Monthly Archives

Settembre 2013

La nave che affonda

By | gallery hp, Riflessioni

L’IVA aumenterà, dopo un travaglio da parto difficile, ci dicono che non si può fare altrimenti. L’IMU è stata sostituita dalla Service Tax e non sappiamo se la rata, per ora cancellata, verrà reintrodotta.

Il governo è praticamente finito, come quei matrimoni di interesse dove gli interessi non ci sono più…

I nostri governanti tirano a campare. Vivono decidendo oggi per domani, spendendo per cose inutili e tagliando quelle necessarie. Un comportamento da adolescente con genitori ricchi e sbadati, che coprono qualsiasi marachella.

La differenza è che l’Italia non è un adolescente, e noi, i genitori, abbiamo finito soldi e pazienza.

Non conosco nessun genitore che vive alla giornata e spende senza pensare. Non conosco nemmeno nessun manager o dirigente che aspetta l’ultimo momento, magari lasciando tutti nel dubbio, per decidere un taglio di budget o un aumento di costi. L’unico posto dove accade sono i palazzi dove i potenti ci tengono a essere chiamati “onorevole”.

Molti scappano. La nave affonda, e molti, anche io, si chiedono: perché restare a bordo?

Gli “Schettino” sono già al sicuro, poi accuseranno il timoniere della tragedia. I passeggeri, quelli che sulla Concordia avevano pagato, erano in balia di quelli che erano pagati, scoprendo che il più pagato di tutti era stato il primo a salvare il suo lato b.

Altro che popolo di santi, poeti e navigatori!

I santi sono solo quelli del calendario, dei navigatori ne abbiamo già parlato, ci rimangono i poeti.

Nel frattempo i nostri soldati all’estero non sanno perché o per chi sono lì. I dimenticati Marò aspettano, quelli nei contingenti sperano di non tornare in una bara che sarà salutata da un’autorità senza nessuna credibilità.

Gli eroi civili si alzano presto, lavorano come matti nella speranza di essere pagati e nella sicurezza di pagare le tasse a uno stato che le userà male.

Uno stato che pretende, che diffida dei suoi cittadini, ma che non paga le sue fatture ed è sempre di cattivo esempio.

Nel frattempo gli italiani discutono del comportamento di Balotelli, le dichiarazioni di Barilla o del vestito di Belen. Forse sono stupidi, o molto più probabilmente non ce la fanno più e devono trovare una distrazione.

In molte metodiche, come in Dinamiche a Spirale, si sa che gli esseri umani quando hanno un problema cercano di ignorarlo. Poi lo minimizzano, per poi cercare di risolverlo facendo qualcosa fatto in passato, come gli imprenditori delle aziende famigliari che dicono ai loro figli come hanno risolto un momento di difficoltà 20 anni fa.

Tralascio i tanti passaggi che si fanno prima di arrivare alla soluzione: cambiare qualcosa, affrontare il problema con un nuovo modo di pensare perché, come diceva Einstein, il modo di pensare che crea un problema non può risolverlo.

Reduce da 4 giorni al nostro seminario più intimo, l’Extraordinary Me, confermo una mia convinzione. Sono troppo poche le persone disposte a impegnarsi davvero per migliorare, progredire e cambiare le cose. Magari iniziando da se stessi.

Non ho la sfera di cristallo quindi non so cosa accadrà. Forse la cultura italiana scomparirà, forse cambierà evolvendosi…

Non so cosa farai tu, ma ho un’idea precisa di cosa voglio fare io.

Io non mollo. Vado avanti perché è la mia vita. Cercherò fino a che ho forza di portare avanti i miei valori ogni giorno, nelle piccole cose.

Se sarò bravo convincerò altri a fare lo stesso, e se tutto va bene avremo la meglio.

Nel caso peggiore, scapperò anche io. Se la barca affonda, dopo aver aiutato le persone bisognose, salirò sulla scialuppa. Quella che il nostro capitano ha già preso da tempo.

Sono ottimista e romantico ma non sono stupido, non affondo con la nave. Nemmeno il capitano dovrebbe farlo, dovrebbe assicurarsi che tutti siano in salvo e poi tornare a casa dalla famiglia, e poi su un’altra nave dove farà meglio il capitano grazie all’esperienza fatta.

Se vuoi essere dei nostri, non siamo tanti ma non siamo nemmeno in pochi, sappi che abbiamo bisogno di te.

Oppure puoi approfittare del caos e prima di prendere la prossima scialuppa metterti in tasca un po’ di argenteria o altro. Una volta che la nave è sul fondo, nessuno saprà cosa manca e chi lo ha preso.

Solo chi ha rubato saprà cosa ha preso. E solo chi ha fatto tutto quello che si poteva fare saprà di averlo fatto.

È una questione di scelte e, nei paesi liberi, ognuno può scegliere.

Buona settimana di crisi e affondamento…

Claudio

Pesci e prigioni

By | gallery hp, Riflessioni

Jean Jacques Rousseau disse: “l’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene”, e l’apostolo Pietro disse “un uomo è schiavo di tutto ciò che lo domina”.

Chi ci domina? Noi stessi, i nostri vizi, mancanze e scuse. Ci siamo talmente abituati ad essi che sembrano veri e normali.

Lao Tzu disse: “Colui che vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente”, purtroppo vedo sempre meno persone che cercano di vincere, o meglio ancora, di far pace con se stessi.

Per essere preciso ne vedo tante. Le vedo ai corsi, nelle librerie e sulla nostra pagina Facebook. Ne vedo però molte di più trascinarsi in giro per inerzia, insoddisfatte e lamentose.

Sui canali di SKY ci sono sempre più programmi che ci spiegano come la mente funziona e ci inganna, dovresti guardarli, fanno capire tante cose. A breve lo strepitoso, per non dire sempre straordinario, Francesco Tesei partirà con il suo su SKY Uno. Nel suo bel libro, e in altre occasioni, usa la metafora dei pesci nel fiume. Nuotano pensando di essere liberi ma, senza saperlo, sono guidati dalla corrente.

La buona notizia è che non siamo pesci e, secondo me, siamo in un grande oceano, non in un fiume.

Certo, dobbiamo nuotare facendo sforzo per uscire dalla corrente e dal banco per creare una nostra rotta. Ci vuole impegno, un po’ di competenze sul funzionamento della mente e la giusta compagnia. Dobbiamo uscire dalla “matrix” creata dai nostri sensi (come spiegava la puntata di ieri sul National Geographic), che tende a tenerci imprigionati.

Ci creiamo già da soli una realtà soggettiva che non ha nulla a che fare con quella oggettiva, in più seguiamo l’ipnosi collettiva che ci dice cosa credere, mangiare, fare, dire, votare…

In alcuni casi, come se non bastasse, seguiamo persino un “guru”, qualcuno che ci indichi la via. Qualcuno da credere e seguire senza mai dubitare, senza far fatica, così non dobbiamo nemmeno più pensare.

Nell’ultima camminata in montagna con Nancy abbiamo incrociato un gregge di pecore. Erano tantissime! Al comando un pastore con due cani. Un solo pastore che gestiva due cani che controllavano e dirigevano tantissime pecore. Una bella metafora di vita.

Anche in questo caso la bella notizia è che non siamo pecore. Possiamo uscire dal gregge. Possiamo andare da soli o decidere di crearne un altro, magari senza pastore ma con altre pecore che a turno, a seconda delle situazioni, suggeriscano dove c’è l’erba migliore.

Essere schiavi è comodo. Non devi pensare a molto, i tuoi carcerieri pensano a tutto.

Molte persone dicono che non ci possono fare nulla, le sbarre sono spesse, i muri alti, non si può scappare. A volte hanno quasi ragione. Si sono lasciati costruire attorno una galera di quelle toste. A volte hanno persino aiutato durante i lavori.

Però dicono il falso. Forse non è facile, ma si può evadere.

Bisogna rischiare, bisogna cercare la verità sapendo che non la si troverà mai. Nel cercarla però, sarai sempre in movimento e nessuno può incatenarti mentre ti muovi.

Ultimamente ho sempre meno pazienza per la mediocrità. Non credo ci siano persone mediocri, però vedo sempre più gente vivere senza impegno, lavorare con superficialità e affrontare le cose con passività. Sono rassegnati. La prigione, anche se piccola, buia e puzzolente è diventata casa loro.

Mi piacerebbe chiedere a queste persone:

–       perché hai deciso di darti l’ergastolo? Cosa hai combinato di così grave?

–       Hai mai pensato di evadere? Dopotutto sei innocente da ogni accusa, a parte l’esserti arreso.

–       Cosa ti servirebbe per reagire, per dare una svolta alla tua vita?

Ho scritto “mi piacerebbe” perché, di fatto, mi è quasi impossibile fare loro queste domande. Sono persone che non ascoltano, sembrano in isolamento. Non vengono ai corsi, non leggono libri, non ascoltano audiolibri. Quando cerchi di parlare con loro, ti danno del montato, dell’esaltato o del romantico che non vive la realtà. Oppure pensano che sei tu lo schiavo, stai seguendo qualche Guru e non sai di cosa parli. Loro si che conoscono il mondo. Dalla TV della loro cella vedono tutto, ecco perché hanno un giudizio per tutti, anche per te.

Secondo loro non dovresti nemmeno leggere blog come questo.

Cosa facciamo con queste persone?

Potremmo cercare di liberarle tutte ma sarebbe poco etico, alcuni stanno bene e vogliono rimanere dove sono. Io penso che dovremmo provarci, dare loro almeno una possibilità. Con quelli a cui vuoi bene, magari, insistere un po’ di più.

Poi, visto che alla fine siamo liberi di scegliere, se non altro in quale corrente del fiume nuotare, vale la pena rispettare le loro decisioni. Probabilmente non lo faranno con le tue ma questa è un’altra storia.

Buona settimana.

Claudio

I boomerang

By | Riflessioni

I boomerang mi hanno sempre affascinato, forse perché le poche volte che ho cercato di lanciarli non ci sono riuscito, o forse perché l’dea che tornino mi sembra una bella metafora.

Spesso si dice che nella vita tutto torna, proprio come un boomerang. Non sempre è così, ma più passa il tempo più vedo che le cose tornano.

A vent’anni lo sentivo dire da mio Padre, che mi insegnò a fare le cose bene. Lui me lo diceva per insegnarmi ad essere un gentiluomo con le donne. Mi diceva sempre che se le avessi trattate bene, lasciando un buon ricordo, avrei potuto richiamarle.

Non appena ebbi l’età per pensare anche ad altro, mi disse che il segreto è di fare lo stesso con i clienti, gli amici, i vicini di casa… di fatto sempre e con tutti.

Ho continuato a credergli, era un grande uomo e mi sembrava intelligente seguire le sue indicazioni.

Facendolo, mi sono anche reso conto che non solo quando richiamavo le vecchie fiamme erano gentili con me, ma io mi sentivo meglio nel “comportarmi bene”.

Ora che i quaranta li ho compiuti più volte, vedo i boomerang tornare…

Stanno tornando nella mia vita privata e nel lavoro. Alcuni, mi ero persino dimenticato di averli lanciati. È come se quelli che lanci senza preoccuparti se torneranno o no, volessero tornare più grandi e più belli…

Tempo fa ho fatto la cosa giusta in una situazione in azienda. Il mio riferimento di allora adesso è a New York come Direttore delle Risorse Umane USA di un’altra azienda, un marchio del lusso importante e famoso, italiano ma di proprietà francese.

Quando il marchio era italiano ho lavorato per loro, ma poi i francesi, giustamente, all’acquisto fermarono tutto.

Molti anni dopo, come direbbe Steve Jobs, i puntini si sono uniti. Se non ci saranno guerre, il prossimo mese andrò in California (la patria della PNL) a tenere un corso ad americani. Non so se mi spiego, un bergamasco in California per conto di un brand del lusso di proprietà francese!

Io stesso faccio fatica a crederci. Come è successo?

Penso sia il frutto di anni di lavoro e studio. Un po’ di fortuna, ma soprattutto tante cose fatte bene. Alcune si sono perse, non tutti i boomerang tornano. Il problema più grande è che ci mettono un po’ a fare il giro e molte persone credono che vadano tutti persi e che non valga la pena lanciarli.

Credimi, non si perdono. Tornano. A volte dopo un bel po’, ma tornano. Questa è la bella notizia. L’altra bella notizia è che tornano tutti, sia quelli belli sia quelli brutti.

All’Universo non importa se fai cose giuste o sbagliate. Per Lui sono azioni che come i boomerang torneranno.

Sant’Agostino diceva che non veniamo puniti per i nostri peccati, ma dai nostri peccati, cioè dalle conseguenze. Se così fosse, allora vale anche l’opposto.

Quindi, cerca di agire per essere premiato, non per le tue azioni ma dalle tue azioni.

E sai cosa c’è di veramente bello? Non serve essere perfetti. Gli errori sono ammessi. È l’intenzione e la voglia di fare bene che conta.

Buona settimana.

Claudio

Il cuore che batte

By | Riflessioni

Sulla pagina di Extraordinary in Facebook abbiamo pubblicato una bella foto con un cuore per ricordare a tutti che batte tante, tante volte al giorno. L’idea era di renderci tutti più consapevoli, e magari, più premurosi verso di lui.

Per me batte da 46 anni, lunedì era il mio compleanno infatti.

Per festeggiarlo, io e mia moglie Nancy siamo andati a fare una bella camminata in montagna. Nulla di troppo faticoso, ma era comunque un sentiero di 3 ore secondo il CAI che, in Valle Brembana, sono in salita.

Forse per te, se sei allenato, sarebbe stato uno scherzo. Per noi no. Ricordo di averlo fatto in un’ora e venti tempo fa, lunedì ci abbiamo messo due ore abbondanti, e con fatica.

Potrai pensare che sia per via dell’età, invece è perché siamo fuori allenamento. Il cuore si è fatto sentire, batteva forte nei nostri petti, anche il respiro era pesante.

Che bella sensazione! Ci sentivamo vivi.

La cosa più bella è che per pranzare o tornavamo verso il paese, o continuavamo a camminare fino al rifugio, non avevamo scelta. Come a volte succede nella vita.

Il cuore batteva davvero forte ma non per l’emozione… quella era di frustrazione, fatica e tante altre…

Però, eravamo felici dentro, sì certo l’emozione in superfice  era un’altra ma, sotto c’era il senso di essere vivi, la gioia di essere nella natura, di godere di un momento straordinario. Sapevamo che il giorno dopo l’acido lattico ci avrebbe fatto ricordare la fatica e ne eravamo felici. Stavamo facendo qualcosa di bello che faceva bene al nostro corpo

Arrivati al rifugio abbiamo pranzato. Il rientro, come sempre, è sembrato più corto. La sera abbiamo festeggiato con una bella grigliata di pesce e vino da grandi occasioni.

Il cuore batte perché sei vivo. Le emozioni, belle e brutte, le hai perché vivi la vita. A volte devi faticare per vedere il panorama dall’alto. A volte, per mangiare, devi far fatica e sopportare qualche dolore durante e altri dopo…

È il bello della vita.

Ci sono persone che si rattristano sapendo che invecchiano, dimenticandosi che l’alternativa è molto peggio.

Se non ci fossero le salite, il cuore non avrebbe necessità di battere più forte e diventerebbe pigro, come molte persone che vedo in giro.

Ti auguro qualche salita di tanto in tanto. Quando non te le dà la vita vale la pena andarsele a cercare.

Sono quelle che ti fanno sentire vivo, sono quelle che ti rendono forte e sano. Quando sono salite davvero difficili, magari non cercate come purtroppo accade, ti auguro di aver dei buoni compagni di camminata. Spesso è grazie a loro che non molli e arrivi in cima.

Claudio

Successi

By | Riflessioni

Che cosa è il successo?

Per me a 18 anni era avere una bella macchina. A 22 un abito Armani, a 30 una carriera promettente a 40 una famiglia felice.

Ora, che da lunedì 9 sono 46 gli anni, è togliere l’abito, non toccare la macchina, essere in vacanza e godermi la vita…

Nel mondo della formazione diciamo che “successo” è il participio passato di succedere, cioè fare accadere le cose. È una frase così vecchia che non ricordo nemmeno da chi l’ho sentita per la prima volta, (sono sicuro che ha molti padri).

È vero, quello è il successo. È la definizione generale che mi piace di più. Ma, visto che non viviamo una vita standard, perché viviamo la nostra che è unica, è meglio definirlo per se stessi.

Forse sarebbe meglio definire i tanti successi. Io il mio, tu il tuo.

Non solo. Sarebbe ideale definirne diversi, perché se tutto va bene, li cambierai. È la vita, per quello è così bella.

Tony Robbins consiglia di puntare all’evoluzione, non al cambiamento; io concordo con lui. Conosco troppe persone che hanno fatto corsi e coaching e sono cambiate. Sì, sono cambiate ma non si sono evolute, e infatti non sono più felici, né più sereni.

L’evoluzione ti migliora, ti fa crescere, ti fa cambiare la definizione di successo.

Nel mio ultimo libro ne parlo nel capitolo della visione. Le Dinamiche a Spirale spiegano molto bene come la percezione delle cose, e quindi anche cosa è Il successo, si evolve nel tempo. La cosa più bella è che a ogni livello pensi che sia quella giusta… pensi di aver ragione, e spesso, fai l’errore di giudicare gli altri con il tuo parametro.

La mia estate è stata davvero straordinaria. Sono stato per tanto tempo a Rimini a godermi il mare e i romagnoli. Ho passato dei bellissimi momenti con la mia famiglia e con i miei amici, vecchi e nuovi.

Ad alcuni sembra assurdo che mi possa piacere Rimini. Molte persone preferiscono le Maldive, la Sardegna o altri posti, dove il mare è più limpido. Hanno ragione, per loro è meglio fare le vacanze lì.

Ho la fortuna di viaggiare e vedere bei posti in tutto il mondo. La Romagna è un luogo dove mi piace vivere nei mesi estivi. Mi carica, mi rilassa e mi diverto. È uno dei miei successi.

Quest’autunno ne porterà altri. Un paio saranno di lavoro, soddisfazioni che non avevo nemmeno avuto il coraggio di sognare. Altre di vita personale che non ti elenco, il mio scopo non è tirarmela ma fare solo degli esempi.

Qualcuno tempo fa disse che nella vita il segreto è per primo ottenere ciò che si vuole per secondo goderselo. Io penso che per primo è essere grati e godersi ciò che si ha, poi ottenere ciò che si vuole, continuando a goderselo…

Sono convinto che se inizi a godere da subito la tua capacità di ottenere di più aumenta.

Nel frattempo sono tornato in Lombardia. Ieri a Milano c’erano 29 gradi che qualcuno si godeva in spiaggia a Rimini o altrove. Io in giacca e cravatta avevo caldo, però ero felice di essere da un cliente importante che si affida a me.

Non ho tutto quello che voglio, ma tutto quello che ho, lo voglio. Spero sia lo stesso per te. Se è così sai che non è venuto dal cielo, lo hai creato tu, come l’ho creato io. Ci vuole impegno, fatica e fortuna.

Secondo me la terza arriva grazie alle prime due, ma questa è un’altra storia.

Claudio