was successfully added to your cart.
Monthly Archives

Marzo 2014

Le quote rosa così politicamente corrette

By | Riflessioni

Sono contrario alle quote rosa. Mi spiego meglio: sono super favorevole all’idea che le donne siano necessarie, che possano risolvere i problemi che noi uomini non riusciamo a gestire e che debbano avere gli stessi diritti; mi sembra ovvio e persino da stupidi, pensare il contrario.

Detto questo, ritengo che inserire le donne in consigli di amministrazione, governi o altrove per legge sia inutile e persino dannoso, proprio alle donne.

Le donne, come chiunque altro, dovrebbero ricoprire ruoli per merito non per legge.

Certo, mi contesterai che il sistema non supporta questa idea, ed è qui il problema.

Lo stesso dovrebbe essere per il rispetto verso le minoranze: etniche, di razza o di orientamento sessuale. Dovrebbe esserci per educazione non per legge.

È un po’ come il “politically correct” che ci sta rovinando. Ci obbliga a non dire quello che pensiamo e a essere annacquati per evitare di urtare qualcuno, così nessuno dice più quello che pensa. Lo pensa, ma non lo dice rendendo questo mondo sempre più ipocrita e falso.

L’intenzione è buona, dovrebbe portarci ad essere rispettosi, di fatto non funziona perché porta all’ipocrisia.

Facciamo un esempio.

Se dico “che checca isterica!”, vengo accusato di omofobia. Credimi non sono per nulla omofobico. Ho carissimi amici gay e bisex. I miei stessi amici omosessuali parlano di “checche isteriche” quando ne vedono una. Del resto un uomo etero può essere stronzo, macho o ignorante, come un gay può essere una “checca isterica”.

Quello che sostengo è che non abbiamo bisogno di una legge per regolamentare l’educazione e il rispetto delle donne o dei gay o di altre etnie, abbiamo bisogno di cultura.

Le persone dovrebbero essere valutate e giudicate per quello che sono e non in base al sesso, all’orientamento o a quello in cui credono. Ci sono persone meritevoli in tutti i sessi, razze e orientamenti come, del resto, ci sono stronzi, stupidi e ignoranti in tutti i sessi, razze e orientamenti. Ci sono gli uomini stronzi, le donne acide, le checche isteriche e le lesbiche dyke. Ci sono gli scemi bianchi, neri e gialli…

Le persone valgono quello che valgono, per chi sono dentro e per quello che fanno fuori. Noi dovremmo avere il diritto, il coraggio e l’educazione di valutarle per quello, incluso la possibilità di prenderle in giro o di non andare d’accordo con loro. Basterebbe farlo con educazione.

Dovemmo iniziare a fare questo a casa nostra con i nostri figli, insegnando il rispetto ma anche un modo in cui esprimere, in modo corretto, la loro vera opinione.

Dovremmo iniziare nelle nostre menti a rispettare gli altri, ma anche a prendere posizione, con educazione e con lealtà, quella di dire quello che pensiamo.

Se vogliamo essere rispettati per quello che siamo, dobbiamo iniziare noi a rispettare gli altri e noi stessi. Senza ipocrisie e senza pagliacciate.

Abbiamo bisogno di smettere di aver paura del diverso e iniziare ad apprezzarci l’un l’atro.

Abbiamo bisogno di premiare chi merita, non di proteggere chi fa la vittima.

Voglio che le mie figlie abbiano pari opportunità, non un posto perché c’è la quota rosa.

Voglio che i miei cari amici e amiche gay abbiano il diritto di amarsi e essere rispettati, visto che loro stessi rispettano, non perché lo dice una legge ma perché è buon senso.

Voglio che l’Italia diventi un paese moderno, che la nostra storia ci insegni qualcosa, che la nostra cultura sia alla base del nostro senso civico.

Ecco perché, nel mio piccolo, cerco di essere corretto, di non confondere la parità con l’uguaglianza.

Rispettare significa dare pari opportunità, ma anche capire le differenze.

Il mondo sta cambiando velocemente e noi siamo rimasti indietro. Non abbiamo più tempo per aspettare. Dobbiamo fare l’aggiornamento del software.

Smettiamola con la farsa del politically correct e iniziamo con il rispetto. Confrontiamoci, discutiamo, litighiamo con educazione. E, invece di dire quello che dovremmo dire, diciamo quello che pensiamo senza offendere, senza esagerare… sapendo che ogni volta che giudichiamo qualcuno, di fatto, giudichiamo noi stessi.

Buona settimana.

Claudio

 

 

 

 

La maleducazione (dei genitori) dei bambini

By | gallery hp, Riflessioni

(scritto durante il viaggio verso Roma per l’NLP Practitioner)

Per evitare la maleducazione di chi è ancora convinto che avere un telefonino faccia figo, sull’Eurostar di stamattina ho preso la carrozza “silenzio”. Magari, oltre che evitare di ascoltare le suonerie più assurde e le conversazioni di qualche tamarro, riesco a dormire un po’.

Il treno parte in perfetto orario, è il vantaggio di viaggiare di prima mattina. Aspetto che passi il controllore e chiudo gli occhi. Con tutte le tecniche di rilassamento che so, perdermi “nell’ora senza tempo” è un attimo. Non appena ci entro passano a offrire da bere, poi a distribuire il quotidiano… e poi finalmente la tranquillità. Il mio viaggio inizia davvero, in pensieri che si confondono con sogni e chissà cos’altro…

Ho preso la prima carrozza, così ci sarà anche poco traffico di chi va e viene. Tutto è calcolato. Sono in una botte di ferro.

Così pensavo, non avevo fatto i conti con la maleducazione, che va oltre ogni immaginazione.

Nel bel mezzo del mio viaggio, mentre tutti i miei compagni di carrozza sono in religioso silenzio o in dormiveglia, arriva una bambina. Di corsa, urla felice di essere su un bel treno. Da grande ha un futuro da cantante lirica o di ballerina stomp. La mamma le è dietro contenta e divertita. Va da sé che la bimba non sa leggere il segnale “carrozza silenzio”. La mamma, non so.

Non sono l’unico ad aprire gli occhi e a chiedersi il perché di quella visita così poco gradita.

Dopo pochi minuti ne arriva un altro. Per la parità dei sessi è un maschietto, corre ancora più forte con il piede ancora più pesante. Questa volta a seguirlo c’è il padre che gli grida di non far casino. Il bimbo, ascoltando più il paraverbale del verbale, aumenta il volume della sua voce decidendo che la carrozza 1 è un parco giochi, non quella del “silenzio”.

Anche io ho due figlie e lo sanno tutti, visto che ne parlo forse troppo. Anche noi viaggiamo, a dire il vero Nancy lo ha fatto di più con loro, fin da quando erano nella sua pancia.

So che non è facile gestire dei figli in viaggio. Lo so bene. Ho fatto voli intercontinentali ad andare su è giù dall’aereo, per tenere occupata una delle mie.

Però (congiunzione avversativa), non ho mai imposto le mie figlie agli altri, ho sempre cercato, riuscendoci pure, di essere rispettoso. Non ho mai imposto la mia fretta bloccando qualcuno parcheggiando in doppia fila, non ho mai abusato della pazienza altrui perché “avevo un brutto periodo”…

La mia libertà, finisce dove inizia la tua. Almeno una volta si diceva così.

Ora invece tu devi sopportare. Se hanno figli, devi ciucciarteli anche tu. Se hanno fretta, devi avere pazienza. Se sono nervosi, devi sopportarli. Se devono telefonare, devi ascoltare la loro suoneria del cazzo e la loro banale conversazione.

Dovremmo essere un popolo colto, educato e elegante. Abbiamo millenni di storia, tradizioni e cultura che ci invidiano tutti.

Purtroppo non è così.

È davvero frustrante pensare che si studia diritto romano in tutto il mondo, mentre la nostra è la giustizia peggiore. Sapere che, la culla della civiltà latina è un centro ricreativo per tamarri. Vedere un paese bello, ricco e solare sgretolarsi come le mura di Pompei.

Tutti hanno paura che ci comprino gli stranieri. A me viene da sperare che lo facciano presto. Diamo tutto in mano agli americani così ci trasformano in un grande parco giochi e ci obbligano a essere educati, come succede a Disneyland. Oppure a qualcun altro, basta che ci aiuti a tornare quello che siamo o almeno a diventare quello che dovremmo essere: meno banali e meschini, più educati e rispettosi.

Rispettosi di noi stessi, degli altri, e delle cose che abbiamo la fortuna di avere.

Buona settimana.

Claudio

 

 

 

 

La bella musica

By | Riflessioni

Ultimamente sono tornato alla musica, la mia musica… adoro il rock, mi ha sempre accompagnato, consolato, guidato, motivato, reso felice…

Girando per blog, ho trovato un post di un blogger che parlava di quanto possiamo prendere dalle canzoni. Spesso i testi ci ricordano cose che nelle difficoltà giornaliere ci dimentichiamo.

Ecco alcune di quelle che ricordava lui, mischiate con le mie. Vediamo se capisci quali sono le sue e quali le mie 🙂

“Beautiful” di Christina Aguilera

“Sono bellissima, non importa quello che dicono perché le parole non possono buttarmi giù”.

Ricorda che le persone parlano ma spesso a vanvera. Riconosci la tua bellezza interiore, quella che spesso nascondi o che altri non riescono a vedere, perché accecati dal loro ego o dai loro problemi. Non ascoltare quelle parole, presta orecchio alla tua voce interiore.

The Climb” di Miley Cyrus

“Ci sarà sempre un’altra montagna, vorrò sempre scuoterla, sarà sempre una battaglia in salita, le difficoltà che affronto… le possibilità che colgo, a volte mi buttano giù, ma io non mi rompo”.

La vita ci porta tante sfide, altre le cerchiamo noi. Ma, quello che conta, è come le affrontiamo. Più grande è il drago più onore ha il cavaliere. Guarda sempre la vetta e avrai la forza per continuare a scalare.

“Don’t Worry, Be Happy” di Bobby McFerron

“Non preoccuparti, sii felice, ascolta quello che dico, se nella vita hai dei problemi se ti preoccupi li raddoppi”.

Una vecchia canzone che vale la pena sentire spesso. La voce del cantante ti dà serenità, ti fa capire che il modo in cui ti poni cambia davvero le cose. Certo, non risovi nulla solo con un sorriso ma, tutto cambia quando invece di preoccuparti, agisci sapendo che tutto andrà bene.

“Power of Dreams” di Celine Dion

“Dentro ognuno di noi c’è una scintilla magica che incendia la nostra immaginazione e dalla notte dei tempi la forza del “io posso” ha unito persone e nazioni”.

Non dovremmo mai addormentare i nostri sogni, dovremmo sempre tenerli vivi e soprattutto fare qualcosa per renderli reali. Anche il solo viverli nel tentativo di realizzarli può rendere la nostra vita più bella.

“A Thousand Faces” dei Creed

“Sono qui circondato dai muri che mi limitavano, sapendo che saranno sotto i miei piedi quando crolleranno, con chiarezza le mie ferite mi ricordano, la cenere ancora brucia sotto la mia pelle”.

I Creed ci aiutano a capire che le nostre lotte interne ed esterne ci aiutano a crescere. I problemi e i nemici ci fanno diventare più forti, dobbiamo solo sapere, ricordare e affermare chi siamo e poi i muri che ci limitavano saranno sotto i nostri piedi.

 “Meraviglioso” di Domenico Modugno

“Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare, tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole, la vita, l’amore, meraviglioso!”.

Una canzone straordinaria che grazie ai Negramaro abbiamo riscoperto. La gratitudine, secondo le ricerche, annulla la paura. Non solo ci rende felici, essere grati di ciò che abbiamo e diamo a volte per scontato, rende la nostra vita un vero dono.

“If Today Was Your Last Day” di Nickelback

“Il miglior modo di vivere dovrebbe essere andare contro i desideri degli altri per favorire i tuoi, il premio vale sempre la battaglia, ogni secondo vale perché non c’è una seconda chance, quindi vivi come se non potessi farlo una seconda volta, non fare un giro gratis nella tua vita”.

Quante volte prendiamo le cose così, come se fossero normali? Nulla è normale, è tutto un miracolo. Ogni giorno è straordinario, la vita lo è. Molti dei nostri problemi sono i desideri della maggior parte delle persone su questo pianeta. Dovremmo vivere a pieno, celebrare la vita e i suoi doni, anche quelli che sono inaspettati e non voluti.

 “What a Wonderful World” di Louie Armstrong

“Vedo alberi verdi, rose rosse, le vedo sbocciare per me e mi dico che mondo meraviglioso”.

Forse Modugno sì è ispirato qui, chissà… il bello ci circonda ma abbiamo occhi per vederlo, orecchie per apprezzarlo, emozioni per sentirlo, menti per goderne?

“Eye of the Tiger” dei Survivor

“Risorgi dalle strade, ho fatto le cose che dovevo, ho colto le mie opportunità, ho fatto la mia strada e ora sono ancora in piedi, sono solo un uomo con la voglia di sopravvivere. Troppe volte è successo che velocemente hai scambiato la passione per la gloria, non perdere la presa sui tuoi sogni, devi lottare per mantenerli reali”.

Se sei della mia generazione ricordi questa canzone in Rocky. A volte non sono le difficoltà a renderci deboli e paurosi ma il successo, o quello che ci sembra tale. La fame, quella vera, quella di chi vuole crescere deve essere coltivata. Tieni a mente cosa conta, vivi per soddisfare il tuo scopo invece di pensare solo agli obiettivi. I risultati arriveranno ma se li renderai più importanti dello scopo, sarai insoddisfatto, pauroso e pigro. La passione, lo scopo, la vita ti renderanno felice, non le cose materiali.

“Heroes” di David Bowie

“Io posso essere re e tu puoi essere regina, noi possiamo essere eroi”.

Ovviamente non poteva mancare il Duca Bianco. In questa straordinaria canzone ci ricorda che la forza dell’amore va oltre ogni cosa. Persino oltre il muro che divideva Berlino ma anche il mondo. Con l’amore tutti i muri crollano.

Sono sicuro, che hai altre canzoni nella tua lista. Io ne ho a centinaia, queste sono solo alcune.

Se vuoi condividerle, scrivile qui sotto. Aiutami a convincere sempre più persone ad avere le loro playlist, per ricordare quanto è bello essere vivi, per avere la carica nei momenti di bisogno, per ricordarci che siamo forti e possiamo fare tanto. Basta solo un piccolo extra.

Buon ascolto e che il “Dio del rock” (e di tutta la musica) ti protegga e benedica.

Claudio

 

 

 

Parassiti

By | Riflessioni

In natura ci sono molte forme di vita, alcune di queste sono chiamate “parassiti”. Le puoi trovare nel mondo animale e vegetale, sicuramente sai a cosa mi riferisco.

Solitamente sono forme di vita che approfittano delle risorse altrui. Prendono senza dare. Una volta che l’ospite è stremato, vanno altrove a succhiare vita. Se sono poco intelligenti, uccidono l’ospite e muoiono insieme a lui/lei, come nel caso del tumore che ha ucciso mia madre (e se stesso).

Ovviamente il mondo degli uomini ne è pieno. Mi vengono in mente alcuni dei nostri governanti o amministratori pubblici. Ne abbiamo fin troppi di quelli.

Diciamoci la verità, tutti prendiamo dagli altri, è normale. La differenza è che i parassiti prendono senza dare mai nulla.

Io approfitto della pazienza di Nancy molto spesso, ma sono sicuro di darle qualcosa in cambio, altrimenti mi avrebbe già lasciato! Le nostre figlie prendono molto da noi, ma ci ripagano continuamente. Ho la fortuna di avere molti cari amici dai quali ricevo moltissimo e ai quali so di ricambiare. Certo, con le persone che ami non tieni il conto, anche se c’è uno scambio continuo.

Con i clienti e i fornitori è lo stesso. In questo caso, sei più attento a far quadrare le colonne del dare e dell’avere, ma c’è sempre uno scambio.

Se ci pensi, persino i vampiri che ti succhiano il sangue ti danno qualcosa. Sapevi che quando ti mordono il collo tu hai un piacere immenso, più di un orgasmo?

Con i parassiti c’è solo il tuo dare (o il loro prendere), e non può funzionare, non è sostenibile. In passato si pensava che le sanguisughe fossero utili in medicina, poi si è capito che ti tolgono solo energia lasciandoti la malattia.

Ricordo, tempo fa, a un corso, un partecipante che mi chiese di pranzare con lui. È successo diversi anni fa, a quei tempi il pranzo non era incluso nel corso. Mi disse che voleva chiedermi un consiglio e mi invitava a pranzo.  Solitamente se uno mi dice: “ti invito a pranzo perché vorrei avere un tuo parere su una mia idea”, io penso che pagherà lui.

Più che un pranzo fu una sessione di Coaching al ristorante. Fin qui ci sta, io gli diedi la mia disponibilità e non misi un limite. Al momento del conto, il “signore” non fece nemmeno il gesto di prendere il portafoglio. Visto che, dovevo rientrare in aula e che il cameriere aspettava, pagai io.

Al momento di alzarci e andare mi aspettavo almeno un: “grazie”. È uno dei miei tanti difetti, odio con tutto il cuore quando le cose che faccio sono date per scontato.

Avevo già offerto un Coaching gratuito (grave errore!), il pranzo mi sembrava un po’ troppo. Questione di forma non di denaro. Un “grazie” mi avrebbe consolato, cosa vuoi che ti dica sono fatto così.

Invece, nulla. Nisba, nada. Che lezione di vita!

Sono sufficientemente sicuro che “il signore” in questione si sia sentito a posto. Probabilmente pensava che io avessi dovuto dare i miei consigli gratis. Dopotutto ho conoscenze che lui non ha. Sicuramente riteneva giusto che pagassi io il pranzo, visto che ho un reddito superiore al suo.

Questo è il problema.

I parassiti ritengono di meritarsi ciò che si prendono. Hanno meno di te e quindi glielo devi in qualche modo. Tu sei più felice, sano, preparato… ci sta che dai qualcosa a loro che hanno di meno.

Non pensano affatto che tu abbia quello che hai perché hai lavorato sodo; perché hai fatto quello che loro non vogliono fare per paura/pigrizia/approssimazione o altro.

Facciamo finta che tu abbia quello che hai per pura fortuna. Per quale ragione dovrebbero avere il diritto di prendertelo? Se vuoi fare beneficenza, dovresti decidere tu a chi dare cosa. Non credi?

Più passa il tempo e meno pazienza ho per i parassiti, per questa ragione li sto eliminando. Non è facile, ma vale la pena farlo.

Non sopporto chi mi toglie vita. La tolgono a me, a mia moglie, alle miei figlie, ai miei cari e a tutte le persone a cui voglio darla.

Ti consiglio di fare un po’ di pulizia. La vita è breve, le cose da fare tante e le risorse sono limitate, purtroppo. Anzi, a pensarci meglio: per fortuna! Se fossero illimitate, non le apprezzeremmo come dovremmo.

Apprezza le tue risorse e la tua vita e condividila con chi la rispetta.

Dai tutto ma solo a chi se lo merita, perché contraccambia o perché è una persona che ami.

Taglia fuori i parassiti, così avrai da dare di più agli altri. I parassiti troveranno sempre qualcuno da cui succhiare, ma almeno non lo faranno a te.

Buona settimana.

Claudio