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Settembre 2012

Fiducia

By | Riflessioni

La fiducia è il risultato di una miscela tra logica ed emozione. Dare fiducia ci espone emotivamente, perché corriamo il rischio di essere delusi. Con la logica ci illudiamo di valutare bene chi se la merita, anche se, la diamo con il cuore, non con la testa.

Sì certo, ci fidiamo perché abbiamo guardato e ascoltato bene. La persona ha passato l’esame e allora ci lasciamo andare. Da questa emozione ne derivano altre: amicizia, relazione, amore, condivisione…

Se ci pensi, la fiducia è necessaria perché soddisfa alcuni bisogni umani.

La prevedibilità

Che soddisfa il bisogno di sicurezza, così importante e presente in noi. Il nostro sistema continua a raccogliere informazioni, le cataloga, le interpreta, per prevedere cosa accadrà. Questo vale per tutto, anche per il comportamento umano. Se posso prevedere cosa farai, ho un vantaggio, soddisfo un bisogno. Non a caso la PNL e le Dinamiche a Spirale sono metodiche molto diffuse nei paesi sviluppati, dove le persone vogliono saper leggere il comportamento altrui.

Avere un nemico di cui ti puoi fidare, è un gran lusso, è quasi meglio di avere un amico di cui non puoi prevedere le azioni.

Quindi, potremmo dire che la fiducia ci dà la possibilità di anticipare quello che la persona di cui ci fidiamo, farà.

Reciprocità

Un altro aspetto della fiducia, è sapere che se faccio qualcosa per te, tu mi ricambierai. Lo puoi fare in molti modi: con la gratitudine, rispettando il mio dono, o magari rendendomi il favore. Io ti dono i miei sentimenti e tu ricambi. Io ti dò il mio lavoro e tu mi paghi. Io ti pago le tasse e tu amministri bene…

Quindi, potremmo anche dire che noi diamo fiducia a chi ha obiettivi simili, o compatibili ai nostri. Se penso che il venditore voglia fregarmi, invece di darmi un buon prodotto, non mi fido. Sono consapevole che, se compro, guadagnerà, ci mancherebbe; voglio solo che faccia anche i miei interessi, non solo i suoi.

Reciprocità differita

Lo scambio non deve essere immediato. Può avvenire nel tempo. Chi di noi ha figli sa che non avrà mai indietro quello che dà. Certo non lo fai per quello, ma sapere che un giorno tua figlia avrà una vita soddisfacente grazie a te, ti motiva. Se poi pensi che un giorno si renderà conto di ciò che hai fatto e ti ringrazierà, o ti sopporterà quando sarai vecchio, è anche meglio.

Nel caso di un ritorno nel tempo la fiducia gioca un ruolo importante. Devo fidarmi di te, so già che non posso controllare se quello che ti sto dando tornerà in qualche modo.

Quindi, possiamo dire che la fiducia ci permette di dare, nella speranza, che nel caso ci fidiamo è una sicurezza creata interiormente, che qualcosa tornerà.

Vulnerabilità

Dare fiducia ci rende vulnerabili. Nessuno può essere così bravo da prevedere il comportamento altrui con sicurezza. Nessuno, nemmeno tu, ha un passato di infallibilità nello scegliere chi si merita la fiducia. Abbiamo tutti l’esperienza di qualcuno che ci ha fatto qualcosa che non avremmo mai immaginato, oppure si è preso gioco di noi, subito o nel tempo. Sapendo di farlo o inconsciamente…

Quello che resta è il dolore emotivo, la delusione e il dubbio. Lo farà ancora?

Spesso il dubbio si espande alla categoria, posso fidarmi degli uomini, degli idraulici, dei politici… ?

Diamo una linea di credito, ma con l’aspettativa che nessuno ne abusi e purtroppo non è così.

Parliamo sempre più di valori che mancano, di valori che sono calpestati, o peggio usati per tradire la nostra fiducia. Le vicende politiche sono solo più eclatanti ma succede ovunque.

Chi si mette sul pulpito a predicare razzola male, malissimo, senza limiti. Come alcuni salumieri di un tempo che pesavano il prosciutto con la carta adesso questi si fregano la macelleria intera.

Quello che fa specie è vederli tranquilli, sereni, pronti a rifarlo.

Noi per memoria corta, per interessi personali o per necessità di fidarci a volte li lasciamo fare.

La soluzione è semplice. Difficile da applicare ma possibile.

Primo, dobbiamo avere memoria, perdoniamo ma ricordando, cioè evitiamo la vendetta ma anche la ripetizione.

Secondo, dobbiamo mettere i nostri veri interessi, che sono quelli di tutti, per prima. Aiutare chi ci frega, è fregarsi da soli.

Terzo, dobbiamo imparare a fidarci meglio. Se smettessimo di credere sarebbe la fine. Non abbiamo scelta, dobbiamo continuare a fidarci.

Magari ci prendiamo il tempo per selezionare meglio. Magari controlliamo, mi fido di te ma faccio qualche controllo. Magari perdoniamo di meno, chi tradisce la nostra fiducia deve riguadagnarsela, non dovrebbe tornare in automatico solo perché hai chiesto scusa.

Ricordalo. Ricordalo oggi, domani e anche dopodomani. Assicurati di non far pagare gli errori di chi abusa della tua fiducia togliendola a chi invece la rispetta. Ai primi ricorda che non sei uno stupido. Ai secondi conferma che persona sei, del resto loro fanno lo stesso con te.

Forse così, possiamo davvero cambiare le cose.

Buona settimana.

Claudio

Essere felici, nonostante stia arrivando l’autunno, e poi l’inverno…

By | Riflessioni

L’estate sta finendo e un anno se ne va… cantavano i Righeira…

La mia è stata una bellissima estate, purtroppo è finita. Andando in giro vedo le facce di chi alla domanda “come sono andate le vacanze?” invece di illuminarsi al ricordo si spengono. Con il tono più triste che hanno, rispondono “passate e dimenticate…”

Come dice qualcuno “sarebbe bello vivere sempre in vacanza”, ma per molti non è sostenibile. Dobbiamo tornare alla routine: lavoro, impegni, scuola e così via.

Ci sono tante cose che possiamo fare per rimanere un po’ più felici. Sono cose semplici ma, se non le teniamo a mente, se non le mettiamo in agenda rischiamo di farci prendere dalla routine, la brutta abitudine che rovina tutto.

Io oggi vorrei proporre qualche azione, inizio una lista, se vuoi, commenta qui sotto con qualche idea in più!

Prenditi cura di qualcuno che ami

L’estate è un momento di riposo, dove molti hanno il tempo per avere momenti magici con i cari. A volte non si fa nulla di speciale, se non stare insieme senza il pensiero di dover andare a letto presto, tornare in ufficio. Per me, è dedicare tempo a preparare la pista delle biglie in spiaggia, spesso ci mettiamo più a fare la pista che la gara. Le mie bimbe adorano costruire il percorso, è un modo per stare insieme, e in quei momenti dimentico la produttività sapendo che il bello è fare qualcosa solo per divertimento.

Forse non puoi togliere l’orologio, ma sicuramente puoi dedicare un po’ di tempo di qualità, cioè con attenzione totale, a qualcuno che ami. Come dico nell’audio corso sulla felicità, le persone felici sono tali perché hanno momenti magici con persone che amano.

Goditi le persone, sono la risorsa più importante che hai. Sono quelli i momenti che ricorderai per sempre.

Sii grato per quello che hai.

Lo so sono ripetitivo. Lo dico in continuazione, l’ho scritto nel mio libro e in questo blog.

La gratitudine è un’emozione che tutte le religioni e filosofie antiche insegnano. Annulla la paura e dà una qualità di vita straordinaria.

Il segreto è essere grato per quello che hai. Anche e soprattutto per le cose di cui puoi godere senza aver fatto nulla per averle. Come il sole, il mare, il fatto che hai due occhi, che ci sono le strade… Impara a ringraziare (quello in cui credi), per le cose che ti sembrano normali. In alcune parti del mondo non ci sono, e non lontano da te (in Emilia per esempio) sono un ricordo del passato e un sogno per il futuro.

Godi il momento

Sono in molti, io sono fra questi, a vivere nel futuro. Mangio l’antipasto e penso al primo. Sono a cena e penso alla mattina dopo. Sempre a pianificare, a pensare a cosa arriva. Come Luke Skywalker, prontamente sgridato per questo dal Maestro Yoda.

Se, come me, fai l’errore di non essere nel momento, come fai a godere delle cose che hai? Pianifichi sempre ma non ottieni mai perché quando potresti, invece di essere nel momento, stai pensando a quello che verrà.

Sii gentile

Il Dalai Lama dice che la gentilezza è la sua religione.

Non so se ti è capitato di riuscire ad essere veramente gentile. Non parlo di educazione, cioè quello che hai imparato dagli altri, come dire “buongiorno, per favore e grazie”. Intendo essere gentile, essere, non comportarti in modo gentile.

È una cosa che senti dentro, poi esce fuori.

Nella religione Cristiana, cioè quella che dovrebbe ispirarsi al Cristo, si chiama compassione.

Ascolta il tuo cuore

Lui sa tutto. Sa chi sei, cosa è giusto, cosa dovresti fare.

Ascoltalo, parlaci, sentilo. Potrebbe essere difficile, la sua voce è sotto il casino che c’è nella tua testa e fuori, nel mondo moderno.

Quando sei fermo, tranquillo senza rumori che ti circondano, a volte, si fa sentire. Forse in vacanza, in qualche momento nella natura, te ne sei accorto. Ti ha commosso, emozionato magari sconvolto.

Va bene. È il tuo cuore. Ti tiene vivo, sia nel corpo sia nello spirito. Varrebbe la pena ascoltarlo di più non credi?

È solo l’inizio di una lista, continuala tu. Magari tutti insieme riusciamo a fare un bel menù per tutti.

Un abbraccio.

Claudio

Settembre

By | Riflessioni

Settembre per me è l’inizio dell’anno, non gennaio.

Forse perché in estate ci si ferma veramente, non come durante le feste di Natale. Forse perché le foglie cambiano colore. Forse perché il nove del nove è il mio compleanno, forse per abitudine, non so. So solo che per me a settembre si ricomincia.

Non a caso faccio il workshop “Obiettivi!” proprio in questo mese, lo stesso vale per il seminario più intenso, intimo e profondo che teniamo l’ “Extraordinary Me”.

Il compleanno è sempre una bella festa. All’inizio ti festeggiano. Poi festeggi tu ed è un’occasione per fare casino… nel tempo, almeno per me, diventa anche un momento per riflettere, pensare, apprezzare…

Fino a quando c’era, chiamavo mia Mamma all’ora in cui sono nato per ringraziarla per avermi donato la vita. Ora che non c’è più ringrazio Dio, che mi dà ancora la possibilità di godere di questo dono. Sì, gli anni passano, i capelli diventano bianchi ma è un buon segno. Se invecchi è un ottimo segno, vuol dire che sei ancora vivo.

Poi io sono fortunato. Mi sono goduto tutti i miei anni. Ne ho combinate tante e tutte belle. Non ho sempre fatto tutto giusto, ma è servito. Posso solo sorridere se penso al mio passato.

Se poi penso al presente, devo allargare il sorriso. Ogni anno che passa, migliora. Quest’anno ho battuto il mio record di giorni di vacanza, che era dello scorso anno. Lavoro come un mulo ma mi prendo i miei momenti. Finalmente inizio ad applicare le cose che insegno e che consiglio ai miei clienti!

A settimane esce un libro che non era nemmeno nei miei obiettivi, era un sogno ora diventato realtà. La mia famiglia cresce con me, sempre più bella e più forte. Grazie anche all’impegno di tutti.

Il fisico risponde ancora. Sì, dovrò mettere gli occhiali per leggere, a volte, ma almeno così sembrerò più intelligente!

Quando sento qualcuno dire “se potessi tornare indietro con le cose che so adesso…” e mi dico, se lo facessi io, tornare indietro, non farei più le cazzate che ho fatto allora. No, no. Voglio averle fatte. Allora era il tempo delle cazzate e andava bene avere quella testa, ora è un altro tempo, è così che va la vita. Cioè la mia vita.

Visto che sto “diventando vecchio”, mi prendo il lusso di rompere un po’ e di far finta di essere un po’ più saggio.

Ho già martellato abbastanza per convincerti a venire alla giornata sugli obiettivi, o ai 4 giorni  straordinari di Livorno… quindi se hai deciso di non venire, parto dal presupposto che hai le tue buone ragioni. Detto questo, prenditi un’oretta questa settimana. Vai da qualche parte dove sei solo, magari immerso nella natura. Svuota la mente, spegni il cellulare e quando sei più tranquillo, fatti qualche domanda.

Non serve rispondere giusto, non è un quiz. Poi non ci sono risposte giuste. Anzi sì, ci sono, sono le tue. Se rispondi con le idee degli altri perdi, se dai le tue risposte vinci. Vuoi sapere cosa vinci?

La tua vita.

Ecco le domande:

  1. Se non sapessi la tua età, quanti anni ti daresti?
  2. È meglio non riuscire o non aver provato?
  3. Perché fai le cose che non ti piace fare?
  4. Cosa ti manca di fare?
  5. Cosa cambieresti nel mondo?
  6. Perché credi in quello in cui credi?
  7. Cosa vuoi fare prima che sia troppo tardi?
  8. Se potessi dare un consiglio al mondo, cosa consiglieresti?
  9. Se potessi chiedere un consiglio alla persona che stimi di più al mondo, cosa chiederesti?
  10. Qual è la cosa più pazza che vorresti fare?
  11. Quella che ti vergogni di più a dire ma vorresti davvero fare?
  12. Se potessi tornare indietro per un giorno, a quale giorno torneresti? Perché?
  13. Se potessi fare una vacanza senza limiti di denaro, dove andresti? Perché?
  14. Chi sei tu?
  15. Perché sei così?
  16. Cosa hai?
  17. Cosa ti manca?
  18. In cosa hai creduto, che pensandoci adesso, era ridicolo?
  19. Cosa farai di nuovo oggi?

Alcune sono basilari, quasi infantili. Le ho “rubate” dal repertorio delle domande che mi fanno le mie figlie. Quelle domande fatte dal nulla che ti mettono al muro perché sai che devi rispondere e bene, altrimenti l’interrogatorio continuerà.

Certo sarebbe meglio porsi queste domande spesso. Magari non solo a settembre.

Io ho la fortuna di farle per lavoro queste domande, e quando le fai agli altri le fai anche a te stesso. È inevitabile.

È praticamente impossibile fare il Coach se non lavori su te stesso. Quando cerchi di scappare ti arriva sempre un cliente che ha la stessa difficoltà che hai tu in quel momento. Certo, puoi far finta di nulla ma non funziona tanto bene.

Vabbè, vado a comprare gli occhiali, stasera voglio leggere. Ho in anteprima il nuovo libro sulle Dinamiche a Spirale, è bellissimo!

Buona settimana.

Claudio

Paralimpiadi

By | Riflessioni

Alex Zanardi mi è sempre stato simpatico. Non so se è il suo sorriso, o la parlata bolognese. Forse mi è sempre piaciuto perché dice quello che pensa, ricordo che da pilota Indy, come in formula 1 dove ha avuto meno successi, non era sempre “politicamente corretto” ma sempre educato e rispettoso.

L’incidente lo ha reso un eroe dei nostri giorni. Da pilota a uomo in sedia a rotelle.

Nell’immaginario collettivo il pilota ha tutto. Adrenalina, soldi, donne, fama… e chi è sulla sedia a rotelle poco o nulla. Infatti per quanto ci sforziamo di essere “educati”, il nostro sguardo si fa “penoso” (cioè carico di pena) alla vista di una persona diversamente abile, soprattutto se è un bambino.

Zanardi ci ha insegnato che si può sorridere dopo un incidente che ti stravolge la vita. Con le sue interviste, dichiarazioni ma soprattutto con i fatti, ci ha detto che guardava la sua esistenza “dalla vita in su” e non dalla vita in giù come fanno molti. Cioè, invece di vedere che aveva perso le gambe, notava che quel giorno aveva tenuto (o non perso) la vita e il resto del suo corpo.

Gli aneddoti su di lui sono infiniti. Se hai fatto qualche corso con me, ne conosci alcuni perché spesso lo cito come esempio.

Anche dopo l’incidente è stato fedele a se stesso, ha ammesso di essere fortunato, non solo perché è sopravvissuto e ha “perso solo le gambe”, ma anche perché, in quanto famoso, ha ricevuto le migliori cure, attenzioni e protesi in commercio. Spesso si chiede come sarebbe andata se fosse stato un “uomo qualunque”.

Oggi il nostro eroe è sulle prime pagine per aver vinto niente di meno che una medaglia d’oro alle Paralimpiadi. Non so quali saranno le sue considerazioni nei prossimi giorni. Forse dirà che, se non avesse avuto quell’incidente, non sarebbe mai andato alle Olimpiadi e non avrebbe una medaglia d’oro al collo.

Alcuni mie conoscenti direbbero che se la racconta. A me lo dicono tutti i giorni. Hanno ragione. Infatti tutti ce la raccontiamo. È il modo di farlo che cambia.

Noi ce la raccontiamo, eccome!

Invece di guardare quello che non abbiamo, ci raccontiamo quello che abbiamo, cioè lo teniamo ben presente. Io purtroppo non sono bravo come Zanardi. Devo passare 5 giorni romantici a Istanbul (che città meravigliosa!) per capire cosa ho. Devo parlare con un tedesco che, ai tempi della Germania dell’est, non poteva viaggiare e quindi ora fa tutto quello che può. Devo vedere un documentario, che mi dice che in una delle città più popolate del Medio Oriente l’acqua corrente c’è solo 12 ore alla settimana, dalle 19.00 alle 7.00 di un solo giorno. Potrei farti mille altri esempi ma sarei noioso.

Sì, c’è la crisi. Sì, le cose vanno male. Stiamo rischiando grosso. In Grecia le persone hanno fatto l’orto sui terrazzi per poter mangiare. In Spagna stanno parlando di fare la rivoluzione. In alcuni paesi arabi si stanno ammazzando, negli USA, come qui la gente è senza lavoro.

Le Paralimpiadi ci fanno vedere chi fa con quello che ha. La cosa più affascinante è vedere che anche in quelle gare c’è il doping, le polemiche (vedi Pistorius sulle protesi) e tutto il resto. L’uomo è sempre un uomo. In sedia a rotelle o in piedi.

Parlando con alcuni Musulmani moderati a Istanbul siamo arrivati alla conclusione che vogliamo tutti le stesse cose. Vivere bene, amare, un posto sicuro per i nostri figli, avere una vita di soddisfazioni … I modi cambiano ma le cose sono quelle.

Immerso come sono in questi giorni nelle Dinamiche a Spirale, vedo il mondo con occhi nuovi e lo capisco meglio.

Mi convinco sempre di più che “you are good people” (siamo buona gente) come ci ha detto il titolare di un negozio al Gran Bazar. Dopo una trattativa lunga, con risate, scherzi, tea, foto dei bimbi e tutto il resto, siamo arrivati all’accordo. Noi eravamo contenti, lui pure. Sono sicuro che lui ha guadagnato, come noi siamo contenti dell’affare. Ci siamo rispettati, ci siamo confrontati ed è stata una bella esperienza.

Vogliamo tutti le stesse cose. In modi diversi ma alla fine siamo simili.

Gli atleti che gareggiano in questi giorni possono ricordarci due cose importanti.

Una: fai quello che puoi, tutto quello che puoi, con quello che hai.

Due: preparati, lavora, metticela tutta, devi dare tutto.

Christopher Reeve, il famoso attore di Superman, disse che per crescere ci vuole o coraggio o una tragedia. Concludeva, dicendo che lui consigliava il coraggio. Dopo il suo incidente a cavallo rimase anche lui su una sedia a rotelle ma senza poter fare nessun tipo di Olimpiade, era tetraplegico.

Ha dovuto lavorare su se stesso, come Zanardi, e tutti quelli non famosi, ha avuto il vero successo. La medaglia non ha molto valore, quello che conta è il resto.

Magari in questi giorni oltre che a commuoverci per questi eroi perché non impariamo da loro. Ci siamo divertiti (anche troppo) a polemizzare su Federica Pellegrini (qualcuno ha goduto nel vederla cadere, altri si sono arrabbiati, altri erano tristi… come siamo buffi noi umani), ora mettiamoci al lavoro.

Prendiamo coraggio e cresciamo. C’è una grande transizione mondiale in corso. Le Dinamiche a Spirale ci dicono che ci saranno tre cambiamenti:

–       qualcuno regredirà a livelli inferiori,

–       qualcuno rimarrà allo stesso livello, cambierà solo il modo,

–       pochi faranno una crescita di consapevolezza, sono quelli che avranno coraggio.

Meglio prepararsi, le Olimpiadi (“normali”, “para” o “della vita”) non durano per sempre.

Claudio