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Aprile 2013

L’Italia unita

By | Riflessioni

In una delle ultime puntate del suo programma, Crozza faceva notare come, nelle ruberie dei politici, tutte le regioni italiane si assomigliassero. Da nord a sud, tutti fanno la stessa cosa.

Nella capitale ho notato che anche i commessi dei negozi agiscono come i colleghi lombardi. Quando un cliente entra nel punto vendita, lo ignorano. Non lo fanno tutti ovviamente ma, almeno nella mia esperienza, tanti. Se tu cliente saluti, a volte, rispondono, altre no. Se chiedi di vedere un paio di cose è meglio che poi compri, non sono mica lì a perdere tempo con te!

Io pensavo ci fosse la crisi, ma sembra che per alcune persone non ci sia. Purtroppo per molti di loro lo stipendio non cambia, sia che salutino o vendano, sia che non lo facciano.

La stessa similitudine la vedo nel malcostume del parcheggio in doppia fila. Abbandonata lì, tanto che vuoi che succeda. Niente se torni immediatamente, ma se stai in giro a farti gli affari tuoi valuta che potresti intralciare altri. È un concetto di educazione civica, roba ormai fuori moda.

Parliamo delle persone, come ho twittato giorni fa, che si sdraiano sul bancone del bar a bere il loro caffè in santa pace? Dietro, tutti aspettano, ma loro non se ne accorgono, troppo presi dai loro pensieri e dalla loro, soggettiva, importanza.

A proposito di twittate, ce ne sono state due che mi sono piaciute molto ultimamente. Mi piacciono perché richiamano all’azione e alla responsabilità. Cioè l’abilità di dare una risposta.

La prima è di Papa Francesco: “Cari giovani, non sotterrate i talenti, i doni che Dio vi ha dato! Non abbiate paura di sognare cose grandi!”.

La seconda di Joel Osteen (Pastore americano famosissimo): “Attendi con aspettativa ma non sperare solamente. Non limitarti a pregare. Preparati e agisci con fede”.

I commessi non lo sanno, ma la crisi c’è. I politici fanno gli affaracci loro, ma il paese è allo stremo. I maleducati non se ne accorgono, ma ci sono altre persone nel mondo, proprio dietro di loro,  che aspettano il loro turno per il caffè.

E allora che fare?

Puoi sfogarti al bar, su Facebook o sul tuo blog. Puoi aspettare che qualcuno faccia qualcosa. Magari il Papa, o qualche politico (magari quelli nuovi, i giovani, come li hanno chiamati).

Puoi arrenderti, non è da italiani, ma si può fare.

Puoi emigrare, in tanti lo hanno già fatto, purtroppo.

Puoi iniziare a fare qualcosa. Non dico di cambiare il mondo. Basterebbe sorridere, dire “buongiorno!”, parcheggiare senza bloccare altri, prendere il tuo caffè lasciando che anche gli altri lo possano fare.

Sono in troppi a lamentarsi senza fare. Tutti criticano i leader dei tre maggiori partiti politici. La cosa buffa è che nessuno ammette di averli votati. Sono lì perché hanno preso tanti voti, ma non trovi nessuno che dica di aver votato per questo o per quello.

Nessuna responsabilità, nessuna conseguenza per le nostre azioni… Purtroppo non funziona così. Alla fine, prima o poi, le conseguenze arrivano, è la legge di causa ed effetto.

Le rivoluzioni si possono fare in piazza con i forconi, o nella vita di tutti i giorni con il buon senso e l’educazione.

Siamo ancora in tempo, ma dobbiamo iniziare immediatamente e tutti, nelle piccole cose che facciamo tutti i giorni.

Festeggiamo una nuova liberazione, e magari anche una nuova festa del lavoro. Magari prendendoci l’impegno di liberarci delle cose che non vanno, facendo qualcosa per cambiarle.

Buon primo maggio.

Claudio

Meglio prima che troppo tardi

By | Riflessioni

Nel famoso discorso a Stanford, Steve Jobs diceva che la morte è il miglior agente di cambiamento della vita. Probabilmente aveva ragione. Non a caso molti di noi cambiano proprio quando si avvicinano a quell’inevitabile momento.

La saggezza popolare dice che è meglio tardi che mai. Io inizio a pensare che è meglio prima che troppo tardi.

Il Dalai Lama dice che gli sembra “curioso” vedere gli occidentali perdere la salute per guadagnare i soldi che poi usano per curarsi. Non usa queste parole ma il senso è quello.

In queste settimane molte persone a noi care vivono in prima persona grossi problemi di salute. Alcuni perché stanno male, altri perché sono vicino a qualcuno che sta male.

Due di questi, miei cari amici, sono troppo giovani per doversi fermare per una malattia. Ce ne sono tanti negli ospedali e qualcuno di loro, forse, lotterà tanto ma senza vincere…

È la vita. Lo so. Ci sono già passato. Ci ho persino convissuto per molti, molti anni.

Questi eventi, se tutto va bene, ti cambiano le prospettive.

In PNL, nella metafora del viaggio dell’eroe, sono le famose “chiamate”. In Dinamiche a Spirale, sono i problemi che non puoi risolvere con il modo di pensare che hai. Quei problemi che ti fanno evolvere.

Non sempre l’eroe risponde alla chiamata. Non sempre evolviamo nel modo di pensare. C’è qualcuno che è bloccato e non passa l’esame. In questi casi la vita fa due cose. O ti ripresenta la lezione, o lascia perdere e rinuncia a te.

In una delle cene con il “mio fratello da genitori diversi”, uno dei miei migliori amici che come me ha perso il Padre, ci siamo detti che se non ci godessimo la vita, se non la vivessimo secondo i nostri valori e principi, se buttassimo via i nostri giorni la loro morte sarebbe inutile.

Sarà che non ho più vent’anni ahimè, ma penso sempre di più che dovremmo mettere le cose in fila.

A dire il vero io a vent’anni me la sono goduta assai. Anche a trenta e adesso a quaranta.

Per un breve momento ho creduto alle balle che ci raccontano. Che i soldi fanno la felicità, che la taglia dei pantaloni fa la felicità. La casa grande, la macchina veloce, i figli bravi a scuola…

Non sono stupido, so che sono cose importanti, non a caso lavoro per averle nella mia vita. Ma so che non sono quelle a renderti felice. Mettere in fila le cose e agire in funzione di ciò che conta veramente per te ti rende felice.

Ecco perché poi riesci a goderti la casa grande, la macchina veloce e tutto il resto.

Lo so, sono ripetitivo. Ci ho scritto un libro a riguardo ma, visto che non è ancora chiaro a tutti, mi ripeto. Chissà che non riesca a convincere qualcuno prima o poi.

Grazie.

Claudio

 

P.S. Fai una cosa oggi. Fai qualcosa di importante che rimandi da tempo. Tipo passare un bel momento con qualcuno di caro. Non aspettare di aver fretta a farlo.

Il passaggio

By | Extraordinary

I giorni passano, siamo senza governo e con poche prospettive per il futuro. C’è un nuovo Parlamento, un nuovo Senato e a giorni ci sarà un nuovo Presidente della Repubblica, ma sembra che ci sia poco di nuovo nella sostanza delle cose.

In Dinamiche a Spirale, si tengono conto di due “forze” che interagiscono tra loro. La prima, sono le condizioni di vita. Dove siamo, che cosa c’è, quali sono le condizioni, i problemi da affrontare, le opportunità, le risorse e così via…

La seconda forza sono le “capacità mentali”, cioè che abilità di pensiero, di azione, di comprensione che abbiamo.

Secondo le DaS, come per Einstein, il modo di pensare che crea un problema non può risolverlo, serve un cambiamento. Se tutto va bene, è un’evoluzione.

Il cambiamento è in corso. La crisi c’è, anche se i ristoranti che frequenta qualcuno sono ancora pieni. È una crisi finanziaria, economica, sociale, ambientale, di valori… di tutto. Il modello usato fino ad oggi non funziona, il mondo è cambiato, e pochi lo hanno capito.

Non parlo solo di chi siede negli scranni governativi e gioca a Risiko con più leggerezza dei bambini che giocano con i carrarmatini colorati, parlo soprattutto delle persone “normali”.

L’altro giorno, dopo due minuti e un po’ di orologio davanti alla cassa di un bar in stazione Centrale, il signore che stava parlando con un’altra persona mi ha detto che dovevo aspettare il collega per fare lo scontrino. Il collega era impegnato a fare caffè, ma non faceva il mio perché non avevo lo scontrino. L’idea di servirmi e poi farmi pagare era rivoluzionaria per lui. Non so se era troppo DQ/blu e quindi ligio alle procedure o se era stupido.

Sta di fatto che ho portato i miei euro in un altro bar.

Una mia cliente che ha portato una giacca blu di una marca importante in negozio perché perdeva il colore sulla camicia bianca, si è sentita rispondere che avrebbero provato a ricolorarla, che ovviamente il costo della lavanderia della camicia era a suo carico e che forse era meglio mettere una camicia di colore scuro la prossima volta. La mia cliente mi ha chiesto da che colore delle DaS si comportava la commessa.

Le ho risposto che la stupidità non ha colore. O meglio, può essere in tutti.

Una cosa è certa. Troppo ER/arancione senza DQ/blu ha fatto danni. Troppo FS/verde senza un buon ER/arancione (che deve avere una buona base DQ/blu), non risolve i nostri problemi.

Un’altra cosa è certa. La crisi sta portando poche persone al livello successivo e troppe a chiudersi nel loro, o a regredire.

Non capisci di cosa sto parlando e hai 3 minuti, clicca qui e leggi l’estratto gratuito del libro. Se non li hai adesso, ti consiglio di farlo appena riesci, capirai il mondo e le persone molto meglio.

Dicevo che le Dinamiche a Spirale si basano sulla teoria di queste due forze che si intrecciano. Il Dr. Graves, a cui dobbiamo le DaS, riscontrò che l’essere umano desidera soddisfare dei bisogni, non a piramide come diceva l’amico e collega Maslow, ma a spirale. Cioè percorre uno schema comune a tutti nei modi, ma non nei contenuti. Cioè nei modi di pensare e di percepire la realtà, non in quello che si pensa.

Gli stadi indentificati fino ad oggi sono stati chiamati con una coppia di lettere e/o un colore. Questi sono modi di pensare, non tipi di persone.

1 BEIGE (AN), si focalizza su: 
la sopravvivenza; soddisfazione bisogni primari; riproduzione; soddisfare un istintivo impellente desiderio; ha solo memoria genetica.

2 VIOLA (BO), si focalizza su: 
“placare il regno degli spiriti”, onorare gli antenati; protezione dal male; legami familiari, il rispetto degli anziani, la sicurezza per la tribù.

3 ROSSO (CP), si focalizza su:
 il potere/azione; l’affermazione di sé per dominare gli altri e la natura, il controllo, il piacere sensoriale immediato; evitare la vergogna.

4 BLU (DQ), si focalizza su: 
la stabilità/ordine, l’obbedienza per guadagnare una ricompensa dopo; significato; scopo; certezza, la Verità, la ragione per vivere e morire.

5 ARANCIONE (ER), si focalizza su:
 l’opportunità/successo, è in competizione per raggiungere influenza, autonomia, dominio della natura, la conoscenza e comprensione di sé.

6 VERDE (FS), si focalizza su:
 l’armonia, l’empatia, unirsi insieme per la crescita reciproca, consapevolezza; appartenenza; spiritualità e consapevolezza.

7 GIALLO (GT), si focalizza su:
 l’indipendenza/autorealizzazione; preparare un sistema di vita sostenibile, consapevole, le grandi domande, ha lungimiranza.

8 TURCHESE (HU), si focalizza su: 
una comunità globale senza sfruttamento; comprensione delle energie vitali; sopravvivenza della vita su una terra fragile.

Ripeto, sono modi di pensare che le persone sviluppano, se vuoi software, non tipi o categorie di persone.

Varrebbe la pena approfondire la cosa,  ma questo è un blog, meglio fare cose semplici e immediate. Se la cosa ti sembra interessante leggi l’estratto o meglio ancora il libro. Poi c’è la giornata introduttiva, dove ti spiego la metodica e non devi nemmeno leggere.

Nel frattempo ti chiedo.

  • Quali sono i livelli che tu hai sviluppato e usi di più?
  • Sono utili in questo momento?
  • Nel mondo che vivi, con i suoi problemi e opportunità, ne servirebbe un altro?

Non so come andrà a finire il teatrino della politica. Una cosa è certa, con questo metodo capisco meglio perché fanno quello che stanno facendo, e non mi piace per nulla.

Dobbiamo avere gli strumenti necessari. Se lasci che siano gli altri ad averli sei nelle loro mani.

E al mio ER/arancione la cosa piace poco. Pochissimo!

Buona settimana.

Claudio

P.S. Ti ricordo per l’estratto del libro clicca qui. Per la giornata introduttiva clicca qui.

Girare come un Derviscio

By | Extraordinary

Mi sono sempre chiesto come facciano i Dervisci Rotanti a girare su se stessi per così tanto tempo senza perdere l’equilibrio e senza star male. Ma la vera domanda è, come fanno a fermarsi all’improvviso senza nemmeno un tremolio?

Alla seconda domanda non ho trovato risposta. Alla prima forse sì. Beh, più che una risposta un’idea, o più probabilmente, un’illusione di risposta. Per oggi mi basta.

Oggi ho fatto un’esperienza simile. Non oggi mentre tu leggi, ma oggi mentre io scrivo.

Stamattina ho fatto una meditazione ispirata alla filosofia Sufi. Si inizia con dei movimenti ritmati per un po’ e poi giri su te stesso al suono di una musica stupenda. Proprio come i Dervisci.

Una mano alzata al cielo, per me era la sinistra, a “prendere” energia. L’altra verso il basso a “scaricare” a terra. Ti dicono di girare alla velocità che ritieni opportuna. Se ti viene mal di mare, o se perdi l’equilibrio, rallenti o ti fermi mettendoti a gattoni.

“Durerò due o tre minuti”, mi sono detto.

Dopo la prima fase arriva il momento di girare. Se ce la fai per dieci minuti. Si vabbè, se ce la fai. Io inizio…

Mi viene subito da girare velocemente, è la musica che con il suo ritmo ipnotico mi trascina. Mi butto, visto che starò in piedi due minuti, tanto vale che siano intensi!

E invece…

Mi accorgo che se mi focalizzo sulla mia mano, giro senza perdere l’equilibrio. Appena, con la vista periferica o con lo sguardo, vedo quello che mi gira attorno (anche se sono io a girare), perdo l’equilibrio.

Ho capito, il trucco è focalizzarsi sulla mano. Ora che ci penso, ce lo hanno anche detto.

Una piccola forza centrifuga tende ad allontanarmi il palmo che lascio andare… Noto che più si allontana dal mio viso, più è facile rimanere in equilibrio.

Mi perdo nel processo…

Giro per dieci minuti come un cestello della lavatrice quando centrifuga. Sono completamente in trance. Guardo la mia mano ma vedo altro… E’ una bellissima esperienza!

La musica cambia. È ora di rallentare, fermarsi e sdraiarsi a pancia in giù. Loro dicono per connettersi alla terra, forse è solo per non farci cadere, vomitare o chissà cosa.

A pancia in giù sento il mio respiro affannato. Ci ho dato dentro.  Inizio a ridere, non so perché, sarà l’ebbrezza dell’iperventilazione…

Nel frattempo penso. Questa è una metafora per me!

Nella vita bisogna guardare la mano.

Cioè focalizzati sui tuoi obiettivi, su quello che conta per te, invece di lasciarti distrarre da quello che gira intorno. Se guardi fuori ti girerà la testa, cadrai, starai male…

Se allontani la mano, è meglio.

Questo potrebbe voler dire tante cose.

  • che è meglio porre obiettivi lontani, a lungo termine. Obiettivi di strategia direbbero in azienda;
  • oppure che è meglio porre obiettivi che sono al di fuori dal tuo baricentro, che sono fuori dalla tua zona di comfort (così riesci a girare più velocemente divertendoti);
  • forse che devono essere fuori di te. Cioè per qualcosa più grande di te. Fuori da te, dai tuoi interessi, dal tuo ego;
  • o ancora che devi distaccarti dalle cose (in PNL diremmo “prendere distanza”), per esserne meno influenzato e quindi avere più equilibrio…

Non so quale sia il vero significato, forse tutti o forse nessuno, decidi tu.

A me è piaciuto. Mi sono divertito, e ho provato nel corpo qualcosa che nella mente sapevo. Certo, quando la mente e il corpo si uniscono è tutta un’altra cosa.

Per dovere di cronaca, non mi sono fermato all’istante. Non ci ho nemmeno provato. E fortunatamente ci siamo tutti sdraiati sulla pancia. Sarei caduto, “ubriaco” come ero. Mi dicono che è normale per chi prova la prima volta.

Anche in questo caso un po’ come nella vita. Bello, no?

Buona settimana roteante!

Claudio

Essere, diversi (e la virgola non è un errore di battitura).

By | Riflessioni

Ci sono bambini che si sentono diversi dagli altri, perché lo sono. Di fatto tutti siamo diversi, questo è il bello. Solitamente cercano di adeguarsi, di “fit in” per evitare di essere esclusi dal gioco o presi in giro da qualche bullo. Crescendo spesso la cosa non cambia. Da adolescenti non sono troppo interessati alle cose che fanno tutti. Sono attirati da altro. Qualcosa che per loro è speciale…

Se tutto va bene rimangono così e si creano la vita che desiderano. Sono felici, a volte sono davvero speciali.

Se tutto va male, si adattano. Diventano normali, cioè nella norma, rinunciando alla loro particolarità. È un vero peccato per il mondo e per loro, che ovviamente non potranno mai essere pienamente soddisfatti.

Non so se sai di cosa parlo.

Sei in un gruppo di persone: al lavoro, in una festa o altrove e ti senti come un pesce fuor d’acqua. Ti rendi conto che c’è qualcosa di diverso dentro di te. Non è meglio o peggio, è solo diverso.

Se capita una volta ogni tanto, forse è solo uno stato d’animo passeggero, basta stare al gioco del momento, “in Rome do as the romans do” dicono gli americani. Ma se capita spesso?

Puoi cercare di cambiarti. Adattarti, essere nella norma. Avrai, forse, meno problemi e sicuramente, una vita meno tua e quindi meno bella.

Oppure puoi cercare di cambiare loro, ma chi sei tu per farlo? Ne hai il diritto? Lo vogliono? Te lo hanno chiesto? Ne sei capace? E se loro fossero felici così?

La terza possibilità è che cambi la situazione, cioè frequenti posti, persone e attività diverse. Ne cambierai un po’ forse ma, prima o poi, ti sentirai come un pesce nel suo mare. Se proprio non lo trovi, dovrai fartelo tu. Non saresti il primo, tante donne e uomini, alcuni persino famosi, ci sono già riusciti.

Certo anche questa, come le altre cose già scritte in questo blog, non è semplice, tantomeno facile.

È più facile adattarsi, andare con lo standard comune (che è basso) e normalizzarsi. Saresti in grande compagnia, nel senso di numero di persone.

È curioso come cerchiamo di essere normali, come la società cerca di trasformare i nostri figli in persone comuni nonostante poi, premiamo i diversi siano essi: Vivienne Westwood, Renzo Rosso, Papa Francesco o altri.

Non dico di stravolgere il mondo di tutti o tuo. Dico di essere. Di essere te stesso, quindi di essere diverso. Non farlo è il peggiore dei peccati, quello che ti manda all’inferno ancora prima di morire.

Forse è anche questo il messaggio di Gesù, essere se stessi anche se devi “morire” per questo. Anche perché poi risorgi e ascendi al cielo.

Buon fine di week end pasquale e buona settimana.

Claudio