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Giugno 2013

Il lavaggio del cervello

By | Riflessioni

Quando, ormai più di vent’anni fa, ho iniziato a investire tempo e denaro a frequentare i corsi di formazione negli USA, alcuni miei amici mi prendevano in giro. Qualcuno lo faceva solo per goliardia, altri per ignoranza.

La goliardia, era quella di chi ti prende in giro a priori per ridere con te, un tipico sport tra amici maschi. L’ignoranza, era quella di chi, non capendo, schernisce.

La domanda più usata era: “vai a farti fare il lavaggio del cervello da qualche tuo guru?”.

All’inizio me la prendevo. Come potevano, loro a cui volevo bene, non capire cosa stavo facendo? Invece di supportarmi (almeno moralmente), nei miei sforzi di impegno ed economici, mi prendevano in giro.

Poi ho capito che non serviva a nulla prendersela. Inoltre non ne valeva la pena.

Pensandoci meglio, ho realizzato che avevano ragione. Andavo a lavare la mia mente. Se ci pensi, ti lavi i denti più volte al giorno, fai la doccia tutti i giorni, cambi le lenzuola una volta a settimana e forse lavi l’auto più volte al mese. Lavi tutto quello che si sporca.

E la tua mente, quando la pulisci? Come, con chi?

Come togli le cose che altri ti hanno ficcato dentro?

Io ho iniziato tanto tempo fa leggendo libri, frequentando corsi e seminari in giro per il mondo… Ho cercato, e trovato, “guru”, cioè maestri, che mi hanno insegnato a pulirmi delle cose non mie. Ho scelto questi mentori, perché non hanno sostituito le stronzate degli altri con le loro. Mi hanno insegnato a metterci le mie. A volte anche le mie sono stupidate, ma almeno sono mie.

Pulire è un processo che non finisce mai. Io ho lavato i denti stamattina, ma lo rifarò in giornata.

Tu, lo fai? Ti rilavi i denti più volte? E la mente, la “pulisci”?

Tra poco arrivano le vacanze. È un buon momento per staccare. Oltre a riposare e passare tempo con i tuoi cari approfitta per pulire…

Magari portati un buon libro, uno di quelli che ti fa pensare. Ti consiglierei il mio ultimo, è semplice e pratico, si intitola “prendi in mano la Tua felicità”, ma se lo facessi qualcuno direbbe che faccio pubblicità nel mio blog. E infatti la faccio.

Se non vuoi il mio, prendine un altro. Ce ne sono tantissimi di belli.

Sulla pagina Facebook di Extraordinary stiamo mettendo foto dei libri che portiamo in vacanza, se vuoi farlo anche tu, ci piacerebbe sapere cosa leggerai. Magari ci dai una buona idea.

Poi, se al termine dell’estate, vuoi ricominciare con un corso, abbiamo un’offerta per te.

È una sorta di contributo “rottamazione di vecchie idee”. Un po’ come le vecchie auto che inquinano l’ambiente, le vecchie idee inquinano le menti, meglio cambiarle.

Puoi partecipare al workshop “Obiettivi!”, oppure alla giornata “Introduzione alle Dinamiche a Spirale” di Milano o Roma, e portare un amico con te gratis. Cioè paga solo uno ma venite in due.

Se preferisci, puoi essere tu il tuo amico. Paghi solo una delle due giornate, ma partecipi ad entrambe. Ti piace l’idea?

Io vorrei avere tante persone in aula, so che sono corsi utili e mi rendo conto che durante le vacanze si spende già. Spero che con questa offerta (che scade il 26 luglio), deciderai di iscriverti.

Per usufruire di questa opportunità, basta chiamare il nostro numero verde 800.589.777 oppure clicca qui per avere più informazioni.

Una volta si parlava del concetto GIGO, era molto usato nel mondo dei computer. È un acronimo per Garbage-in, Garbage-out. Cioè, se inserisci spazzatura nel tuo pc uscirà spazzatura. Lo stesso vale per il tuo corpo e per la tua mente.

La brutta notizia è che siamo circondati di immondizia. La buona notizia è che per pulirla, smaltirla, raccoglierla (anche in modo differenziato), ci sono tantissimi modi. Ora sono anche molto più economici e disponibili di vent’anni fa.

Buona settimana di pulizia.

Claudio

Don’t worry, be happy

By | Extraordinary

Ti ricordi la canzone? Oppure ti ricordi “felicità” di Albano e Romina?

Una cosa è certa, nonostante ci sia ancora chi crede che “il riso abbonda sulla bocca degli stolti” (che assurdità!), la scienza dimostra che chi è felice è più sano e produce di più.

Joseph McClendon, il braccio destro di Tony Robbins, ha da poco pubblicato il suo libro “get happy now”. In questo testo dice che:

  • La felicità può essere imparata.
  • La felicità accelera il successo (e non viceversa).
  • La felicità aumenta l’energia vitale (e non viceversa).
  • La felicità aumenta la durata della vita.
  • La felicità funziona come legge dell’attrazione.
  • La felicità è contagiosa.
  • Puoi abituarti ad essere felice.

Mi dirai che è ovvio che uno che vive al fianco di Tony Robbins la pensi così. Forse penserai che sono americanate da “venditore di pentole” (come scrivevo in un altro articolo alcuni chiamano Robbins). Sono americanate di sicuro, visto che il Dottor Shawn Achor della Harvard University ha dimostrato che la felicità rende più produttivi.

Bello no? Prima lo si pensava, ora c’è la prova scientifica. L’altra buona notizia è che tutti, persino gli accademici, concordano sulla relazione tra felicità e “scopo”. Le persone felici sono tali perché hanno uno scopo.

Nel suo libro “il vantaggio della felicità” il dottor Achor dice “una mente positiva ha un vantaggio unico rispetto a una stressata o negativa”. Ce lo dice anche il buon senso, ma sapere che finalmente è stato dimostrato mi ha fatto molto piacere. Ho riportato gli studi di Achor nel mio audiolibro prima che il suo testo fosse tradotto e sono felice che ora il libro sia disponibile in italiano. Anche le ricerche del professor Roy Baumeister ci confermano che la relazione tra felicità e scopo è importante.

Quando parli con le persone di felicità spesso pensano a momenti, attimi di piacere che purtroppo non durano. La quotidianità, i problemi, le cose da gestire, anche la sola stanchezza fisica, sembrano prendere poi il sopravvento.

Le filosofie antiche, i testi sacri e le nuove ricerche ci dicono che si può essere davvero felici per tanto tempo, persino per tutta la vita. Non si tratta di attimi di piacere, ma di vera felicità.

Forse però dobbiamo ridefinire il concetto e il significato della parola.

Se lo intendiamo come “vivere una vita motivata da scopi straordinari”, allora è possibile vivere felici.

Quando hai uno scopo, delle ottime ragioni, dei “perché” fai quello che fai, i problemi e i “giorni no” ci sono ancora, ma non ti tolgono quel senso di pienezza e soddisfazione che arriva dall’essere guidati dal tuo scopo.

Lo sapevamo e ora è confermato. Scopo e felicità vanno a braccetto. Cioè non puoi essere felice se non vivi (e fai le cose), per delle buone ragioni. Questo vale sia nella vita privata sia in quella professionale.

Pensa a una persona di successo nel mondo del business e troverai qualcuno che ha uno scopo ben chiaro, grazie a questo adora fare quello che fa, e produce risultati straordinari.

Il problema è che a scuola non ce l’ha insegnato nessuno e che da adulti nessuno ce lo ricorda. Devi fare qualcosa tu per tenerti allenato alla felicità, l’alternativa è lasciarti condizionare dal negativo.

È una questione di abitudine, come in tutte le cose.

Ti ho già consigliato il libro di Joseph, quello di Achor è bellissimo.

Il mio audiolibro è pratico e semplice.

Poi c’è il mio nuovo libro che guarda a caso si intitola “prendi in mano la TUA felicità”. TUA è in maiuscolo perché è la TUA, cioè a modo tuo non mio, di tua mamma o di Papa Francesco.

Se vuoi leggere un estratto del libro, clicca qui.

Se vuoi sapere come partecipare gratuitamente a un corso con me, dove parleremo anche di queste cose, clicca qui.

Oppure usa il tuo buon senso.

Non ha bisogno di Joseph, Achor, me o altri. Fai più cose che ti rendono felice e meno di quelle che non ti rendono felice.

Per quest’ultime (cioè quelle che non ti rendono felice), quando proprio non puoi evitare di farle, trova la maniera di renderle piacevoli. Ci sono tanti modi per farlo.

Buona settimana felice.

Claudio

Perchè

By | Riflessioni

Perché le persone fanno quello che fanno? Me lo sono sempre chiesto.

È come un mantra che sin da piccolo mi ha accompagnato. Ho sempre cercato, e trovato, ragioni per spiegare le azioni delle persone.

A volte me le inventavo, troppo spesso dando scopi positivi, altre le identificavo realmente.

La scoperta delle Dinamiche a Spirale, mi ha aiutato a soddisfare questo quesito che la PNL, in un primo momento, non mi dava.

Nel mio lavoro di Coach ho sempre basato il mio operato su questo. Qual è la motivazione, cosa motiva l’azione, cosa muove la persona? L’ho sempre fatto, non sempre dichiaratamente, perché partire dall’obiettivo mi sembrava poco utile, poco efficace.

Negli ultimi anni ho trovato diverse conferme che il mio modo di pensare fosse più funzionale. Diversi esperti e ricercatori dicono la stessa cosa. Persino nelle aule delle più prestigiose università del business si dice che nelle aziende lo scopo (cioè il perché esiste l’azienda), è più importante della visione (il cosa l’azienda vuole creare).

Ho ripresentato il concetto in un audiolibro ispirato dal lavoro di due professori di Harvard. Lo riprendo in un altro audio, in uscita a fine mese, e nel mio ultimo libro, da ieri in tutte le librerie.

Io parto dal perché.

Perché vuoi quello che vuoi? Perché fai quello che fai?

Scoprire le ragioni, lo scopo della tua vita, del tuo lavoro, della tua azienda, ti darà la vera felicità. Una felicità che nasce da dentro e che non è determinata dall’esterno, dalle cose che possiedi o dalle situazioni.

Ci sono troppe persone che “hanno tutto” e sono infelici perché ignorano il concetto più importante, non sono le cose che hai che fanno la differenza. Infatti ce ne sono di altrettante veramente felici nonostante sembrano aver poco. Hanno la cosa che conta di più, uno scopo, cioè buone ragioni per fare quello che fanno.

In quello che ho chiamato il “One Hand Coaching” (che è il mio metodo), la domanda “perché?” la facciamo all’inizio. Associamo questa fase al pollice, il dito più corto, l’unico opponibile che ci rende però così diversi da altri animali, e che ci dà la possibilità di fare così.

Ti immagini essere senza pollice? Sarebbe come non avere uno scopo. Cosa che a molti manca.

Quindi ti chiedo. Tu sai perché fai quello che fai? Hai uno scopo? È il tuo? Sei sicuro?

Secondo me vale la pena scoprirlo. Ci sono molti modi per farlo.

C’è il mio nuovo libro e ce ne sono tanti altri. Ci sono i corsi, i Coach… non tutti sono validi ma ce ne sono.

C’è il tuo buon senso. Assicurati che sia il tuo e non quello dei tuoi genitori, di qualche religione, guru o amico.

Io prima di fare altro, che si tratti di me, di un cliente singolo o di un’azienda, definisco lo scopo. Ti consiglio di fare lo stesso.

I vantaggi sono innumerevoli. Sei più efficace, più allineato e soprattutto più felice.

Spero tu decida di fare lo stesso.

Claudio

P.S.     Se vuoi scaricare l’estratto gratuito del mio nuovo libro, clicca qui

P.P.S. Se vuoi partecipare a una serata gratuita con me, clicca qui

Dire, fare, criticare…

By | Riflessioni

Quando ero piccolo c’era un gioco chiamato “dire, fare, baciare, lettera e testamento”. Era uno di quei giochi dove serviva poco per divertirsi. Una mano dove mettere, sulle cinque dita, le penitenze che erano appunto: dire, fare, baciare e così via, e qualcuno con cui ridere. È un gioco antico, quelli in cui non serve nulla di elettronico.

Ora che sono un adulto vedo con rammarico che i bambini di una volta, ora grandi, hanno cambiato gioco, ora giocano a dire, fare e criticare.

I giocatori di football americano amano ricordare a tutti che “dal divano sono tutti campioni”. Io concordo con loro. Durante le partite di basket, che vedo dalla mia comoda sedia, segnerei ogni canestro sbagliato, dimenticandomi che nella realtà sono una vera e propria schiappa in quello sport.

Cosa porta noi essere umani a essere così?

Più passa il tempo, più sento persone far promesse a se stessi e agli altri, che poi non mantengono. Dicono ma non fanno.

La squadra più numerosa è quella dei criticoni. Gli “esperti” di qualcosa. Non hanno mai combinato nulla nei campi che criticano, ma si considerano esperti. Hanno sempre qualcosa da dire su tutto e tutti.

A volte lo fanno per invidia, altre per sport. Un brutto sport, troppo praticato.

Poi c’è chi fa. Solitamente non dice molto e critica ancor meno. È una questione di tempo. Se fai tanto, non ti rimane spazio per cose inutili come dire e criticare.

Quando fai, e fai tanto, sbagli. Quindi, se e quando critichi, lo fai sulle cose che hai fatto tu. Sai che sbagliando si impara, e si cresce.

L’unico modo per far sempre tutto giusto, è fare sempre le stesse cose. Non rischiare mai. Non provare cose nuove per sperimentare.

A dire il vero se fai sempre le stesse cose, prima o poi, sbagli comunque. Succede. La noia prende il sopravvento e ti fa perdere la concentrazione. Ecco perché vale la pena sbagliare facendo cose nuove. Almeno cresci.

Noi abbiamo incominciato a fare gli audio corsi qualche anno fa. Siamo contentissimi perché vanno alla grande, ne vendiamo davvero tanti. Siamo contenti non tanto per il guadagno, che è basso, quanto perché possiamo arrivare in tutto il mondo con il nostro messaggio.

La cosa buffa sono le critiche. Appena ne esce uno su iTunes qualcuno si prende la briga di mettere una o due stelline (che è un brutto commento). Lo fa immediatamente, senza nemmeno che passi un’ora, il tempo necessario per ascoltarlo.

Lo stesso succede con i libri, a giorni esce il mio terzo. Con i corsi, gli articoli del blog e tutto il resto.

Va bene. Ci sta. Ne sono felice.

Come mi ricordava un mio caro amico, una persona di successo nel vero senso della parola, se qualcuno si prende la briga di criticarti è un bene.

C’è chi dice. Dice e basta.

C’è chi critica, critica e basta.

E c’è chi fa. Fa, e dà la possibilità agli altri di dire e criticare.

Consideralo come una forma di volontariato, dai qualcosa da fare a chi è scontento, ma continua a fare.

Come stiamo postando sulla nostra pagina di Facebook se i grandi della storia avessero ascoltato le critiche o i consigli degli esperti, non avrebbero cambiato il mondo e soprattutto non avrebbero vissuto la loro vita.

Per usare il titolo dei miei libri, se vivi la vita come tu la vuoi (il mio primo libro con Sperling & Kupfer), allora prendi in mano la tua felicità (che è quello in uscita a giorni).

Il resto conta poco. Come le parole al vento e le critiche inutili.

Claudio