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Agosto 2012

Straordinario te!

By | Riflessioni

È una cosa che penso. Sei straordinario. Lo sei tu, lo sono io, lo siamo tutti.

Leggendo il libro di Graves di Dinamiche a Spirale, rivedevo che non tutti i livelli la pensano così. C’è chi pensa che ci siano persone più “elevate” di altre, chi che il mondo sia diviso in classi (ma non sociali di persone) e che non ci sia nulla da fare. Nasci, vivi e muori nella tua classe.

A me hanno cercato di raccontarmela.

Mi dicevano di stare al mio posto e di accontentarmi. Io ho imparato a rispettare e godere di quello che ho. Ho anche imparato a migliorarmi e crescere. Se avessi creduto alle bugie di suor Battistina, che credeva fossi dislessico solo perché, obbligandomi a usare la mano destra,  scrivevo al contrario, oppure all’insegnante di educazione artistica delle medie (per citare qualche esempio), mi sarei rassegnato. Che è diverso da accontentato.

Il mio ultimo post ha creato qualche critica.

Il mio libro ha fatto lo stesso. Mi danno dell’ottimista. La faccio facile io, che sono fortunato. Ho tutto: salute, una bella famiglia, una moglie che mi ama, un lavoro ben pagato eccetera.

Sì, sono fortunato.

Come dice Joel Olsteen, la gente vede e giudica solo la fine del film. Si dimentica, o non ha mai visto, tutta la storia. Io, come te, ho la mia. Ho sofferto, ho passato periodi di vera ristrettezza economica, ho pianto, lottato…

Si, sono ben pagato, mi piace pensare che le persone che mi danno i loro soldi, non sono stupide, lo fanno perché si rendono conto che faccio la differenza. Pochi sanno che, per imparare quello che so, ho fatto tanti debiti e non sono uscito per due anni. Cioè non sono letteralmente uscito. A cena non andavo, “arrivavo per il caffè”. Se dovevo portare fuori una ragazza (all’epoca ero sul mercato), andavo al ristorante di un mio amico, che pagavo lavorando come cameriere.

Ho contribuito alla ricchezza di tanti “guru” con i miei risparmi e i soldi presi in prestito. Loro mi hanno ripagato alla grande. Mi hanno aiutato a conoscermi, conoscere i miei talenti, saperli usare… soprattutto mi hanno aiutato ad essere e vivere allineato a me stesso.

Ricordo le notti in bianco. Letteralmente in bianco a guardare il soffitto. Una volta per essermi licenziato da un posto fisso per seguire la mia passione, un’altra per aver mollato un socio che non stimavo, un’altra perché non sapevo come pagare gli f24… e tante altre che non ti voglio raccontare.

Mi sono messo in gioco, e lo faccio tutt’ora. Mi prendo feedback dai miei Coach, che mi fanno male (perché veri), e che mi fanno incazzare perché feriscono il mio ego. Ascolto i consigli di chi è meglio di me e lavoro ogni giorno per mantenere e migliorare la mia salute, famiglia, matrimonio, professionalità eccetera.

Si, sono fortunato, ma ci metto del mio.

I miei vecchi amici mi hanno preso in giro per anni, e lo fanno ancora, per i miei investimenti nella crescita. Ora però raccolgo i frutti.

Io non so come la pensi tu. Spero che se leggi questo blog è perché in qualche modo condividi il mio modo di pensare. Se così fosse, ti invito a fare queste cose prima di iniziare a correre come un matto dopo le vacanze.

Fermati e definisci cosa è il successo per te.

Staccati dalla bolgia, ma non per riposare, per lavorare su di te fino a capire cosa ti dà  soddisfazione, cosa riempie la tua vita.

Lavora su chi sei, scopri qual è la tua natura. Riscoprila e torna ad essa. È il solo modo per essere allineato con te stesso.

Poi scopri in cosa credi e perché. Quali sono i tuoi valori? Perché li hai? Sono tuoi? Fai “pulizia nella tua cantina”. Poi, fatto questo, metti d’accordo i tuoi ruoli. Tutte le persone che interpreti per scelta o per necessità nella tua vita.

Fatto questo, puoi definire degli obiettivi. Sono delle scuse per fare quello che farai e per divertirti.

Conosci qualcuno che fa qualcosa con passione e soddisfazione?

Chiedigli perché fa quello che fa. Ti dirà perché si diverte. Spesso raggiungere l’obiettivo è solo una scusa. La vera meta non è la vetta.

Puoi rimandare questo “lavoro”. Il tempo passerà comunque. La tua vita pure.

Puoi farlo da solo. Con un amico. Con un coach. Con un buon libro (il mio è fatto apposta). A un corso. Alla giornata “Obiettivi!” lo facciamo un po’. Al seminario “Extraordinary Me” lo facciamo per 4 giorni, con poche persone (siamo solo una decina), vicino al mare.

Però costa. Costa soldi, tempo e fatica. Non tutti hanno queste risorse. Io, per esempio, non le avevo.

Di modi per farlo ce ne sono tanti, chissà che non ne trovi uno. Te lo auguro.

Claudio

Locus of Control

By | Extraordinary

Un anno fa usciva il mio libro “la vita come TU la vuoi” che grazie a Dio sta ancora andando molto bene.

A volte trovo persone che “contestano” il titolo.

Sono persone che hanno (come si direbbe in Dinamiche a Spirale), il “locus of control” esterno. Cioè pensano che la loro vita sia controllata da fattori esterni, non da loro.

Una volta durante un’intervista a TV Sat 2000, il canale televisivo della CEI, mi è stata fatta la stessa critica. Ovviamente non condivido quel modo di pensare e, anche in quell’occasione, ho fatto notare che ci si può almeno provare. C’è sempre un margine nel quale decidiamo cosa fare e, poco o tanto, questo influenza le nostre vite.

Il passaggio da spettatore passivo a partecipante attivo inizia quando prendi il controllo della tua attenzione. Gli spettatori passivi tendono a concentrarsi sul passato, sui loro problemi, le cose che non vogliono, sulle sfide, sui motivi perché le cose non funzionano e sulle cose che non possono cambiare.

È questo focus, questo modo di pensare che porta a diventare spettatori passivi. Che senso ha fare qualcosa se sei impotente? Nei corsi faccio esempi di esperimenti fatti dai ricercatori che sono veramente intensi!

Chi è un partecipante attivo, per non dire un protagonista della propria vita, ha un modo di pensare completamente diverso. Si concentra sulla creazione della vita che vuole oggi e domani. Come dice Nancy nel suo ultimo articolo, si concentra sul positivo (cioè su quello che ha, non su quello che manca), sulle opportunità…

Pensare così porta a fare, e fare porta ad avere. Sembra semplice, infatti, lo è.

Tu cosa e come pensi la maggior parte del tempo?

Sto rileggendo il libro di Graves sulle Dinamiche a Spirale in attesa che esca il testo che ho co-scritto. È illuminante capire, ancora una volta, che chi la pensa in un modo, vive in quel modo. È come se non avesse scelta. Di fatto la scelta ce l’ha, se cambia il modo di pensare cambia tutto.

La PNL e Tony Robbins ci consiglierebbero, per esempio, di porci domande diverse.

Se ti chiedi: “perché capitano tutte a me?” o “perché non ho quello che mi merito?”, ti darai le risposte che ti portano a pensare e vivere in modo molto diverso da chi si chiede: “come mai sono così fortunato?”, “come posso crescere e migliorarmi?”, o ancora “cosa posso fare per essere migliore?”.

Sono concetti che sicuramente conosci, sono nel mio libro e nella maggior parte dei libri e corsi di crescita personale. Li applichi o li conosci solo?

Nei momenti di crisi e di sfide come questo, vale la pena ricordarci i fondamentali.

Domande diverse, uguale risposte diverse. Azioni diverse, uguale risultati diversi.

Forse vale la pena prestare un po’ più attenzione a queste cose e magari andare anche più a fondo. Io chiedo “perché?” spesso, negli ultimi anni.

Lo so, se hai fatto il Practitioner in PNL ti hanno insegnato a non chiedere “perché?”. C’è una ragione per la quale si insegna così.

Nello stesso tempo chiedere la ragione, il motivo, è determinante. Mi sono appassionato (per non dire invasato) delle Dinamiche a Spirale proprio perché rispondono a “perché?”. Cosa fa sì che una persona pensi e si comporti in quel modo? “Tue perché fai quello che fai?”

Se vuoi cambiare il tuo modo di pensare e di vivere, vale la pena scoprirlo.

Se è un lavoro che non vuoi fare e vuoi una soluzione immediata, ecco alcuni consigli. Sono azioni che daranno una sferzata, forse non cambiano la tua vita ma almeno la migliorano. Se vuoi un vero cambiamento devi fare un lavoro più intenso che leggere un articolo dal blog.

  1. Prendi respons-abilità di quello che accade. Usa la tua abilità di rispondere, sia quando è colpa tua, sia quando è colpa di altri. In Emilia hanno incominciato subito a scavare nelle macerie, anche se il terremoto non è stato causato dagli emiliani. Il problema non si è risolto, ma almeno sono attivi, e sicuramente saranno tutti in piedi sulle loro gambe prima di altri.
  2. Sii onesto. Invece di essere positivo nel modo sbagliato, cioè ignorando che qualcosa non va, ammetti e lavora per migliorare. Ci vuole coraggio, vulnerabilità, impegno… ma chi è onesto si attiva. Non si rassegna mai.
  3. Prendi il controllo dei tuoi pensieri. Richard Bandler diceva “chi guida il tuo autobus?”. Ricordi il concetto GI-GO (Garbage In – Garbage Out)? Se metti spazzatura nella tua mente, non aspettarti che esca qualcosa di buono.
  4. Focalizzati su quello che puoi fare adesso. È solo nel presente che è possibile effettuare un cambiamento. Il passato è passato e il futuro non è ancora arrivato.
  5. Perdona. Perdona a te stesso e agli altri gli errori (nel mio libro c’è un “capitolo” a riguardo). L’ergastolo è una pena che non da via di scampo.
  6. Vivi la paura, ma falla diventare tua serva, non tua padrona. (Altro capitolo del libro)
  7. Impara a rilassarti e goderti la vita. Io l’ho riscoperto durante le vacanze ma non voglio aspettare le prossime. Voglio farlo tutto l’anno!
  8. Abbi cura di te. Mangia bene, riposa, fai esercizio, fatti coccolare, cresci continuamente…
  9. Ama incondizionatamente. Cioè senza tenere il conto. Se tieni la contabilità del “dare e avere” non è amore. Se ami davvero perdi il conto e vivi il sentimento più bello della vita. Credimi, basta questo e tutto il resto non importa più.
  10. Cresci, impara, migliora. I giapponesi dicono che si può stare fermi in un fiume che scorre ma non nel mondo degli uomini. O involvi o evolvi.
  11. Concentrati su ciò che vuoi e fai qualcosa per averlo. Se fai il contrario non funziona. È logico, scontato quasi banale. Ma lo fanno in pochi. Troppo pochi.
  12. Sviluppa la tua vita spirituale. Non deve necessariamente coinvolgere un Dio. Basta fare del bene. Basta renderti conto che non sei solo e che devi contribuire al bene più grande. In Dinamiche a Spirale (come in tutte le teorie) si è scoperto che più cresci e più sai di non essere solo.

Spero di averti fatto riflettere un po’. Era il mio obiettivo.

Se vuoi iniziare il dopo estate con noi vieni alla giornata “Obiettivi!”. È un workshop dove ti prendi un giorno per te per definire cosa vuoi. Lo faccio da quasi 20 anni con risultati straordinari.

Se vuoi sapere cosa sono le “Dinamiche a Spirale”, il giorno dopo faccio la giornata introduttiva.

Sono due corsi in promozione. Paga uno e venite in due persone alla singola giornata, oppure paghi un corso solo e vieni ad entrambi i giorni. Era una promozione scaduta, ma a causa di un mio errore alcune persone non lo sapevano e allora l’abbiamo prolungata fino al 31 agosto.

Se poi hai deciso di investire davvero ti consiglio il seminario “Extraordinary Me”. Sono quattro giorni, dove in poche persone facciamo un lavoro straordinario. Non è per tutti. Ci vuole impegno, tempo ed è un investimento importante.

Oppure applica i 12 consigli. Fallo da adesso. Avrai una vita, un po’ di più, come la vuoi TU!

Buon rientro.

Claudio

“Ti amo, fatti sentire quando arrivi”

By | Riflessioni

“Ti amo, fatti sentire quando arrivi…” con queste parole un signore sulla settantina salutava la sua compagna (o moglie). Vive nella casa davanti all’appartamento dove siamo, qui al mare. Nel suo sguardo la dolcezza di chi non dice quelle parole per abitudine ma perché le vive.

Non sono sicuro dell’età di quel signore, non so se la fortunata signora sia la moglie di una vita o la nuova compagna. Non lo so, e non è importante. Sono felici e si amano.

Stanotte quando mi sono svegliato a bere per il troppo caldo e per il troppo jamon serrano, che avevo mangiato a cena, ho sentito dei gemiti. Erano le 3 di notte e venivano da fuori. Erano gemiti di piacere di donna, quello che si prova facendo del sano sesso.

Escludo che fossero della signora salutata la mattina. Era andata via, sembravano di qualcuno più giovane e venivano dall’appartamento del primo piano del nostro palazzo. Grazie al silenzio della notte, alle finestre aperte per il caldo e alla passione dei vicini, si sentivano bene. Erano intensi e ripetuti. La coppia si stava amando con passione.

Le due cose mi hanno fatto pensare. Che bello l’amore e che bella la passione!

Ci sono coppie che condividono entrambi queste cose, altre solo una, altre nemmeno una.

Cosa permette ai signori settantenni di essere ancora amorevoli? Cosa porta fuoco al rapporto che infiamma le notti dei nostri vicini?

Lo sappiamo tutti. Desiderio, amore, compassione, disponibilità… le stesse cose che in modo diverso legano un’amicizia, una partnership di lavoro solida …

Certo bisogna “lavorarci”. All’inizio è tutto automatico e naturale, soprattutto se c’è la chimica che, sicuramente, hanno i nostri vicini. Ma poi, nel tempo, la chimica non basta. Non sempre.

Bisogna continuare a fare quello che si faceva all’inizio. Notare soprattutto le cose belle o che ti piacciono. Creare momenti magici, e bisogna farlo a qualsiasi costo. Partire da presupposti positivi, cioè dare sempre intenzioni buone all’altro. Parlare, condividere e comunicare bene. E per bene dico che a volte è meglio decidere di evitare, e lasciar perdere. E poi dimostrare nei fatti, nelle parole e nei gesti, apprezzamento continuo.

È talmente semplice e banale che tutti lo sappiamo. Farlo però è più difficile. Io a volte faccio fatica. Preso dalla velocità schizzofrenica della vita moderna, mi perdo nelle cose poco importanti. Quali? Tutto è meno importante dell’amore!

Stanotte ho pensato… non è facile prendere sonno quando fa caldo, quando hai l’jamon serrano e i vicini che ti asciugano la bocca…

Ho pensato che durante le vacanze varrebbe la pena riposare e, come dice mia moglie Nancy, fare le cose importanti.

Mi sa che seguirò l’esempio dei vicini. Sia quello del signore settantenne, sia quello dei due che abitano al primo piano.

Faccio un po’ di scorta per l’inverno. Ti consiglio di fare lo stesso. L’estate finisce sempre troppo presto.

Claudio