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Gennaio 2014

Promemoria per un anno felice

By | Riflessioni

Come ogni inizio anno, anche questo gennaio abbiamo fatto il workshop “Obiettivi!”. Lo facciamo a settembre,  poi lo ripetiamo a gennaio. Per noi, infatti, è come se fossero due inizio anno.

In entrambi le edizioni di Milano e Roma abbiamo avuto, come sempre, tante belle persone. In Extraordinary siamo felici e fieri di avere  aule piene di persone che stanno bene e vogliono stare meglio. È per noi un onore e un’occasione di crescita in quanto tutti i nostri clienti portano ricchezza nei corsi.

Nei giorni passati, è partita anche una  tournée di serate gratuite che terminerà il 15 febbraio con la tappa di Rimini. Mi piacerebbe poter raggiungere tutta l’Italia ma alcune zone, per motivi logistici e di tempo, sono ancora lontane per me.

Per questa ragione vorrei condividere qui alcuni spunti nati in aula in questi giorni. Sono riflessioni, cose da tenere a mente se vuoi avere un 2014 più felice e ricco di soddisfazioni.

Mi sono segnato 10 cose, modi per dare una direzione più chiara ed efficace alla tua vita, eccole:

  1. Chiarisci cosa vuoi e perché è importante per te ottenerlo. È un concetto scontato, già sentito ma troppo spesso dimenticato. Se non dai un indirizzo al tuo navigatore, non potrà indicarti la strada. Definisci cosa vuoi e i motivi per i quali vuoi quello che vuoi, da cui deriva la motiv-azione. Puoi definire una visione globale per l’anno oppure obiettivi specifici anche piccoli. Decidi tu, l’importante è prendere una direzione e farlo immediatamente.
  2. Prendi impegni con te stesso che sai di poter mantenere. Inizia a piccoli passi. Come dicono gli esperti nella rubrica del quotidiano “the Guardian”, riportato anche dal Corriere delle Sera, chi inizia da piccole cose può cambiare tutto. Meglio fare qualcosa, anche se piccola, piuttosto che definire grandi progetti che rimangono solo tali. Se non hai mai fatto movimento inizia con brevi passeggiate, la maratona arriverà. Se cerchi di iniziare con cose grosse, potresti fare troppa fatica e rinunciare.
  3. Focalizzati e pensa a cosa vuoi e perché lo vuoi, il come arriverà. Lo dicono i testi sacri di tutte le religioni e i filosofi di tutti i tempi. Il “cosa” e il “perché” sono molto più importanti del come. Se sai qualcosa di PNL, sai che la tua mente ragionerà in modo diverso se ti concentri sul “cosa” e il “perché”. Se pensi al “come” sarai poco motivato e soprattutto prigioniero di una sola strada per arrivare a destinazione. Focalizzati su poche cose. “Meglio poco ma meglio” dice un vecchio adagio, se metti sulla brace troppe bistecche potresti bruciarne qualcuna.
  4. Ricorda che il tuo passato non prova nulla. Se hai già tentato e non ci sei riuscito non significa che non sei in grado. Il non aver raggiunto l’obiettivo non dice nulla sulle tue capacità. Dice solo che non ha funzionato. Sbagliando si impara, se hai sbagliato assicurati di aver imparato e riprovaci in modo diverso.
  5. Fatti aiutare. Lo so, sei in grado di fare tutto quello che vuoi anche da solo, ma perché far più fatica di quello che serve. Ci sono esperti, risorse, libri, corsi, audiocorsi, amici… Le risorse sono ovunque, usale! I migliori hanno sempre qualcuno che li aiuta. I più grandi atleti della storia si sono sempre affidati a un allenatore.
  6. Elimina (o almeno riduci più che puoi) le negatività. I giornali ne sono pieni, gli amici e parenti diranno che sei pazzo. Se ridi troppo sembrerai stupido, se sogni un illuso… ma tu lascia che dicano e non ascoltarli. Se segui la pagina di Extraordinary su Facebook conosci alcuni degli esempi storici che abbiamo postato, di persone che non hanno ascoltato i negativi e hanno avuto successo. Sbaglierai è ovvio, ma fai i tuoi sbagli e non quelli dettati da altri, altrimenti non imparerai.
  7. Apriti al mondo. Apri la mente e il cuore alla possibilità che la vita ti porti occasioni e risultati ancora più grandi di quelli a cui pensi. Sto scrivendo questo articolo in aereo. Sono in viaggio per qualcosa a cui non avevo mai immaginato ma che, grazie a una serie di cose e alla “fortuna”, è arrivata nella mia vita. Quella fortuna che Einstein definì: “l’occasione che incontra la preparazione”.
  8. Lascia andare. Per avere quello che vuoi, probabilmente, devi lasciare andare altro. Devi fare spazio. Dovrai rinunciare a sicurezze, amicizie, abitudini, convinzioni, storie del passato… Fai spazio eliminando quello che pesa e ti limita. Fai ordine, butta via.
  9. Prenditi cura di te stesso. La settimana scorsa, in questo blog, ho parlato di essere “egoista”. Fai sempre del bene ma non fare il martire, non serve. Se ti autodistruggi non potrai più fare del bene.
  10. Fermati di tanto in tanto. Fermati e rifletti. Fermati e medita. Se corri sempre potresti sbagliare strada senza accorgerti, oppure potresti non voler più percorre quella strada o voler quell’obiettivo. Inoltre ricordati di fermarti per festeggiare i tuoi miglioramenti e i tuoi successi. Che senso ha ottenere quello che vuoi se poi non ti prendi il tempo di goderne?

Come vedi, sono 10 riflessioni semplici e pratiche. Io sono fatto così.

Spero ti siano utili, se eri in una delle giornate, sono un promemoria, se non sei potuto essere dei nostri sono una buona check list per vivere quest’anno al meglio e crescere verso “la vita come TU la vuoi”.

Claudio

 

 

 

 

 

EGO

By | Riflessioni

L’altro giorno, una persona a cui tengo molto mi ha detto che sono un po’ egocentrico. La cosa non mi è piaciuta per nulla. Egocentrico io? No, no, no. L’idea mi piace davvero poco, ma mi ha fatto pensare.

Alla parola “EGO” sono associate altre parole che non piacciono, come appunto egocentrico e egoista. Caratteristiche poco apprezzate nella nostra società. Non a caso nessuno vorrebbe sentirsi dire “sei un po’ egocentrico (o egoista)”.

Se ci pensi, non è bello avere a che fare con chi mette se stesso al centro (egocentrico), o con chi vuole tutto per sé. Persone così danno poco e prendono tutto, non sono ecologiche o sostenibili.

Nessuna filosofia o religione li apprezza, non c’è cultura che li sopporti più di tanto. La nostra educazione di italiani, con la forte influenza cristiana, preferisce il sacrificio. Non a caso i martiri sono venerati.

Penso che siamo tutti d’accordo che sarebbe meglio essere generosi, amorevoli, aperti agli altri e così via, ma non ti sembra che in alcuni casi abbiamo esagerato un po’?

Vedo genitori obbligare i propri figli a prestare un giocattolo appena comprato a un altro bambino. Questo crea un grosso problema di logica. Se il giocattolo è mio, decido io se, a chi, e quando prestarlo. Se mi obblighi significa che non è mio, quindi non lo posso nemmeno prestare. Probabilmente mi obblighi per fare bella figura con i genitori dell’altro bambino che vuole il mio nuovo gioco, anche se dici che lo fai per educarmi. Poi, quando sono io a volere il suo, mi dici che devo rispettare il fatto che lui ci voglia giocare… Non ha senso! È tutta un’istallazione di regole assurde decise Dio solo sa da chi!

Non voglio promuovere l’egoismo o l’egocentrismo. Tutt’altro! Vorrei solo ragionare con te e chiedere:

“possiamo trovare un equilibrio tra l’essere al centro di tutto e il rinunciare completamente a noi stessi?”

In Dinamiche a Spirale questo balletto è evidente. Nei vari livelli di consapevolezza, l’essere umano passa dal rinunciare a se stesso all’esprimere se stesso, per poi tornare a rinunciare e così via. È un balletto che finisce solo quando si raggiunge un determinato livello, piuttosto in alto, dove c’è più equilibrio. Quell’equilibrio che ti porta a capire che per prenderti cura degli altri devi prima prenderti cura di te stesso e essere felice.

Non puoi dare ciò che non hai.

Quando gli anni passano, ti rendi conto che hai meno tempo per fare le cose che ti piacciono. Tendi ad avere meno pazienza per chi (o cosa) ti fa sprecare risorse. Forse diventi più egoista perché dai prima a te, forse più egocentrico perché prima metti te al centro.

Noi genitori ci annientiamo per i nostri figli e non dovremmo. Io e Nancy periodicamente ci prendiamo del tempo per noi due. Due genitori felici creano un nido sereno, e per essere felici, io e Nancy abbiamo bisogno di stare insieme senza le nostre principesse, di tanto in tanto.

Entrambi abbiamo un lavoro che ci fa stare con le persone. Lo adoriamo, nello stesso tempo abbiamo bisogno (soprattutto io, maschio bergamasco) di stare in solitudine. Da quando lo facciamo, la nostra vita è cambiata in meglio.

Tu sai essere egoista e/o egocentrico quando serve o fai sempre il martire? Sai che non c’è più posto sul calendario?

Vuoi dare agli altri? Fai una bella cosa: dai l’esempio di come essere e vivere felice. Rispetta le persone partendo da te. Fai del bene partendo da te. Sii gentile partendo da te.

Quando sarai carico di buona energia e felicità, quando sarai allineato e sereno, ti posso assicurare che sarai molto più utile agli altri e al mondo.

Essere egoisti ed egocentrici è da bambini viziati. Fare i martiri però è da stupidi, tutti gli sprechi sono stupidi, quindi non sprecare te stesso…

La cosa più importante che ho imparato dai migliori, è di prendermi cura di me. Solo così poi posso prendermi cura degli altri.

Buona settimana da egocentrico ed egoista.

Claudio

Sicurezza

By | gallery hp, Riflessioni

È il valore più ricercato dalle persone che vivono nel mondo occidentale, lo dicono le ricerche. Le stesse ricerche dicono che è il meno soddisfatto. Ma va?

Più del 50% dei matrimoni fallisce. La maggior parte delle aziende chiude entro 5 anni di vita. Questi sono i dati. Da quando Albano e Romina si sono lasciati è successo di tutto: grandi banche sono fallite, la FIAT ha comprato la Chrysler, la Tata la Jaguar, le regole sono cambiante per sempre. Non puoi più pensare per stereotipi, non a caso il rapper più famoso al mondo è bianco e il Presidente degli Stati Uniti (quello che ha prestato i soldi alla Chrysler a condizione che si facesse comprare da FIAT) è un nero. Le basi sono diverse e cambieranno ancora, continuamente.

Il grande Robbins dice che la qualità della tua vita è direttamente proporzionale alla quantità di incertezza che puoi serenamente gestire. Ho sentito questa frase un milione di volte, negli ultimi 20 anni, in cui ho avuto l’onore di lavorare per lui.

Mi rendo conto però di non averla capita! O meglio, penso di averla intesa, poi la capisco per poi ricapirla ancora. Mi succederà un milione di volte ancora, ne sono sicuro.

Nella mia vita ho lasciato cose sicure tante volte, lo farò quest’anno e ancora in futuro.

L’immenso David Bowie dice: “se sei su terreno sicuro, allora sei morto”.

Intendiamoci, tutti vogliamo sicurezze. È giusto, è normale. Le vuoi tu, le voglio io, le vuole Robbins e Bowie.

Quando facevo il paracadutista, ci controllavamo l’un l’altro il paracadute più volte prima di saltare.

Però ricorda, la funzione più importante della cintura di sicurezza è quella che ti permette di sganciarla per scendere dall’auto e uscire. La sicurezza dovrebbe proteggerti non legarti!

Troppe persone per essere sicure si imprigionano.

Vogliono la tranquillità e creano limiti. Si legano al conosciuto, allo status quo.

Il mondo è cambiato e sta continuando a cambiare. Non c’è scampo, devi cambiare con lui se vuoi sopravvivere, cioè vivere sopra.

Vai oltre, esci dal conosciuto, salta dopo aver controllato il tuo paracadute.

Avrai già sentito la frase “se fai quello che hai sempre fatto, avrai quello che hai sempre ottenuto”. Ecco: ripetila spesso fino a capirla per renderti conto che non l’hai capita…

Ci vuole coraggio, l’emozione che ti fa fare anche se hai paura. Io ho paura. Ma ho anche coraggio e mi circondo di persone che mi danno coraggio, che mi spingono, che mi sfidano.

La vita ti sfiderà, se ha fiducia in te. Lo farà se dimostrerai di meritarti la sfida. Come diceva Roberto Baggio: “l’unico modo di sbagliare un rigore è andare a tirarlo”.

Gioca per arrivare in finale, vai a calciare i tuoi rigori. Alcuni li sbaglierai certo, ma almeno avrai giocato. Sempre meglio avere il ricordo (o l’incubo) di un rigore sbagliato, del rimpianto di non averci provato.

Tanto le sicurezze se ne vanno comunque. Tanto vale giocartela. La fortuna aiuta gli audaci, soprattutto quelli che controllano il paracadute prima di buttarsi.

E sai come ci si fa male saltando da un aereo in volo? Buttandosi senza slancio. Il vortice dell’aria ti ributta indietro e ti fa sbattere sulla carlinga dell’aereo. Una cosa pericolosa sia per il paracadutista, sia per l’aereo e chi c’è dentro.

Quindi, se sei sull’aereo: salta! Altrimenti, se vuoi essere sicuro, stai a terra. Ma non lamentarti se non hai abbastanza emozioni o non crescita nella tua vita.

Non lamentarti se non riesci a fare nemmeno delle belle foto di chi è in volo. Goditi la solidità del terreno. Certo, non potrai mai capire perché ci sono quelli là che saltano da un aereo che non è in avaria.

Sì, in troppi saltano solo quando è necessario. Solitamente non si divertono per nulla e saltano male perché non sanno come si fa. Ecco perché sbattono la testa sulla carlinga.

Buona settimana.

Claudio

 

Vuoi partecipare gratuitamente a una serata con me a: Milano, Torino, Bologna, Rimini, Udine, Firenze o Roma? clicca qui

 

 

 

Obiettivi e Promesse

By | Riflessioni

A capodanno, probabilmente, hai fatto qualche “buon proposito”. Purtroppo la maggior parte delle persone che li fa, poi non li raggiunge. Questo non perché siano difficili ma perché non fa nulla per conseguire gli obiettivi preposti. Secondo una ricerca, pubblicata tre anni fa sui quotidiani “la Stampa” e “la Repubblica”, l’italiano medio fa lo stesso “buon proposito” per 3/5 anni per poi smettere di farlo, non perché lo raggiunge ma perché rinuncia.

Il problema è alla base. Non dovremmo pensare ai “buoni propositi” come “obiettivi”. Dico questo perché gli obiettivi, per come sono intesi da molti, non funzionano.

Ti ho confuso? Come posso io, che voglio convincerti a frequentare con me la giornata chiamata “Obiettivi!”, dirti di non definirne uno?

L’idea mi è venuta ultimamente, leggendo qui e là e parlando con amici e colleghi. Il problema non sono gli obiettivi, ma come sono intesi. Spesso sono visti come qualcosa che è al di fuori di noi, qualcosa da raggiungere in futuro, per cui faticare, fare rinunce…

Nel mio metodo “one hand coaching” la definizione degli obiettivi è al quarto passo, quello legato al dito anulare. Gli ho messi lì, al penultimo di cinque passi, perché in quel modo funzionano. Il mio metodo dà risultati, perché gli obiettivi vengono dopo lo scopo e la visione, quindi hanno la forza che serve per poterli trasformare in realtà.

I goal sono uno strumento utile, anzi utilissimo; possono essere però controproducenti se sono solo obiettivi ai quali tieni tanto, magari troppo, rispetto allo scopo o alla visione. Alcuni dei miei “colleghi coach” chiamano questi obiettivi così importanti: “la magnifica ossessione”, che brutta cosa!

L’obiettivo non dovrebbe essere un’ossessione, seppur “magnifica”, dovrebbe essere uno strumento, un modo per esprimere chi sei, per costruire la vita come tu la vuoi.

Io, come sai, la penso diversamente da molti altri coach. Per me gli obiettivi dovrebbero essere una parte di noi. Più che un’ossessione, dovrebbero essere una promessa che fai a te stesso.

Nell’one hand coaching sono associati al dito anulare, dove si mette la fede, l’anello che rappresenta l’impegno preso e soprattutto la tua visione, valori e modo di vivere. Per raggiungere questi ultimi non fai rinunce, ma scelte!

Se i tuoi obiettivi sono allineati al tuo scopo, alla tua visione, non sono più impegni ma sono modi di vivere, percorsi che creano quello che vuoi.

È una piccola differenza ma sostanziale. Pensa ad esempio a questi tre fattori:

– una promessa legata a chi sei, è carica di emozioni positive, il vero carburante del successo

– le promesse allineate a chi sei sono garanzia di vero successo, quello che da soddisfazione, non solo risultati

– una promessa legata a scopo e visione allinea la tua mente conscia e inconscia, mente e cuore, corpo e spirito. Ti rende un pezzo unico (integro), più felice e quindi più efficace.

Il mio invito è di iniziare l’anno pensando in modo diverso. Pensa agli obiettivi come qualcosa che è parte di te, non che è fuori di te da creare o da andare a conquistare.

Facendo così, diventeranno realtà più facilmente.

Facendo così, ti godrai il viaggio e non sono l’arrivo a destinazione.

Facendo così, varrà la pena fare le scelte che farai.

Prendi impegni come questi con te stesso. Se vuoi, puoi farlo insieme me a Milano domenica 19 o a Roma domenica 26 gennaio. Oppure puoi farlo da solo, o con chi vuoi. L’importante è farlo, e farlo bene.

È la tua vita, è il tuo 2014. Fai qualcosa prima che sia già passato.

Buon anno!

Claudio

PS Abbiamo deciso di prolungare la promozione “porta un amico gratis” alla giornata “Obiettivi!”, iscriviti entro venerdì e porta con te una seconda persona gratuitamente. Chiama il numero verde 800.589.777 per avere maggiori informazioni.