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Marzo 2012

Dovrei, ci provo ma in passato ho sbagliato

By | Riflessioni

Conosco tante persone che passano troppo tempo a pensare agli errori del passato. “Avrei dovuto fare così, non avrei dovuto fare cosà”. Lo stesso vale per i “dovrei”. “Dovrei fare questo, dovrei fare quello”, che secondo me è l’anteprima del “ci provo”, la tipica frase di chi poi non fa.

Partiamo dai “avrei dovuto”. Tutti avremmo dovuto fare qualcosa o non fare qualcos’altro. È la vita. A volte abbiamo fatto come abbiamo fatto perché ci mancavano le risorse, altre perché eravamo emotivamente sfasati, ci sta. Lo stesso vale per le cose che non abbiamo fatto. Gli errori fanno parte del vivere, li facciamo perché siamo umani e li ripetiamo perché siamo umani quindi a volte dobbiamo ripetere la lezione per imparare.

Diabolico non è ripetere gli errori ma continuare a recriminare o rimpiangere. Se hai fatto un errore fai tesoro della lezione, chiedi scusa e fai qualcosa per rimediare. Come dice Randy Paush, chiedi scusa e chiedi come puoi rimediare. Se l’errore lo hai fatto con te stesso chiediti scusa e rimedia con te stesso.

I “dovrei” mi fanno impazzire.

Chiariamoci anche io dovrei fare tante cose che infatti non faccio. Una cosa è certa: dovrei fare le cose poco importanti perché quelle che contano le faccio.  Tony Robbins dice che il fallimento è il risultato di rendere le cose meno importanti di quello che sono e che lo stress nasce dal rendere le cose più importanti di quello che sono. Non so tu ma io spesso dò troppa importanza a cose che non ce l’hanno.

Magari mi deludo per un errore che ho fatto, ci rimango male, recrimino con me stesso invece di andare avanti e imparare.

Ultimamente mi sono imbattuto con un paio di persone che parlano tanto e fanno poco. “A parole sono tutti dei campioni” si dice e queste persone sono dei campionissimi.

Hanno un sacco di scuse e ragioni del perché non possono fare quello che vorrebbero o dovrebbero. Ovviamente le scuse vengono dal passato ed è sempre colpa di altri. Fanno dichiarazioni su quello che faranno che immancabilmente non fanno. È un circolo vizioso.

Se tu sei più disciplinato e porti avanti le cose, hanno commenti e giudizi su di te. Per loro sei fortunato, o rigido o chissà cosa. Quando non ti fai coinvolgere o li eviti pensano che sei uno stronzo, o che non li capisci. Se li lasci fuori dai tuoi progetti perché ti hanno stancato o fatto perdere tempo, dicono che sei un egoista.

Anche questa è la vita. Grazie a Dio ognuno la vive come crede e per la legge karmica (di causa e effetto) tutti raccogliamo cosa seminiamo. Di fatto non raccogliamo sempre, a volte c’è una gelata che rovina tutto.

Una cosa è certa se non semini non raccogli.

Ricordo anni fa quando Roberto Baggio giocava ancora. Era a fine carriera e giocava a Brescia. Dopo l’ennesima operazione al ginocchio rientrò in tempi record in campo, battendo tutte le più ottimistiche previsioni. La sua squadra stava lottando per salvarsi dalla retrocessione e lui voleva esserci. Al suo rientro segnò un goal importantissimo. Grazie a un passaggio si trovò davanti alla porta vuota, non dovette fare altro che tirare per segnare.

Ricordo i commenti degli stupidi che dicevano che era fortunato a essersi ritrovato sotto porta. I più attenti, apprezzavano il fatto che invece di recriminare per l’infortunio, o per errori passati, o per la sfortuna di essersi fatto male, si era posto un obiettivo. Invece di “dovrei rientrare” aveva fatto l’impossibile per essere in campo quando serviva.

Baggio purtroppo non viene ricordato per questo. I più lo ricordano per aver sbagliato quel rigore nella finale americana contro il Brasile. Io ricordo che ai quarti di finale e semifinale di quel campionato del mondo passammo per merito suo. Certo, aver visto quelle partite allo stadio mi aiuta a ricordare quegli eventi, ma quello che importa è senza di lui non saremmo nemmeno arrivati in finale.

Ricordo anche la sua riposta quando a fine carriera qualcuno gli chiese cosa rispondeva a chi gli faceva domande su quel rigore. Lui disse: “dico che c’è chi sbaglia i rigori in finale di campionato del Mondo perché li tira. C’è chi non li tira mai quindi non sbaglia”.

Io ne ho sbagliati un sacco. Mi dispiace ma ci penso poco, ho imparato la lezione e la applico al prossimo da tirare. So anche che per segnarli devo prepararmi. Se provassi a prepararmi sarei sicuro di sbagliare ed è un’idea che non mi piace, la lascio a chi dalla tribuna ha da commentare su come gioco.

Dopotutto sono, come te, fortunato, rigido ed egoista.

E tu, ti stai preparando per il prossimo rigore?

Buona settimana.

Claudio

Per arrivare alla vetta bisogna far fatica

By | Riflessioni

In queste settimane mi sembra sempre più evidente la differenza tra le persone.

C’è chi vuole la vetta ma non vuole fare la fatica di scalare. C’è chi dà e fa del suo meglio tutti i giorni e, prima o poi, ottiene i risultati.

Non sono un alpinista, uso questa metafora come fanno molti perché rende l’idea.

Chi va in montagna seriamente conosce la fatica, sa che la vera meta non è la vetta ma lavora per arrivarci e una volta li, si gode la vista.

Solitamente chi sta a valle per pigrizia giudica chi arriva in alto, giudica persino peggio chi ci prova ma non ce la fa.

Chi fa fatica, tutti i giorni, si sente sempre dire quando ottiene risultati; “come sei fortunato tu!”, “hai un lavoro che ti piace, un bel rapporto, sei sano” o chissà cos’altro …

Io penso che ci siano un sacco di persone viziate. Nel senso peggiore della parola. Hanno il vizio di prendere tutto per dovuto e scontato, dalle persone, dalla vita da tutto. Come i neonati che non sanno quanta fatica fanno i genitori a svegliarsi per dargli da mangiare, e piangono appena le cose non sono esattamente come vorrebbero.

Le crisi sono sempre degli sparti acque. A volte sono le crisi economiche, oppure di salute, di fiducia, di coppia o un concorrente che diventa più aggressivo…

Leggevo un articolo sul nuotatore statunitense Michael Phelps, che come forse ricorderai ha vinto otto medaglie d’oro alle Olimpiadi di Pechino. Phelps oltre che aver vinto tanto è conosciuto per essere un ragazzo simpatico e con i piedi per terra. L’articolo riportava tre cose del suo modo di essere e fare che mi sono sembrate interessanti.

Uno, tanto sacrificio

“Al liceo, non ero in giro a divertirmi con gli amici ogni giorno o tutti i fine settimana. Le feste liceali erano qualcosa a cui ero disposto a rinunciare per quello che volevo”.

Phelps ha sempre voluto vincere tanto e ha pagato il prezzo per farlo. Sinceramente non farei cambio con lui, la sua vita è solo nuoto e poco di più. Detto questo prendo il suo insegnamento, lo applico alla mia vita e ti chiedo. Sei disposto a rinunciare a qualcosa per la tua medaglia d’oro. Sei disposto a rinunciare al tuo orgoglio per vincere la medaglia d’oro nel rapporto di coppia? Sei disposto a rinunciare a qualche ora di divano per vincere la tua medaglia d’oro nella salute o nella conoscenza? Sei disposto a metterti in gioco, rinunciando alle sicurezze per vincere la medaglia d’oro della soddisfazione invece di farla vincere alla tua paura?

Due, imparare dagli errori

“Essere arrestato per guida in stato di ubriachezza è stata un’esperienza di apprendimento. Ho imparato così tanto da quell’errore, credo di essere cresciuto di più da quell’esperienza che tutto il resto”.

Nessuno è perfetto, nemmeno tu. Quello che conta è ciò che farai con i tuoi errori. Li giustificherai, ti punirai o imparerai?

Phelps è tutt’ora attivo nella campagna di sensibilizzazione al problema dell’alcol e della guida in stato di ubriachezza. Il suo errore lo ha fatto crescere e soprattutto gli ha dato la motivazione di fare di più, meglio e per gli altri.

Tu che errore potresti trasformare?

Tre, saper apprezzare l’incertezza.

“Dopo il nuoto non so cosa voglio fare. Voglio assolutamente rimanere nello sport, ma non sono sicuro di quale campo voglio entrare. E non ho paura del futuro, arriverà il momento in cui sono pronto ad andare in pensione, ma sicuramente non ancora”.

Tony Robbins dice che la qualità della vita di una persona è direttamente proporzionale alla quantità di incertezza che può tranquillamente gestire (e la parola chiave è tranquillamente). Come dico nel mio ultimo audio libro il futuro è incerto più che mai. Nello stesso tempo la sicurezza è il valore più ricercato al mondo!

Dobbiamo trovare le nostre sicurezze dentro di noi, se le cerchiamo fuori siamo spacciati. Chi ha fatto un lavoro profondo su se stesso (come quello che facciamo all’Extraordinary Me) sa che nei momenti difficili è la solidità interiore che conta.

La terra, prima o poi, ci trema sotto i piedi, se abbiamo una casa con fondamenta solide si muoverà un po’ ma non c’è nulla da temere.

Sappiamo tutti che la nostra vita non dipende solo da noi. Nello stesso tempo sappiamo anche che possiamo fare qualcosa. Certo a valle si sta comodi, il divano è comodo, lo status quo è comodo.

Chi inizia a scalare fa fatica, l’arrivo non è garantito e la vetta della vita si alza giorno dopo giorno.

Una cosa è certa, chi parte e chi arriva non è fortunato. Ha faticato e per questo raccoglie i frutti.

Inizia a scalare. Il fondo valle è troppo affollato di gente insoddisfatta se rimani lì ti condizioneranno e mi spiacerebbe sentirti dire “che fortunato che sei”, preferisco ascoltarti quando dirai: “che fortunato che sono ho avuto la forza, e soprattutto la voglia, di scalare”.

Buona settimana.

Claudio

Empowerment

By | Riflessioni

Stiamo vivendo un momento difficile. La crisi è vera. Forse qualcuno la vede più nera di quello che è ma il dato di fatto è che molte aziende sono in difficoltà e molte persone stanno facendo fatica.

La brutta notizia è che non sappiamo cosa succederà. È una situazione nuova, tutto potrebbe finire o cambiare completamente. Che i Maya (o chi li interpreta) abbiano ragione?

La buona notizia è che non ci sono esperti. Il mondo è così diverso e le sfide così nuove che chi ha esperienza, a volte, è addirittura svantaggiato. Nella maggior parte delle aziende che conosco, le persone meno creative sono al comando. Il consiglio di Amministrazione è composto da chi ha decenni di esperienza e applica soluzioni vecchie a nuovi problemi. Come diremmo in Dinamiche a Spirale questo non funziona mai perché citando il grande Einstein “il modo di pensare che crea un problema non lo po’ risolvere”, bisogna cambiare.

Ho l’onore di affiancare imprenditori e dirigenti illuminati che mettono in discussione tutto, persino le loro idee, e per questo innovano e crescono anche e soprattutto, in momenti come questo. Oggi servono persone che hanno il coraggio di dire “non so”. Persone che sanno di non sapere, che chiedono, guardano e ascoltano. Gente che sa che le idee possono arrivare da qualunque parte e da chiunque.

Sono imprenditori e dirigenti che invece di fare il lavoro degli altri, invece di dare risposte, fanno le domande. Sanno che ti hanno assunto e ti pagano per fare qualcosa, e vogliono che tu lo faccia.

Tutti dovremmo prendere più respons-abilità di trovare le soluzioni. Tutti dovremo darci forza l’uno con l’atro e fare squadra. L’empowerment non dovrebbe essere una cosa che viene solo dall’alto.

Non dovrebbe essere il capo che da empowerment al collaboratore, non dovrebbe essere il genitore a empower il figlio. Tutti dovremmo farlo con tutti, o meglio ogni uno dovrebbe farlo per se stesso. Chi è in alto dovrebbe dare lo spazio a chi è in basso per crescere, e chi è in basso dovrebbe prendersi la briga di farlo.

Tu cosa fai? Lasci spazio a chi deve crescere. Sfrutti quello che hai per crescere tu?

Cosa potresti fare da oggi per migliorare questi due aspetti della tua vita personale e professionale?

Ricordati basta una cosa anche piccola per cambiare tutto. Io oggi ho lasciato che fosse qualcun altro a prendere una decisione. Non mi è stato facile lasciare il controllo ma mi è stato molto utile.

Il risultato, ovviamente straordinario!

Buona settimana.

Claudio

Integrità e coerenza

By | Riflessioni

Più che mai oggi tutti richiedono onestà, sincerità, e chiarezza a chiunque e in ogni situazione. Anche noi italiani ci siamo stancati delle situazioni ambigue, delle promesse non mantenute e dei “ci mettiamo d’accordo dopo” che risulta spesso in un prezzo più alto di quello che dovevi pagare.

Emerson diceva “difendi la tua integrità come se fosse una cosa sacra”.

Nel mio libro parlo dell’essere. Non è un concetto nuovo, io mi sono limitato a riprenderlo a modo mio. Attorno all’essere dico che c’è il credere. Poi arriva il fare.

Quello che facciamo è il risultato di quello che siamo e di quello in cui crediamo.

Chi come me fa PNL sa che a volte diventiamo quello che facciamo, per questo è importante essere integri e comportarsi con coerenza

Tutti facciamo errori. Tutti violiamo i nostri valori. A volte succede siamo umani e grazie a Dio siamo imperfetti. Se fossimo perfetti saremmo altrove (e saremmo noiosissimi!).

Si parla tanto di leadership, io la studio da anni perché mi affascina.

Penso che ultimante manchi e soprattutto ce ne sia un gran bisogno.

Non parlo di leadership come capacità di avere seguaci o creare movimenti, parlo della capacità, o meglio abitudine, di avere fiducia.

Nel mio audio libro dico che la leadership è un verbo. Infatti è il risultato delle decisioni che prendi continuamente.

Per avere la tua fiducia o stima cosa devo fare? Immagino che devo mantenere le promesse che faccio. E tu per avere stima di te, la famosa autostima cosa devi fare? La stessa cosa.

Ti è mai capitato che un tuo caro amico ti abbia deluso o fatto arrabbiare? Lo hai perdonato? Se la risposta è si, lo hai fatto perché nel tempo ti ha dimostrato che era una persona affidabile e quell’evento, che era un’eccezione alla regola, è passato in secondo piano.

La coerenza è uno dei segni più evidenti di integrità e la si costruisce nel tempo. Non una volta ogni tanto. Come nell’esempio del tuo amico che ti ha deluso se tu sarai coerente con te stesso nel tempo potrai perdonarti (e farti perdonare) gli errori umani che prima o poi farai.

La coerenza secondo me si esprime in due modi. Essere integro nel tempo, avere il coraggio di ammettere i propri errori chiedendo anche scusa.

È un momento di crisi, di cambiamenti e spero di evoluzioni. Tutti noi, e l’Italia, siamo chiamati a fare tanti sacrifici per superare questo momento difficile. Forse un impegno che potremmo prenderci tutti è di essere un po’ più integri, un po’ più coerenti e un po’ più disposti a rimediare ai nostri errori.

Lo so, dovrebbe incominciare qualcun altro, lo so, lo fai già e ti sembra non funzioni.

Forse hanno ragione quelli che dicono che non ne vale la pena, io penso di sì. Forse mi sbaglio ma preferisco crederci e provare.

Vuoi sbagliare con me?

Buona settimana.

Claudio