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Febbraio 2013

Tu cosa voti?

By | Riflessioni

Questo weekend andremo a votare. Il 30% degli italiani decideranno per chi nelle prossime 24 ore… Altri invece l’hanno già fatto. Tu, ad esempio, hai già deciso?

Le Dinamiche a Spirale possono aiutarci a capire come sono state gestite le campagne elettorali e/o su che criteri alcuni di noi decideranno chi votare. Infatti, costituiscono una straordinaria metodologia che aiuta a capire perché le persone fanno quello che fanno.

In che modo? Studiando come le persone vedono la realtà e quindi quali bisogni cercano di soddisfare.

C’è poca letteratura al riguardo, e sul web troppi siti ne parlano a vanvera. Ho l’onore di aver scritto con i due maggiori esperti a livello mondiale un testo di riferimento intitolato “the Spiral” (puoi leggerne, e scaricare, un estratto gratuito cliccando qui).

La metodologia presuppone che gli esseri umani sviluppino schemi di pensiero attraverso una sorta di spirale che si allarga andando verso l’alto. All’inizio si pensa in modo più semplice, poi salendo in modo sempre più articolato. “Salire” non significa necessariamente “migliorare”, ma solo la capacità di gestire problemi più complessi.

Sappiamo che problemi semplici richiedono soluzioni semplici, quindi, in questo caso, avere un sistema di pensiero complesso potrebbe essere addirittura controproducente.

L’idea è semplice. Immagina due spirali parallele tra loro. La prima rappresenta l’ambiente, la situazione in cui vivi (la zona geografica, il periodo storico, i problemi presenti…). La seconda spirale descrive invece le capacità che hai sviluppato (di pensiero, di trovare soluzioni e così via). Se le tue posizioni sulle due spirali sono congruenti, allora vivi bene. Ossia, se vivi in un ambiente 4, e hai capacità 4 allora va tutto bene. Se invece avessi capacità 2 avresti difficoltà. Come avere un browser per il web 1.0 e navigare nella rete 2.0: non è molto utile.

Per semplificare moltissimo (anche se i miei colleghi americani non sarebbero d’accordo) farò un riassunto.

Ad oggi sono stati identificati 8 schemi di pensiero, chiamati “livelli di pensiero”. Ci sono molti modi per identificarli, qui userò dei colori. Essi sono stati assegnati in modo casuale, non significano nulla. Ti indico i primi 6, quelli più presenti nel mondo contemporaneo.

Il primo livello è il beige. Qui si percepisce il mondo come natura crea, c’è poca consapevolezza di sé. La necessità è soddisfare i bisogni primari. Sono i neonati. Che non votano.

Il secondo è il viola, il mondo è misterioso e fa paura. Si cerca la protezione unendosi a gruppi, a tribù. Sono i nostri figli che credono a Babbo Natale, o alle superstizioni, e seguono i consigli dei saggi. Trovi poche persone adulte a questo livello, anche se è presente in tutti noi. Giusto per fare un esempio, ti è mai capitato di parlare al tuo pc quando non va come dovrebbe? Poche persone adulte vivono a questo livello, e queste poche voteranno secondo la tradizione, quello che la “tribù” di appartenenza dice loro di fare.

Il terzo è il rosso. A questo livello si vede il mondo diviso in due: chi ha e chi non ha, chi è con me e chi è contro di me. Sono gli adolescenti, che non hanno mezze misure. Sono anche quelli che vogliono bruciare vivi tutti i politici, meglio se in piazza. La rivoluzione a questo livello è violenta. Questo livello, come tutti, crea problemi che non può risolvere. Quindi si va oltre.

Al quarto, il blu, si cerca la Verità, con la V maiuscola. La si cerca fuori, su un “libro” (sacro o meno), da un guru, dalla scienza. In questo livello si pensa che ci siano regole universali da seguire, basta trovarle. Sono i fondamentalisti: religiosi, scientifici o di qualsiasi credo. “Se la Fonte dice che è così, allora è così!” Queste persone votano chi rappresenta “la Via”, o chi il partito, la chiesa, il papà o qualsiasi altra autorità dice loro di votare. Oppure votano chi sostiene di credere nei loro valori morali, che si sono persi per colpa delle “persone cattive”.

Molti rimangono qui tutta la vita. Altri si stancano di seguire le regole degli altri e sviluppano un nuovo livello. L’arancione. È il livello in cui percepisci il mondo come un universo di opportunità. Sì, esistono delle regole, ma non tutte devono essere seguite. Sono io il protagonista della mia vita, sta a me crearla. Posso creare anche le mie regole. A questo livello si vota chi conviene, chi fa (o pensiamo farà) il mio interesse. Magari rispettando qualche promessa elettorale.

Ci si stanca di vivere anche a questo livello. Almeno, alcuni vanno oltre. Entrano nel verde. Qui si valorizza il rapporto tra le persone, l’empatia, la socialità. Chi dei candidati crede in un’uguaglianza sociale e farà qualcosa per metterla in atto?

Attenzione, la domanda da porti non è cosa fa la persona, ma perché lo fa.

Qualcuno potrebbe votare un candidato socialmente impegnato perché:

–       toglierà a chi ha per dare a me che non ho (pensiero più rosso);

–       ripristinerà la Legge Universale, o di Dio (pensiero più blu);

–       creerà un sistema più efficace, dove io posso avere maggiori opportunità (pensiero più arancione);

–       renderà il sistema sociale più equo creando migliori connessioni tra le persone (pensiero più verde).

Queste non sono tipologie di persone, ma modi di pensare diversi che le persone sviluppano. Anche tu li hai sviluppati, forse non tutti, ma sicuramente più di uno.

Forse prima di decidere chi votare, potresti fare quello che ho fatto io e i miei colleghi che conoscono le Dinamiche a Spirale. Chiediti: “Quale colore hanno cercato di stimolare i candidati? Come? Chi ha catturato la mia attenzione? Perché? Quali bisogni, anche emotivi, hanno soddisfatto con le loro promesse elettorali?”.

Fatto questo, passa a un ragionamento più pratico.

Per l’ambiente (con i suoi problemi) in cui vivo, qual è la soluzione più appropriata? O, come diciamo in Dinamiche a Spirale, “chi è più indicato a fare il lavoro, con queste persone e in questa situazione?”.

Lo so, la risposta potrebbe essere “nessuno”! Ma non risolviamo nulla stando a casa o annullando la scheda.

Forse dovremmo tutti imparare meglio le Dinamiche a Spirale, così da non farci più fregare così facilmente.

Buon voto.

Claudio

PS: hai notato che le istituzioni che sono durate nei secoli (ad esempio le religioni, la massoneria, ecc.) soddisfano tutti i livelli che ti ho citato? Interessante, non credi?

Sanremo, San Valentino e altri santi

By | Riflessioni

La settimana scorsa non ho visto il Festival di Sanremo. Non c’è stata una ragione particolare. Non l’ho fatto per partito preso, in quelle sere avevo altro da fare, tutto qui.

Non mi sento più figo di chi l’ha visto, magari l’ha persino atteso.

Alcuni si sono sentiti “superiori” di chi l’ha guardato, lo si è visto dai commenti sui social, o dalle cose dette nei bar…

Ho festeggiato San Valentino, una festa che per anni ho snobbato, e che ora festeggio.

Non facciamo nulla di particolare, ma approfittiamo per festeggiare l’amore. Non che ci serva una festa, cerchiamo di farlo spesso, ma è una buona occasione. Non la prendiamo troppo sul serio, ma non la snobbiamo più come una volta. Ovviamente abbiamo incluso le nostre figlie nella celebrazione.

Anche in questo caso non mi sento uno sfigato.

Molti hanno commentato negativamente questa giornata. Chi dice che è un’invenzione commerciale, chi dice che è da sfigati o stupidi. Nei social si sono letti commenti di ogni tipo, soprattutto di chi si preoccupava di far sapere al mondo che festeggia tutti i giorni e quindi non ha bisogno di una festa commerciale.

Tutti i giorni? Non ci credo. Siamo realisti dai!

Io vivo una bellissima relazione con Nancy. Dopo 12 anni che siamo insieme, di cui 11 di convivenza e 10 di matrimonio, l’amore e la passione non sono passati per nulla.

Non festeggiamo tutti i giorni. Siamo molto, ma molto, sopra la media nazionale, ma in alcuni giorni le cose da fare prendono il sopravvento. A volte litighiamo con la stessa passione con cui facciamo il resto. È la vita.

A San Valentino, invece, ci festeggiamo.

Tutto questo per dire cosa.

Che, secondo me, puoi vedere Sanremo, festeggiare San Valentino, oppure fare altro. Grazie a Dio, e a tante persone che hanno lottato e sono persino morte, siamo in un paese libero dove puoi scegliere.

Scegli come vivere la tua vita. Goditela a modo tuo.

Ricordo quando ero negli USA. In un wine dinner, quelle cene dove degusti tanti vini pregiati, un sommelier famoso spiegava i vini che si bevevano. A un certo punto una bella signora, bella da vedere, ben vestita e ben educata, disse che capiva che quei vini erano in qualche modo speciali, ma che lei preferiva il White Zinfandel, un vino da pochi soldi, prodotto, di fatto, per chi preferisce bere bibite. Per gli “intenditori” è uno schifo.

La signora era incuriosita da tutto quel parlare di vino e chiedeva il permesso, durate quella cena raffinata, di bere la sua “bibita”.

Il grande e famoso sommelier le sorrise e disse: “signora, il vino viene dalla terra e dal lavoro dell’uomo. È un piacere per chi lo beve, o almeno così dovrebbe essere. Se lei preferisce il White Zinfandel invece di questi che le proponiamo, dovrebbe bere quello. Lei dovrebbe bere quello che piace a lei perché questo dovrebbe essere il vino, un piacere per chi lo beve. Non si lasci giudicare, o peggio influenzare, da chi le dice altro. Beva quello che piace a lei, chi cerca di farle fare altro non è un vero amante del vino”.

Che lezione magistrale!

Potremmo sostituire la parola vita a vino nella risposta del sommelier.

Vuoi vedere Sanremo, fallo. Vuoi festeggiare San Valentino, fallo. Vuoi bere tavernello, fallo! È la tua vita, dovresti viverla come vuoi tu.

Sto preparando la giornata gratuita che farò a Milano sabato 23 febbraio, e a Roma sabato 23 marzo.

Vorrei fare qualcosa di diverso e quindi, sto cercando nuove fonti, nuove informazioni.

Ho trovato uno studio della Marshall Business School che parla delle persone di successo. Devo ricordarti che è il participio passato di succedere, o te lo ricordi?

Una delle cose scoperte è l’umiltà.

Umiltà non per sottovalutare se stessi, ma per sapere che non si è perfetti, che il proprio modo va bene, ma non è necessariamente l’unico o il migliore. Umiltà come capacità di vedere il meglio negli altri, quello da cui possiamo imparare, invece di vedere solo quello che possiamo giudicare male.

Il giudizio negativo di quello che fanno gli altri è spesso un tentativo maldestro di sentirsi meglio. Se giudico te male, parto dal presupposto che io sia meglio.

È un modo che funziona solo per nascondere i propri limiti.

Il team di Apple derise il primo personal computer di IBM, che era oggettivamente più scarso del loro. Grazie a questo però IBM mise in crisi Apple. Con il sistema Windows rese il loro pc funzionale e, visto il basso costo, ne vendette un sacco.

Forse se il team di Jobs fosse stato meno sicuro di sé, se si fossero sentiti meno fighi, forse, avrebbero potuto prevedere che IBM (con l’aiuto dell’ex amico Gates) li avrebbe messi in difficoltà.

È un’idea. Nasce dal fatto che quando mi accorgo di giudicare gli altri, a volte, riesco anche a rendermi conto che sto solo cercando di sentirmi meglio con me stesso.

La mia vita è lontana dall’essere perfetta. Mi mancano tante cose che voglio. Però mi chiedo, come mai ci sono persone, sui social e alle cene, così impegnate a farci sapere quanto sono fighe loro, e quanto sfigati “gli altri”?

Non sarebbe meglio se tutti ci focalizzassimo sulla nostra di vita, con l’obiettivo di migliorarla, e poi su quella degli altri per imparare guardando quello che fanno meglio?

Sinceramente faccio fatica a vedere l’utilità di fare il contrario. Tu?

Claudio

P.S. Questo week end si vota. Vai a votare per favore. Anche io ho pensato di non andare, ma non si cambia nulla stando a casa. Vai e vota. Io ho fatto fatica a decidere a chi dare la mia preferenza, ma poi l’ho fatto. Per alcuni sarebbe un voto perso, io penso che il voto perso è quello che non dai a nessuno perché non voti.

P.P.S. Sabato 23 c’è la giornata gratuita a Milano (a Roma sabato 23 marzo). L’abbiamo chiamata come il libro: “la vita come TU la vuoi”, ma non parlerò del testo. Parleremo di come godere la tua vita, a modo tuo. Per essere dei nostri clicca qui, o chiama il numero verde 800.589.777.

Uovo oggi, gallina domani o pollaio settimana prossima?

By | Riflessioni

Siamo già a metà febbraio!

Come vanno i buoni propositi di fine anno? E gli obiettivi?

Io non mi posso proprio lamentare di come è iniziato l’anno. C’è tanto da fare, ma siamo sulla buona strada.

Lo scorso week end, ho fatto un paio di giornate in due belle aule. Ho conosciuto tanta gente che vuole crescere e migliorare, una cosa che mi riempie davvero il cuore. Questa settimana sono impegnato in un’azienda famosa, che ha chiuso l’anno benissimo, e che vuole migliorare ancora. Che bello!

Spesso mi chiedo, cosa differenzia chi si impegna da chi lo fa solo a parole, ma poi si lascia andare alle tentazioni del momento o alla gratificazione immediata?

I “neuroeconomisti” si stanno ponendo questa domanda da molto tempo ormai. Il loro obiettivo è capire perché le persone fanno quello che fanno, e come le persone pensano. Se riuscissero a scoprire la differenza tra chi agisce in modo impulsivo o reattivo, da chi agisce più in modo proattivo con perseveranza, avrebbero un’arma in più.

Melanie Bauer, della Washington University, ha recentemente pubblicato un articolo interessante a riguardo.

Lei dice che si pensava che le persone scegliessero l’uovo oggi solo perché non piace aspettare. Non a caso, in alcuni studi fatti in passato, spesso i volontari preferiscono ricevere $50 adesso piuttosto che $100 tra un anno. Lo studio evidenziava come il cervello rispondesse molto di più al $50 di oggi, “illuminando” nell’MRI le zone dedicate al piacere. Questo portò gli scienziati a pensare che il cervello volesse il premio immediato.

Un recente studio fatto dalla Washington University di St. Louis sembra però dire qualcosa di diverso. Alcune persone possono attivare le zone del piacere, anche se decidono di aspettare, lo fanno immaginando vividamente quello che arriverà in futuro. Di fatto, si vede una fortissima attività nella corteccia prefrontale anteriore, proprio quella che ci aiuta a vedere il futuro.

La grande differenza tra le due ricerche sta nel fatto che fino ad oggi si era studiato l’essere umano mentre prendeva le decisioni, l’ultima ha posto l’attenzione sul cervello degli individui dopo che avevano deciso.

Il problema, secondo gli scienziati, è che, essendo il futuro incerto, spesso, viene immaginato in modo vago. Probabilmente puoi immaginare cosa mangerai al tuo prossimo pasto, ma, quasi sicuramente, non prevedi quanti bocconi farai, quante interruzioni per bere avrai e così via…

Quindi, il premio immediato, i $50, li vedi subito, sono reali. I $100 dollari tra un anno sembrano meno veri, quindi sono meno motivanti.

Nel mio primo libro uso la metafora del pollaio… proprio per puntualizzare chi riesce a “vedere” in anticipo il premio futuro.

Hai mai ordinato un “pasto” in un fast food basandoti sulla bella foto che c’è nel display? L’immagine è creata per darti una gratificazione immediata. Forse, grazie alla grafica, hai ordinato anche più di quello che realmente volevi proprio grazie allo stimolo visivo. E magari, quando hai visto il vero panino, sei rimasto deluso.

Sui pacchetti di sigarette italiani ci sono le scritte che ti avvertono dei danni del fumo. In alcuni paesi stranieri hanno sostituito le scritte con immagini molto forti. Il risultato? Minimo. In qualche modo i fumatori spostano queste immagini nel futuro (magari facendole più piccole e scure), e accendono la sigaretta, che è un piacere immediato. Di fatto, fanno l’opposto di chi sceglie i $100 dollari tra un anno motivandosi nel “vederli” adesso.

Se conosci le Dinamiche a Spirale, sai che, in alcuni livelli, si pensa al premio futuro. Questa cosa è evidente in chi ha sviluppato molto il livello DQ/Blu. Non a caso, grazie al modo di pensare (e di concettualizzare) Blu, si pensa molto al futuro, cioè alla gallina domani o al pollaio di settimana prossima.

Ma se conosci bene la metodica, sai che pensare al futuro è un’abilità anche di altri livelli, soprattutto dopo il CP/Rosso. Nel caso delle Dinamiche a Spirale la differenza è nel modo di pensare (cioè perché organizzi così le tue idee), non nell’abilità di fare una cosa o un’altra.

In questo caso parliamo più di una vera e propria abilità.

In PNL abbiamo diversi strumenti per vedere il futuro in modo più motivante. Possiamo usare le submodalità, la time line, lo stato e molto altro…

Il tutto per avere una vita più ricca di soddisfazioni e quindi più felice.

Non conosco nessuno che segue le voglie del momento e poi è felice nel tempo. D’altro canto, conosco persone che pensano solo al futuro e non si godono mai il momento, nemmeno quando è quello che aspettavano da tempo.

Sarebbe meglio decidere per i $100 del futuro, se quando li prendi sei felice di farlo,  invece di focalizzarsi sul futuro anche in quell’occasione…

Chi vive sempre pensando a quello che verrà non si gode mai nulla.

Come in tutti i casi, ci vuole flessibilità.

Una cosa è certa, tutti gli uomini e donne di successo (participio passato di succedere), sono tali perché sanno motivarsi. Sanno vedere oggi il futuro che stanno costruendo.

Nei corsi di PNL chiedo spesso di fare un esercizio. Proviamo a farlo adesso insieme.

Pensa a una cosa che devi fare, ma non hai voglia di fare. Come la vedi? Probabilmente, ti fai un film di te che fai questa cosa, ma il film non arriva alla fine, al vantaggio che hai nell’averla fatta.

Quando invece pensi a una cosa che, nonostante non sia bella da fare, sei motivato a mettere in atto, vedi il film fino alla fine, o addirittura vedi solo la fine. Immagini i vantaggi, il premio.

Questo è quello che fanno le persone che sanno aspettare fino a settimana prossima per il pollaio. Non si lasciano sedurre dall’uovo oggi. Vanno oltre alle “rinunce” o allo sforzo di adesso. Vedono e vivono il futuro in anticipo, è come se si facessero un trailer.

Chi è veramente bravo, fa questo processo sia per le cose che lo motivano, sia per quelle che non lo motiverebbero.

Io ho smesso di fumare. Le immagini sui pacchetti le ho viste nella mia mente e le ho messe nel mio presente, invece di proiettarle a un futuro poco probabile. Questo mi ha motivato.

Avevo sia il verso, cioè il premio che avrei avuto di essere più sano, sia il via da, cioè gli svantaggi che avrei evitato. E vedevo tutto nell’immediato.

Abbiamo tempo, ma se lo sprechiamo, non basta mai.

Dovremmo, quando si tratta di cose importanti come la nostra vita, avere un senso di urgenza. Dovremmo saper godere in anticipo del premio che raccoglieremo nel futuro. Tutte le persone di successo fanno così.

Puoi usare la PNL o il buon senso, decidi tu. L’importante è che eviti la trappola di perdere ciò che vuoi a causa dell’emozione del momento.

Dovresti essere tu a gestire la tua testa, non lei a gestire te.

Claudio

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La passione di David Guetta

By | Riflessioni

David Guetta, il famoso DJ francese, venerdì scorso ha fatto il pienone al padiglione 3 della nuova fiera di Milano. Nonostante avessi passato due giorni a letto con la febbre da cavallo, c’ero anche io, volevo esserci. Volevo vederlo.

Il mio genere di musica è diverso, ma le sue canzoni mi piacciono. È uno dei migliori nel suo genere, quindi, è da vedere. Uno che riempie le serate che fa è quasi sempre da vedere.

La leggenda narra che la sua bellissima e ricchissima moglie (beato lui) abbia investito il suo patrimonio sul marito, vedendo la sua bravura e passione. Il risultato è stato ottimo, il ragazzo in una serata guadagna più di quello che la maggior parte delle persone guadagna in un anno.

Non è certo il guadagno un elemento di felicità o del successo vero, ma mi sembra comunque un punto importante.

Io, Nancy e i nostri amici, siamo arrivati in fiera alle 23.00, l’orario in cui avrebbe dovuto iniziare lui. Prima altri DJ intrattenevano la folla. Sapevamo che non avrebbe iniziato in orario, non succede mai in questi eventi, ma volevamo vedere l’inizio…

Il tempo passava e Guetta non si vedeva. Nonostante gli sforzi di chi metteva la musica, la gente iniziava a spazientirsi. Tutti volevamo lui. Avevamo pagato il biglietto per lui ed eravamo stanchi di aspettare. All’una meno un quarto la musica si abbassa, così anche le luci. È l’inizio.

Tutti gli smartphone video-registrano e si capisce il perché, lo spettacolo è assicurato. Un crescendo di suoni e luci introduce colui che delizierà la serata. L’inquadratura sui maxischermi mette in risalto le sue cuffie, un po’ di marketing? Io noto che sorride. Si sta divertendo.

Poco dopo prende il microfono. Saluta Milano e ci dice che ha fatto di tutto per essere con noi stasera. Mi chiedo a cosa si possa riferire, problemi con l’organizzazione? Poco dopo annuncia la causa del ritardo. Solo due ore prima era a letto, steso e a pezzi. Malato. Annuncia che stava pensando di cancellare tutto fino a quando, si è reso conto che c’era tantissima gente che aveva pagato il biglietto per vederlo, e allora, ha deciso di rimettersi in piedi. “Mi sentivo male”, dice, “ma ora che sono qui con voi sto bene, siete pronti per divertirvi un po’?”. La folla esulta.

E io penso. In questi casi mi capita.

Muove le mani velocemente sui comandi, sorride quasi sempre. Le luci sono straordinarie. C’è una sorta di maxischermo, davvero maxi, che fa giochi bellissimi. Sicuramente, è una cosa particolare e il Light Jay sa il fatto suo. Tutti si divertono, con piacere non vedo gente con gli occhi stralunati da alcool o chissà cosa… è una bella serata.

Lui si diverte, e noi anche.

L’organizzatore ha fatto il pienone, i bar lavorano, ma nessuno si farà male. Perfetto.

E io penso…

A cena, un nostro caro amico ci racconta che l’indomani va a prendere un sidecar Harley Davidson. Un cliente vuole che glielo modifichi. Investimento 60 mila euro! Dice che ha un sacco di lavori come questi.

Qualcuno dice: “mamma mia, per chi ha soldi la crisi non c’è!”.

Il nostro amico sorride e risponde: “non è una questione di soldi, la passione va oltre il prezzo”.

E io penso…

Sto preparando una giornata sulla leadership per un’azienda di riferimento nel suo mercato. Cercando qui e là  ho riscoperto un paio di dati su Sir Richard Branson, il famoso fondatore di Virgin.

A 16 anni ha lasciato la scuola. Nonostante fosse considerato dislessico, grazie alle sue passioni, già alle scuole superiori fece carriera, fondando una rivista per studenti, che rese produttiva con la vendita di spazi pubblicitari. Ha venduto la sua compagnia aerea nel 1992 per 1 miliardo di dollari. Ultimamente ha fondato con Nelson Mandela, Desmond Tutu, Kofi Annan e Jimmy Carter un gruppo per condividere visioni e creare un mondo migliore. Nel frattempo è stato il primo uomo a volare dal Pacifico all’Atlantico su un pallone aerostatico. Visto che è appassionato di Star Trek, ha invitato William Shatner sul primo volo del suo Virgin Galactic. Ha aiutato molti dei suoi collaboratori a crescere, lasciando spazio al talento nelle sue aziende e, per puro divertimento e per prendersi poco sul serio (nonostante sia un Sir della corona britannica), è apparso in diversi famosi telefilm.

E io penso…

La passione fa davvero grandi cose. Lo sappiamo tutti, ma solo pochi la alimentano.

La maggior parte delle persone l’ha persa. Alcuni l’hanno persa di proposito. Altri, grazie al lavoro di qualche insegnante, genitore, capo, partner… che non sopportava tanta vitalità.

La cosa buffa è questa. La nostra società premia chi ha passione, ma nel quotidiano cerca di limitarla a chi ne ha tanta.

Fa così paura?

A fine mese andiamo alle elezioni. I candidati vogliono rappresentarci nel mondo, vogliono gestire le nostre vite, scuole, ospedali, banche, famiglie, istituzioni… ma di passione ne vedo poca. Troppo poca.

La vera passione ti porta a fare quello che ti emoziona, non quello che ti conviene. Poi come sempre, nei paradossi della vita, alla fine ottieni di più, proprio perché non pensi a quello.

Richard Branson è molto ricco, ma solo perché ha seguito le sue passioni. Un Sir miliardario che non ha nemmeno finito le scuole superiori!

David Guetta guadagna mettendo dischi e girando manopole, ma mio Dio come lo fa bene!

Parlo di loro due perché sono famosi, ma potrei parlarti del panettiere vicino a casa mia. Un panettiere appassionato di pane… e che buon pane fa e vende!

Tu, di cosa sei appassionato?

Alle elezioni, a quale “appassionato” darai il tuo voto, e rimborso elettorale?

E io penso…

Claudio