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Maggio 2012

Q.B.

By | Riflessioni

Sono giorni intensi per me. Il week end a Londra con Robbins, ora a Treviso con l’Olimpia, domani a Lugano per Credit Suisse e venerdì in aula per Extraordinary… bellissimo!

Stamattina ho iniziato bene la giornata.

Non per merito mio. Per merito della Signora che serviva la colazione qui in hotel. Gentilissima e sorridente alla mia domanda “avete dei succhi?” mi ha risposto “se vuole le faccio una bella spremuta fresca!”.

Il sorriso, la disponibilità, l’offrirsi di fare un bicchiere grande è stato solo l’inizio. A quella Signora piaceva dare un buon servizio e io mi sono goduto tutto il momento. Salutandola, dopo averla ringraziata ripetutamente, le ho detto che mi aveva messo di buon umore grazie alla sua gentilezza, mi ha salutato con un altro sorriso e la mia giornata è iniziata bene.

A Londra il corso di Robbins era in una struttura bellissima ed enorme, dove oltre a noi 6.000 c’era una fiera del business. All’interno dell’edificio ci sono diversi stand dove mangiare: Bagel, Pizza, Cinese, Inglese e così via. Notavo come tutti gli operatori, molti non inglesi, avevano cura dei clienti e come preparavano i panini o i piatti con attenzione.

In quattro giorni di corso, nonostante la quantità di persone, non ho mai trovato il bagno sporco. Sempre pulito, in ordine con sapone e carta. I ragazzi che li pulivano spesso canticchiavano …

Il personale addetto alla sicurezza salutava chiunque gli passasse vicino.

Robbins ha, come sempre, fatto un seminario straordinario, e la struttura ben organizzata ha reso tutto più bello.

La spremuta di stamattina era buona grazie al sole delle arance di Sicilia, e il sorriso della Signora l’ha resa più gustosa.

Nelle ricette c’è sempre un Q.B. (quanto basta).

Spesso per il sale o altri condimenti (mi sono sempre chiesto come fa uno a capire quanto è che basta).

Una cosa è certa.  Offrire un bicchiere grande di spremuta (soprattutto se sei tu a spremere) sorridendo, non richiede tantissima fatica. Fare i panini con attenzione pure. Tenere in ordine i bagni con 6.000 persone in giro forse sì.

Un’altra cosa è certa. Io stamattina ero più felice ma così mi sembrava anche la Signora. Ci vuole solo un po’ di extra ma ci vuole.

Speriamo che diventi sempre più ordinario, sembra assurdo scrivere un articolo su una cosa semplice, che dovrebbe essere scontata, come il sale nelle pietanze.

Chissà magari la prossima volta che porto mia figlia all’asilo le mamme che saluto mi risponderanno. Chissà magari le persone addette al servizio clienti delle aziende (e dei call center) daranno un vero servizio. Chissà che…

Non serve molto ma un po’ serve, Q.B.

Buona settimana e forza Olimpia!

Claudio

Marilyn aveva ragione

By | Riflessioni

Uno dei vantaggi di fare come lavoro il Coach e il Trainer, è che ho accesso a un sacco di informazioni e nel tempo ho conosciuto tanti Maestri. Ho imparato molto da loro senza fare la fatica di decodificare la ricetta del successo perché lo avevano già fatto.

Ho l’onore di affiancare i migliori del mondo nel loro campo, poi qui in Italia ho la fortuna di lavorare al fianco di uomini e donne straordinari, dai quali (nonostante io sia il Coach) imparo tantissimo.

Spesso mi viene chiesto cosa rende queste persone così speciali. Concordo con l’idea di un mio collega americano che dice che non hanno nulla di speciale. La più grande differenza è in quello che fanno.

In molti pensiamo che, di fatto, ci sono 5 caratteristiche comuni a tutti coloro che hanno una vita fuori dall’ordinario.

Eccole.

Uno: vogliono imparare e non smettono mai di farlo.

Tu probabilmente hai questa caratteristica, altrimenti non leggeresti il mio blog. Io ho una pila di libri sul mio comodino, gigabite di memoria di audio corsi nel mio iPod, centinaia di articoli salvati sul mio Mac e una lista di corsi che voglio fare.

È una necessità, una bellissima “dipendenza”. Se vuoi migliorare devi migliorare. Sembra un gioco di parole ma è un dato di fatto. Chi si ferma è perduto. Cosa metti nella tua testa? Se non la riempi di informazioni utili rimarrà vuota o peggio si riempirà di stupidate che non serviranno a migliorare la qualità della tua vita.

Due: hanno una visione di un futuro migliore e soprattutto un “perché” enorme per volerlo.

Lo scopo, la risposta a “perché fai quello che fai?” è la grande differenza. È da un po’ che lo dico; è la prima domanda che pongo quando faccio Coaching. Molti chiedono per prima “cosa vuoi?” e poi “perché lo vuoi?”. Io faccio il contrario.

È il “perché” che dà la spinta emotiva, che riempie il cuore di emozioni. È il “perché” che ci guida e fa la differenza.

Sono le emozioni che ci rendono umani, non a caso dedicheremo il nostro “Extraordinary Day” proprio alle emozioni.

Tu quali emozioni hai durante la tua giornata tipo?

Sai perché fai quello che fai?

Tre: sono molto attenti a come investono il loro tempo e le loro energie.

Non sprecano due risorse così importanti, le investono con chi merita e a fare cose utili, o almeno divertenti!

Quattro: sono pronti a rischiare perché sanno che qualcosa andrà storto.

Non si aspettano di essere infallibili. Sanno che per crescere, migliorare e progredire faranno degli errori. Sanno anche che il modo migliore per sbagliare è non fare oppure fermarsi perché non si è riusciti le prime volte. La passione deve essere accompagnata dalla continuità. Solo in pochi casi le cose nuove funzionano subito. Il segreto sta nell’imparare senza mollare.

Se ci pensi le grandi aziende continuano a rinnovarsi anche se tutto va bene. Invece di star ferme sono in movimento anche se questo comporta dei rischi.

Cinque: si circondano di persone straordinarie.

Penso di aver stancato tutti ripetendo questo concetto. Se vai con lo zoppo impari a zoppicare.

Io sono fortunato, sono circondato da: colleghi, clienti, amici e da una famiglia che vuole da me solo il meglio e mi offre altrettanto.

Circondati di una squadra straordinaria. Per poterci rimanere dovrai crescere, poi anche solo per il processo di modeling implicito migliorerai stando vicino a loro.

Stamattina durante la mia camminata, ascoltavo un audio corso che parla della forza di volontà. Alcune ricerche dimostrano quello che ho sempre pensato, è come un muscolo, se la alleni ne hai di più. Certo imparare, avere uno scopo, investire bene il tuo tempo, rischiare e circondarsi di persone straordinarie richiede fatica. Il gioco però vale la candela.

Io sono convinto che poi non è così faticoso. Fai fatica solo se non ti piace, e se non ti piace vuol dire che stai imparando qualcosa di sbagliato per te, che non è allineato al tuo scopo, che stai investendo male il tuo tempo, che stai rischiando in modo stupido o che sei con le persone sbagliate.

Quando segui te stesso e la ragione per la quale sei qui, non fai fatica. Certo ti stanchi ma è quella stanchezza che ti riempie il cuore e l’anima.

Quindi buona settimana di bella fatica!

Claudio

P.S.  Se vuoi essere dei nostri all’Extraordinary Day clicca qui

 

Forse il tuo successo è diverso da quello degli altri …

By | Riflessioni

In questi ultimi giorni mi è capitato di rivedere delle persone che conosco. Mi ha sorpreso vederli uguali a se stessi.

Cerco di spiegarmi meglio. Queste sono persone che si sono sempre atteggiate a sentirsi superiori, più fighi, belli, intelligenti… qualcosa più di me, te e tutti.

Trattano male gli altri, si considerano migliori, e pensano di avere diritti speciali. Magari hanno una posizione privilegiata grazie a fortuna, stato sociale oppure sono davvero più intelligenti…

Li riconosci, sono quelli che ti fanno sentire (e con il tuo aiuto ci riescono) a disagio, ti mettono in qualche forma di soggezione.

Rivederli nel tempo è sempre bello, quasi terapeutico. Solitamente loro sono uguali. Certo sono invecchiati, lo vedi dai capelli bianchi, dalle occhiaie e dalle rughe. Ma nel resto sono uguali. Fedeli a se stessi, al personaggio che interpretano e alle convinzioni a cui sono legati per paura di scoprire la verità.

Se li guardi bene, con gli occhi di chi è cambiato e cresciuto vedi la paura e la pochezza. Tu hai affrontato i tuoi limiti. Alcuni li hai anche superati, altri li hai solo visti e accettati. Hai avuto coraggio e questo ti ha premiato. Ti sei messo in gioco, hai sbagliato, chiesto scusa, imparato e continuato.

Certo non sarai mai al loro livello (io per lo meno no), loro sono superiori. Se hai letto un libro, loro ne hanno letti dieci. Se hai fatto un corso, loro erano in prima fila e poi hanno pranzato con il relatore. Se hai fatto un cammino spirituale, loro hanno parlato a quattr’occhi con il Maestro. Hanno sempre fatto qualcosa più di te.

Strano però che siano ancora lì. Allo stesso posto. A pensare e fare le stesse cose.

La cosa più bella è che nel rivederli te ne rendi conto. Per il principio del contrasto ti rendi conto di quanto tu sia cambiato. E ora con occhi nuovi ti sembrano personaggi da film, quelle commedie all’italiana che sono un mix di comicità e dramma. Sì, fanno ridere, forse fanno tenerezza, che spesso arriva alla compassione.

In quei momenti cerco di ringraziare il buon Dio che mi ha dato il coraggio e la possibilità di crescere. Ringrazio loro perché ho imparato. Spesso non me lo hanno insegnato, l’ho imparato io.

Sorrido vedendoli imbarazzati. Cercano di mettere in scena la stessa gag, ma ormai non funziona più. I tempi sono cambiati.

Buona settimana.

Claudio

Chi è senza peccato scagli la prima pietra ….

By | Riflessioni

In questi giorni riflettevo sull’abitudine tutta umana di giudicare… Lo so è una funzione della nostra mente, il cervello non può farne a meno.

Nel mio lavoro, nel mondo di Tony Robbins, mi hanno insegnato, e non in modo piacevole, ad accettare tutti i feed back, tutte le critiche come se fossero vere. Anche se sono assurde. Se le prendi per vere anche per pochi minuti ti aiutano a crescere…

Nelle Dinamiche a Spirale crediamo che chi ha sviluppato il livello GT/giallo sappia far una critica senza rancore, senza interessi personali, solo per dire quello che pensa o per aiutarti a crescere. Certo tutti siamo in grado di farlo ma quante volte lo facciamo?

Io vedo molte persone che criticano e basta.

Spesso criticano altre persone senza conoscerle, senza avere competenze, senza aver meriti per farlo. Sembra che ci sia una specie di regola, meno risultati la persona ha raggiunto in una determinata cosa e più critica chi li raggiunge… Un po’ troppo facile criticare direi.

L’ho fatto anche io lo ammetto, e probabilmente lo rifarò. Sono umano e quindi imperfetto. Spero di ricordarmi, tutte le volte che lo farò, che non serve a nulla, anzi mi qualifica come una persona poco furba per non dire altro.

Quando qualcuno criticherà te accogli la critica e fai finta che sia vera. Così per crescere. Fatto questo chiediti:

–       La persona ha le competenze per criticarmi? È un esperto in materia? Ha avuto risultati migliori dei miei?

–       Mi critica per farmi crescere? Perché mi vuole bene? O per altre ragioni meno nobili?

–       Mi conosce o conosce la situazione per poter criticare?

Siamo tutti un po’ troppo pronti per dire agli altri cosa e come dovrebbero comportarsi, quando c’è da fare invece vedo meno preparazione. In momenti difficili come questi la generosità della critica è all’ordine del giorno.

I nostri così detti “leaders” (politici, religiosi, sociali ecc.), danno un esempio sconfortante. Dicono agli altri di fare cose che non fanno. Noi da buoni sudditi, seguiamo l’esempio…

E quindi cosa fare?

Sinceramente non lo so. La cosa più semplice sarebbe farti una ramanzina sull’etica di comportamento. Il mio grande maestro e amico Generale Franco Angioni dice che “l’etica di comportamento è da tenere anche e soprattutto quando il nemico non la segue”. Lui è un grande, l’ha fatto per tutta la vita, ecco perché lo invitiamo al corso di Leadership.

Io non posso scagliare la prima pietra. Nemmeno la seconda. Mi limito a invitarti a prestare meno l’orecchio alle critiche di chi dovrebbe stare zitto.

Poi magari tutti insieme critichiamo meno e facciamo un po’ di più. Chissà che troviamo in modo di migliorare la situazione.

Buona settimana.

Claudio