelte, altre te le hanno imposte (e comunque le hai accettate). Quali sono?

Forse se te le ricordassi, saresti meno stressato e più felice, anche quando le vacanze sono lontane.

Tutti abbiamo cose da fare che non ci piacciono. Chi riesce a farle meglio, ha bene in mente le ragioni perché debbano essere fatte e/o i vantaggi che avranno nel farle (o le scocciature che si toglieranno di dosso una volta fatte).

Sappiamo anche un’altra cosa, chi vive meglio, invece di iniziare la sua giornata pensando alle rotture che lo aspettano, inizia così:

–       ringraziando per le cose belle che ha, anche e soprattutto quelle piccole

–       visualizzando qualcosa di bello che accadrà durante la giornata

–       cercando di fare qualcosa di bello/nuovo/diverso per godersi la vita

–       vedendo le difficoltà come occasione per crescere

–       pensando a cosa vuole

–       prestando attenzione al “qui ed ora”.

Sembra inutile dire che la maggior parte delle persone che conosco fa una o più di queste cose, ma le fa al contrario. Poi chissà perché vive male.

La vita non è sempre facile. I problemi, le sfide o chiamali come vuoi, sono sempre di più. Si chiama evoluzione.

Virginia Satir, diceva che la vita non è come dovrebbe essere, è quella che è, la differenza sta in come la affronti.

Iniziare la giornata con il piede giusto non risolve tutto ma aiuta.

Perché aspettare le vacanze?

Conosco persone che iniziano a godersele dalla seconda settimana, nella prima sono ancora troppo incazzati per poterlo fare.

Conosco persone che hanno una vita che per altri sarebbe da sogno, ma per loro è stressante, impegnativa o chissà cos’altro.

Conosco anche persone che si godono una passeggiata al parco in pausa pranzo più di quanto quelle di prima godano di una vacanza vera e propria.

Se non ci educhiamo a iniziare bene continuiamo male. Se non ci alleniamo ad approcciare bene le cose entriamo nell’ipnosi culturale che ci dice che tutto va male e non c’è nulla da fare.

Godiamoci le vacanze, e visto che sono una parte piccola del nostro anno, impariamo a goderci anche gli altri giorni.

Ne vale la pena.

Buona settimana.

Claudio